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sabato 18 aprile 2020

IL COLIBRI Sandro Veronesi Recensione

Una lettura sorprendentemente intima dalle implicazioni psicologiche complesse ma dalla fruizione immediata e invitante, nonostante affronti spesso temi amari. Il colibrì  scava nei meandri dell' animo del lettore, nel suo senso morale e nelle sue emozioni, trasferendo in lui i pensieri e le prese di posizione del protagonista della storia.

La Nave di Teseo
IL COLIBRI
SANDRO VERONESI

Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 246
Prezzo: € 19,00
ebook € 9,99
disponibile su Audibile, letto da Fabrizio Gifuni
QUI il link Amazon per l' acquisto

La Trama
Marco Carrera, il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce altri personaggi indimenticabili, che abitano un’architettura romanzesca perfetta. Un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.
Un romanzo potentissimo, che incanta e commuove, sulla forza struggente della vita.

Opinione di Charlotte 
Il colibrì è incentrato sulla figura di un uomo come tutti noi, ordinario, metodico ed eroico nel suo affrontare la vita nelle tappe cruciali. Sia che si tratti di pietre miliari che stravolgono gli schemi  in un battibaleno,   sia che si tratti di  minuzie relegate nella memoria e riaffioranti dopo molti anni , tutti gli accadimenti hanno  un peso determinante, e contribuiscono a definire a posteriori  il percorso  compiuto. Battagliando con avversità improvvise e sentimenti non univoci,   Marco  percorre l' esistenza lottando strenuamente per  tentare di superare gli ostacoli senza mutare :anche quando si tratta di mantenersi in equilibrio dopo l' impatto con  fallimenti, lutti, dolori lancinanti ,  Marco Carrera accorato, ironico, concreto, innamorato, devoto, solitario,  resiste per rimanere in equilibrio, mantenendosi   consapevole e vivo con l' obiettivo di tenere sotto controllo la propria esistenza. 
Se La Perdita è il leit motiv di una vita fatta di amori e di  disillusioni, la reinvenzione con l' intento di rimanere immobile nelle proprie prese di posizione e di mantenere il controllo sulle proprie pulsioni senza soccombere, è una strategia che dà i suoi frutti trasformando ogni trauma e fallimento in una tappa di un percorso che  all' arrivo  rivela il compimento di una missione: tutto quello che accade a Marco nell' arco di settant' anni , alla resa dei conti sarà stato funzionale ad essa.   
I comprimari di Marco Carrera, spesso contraltare di carattere opposto, incontratisi , talora scontratisi con la personalità di lui  tanto nel passato quanto nel presente spesso intersecati,   interagiscono armonici in un gioco di rimandi:  ognuno con il proprio " colore"  contribuendo a  costruire  un tessuto narrativo  omogeneo,  nel quale Marco è il filo da ricamo che si fonde e confonde con il supporto, per riemergere e dare la sua impronta ad ogni scampolo  di vita vissuta. 
Il colibrì è un libro intenso e commovente,  che nella concatenazione tra persone e accadimenti, nell' ineluttabilità e nella  presa di coscienza con adattamento ad essa , permette al lettore di compiere un percorso non rasserenante  ma nemmeno angosciante  che  lo accompagna alla riflessione sulla condizione umana e sul suo determinismo. 

http://sandroveronesi.it/

venerdì 13 marzo 2020

RP L' ENIGMA SIBERIANO Martin Cruz Smith



Torna Martin Cruz Smith con il suo personaggio di maggior successo, l' ispettore moscovita Arkady Renko reso noto al pubblico da Gorky Park : ne L' enigma siberiano egli si troverà alle prese con un indagine che lo porterà sulle tracce della bella e audace Tatiana, tra la taiga siberiana, la variopinta Irkutsk, la zona mineraria di Čita e il lago Bajkal . E il clima ostile sarà l' ultima delle insidie che affronterà. 

Grazie come sempre a Raffaella e alle colleghe blogger che insieme a noi hanno affrontato questo viaggio periglioso e coinvolgente ! 

Mondadori 
L' ENIGMA SIBERIANO
MARTIN CRUZ SMITH 



Genere: Narrativa contemporanea/suspense
Pagine: 250
Prezzo: € 17,00
€ 10,99
QUI il link Amazon per l' acquisto


La Trama 
Tatiana Petrovna, giornalista d'inchiesta coraggiosa e temeraria, ha lasciato Mosca da più di un mese per dedicarsi a un misterioso incarico. Tatiana è nota per le sue sparizioni durante le inchieste più impegnative, ma Arkady Renko, leggendario investigatore di Mosca e amante della donna, è sicuro che questa volta ci sia qualcosa che non va. Quando non la trova sul treno che doveva riportarla in città è l'unico a preoccuparsi, perché conosce troppo bene i nemici della donna e quello che potrebbero arrivare a fare per tenerla buona.
Renko inizia quindi un lungo e pericoloso viaggio in Siberia per trovare Tatiana e riportarla indietro.
Muovendosi dalle rive del lago Bajkal fino alla fatiscente Cita, l'investigatore scopre a poco a poco che Tatiana sta seguendo l'ascesa del dissidente politico Mikhail Kuznetsov, un "golden boy" della moderna ricchezza petrolifera e il primo uomo a rappresentare da oltre un decennio una vera minaccia per il dominio di Putin.
Sebbene Kuznetsov sembri il candidato perfetto per combattere la corruzione dilagante nella politica russa, la sua reputazione si offusca quando Boris Benz, il suo socio in affari e il suo migliore amico, viene trovato morto.
In una terra di sciamani e notti glaciali, uomini ricchissimi e potenti e mostri marini che si dice si aggirino nel lago più profondo del mondo, Renko ha bisogno di tutto il suo ingegno per salvare Tatiana.
In questo nuovo romanzo, il nono dell'indimenticabile serie con protagonista Arkady Renko, Martin Cruz Smith conduce il lettore dentro un mondo di oscuri personaggi politici e grandi oligarchi petroliferi e regala, con il suo stile pungente e distintivo, una visione autentica della Russia contemporanea.

Opinione di Charlotte 
Un  romanzo che trasporta il lettore in una dimensione contemporanea ostile e affascinante, tra gelo siberiano, interessi petroliferi ,  orsi da catturare e cacce a uomini invisi allo stato o con esso conniventi.
La vicenda suspense è articolata e ricca di colpi di scena, ma è la scenografia nella quale è incastonata  a farla da padrona,  donando una  tridimensionalità fuori dal comune al romanzo.
Martin Cruz Smith ricrea con perizia la Russia di Putin che non ammette detrattori e che non deve essere messa in discussione: c'è  chi prova ad opporsi o a cercare alternative e viene boicottato, chi fa affari più o meno leciti , chi muove i fili  dietro le quinte e architetta cospirazioni ;  ma c'è anche la gente comune, che si destreggia quotidianamente tra avversità e aspirazioni individuali  , e ci sono le tradizioni e le credenze ancestrali che donano un tocco inaspettatamente visionario ad un' indagine incentrata su interessi economici e brame di potere .
Arkady Renko è un orso che non si può addomesticare: uomo maturo , ironico, empatico,  lo spiccato senso della morale e la ricerca della verità che sono i suoi tratti distintivi  lo rendono trasgressivo  e lo  discostano dagli atteggiamenti  dei suoi superiori amministranti una  " giustizia" sommaria. Le sue ricerche gli consentono di confrontarsi sia con il lusso sia con l' austerità, di relazionarsi con persone ricche, meschine, sobrie ,  ambigue e ambiziose o complici e devote, e lo  pongono in situazioni di pericolo e ostilità che solo con destrezza, fortuna e collaborazione con altri personaggi vividamente tratteggiati è in  grado di superare.
Natura e cultura poco conosciuti,  dualismo tra emancipazione e opprimente regime autoritario, ipocrisie e genuinità raccontati con naturalezza e seduzione  espressiva da un grande maestro della scrittura,  sono gli  elementi che rendono L' enigma siberiano,  pericoloso e intrigante fin dal suo intreccio, una lettura godibile  a tuttotondo anche da chi non è particolarmente vocato all' spionaggio e alle trame ansiogene, e ama la narrativa di qualità che garantisce una perfetta full immersion in ambienti, storie ed emozioni .


giovedì 16 gennaio 2020

REVIEW PARTY STORIA DELLA NOSTRA SCOMPARSA Jing-Jing Lee



Difficile riprendersi dopo una lettura come questa, oltremodo agghiacciante per crudeltà e scelleratezza, al contempo toccante per l' istinto di sopravvivenza che pervade azione  e pensieri della protagonista.  Storia della nostra scomparsa è il racconto, documentato con accuratezza dall' autrice, di  ferocie perpetrate ai danni di vittime innocenti con connivenze di ogni tipo,   seppellite  dall' omertà che per anni ha minimizzato questo crimine.

Fazi Editore 
STORIA DELLA NOSTRA SCOMPARSA 
JING-JING LEE


Genere: Narrativa contemporanea 
Pagine: 326
Prezzo: € 17.00 
ebook: € 9.99 
QUI il link Amazon per l' acquisto 

La Trama 

Wang Di ha soltanto sedici anni quando viene portata via con la forza dal suo villaggio e dalla sua famiglia. È poco più che una bambina. Siamo nel 1942 e le truppe giapponesi hanno invaso Singapore: l’unica soluzione per tenere al sicuro le giovani donne è farle sposare il più presto possibile o farle travestire da uomini. Ma non sempre basta. Wang Di viene strappata all’abbraccio del padre e condotta insieme ad altre coetanee in una comfort house, dove viene ridotta a schiava sessuale dei militari giapponesi. Ha inizio così la sua lenta e radicale scomparsa: la disumanizzazione provocata dalle crudeltà subite da parte dei soldati, l’identificazione con il suo nuovo nome giapponese, il senso di vergogna che non l’abbandonerà mai. Quanto è alto il costo della sopravvivenza?
Sessant’anni più tardi, nella Singapore di oggi, la vita dell’ormai anziana Wang Di s’incrocia con quella di Kevin, un timido tredicenne determinato a scoprire la verità sulla sua famiglia dopo la sconvolgente confessione della nonna sul letto di morte. È lui l’unico testimone di quell’estremo, disperato grido d’aiuto, e forse Wang Di lo può aiutare a far luce sulle sue origini. L’incontro fra la donna e il ragazzino è l’incontro fra due solitudini, due segreti inconfessabili, due lunghissimi silenzi che insieme riescono finalmente a trovare una voce.
Con una scrittura poetica e potente, in questo romanzo d’esordio Jing-Jing Lee attinge alla sua storia familiare raccontando la memoria dolorosa e a lungo taciuta di una generazione di donne delle quali è stata per decenni negata l’esistenza: una pagina di storia che troppo a lungo è stata confinata all’oblio.


Opinione di Charlotte

La storia delle " ragazze di conforto"  cinesi e coreane molto spesso rapite ai familiari,  stuprate e picchiate per anni dai militari giapponesi  per poi morire di stenti, malattie, o - quelle poche " fortunate"  - ritrovate superstiti piene di cicatrici  nel corpo e nell' anima, viene raccontata tra Singapore e i kampong circostanti,  attraverso gli occhi di  Wang- Di. La donna è  una sopravvissuta a tre anni di prigionia, e il  racconto della sua vita dall' infanzia alla vecchiaia  si sviluppa su due piani paralleli raccordati dalla figura di un  adolescente dalla sensibilità singolare, personaggio  che lentamente ma inesorabilmente assume   un ruolo ben preciso a chiudere il cerchio dell' intera vicenda  del romanzo. In Storia della nostra scomparsa da un lato ci si immerge con impotenza e ripugnanza nel  racconto degli orrori della guerra, dei saccheggi, delle uccisioni e degli abusi accaduti negli anni '40:  dall' altro ci si ritrova insieme ad una donna anziana segnata in modo permanente e ritenuta " strana", da poco vedova di un marito amabile e consolatore ,  a  fare i conti con la solitudine, le reminiscenze, gli incubi, la spersonalizzazione, le paure quotidiane che si accavallano e si confondono con quelle di ieri . 
Il coraggio di Wang Di  - il suo nome tradotto significa " speranza di un fratello", poiché la sua nascita viene considerata un insuccesso  - è ammirevole e quasi sovrumano. Lo scarso valore che come persona in quanto donna  le viene attribuito fin dal primo tentativo di ucciderla da neonata , viene amplificato all' ennesima potenza nella "casa bianca e nera", viene confermato al suo rientro nella normalità quando tutti le sono ostili e nulla è più come prima. Le vicissitudini di Wang Di suscitano  compassione, dolore e perfino ammirazione :  non tentare di farla finita quando tutto è  morto in lei e attorno a lei,  riuscire ancora negli anni  a provare e a ricevere più devozione, tenerezza e felicità di quanto possa immaginare pur mutilata nel corpo e nello spirito dalla sua tragica , mostruosa esperienza, è quanto di più coraggioso possa essere affrontato da un essere umano.   
Storia della nostra scomparsa è un esempio di resilienza all'ennesima potenza, una condanna di qualsiasi tipo di violenza e disprezzo della vita altrui, un invito a non dimenticare coloro che hanno subito: non da ultimo, un' esortazione  a non fingere di non sapere  che  l' orrore della guerra, della persecuzione, del razzismo purtroppo continuano a mietere vittime innocenti.  

L' Autrice


È nata e cresciuta a Singapore. Nel 2011 ha conseguito il master in Scrittura creativa a Oxford. Alcuni suoi racconti e poesie sono apparsi in diversi giornali e antologie. Nel 2013 è stato pubblicato il suo racconto lungo If I Could Tell You (Marshall Cavendish) e nel 2015 è stata pubblicata la sua prima raccolta di poesie intitolata And Other Rivers (Math Paper Press). Attualmente vive ad Amsterdam. Storia della nostra scomparsa è il suo primo romanzo.

giovedì 9 gennaio 2020

LA DONNA DAL KIMONO BIANCO REVIEW PARTY Ana Johns



Un romanzo di fantasia che scaturisce  da storie vere di guerra, di dopoguerra, di - molto spesso mancato -  incontro  tra le due culture. Una vicenda intensa e drammatica di amore, rinuncia, morte, protezione, che si poggia sul rapporto dialettico tra due epoche, due modi differenti di agire  e di pensare. Su due storie di donne  raccontate in parallelo che dialogano vincendo su tempo e silenzi , destinate prima o poi ad incontrarsi.

Tre60
LA DONNA DAL KIMONO BIANCO
ANA JOHNS 

Traduzione: Maria Carla Dallavalle 
Genere: Narrativa contemporanea 
Pagine: 352
Prezzo: € 16.00
ebook: € 7.99 
QUI il link Amazon per l' acquisto 


La Trama
Giappone, 1957. Il matrimonio combinato della diciassetten­ne Naoko Nakamura con il figlio del socio di suo padre garan­tirebbe alla ragazza una posizione sociale di prestigio. Naoko, però, si è innamorata dell’uomo sbagliato: è un marinaio americano, quello che in Giappone vie­ne definito un gaijin, uno straniero. Quando la ragazza scopre di essere incinta, la comprensione e l’affetto che sperava di trovare nei genitori si rivelano soltanto un’illusione. Ripudiata da chi dovrebbe starle vicino, Naoko sarà costretta a compiere scelte inimmaginabili, per qualunque donna ma soprattutto per una madre…

Stati Uniti, oggi. Tori Kovač è una giornalista. Men­tre si prende cura del padre, anziano e gravemente malato, trova una lettera che getta una luce sconvolgente sul passato della sua famiglia. Alla morte del padre, decisa a scoprire la verità, Tori intraprende un viaggio che la porta dall’altra parte del mondo, in un villaggio sulla costa giapponese. In quel luogo così remoto sarà costretta a fronteggiare i demoni del suo passato, ma anche a riscoprire le proprie radici…




Opinione di Charlotte 
Non di solo  romance vive una lettrice: a volte il desiderio di confrontarsi con temi sconosciuti ed esperienze di vita anche dolorose predomina sul bisogno di zucchero. La ragazza dal kimono bianco racconta di giapponesi e americani nella Tokio tra il 1957 e 1958 , di un amore impossibile che sfida costumi e pregiudizi, di matrimoni e disillusioni, di riconciliazione con il passato e con se stessi.  
Naoko e Tori  hanno in comune un uomo e l’ amore diverso e assoluto che hanno provato per lui: la determinazione di Naoko si scontra con il razzismo, con un senso della famiglia che non ci appartiene culturalmente ma che segue una coerenza  disarmante,  e che in un’ ottica differente dalla nostra non può essere ritenuta ingiusta . La  passionalità ostinata della Naoko diciassettenne stride con l’ educazione ricevuta, con le regole che la società le impone, e la conduce  in vicoli ciechi dai quali solamente un destino scritto e l’ accettazione di quel che non si può cambiare   riescono a  liberarla, non senza sacrificio.
Tori mezzo secolo dopo è una donna emancipata, ferita dalla perdita, disorientata da scoperte che  hanno minato punti di riferimento e convinzioni: il suo viaggio in una dimensione sconosciuta che le appartiene di riflesso fra scoperte oggettive e favole che di fatto le hanno fatto intravedere verità fin dalla tenera infanzia,  ha il potere di riconciliare, di chiudere un cerchio e portare  alla pace.
La narrazione è incalzante ed empatica,  talora amara , priva  di giudizi  di fondo su comportamenti seppur non sempre considerabili limpidi e altruisti :  ambigui in virtù della fallibilità e dell’ imperfezione  umana,  nonché del contesto sociopolitico al quale la storia appartiene. Infine, la vicenda è arricchita di luoghi e  racconti reali e simbolici, dalle implicazioni talora struggenti,   che rimangono impressi nell’ anima  e assumono una valenza universale : sia per  Naoko come parte integrante  del suo vivere quotidiano,  sia per Tori come fantasie raccontate da un padre amorevole, sia infine per il lettore,  quali emblemi della sua condizione esistenziale.  


mercoledì 1 gennaio 2020

IL TRENO DEI BAMBINI Viola Ardone Recensione

Inizio il mio 2020 di recensioni con un romanzo struggente, e con  una vicenda di fantasia basata su una storia vera di solidarietà che ha visto protagonista l' Italia del secondo dopoguerra: quando la nostra era una nazione disomogenea,  mutilata dalla guerra, lacerata da  profonde ferite,   al contempo desiderosa di risollevarsi, di tornare alla normalità, di salvaguardare il futuro delle nuove generazioni. 

Einaudi
IL TRENO DEI BAMBINI
VIOLA ARDONE

Genere. Narrativa contemporanea
Pagine: 200
Prezzo: € 17,50
ebook: € 8,99 
QUI il link Amazon per l' acquisto
disponibile anche su Audible, letto da Fabio Zulli 

La Trama
È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l'intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un'iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l'ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un'Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c'è altro modo per crescere.


Opinione di Charlotte 

Il romanzo è incentrato sulla vicenda dei Treni della Felicità raccontata attraverso lo sguardo limpido e ingenuo di un bambino napoletano poverissimo, figlio di una ragazza madre: al quale viene data una possibilità incredibile che altrimenti non avrebbe mai avuto, ma che comporta di contro il suo sradicamento e trasferimento in Emilia. Amerigo è un ragazzino amato senza tenerezza da chi la dolcezza non l' ha mai conosciuta, sfamato con sacrificio ma non accudito, e il suo futuro appare gioco forza precluso fin dalla prima infanzia : la scappatoia che gli viene offerta potrebbe essere temporanea o definitiva, in entrambi i casi prevede una scelta non facile sia da parte del bambino sia da parte della madre, e un prezzo molto alto che non è scontato valga la pena pagare. 



Immagine proveniente dall' articolo https://ilbolive.unipd.it/it/news/treni-felicita-storia-italiana

Dalle prime scorribande e dagli incontri abituali di un Amerigo fanciullo, via via che si prosegue con la lettura, ci si rende conto che " famiglia" non è solo il legame biologico, che l' amore può prendere strade inaspettate, che esso proviene da luoghi e atteggiamenti inimmaginabili e può arrivare alla rinuncia, alla separazione, al sacrificio forse irreparabile perfino mutilando una parte di se stessi. Il candore ingenuo di Amerigo piccolo, legato al suo rione/microcosmo per poi ritrovarsi dapprima diffidente , quindi strabiliato e disorientato di fronte all' opulenza emiliana  e ad un modo così diverso di vivere che se da un lato gli è estraneo dall' altro gli permette di giocare, mangiare tutti i giorni a dovere, coltivare degli interessi, viene esternato al lettore mediante un tono irriverente, giocoso, disarmante nella sua leggerezza anche quando sottintende un altrove di miseria e trascuratezza al quale con l' amore non si può sopperire  . Un atteggiamento positivo che stride con la malinconia rassegnata dell' Amerigo di 40 anni dopo , nella seconda parte del libro;  un uomo maturo che con Napoli e con le sue origini ha un conto in sospeso, e che alcune risposte non le ha mai avute , le sta ancora cercando e forse non le troverà mai.  Attraverso il dualismo giovinezza ingenua / età adulta consapevole , con grande empatia Viola Ardone riesce sia a fare percepire al lettore sia l' entusiasmo e la semplicità del bambino, sia il peso nel cuore , il senso di non appartenenza e di colpa dell' adulto:  restituendo attraverso una sorta di romanzo di formazione dalle implicazioni emotive e sociali complesse, un affresco di storia e di vita che rimane inciso nell' anima.

martedì 22 ottobre 2019

L' ESTATE DELL' INCANTO Francesco Carofiglio Recensione

Romanzo di formazione ma anche di sintesi, permeato di suggestioni naturalistiche e visionarie, L' estate dell' incanto è la storia di un' esistenza nella sua completezza tra reale e immaginario , raccontata attraverso le esperienze della protagonista Miranda: soffermandosi in particolare su una  stagione magica di passaggio, in cui a insicurezze e pulsioni infantili fa da delicato contrappunto la leggerezza struggente del primo amore.


Piemme 
L' ESTATE DELL' INCANTO
FRANCESCO CAROFIGLIO


Genere: Narrativa contemporanea 
Pagine:272 
Prezzo: € 17.50
ebook: € 9.99 
QUI il link Amazon per l' acquisto 


La Trama 
È l'estate del 1939, Miranda ha dieci anni e il mondo è sull'orlo dell'abisso. Ma lei non lo sa. Quell'estate sarà la più bella della sua vita. Miranda parte con sua madre da Firenze per raggiungere Villa Ada, la casa del nonno paterno, il marchese Ugo Soderini, sulle colline pistoiesi. Suo padre è altrove. La cascina del nonno e il bosco misterioso che la circonda sono il teatro perfetto per le avventure spericolate insieme con Lapo, il nipote del fattore, le scorribande in bicicletta, le scoperte pericolose, il primo, innocente bacio. Ma il bosco è anche il luogo abitato dalle creature parlanti che l'anima di bambina vede o crede di vedere. E la foresta compare sempre, e misteriosamente, nei quadri del nonno, chiusi nel laboratorio che nessuno ha il permesso di visitare. C'è come una luce magica che rischiara quella porzione di mondo. Miranda, ormai novantenne, ce la racconta, fendendo le nebbie della memoria. Tornare a quei giorni, a quella bambina ignara, che ancora non ha visto, vissuto, sofferto, perduto è più che una consolazione, è un antidoto. È l'incantesimo di una giovinezza improvvisa. Francesco Carofiglio ci conduce per mano all'ultima estate di innocenza. E lo fa con ciò che, più di ogni altra cosa, contraddistingue la sua poetica, la fragilità incorruttibile del ricordo e lo sguardo innocente di chi può ancora essere salvato.

Opinione di Charlotte
Un romanzo  dall' apparenza lieve e dalle atmosfere ovattate, che si insinua nel profondo dell' essenza umana rivelandosi  pregno di simboli, significati ed  emozioni. Incentrato su una vicenda di vita nella sua interezza, dallo sbocciare all' appassire, dall' infanzia dell’  esplorazione alla vecchiaia del  riesame, L' estate dell' incanto è giocato su contrapposizioni visive, emotive, esistenziali. Un rimando continuo tra stupore e disincanto,  che ha il suo fulcro nella  voce narrante Miranda ora presentata al lettore nei panni di una bambina di appena dieci  anni  con la vita davanti e l’ ingenuità e la curiosità dalla sua  nel  muovere ogni passo,   ora  novantenne vissuta ma ancora viva e consapevole seppur inevitabilmente disillusa. Il fascino del romanzo a mio avviso risiede  proprio nel fatto che la personalità  della donna viene restituita nella sua interezza  al lettore dalla fusione delle due anime giovane e vecchia, mediando tra le scoperte dell’ una e le considerazioni mature dell’ altra.
Così un’ estate di ottant' anni fa si fa specchio poetico, onirico di una realtà che gli occhi di Miranda giovane filtra  con spensieratezza:  anche quando  guerra e malattia non sono astratti , ma mescolati all' esperienza tenera e sognatrice della natura, degli animali, della pittura, dell' affetto celato ma persistente tra nonno e nipote, dello straniamento del primo bacio. E' poi subentra a tratti la Miranda anziana ma non decadente,  a dare fisionomia alle bellezze e alle brutture per quello che sono state realmente,  a cercare ancora rifugio nella memoria dell' innocenza e della bellezza di un' età unica in virtù del suo essere  intrisa di aspettativa: un' epoca di potenzialità, sospesa nello spazio e nel tempo, nella quale il seme della Miranda matura era già presente e stava per germogliare.


L' Autore

Scrittore, architetto e regista, è nato a Bari. Oltre a "L'estate del cane nero", "Ritorno nella valle degli angeli" e "Radiopirata" (tutti usciti per Marsilio), ha pubblicato per BUR il romanzo "With or without you" e per Rizzoli, in coppia con il fratello Gianrico, nel 2007 la graphic novel "Cacciatori nelle tenebre" e nel 2014 "La casa nel bosco". Per Piemme, ha scritto "Wok" e "Voglio vivere una volta sola", "Una specie di felicità" e, nell'autunno 2017, "Il Maestro".



sabato 31 agosto 2019

REVIEW TOUR UN PIANOFORTE Chris Cander Recensione


Un libro al contempo fine e vigoroso che è narrativa scorrevole e appassionante, ma anche poesia e mistero: letto e recensito in contemporanea con i blog Bookspedia, Les fleurs du Mal, A spasso coi libri, L' Universo dei libri, Scaffali da riscrivere e Esmeralda viaggi e libri

Casa Editrice Nord
UN PIANOFORTE
CHRIS CANDER 


Genere: narrativa contemporanea
Pagine; 349
Prezzo: € 18,00
ebook: € 6,99
QUI il link Amazon per l' acquisto




La Sinossi


Unione Sovietica, 1962. Katja ha sette anni quando il suo vicino di casa le regala un pianoforte. Lei ancora non lo sa, ma quel dono inatteso le cambierà la vita. Katja scopre infatti di avere il talento per diventare una grande musicista, e non importa dove la porteranno gli eventi della vita, gli studi e il matrimonio: lei e il suo pianoforte rimarranno inseparabili. Almeno finché il marito non decide di fuggire in America, costringendola a lasciarsi tutto alle spalle…
Stati Uniti, oggi. Un’altra relazione fallita, un altro trasloco da fare in pochissimo tempo. Abituata a cambiare spesso città e amori, trascinandosi dietro un’inguaribile insoddisfazione, Clara non ha molto da impacchettare. A parte un vecchio pianoforte. Sebbene lei non sappia suonare, non riesce a disfarsene, perché è stato l’ultimo regalo del padre prima di morire. Questa volta, però, nell’affannato tentativo di spostarlo, Clara si rompe una mano. È l’ultima goccia. Frustrata, si convince finalmente a liberarsi di quel peso, pubblicando un annuncio su Internet. Un gesto impulsivo di cui si pente subito. Purtroppo, però, si è già fatto avanti un acquirente: un uomo che ha viaggiato a lungo per ritrovare proprio quel pianoforte, e che non è disposto a rinunciarci per nulla al mondo…
Come un’abile direttrice d’orchestra, Chris Cander ci conduce dal gelo della Russia di Stalin alle strade assolate della California, raccontando la storia di due donne lontane eppure molto simili, e del pianoforte che ha segnato la loro vita, legando i loro destini come note sul pentagramma.

Opinione di Charlotte 
Partecipare a questo review tour per me è stato come guardare dentro le mie paure,   il mio bisogno di comunicare e quello di apprezzare l' espressione altrui: un anelito  che del libro  costituisce  la miccia , a far esplodere il racconto delle vite di  Katja e di Clara , coinvolgendo il lettore nella struggente avventura di due persone che non si conoscono eppure sono accomunate da entusiasmi e fallimenti, nonché  da un  incredibile destino svelato da un tramite imprevedibile. 
Pianoforte come esternazione della musica dell' anima: arte invisibile, la più  indecifrabile  e intima, a  donare visioni allo spirito e a sondare le personalità di  protagonisti complessi, infelici, sospesi  in attesa che  la brezza dell' empatia effonda di calore e speranza  le loro vite.
Non un pianoforte, ma IL pianoforte: una personificazione più che un oggetto,  a legare due epoche, due storie di vita basate su passioni, lutti,  illusioni, rimpianti. Amori che si esprimono con delicatezza e dolore, mettono in evidenza le fragilità dei protagonisti del romanzo, ma anche il tentativo di cambiare, di elaborare il proprio vissuto  per affrontare l' ignoto e chiudere con il passato. 
Immergersi nel calore sublime nella sua desolazione della Death Valley, o gelare in una San Pietroburgo provata ma amata ,  insieme a personaggi ambigui e inaffidabili in primis  nei confronti di loro stessi, coinvolge Katja e Clara in un enigma che viene svelato lentamente, in uno stillicidio incessante e faticoso che crea confidenza e  tensione emotiva.
Tentare di parlare di questo romanzo senza fare spoiler non è semplice, e riassumere le avvincenti peripezie di Katja e di Clara alle prese con amori, famiglia, passione artistica raccontate da Chris Chander a capitoli alternati per meglio raffrontarle, significherebbe rovinare la sorpresa al futuro lettore. Il suggerimento è quello di lasciarsi trasportare dalle emozioni, fin dal prologo poetico che racconta la nascita del pianoforte-chiave del romanzo, sgomberando la mente da pregiudizi e facendosi guidare dall' istinto e dal clima visionario costruito efficacemente dall' autrice. Per giungere assieme ai protagonisti - pianoforte compreso- a portare a compimento ciascun ineluttabile destino.

L' Autrice
Chris Cander è nata e cresciuta a Houston, in Texas, dove vive tutt’ora col marito e coi figli. Ha scritto la sua prima poesia quando aveva dieci anni e da allora non si è mai fermata. Oltre a essere autrice di diversi romanzi, partecipa attivamente alle iniziative di Writers in the School, un’associazione che promuove la lettura nelle scuole. Un pianoforte è il suo primo romanzo pubblicato in Italia.



giovedì 4 aprile 2019

DIVORARE IL CIELO Paolo Giordano Recensione

Frastornata,  distrutta e riassestata emotivamente più volte: è così che mi sento dopo avere terminato questa lettura tanto affascinante quanto terrificante nella sua lucida analisi introspettiva , che invita il lettore a specchiarsi nel meglio e nel peggio di personaggi senza pace, senza certezze,  capaci tanto di vivere passioni intense quanto di annientarle  e di autodistruggersi.

Einaudi 
DIVORARE IL CIELO
PAOLO GIORDANO 

Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 430 
Prezzo: € 22.00 
ebook: € 12.99 
Disponibile su Audibile, letto da Alba Rohrwacher
QUI il link Amazon per l' acquisto 


Sinossi 
Le estati a Speziale per Teresa non passano mai. Giornate infinite a guardare la nonna che legge gialli e suo padre, lontano dall'ufficio e dalla moglie, che torna a essere misterioso e vitale come la Puglia in cui è nato. Poi un giorno li vede. Sono «quelli della masseria», molte leggende li accompagnano, vivono in una specie di comune, non vanno a scuola ma sanno moltissime cose. Credono in Dio, nella terra, nella reincarnazione. Tre fratelli ma non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, inestricabilmente legati l'uno all'altro, carichi di bramosia per quello che non hanno mai avuto. A poco a poco, per Teresa, quell'angolo di campagna diventa l'unico posto al mondo. Il posto in cui c'è Bern. Il loro è un amore estivo, eppure totale. Il desiderio li guida e li stravolge, il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. Perché Bern ha un'inquietudine che Teresa non conosce, un modo tutto suo di appropriarsi delle cose: deve inghiottirle intere. La campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni e quattro vite. I giorni passati insieme a coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto dell'universo.




Opinione di Charlotte
La storia di Teresa, di Bern e di tutti quei comprimari che nella masseria pugliese semidiroccata di Speziale  riconoscono un rifugio e un senso di appartenenza  comune , ma che esplorano a modo loro molte altre realtà materiali e spirituali,  sa di fratellanza nell' amore e nel dolore, di diversità tanto evidenti che si annullano nello spazio di una rivelazione, di un desiderio confessato o represso. Ogni azione è  permeata di quella passione che travolge chi per assecondarla non guarda in faccia nessuno:   cercando il paradiso, credendo illusoriamente di raggiungerlo per brevi istanti,  per poi arrivare  a toccare il fondo e a subirne gli strascichi coinvolgendo altre esistenze, altre situazioni. Amare qualcuno senza mai comprenderlo fino in fondo e soffrirne, essere invasi tanto dalla sua presenza quanto dalla sua assenza, subire le conseguenze delle  azioni altrui e innescare  meccanismi  letali finanche con l' azione più insignificante, con la  bugia più piccola o con l' omissione apparentemente irrilevante: tutto questo  porta ad  una concatenazione di azioni e  reazioni che spesso chiede il conto ai suoi artefici.
Inquietudine, malinconia, smarrimento, accompagnano i personaggi dall' adolescenza alla maturità, dalla sperimentazione alla presa di coscienza, e il lettore si destreggia tra una delusione e uno slancio, percorrendo  pagine di tali empatia ed eleganza espressiva da  finire coinvolto intimamente in  timori e tristezze,  e in euforie che già mentre  vengono narrate contengono i semi della nostalgia.
I personaggi di Paolo Giordano  a trent' anni sembra ne abbiano vissuti cento , con i loro impulsi totalizzanti, i loro drammi  irrisolvibili:  eppur minuscoli al confronto della potenza di una natura soverchiante, che tra invitanti uliveti mediterranei e inospitali lande  islandesi pone al centro la figura martoriata ma  tenace di un leccio testimone di litigi, sentimenti, segreti, disfatte e rinascite. Tutto in nome dell' Amore che forse non assumerà  mai le sembianze  sperate da chi lo anela,  ma che in ultima analisi potrà solo generare altro Amore.

L'Autore

Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982. È autore di quattro romanzi: La solitudine dei numeri primi (Mondadori 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), Il corpo umano (Mondadori 2012), Il nero e l'argento (Einaudi 2014) e Divorare il cielo(Einaudi 2018). Ha scritto per il teatro (Galois e Fine pena: ora) e collabora con il «Corriere della Sera».

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martedì 12 marzo 2019

UN RAGAZZO NORMALE Lorenzo Marone Recensione

Ambientato a Napoli presso il quartiere del Vomero negli anni 80 , Un ragazzo normale è un romanzo di formazione che,  pur lontano negli intenti  dal fare giornalismo , incastra tra vicende di apparente futilità  la  figura del cronista Giancarlo Siani:  ucciso dalla camorra a metà degli anni '80, e del quale il preadolescente Mimì  subisce il fascino tanto da assimilarlo ai suoi amatissimi supereroi. 

Feltrinelli 
UN RAGAZZO NORMALE 
LORENZO MARONE 

Genere: Narrativa contemporanea 
Pagine: 283
Prezzo: € 16.50 ebook: € 9.99 
Disponibile anche su Audibile, letto da Dario Borrelli 
QUI il link Amazon per l' acquisto 


Sinossi
“Le cose straordinarie, quelle che resteranno per sempre nella tua vita, arrivano spesso in punta di piedi e all’improvviso, senza tuoni e particolari avvisaglie. Proprio come quella nevicata dell’85.”

A dodici anni sono diventato amico di un supereroe. Aveva venticinque anni, abitava nel mio condominio a Napoli e diceva di non essere per niente un supereroe. Ma io so che i supereroi esistono. E sono in mezzo a noi.

Opinione di Charlotte 

In Un ragazzo normale il protagonista ormai adulto racconta in prima persona,    con sguardo benevolo e piglio divertito e autoironico ,   il periodo della sua pubertà nella vita di tutti i giorni. Spontaneo lettore accanito e disordinato, figlio, fratello e nipote amato e protetto da una famiglia che con i suoi pregi , difetti e battibecchi  è di fatto  un gruppo coeso,    innamorato senza speranza di una ragazza ben più  ammirata e  ricca di lui , amico/gregario  di un ragazzo più sfrontato e disobbediente  e assai meno studioso,  Mimì si destreggia fra figure barbine, momenti lieti e tristi, delusioni ed entusiasmi:  riportando alla mente del lettore situazioni vissute in tenera età e comuni a molti di noi, ma soprattutto - per chi ha superato gli anta -   abiti,trasmissioni, oggetti, mode imperversanti negli anni '80 . In questo contesto,  Giancarlo Siani  ha le sembianze  di un vicino di casa giovane e scanzonato, impegnato nel suo lavoro ma al contempo umile e generoso ragazzo normale. 
Colpisce la cifra stilistica di Lorenzo Marone, poiché  quel che incombe sull' esistenza del giornalista  nel mirino è un' ombra  vista con gli occhi ingenui  di Mimì, che  ignaro della cattiveria degli adulti non coglie gli avvertimenti e li mescola alle proprie " vitali" puerilità:  ma che a conti fatti , una volta compresa la portata di quel che accade attorno a lui, passa  bruscamente  all' età adulta. 
Un ragazzo normale è una lettura tenera e spensierata, gioco forza  a tratti  malinconica:  portatrice di ricordi di vita vissuta, narratrice di piccoli eventi e  veicolo di grandi insegnamenti.

L' Autore

Lorenzo Marone (Napoli, 1974), laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015; Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè corretto città di Cave 2016, 15 traduzioni all’estero), che ha ispirato un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio; La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016; Premio Como 2016); Magari domani resto (Feltrinelli, 2017; Premio Selezione Bancarella 2017), Un ragazzo normale (Feltrinelli, 2018; Premio Siani 2018) e Cara Napoli (2018). Collabora con “La Repubblica di Napoli” con una rubrica fissa dal titolo “Granelli”. Vive a Napoli con la moglie, il figlio e la bassotta Greta.

mercoledì 20 febbraio 2019

COME FERMARE IL TEMPO Matt Haig Recensione

Esperienza a tuttotondo su Audible, grazie alla voce evocativa di Neri Marcorè che narra in prima persona l’ avventura di Tom tra albatri longevi ed  effimere : due condizioni opposte , che nell' amore e nel vivere appieno giorno per giorno potrebbero trovare un punto di incontro.

Edizioni E/O
COME FERMARE IL TEMPO 
MATT HAIG


Traduzione : Silvia Castoldi 
Genere: Narrativa contemporanea 
Pagine: 315
Prezzo:€ 18.00 
ebook: € 11.99 
disponibile su Audibile, letto da Emons Edizioni, letto da Neri Marcorè 
QUI il link Amazon per l' acquisto 

La Trama
Rientrato da poco a Londra, Tom Hazard insegna storia in un liceo, dove ha incontrato Camille, una travolgente collega che sembra molto interessata a lui. Ma Tom ha un oscuro segreto. All'apparenza è un normale quarantenne, in realtà ha già vissuto più di quattro secoli. Ha calcato il palcoscenico con Shakespeare, solcato i mari con il capitano Cook e si è scolato cocktail con Fitzgerald. Adesso, il suo unico desiderio è una vita normale. Ma una cosa è vietata a chi come lui ha il dono e la maledizione di invecchiare molto lentamente: innamorarsi. E l'unica cosa che gli manca è proprio quella che potrebbe salvarlo.

Opinione di Charlotte  
Come fermare il tempo è un romanzo difficile da incasellare , esempio di  narrativa fluida ed empatica in grado di catturare l’ attenzione  e le emozioni restituendo stimoli positivi al lettore.
La storia narrata  è un viaggio malinconico tra presente e passato , proiettato verso un futuro dalle prospettive poco promettenti; eppure a Tom, che inizialmente  figura come un  insegnante di storia riservato ma che in realtà si scopre  man mano essere un avventuriero poliglotta e musicista ,  basta un incontro  inaspettato a solleticare nuovi pensieri persistenti : che scardinano i traballanti punti fermi autoimposti,  e  fanno scaturire pagina dopo pagina  risoluzioni, consapevolezze , speranze in un protagonista che ha fatto del disincanto l’ anestetico per un peso troppo grande da sopportare.

Inizialmente ho pensato che Tom  potesse essere assimilabile  all' Highlander anni '80 di Russell Mulcahy  : in realtà il protagonista della storia è ancor più tormentato dell’ aitante Cristopher Lambert poiché non si tratta di un immortale ma di un individuo affetto da anageria:  una disfunzione fisica che somiglia a una condanna, perché se da un lato  regala un invecchiamento lento,  dall' altro prospetta una senilità lunga e sofferta nella degenerazione progressiva accompagnata  dal rimpianto di tutti coloro che si sono amati e persi.  Questa aspettativa  porta Tom a ricorrere ad una serie  di stratagemmi per fuggire prima di tutto da se stesso, che lo portano tra le altre cose a cambiare spesso identità, e finiscono con l'  invischiarlo in una sorta di complotto dalle finalità misteriose e dalle ripercussioni tutte da leggere . Seguendo per sprazzi temporali le peripezie di Tom dal medioevo ai giorni nostri,  il lettore prende atto  di dolori, giudizi, pregiudizi, dileggio, malvagità, perpetrati  contro il protagonista da un' umanità spesso credulona e meschina ,che aggredisce quel che non comprende.  Ma la vita di Tom è costellata anche di affetti, di incontri lieti, benedetta da un amore tenace, e anche questi aspetti sereni alla resa dei conti possono avere  ripercussioni durature sulla sua esistenza. Così il dramma inesorabilmente lascia il posto all’ ironia, la tragedia si stempera nell’ amore, la speranza si fa strada tra una fuga e uno scoraggiamento. La previsione di sofferenza si trasforma nel vivere  “ qui e adesso", senza negare a se stessi il conforto di un abbraccio e di un legame per quanto effimeri essi possano essere ,    imparando a piangere le proprie perdite ma anche a sedimentarle, e facendo della normalità  nel presente  la propria straordinaria e appagante avventura. 

L' Autore


Di Matt Haig (Sheffield, 1975) le Edizioni E/O hanno pubblicato nel 2018 Come fermare il tempo. Autore prolifico e versatile, è apprezzato in tutto il mondo per la narrativa per adulti e per l’infanzia, nonché per le sue opere di saggistica.
#fornitodame

lunedì 31 dicembre 2018

IL CALORE DELLA NEVE Sabrina Grementieri Recensione

Un romanzo intimo che ho letto e riletto per apprezzarne le sfaccettature emozionali racchiuse in una confezione lussureggiante: Sabrina Grementieri plasma una vicenda avvincente intrisa di amore per sé e per gli altri,  forte di descrizioni di paesaggi incantevoli  e di una fluidità narrativa che rende scorrevolissima una lettura che non sorvola  in superficie, ma indaga i ripensamenti, i dubbi, la confusione emotiva di una donna in cerca della propria dimensione e del proprio equilibrio tra doveri e desideri.  

Fabbri Editori
IL CALORE DELLA NEVE
SABRINA GREMENTIERI

Genere: narrativa rosa
Pagine: 300
Prezzo:
ebook: 
QUI il link Amazon per l' acquisto

La Trama
Le montagne dell'Alto Adige, il maso di famiglia e un bimbo di tre anni. Sono queste le cose a cui Angelika, caparbia ventiquattrenne, non rinuncerebbe mai. E per Matthias, il figlio avuto da una breve relazione con Riccardo, Angelika è disposta a tutto. L'ha cresciuto da sola, senza dire nulla al padre: sapeva che i loro due mondi - lei precaria maestra di sci, lui giovane milanese di ottima famiglia - erano inconciliabili e che quel figlio non era frutto dell'amore, ma di un desiderio infuocato che li ha travolti per un paio di settimane, per poi sciogliersi come neve ai primi cenni di primavera. Così Angie si è dedicata completamente al piccolo, impedendosi persino di lasciarsi distrarre da un amore vero, maturo e potente: Rio è sempre stato un amico per lei e Matthias, ma adesso quel sentimento è cresciuto trasformandosi in qualcosa di molto più profondo, che freme per liberarsi dal bozzolo e spiegare le sue ali. Ma quando Riccardo torna a farsi vivo, tutto cambia: la vita di Angelika e delle persone che le vogliono bene si ritrova improvvisamente in bilico, sull'orlo del precipizio. Un romanzo gioioso e delicato, immerso nelle vallate innevate delle Dolomiti, dove le passioni scaldano la pelle e gli imprevisti confondono il cuore.

Opinione di Charlotte 
La neve, le montagne altoatesine, le malghe accoglienti e i masi laboriosi sono soggetti da cartolina,  ma ne Il calore della neve l' aspetto bucolico  fa da sfondo ad una vicenda verosimile : la storia di Angelika, una ragazza madre tanto determinata e generosa quanto bisognosa di leggersi dentro, di trovare le proprie identità e serenità  mediando tra la famiglia, segreti in affioramento,   attaccamento alla propria terra, responsabilità,  attrazione per il rischio, non da ultimo facendo i conti con  un sentimento radicato ma mantenuto acerbo che ha necessità di esprimersi per non implodere .  Ad un ritmo incalzante,  tra sciate avvincenti , colpi di scena e inquadrature domestiche, ad aiutare Angelika a fare chiarezza  sono le casualità ,  le persone  vicine , ma anche vecchie conoscenze non sempre amichevoli : che tra incontri,  intoppi e diritti da far valere portano a rivelazioni, scontri, scelte di campo, in un carosello di dinamiche causa-effetto che termina solo all' ultima pagina del libro.
Sabrina Grementieri tratteggia i personaggi in modo credibile, dando loro tridimensionalità e ragioni plausibili anche se non sempre condivisibili,   siano essi pro o contro Angelika nel suo percorso di maturazione  e nella contesa che la vede protagonista assieme al figlio.
E' facile per la lettrice-madre identificarsi con Angelika,  con le  difficoltà e le  rinunce a favore dei figli  che talora sembrano ingiuste e ingrate , ma che vengono immancabilmente bilanciate da slanci d' amore incondizionato e viscerale; ed è altrettanto facile innamorarsi senza riserve di Rio, un personaggio maschile virile e passionale talmente devoto alla ragazza da saperla  perdonare e sostenere a costo di sacrificare sovente l' amor proprio,  e per questo motivo meritevole di una passione travolgente .  La presenza poi di un antagonista incompatibile con la realtà montanara ma non "macchietta" superficiale, definito  in modo obiettivo con i suoi pregi e i suoi difetti in bilico tra fascinazione e vendetta, corredata dalle incursioni   di un bambino spontaneo e vivacissimo e di due nonne diametralmente opposte ma egualmente di polso , rendono il potenziale triangolo amoroso un poligono che valorizza la generosità e l' altruismo  demolendo il mito del bello e dannato a favore di una quotidianità semplice:  nella quale si apprezza quello che si ha, tradotto  spesso in poco dal punto di vista materiale ma in moltissimo dal punto di vista affettivo.
Facendo interagire con armonia tutti questi elementi, Sabrina Grementieri grazie alle sua vivacità e sensibilità peculiari  ne Il calore della neve compie una vera e propria  magia tra le righe, realizzando un rosa equilibrato e coinvolgente che allontana dal quotidiano pur senza eludere conflitti  realistici. 
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Di Sabrina Grementieri Sognando tra le Righe ha recensito anche :
La finestra sul mare - recensione QUI 

L' Autrice


Sabrina Grementieri è nata a Imola quarant’anni fa. Circa. Laureata in Lingue e specializzata in Scienze Politiche con indirizzo internazionale, ha vinto una borsa di studio per studiare in Germania, ma il suo grande amore resta l’Italia, Paese dove vive e che ama celebrare nei suoi libri. Ha cambiato mille lavori in cerca della strada giusta e, ora che è moglie e madre, non ha ancora messo la testa a posto. Tre sono però le costanti che l’hanno accompagnata in questi anni: la passione per i viaggi, per la lettura e per la scrittura.

www.sabrinagrementieri.com
Facebook: sabrinagrementieriautore
Twitter: @sabrinagrementi
Instagram: @sabrigrem

giovedì 22 novembre 2018

LA RAGAZZA CON LA LEICA Helena Janeczek Recensione

Proprio in questi giorni è in corso a Monza una retrospettiva su Robert Capa, il fotografo al quale si devono molte  delle  immagini delle guerre civili e dello sbarco in Normandia  ormai considerate icone di un' epoca  e di un modo di vivere, pensare e sentire.    Il sodalizio professionale e affettivo di Robert Capa   con Gerda Taro, morta giovanissima schiacciata da un carro armato, è stato spesso oggetto di narrazioni romanzate . In La ragazza con la Leica Helena Janeczek mostra un approccio diverso alla figura della  pioniera del fotogiornalismo:   ritraendola nella sua complessità, mettendone in luce la femminilità , lo spirito libero , la determinazione, esprimendoli mediante un tratteggio stilistico e formale impulsivo, intimo  e caotico .

Guanda 
LA RAGAZZA CON LA LEICA 
HELENA JANECZEK 


Collana: Narratori della Fenice 
Genere: Narrativa contemporanea
Prezzo: e 18.00
ebook: € 10.99
disponibile su§Audible, narrato da Andrea Oldani  
QUI il link Amazon per l' acquisto 

La Trama 
Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l'amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l'irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt'altro motivo, a dare l'avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l'ascesa del nazismo, l'ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l'ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.


Opinione di Charlotte 
Tanti personaggi accomunati dall' interazione con una donna carismatica, agguerrita ed emancipata, e dal vuoto che ella ha lasciato nelle loro vite. 
Gerda Taro emerge  dalle tracce di sé  nelle esistenze ormai mature e compiute  di chi da giovane l' ha amata, finendo attratto come una falena dal fuoco   dei suoi  disarmanti malizia ed egocentrismo combinati con generosità intellettuale e d' animo.   Quello di Gerda è un temperamento irruento che plasma i comportamenti  altrui: tra i ricordi e i pensieri immancabilmente velati di affetto di chi è stato talora da lei  messo da parte,  illuso ma mai deluso,    scaturisce il ritratto di una giovane donna spontanea, priva di malafede, speranzosa e sfuggente. Gerda Taro è sensuale ed istintiva  ma con la testa sulle spalle,  affamata di vita e di lotta, non appartiene  a nessuno ed è aperta a tutti, pronta a combattere in trincea come a sedurre i circoli culturali tedeschi e parigini a suon di trilli vocali  e di look alla moda. 
La lettura di La ragazza con la Leica è  intrigante ma  oggettivamente difficoltosa: il romanzo non è lineare nella struttura, fanno spesso capolino nomi nuovi, luoghi e situazioni inattesi: come in un flusso di coscienza, spesso l' autrice  interrompe una narrazione per iniziarne un' altra, e ne consegue che dal punto di vista logico risulta faticoso seguire il filo del discorso e agganciare tra di loro le sequenze spaziotemporali.
Ho provato però a considerare questo "schema/non schema" dal punto di vista empatico: in quest' ottica è possibile ammirare l' effetto della concitazione, l' affastellarsi di emozioni , di reazioni istintive, di situazioni frivole e drammatiche, così che il modo di raccontare diventi il mezzo per ricreare il clima sociale, politico, emozionale dei decenni drammatici nei quali trova terreno fertile  la vicenda umana e artistica  narrata. Penso quindi che il romanzo non usi l' affabulazione e la coerenza   per catturare il lettore,bensì  l' emotività, il fluire degli stati d' animo di uomini e donne animati da passioni spesso confuse ed eccessive, esternate mediante descrizioni articolate tanto eleganti quanto poco chiarificatrici ,  proprio per questo veicolo efficace di   sentimenti e pensieri talora sconnessi. 
A mio avviso La ragazza con la Leica è una lettura difficile da consigliare spassionatamente, poiché viene apprezzata se  affrontata di pancia e senza la pretesa di comprenderla fino in fondo:   provando a interiorizzarla fino a venire catturati, come i comprimari della vicenda, dalla personalità sfaccettata e indubbiamente affascinante di Gerda Taro.


GETTY IMAGESPORTRAIT OF PHOTOGRAPHERS GERDA TARO (1910 - 1937) (LEFT) AND ROBERT CAPA (1913 - 1954), 1936. (PHOTO BY FRED STEIN ARCHIVE/ARCHIVE PHOTOS/GETTY IMAGES)

L' Autrice




Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. È autrice dei romanzi Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa, Lezioni di tenebra (Guanda, 2011) e La ragazza con la Leica (Guanda, 2017), che nel 2018 ha vinto il Premio Strega e il Premio Bagutta, ed è nella Selezione Premio Campiello. Di prossima pubblicazione, Cibo.

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venerdì 16 novembre 2018

RESTO QUI Marco Balzano Recensione

Quando ci si recava in villeggiatura in Alto Adige qualche decennio fa,  non era infrequente che, parlando in italiano, i negozianti e gli albergatori del posto,  specialmente i più anziani,   si rifiutassero di rispondere.
Leggendo questo romanzo è possibile comprenderne le motivazioni: Resto qui racconta un fatto storico forse troppo poco conosciuto , e  inscritto in  un' epoca di drammi e distruzioni,  dal punto di vista dei montanari  sudtirolesi:  che dall' Italia fascista, dalla Germania nazista,  dal secondo conflitto mondiale e dalla successiva ricostruzione hanno ricavato emigrazione, emarginazione, svalorizzazione di tradizioni, lingua, territorio.

Einaudi
RESTO QUI 
MARCO BALZANO 


Collana: Supercoralli 
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 180
Prezzo: € 18.00
ebook: € 9.99 disponibile su Audibile, narrato da Viola Graziosi 
QUI il link Amazon per l' acquisto 

La Trama
L'acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Da allora non ha mai smesso di aspettarla, di scriverle, nella speranza che le parole gliela possano restituire. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E così, mentre il lettore segue la storia di questa famiglia e vorrebbe tendere la mano a Trina, all'improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l'altro, la costruzione della diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine. Una storia civile e attualissima, che cattura fin dalla prima pagina.


Opinione di Charlotte 
Uno degli angoli caratteristici della Val Venosta è il Lago di Resia, il cui simbolo è il campanile di una chiesa sommerso per metà dall' acqua.
La storia di questo lago artificiale e del paese di Curon che ne è stato invaso per essere ricostruito poco più in là, è drammatica , intrisa di conflitti culturali, sociali ,politici ed emotivi: la chiave di lettura del romanzo di Mario Balzano  ha radici nella fatica di far convivere la comunità tedesca con  quella italiana, in un' epoca storica in cui  come ben sappiamo l'Europa viene devastata da  nazionalismi , dittature, conflitti che mettono l' uno contro l' altro fratelli, genitori e figli, vicini di casa , privando tutti indistintamente  di affetti, sicurezza,  identità, sostentamento.
Essere amica, moglie, madre , sorella, figlia non sarà facile né scontato per  Trina, protagonista e voce narrante della vicenda narrata nel libro: la  donna si troverà ad affrontare lutti, persecuzioni , stenti sentendosi sovente tra due fuochi, sopportando pesanti conflitti interiori  nell' oscillazione costante  tra amore e risentimento. La sua figura è l' emblema  di chi, né fascista né nazista, formica tenace ma impotente   sottoposta a scelte altrui ben poco condivise e comprese, vorrebbe solamente avere di che vivere, preservare i propri affetti, il proprio spazio  e le proprie  radici; e dopo aver subito vessazioni da ogni parte e di ogni specie,   tentare di rialzarsi, di ricostruire qualcosa che gli appartenga , di appianare divergenze talora insormontabili , proiettandosi oltre  torti e dolori .
Una lettura del genere , dal timbro intimo ma dal grande respiro storico e umano, esalta il valore della pace , della convivenza , del rispetto: certo, dopo avere affrontato Resto qui, immaginare di farsi un selfie con il campanile   potrebbe finire per sembrare  al lettore  alquanto  triste se non inopportuno.

L' Autore

Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante. Oltre a raccolte di poesie e saggi ha pubblicato tre romanzi: Il figlio del figlio (Avagliano 2010; Sellerio 2016, Premio Corrado Alvaro Opera prima), Pronti a tutte le partenze (Sellerio 2013, Premio Flaiano) e L’ultimo arrivato (Sellerio 2014, Premio Volponi, Premio Biblioteche di Roma, Premio Fenice Europa e Premio Campiello 2015). Per Einaudi ha pubblicato Resto qui (2018). I suoi libri sono tradotti in diversi Paesi.