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lunedì 2 ottobre 2017

TAMBURI D'AUTUNNO Diana Gabaldon Recensione

Rimasi seduta con lo sguardo fisso fuori dalla finestra a guardare la luce cambiare sui cavalli del recinto: non tanto affievolirsi quanto modificarsi, cosicché tutto - i colli arcuati, le groppe rotonde e persino i singoli steli d’erba - risaltavano nitidi e puliti, la realtà liberata per un unico, breve momento dalle illusioni di sole e di ombra del giorno.

Avete mai notato la maestosa essenza di un attimo come questo? Quando per un secondo, poco prima del tramonto, tutto sembra assolutamente ed incondizionatamente chiaro, per nulla contaminato dalla gioia vitale del sole e dal lento divenire della notte? È  un attimo animato da una limpida imponenza, ricco di quell’armoniosa melodia che ci fa sentire in pace con l’universo, prima della tempesta ovviamente… E come sempre Diana Gabaldon riesce a racchiudere tutto questo in quattro, semplici righe, come l’essenza stessa dei suoi romanzi, ricchi di dettagli, descrizioni, parole, ma capaci di mostrare in un solo attimo l’anima più pura ed essenziale.



TEA
TAMBURI D’AUTUNNO
Diana Gabaldon

Traduzione a cura di Valeria Galassi
Casa editrice: Tea
Collana: Teadue
Genere: Romanzo storico, narrativa, fantasy
Pagine: 605
Prezzo: 12.00€
Ebook: 6.99€


Trama


Tutto ha avuto inizio in Scozia nel 1945, quando un cerchio di pietre, magica porta sul passato, ha catapultato Claire Randall nell'Inghilterra del Diciottesimo secolo, dove ha conosciuto il nobile scozzese Jamie Fraser e tra i due giovani è scoppiata una travolgente passione, divenuta ormai leggenda. Ora, a Claire si affianca un'altra protagonista altrettanto determinata e affascinante: Brianna, figlia di Claire e Jamie, cresciuta nell'America del Ventesimo secolo. Brianna, giunta a conoscenza di un terribile segreto sulla sorte dei suoi genitori, non esita ad attraversare il cerchio, tuffandosi nell'ignoto per cambiare il corso del destino, anche se questo significa lasciare Roger, l'uomo che ama. Ma nel passato si possono anche fare brutti incontri, e Brianna finirà ben presto in mani assai pericolose. Non sa però che Roger, disposto a tutto pur di seguirla, ha attraversato il cerchio poco dopo di lei. Dovrà solo trovarla prima che sia troppo tardi, per lei e per i suoi genitori



Opinione di Sybil


Diana Gabaldon è una narratrice straordinaria, ormai questo è un fatto noto. Non solo riesce a dare nuove sfumature al passato, ma con il suo stile denso e variopinto trasforma una semplice storia in qualcosa di maestoso. Lo so, affiancare la parola semplice alle vicende che vedono come protagonisti Jamie e Claire è davvero imprudente da parte mia. Niente è facile quando ci sono loro nelle vicinanze. Dove c’è un pericolo troviamo Jamie e dove invece c’è una parola di troppo troviamo Claire. Detto così può sembrare banale, ma quello che ci tengo a sottolineare è che la Gabaldon, nel suo reinserire i personaggi in vicende rocambolesche, ha ricreato gli stessi scenari o per meglio dire, le medesime vicissitudini, cambiandone solo lo sfondo, ma nel farlo non ha minimamente sfiorato il limite della ripetitività, donando al lettore nuove avventure senza però far perdere ai protagonisti il loro spessore e con esso i tratti del loro carattere. Il rischio, nelle serie così lunghe, è di cambiare il cuore pulsante dei personaggi in maniera direttamente proporzionale al mutamento della storia e non sto parlando di normale evoluzione, ma di puro stravolgimento. Con lei questo non succede. Jamie e Claire sono sempre gli stessi, gli anni hanno modificato il guscio della loro esistenza, ma non ne hanno spento il fuoco, il desiderio, l’ideale di vita comune, il bisogno di appartenersi e di essere una cosa sola. Ovviamente non tutto funziona alla perfezione nemmeno dentro questo capitolo della serie. In certi momenti mi sono sentita persa e demotivata dalle millimetriche descrizioni e dalle troppe disavventure. Il picco massimo si è raggiunto con la lotta in stile “Revenant” di Jamie con l’orso, troppo anche per me che tendo a mettere il potente highlander sul piedistallo. Ma ecco che in tutto questo arriva il dettaglio più straordinario: lo stupore. Dopo essermi rassegnata al fatto di dover mettere per un po’ la serie in pausa ecco che arriva il finale che, senza sorprendenti colpi di scena, riesce ad instillare di nuovo in me il desiderio di scoprire di più, lasciandomi cadere vittima di un amore oltre il tempo, che non ha limite e confini, in una parola: unico. È questo che amo della Gabaldon, il suo riuscire a cerare stupore in modo del tutto silenzioso, come nel lento divenire del giorno che lascia il posto alla sera. I suoi romanzi si collocano proprio in quel luogo straordinario di cui abbiamo parlato nel cappello, in quell’istante dove l’illusione della luce e dell’ombra abbandona ogni cosa.
In questo sesto capito della serie vedremo Jamie e Claire alle prese con tante nuove avventure. Dopo il disastroso naufragio sulle coste degli Stati Uniti i due raggiungeranno la tenuta di un’altra autoritaria MacKenzie, Jocasta. La donna, zia di Jamie da parte di madre, si rivelerà essere un ottimo punto d’appoggio per iniziare una nuova vita al di là dell’oceano. Ma ben presto i due coniugi si accorgeranno che il mondo in fondo non è poi tanto grande e che intrighi e tradimenti sono il pane quotidiano anche in un paese giovane come l’America. Si dovranno scontrare con una società che rende schiavi uomini di colore, che uccide e devasta le popolazioni indigene e più di ogni altra cosa dovranno fare i conti con la natura selvaggia e incontaminata, ricca di animali nuovi e conosciuti. Non saranno più “solo” le giubbe rosse a voler uccidere il nostro bell’highlander e la sua consorte, ma tanti nuovi nemici visibili e invisibili. Epidemie, orsi, indiani e coloni meschini e traditori busseranno alle porte della coppia, mettendoli di nuovo in difficoltà, ma rendendo ancora più saldo il loro legame.
C’è da dire che in questo sesto capitolo incomincia a prendere forza il personaggio di Brianna, la figlia di Jamie e Claire che vive nel 1969, e quello di Roger, entrambi legati al passato da un vincolo indissolubile. Devo dire che la coppia inizia ad essere davvero interessante, dettaglio amplificato dalla loro magnetica attrazione. Sono principalmente loro il motivo che mi spinge a continuare la lettura. In cuor mio so che avranno tanto, tanto da raccontare…




L'autrice




DIANA GABALDON è nata in Arizona nel 1952. Si è laureata in zoologia, ha un master in biologia marina e un PhD in ecologia e per anni ha insegnato nel dipartimento di Scienze ambientali dell’Arizona State University. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo romanzo dando vita alla serie «Outlander», primo capitolo di una saga appassionante tradotta in oltre 20 lingue. I libri di Diana Gabaldon hanno venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo e in Italia sono tutti pubblicati con successo da Corbaccio (anche in edizione TEA)



La serie completa:
La straniera (recensione QUI)
L’amuleto d’ambra (recensione QUI)
Il ritorno (recensione QUI)
Il cerchio di pietre (recensione QUI)
La collina delle fate (recensione QUI)
Tamburi d’autunno
Passione oltre il tempo
La croce di fuoco
Vessilli di guerra
Nevi infuocate
Cannoni per la libertà
Destini incrociati
Il prezzo della vittoria
Legami di sangue
Prigioniero di nessuno








venerdì 7 luglio 2017

LA COLLINA DELLE FATE Diana Gabaldon Recensione

Le avventure di Jamie e Claire non finiscono mai, almeno non per ora! Non basta la Francia e nemmeno la Scozia, adesso pure il mar dei Caraibi, con le sue acque cristalline infestate dai pirati. E noi accaniti lettori della serie non possiamo che esserne felici! Ci sono storie che vorresti non finissero mai e la saga di Outlander è una di quelle… Per fortuna che Diana Gabaldon ha una fantasia senza limiti, altrimenti sarei spacciata!



TEA
LA COLLINA DELLE FATE 
Diana Gabaldon

Traduzione a cura di Valeria Galassi
Casa editrice: Tea
Collana: Teadue
Genere: Romanzo storico
Pagine: 440
Prezzo: 10.00€
Ebook: 6.99€




Trama


Dopo vent'anni trascorsi nel Ventesimo secolo a crescere la bellissima figlia Brianna, Claire Randall scopre che Jamie è ancoro vivo e decide di attraversare nuovamente Craigh na Dun, la collina delle fate, nonché la magica porta del tempo, e di tornare dall'uomo che non ha mai smesso di amare. Con la passione, però, ricominciano anche le avventure e le avversità, da cui Claire e Jamie riescono sempre a cavarsela grazie alla forza dei loro sentimenti. E se il lungo viaggio per mare alla volta delle Indie Occidentali, sulle tracce dei rapitori del giovane nipote prediletto di Jamie, si rivela irto di difficoltà e incontri spiacevoli, la situazione peggiora una volta sbarcati in Giamaica. Qui tra nuovi amici e vecchi nemici, un sinistro personaggio, emerso dal passato, arriverà a minacciare seriamente la loro vita.



Opinione di Sybil


Nel capitolo precedente della serie ci siamo trovati di fronte ad un punto di svolta. Jamie e Claire, dopo varie peripezie, si sono finalmente ricongiunti, pronti a riprendere in mano le proprie vite. Ma ormai siamo abituati alla fantasia di Diana Gabaldon e quindi siamo anche consapevoli che la parola “tranquillità” non è contemplata nel suo vocabolario. La pace non è pane per i denti dei nostri cari innamorati. Questa volta lo scopo del loro nuovo viaggio è diverso: non vogliono più cercare di impedire lo svolgersi di avvenimenti storici importanti, devono ritrovare e salvare l’amato nipote di Jamie, Ian. Quest’ultimo, dopo aver tentato di ritrovare un prezioso tesoro insieme a Jamie e agli altri uomini, viene braccato, colpito e poi rapito da un gruppo di individui dall’aspetto poco raccomandabile. Jamie, impotente dall’altra parte della sponda, osserva il rapimento con sgomento e preoccupazione. Chi sono quegli uomini? E dove lo stanno portando?
Aiutati dal fidato cugino Jared, Jamie e il suo gruppo iniziano a mettere in piedi una ciurma, pronti a salpare verso una nuova meta: i Caraibi. 
Inizia così un viaggio insidioso, che riporterà a galla antichi dissapori e vuoti tanto profondi da non poter essere colmati. C’è un’unica certezza in questo mare di inquietudine: Jamie e Claire non hanno la minima intenzione di separarsi, non dopo tutto quello che è successo tra di loro. Dopo aver aspettano venti lunghi anni per ritrovarsi, niente sembra tanto ingestibile, nemmeno un viaggio ricco di pericoli e anche di pirati (e non solo). Quello che ancora non sanno è che niente andrà secondo i piani e che tra epidemie da curare, nipoti da ritrovare e vecchie “amicizie” da rispolverare, ogni cosa diventerà più complicata del previsto. 
In questo quinto capitolo il lato a tratti drammatico della storia lascia il posto all’avventura, regalandoci attimi di intenso romanticismo e di rocambolesche acrobazie  tra travestimenti e falsi nomi, il tutto coronato dallo stile inconfondibile e accuratamente approfondito dell’autrice.
Anche se non sono ancora arrivata a metà dell’opera posso comunque dire che tra i primi cinque Il cerchio di pietre resta il mio preferito in assoluto. Colpa forse della scena della tipografia (non vedo l’ora di vederla sullo schermo!) o dell’intensità dei sentimenti dei due protagonisti divisi dal tempo e dallo spazio, Il cerchio di pietre è il capitolo che più mi ha fatto emozionare.
Con La collina delle fate si chiude il cerchio che vortica intorno a Voyager, oggetto dell’attesissima terza stagione televisiva. A questo punto non ci resta che aspettare l’autunno...
Nel frattempo  il viaggio continua, prossimo appuntamento: Tamburi d’autunno!




L'autrice



DIANA GABALDON è nata in Arizona nel 1952. Si è laureata in zoologia, ha un master in biologia marina e un PhD in ecologia e per anni ha insegnato nel dipartimento di Scienze ambientali dell’Arizona State University. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo romanzo dando vita alla serie «Outlander», primo capitolo di una saga appassionante tradotta in oltre 20 lingue. I libri di Diana Gabaldon hanno venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo e in Italia sono tutti pubblicati con successo da Corbaccio (anche in edizione TEA)



La serie completa:
La straniera (recensione QUI)
L’amuleto d’ambra (recensione QUI)
Il ritorno (recensione QUI)
Il cerchio di pietre (recensione QUI)
La collina delle fate
Tamburi d’autunno
Passione oltre il tempo
La croce di fuoco
Vessilli di guerra
Nevi infuocate
Cannoni per la libertà
Destini incrociati
Il prezzo della vittoria
Legami di sangue
Prigioniero di nessuno





venerdì 26 maggio 2017

IL CERCHIO DI PIETRE Diana Gabaldon Recensione

“Ero Zio per i figli di Jenny, e Fratello per lei e Ian. Milord per Fergus e Signore per i miei fittavoli. Mac Dubh per gli uomini di Ardsmuir e MacKenzie per gli altri servi di Helwater. Dopodiché sono stato Malcom il tipografo e Jamie Roy giù al porto.”
 La sua mano mi carezzava i capelli, lentamente, in un bisbiglio simile a quello del vento fuori.
“Ma qui”, disse pianissimo,”qui al buio, con te…io non ho nome”:


TEA
IL CERCHIO DI PIETRE
 Diana Gabaldon

Traduzione a cura di Valeria Galassi
Casa editrice: Tea
Collana: Teadue
Genere: Romanzo storico, fantasy
Pagine: 580
Prezzo: 12.00€
Ebook: 6.99€




Trama

Stati Uniti 1968. Sono trascorsi più di vent'anni da quel giorno in cui, attraverso il magico cerchio di pietre di Craigh na Dun, in Scozia, Claire Randall fu catapultata nelle Highlands del 1743. Vent'anni da quando ha dovuto separarsi dal suo Jamie, il nobile giacobita di cui si era follemente innamorata, per ritornare nel Ventesimo secolo con la figlia nata dal loro amore, Brianna. Claire non ha mai rivelato a Brianna il suo segreto, ma è giunto il momento della verità. Così questa volta non sarà sola ad attraversare nuovamente la porta sul passato e andare in cerca del suo indimenticato sposo. Ma sono tanti gli interrogativi che la lacerano: Jamie l'ama ancora? O si è risposato? E che cosa avrà detto ai famigliari sulla sua scomparsa? La dottoressa Randall, già sopravvissuta a ben due passaggi, ritorna nelle Highlands del 1766...



Opinione di Sybil



Continuano le esaltanti e travagliate avventure di Claire Randall/Fraser a cavallo tra passato e presente, in bilico tra una storia vecchia di duecento anni e un domani incerto e devastante. Questa serie è davvero affascinante, magnetica al punto da rasentare l’ossessione, ricca di un romanticismo mitigato solo dal tempo che prepotentemente rivendica il suo martellante scorrere. Perché ci piace? Perché tra le pagine dei romanzi della Gabaldon si trova di tutto, avventura, Storia, personaggi incredibili, passione, sensualità, dolore, tristezza, forza, coraggio e, più di ogni altra cosa, la potenza del legame del cuore. Per quanto sia difficile da immaginare un amore come quello che lega Jamie e Claire (anche senza la variabile dei duecento anni che incombe sulle loro teste) noi lettrici desideriamo credere alla sua esistenza, amiamo sognare un uomo come Jamie che in vent’anni non ha fatto altro che cercare con la mente e con il cuore la donna amata, risucchiata da un cerchio di pietre magico nascosto  in cima ad una collina. Nessun sentimento è in grado di colmare il vuoto lasciato dalla sua partenza, nessuno sguardo è capace di suscitare in lui ardimento e desiderio, solo il viso della sua Claire può lenire il dolore, il senso di perdita. Jamie e Claire sono stati sposati per pochi anni, una briciola di tempo rispetto ai 20 di separazione, eppure non c’è modo di voltare pagina. Cosa sono tre anni rispetto ad una vita intera? Niente, ma nonostante ciò il nostro straordinario e cavalleresco Jamie non ha fatto altro che pregare per la sua Claire, aspettandola e allo stesso tempo rinnegandola nei modi più disparati, senza però rimpiangere il giorno del loro incontro nella fredda campagna scozzese del 1743. Chi non sogna un amore così? 

Mi sembra di aver divagato già abbastanza, ma non posso farci niente, questa serie mi carica d’entusiasmo, mi travolge ad ogni pagina e più vado avanti, più la situazione diventa interessante. 
Devo dire che ho trovato la lettura di questo quarto capitolo della saga più scorrevole e fluida, caratteristica da imputare non tanto allo stile della Gabaldon, sempre denso ed articolato, ma al fatto che finalmente, dopo pagine e pagine, sono arrivata di fronte ad una parte della storia completamente nuova per me. Come ho già detto nelle recensioni precedenti, ho iniziato a leggere la serie solo dopo aver visto le prime due stagioni televisive e quindi, con Il cerchio di pietre, mi sono finalmente allontanata dalla strada battuta e spianata, e in un certo senso contaminata, dalla serie tv. Questo, devo dire, è stato come combustibile per il mio interesse e involontariamente ha contribuito ad aumentare la mia passione per la saga, incrementando anche l’ansia per l’arrivo della stagione tre di Outlander, prevista per il prossimo autunno.
Vedete? Ecco che divago di nuovo, non posso farci proprio nulla! 
Il cuore del post di oggi è Il cerchio di pietre, quarto capitolo della saga che almeno nella prima parte vede come protagonista la lontananza, un mix letale di rabbia, gelosia e nostalgia. 
Da questo momento in poi potrebbe esserci il rischio di qualche spoiler, cosa impossibile da evitare vista la complessità della narrazione!
Il terzo capitolo, Il ritorno, si conclude con l’addio straziante tra Jamie e Claire, lasciando il lettore con solo due certezze: Claire  incinta e Jamie destinato a morire nell’imminente battaglia di Culloden. Quale futuro avrebbe mai potuto avere la vedova incinta di un presunto traditore scozzese? Nessuno. È per questo che Jamie decide di spingerla attraverso il cerchio di pietre che magicamente l’aveva fatta arrivare da lui. Claire si oppone ma non riesce a fargli cambiare idea e così si ritrova di nuovo catapultata in una nuova dimensione a duecento anni di distanza da Jamie. Un attimo prima era tra le sue braccia e quello dopo lungo una strada desolata in mezzo alle Highlands scozzesi della prima metà del 1900. Claire, consapevole del destino del suo amato Jamie, decide di continuare a vivere, soprattutto in onore della figlia che porta in grembo. E Frank (il marito del presente)? Non appena viene informato del suo ritrovamento in stato confusionale lungo una strada diretta verso Inverness, se la riprende e la porta in America. Claire, rassegnata, accetta di dare vita ad una famiglia apparentemente normale, ma il vuoto causato dalla morte di Jamie è talmente incolmabile da lasciarla ogni istante senza fiato. Lo immagina esangue, ferito, indebolito sul campo di battaglia, solo, senza di lei. 
Passano venti anni e nel 1968, insieme alla figlia Brianna, decide di tornare in Scozia, nel luogo dove tutto ebbe inizio. Lì trovano Roger, figlio adottivo del reverendo amico di Frank, un giovane studioso appassionato di storia. In quel luogo incantato e ricco di ricordi, Claire decide di svelare alla figlia la verità sul suo passato. Tutto cambia quando accidentalmente Claire scopre che forse Jamie non è realmente morto nella battaglia di Culloden. Il suo mondo collassa di fronte a questa tremenda, e allo stesso tempo preziosa, verità. Jamie non è morto, o meglio nel 1968 lo è senza dubbio, ma non nel 1746. Sono passati vent’anni dal loro ultimo addio. Lei è andata avanti, lasciando il suo cuore da parte, ammutolito dalla certezza della morte del suo amato. Ora che questa certezza è crollata che cosa ne sarà di lei? E soprattutto, cosa sarà successo a Jamie in questi due decenni? 
Eccoci arrivati di fronte al famoso cerchio di pietre, i cui confini si confondono con quelli del romanzo precedente, come d’altronde immancabilmente accade con tutti i libri della serie. 
Siete pronte a tuffarvi di nuovo dentro la roccia spaccata di Craigh na Dun? 




L'autrice





DIANA GABALDON è nata in Arizona nel 1952. Si è laureata in zoologia, ha un master in biologia marina e un PhD in ecologia e per anni ha insegnato nel dipartimento di Scienze ambientali dell’Arizona State University. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo romanzo dando vita alla serie «Outlander», primo capitolo di una saga appassionante tradotta in oltre 20 lingue. I libri di Diana Gabaldon hanno venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo e in Italia sono tutti pubblicati con successo da Corbaccio (anche in edizione TEA)




La serie completa:
La straniera (recensione QUI)
L’amuleto d’ambra (recensione QUI)
Il ritorno (recensione QUI)
Il cerchio di pietre
La collina delle fate
Tamburi d’autunno
Passione oltre il tempo
La croce di fuoco
Vessilli di guerra
Nevi infuocate
Cannoni per la libertà
Destini incrociati
Il prezzo della vittoria
Legami di sangue
Prigioniero di nessuno



CONFESSO! L'ho visto un milione di volte...









giovedì 30 marzo 2017

PER RIVEDERTI ANCORA Jojo Moyes Recensione

Mondadori continua a farci sognare pubblicando in Italia un romanzo di Jojo Moyes ancora inedito nel nostro paese, Per rivederti ancora. È arrivato così il momento di conoscere un’altra, travolgente ed indimenticabile storia, fatta di coraggio, amicizia, solidarietà, insidie e tradimenti. Ma più di ogni altra cosa, fatta di fiducia. Fiducia in cosa? Nel futuro? Nell’amore? 
Questa è la storia di alcune spose coraggiose, che dopo una guerra devastante hanno avuto la forza di abbandonare ogni certezza navigando contro l’ignoto, attraversando oceani, toccando continenti sconosciuti e tutto questo per ricongiungersi dall’altra parte del mondo con i loro amati soldati. 
È la storia di un viaggio lungo, stancante, verso un domani incerto, verso un possibile rifiuto. Un nuovo inizio o forse, semplicemente, la fine. 




MONDADORI
PER RIVEDERTI ANCORA
Jojo Moyes



Traduzione a cura di Teresa Albanese e Maria Grazia Bosetti
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Bestsellers
Genere: Romanzo storico
Pagine: 434
Prezzo: 12,50€
Ebook: 7.99€



Trama


Sydney, 1946. Centinaia di mogli sono pronte a salpare verso l'Inghilterra per raggiungere i soldati che hanno sposato in tempo di guerra. Al posto della nave di lusso su cui credono di imbarcarsi trovano però la HMS Victoria, una portaerei piena di uomini. Inizia così il viaggio che fra dubbi, sospiri e ripensamenti, cambierà per sempre le loro vite...


Opinione di Sybil


Fu l’ultima volta che la vidi. C’erano così tante persone che urlavano e strillavano e spintonavano per ricongiungersi ai loro cari che era impossibile vedere qualcosa. Allora alzai gli occhi, e qualcuno mi stava tirando per un braccio, due sposi si corsero incontro e si avvinghiarono proprio davanti a me e si baciarono, un bacio interminabile, e penso che non mi sentirono quando chiesi loro di togliersi dai piedi. Non vedevo, non vedevo niente.
In quel momento, forse, mi resi conto che era una causa persa. Tutto era perduto. Perché avrei potuto stare lì per un giorno e una notte, e aspettare all’infinito, ma a un certo punto ti tocca mettere un piede davanti all’altro e andare avanti.
Dunque, è questo ciò che feci.
E fu l’ultima volta che la vidi.



Per rivederti ancora è un romanzo imprevedibile. Sei certa che l’emozione non mancherà, sai anche che il tuo cuore subirà qualche colpo tremendo (con Jojo Moyes c’è da aspettarselo no?), ma nonostante ciò decidi di correre il rischio, perché in fondo non sai dove questa storia ti porterà, quali sentimenti infonderà nella tua anima e più di ogni altra cosa, non riesci ad immaginare cosa tutto questo, alla fine, significherà per te. Conosci il punto di inizio e quello di arrivo, ma non il come. È proprio per questo motivo che ho trovato il romanzo imprevedibile, perché quando si parla del cuore e delle relazioni umane inserite in un contesto decisamente precario e disordinato, non si sa mai dove e se questo viaggio finirà. Siamo tante barchette di carta in un oceano di fuoco. Inutile dire che mi sono emozionata in maniera incommensurabile.

Il romanzo, datato 2005, è stato pubblicato in Italia alla fine di novembre 2016, grazie alla casa editrice Mondadori e ci dimostra ancora una volta che Jojo Moyes riesce sempre a condurci in un mondo dove ogni emozione viene strutturata e stimolata al punto da diventare essenza vitale, linfa, un tipo di ossigeno che a volte crea dolore nel respiralo, ma che poi alla fine riesce a trasformarsi in qualcosa di benefico e salvifico.  Non voglio esagerare nell’esporre il mio semplice pensiero, però non posso farci niente, quando leggo un libro della Moyes sento nascere in me sentimenti forti, travolgenti. Nonostante nei suoi romanzi sia sempre l’amore a ricoprire il ruolo principale, quello che adoro in lei è la capacità di affrontare temi affini in contesti differenti.
Per rivederti ancora è la storia di un gruppo di giovani donne australiane in procinto di partire alla volta della lontanissima Inghilterra. La seconda guerra mondiale è appena terminata, i soldati sopravvissuti stanno tornando a casa e nel caos generale ogni essere umano cerca nel migliore dei modi di ritagliarsi un briciolo di normalità. Dopo la fame, la sofferenza, il dolore e la perdita, la vita, lenta ed inesorabile, riprende il suo corso. È in questo contesto che si inseriscono le nostre ragazze, donne coraggiose come tante altre, che hanno visto partire padri, fratelli e amici, innamorandosi a loro volta di soldati stranieri e finendo poi per sposarli. Conosciamo Maggie, una scaltra ragazza di campagna, moglie di Joe, Avice, appartenente all’alta borghesia australiana e sposa di un ufficiale, la silenziosa Frances, infermiera e moglie di un soldato e Jean, una giovane donna, quasi bambina, convolata a nozze con un altrettanto giovane combattente. Cosa le accomuna? Ognuna di loro ha sposato un soldato inglese, sono spose di guerra, e dopo innumerevoli giorni di attesa, tutte hanno ricevuto la chiamata dall’Inghilterra: i loro mariti le aspettano per iniziare una nuova vita dall’altra parte del mondo. Inizia così un viaggio, il loro e di tante altre, su una delle navi adibite al trasporto delle “spose”, unite anche se diverse, spinte da un irrefrenabile bisogno di normalità, ma anche terrorizzate da un domani talmente incerto da far venire i brividi. Sì, perché in fondo questi uomini li conoscevano appena. Li avevano sposati gonfie d’amore e speranza, ma il timore che dopo la guerra tutto sarebbe cambiato era una presenza forte e opprimente. Immaginate queste giovani donne, pronte a lasciare tutto, la famiglia, la più piccola certezza e la propria cultura, per attraversare il mondo in nome dell’amore e della speranza. È vero, l’amore è in grado di spostare mari e monti, ma immaginate l’incertezza e la paura, il timore di un rifiuto o di una potente disillusione. Immaginate il coraggio e la speranza, la forza del desiderio, emozioni presenti nell’apocalisse della guerra ma anche nella vita quotidiana. Ed è così che le quattro protagoniste del nostro libro si ritroveranno nella stessa cabina, all’interno di una portaerei britannica in rotta verso l’Inghilterra insieme ad altre seicento spose. Un “pacco” ingombrante da portare a destinazione, caotico, soprattutto perché a differenza delle altre donne australiane richiamate dai mariti, le nostre protagoniste si ritroveranno a viaggiare non in una nave da crociera ma in un mezzo colmo di soldati, marinai e ufficiali, divise in settori e sorvegliate da tutori dell’ordine addestrati per proteggerle da eventuali “assalti”.
Come potrete immaginare niente sarà facile. Per sei settimane, sogni, speranze e delusioni si ritroveranno in rotta di collisione, abbracciati da un abisso di acqua blu, profonda, buia e a volte burrascosa, come la vita. 
Cosa troveranno Maggie, Avice, Frances e Jean in Inghilterra? E soprattutto, il viaggio verso la loro nuova vita, sarà solo un passaggio temporale di sei settimane o si trasformerà nel cammino della loro stessa esistenza?

Leggendo questo romanzo ho fatto conoscenza di una parte di Storia a me ancora ignota. Arricchita con delle citazioni tratte da diari e scritti del tempo, la narrazione scorre fluida e avvolgente e ci accompagna a piccoli passi dentro il cuore desolato e speranzoso delle protagoniste. Ho amato questo libro e con esso la capacità dell’autrice di donarci personaggi veri e pulsanti, privi di falsi romanticismi. Quello che ci resta, alla fine della lettura, è un profondo senso di appagamento e uno sconvolgente desiderio di voler ricominciare dall’inizio ancora e ancora. 

Appassionante, travolgente e autentico.



Ogni modo, in quel luogo in cui non ero mai stata e in cui non avevo motivo di essere, l’avevo ritrovata. O forse era stata lei a trovare me.
Suppongo di non avere mai creduto nel Destino prima di allora. Ma è difficile non farlo pensando a quanto ci eravamo allontanate.
È difficile non farlo pensando ai chilometri, ai continenti, ai vasti oceani che ci separavano e che avrebbero reso impossibile l’idea di ritrovarsi


L'autrice



JOJO MOYES è nata e cresciuta a Londra. Ha lavorato come giornalista per dieci anni all'"Independent" prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente è una delle scrittrici più affermate e i suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche e riscuotono un grande successo di critica e di pubblico. Io prima di te (Mondadori, 2013) ha venduto nel mondo più di 5 milioni di copie. Mondadori ha pubblicato anche Luna di miele a Parigi e La ragazza che hai lasciato nel 2014, Un weekend da sogno e Una più Uno nel 2015, Dopo di te nel 2016. L'autrice vive nell'Essex con il marito e tre figli.




Altri libri dell'autrice recensiti da Sognando tra le Righe:

-     Io prima di te (recensione QUI)
-     Dopo di te (recensione QUI)
-     Luna di miele a Parigi (prequel di "La ragazza che hai lasciato")
-     La ragazza che hai lasciato (recensione QUI)
-     L'ultima lettera d'amore (recensione QUI)
-     Innamorarsi in un giorno di pioggia (recensione QUI)
-     Silver bay (recensione QUI)
-     Un weekend da sogno (recensione QUI)
-Una più uno (recensione QUI)
-Una corsa nel vento (recensione QUI)


giovedì 2 marzo 2017

IL RITORNO Diana Gabaldon Recensione

“Jamie… io non… non posso accidenti, io non vivrò senza di te, punto e basta!”
Aprì la bocca senza che ne uscisse alcun suono, poi la richiuse, scuotendo la testa. La luce sopra le montagne si affievoliva, dipingendo le nubi di un opaco bagliore rosso. Alla fine allungò una mano, mi attirò a sé e mi abbracciò stretta.
“Pensi che non lo sappia?” domandò sottovoce. “ Sono io ad avere la parte più facile, adesso. Perché se tu provi per me quel che io provo per te… allora ti sto chiedendo di  strapparti il cuore e di vivere senza.”

CORBACCIO
IL RITORNO 
Diana Gabaldon

Traduzione a cura di Valeria Galassi
Casa editrice: Corbaccio
Collana: Romance
Genere: Storico, fantasy, romantico
Pagine: 396
Prezzo: 18.60€ copertina rigida 10.00€ edizione Tea copertina flessibile
Ebook: 6.99€



Trama


Nell'«Amuleto d'ambra» Claire Randall, viaggiatrice nel tempo e nello spazio, aveva incominciato a spiegare una difficile verità alla figlia Brianna: negli anni in cui era ufficialmente data per dispersa, fra il 1945 e il 1946, era in realtà precipitata, attraverso il magico cerchio di pietre di Craigh na Dun, nella Scozia del Settecento, dove si era innamorata follemente del nobile giacobita James Fraser. Con lui aveva viaggiato fino alla corte di Versailles per tentare di bloccare un'insurrezione scozzese sostenuta dalla Francia, ben sapendo che si sarebbe conclusa nella terribile carneficina di Culloden. Braccati dagli inglesi che ritenevano James Fraser uno dei principali sobillatori e guardati con crescente sospetto dagli scozzesi, a causa del loro ovvio scetticismo circa l'esito della ribellione, Jamie e Claire consumano la loro ardente e avventurosa storia d'amore fra campi di battaglia e manieri cupi e misteriosi, consapevoli che Claire si sarebbe ben presto trovata davanti a una scelta difficile: seguire fino in fondo il suo uomo perdendosi definitivamente nel passato, o tornare a un presente che ormai non le appartiene più, con la sola speranza di portare con sé una traccia di Jamie?


Opinione di Sybil

E se la nostra anima gemella si trovasse nel nostro stesso mondo ma duecento anni indietro sulla linea del tempo? In un luogo fisicamente vicino ma temporalmente lontano? In ritardo di oltre due secoli o in anticipo… dipende ovviamente dai punti di vista. Se così fosse, il destino che ruolo giocherebbe? Di certo una parte difficile, anzi, impossibile, dato che non ci troviamo in prossimità del noto cerchio di pietre scozzese. Comunque sia, noi amanti del romance abbiamo l’incredibile dono di immaginare e sognare un amore così, di sentirlo vivo sulla pelle, pulsante, ospite silenzioso di concitate sedute notturne di lettura e senza dubbio in questo Diana Gabaldon è stata veramente perspicace. Non solo è riuscita a dar vita a dei personaggi dannatamente incantevoli e passionali, ma è stata capace di alimentare l’immaginazione di tutte quelle lettrici che ancora credono nell’eterna forza vitale dell’amore e non di un amore qualsiasi, ma di quello in grado di sconfiggere le barriere del tempo. 
Ed è così che ci ha donato Jamie e Claire. Due cocciuti, orgogliosi, testardi, straordinari amanti, marito e moglie, anima della stessa anima, tanto bellicosi quando armoniosi, intrisi di linfa vitale, ma separati da un unico grande dettaglio: il tempo. È questo il nemico del loro amore, come lo è del resto per tutti, ma nel loro caso rappresenta una vera minaccia. Claire appartiene al 1945 e Jamie ad un passato lontano duecento anni. Ormai lo sappiamo bene, conosciamo il loro amore e la stessa Claire è al corrente di molti avvenimenti storici non ancora accaduti nella Scozia del 1743. Sa che Jamie è destinato a morire nella battaglia di Culloden e invece di starsene con le mani in mano ad attendere l’inevitabile, decide di darsi da fare, cambiando la storia. 
Con L’amuleto d’ambra l'autrice ha  lasciato i due sposi intenti a sconvolgere le sorti della rivolta giacobita, con l’unico scopo di scongiurare la fatidica battaglia di Culloden. Dopo essere stato graziato, Jamie decide di far ritorno in Scozia e continuare da lì il suo piano. Con Claire al suo fianco tutto sembra più facile, e il tremendo fetore dell’addio non sembra nemmeno sfiorare le sue narici. Anche Claire ne è convinta, nessuno potrà mai fermarli. Il destino, nefando nemico di chiunque, non è che un nobile rivale per loro, un piccolo ostacolo facile da superare. Cosa c’è di più temibile del tempo? Loro possono in qualche modo governarlo giocando d’anticipo, ma… le cose semplici non sono per questo mondo ne tanto meno per quello di Jamie e Claire. Così, ancora una volta si troveranno a dover combattere contro tutto e contro tutti, come due pesci fuor d’acqua in cerca di un mare d’ossigeno, puntando ogni cosa sulla loro unica certezza: l’amore. Tra avventura, dolcezza, leggerezza e attimi di denso coinvolgimento, il nostro Highlander e la sua bella Sassenach riusciranno a trasportarci in una Scozia grigia e bellicosa, lontana dalla lussureggiante falsità parigina, attraverso una parabola discendente che ci accompagnerà verso l’attimo più temuto, nel punto esatto in cui anche il tempo si priva del suo valore.

“Ti troverò”, mi sussurrò all’orecchio. “Te lo prometto. Se dovrò sopportare due secoli di purgatorio, duecento anni senza di te… allora vuol dire che sarà la punizione che mi sono meritato per i miei crimini: perché ho mentito, ucciso, rubato e tradito. Ma c’è un’unica cosa che ristabilirà l’equilibrio. Quando sarò al cospetto di Dio, ci sarà un’unica cosa che farà pendere la bilancia in mio favore, contro tutto il resto.”
La sua voce si abbassò fin quasi a un sussurro, e le sue braccia si strinsero intorno a me.
“Signore, mi hai dato una donna straordinaria e Dio! io l’ho amata tanto.”




L'autrice 


DIANA GABALDON è nata in Arizona nel 1952. Si è laureata in zoologia, ha un master in biologia marina e un PhD in ecologia e per anni ha insegnato nel dipartimento di Scienze ambientali dell’Arizona State University. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo romanzo dando vita alla serie «Outlander», primo capitolo di una saga appassionante tradotta in oltre 20 lingue. I libri di Diana Gabaldon hanno venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo e in Italia sono tutti pubblicati con successo da Corbaccio (anche in edizione TEA).



La serie completa:
La straniera (recensione QUI)
L’amuleto d’ambra (recensione QUI)
Il ritorno
Il cerchio di pietre
La collina delle fate
Tamburi d’autunno
Passione oltre il tempo
La croce di fuoco
Vessilli di guerra
Nevi infuocate
Cannoni per la libertà
Destini incrociati
Il prezzo della vittoria
Legami di sangue
Prigioniero di nessuno





lunedì 19 dicembre 2016

LA ROSA SELVATICA Jennifer Donnelly Recensione

“Mi son detta che sarebbe successo soltanto una volta” affermò lei. “E l’ho detto anche a te. Ma è impossibile, Seamie. Non posso andarmene da qui domattina sapendo che non starò mai più così con te. Cosa faremo?” gli chiese in tono afflitto.
“Ci ameremo” rispose lui.
“Per quanto?” domandò Willa, gli occhi che scrutavano i suoi.
Lui la prese tra le braccia e la tenne stretta a sé.
“Per tutto il tempo possibile” sussurrò.


SONZOGNO
LA ROSA SELVATICA 
Jennifer Donnelly

Traduzione a cura di Sara Caraffini
Casa editrice: Sonzogno
Genere: Romanzo storico
Pagine: 592
Prezzo: 21.50€
Ebook: 12.99€



Trama


Londra, 1914. In seguito al tragico incidente sulle vette del Kilimangiaro, l'anticonformista e caparbia scalatrice Willa Alden taglia i ponti con il proprio passato e con Seamus Finnegan, l'uomo che l'ha salvata e che a lei è unito dalla passione per le imprese più estreme. Eroe delle esplorazioni polari, Seamus cerca di rifarsi una vita a Londra, provando a dimenticare quella donna che l'aveva sedotto, mentre Willa si rifugia in un angolo remoto del Nepal da cui contemplare e fotografare le cime dell'Himalaya per la Royal Geographical Society. Finché un evento improvviso la richiama a Londra, una città in fibrillazione per le tensioni che precedono la Prima guerra mondiale, dove Max von Brandt - l'enigmatico alpinista tedesco conosciuto in Nepal da Willa - è riuscito ad affascinare i salotti dell'élite e a carpire i segreti dei più influenti uomini politici. L'inatteso incontro tra i tre darà inizio a una serie di avventure che li porterà di nuovo a viaggiare, persino in Egitto e Siria al fianco di Lawrence d'Arabia, in un vorticoso succedersi di colpi di scena e sentimenti che intrecceranno sempre più saldamente i loro destini. Esploratori, furfanti, criminali, spie e alta società. Le vette incontaminate dell'Everest, Londra e il deserto del Nord Africa. La rosa selvatica è un'ammaliante epopea romanzesca capace di restituirci le aspirazioni di un mondo sull'orlo di un cambiamento epocale.



Opinione di Sybil

Jennifer Donnelly è la regina delle storie tormentate e travolgenti. Nei suoi romanzi i buoni sentimenti sono sempre accompagnati da avvenimenti terribili e infausti e il destino gioca ogni volta un ruolo di fondamentale importanza, nella stragrande maggioranza dei casi a sfavore dei protagonisti, i quali, sventurati, si trovano spesso a scegliere la porta sbagliata, entrando inevitabilmente in un labirinto dalle molteplici false vie di fuga. Un meccanismo presente nei libri precedenti e anche in questo terzo e attualmente ultimo capitolo della serie che vede come protagonista la famiglia Finnegan al completo. Prima di procedere desidero fare alcune considerazioni, rivolte soprattutto a chi ancora non ha letto la trilogia della Donnelly, altrimenti questa mia opinione sembrerà semplicemente una serie sconnessa di informazioni. In questi tre romanzi (I giorni del tè e delle rose, Come una rosa d’inverno e La rosa selvatica) viene narrata la storia di una povera famiglia londinese a cavallo tra la fine del 1800 e la Prima Guerra Mondiale. Sono molti i personaggi presenti tra le pagine, infiniti gli intrecci e i colpi di scena, nessun sentimento manca all’appello: odio, gelosia, paura, vendetta, solidarietà, coraggio, amore. È proprio quest’ultimo il motore dell’intricato universo racchiuso nei libri della Donnelly. È l’amore a guidare attraverso il tempo, la sofferenza, la povertà, le sciagure e la violenza i nostri intrepidi protagonisti, è sempre l’amore a tenerli in vita, instillando nei loro cuori forza e temerarietà. Dall’America all’Inghilterra, dall’Africa al Tibet, dal Polo sud alle vette più alte del mondo i Finnegan si rincorreranno, si distruggeranno, si perderanno e di loro non rimarrà che l’ombra sbiadita di un ricordo lontano e l’amore, quell’amore che li ha fatti ardere, li farà a pezzetti uno dopo l’altro, annientandoli. Ho fatto tutta questa premessa solo per sottolineare la densità emotiva di tutti e tre i romanzi, incatenati e inscindibili. In questo l’autrice è stata eccezionale, perché non si è limitata a scrivere tre semplici storie d’amore, ma ha dato vita ad un’opera in cui ogni singolo elemento è intrecciato in maniera indissolubile alla Storia, quella vera. È così che incontreremo tra le pagine personaggi realmente esistiti come Ben Tillet, Lawrence d’Arabia, Churcill, Millicent Fawcett, talmente ben inseriti nel contesto da non accorgercene nemmeno. Non saranno loro i veri protagonisti, ma in un modo o nell’altro contribuiranno al completamento di una storia incredibilmente emozionante, frutto della mente di un’autrice straordinaria.
Consiglio a tutti quei lettori che non hanno ancora letto i primi due libri della serie di fermarsi qui e di non continuare a leggere la mia opinione perché potrebbe contenere qualche involontario spoiler.
Con Joe e Fiona abbiamo sofferto, con Sid e India ancor di più, fino all’ultima pagina con il respiro strozzato in gola e la speranza, una buona dose di fiduciosa speranza (non deve mai mancare con la Donnelly!) legata stretta vicino al cuore. Adesso finalmente è arrivato il momento di Seamus, ve lo ricordate? Quel piccolo bambino che abbiamo conosciuto nel primo libro e che abbiamo visto crescere e diventare un giovane esploratore nel secondo? E Willa? La sua sventurata amica che sulla vetta del Mawenzi perse una gamba e con essa la speranza di scalare ancora? Vi ricordate del loro impetuoso ed acerbo amore? Bene cari amici, dimenticate tutto.
Siamo nel 1914. Seamus Finnegan è diventato ormai un uomo, uno dei primi esploratori a raggiungere il Polo Sud. Alto e fiero, con i suoi capelli rossi come il fuoco, potrebbe avere il mondo ai suoi piedi. Ma non lo vuole. Perché l’unica persona che desidera è sparita nel nulla.  Willa Alden. La sua più cara amica, il suo unico vero amore. Compagni d’infanzia e di scalate, Willa e Seamie sono cresciuti insieme. Si sono voluti bene come fratelli fino al giorno in cui quel bene è diventato una pulsione irresistibile e sfrenata. Un terribile incidente ha però spezzato sul nascere questo sentimento e da quel preciso istante i loro due cuori si sono fatti a pezzi a vicenda fino a smarrirsi. Ora, dopo anni, Seamie si trova a Londra, in procinto di partire per una nuova spedizione al Polo Sud, e Willa al cospetto del Gigante Bianco, L’Everest. Separati dallo spazio, dal tempo, da una guerra in arrivo e da un destino che non desidera altro che tenerli lontani, i cuori dei due giovani si ritroveranno, combatteranno e commetteranno degli errori imperdonabili, ma in parte necessari, perché quando l’amore chiama, quando quell’amore chiama, niente e nessuno è in grado di fermarlo, nemmeno l’Everest, nemmeno la guerra, nemmeno l’odio verso se stessi. 
Non sarà facile, anzi, come da tradizione, i protagonisti sceglieranno le strade più difficili per ritrovarsi; partendo da una comoda camera d’albergo a Londra arriveranno a distruggersi persino nel deserto e questo non è niente. Del resto, chi ha già letto gli altri due romanzi sa che questo è il minimo che può succedere con la Donnelly…
La storia di Seamie e Willa è straziante e delicata allo stesso tempo. Il loro amore, che già aveva gettato le basi nel libro precedente non poteva che essere così, devastato, selvaggio, impavido. Entrambi sono nati per amarsi e farsi del male, per creare e distruggere, per volare e cadere. Lascio a voi il piacere di scoprire la bellezza di queste pagine.
Ho adorato questa serie, sia per l’efficienza e la qualità dello stile che per il maestoso romanticismo in essa racchiuso. Arrivata a questo punto posso confidarvi che il mio romanzo preferito è però Come una rosa d’inverno, dove il bello e dannato Sid Malone ruba il cuore coraggioso della giovane dottoressa India, cambiandola per sempre.


Una serie indimenticabile, che tutte le amanti del genere dovrebbero gelosamente custodire nella propria libreria, così da poterla sfogliare nelle gelide notti d’inverno… 



L'autrice 



JENNIFER DONNELLY, scrittrice americana di grande successo e tradotta in tutto il mondo, vive a New York. I suoi precedenti romanzi - I giorni del tè e delle rose e Come una rosa d'inverno, entrambi pubblicati da Sonzogno - hanno ottenuto il plauso della critica e conquistato i lettori di tutto il mondo.




La serie completa:

I giorni del tè e delle rose (recensione QUI)
Come una rosa d’inverno (recensione QUI)
La rosa selvatica




mercoledì 30 novembre 2016

VENTO DEI CARAIBI Tiana Leone Recensione


Ormai  sono giunta a  paragonare  le “Emme “ agli Avengers . Donne che catturano le   emozioni, e desiderano  trasmetterle ai loro lettori;   un comune denominatore,  l' universo femminile, e infinite sfaccettature nel raccontarlo. Nel  gruppo sempre più nutrito ed eterogeneo delle scrittrici pubblicate da Emma Books ha fatto  capolino una giovane e brillante autrice:  con una storia in grado di riprendere i dolci sapori rétro del romanzo storico ,   e di attualizzarli in chiave "rosa che non ti aspetti" rendendoli piccanti, decisi , a tratti ruvidi: per un' esperienza di lettura travolgente e corroborante. 
Emma Books
VENTO DEI CARAIBI
TIANA LEONE


Collana: vintage 
Genere: romanzo storico
Pagine: 287
Prezzo ( solo ebook): € 4.99

La Trama
Londra, 1700. A un passo dalle nozze, Jada Bentley scopre una macabra verità sul suo futuro marito, un segreto che può costarle la vita. Determinata a far saltare il matrimonio e con una ricca eredità a disposizione, decide di salpare per il Nuovo Mondo. Ma imbarcarsi con l’inganno si rivela presto una scelta poco saggia, soprattutto quando Jada scopre che il capitano della nave è il freddo e autoritario Devan Ashton, corsaro al servizio di Sua Maestà re Guglielmo. Devan non è abituato a farsi imbrogliare, Jada non è abituata a cedere.Un viaggio mozzafiato che vi porterà dalla Londra degli Stuart alle sontuose ville di Charles Town, fino agli esotici scenari giamaicani nel cuore dei Caraibi, in un crescendo di avventura e passione.

Opinione di Charlotte
La lettura regala esperienze, può riequilibrare una giornata storta, può farti vivere mille vite , e lasciare il segno anche il giorno dopo, e quello ancora.  Probabilmente dalle premesse questa recensione vi sembrerà poco obiettiva:  di fatto, penso sappiate alla perfezione come ci si sente dopo avere compiuto un’ avventura tra le righe:   di quelle  terapeutiche per l’ umore , che fomentano la passione per il “bello scrivere” e appagano il romanticismo  insito nella personalità di una lettrice portata per la narrativa rosa. Così che la mente  continui a divagare,  e a inventare  pagine e pagine di possibili sviluppi e deviazioni, anche quando si affronta la routine quotidiana  . Grazie a Tiana Leone, io  provato  queste piacevolissime sensazioni: sono tornata ai tempi in cui mi beavo di Salgari, e mi sono confrontata con la sua rilettura in chiave  attuale  e "donna" .  Vento dei Caraibi infatti  è la riuscita combinazione  tra le peripezie  di corsari e marinai   e il rosa squisitamente Emma: ricercato nei vocaboli, fluido nel ritmo , moderno nel tratteggio  del personaggio femminile grintoso, agguerrito, emotivo.
Una storia , quella concepita da Tiana, improntata su dettagli e  suggestioni,  caparbietà e  insospettabile tenerezza, in un susseguirsi di contrappunti che creano dinamismo.  Al  ton londinese opprimente e circoscritto , viene affiancata la selvaggia colonia rigogliosa e pericolosa;    la salsedine e la callosità delle mani che lavorano e combattono  si sposa con trine raffinate  ed incarnati eburnei.
Pensate a un uomo  autoritario, pericoloso,  fascinoso, retto e  dagli appetiti fisici insaziabili, giocato da una fanciulla inesperta, scheggia impazzita ma   determinata. Aggiungete a questa relazione complicata e intrigante   taverne, alcool, battaglie sanguinose  in mare aperto, un equipaggio rozzo e voltafaccia, matrimoni combinati, piantagioni mandate avanti dagli schiavi;  avrete un quadro poco idilliaco,  ma un terreno assai fertile  in grado di ispirare  una storia esplosiva fatta di ostinazione, paura, e soprattutto di passione:  dapprima ignorata, poi contrastata, quindi goduta appieno  .
Una vicenda in cui il protagonista maschile ha il cuore corazzato, la rudezza di un marinaio,  la galanteria di un gentiluomo, e  una gran confusone in testa; mentre Jada non ha nulla da perdere e molto per cui lottare, nel lanciarsi a capofitto in un' impresa compromettente e rischiosa che la porta a crescere e a scoprire il mondo, se stessa e l' amore.
Personalmente, per me con Vento dei Caraibi è stata intesa fin dal prologo: le scelte lessicali ricercate - a cominciare dai riflessi cuprei dei capelli della protagonista - mi  hanno particolarmente colpita e sedotta, il cliché classico si è ben presto dissolto nell' ibridazione compiuta da un' autrice che nello scrivere il romanzo si è divertita e ha messo in gioco la sua fantasia, risultando trascinante  e originale.
E soprattutto, ancora una volta l' universo femminile che sogna, desidera, combatte, ama e sceglie,  l' ha fatta da padrona .Cosa volere di più da un " rosa che non ti aspetti" ?


L' Autrice  
Tiana Leone, 27 anni, vive a due passi dal mare in una casa piena di libri, e adora fare passeggiate sulla spiaggia quando è in cerca di ispirazione. Ha scoperto l’amore per la scrittura alla tenera età di otto anni, quando le regalarono la prima macchina da scrivere. Scrive perché non può farne a meno e perché ogni storia, ogni personaggio, la implora di venire alla luce. Con Vento dei Caraibi esordisce con Emma Books.