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domenica 17 novembre 2019

LA GEMELLA SBAGLIATA Ann Morgan Recensione

Un' altra lettura recuperata  e goduta a tuttotondo  grazie a Audibile e ad una narrazione partecipata e coinvolgente.  Un thriller psicologico di grande empatia, non veloce ma dallo scorrere inesorabile di eventi e rovesciamenti, incentrato sulla storia di due sorelle gemelle. 

Piemme
LA GEMELLA SBAGLIATA 
ANN MORGAN


Collana: Pickwick 
Genere: thriller psicologico
Pagine: 392
Prezzo: € 10,90
ebook: € 6,99
disponibile all' ascolto su Audible, letto da Chiara Leoncini 
QUI il link Amazon per l' acquisto 


La Trama
Helen ed Ellie sono gemelle. Identiche. Almeno così le vedono gli altri. Ma le due bambine sanno che non è così: Helen è la leader, Ellie la spalla. Helen decide, Ellie obbedisce. Helen pretende, Ellie accetta. Helen inventa i giochi, Ellie partecipa. Finché Helen ne inventa uno un po' troppo pericoloso: scambiarsi le parti. Solo per un giorno. Dai vestiti alla pettinatura ai modi di fare. Ed ecco che Ellie, con la treccia di Helen, comincia a spadroneggiare, mentre Helen si finge la sottomessa e spaventata Ellie. È divertente, le due bambine ridono da matte. Ci cascano tutti, perfino la mamma. Ma, alla sera, quando il gioco dovrebbe essere finito, e Helen pretende di tornare a essere se stessa, Ellie per la prima volta dice di no. Ormai è lei la leader. E non tornerà indietro. Da questo momento, per la vera Helen comincia l'incubo...
Un capolavoro di suspense e inquietudine, che riesce a raccontare in modo straordinario la discesa agli inferi della protagonista, nonché la facilità con cui si possono manipolare le persone e distorcere la realtà. Perché non tutto è come sembra, anche nelle migliori famiglie, e in quella di Helen ed Ellie ci sono molti più segreti di quanti le bambine stesse possano immaginare. Al punto che un gioco innocente, forse, non è mai stato solo un gioco.
Una lettura tesa e avvincente, che vi farà girare le pagine vorticosamente, e che fa di Ann Morgan una delle voci più sorprendenti del thriller psicologico.


Opinione di Charlotte 
Lo specchio, il doppio, l 'alter ego,  l' interrogativo latente su   quanto  un nome,  costituito da poche sillabe persino assonanti ,   possa identificare una persona tanto da  influenzare giudizi, pregiudizi, atteggiamenti suoi e di chi la circonda, sono il leitmotiv di un romanzo fortemente introspettivo e sottilmente  crudele. In un percorso di vita lungo un quarto di secolo , l' inversione delle parti sempre più marcata e  il progressivo snaturarsi di  identità portano due sorelle a condurre esistenze che non  apparterranno loro mai fino in fondo, con conseguenze drammatiche. Il libro si sviluppa su due piani temporali che nell' unirsi svelano un mistero agghiacciante nella sua lucida pianificazione : la visione della vicenda da parte  della voce narrante " Smudge", "macchia", appare distorta dalla delusione, dal fallimento, dagli eccessi che tanto le danno oblio temporaneo quanto la rendono sempre più fragile e fallita, corrotta  da un rancore tanto radicato da essere diventato un' ossessione in grado di minare qualsiasi legame . Ma non è tutto come sembra, e   una prospettiva differente da quella di Smudge e ad essa contrappuntata, permeata dapprima dall'  innocenza del gioco infantile, via via sempre più spietata e faticosa da metabolizzare  , pone il lettore di fronte all' ingiustizia e al desiderio di scoprire come si è potuti arrivare ad un presente nebuloso e apparentemente inspiegabile . Dallo scherzo forse solo malizioso,  in un crescendo angoscioso di smacchi, fraintendimenti ed enigmi soggetti ad interpretazioni ,  colpevoli e innocenti arrivano a confondersi: anche se alla resa dei conti  ci sono solo vittime, pedine in mano ad uno stratega  in un disegno infarcito di suspense e colpi di scena,  che più che sopraffare il lettore a suon di ritmi incalzanti, lo cattura e lo sorprende in uno  stillicidio di impressioni , sentimenti,  drammi.  

giovedì 30 maggio 2019

REVIEW TOUR L' OSPITE MISTERIOSA Jessica Vallance

Con curiosità e divertimento ho aderito a questo review tour all' insegna dell' ansia, dell' emotività e dello sgomento. Sono soddisfatta di essere partecipe di questa avventura tra le righe davvero emozionante, insieme a Bookspedia, L'Universo dei Libri, Chiara in Bookland e A spasso coi libri , che ringrazio per avermi coinvolta.
Corbaccio
L' OSPITE MISTERIOSA
JESSICA VALLANCE

traduzione: O. Crosio
genere: thriller psicologico
Pagine: 334
prezzo: €18.90
ebook: € 9.99
QUI il link Amazon per l' acquisto 

La Trama
Charlotte non può fare a meno di dedicarsi agli altri. È sempre stata così, sin da bambina, forse per il bisogno di avere continue conferme, forse per il desiderio di sentirsi apprezzata e amata. La gente, secondo Charlotte, deve sapere che su di lei può contare. Così, quando una notte incappa in Luke, un giovane uomo steso a terra, gravemente ferito e privo di conoscenza, è naturale per lei prestargli subito soccorso. Così come è naturale sentirsi subito a suo agio nella famiglia di lui, che la accoglie con affetto e riconoscenza e a cui lei, giorno dopo giorno, sente di legarsi sempre di più. Ai genitori, in particolare, perché invece la sorella di Luke, Rebecca, si rivela molto diffidente nei suoi confronti. Non solo non apprezza Charlotte, è che proprio non si fida di lei. Oppure è soltanto molto gelosa? Charlotte, da parte sua, più conosce Rebecca, più sospetta che abbia qualcosa da nascondere. E poiché Charlotte si è messa in testa di proteggere questa famiglia e anche se stessa, deve capire qual è il segreto di Rebecca...

Opinione di Charlotte

Per la gioia dei lettori onnivori, le case editrici per la stagione estiva stanno puntando molto sulle uscite thriller , che coniugano l' evasione dalla realtà, al piacere di aguzzare l' ingegno e alla curiosità di sondare i turbamenti umani finanche nei meandri più torbidi e patologici. L' ospite misteriosa rientra senz' altro in questo genere di letture, essendo un romanzo introspettivo permeato dei misteri e delle solitudini dell' anima: giocato sull’ ambiguità di due figure femminili che alternano i loro punti di vista avversandosi palesemente, che cospirano l' una contro l’ altra, che non raccontano la verità fino in fondo nemmeno a se stesse , fino all' imprevedibile conclusione della loro vicenda . Charlotte e Rebecca sono due donne condizionate da legami familiari ingombranti , custodi di segreti scomodi, legate loro malgrado in seguito ad una tragica fatalità : il loro è un recitare ad essere " la buona" contro " la cattiva" mostrando sfacciatamente il punto di vista dell' una, subito confutato dalla visione opposta dell' altra. Questo gioco si fa via via sempre più insidioso e fallace, in un crescendo di emozioni e di eventi svelati al lettore dapprima in un estenuante stillicidio, per traboccare in un fiume impetuoso di verità taciute, di destini segnati, di agghiaccianti scheletri nell' armadio, regalando al lettore un' avventura tra le righe via via sempre più incalzante, adrenalica e minacciosa: mai consolatoria, né scontata fino all' ultima pagina . 

L' Autrice
Jessica Vallance è cresciuta a Bournemouth e ha studiato legge presso l’università del Sussex, dove vive insieme al suo compagno e ai suoi cani. Ha lavorato come sceneggiatrice e giornalista. L’ospite misteriosa è il suo romanzo d’esordio.

lunedì 30 gennaio 2017

BLOG TOUR+GIVEAWAY L'ESTRANEO TAPPA #1 Presentazione con estratti

Inizia oggi la prima tappa del blog tour+giveaway che vede come protagonista un thriller denso e sconvolgente, un mix letale composto da attimi di cupa incertezza e agonia... Sto parlando dell’ultimo romanzo di Arno Strobel e dell’autrice austriaca Ursula Poznanski, una storia scritta a quattro mani che pone al centro della narrazione l’enigma più grande in assoluto: conosciamo realmente chi ci dorme accanto? E se un giorno, voltandoci, ci accorgessimo di avere al nostro fianco un estraneo, non solo in senso psicologico ma anche fisico? Nel farlo, utilizzano un mezzo efficace: la follia. Entrambi i protagonisti si troveranno catapultati in una dimensione oscura ed opprimente, dove la fiducia sarà l’unica via d’uscita.
Cari amici, se siete in cerca di emozioni forti e non scontante, L’estraneo è il romanzo che fa per voi. Potente, magnetico e devastante, saprà come tenere impegnate le vostre gelide serate invernali.
E adesso, ecco un piccolo assaggio del clima che si respira tra le pagine…

GIUNTI
L’ESTRANEO
Ursula Poznanski e Arno Strobel

Traduzione a cura di
Casa editrice: Giunti
Collana: M
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 416
Prezzo: 14.00€
Ebook: 8.99€


Trama



Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d'un tratto ti trovi davanti un estraneo: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però non l'hai mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell'uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza?
Immagina di tornare a casa una sera: entri in cucina, ti versi un succo d’arancia e... vedi la tua ragazza che comincia a gridare: è convinta che tu sia un ladro o un assassino. Ti scaglia addosso un fermacarte e corre a chiudersi in camera. Non riesci a capire, ti guardi intorno e all'improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che di mattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c'è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo?
Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l'unico modo per uscirne è fidarsi l'uno dell'altra...
Una morsa di paranoia e follia che stringe il lettore fin dalla primissima pagina.


Estratti

Lei

Un rumore. Una specie di tintinnio. Viene dall’interno, non da fuori. Che qualcuno abbia dato un pugno alla finestra per rompere il vetro? No, sarebbe stato più forte.
Torna la morsa allo stomaco, più intensa di prima. Mi aggrappo al corrimano, respiro, cerco di farmi coraggio, scendo un altro gradino. È ridicolo, mi dico, un rapinatore farebbe molto più chiasso. Cercherebbe di arraffare quello che gli capita e di svignarsela il più in fretta possibile...
Un altro rumore. Non un tintinnio, stavolta, ma una specie di raschio. Come un cassetto che si apre e poi si richiude.
Torna di sopra, mi dice l’istinto. Scappa in camera da letto e chiama la polizia. Nasconditi.
Invece no. Combatto contro l’impulso e resto immobile. Mi accorgo che l’unica opzione ragionevole – telefonare per dare l’allarme – purtroppo è inattuabile. Il mio cellulare è in cucina, con la batteria quasi a zero. L’ho poggiato sopra la macchina del caffè, ben in vista, per non dimenticarmi di metterlo in carica.
È proprio da lì che vengono i rumori, dal salotto e dalla cucina.
Scendo altri due gradini e dallo spiraglio della porta del soggiorno vedo filtrare una lama di luce.
Respiro a fondo per controllare la paura, forse sto esagerando. Sì, il lampadario è acceso, ma con tutte le volte che mi dimentico di spegnerlo... sai che novità. Non c’è motivo di farmi prendere dal panico. E poi la porta d’ingresso è proprio davanti a me: in una manciata di secondi potrei essere fuori e chiamare aiuto. Chissenefrega se sono in accappatoio.
Trattengo il fiato e tendo le orecchie, concentratissima. Di nuovo silenzio totale. Mi sono sbagliata? Possibile che quei rumori fossero frutto della mia immaginazione? Certo, dal punto di vista razionale è un’ipotesi da tenere in considerazione, ma il mio cuore manifesta il suo dissenso continuando a battere all’impazzata. E se c’è una cosa che proprio non riesco a sopportare è l’incertezza.
Sul mobiletto dell’ingresso c’è il fermacarte che Ela mi ha regalato un paio di settimane fa. Un dado di vetro azzurro che pesa almeno due chili. Lo afferro, ignoro i volantini e le buste che planano sul pavimento e mi affaccio in salotto.
Niente. Nessuno. Almeno qui. Il soggiorno e la porta della veranda sono esattamente come li ho lasciati.
Non resta che controllare la cucina, ma da qui non riesco a vedere bene, c’è troppa poca luce.
Ho la mano sudata e per poco il fermacarte non mi scivola via; lo stringo più forte ed entro in salotto, senza fare rumore. Conquisto il centro della stanza.
Proprio nel momento in cui inizio a sentirmi ridicola, dal buio della cucina sbuca fuori un’ombra.
Il grido che vorrebbe uscirmi si smorza in gola, è come se all’improvviso non ci trovassi più aria. Sono un blocco di ghiaccio.


Lui
Credevo di conoscerla bene, Joanna, eppure adesso mi sembra un’estranea, come se dentro al suo corpo ci fosse un’altra donna.
Il dolore alla spalla pian piano si attutisce. Faccio leva sul pavimento e mi tiro su. Il salotto vacilla, azzardo un paio di passi per arrivare a una poltrona, ho bisogno di sedermi. Lo sguardo scivola verso la porta della stanza, è aperta. Forse ­Joanna è corsa fuori, in strada? Starà chiamando la polizia?
È malata, su questo non ho più alcun dubbio. Forse lo è sempre stata. Magari lo sapeva da un pezzo e non mi ha detto nulla. Già, forse finora non ho mai conosciuto la vera ­Joanna. No, non è possibile, non può essere. Mi sollevo per guardarmi intorno. Le pareti hanno smesso di muoversi, mi reggo in piedi.

Dovrei chiamarla io, la polizia? Ma che idiozia, che cosa c’entra? Mica c’è stata una rapina. La mia fidanzata è andata fuori di testa: qui ci vuole un medico, altro che polizia. Uno psichiatra, magari. Sì, dovrei chiamare un’ambulanza. Però, se la vedessero in questo stato, la porterebbero subito in una clinica. Senza contare che essendo straniera e con un permesso di soggiorno temporaneo, probabilmente finirebbe nei guai... No, prima le devo riparlare. Cosa può esserle successo? Forse è solo confusa. Ma per quale motivo?
Accendo la luce dell’ingresso e sento un’altra fitta lancinante alla spalla. Faccio un respiro profondo e mi guardo intorno. La porta di casa è chiusa. Se Joanna fosse scappata fuori, nello stato in cui si trovava l’avrebbe lasciata aperta, o al limite l’avreb­be sbattuta. Avrei sentito il rumore.
Quindi deve essere ancora in casa. Vado verso le scale, alzo gli occhi, poi però mi fermo. C’è qualcosa che non torna. Lentamente mi volto e do un’altra occhiata all’ingresso. La porta, il mobiletto, le carte per terra, il guardaroba... Il guardaroba. Un pugno allo stomaco. Le mie cose non ci sono. I ganci a cui di solito appendo le giacche sono vuoti. Sotto, sul ripiano... Le sue scarpe da ginnastica, altre due paia da passeggio di colori sgargianti, non c’è altro: ci sono solo le cose di Joanna. Che diavolo sta succedendo qui?
Mi riscuoto, voglio capire. Senza più indugi vado verso la porta dell’ingresso, la apro e guardo fuori. Calma piatta. La richiudo. Meglio dare una mandata di chiave, la prudenza non è mai troppa. Poi inizio a salire le scale con passo pesante. Che mi senta pure, nessun problema, deve sapere che sto andando da lei. È ora di chiarirsi.
In bagno non c’è nessuno. In un moto di stizza mi avvicino alla camera da letto, poggio una mano sulla maniglia e la abbasso. È chiusa a chiave. Ah.
«Joanna.» Il tono non è rabbioso, ma deciso: deve sentire che sono serio. «Joanna, adesso piantala, dai. Apri questa maledetta porta, così parliamo. Dio santo, non ti faccio nulla!»
Silenzio. Aspetto. Dieci secondi, quindici... Niente. «Joanna, per favore, rifletti. Se volessi farti del male, credi davvero che questa ridicola serratura riuscirebbe a impedirmi di entrare? Basterebbe un calcio per buttar giù questa dannata porta. Ma io non voglio sfondarla, perché è anche la mia porta, capisci? Noi viviamo in questa casa insieme. E se a te non risulta, allora... Un attimo... Joanna, mi stai ascoltando?»
Mi rendo conto di aver parlato molto in fretta. Mi capita sempre quando sono agitato e devo dire una cosa con urgenza.
«Jo, ci sei? Senti, mi è venuta un’idea. Fammi una domanda... Qualcosa che non posso non sapere se viviamo insieme. Okay? Dai, spara, una cosa qualunque...»
Di nuovo silenzio, ma poi mi sembra di sentire armeggiare intorno alla serratura. Clac. La maniglia si abbassa, la porta si apre, lenta. Dio sia lodato.
Joanna è davanti a me, girata di lato, però mi guarda, tiene ancora la mano sulla maniglia. I miei occhi superano il suo sguardo impaurito e si spingono verso il letto. Una morsa di ghiaccio mi stringe il petto... Forse non è Joanna ad aver perso la ragione, ma io.

Il mio piumone, il mio cuscino, il mio armadio... Non c’è più niente.

In fondo al post troverete le regole per partecipare al giveaway!

Gli autori



ARNO STROBEL è nato a Saarlouis nel 1962 e ha lavorato a lungo per una grossa banca prima di dedicarsi interamente alla scrittura. È diventato un autore bestseller con una fortunata serie di thriller psicologici.

URSULA POZNANSKI è nata a Vienna nel 1968 e prima di diventare una scrittrice bestseller ha lavorato come giornalista per riviste scientifiche. È autrice di numerosi romanzi per ragazzi e thriller di grande successo.





Calendario del Blog Tour




30/01 Presentazione con estratti-Sognando tra le righe
31/01 Play list-Bookespedia
01/02 Psicanalizzando i protagonisti-Booksangels
02/02 Recensione-Leggendo Romance
03/02 Cinque  motivi per leggere il libro-L'universo dei libri



Il Giveaway inizia il 30 gennaio e termina il 05 febbraio.


Per partecipare al giveaway:

-Commentare le tappe nei blog coinvolti, lasciando una e-mail per essere contattati in caso di vittoria
-Diventare lettore fisso dei blog (trovate i link nel calendario del Blog Tour)
-Seguire la pagina Facebook della Casa Editrice Giunti
-Compilare il form per l'estrazione della copia del libro


Form da compilare:
a Rafflecopter giveaway




Ringrazio con tutto il cuore Claudia, le ragazze dei blog coinvolti e la casa editrice Giunti per aver concesso al nostro blog di far parte di questa piccola grande avventura, che non solo è momento di condivisone, ma anche di amicizia.


giovedì 26 maggio 2016

INCUBO Wulf Dorn Recensione in anteprima

Non c’è peggior incubo di quello che non riesce a distaccarsi dalla realtà. È in quel luogo oscuro che la mente si smarrisce, si confonde, perde le sue coordinate e inizia a camminare nel buio senza un appiglio, aggrappandosi a delle certezze vane e nebulose, anch’esse vittime di una razionalità compromessa.
Un giovane ragazzo, una disgrazia, un presunto rapimento e una mente distorta e contaminata dal dolore.

Ecco tutti gli ingredienti dell’ultimo thriller psicologico di Wulf Dorn.

CORBACCIO
INCUBO
Wulf Dorn

Traduzione a cura di Alessandra Petrelli
Casa editrice: Corbaccio
Collana: Top thriller
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 368
Prezzo: 17.60€
Data di pubblicazione: 26 maggio 2016


Trama


Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso, ma da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra.



Opinione di Sybil



Voglio fare una premessa rivolta a tutti gli amanti della penna dell’autore: è la prima volta che mi trovo a leggere un libro di Wulf Dorn e quindi spero perdonerete le mie mancanze. 
Il primo dettaglio che mi è saltato subito agli occhi appartiene allo stile, fluido, diretto, quasi impersonale, merito della narrazione in terza persona che in libri come Incubo riesce a rendere l’esperienza ancora più individuale. Secondo me la bravura di uno scrittore di thriller sta nel far sentire la propria presenza senza però interferire minimamente nelle scansioni mentali del lettore. In poche parole, l’autore deve riuscire a prendere il lettore con le pinze e con i guanti e immetterlo nella scena allo stesso modo in cui si viene introdotti in una camera sterile e sigillata. Niente contaminazioni, niente tracce. Solo così si riuscirà a creare l’atmosfera giusta e il terreno adatto per lo sviluppo di ipotesi e perché no, anche di pregiudizi. Questo dettaglio è il primo che vado sempre a cercare in un libro thriller e nel romanzo di Dorn è fortemente presente. Ci inganna con la semplicità della narrazione, con un’apparente chiarezza quasi atipica in uno scenario come quello che si va a delineare nella sua storia, ci fa credere tutto e niente, senza darci modo di capire dove realmente i suoi personaggi vogliono andare a parare. Sarò sincera, durante le prime 180-200 pagine non mi sono sentita particolarmente coinvolta, brancolavo nel buio e nel finto caos ideato da Dorn, poi ecco che arriva la svolta. Non so dirvi in quale preciso istante non sono più riuscita a fare a meno di leggere, ma è successo e sono arrivata all’ultima pagina con avidità e curiosità, trovandomi poi di fronte alla postfazione dell’autore (altro dettaglio che personalmente adoro immensamente) che con poche parole ha saputo arricchire il quadro dell’intera vicenda narrata.
Il protagonista è Simon, un ragazzo di sedici anni che, in seguito ad un tragico incidente stradale, si ritrova orfano e distrutto. La zia paterna lo accoglie nella sua casa, nella quale vive già suo fratello maggiore Mike, il suo idolo, il suo eroe. Ricominciare è difficile per Simon, soprattutto perché la sua mente è tempestata da incubi terrificanti che riportano in vita i ricordi dolorosi e strazianti dell’incidente mortale che ha coinvolto i suoi genitori. Reduce da un ospedale psichiatrico, Simon cerca di tornare a vivere una vita normale, ma niente di tutto questo è possibile, perché la solitudine e la paura lo sbranano dall’interno. Un giorno una sua coetanea sparisce nel nulla e tutta la comunità cade nel terrore. È stata rapita? È stata uccisa? Simon, a modo suo, si mette alla ricerca della ragazza, seguendo diverse piste, fino ad arrivare alla più terrificante di tutte… Con l’aiuto di un’amica conosciuta durante i primi giorni di permanenza a casa della zia, Simon diventerà coraggioso e proverà ad uscire da quel guscio troppo stretto per lui. Ma è disposto a pagarne il prezzo?
La realtà, quella vera, quella dura, è lì, pronta ad azzannarlo con i suoi denti affilati e di Simon, forse,  non resterà che un’ombra…

Wulf Dorn ci racconta la storia di un incubo che vive dentro un incubo, e lo fa nel miglior modo possibile, lasciando a noi lettori il compito di trovare la via d’uscita. Non sarà facile uscire dalla foresta, ma nemmeno rimanerci dentro….


Il suo mostro non era un animale dalla pelliccia grigia e i denti affilati. 
Il suo mostro era un uomo.
E questo lo rendeva molto più pericoloso.




L'autore

WULF DORN è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato con grande successo «La psichiatra», che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, «Il superstite», «Follia profonda», «Il mio cuore cattivo» e «Phobia».




martedì 13 ottobre 2015

LA SCONOSCIUTA Mary Kubica Recensione

Una stazione nell’ora di punta.
Pendolari che sfogliano frettolosi le pagine di un quotidiano, studenti con musica snervante nelle orecchie, colleghi che si parlano discutendo per l’ultima volta su quale strategia adottare durante la riunione in ufficio, uomini silenziosi che occhieggiano verso il nulla.
Caos, mille voci, infiniti respiri, suoni, rumori, grida, la risata di una donna, il pianto di un bambino, la pioggia che incessante bagna le strade e inumidisce le ossa dei passanti che aspettano l’arrivo dell’ultimo treno che li porterà a destinazione.
Ai margini di tutto questo c’è una ragazza trasandata, stanca, impaurita e sola, che stringe una neonata tra le braccia, avvolta in una logora copertina rosa.
E c’è una donna, che assiste a tutto ciò.
Occhi che si intrecciano, vite che si scontrano andando insieme verso l’oblio.

Conosciamo davvero la nostra vita e quella di chi ci circonda?



HARLEQUIN MONDADORI

LA SCONOSCIUTA 
Mary Kubica

Traduzione a cura di Barbara Piccioli
Casa editrice: Harlequin Mondadori
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 380
Prezzo: 12.90€
Ebook: 6.99€



Trama


Un incontro casuale. Un atto di gentilezza. Un'intricata rete di menzogne. Heidi vede la ragazzina su un binario alla stazione, immobile sotto la poggia torrenziale, mentre stringe tra le braccia un neonato. La ragazzina sale su un treno e se ne va. Heidi non riesce a togliersi quella scena dalla testa...
Heidi Wood è sempre stata una donna dal cuore d'oro, ma la sua famiglia inorridisce quando un giorno torna a casa con Willow e la sua neonata di soli quattro mesi: trasandata e senza casa, la ragazzina potrebbe essere una criminale, o anche peggio. Tuttavia Heidi invita Willow e la bimba a restare...
A poco a poco, mentre Willow comincia a riprendersi, vengono alla luce inquietanti dettagli sul suo passato e così, quello che è iniziato semplicemente come un gesto gentile precipita sempre più velocemente verso l'abisso...


Opinione di Sybil




Anche questa volta Harlequin Mondadori ci propone un romanzo estremamente interessante, che si va ad aggiungere a tutte le altre grandi storie che in questi ultimi tempi ci ha permesso di leggere.
Sto parlando dell’ultimo libro di Mary Kubica, La sconosciuta, un thriller cupo, gelido, intenso, un viaggio privato nei meandri più profondi dell’animo umano, nel quale tutto viene messo in dubbio e niente viene salvato, un percorso introspettivo che mira ad oscurare ogni lato delle relazioni dei protagonisti, accrescendo l’inaffidabilità delle loro azioni e la potenza stessa dei loro sentimenti. Un doppio lato della medaglia, quello lucido e brillante e quello cupo ed ossidato. Testa o croce, verità o dubbio, finzione o realtà, ecco gli ingredienti chiave de La sconosciuta, un romanzo che non vi lascerà di certo insoddisfatti anzi, vi farà perdere qualche ora di sonno perché una volta iniziato è impossibile interrompere il bisogno continuo di fare chiarezza sugli avvenimenti narrati.
La storia è ambientata in una piovosa Chicago dove da giorni ormai non splende più il sole. Heidi è una donna alla soglia dei quaranta con una figlia di dodici anni e un marito che si sta lentamente allontanando da lei. Colpa della quotidianità? Degli impegni e delle responsabilità che si antepongono ai bisogni di ogni coppia? Non si sa se per questo o per infiniti altri motivi, quel che è certo è che Chris e Heidi si sono persi nelle profonde viscere dell’esistenza. Comunicare è complicato come risolvere un quesito di fisica nucleare e cercare di superare anche il più piccolo ostacolo diventa faticoso come fare il giro del mondo a piedi nudi. È così che Heidi e Chris finiscono per smarrirsi. 
In questo terreno fertile per il seme dell’instabilità arriva Willow, una giovanissima ragazza che Heidi vede ogni mattina sola e infreddolita alla stazione. Willow è una senza tetto, ha con se un’unica valigia di cartone e degli indumenti così logori da sembrare vecchissimi. Ma cosa ancor più sconvolgente, tra le sue braccia c’è una piccola neonata che piange disperata per poi cadere in un sonno tormentato. Inizialmente Heidi si accontenta di osservare la ragazza, in silenzio, in disparte, poi decide di invitarla a casa sua: è sicura che la neonata sia febbricitante e che la giovane donna sia spaventata e affamata. È così che Heidi si presenta a casa con Willow e la bambina, di fronte agli occhi sbalorditi del marito Chris e a quelli irritati della figlia Zoe. 
Purtroppo per loro, tutto ciò si trasformerà in un terribile incubo, non tanto fisico quanto mentale, che riporterà a galla antiche ferite in grado di alimentare un fuoco devastante. Sia Heidi che Chris che Willow avranno qualcosa da raccontare, un mostro nero con il quale combattere, vincere o perdere. Il premio in palio è la loro anima. Solo arrivando fino in fondo riusciranno a scoprire cosa li aspetta, libertà, redenzione, dolore, rinascita. Si, la rinascita, un privilegio a loro non concesso dato che nascondono dentro un buio profondo, insondabile, troppo complicato da decifrare e ancor più complesso da sorvolare. Ogni personaggio è immortalato nella propria intimità, dominato da forze opposte, prepotenti, che emergono dal passato e si scontrano con il presente creando una tempesta. Ognuno di loro ha un conto da pagare che lo rende vittima e allo stesso tempo carnefice, dando vita ad una giostra cupa, scricchiolante e sconvolgente. Inutile dire che il lettore sarà calamitato al centro della  narrazione. Non ci sarà scampo: leggere e leggere, ecco l’unica soluzione, la sola in grado di mettere la parola fine in questo coinvolgente percorso animato da un’abile autrice che non lascia niente al caso. 
La chiarezza è uno degli elementi mancanti nella narrazione, dettaglio voluto e non capitato a caso, in quanto utile ad accrescere l’alone di mistero e di dubbio che avvolge i personaggi del romanzo. È la scarsa comunicazione tra di loro a rendere possibile tutto ciò, come pure è la mancanza di dialogo a mettere in crisi la relazione tra Heidi e Chris e tra tutta la famiglia e Willow. 

La sconosciuta è un romanzo molto intenso, dalle tinte forti e costellato da sentimenti difficili da gestire, ma non per questo va temuto, anzi è un thriller davvero eccellente, nel quale il gioco delle parti segue delle regole ben precise, non scontate. A fare scalpore non è tanto il colpo di scena quanto le singolari reazioni dei personaggi presi nella loro individualità, il modo in cui si relazionano con il buio che nascondono dentro e la forza che prende forma dalle loro scelte e si libera attraverso le pagine del romanzo.




L'autrice 



MARY KUBICA, dopo una laurea in arte e una in letteratura alla Miami University di Oxford, vive fuori Chicago con suo marito e le figlie, ama la fotografia, il giardinaggio e prendersi cura degli animali.

"La sconosciuta" è il suo secondo romanzo.






sabato 1 agosto 2015

LA RAGAZZA DEL TRENO Paula Hawkins Recensione

#LaRagazzaDelTreno, un romanzo già caso editoriale ancor prima di arrivare in libreria, il risultato di una spropositata campagna pubblicitaria, un thriller-fenomeno che, grazie a una sinossi ben congegnata, ha creato una certa aspettativa negli amanti del genere. Così, complice il tam tam, e la trama scritta ad hoc, ho voluto prendere anche io quel treno.... e... più che un thriller psicologico, ho trovato un romanzo introspettivo che scava abbastanza a fondo nella vita di tre donne, e dopo lunga riflessione, non posso assolutamente sconsigliarlo, anzi, se preso per il verso giusto, è un romanzo che ci lascia un messaggio forte e chiaro: Cosa siamo disposte a diventare, per amore?

PIEMME

Non lo so.
Non so dove sia finita la mia forza, 
non ricordo di averla persa.
Forse è stata consumata dalla vita,
un po' alla volta,
in un lento logorio.

LA RAGAZZA DEL TRENO
Paula Hawkins

Traduzione di Barbara Porteri
Collana: Narrativa
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 306
Prezzo:  19,50
Ebook:  9,99


Trama

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?


Opinione di foschia75

Essendo una ex lettrice di thriller di Tess Gerritsen, Glenn Cooper e Dan Brown (neanche tra i più feroci), quando ho chiuso questo libro, mi sono resa conto che può essere demolito oppure in fondo preso per quello che è in realtà: un romanzo introspettivo dell'animo femminile, che di thriller per me ha pochissimo, giusto una spolverata. Forse l'autrice ha voluto renderlo psicologicamente "squilibrato", restituendoci le vite di tre donne tormentate seppur in modo diverso, per lo stesso motivo (che non vi posso certo dire!). Non ho percepito quella sensazione incalzante che un thriller dovrebbe avere, però in compenso ho percepito tutta l'inquietudine e il tormento della protagonista, fiaccata dal recente passato, dal quale non ha proprio intenzione di salvarsi anzi, giorno dopo giorno, si avvicinerà sempre più al baratro, al punto di non ritorno, dandosi all'alcol e cercando di annebbiare i ricordi di una vita neanche troppo lontana. 
La sua vita è talmente patetica e solitaria, che comincia a spiare le vite degli altri attraverso il treno che prende tutte le mattine per andare a lavoro. Attraverso quelle vite, cerca di dimenticare la sua, cerca di creare uno scenario, per non pensare a cosa si sia ridotta la sua esistenza.
Rachel inventa delle storie felici attraverso il finestrino, da un nome e una storia a quelli che abitano case e giardini, che ogni giorno con i loro gesti, le permettono di non pensare.
Fino a quando una serie di eventi e coincidenze, non la catapulteranno nella vita di quelle stesse persone che lei guarda tutti i giorni, come se le vedesse attraverso un filtro. 
E' successo qualcosa che lei non ricorda, spesso emerge da sogni confusi che la agitano, spingendola a bere e ripercorrere gli stessi tragitti fatti per anni.
Le vite di alcune persone si intrecceranno con la sua, portando il lettore a conoscere tre donne, all'apparenza forti, ma vittime di emozioni molto simili, capaci di renderle succubi di una visione assai distorta della realtà. L'alternanza dei tre punti di vista, rende la lettura certamente più vivida e interessante. Le loro azioni ci daranno modo di capire quanto fragile possa essere l'animo femminile, soprattutto quando si ama a tal punto da perdere la visione della realtà.
Non posso raccontare di più perchè ho paura di incorrere in qualche antipatico spoiler, una cosa è certa, poco o niente è quello che sembra, la protagonista vede attraverso una coscienza annebbiata dal dolore e dalla depressione.... ma poi in realtà, davvero è così, oppure dietro c'è qualcosa di ancora più inquietante?
Il bello di questo romanzo, non è il fatto che ci scappi il morto (come un buon thriller richiede!), ma l'idea di cosa la mente umana può vedere se indotta da una serie di eventi, e cosa realmente per lo shock è in grado di rimuovere. In questo l'autrice è stata molto brava, ha saputo condurre il lettore, dove ha condotto la protagonista.
Perchè non sconsiglio questo romanzo? Perchè secondo me vale la pena leggerlo?
Perchè la piega psicologico introspettiva data dall'autrice, ci lascia un messaggio tutto dedicato all'animo femminile.
Vale la pena toccare il fondo, annichilirsi, per inseguire una visione distorta della realtà e dell'amore?
Leggetelo se siete in vena di avvolgervi nel tormento e nella tardiva voglia di ricominciare, se avete voglia di conoscere un personaggio femminile fuori dai soliti schemi, capace ora di commuovere, ora di farci arrabbiare. 
Mi è piaciuto, perchè adoro "analizzare" la parte più intima e fragile delle donne, quella capace di farle smarrire e poi quando tutto sembra privo di speranza, dare un bel colpo di reni e riemergere. 
Un viaggio intenso e profondo nella parte più oscura della coscienza.


L'autrice



Paula Hawkins ha lavorato quindici anni come giornalista prima di dedicarsi alla scrittura. La ragazza del treno è il suo primo thriller. Venduto agli editori di tutto il mondo prima ancora dell’uscita, è stato opzionato da Dreamworks.

giovedì 4 giugno 2015

LA RAGAZZA DEL TRENO Paula Hawkins Anteprima

In arrivo sul binario Piemme, il 23 Giugno, l'avvincente e adrenalinico thriller di Paula Hawkins, #LaRagazzaDelTreno. Fenomeno mondiale che ha venduto due milioni di copie in appena cinque mesi, e che si vocifera diventerà presto un film per la Dreamworks.

NON 
GUARDERAI 
PIU' 
DAL 
FINESTRINO 
ALLO 
STESSO 
MODO.


#Piemme
#LaRagazzaDelTreno



Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale inarrivabile. Decisamente il debutto dell’anno nel mondo anglosassone, ai vertici di tutte le classifiche.


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LA RAGAZZA DEL TRENO
Paula Hawkins

Collana: Narrativa
Genere: Thriller
Pagine: 378
Prezzo: 19.50
Ebook: 9.99
Cartonato con sovracopertina


Trama


La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista,  le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono  Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?


L'autrice



Paula Hawkins ha lavorato quindici anni come giornalista prima di dedicarsi alla scrittura. La ragazza del treno è il suo primo thriller. Venduto agli editori di tutto il mondo prima ancora dell’uscita, è stato opzionato da Dreamworks.





sabato 2 maggio 2015

LA LUCE DOPO IL TRAMONTO Carla Buckley Recensione

Una normale famiglia, una diagnosi che non lascia scampo. Un figlio condannato a morte ancor prima di muovere i primi passi. E poi, come se non bastasse, arriva una tragedia, che fa sprofondare tutti nella palude dei segreti, dei rimorsi, del dolore. Ogni paura trova il suo spazio nel cielo del dubbio, oscurando qualsiasi cosa, facendo calare un velo nero anche sul sole e la famiglia Lattimore, già costretta a vivere nel buio, continuerà a perseverare nell'oscurità, aggrappandosi ad ogni più piccola certezza per poter di nuovo emergere e tornare in superficie. In un romanzo dove giusto e sbagliato si confondono, dove paura e coraggio si intrecciano e dove il dolore trasforma l’animo umano in qualcosa di indefinito e sconosciuto, scaveremo a fondo nei segreti di una famiglia che ha perso tutto ancor prima di poterlo vivere, osservando con attenzione dove le persone sono pronte a spingersi per proteggere chi amano. Scoprendo infine che sono disposte anche ad attraversare l’inferno.

Ancora una volta Editrice Nord riesce ad entrare nelle nostre vite di lettori, regalandoci una storia profonda, intensa, un dramma familiare che solleva dubbi, domande, scavando un solco indefinito nell'oscurità.


EDITRICE NORD

LA LUCE DOPO IL TRAMONTO
Carla Buckley

Traduzione a cura di Annamaria Biavasco e Valentina Guani
Casa editrice: Nord
Collana: narrativa Nord
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 436
Prezzo: 16.60€
Ebook: 9.99€




Trama


Tyler è un ragazzo speciale. E non perché è affetto da una rarissima malattia genetica che lo costringe a vivere al buio, quasi sempre nella sua stanza, senza altri contatti con l’esterno che non siano i familiari e Internet. No, Tyler è un ragazzo speciale perché, nonostante tutto ciò, è sicuro che prima o poi troverà il suo posto nel mondo. È lì fuori, da qualche parte, che lo aspetta. Lui deve solo cogliere l’occasione giusta per dimostrare agli altri, in particolare a sua madre, che nella vita se la può cavare anche da solo. Ed è per questo che, quando in un freddo pomeriggio di pioggia, la figlia dei suoi vicini scompare nel nulla, Tyler si mette in testa di risolvere il mistero e, all’insaputa di tutti, la notte inizia a uscire di casa per andare a caccia d’indizi, scoprendo così i piccoli, grandi segreti degli abitanti del quartiere. Ma, a poco a poco, si renderà conto che è proprio la sua famiglia a nascondere i segreti più pericolosi.

Dodici anni fa, la vita di Eve Lattimore è cambiata per sempre. Seduta in un asettico studio medico, con in grembo il figlio di due anni e stringendo la mano del marito per farsi forza, ha ascoltato la diagnosi: per Tyler, anche la minima esposizione alla luce del sole potrebbe essere fatale. Da allora, ogni mattina prima che sia l’alba, Eve si assicura che il figlio finisca la colazione in tempo e ritorni in camera sua, dove le finestre sono schermate con pesanti tende nere. Poi chiude la porta a chiave, per riaprirla solo dopo il tramonto. Proteggere Tyler dalla luce è la missione di Eve. Una missione che lei non abbandonerà nemmeno quando, in un freddo pomeriggio di pioggia, commetterà una leggerezza imperdonabile e dovrà scegliere tra suo figlio e la verità.

Eletto dalla critica americana come uno dei migliori romanzi dell’anno, La luce dopo il tramonto ci coinvolge in una storia profondamente autentica, animata da due personaggi a loro modo straordinari − Tyler, un outsider che vede il mondo da una prospettiva spiazzante e senza ipocrisie, e Eve, una madre che ha rinunciato a tutto per dedicarsi al figlio −, e che solleva degli interrogativi che prima o poi tutti noi ci troviamo ad affrontare. Fino a che punto è giusto spingersi per proteggere le persone che amiamo? Fino a che punto è giusto che le nostre paure condizionino la vita dei nostri figli?



Opinione di Sybil



Tyler è un ragazzo come tanti. Ha quattordici anni, ama fare fotografie, passeggiare con la sua famiglia, giocare in giardino sul tappeto elastico. Si circonda di tecnologia, gioca con i videogame, scrive in un blog tutto suo. Peccato che Tyler non potrà mai prendere la patente, non andrà mai al ballo delle scuola, non farà mai una partita di basket sotto il sole cocente di giugno, ne mai andrà al mare a fare il bagno. Non vedrà mai che colore hanno i fili d’erba quando vengono baciati dalla luce dell’alba, ne mai saprà cosa si prova ad uscire in pieno giorno con la sua bicicletta. Tyler purtroppo è malato. È portatore di una rara malattia della pelle che lo rende completamente vulnerabile ai raggi uv, costringendolo a vivere chiuso in casa e a poter uscire solo di notte, quando il sole è ormai tramontato e tenendosi anche in quel caso completamente alla larga da qualsiasi tipo di illuminazione che non sia ad incandescenza, in quanto anche una minima esposizione potrebbe causargli la morte. La sua è una diagnosi straziante, una condanna a morte, una prigione contornata da alte mura invalicabili. Tyler ha una mamma, Eve, una sorella ed un padre, tutti messi a dura prova dalla malattia e ognuno di loro in costante lotta con il tempo per coniugare una vita normale con quella che invece sembra essere un’esistenza ingiusta e crudele. Eve dedica la sua vita al figlio, vive in simbiosi con lui, contando i minuti che mancano al tramonto, i secondi che li separano. Ha un calendario in cui è segnato ogni giorno l’orario in cui sole sorge e tramonta. Il sole, il nemico più temuto, il probabile aguzzino di Tyler, la causa del buio che regna nella loro vita, che li costringe a tenere chiuse imposte e tende di giorno e a poter iniziare ad esistere solo di notte. Poi, in una sera come tante altre, accade una tragedia e la loro esistenza, già in precario equilibrio, sprofonda nell'oscurità più completa e anche il buio che prima era loro amico, finisce per diventare un nuovo nemico, avvolgendo la famiglia completa nella morsa dell’insicurezza, del dubbio, del dolore senza fine. È così che lentamente tutti i personaggi si svelano a noi, permettendoci di entrare in punta di piedi nel loro mondo e di osservare da vicino i luoghi più nascosti delle loro anime. Da una parte c’è Eve, madre distrutta dalla malattia del figlio, che fa della sconfitta la sua forza. Lotta, si aggrappa con gli artigli ad ogni più piccola speranza, ripetendosi che la vita di Tyler non è davvero appesa ad un filo. Si illude che il suo futuro sia uguale a quello di tutti gli altri ragazzi, non si arrende nemmeno di fronte alle innumerevoli lesioni che la malattia causa. Non si accorge che per far ciò sta in realtà perdendo tutto il resto: sua figlia, suo marito, se stessa. Ma non è questo che una madre fa in natura? Non è forse disposta a morire per un figlio? Poi c’è Melissa, la figlia adolescente, divisa tra la vita che ha e quella che in realtà avrebbe voluto, bisognosa di attenzioni, alle prese con i primi problemi insormontabili della sua età che in confronto al dramma della sua famiglia sembrano niente. C’è David, che a causa della sua fragilità, si nasconde di fronte all'ingombrante verità della loro situazione, fugge, si mimetizza con l’ambiente circostante fino a perdersi nel labirinto di un matrimonio congelato. Rivuole la sua vita, la donna della quale si è innamorato, il suo sorriso, la sua forza, ma non sa più dove cercarla. C’è Tyler, che guarda il mondo da una prospettiva diversa, che vuole crescere ma si sente bloccato in una sorta di terza dimensione invalicabile, prigioniero di una condanna ingiusta, parte difettosa di una macchina che altrimenti avrebbe funzionato alla perfezione. E infine c’è un segreto, grande, immenso, imperdonabile, che avvolge l’esistenza di tutti questi personaggi portandoli alla deriva, ognuno con le proprie colpe e con i propri pentimenti, sollevando domande alle quali trovare risposta è estremamente complicato.

La luce dopo il tramonto è un romanzo intenso, dalle tinte oscure e profonde. Nulla è dato per scontato tanto che il lettore si ritrova al centro della scena, avviluppato dagli stessi avvenimenti che prendono corpo intorno a lui, piano piano, lentamente,con passi graduali e felpati. L’autore lo guida tra i mille ostacoli, tra i milioni di quesiti che immancabilmente vengono posti, creando dei personaggi così autentici da graffiare il cuore. Non si limita solo a narrare i dettagli di un terribile avvenimento che non trova soluzione, ma da’ voce a tutte quelle famiglie che si trovano a combattere una lotta ad armi impari con la malattia. Famiglie che si spezzano nonostante la corazza costruita intorno per difendersi dalla morte sia indistruttibile. Famiglie che si allontanano, si indeboliscono, si perdono. Da' voce a tutti quei genitori che sanno di dover dire addio ai propri figli, di doverli vedere soffrire prima di andarsene. Ma parla anche del loro coraggio e di tutte le sfide che l’esistenza pone loro davanti. Arriva un momento però che quello che sono disposti a fare per proteggerli sconfina in un territorio sconosciuto, ambiguo, ingiusto, e il bene e il male si confondono, creando interferenze incontrollabili e devastanti.

Tra mistero, suspense, segreti, paura, affetto, amore e dolore, La luce dopo il tramonto vi inghiottirà e vi trasporterà in un mondo in cui niente è davvero come sembra.




L'autrice




CARLA BUCKLEY è nata a Washington, dove ha lavorato presso lo Smithsonian Institution, un ente per l’istruzione e la ricerca che gestisce venti musei in tutti gli Stati Uniti ed è considerato il più grande complesso museale del mondo. La passione per la letteratura, però, l’ha convinta a lasciare il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. La luce dopo il tramonto è il suo primo romanzo tradotto in Italia.


sabato 4 aprile 2015

COME UN RICORDO CHE UCCIDE Sabine Durrant Recensione

“È possibile amare una persona e nello stesso tempo odiarla. È possibile provare una pena talmente forte che è come se ti dessero un pugno nello stomaco e nello stesso tempo una rabbia così grande da avere voglia di fare a botte. Una persona può essere la cosa migliore che ti capita nella vita, ma anche la peggiore. Vorresti lasciarla, ma il ricordo della sua pelle, delle sue carezze ti toglie il fiato anche a un anno di distanza”.

Quante cose nella vita si danno per scontate, quanti dubbi, quanti dissapori vengono affogati in un mare di incertezze solo per evitare di fare domande, per non scavare a fondo in un buco nero che spaventa e che destabilizza. Quante volte in nome di un’apparente serenità si è portati a sorvolare su dettagli che invece fanno parte di un quadro molto più complesso e articolato, trascurando la costante necessità di conoscersi e conoscere la persona con la quale si sceglie di intraprendere il cammino della vita. 
Che cosa succederebbe se un giorno, guardando il viso della persona che ci dorme accanto ogni notte, ci accorgessimo di non conoscerla affatto?  Se ogni più piccola certezza diventasse la visione distorta della realtà, se tutti i ricordi si trasformassero in menzogna?
A quel punto, chi riuscirebbe a sopravvivere?  




COME UN RICORDO CHE UCCIDE 
Sabine Durrant

Traduzione a cura di Annamaria Biavasco e Valentina Guani
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 373
Prezzo: 17.90€
Ebook: 9.99€




Trama


Sul ciglio di una strada, una donna stringe tra le mani un mazzo di fiori azzurri. È il giorno di San Valentino, ma ad attenderla non c'è un appuntamento romantico. È trascorso un anno esatto dalla morte di suo marito, e quei fiori sono destinati al luogo in cui l'uomo ha perso la vita. Ma quando arriva al punto in cui è avvenuto il tragico incidente d'auto, Lizzie trova legato all'albero un altro mazzo di fiori. C'è anche un biglietto, con un cuore disegnato: è firmato da una donna e dedicato a un uomo che si chiamava Zach. Come suo marito. Il tentativo di illudersi e credere a una coincidenza dura lo spazio di un istante. Poi, la verità la colpisce come uno schiaffo in pieno viso. Lizzie pensava di sapere tutto dell'uomo che amava, non aveva mai sospettato che le nascondesse qualcosa. Adesso, ogni singolo ricordo cui sperava di aggrapparsi, per conservare nella memoria almeno i momenti felici, è sporcato dal dubbio, e la menzogna distorce i contorni del passato. Mentre il presente si colora di paura: Lizzie inizia ad avvertire la presenza di Zach ovunque, come un'ombra sinistra, come un conto lasciato in sospeso. È normale, le dicono tutti; è naturale sentire ancora vicino la persona amata, dopo averla persa. Nessuno, però, ha idea di cosa fosse davvero capace Zach, di quanto male abbia fatto a Lizzie. Né di quanto male possa ancora farle. E ora Lizzie sta per scoprirlo sulla sua pelle.


Opinione di Sybil

“È incredibile quanti segreti ci possono essere in una coppia. Quest’idea democratica che bisogna dirsi tutto… nove volte su dieci uno dei due nasconde qualcosa. Magari anche soltanto pensieri, desideri, speranze. Si vive nella stessa casa, si divide lo stesso letto, ma fino a che punto si può dire di conoscere davvero l’altro?”

Lizzie è una donna distrutta. La sua esistenza è stata fatta a pezzi da una tragedia. Suo marito ha perso la vita in un terribile incidente stradale e di lui ora rimane solo il ricordo. A distanza di un anno decide di recarsi nel luogo dove Zach è morto per rendere reale, tangibile la sua perdita. Fino a quel momento tutto è stato come avvolto da una fitta nebbia, ogni sua azione ibernata nella trepidante attesa del suo ritorno; la casa, gli abiti nell'armadio, i suoi oggetti preferiti, ogni cosa sospesa in aria, nel limbo della perdita non ancora elaborata. Lizzie aspetta il ritorno di Zach ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo. Proprio per questo decide di andare a far visita al luogo dell’incidente, così da poter vedere con i suoi occhi l’albero contro il quale il marito si è scontrato, il punto esatto dove il suo cuore ha smesso di battere. 
Lizzie e Zach si sono conosciuti in un sito di incontri alcuni anni prima. È bastato un attimo per accendere la passione, un secondo per far nascere l’amore. Lizzie, che da sempre si è sentita inferiore agli altri, trova strano che un uomo bello come Zach provi interesse nei suoi confronti. Adora il modo in cui si prende cura di lei, le sue costanti attenzioni, la sua presenza talmente ingombrante da diventare quasi ossessiva. Lizzie ha bisogno di tutto questo, si sente attratta dall'aura negativa e misteriosa che sembra accompagnare Zach in ogni luogo, un misto di paura e bisogno prendono possesso della sua mente e in men che non si dica ne diventa dipendente. Forse è proprio per questa necessità di essere amata, di sentirsi importante per qualcuno che evita di fare domande a Zach, accettando tutto quello che lui le dice, prendendo per vere senza indagare notizie relative al suo passato. In fondo chi non lo farebbe? Di solito siamo tutti geneticamente programmati a fidarci del prossimo, soprattutto quando chi ci sta accanto è colui che consideriamo l’amore della nostra vita. Associamo all'amore il bene e spesso nemmeno ci mettiamo nella condizione di dubitare. In più Lizzie è fragile, insicura, bisognosa di farsi accettare e di trovare la forza per avere la sua rivincita, la sua serenità e Zach di questo ha bisogno, di una donna dolce, facile da amare, propensa a curare i bisogni degli altri piuttosto che i propri. Solo Lizzie può salvarlo, solo lei può aprigli il cuore.
Il giorno in cui Lizzie si reca sul luogo dell’incidente, trova una brutta sorpresa: un piccolo mazzo di fiori accompagnato da un biglietto scritto a mano. Su di esso, il nome di una donna, un cuore e il nome di Zach. Ecco che il mondo, in un attimo, precipita nel baratro, tutte le sue certezze crollano, le sue difese vengono abbattute. Si ritrova ancora più sola e ogni ricordo viene intossicato dal dubbio. Chi era suo marito? E quella donna?
Quando una ragazzina bussa alla porta della sua abitazione a Londra, dimostrando di conoscere il marito, un terribile presentimento si fa largo nella sua mente e ogni cosa inizia a vorticare intorno ad un solo punto: scoprire la verità.

Come un ricordo che uccide è romanzo sconvolgente. Per tutta la lettura si avverte un brivido freddo che corre lungo la schiena, accompagnando la mente in un viaggio contorto, oscuro, angosciante. Da un lato abbiamo Lizzie che non riesce ad andare avanti, si sente intrappolata nel presente dall'oscura presenza del marito che, pure da morto, riesce a ferirla. Lentamente vengono alla luce tutti i problemi nascosti dietro alla perfezione del loro matrimonio, lei stessa comincia ad osservare sotto una luce diversa la loro relazione, esaminando il comportamento del marito,le sue ossessioni, il suo maniacale bisogno di controllarla e di isolarla dal resto del mondo.
Dall'altro abbiamo Zach, un uomo misterioso, cupo, bugiardo, che altro non ha fatto se non nascondersi dietro una falsa immagine di se. È una persona in cerca di salvezza, spinto dal bisogno di purificare le sue azioni e di ricominciare a vivere senza l’interferenza negativa del passato che si porta dietro. 
Ad alimentare il fuoco della narrazione è proprio il fascino perverso di Zach, lo stesso che rende Lizzie vulnerabile e dipendente: ha paura, lo teme, analizza le sue ossessioni catalogandole come folli, ma allo stesso tempo lo cerca tra mille persone, spera nel suo ritorno, si inganna sulla sua presunta “non morte” e soprattutto si ritrova a pensarlo in ogni momento.
Ve lo dico in tutta onestà, ho adorato questo libro, moltissimo, ma quella che ci viene raccontata è una storia difficile da digerire, di quelle che stringono lo stomaco in una morsa e non lo mollano più fino alla fine. Si ha la costante consapevolezza di conoscere la mossa successiva dei protagonisti per poi accorgersi che in realtà già sono un passo avanti a noi e le situazioni che si ritrovano a vivere sono così complicate, contraddittorie, così devastanti che si fa fatica a continuare ma allo stesso tempo non si riesce a stare fermi.
Secondo me Come un ricordo che uccide è un romanzo affascinate che affronta un tema complicato e destabilizzante, potente come un pugno nello stomaco. È una storia che ci parla di un amore bisognoso di cure, ossessivo, malato, travolgente, appassionato, di un cuore ferito e terrorizzato, di una vittima ignara e del suo carnefice. Amore, odio, paura, necessità di appartenersi, voglia di fuggire si scontrano e si uniscono diventando un unico potente grido.

“Non ha mai alzato gli occhi su di me, ma quando è stato sulla porta si è voltato e ha incrociato il mio sguardo. Per un attimo ci siamo fissati negli occhi e io mi sono sentita in trappola. Ovviamente non era lui. troppo alto, il viso più spigoloso… Ma sono rimasta come paralizzata finché la porta non si è chiusa alle sue spalle. Non credo che riuscirò mai a liberarmi di Zach. Mi guardo sempre alle spalle, nonostante tutto, con una mezza voglia di rivederlo.” 




L'autrice 



SABINE DURRANT, giornalista, ha collaborato con importanti testate, quali The Sunday Times e The Guardian. Dopo aver scritto quattro romanzi, due dei quali per ragazzi, si è cimentata con il thriller psicologico (Under Your Skin nel 2013 e poi Come un ricordo che uccide), trovandovi la sua vera vena creativa e il meritato successo. Amatissima dai lettori e dalla critica in Gran Bretagna, è ora pubblicata in 13 Paesi. Vive a Londra con la famiglia.



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