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giovedì 26 maggio 2016

INCUBO Wulf Dorn Recensione in anteprima

Non c’è peggior incubo di quello che non riesce a distaccarsi dalla realtà. È in quel luogo oscuro che la mente si smarrisce, si confonde, perde le sue coordinate e inizia a camminare nel buio senza un appiglio, aggrappandosi a delle certezze vane e nebulose, anch’esse vittime di una razionalità compromessa.
Un giovane ragazzo, una disgrazia, un presunto rapimento e una mente distorta e contaminata dal dolore.

Ecco tutti gli ingredienti dell’ultimo thriller psicologico di Wulf Dorn.

CORBACCIO
INCUBO
Wulf Dorn

Traduzione a cura di Alessandra Petrelli
Casa editrice: Corbaccio
Collana: Top thriller
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 368
Prezzo: 17.60€
Data di pubblicazione: 26 maggio 2016


Trama


Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso, ma da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra.



Opinione di Sybil



Voglio fare una premessa rivolta a tutti gli amanti della penna dell’autore: è la prima volta che mi trovo a leggere un libro di Wulf Dorn e quindi spero perdonerete le mie mancanze. 
Il primo dettaglio che mi è saltato subito agli occhi appartiene allo stile, fluido, diretto, quasi impersonale, merito della narrazione in terza persona che in libri come Incubo riesce a rendere l’esperienza ancora più individuale. Secondo me la bravura di uno scrittore di thriller sta nel far sentire la propria presenza senza però interferire minimamente nelle scansioni mentali del lettore. In poche parole, l’autore deve riuscire a prendere il lettore con le pinze e con i guanti e immetterlo nella scena allo stesso modo in cui si viene introdotti in una camera sterile e sigillata. Niente contaminazioni, niente tracce. Solo così si riuscirà a creare l’atmosfera giusta e il terreno adatto per lo sviluppo di ipotesi e perché no, anche di pregiudizi. Questo dettaglio è il primo che vado sempre a cercare in un libro thriller e nel romanzo di Dorn è fortemente presente. Ci inganna con la semplicità della narrazione, con un’apparente chiarezza quasi atipica in uno scenario come quello che si va a delineare nella sua storia, ci fa credere tutto e niente, senza darci modo di capire dove realmente i suoi personaggi vogliono andare a parare. Sarò sincera, durante le prime 180-200 pagine non mi sono sentita particolarmente coinvolta, brancolavo nel buio e nel finto caos ideato da Dorn, poi ecco che arriva la svolta. Non so dirvi in quale preciso istante non sono più riuscita a fare a meno di leggere, ma è successo e sono arrivata all’ultima pagina con avidità e curiosità, trovandomi poi di fronte alla postfazione dell’autore (altro dettaglio che personalmente adoro immensamente) che con poche parole ha saputo arricchire il quadro dell’intera vicenda narrata.
Il protagonista è Simon, un ragazzo di sedici anni che, in seguito ad un tragico incidente stradale, si ritrova orfano e distrutto. La zia paterna lo accoglie nella sua casa, nella quale vive già suo fratello maggiore Mike, il suo idolo, il suo eroe. Ricominciare è difficile per Simon, soprattutto perché la sua mente è tempestata da incubi terrificanti che riportano in vita i ricordi dolorosi e strazianti dell’incidente mortale che ha coinvolto i suoi genitori. Reduce da un ospedale psichiatrico, Simon cerca di tornare a vivere una vita normale, ma niente di tutto questo è possibile, perché la solitudine e la paura lo sbranano dall’interno. Un giorno una sua coetanea sparisce nel nulla e tutta la comunità cade nel terrore. È stata rapita? È stata uccisa? Simon, a modo suo, si mette alla ricerca della ragazza, seguendo diverse piste, fino ad arrivare alla più terrificante di tutte… Con l’aiuto di un’amica conosciuta durante i primi giorni di permanenza a casa della zia, Simon diventerà coraggioso e proverà ad uscire da quel guscio troppo stretto per lui. Ma è disposto a pagarne il prezzo?
La realtà, quella vera, quella dura, è lì, pronta ad azzannarlo con i suoi denti affilati e di Simon, forse,  non resterà che un’ombra…

Wulf Dorn ci racconta la storia di un incubo che vive dentro un incubo, e lo fa nel miglior modo possibile, lasciando a noi lettori il compito di trovare la via d’uscita. Non sarà facile uscire dalla foresta, ma nemmeno rimanerci dentro….


Il suo mostro non era un animale dalla pelliccia grigia e i denti affilati. 
Il suo mostro era un uomo.
E questo lo rendeva molto più pericoloso.




L'autore

WULF DORN è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato con grande successo «La psichiatra», che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, «Il superstite», «Follia profonda», «Il mio cuore cattivo» e «Phobia».




giovedì 3 marzo 2016

IL PRIGIONIERO DELLA NOTTE Federico Inverni Recensione in anteprima

Un thriller nella sua forma più sublime e angosciante. Ecco che cos’è Il prigioniero della notte. Un viaggio angusto, buio e ossessionante nella mente di un uomo devastato, uno spettro che cammina negli anfratti più oscuri dell’esistenza, sulle tracce di un killer spietato e affamato di giovinezza che si ciba della paura e di un malato bisogno di possesso. La sua firma: un tulipano nella bocca delle vittime.
Un killer, un detective, una profiler e la notte scura e vischiosa come la pece, che si attacca a tutto senza lasciare via di scampo, trasformando i protagonisti di questa storia in pedine sottomesse ad un unico grande padrone: il male nascosto nelle pieghe della mente.


Il male, soprattutto quello che facciamo a noi stessi e a chi ci sta vicino, ha una sorprendente capacità di nascondersi. Il male sa rintanarsi, sa rimanere in agguato. E sa convincerci di non essere mai stato lì dove l’avevamo visto.


CORBACCIO
IL PRIGIONIERO DELLA NOTTE
Federico Inverni

Casa editrice: Corbaccio
Collana: Top Thriller
Genere: Thriller
Pagine: 480
Prezzo: 16.90€
Ebook: 9.99€




Trama


Sai vivere nell'oscurità Sai cogliere l'impercettibile Sai intuire dove si nasconde il male Ma tu non puoi nasconderti Lucas è un detective. Nella sua vita gli sono rimasti solo il nome e il lavoro. Il suo passato è una ferita sempre aperta da un evento sconvolgente ha segnato la sua vita... e la sua mente. Come un automa attraversa i delitti su cui è chiamato a investigare, mettendo al servizio della giustizia il suo intuito straordinario, quasi visionario, e la sua sensibilità persino eccessiva. Fino a quando incappa in un caso diverso da tutti gli altri: una giovane donna trovata morta con il terrore negli occhi e nessun segno di violenza apparente. Lucas sa che il colpevole è un assassino seriale e ne ha conferma da Anna, psichiatra profiler, abituata a scandagliare il male in tutte le sue forme, da quando lei stessa, da ragazza, ha vissuto un’esperienza traumatizzante. Lucas e Anna annaspano in un labirinto di follia in cui i ricordi del loro passato, tenuti troppo a lungo sepolti, riemergono taglienti come vetri rotti in un’indagine che li coinvolge da vicino, lasciandoli devastati di fronte a una verità impensabile.


Opinione di Sybil

Più di quattrocentocinquanta pagine divorate in due notti insonni, passate ad arrivare alle tre del mattino senza avvertire il minimo bisogno di spegnere la luce e cadere nel sonno. Il colpevole? Federico Inverni, un autore che non si è limitato soltanto a scrivere la storia di un killer, ma è riuscito a dotare le sue parole di vita propria, rendendo la lettura magnetica, appassionante ed angosciante, un mix letale per chi ama il genere. Personalmente negli ultimi sei mesi ho letto tanti thriller, alcuni dei quali sono riusciti a creare quell’alchimia irresistibile che tiene incollati alle pagine, ma Il prigioniero della notte ha segnato il punto di svolta. Adesso posso dire che nella mia libreria mentale esiste un prima e un dopo. Non so ancora incanalare correttamente le mie emozioni perché ho chiuso da poche ore il libro e vi garantisco che è una di quelle storie che va fatta sedimentare per poterne assaporare tutte le migliori sfaccettature, ma allo stesso tempo sento il bisogno di scaricare le emozioni vissute e accumulate nella lettura. Tensione, ansia, angoscia. Quando dico che nella mia mente ci sarà ormai un prima e un dopo, voglio semplicemente sottolineare che per quanto mi riguarda da oggi in poi il romanzo di Federico Inverni sarà il mio metro di paragone, lo specchio nel quale affonderò tutte le letture appartenenti a questo genere.
Immaginate un’atmosfera cupa alla Sin City dove solo alcuni colori hanno il diritto e la capacità di essere spennellati nelle scene, il resto è solo buio, è solo notte. C’è un killer spietato, che abbandona le sue vittime nude, inermi, in luoghi dismessi e degradati di una città chiamata Haven. E c’è una profiler che lo cerca disperatamente per fermare la mortifera catena di follia. Accanto a lei un detective, Lucas, prova con il suo intuito infallibile a ricostruire i passi del killer, cercando di entrare nella sua mente al punto da confondere i confini della propria immaginazione con quelli dell’artefice di tutto questo male che sta strappando alla vita giovani donne innocenti. Ma Lucas è un uomo devastato, e lo è anche Anna, la profiler, entrambi vittime e carnefici di un passato che non li abbandona, che li segue come un’ombra sempre in agguato, pronta ad inghiottirli nelle tenebre. Lucas è uno spettro che cammina sopra le ceneri della sua vita passata, in bilico tra realtà e finzione, tra follia e ragione. Non riesce più a provare emozioni, passioni, non teme la paura ne il buio, ne l’oscurità. Non esistono ricordi per lui, solo il presente che grida al cielo più per sfogarsi che per dare una risposta e così facendo, cerca di sfruttare il suo intuito per entrare nella mente del killer perché è lì che si nasconde la verità, negli scantinati più oscuri della psiche umana.  Sarà un viaggio pericoloso, intenso e travagliato nel quale un uomo dovrà fare i conti con la propria anima e una donna si troverà a combattere contro i suoi peggiori demoni perché non esiste modo di risolvere un enigma senza prima uscire dal labirinto della propria mente. È come se continuamente all’interno del libro la mente del lettore entrasse in contatto con quella dei protagonisti diventando un unico corpo. In poche parole, ad un tratto arriva un banco di nebbia che non permette più di avere una visione d’insieme razionale e questo accade nel momento in cui i personaggi da protagonisti diventano pedine controllate da un unico etereo soggetto: la mente umana, il territorio più selvaggio in cui l’uomo naviga senza bussola, il luogo nel quale nessuno è riuscito ad entrare completamente. In questo l’autore è stato grandioso perché è stato capace di portare gradualmente il lettore dentro un circolo vizioso in cui niente è come sembra, tutto può essere messo in discussione, avvalendosi dell’aiuto di un’atmosfera così cupa e realistica da sembrare vera, intrisa di vita nonostante sia la morte a dominare. Degno di nota è lo stile dell’autore, denso, vischioso al punto da incollarsi addosso al lettore, avvolgendolo completamente e alterandone le percezioni fino a renderlo parte integrante degli infiniti “scatti fotografici” che convulsamente escono dal romanzo stesso.
Avrete intuito che Il prigioniero della notte è un romanzo che vale davvero la pena di leggere, non solo perché è scritto divinamente ma anche perché, con le sue parole, riesce a dar vita ad un gioco di parti irresistibile e catartico, un thriller con i fiocchi, degno del nome che porta. Lo stesso autore ha voluto sottolineare nelle note finali che tutto è nato dal constatare quanto l’immaginazione e la mente stessa siano il motore che regola l’esistenza, sottolineando gli infiniti modi in cui una persona può diventare vittima dei meccanismi del proprio cervello, spesso impossibili e complicati da governare.
Per concludere, mi permetto di citare le parole stesse dell’autore, tratte dalle sue note, nelle quali si riflette parte del messaggio del libro e dell’incondizionato amore che noi lettori proviamo nei confronti di chi, ogni giorno, scrive e racconta storie.

Il bisogno di raccontare storie è perciò fondamentale per l’essere umano. Anzi di più: è fondante, è ciò che siamo. È nelle storie che la nostra memoria, cioè la nostra identità, si scatena-si libera dalle sue prigioni, e incontra la luce del giorno.
Senza storie, saremmo prigionieri della notte.



L'autore

FEDERICO INVERNI è uno pseudonimo dietro il quale si nasconde l’autore di questo romanzo d’esordio. Italiano, di circa quarant’anni, Federico ama le storie, da qualunque parte provengano. Si sente in pace circondato dalle pagine scritte, ma a volte ha l’impressione che i libri lo guardino. Del resto, i libri hanno una vita indipendente: ecco perché ha scelto di celarsi dietro un nome diverso e lasciare che «Il prigioniero della notte» trovi la sua strada e i lettori. E forse anche perché teme che i personaggi gli assomiglino troppo.






martedì 18 giugno 2013

IO TI SENTO Irene Cao Recensione in anteprima

Secondo appuntamento (atteso da molte) con la italianissima trilogia erotica di Irene Cao che, nel bene e nel male, sta tanto facendo parlare di sé. Chi mi segue sa quanto io tenga al made in Italy e agli autori esordienti ma, sa anche quanto mi inalbero quando si nomina il termine Erotico e lo si associa inconsciamente a Sfumature.
BASTA CON I PARAGONI!!!
 
Non è concepibile confrontare una storia d'amore realistica e appartenente al nostro modo di vivere, con una storia nata dalle ceneri di Twilight e appartenente ad un mondo fittizio, inesistente ormai anche ai piani alti dei grattacieli americani. Torniamo al piano terra, cerchiamo di vivere una sensuale e tormentata storia d'amore ai tempi della crisi, abbiamo bisogno di emozioni e sensualità, meglio se nel nostro bellissimo Paese, con i suoi scorci inconfondibili e inimitabili, perchè nella trilogia di Irene Cao, non inizia e finisce tutto col sesso, ci sono le trascinanti descrizioni delle città che ci rendono famosi nel mondo, di opere d'arte che rendono "ricco" il nostro patrimonio. Leggiamo questa intensa storia d'amore senza voler cercare ciò che non c'è!!!


DAL 19 GIUGNO IN LIBRERIA
(in cartaceo) 
 
 
IO TI SENTO
di Irene Cao
 
Collana: Rizzoli Max
Pagine:  287
Prezzo: 14.90
Ebook (disponibile dal 21/6): 6.99
Brossura
 
 
Trama
 
Una vita senza vizio
è come un libro senza inizio.
Unica regola: non innamorarsi.
Mai.
Dopo Io ti guardo,
come continua il viaggio di Elena e Leonardo
alla conquista del piacere più estremo?
 
 
Opinione
 
Va bene ditemi pure che sono di parte
Ditemi pure che ho creduto troppo in questa trilogia
Ditemi pure che non sono obiettiva.
 
Accetto le critiche...
 
 
Ma vi chiedo due cose fondamentali prima di leggere questo romanzo
1. Non cercate ciò che non c'è.
2. Prendetelo per quello che è: una intensa storia d'amore, che potrebbe succedere a chiunque.
 
Da dove comincio? Forse dal fatto che questa povera autrice, e la sua "creatura", esordiscono già con la spada di Damocle sulla testa, perchè la casa editrice in primis e i giornalisti a ruota, l' hanno già etichettata senza diritto di replica, come la risposta italiana alle sfumature. 
Come se non bastasse, Io ti guardo è stato rivoltato come un calzino, bistrattato, insultato (più o meno velatamente), criticato sotto tutti i punti di vista (preservativi non annoverati, inesattezze ambientali, critiche assurde sui personaggi). Certo questa amara medaglia ha il suo bel rovescio, e cioé che nonostante tutto, tutti ne parlano!!!
Ma perchè accanirsi su una trilogia che non ha mai avuto chissà quali pretese, la sua autrice non ha mai pensato di finire tra i capolavori dell' erotismo mondiale. Ha voluto solo mettersi alla prova, scrivere una storia d'amore che non ha MAI voluto un confronto con le sfumature. Ma vogliamo una buona volta, girare serenamente pagina e leggere di gente come noi, comuni lavoratori con uno stipendio e non con la rendita milionaria?
Questa storia d'amore mi ha conquistata per la sua semplicità e il suo realismo, personaggi che possiamo incontrare sui mezzi pubblici, negli uffici, per la strada. Vite come le nostre, magari un pò più complicate sentimentalmente, ma tra i venticinque e i trent' anni chi non ha avuto una intensa seppur breve storia d' amore che ci ha fatto perdere il sonno (e il senno)? Elena può avere mille difetti, non essere simpatica a tutti, ma è una donna con un lavoro che le piace, una vita sessuale in piena fioritura, la voglia di bruciare velocemente tra i gironi della passione. Leonardo forse è un pò più sfuggente agli occhi del lettore, un uomo che nasconde molto di sè e del suo passato, non si concede se non a singhiozzo, ma di uomini come lui quanti ne possiamo incontrare a quell' età?
Elena è attratta dal gusto del proibito, la prevedibilità che le offre il rapporto con Filippo, la fa sentire inappagata, ha bisogno di soffrire, di desiderare... e tutto questo solo un uomo come Leonardo, disinibito e abituato a non farsi troppe domande, può concederle. In questo secondo romanzo, dopo un inizio tranquillizzante, la vita di Elena è destinata ad avere un altro scossone, improvviso, detonante. Nel momento in cui era sicura di aver voltato pagina e aver trovato il suo spazio e l'amore cortese, un incontro la getta di nuovo nelle acque più agitate.
Ormai di Elena conosciamo quasi tutto, le sue abitudini, il suo modo di pensare, la sua impulsività e le sue innumerevoli insicurezze. Ma possiamo dire di conoscere Leonardo, se non attraverso il giudizio di Elena? In questo secondo appuntamento con lo chef sfuggente, avrete modo di scoprire il lato "oscuro" di questo impetuoso ragazzone, e capirete perchè il sesso è la sua valvola di sfogo, il voler raggiungere e superare il limite, per fuggire da se stesso e dal suo presente.
L'amore e la passione tra Elena e Leonardo ricomincia più intenso che mai, quasi rabbioso, in un gioco quasi perverso, a chi ne uscirà più ammaccato. Elena è convinta di poter gestire la situazione e chiudere questa insidiosa storia in qualsiasi momento, senza rendersi conto di essere stretta tra le spire di un rapporto insano, basato sui sotterfugi, di lei nei confronti di Filippo e di Leonardo nei confronti di Elena... fino alla verità, quella che arriva come una doccia fredda, quella che ti toglie il respiro e ti graffia l' anima. L' uomo che è convinta di avere conquistato tutto per sè, l' uomo che le dice finalmente di amarla e di non poter vivere senza di lei, acquista un volto nuovo, sconosciuto, lontano.
Quando il mondo ti crolla addosso, quando il castello di carte e bugie implode in un attimo.... cosa ti rimane? Un briciolo di  amor proprio, l' orgoglio e.... gli amici, quelli su cui puoi sempre contare. Ma il bello deve ancora venire, il tormento per loro è appena iniziato. Godetevi questa intensa e travagliata parentesi romana, perchè una volta in fondo non vedrete l' ora di sapere come andrà a finire.
 
Vorrei parlarvi della passione che torna più intensa che mai, di tutti gli incontri rubati tra Elena e Leonardo, ma non voglio rovinarvi la lettura, penso solo che quello che leggerete non sia qualcosa di impossibile o così lontano dalla realtà.... a me alcuni passaggi hanno riaperto i personali "cassettini della gioventù spensierata" tra i 20 e i 25 anni...

 

 
 
 
 
L'autrice
 
 
 
Irene Cao nasce a Pordenone poco più di trenta anni fa, ha studiato a Venezia (dove è ambientato Io ti guardo) dove si è laureata in Lettere antiche con una tesi in Storia romana, poi nel 2006 è diventata dottere di ricerca. Ha iniziato a scrivere la trilogia, prima dell' uscita delle Cinquanta sfumature, anche se ammette di averle lette in seguito. A differenza della famosa trilogia d'oltreoceano, la sua sarà incentrata sul sesso, il cibo e l'arte.
 
Ringrazio di cuore Irene per la sua amicizia e umiltà, ma anche per aver creato peronaggi "come noi". Tieni duro!
Ringrazio infinitamente Maddalena e la Rizzoli per avermi concesso la lettura in anteprima.
 

mercoledì 12 giugno 2013

NIENTE E' PIU' VERO DI UNA BUGIA Lucy Robinson Recensione in anteprima

State preparando la Summerbooklist?
Siete stanche di seguire serie da tre o più libri, e volete mettere in lista letture leggere da un romanzo e via? Questo titolo potrebbe fare al caso vostro, da portare sotto l' ombrellone per trascorrere qualche piacevole ora d' evasione. Amore cibernetico, per una coppia anticonformista che, dispensa mail d'amore a pagamento, senza rendersi conto che a volte il lavoro ti si può ritorcere contro. Una commedia romantica dove l'amore, l'amicizia, la famiglia, sono intrecciate in una simpatica "sceneggiatura", dove i registi diventano inconsapevolmente attori.... e viceversa...
 
 
Dal 13 Giugno in libreria
 
NIENTE E' PIU' VERO DI UNA BUGIA
Lucy Robinson
 

Traduzione di Federica ressi
Pagine:  340
Prezzo: 9,90
ebook: 4,99
 
 
 
 
 
Trama
 
Trentadue anni, iperattiva, "drogata" di lavoro e con una passione segreta per il suo capo: è questo il ritratto di Charlotte Lambert. Per una donna come lei, è quindi un'autentica tragedia dover restare a casa per alcune settimane con una gamba ingessata. L'unico passatempo è Internet, ed è navigando in rete che lei si rende conto quanti milioni di cuori impacciati siano alla ricerca del vero amore - o anche solo di un appuntamento - e, soprattutto, di qualcuno che dia voce ai loro sentimenti. Ed è così che Charlotte, dotata di un talento naturale per fa scrittura, inizia a comporre romantiche e-mail su commissione ed entra in contatto con William, un uomo dolce e rassicurante, che sa sempre trovare le parole giuste per esprimere le proprie emozioni. Siccome al cuore non si comanda. Charlotte decide di "rubare" la preda alla sua cliente e fissa un appuntamento con lui. Solo per scoprire che pure William si fa scrivere le e-mail da qualcun altro, qualcuno molto - troppo - vicino a lei: il suo coinquilino, Sam, che dice di fare l'attore ma che in realtà passa le giornate sul divano a guardare la televisione. Superato l'imbarazzo iniziale, i due uniscono gli sforzi per aiutare gli amanti in difficoltà e, giorno dopo giorno, Charlotte capisce che il grande amore può nascondersi ovunque e che magari è sempre stato lì, accanto a lei. Almeno fino a quando il suo capo non torna dal viaggio di nozze e le confessa di essere innamorato di lei!
 
 
 
Opinione
 
Questo è uno di quei romanzi per chi non crede
nell' amicizia incondiazionata tra un uomo e una donna.
 
Un romantico e tiepido chick-lit da portare sotto l'ombrellone, proprio ora che sembra finalmente arrivata l' estate. Ogni tanto mi piace leggere commedie romantiche dove intorno ai protagonisti ruota uno stuolo di altri personaggi che rendono più variopinta la narrazione. L'essenza della trama, ruota intorno a internet e all' uso che se ne può fare, come per esempio inventarsi un' attività remunerativa, vendendo amore... si avete capito bene, vendendo amore tramite mail, che molti innamorati non sono capaci di scrivere in autonomia. Ma se questa romantica attività, si ritorcesse contro i suoi creatori? Se all'improvviso ti innamorassi di un uomo virtuale, attraverso ciò che riesce a farti provare tra le righe... e realizzassi all'improvviso che ti sei innamorata di un uomo che non avresti mai pensato fosse capace di scrivere e allo stesso tempo "guardare" dentro di te come solo il tuo migliore amico sa fare dai tempi della scuola?
Se l'uomo dei tuoi sogni, quello che hai aspettato per sette lunghi anni, si dichiarasse e dopo notti d'amore ti rendessi conto che era tutto un castello di bugie, cosa faresti? Ti affideresti all'unica persona che ti conosce veramente, l'unica persona che ti accetta per quello che sei e, apprezza anche i tuoi più fastidiosi difetti.
Ma l'amore e l'amicizia possono coesistere senza respingersi?
Charlotte Lambert è una donna in carriera, che oltre il lavoro lascia poco spazio ad altro. Attende da sette anni l'uomo che le fa battere forte il cuore, ma anche per l'amore, lei è l'ultima della lista. Così usa il lavoro come scudo contro le delusioni, lasciando passare il tempo senza un' idea precisa di quello che vuole. Ha idealizzato a tal punto l' uomo dei suoi sogni, che non sa più riconoscere ciò che veramente è importante in una coppia. Fino a quando una attività extralavorativa, non le farà aprire a poco a poco gli occhi, su quello che vuole da un uomo, e quello che lei è pronta a dare. Le donne spesso sono complicate, cercano l'amore a tutti i costi senza rendersi conto che era proprio lì, ad un passo, pronto ad essere vissuto. Mai negarsi una possibilità solo perchè è troppo ovvia e non funzionerebbe; nella vita il treno giusto passa una sola volta, e riconoscerlo in extremis può rivelarsi una corsa impegnativa. Ma spesso non è mai troppo tardi per riconoscere i propri errori e la cecità davanti all'amore, quello che non tiene conto dei difetti e delle abitudini ma, si alimenta della spontaneità e della sincerità. Charlotte e Samuel, due personaggi ben tratteggiati, a volte irritanti (in senso buono) a volte esilaranti... perchè non c'è cosa più bella di ridere e scherzare tra le braccia del nostro migliore amico...
 
Forse in questo tiepido romanzo, ho visto molto dell' amore nato tra me e mio marito, vittime dell' universo cibernetico, e sono consapevole che innamorarsi di come un uomo scrive i suoi sentimenti, è molto più reale di quanto si possa immaginare, perchè tra le righe si può "scorgere" molto più di quanto non si possa vedere fisicamente.
 
Non è un romance, ma un tiepido romanzo d'amore. Dove il messaggio principale è che le righe hanno molto più da raccontare di quanto non facciano le parole...
 
 
 
 
L' autrice
 
 
 
 
Quando era ragazzina, sognava di fare l' attrice, ma poi si è resa conto che non aveva abbastanza talento per diventarlo. Così dopo una breve carriera nella produzione teatrale e documentaristica, ha aperto un blog, che nel giro di brevissimo tempo è stato premiato da Marie Claire come "Blog più spassoso", diventando così un punto di riferimento per molte lettrici, che  le chiedevano di scrivere un romanzo.  Durante un lungo viaggio in America latina, l'autrice ha cominciato a scrivere il suo primo romanzo, al quale dopo poco tempo è seguito il secondo. Vive a sud di Londra col suo compagno, e sta scrivendo il suo terzo romanzo.
 
 
Ringrazio come sempre Elena ( e la TRE60 )
per la sua gentilezza, simpatia e illimitata disponibilità!!!