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martedì 21 marzo 2017

L'ESTRANEO Arno Strobel e Ursula Poznanski Recensione

Immagina di uscire dalla doccia e di trovare nel salotto di casa un estraneo. Non è un ladro,non è un malvivente, in realtà sostiene di conoscerti, anzi dice di essere il tuo fidanzato. Ma tu non lo hai mai visto, nel tuo letto c’è solo una trapunta, non ci sono scarpe in giro, spazzolini da denti, occhiali e pantofole, nessuna traccia del suo passaggio, della sua esistenza…
Che cosa faresti?


GIUNTI
L’ESTRANEO
Arno Strobel e Ursula Poznanski

Traduzione a cura di Lucia Ferrantini
Casa editrice: Giunti
Collana: M
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 416
Prezzo: 14.00€
Ebook: 8.99€



Trama



Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d'un tratto ti trovi davanti un estraneo: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però non l'hai mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell'uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza?
Immagina di tornare a casa una sera: entri in cucina, ti versi un succo d’arancia e... vedi la tua ragazza che comincia a gridare: è convinta che tu sia un ladro o un assassino. Ti scaglia addosso un fermacarte e corre a chiudersi in camera. Non riesci a capire, ti guardi intorno e all'improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che di mattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c'è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo?
Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l'unico modo per uscirne è fidarsi l'uno dell'altra...
Una morsa di paranoia e follia che stringe il lettore fin dalla primissima pagina.




Opinione di Sybil


L’estraneo ha una trama interessante, coinvolgente, che stuzzica la curiosità del lettore al punto da tormentarlo. Quanti di noi non hanno il terrore di svegliarsi una mattina e di non riconoscere più la vita vissuta fino a quel giorno? Letto in chiave romanzata e sotto una bella sfumatura thriller, questo panorama diventa subito intrigante, magnetico, una fonte inesauribile di interesse. Tutto ha inizio quando Joanna, la protagonista, sente un rumore sinistro. Proviene dal primo piano della sua abitazione, cosa inquietante dato che vive sola. Immediatamente la paura di trovare qualche ladro si impossessa di lei, spingendola a scendere i gradini per andare al piano di sotto e poter così controllare la natura del rumore. Il suo corpo si pietrifica nell’esatto istante in cui si accorge della presenza di un intruso. Di bell’aspetto, il ragazzo sembra avere più o meno la sua età ma non ha le caratteristiche furtive di un ladro. Non sembra agitato, nervoso, anzi è stranamente stanco. Nonostante questi particolari Joanna non riesce a smettere di essere spaventata, lo colpisce con un oggetto pesante e corre a nascondersi in camera. Il ragazzo in questione sostiene di essere il suo fidanzato, ma lei non lo conosce, non  lo ha mai visto, in casa non ci sono tracce di lui, persino nella camera, la sua camera, dove si è appena chiusa, non c’è una seconda trapunta, né abiti da uomo nell’armadio. Ma come è possibile? Capisce subito che qualcosa di strano sta avendo luogo nella sua testa o in quella del ragazzo che dice di chiamarsi Erik. O lei è pazza o lo è lui. Fine. Ma perché inscenare una storia del genere per fare una rapina? Non ha senso, soprattutto perché Erik sembra essere interessato a tutto tranne che ai suoi soldi. Tra una serie di intrecci caotici e senza senso, Erik e Joanna si troveranno a malincuore a fidarsi l’uno dell’altra, scavando a fondo in una verità talmente sconvolgente da sembrare quasi impossibile.
Sin dalle prime pagine il libro scorre a ritmo incalzante, sovrapponendo scene di pura narrazione ad attimi di azione, simili agli scatti cinematografici di un film. Sinceramente me lo sono immaginato già come tale, un film ricco di movimento e colpi di scena, con tanto di inseguimenti  per le strade trafficate della città e intrecci degni di un vero action movie. C’è da dire che il genere iniziale si discosta un tantino da quello a cui si giunge nel finale, ma questo non toglie minimamente lucentezza allo stile frizzante e preciso dei due autori, che con abilità hanno saputo tenere alta la curiosità del lettore.



Mi lascio cadere sul pavimento: la porta alle spalle e il letto davanti. Un cuscino, un piumone singolo. Nient'altro. Il letto di una donna che vive da sola. Ma se è davvero malato, il suo cervello potrebbe trovare una giustificazione anche a questo, per esempio che ultimamente sta dormendo sul divano.
Fuori tutto tace. Per una attimo chiudo gli occhi. Al sicuro. Si spera.
Certo che ci conosciamo, ha detto, con un'ovvietà quasi sconcertante. Scandaglio ogni angolo della mia memoria, senza alcun successo. Forse è venuto in studio? Che sia un cliente?
No, impossibile. Non dimentico mai una faccia che ho fotografato.
Un rumore. Trasalisco. Un tonfo sordo, come un battente che si chiude. Poggio l'orecchio contro la porta della camera. Adesso è tutto calmo. Forse il fermacarte lo ha ferito al punto da costringerlo a scappare.
Continuo a origliare, gli occhi chiusi e il respiro mozzato. La mia speranza dura una manciata di secondi, poi sento dei passi sulle scale, lenti e pesanti.
Sta salendo. Mi ha seguito. 


Gli autori


ARNO STROBEL è nato a Saarlouis nel 1962 e ha lavorato a lungo per una grossa banca prima di dedicarsi interamente alla scrittura. È diventato un autore bestseller con una fortunata serie di thriller psicologici.





URSULA POZNANSKI è nata a Vienna nel 1968 e prima di diventare una scrittrice bestseller ha lavorato come giornalista per riviste scientifiche. È autrice di numerosi romanzi per ragazzi e thriller di grande successo.




lunedì 30 gennaio 2017

BLOG TOUR+GIVEAWAY L'ESTRANEO TAPPA #1 Presentazione con estratti

Inizia oggi la prima tappa del blog tour+giveaway che vede come protagonista un thriller denso e sconvolgente, un mix letale composto da attimi di cupa incertezza e agonia... Sto parlando dell’ultimo romanzo di Arno Strobel e dell’autrice austriaca Ursula Poznanski, una storia scritta a quattro mani che pone al centro della narrazione l’enigma più grande in assoluto: conosciamo realmente chi ci dorme accanto? E se un giorno, voltandoci, ci accorgessimo di avere al nostro fianco un estraneo, non solo in senso psicologico ma anche fisico? Nel farlo, utilizzano un mezzo efficace: la follia. Entrambi i protagonisti si troveranno catapultati in una dimensione oscura ed opprimente, dove la fiducia sarà l’unica via d’uscita.
Cari amici, se siete in cerca di emozioni forti e non scontante, L’estraneo è il romanzo che fa per voi. Potente, magnetico e devastante, saprà come tenere impegnate le vostre gelide serate invernali.
E adesso, ecco un piccolo assaggio del clima che si respira tra le pagine…

GIUNTI
L’ESTRANEO
Ursula Poznanski e Arno Strobel

Traduzione a cura di
Casa editrice: Giunti
Collana: M
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 416
Prezzo: 14.00€
Ebook: 8.99€


Trama



Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d'un tratto ti trovi davanti un estraneo: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però non l'hai mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell'uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza?
Immagina di tornare a casa una sera: entri in cucina, ti versi un succo d’arancia e... vedi la tua ragazza che comincia a gridare: è convinta che tu sia un ladro o un assassino. Ti scaglia addosso un fermacarte e corre a chiudersi in camera. Non riesci a capire, ti guardi intorno e all'improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che di mattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c'è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo?
Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l'unico modo per uscirne è fidarsi l'uno dell'altra...
Una morsa di paranoia e follia che stringe il lettore fin dalla primissima pagina.


Estratti

Lei

Un rumore. Una specie di tintinnio. Viene dall’interno, non da fuori. Che qualcuno abbia dato un pugno alla finestra per rompere il vetro? No, sarebbe stato più forte.
Torna la morsa allo stomaco, più intensa di prima. Mi aggrappo al corrimano, respiro, cerco di farmi coraggio, scendo un altro gradino. È ridicolo, mi dico, un rapinatore farebbe molto più chiasso. Cercherebbe di arraffare quello che gli capita e di svignarsela il più in fretta possibile...
Un altro rumore. Non un tintinnio, stavolta, ma una specie di raschio. Come un cassetto che si apre e poi si richiude.
Torna di sopra, mi dice l’istinto. Scappa in camera da letto e chiama la polizia. Nasconditi.
Invece no. Combatto contro l’impulso e resto immobile. Mi accorgo che l’unica opzione ragionevole – telefonare per dare l’allarme – purtroppo è inattuabile. Il mio cellulare è in cucina, con la batteria quasi a zero. L’ho poggiato sopra la macchina del caffè, ben in vista, per non dimenticarmi di metterlo in carica.
È proprio da lì che vengono i rumori, dal salotto e dalla cucina.
Scendo altri due gradini e dallo spiraglio della porta del soggiorno vedo filtrare una lama di luce.
Respiro a fondo per controllare la paura, forse sto esagerando. Sì, il lampadario è acceso, ma con tutte le volte che mi dimentico di spegnerlo... sai che novità. Non c’è motivo di farmi prendere dal panico. E poi la porta d’ingresso è proprio davanti a me: in una manciata di secondi potrei essere fuori e chiamare aiuto. Chissenefrega se sono in accappatoio.
Trattengo il fiato e tendo le orecchie, concentratissima. Di nuovo silenzio totale. Mi sono sbagliata? Possibile che quei rumori fossero frutto della mia immaginazione? Certo, dal punto di vista razionale è un’ipotesi da tenere in considerazione, ma il mio cuore manifesta il suo dissenso continuando a battere all’impazzata. E se c’è una cosa che proprio non riesco a sopportare è l’incertezza.
Sul mobiletto dell’ingresso c’è il fermacarte che Ela mi ha regalato un paio di settimane fa. Un dado di vetro azzurro che pesa almeno due chili. Lo afferro, ignoro i volantini e le buste che planano sul pavimento e mi affaccio in salotto.
Niente. Nessuno. Almeno qui. Il soggiorno e la porta della veranda sono esattamente come li ho lasciati.
Non resta che controllare la cucina, ma da qui non riesco a vedere bene, c’è troppa poca luce.
Ho la mano sudata e per poco il fermacarte non mi scivola via; lo stringo più forte ed entro in salotto, senza fare rumore. Conquisto il centro della stanza.
Proprio nel momento in cui inizio a sentirmi ridicola, dal buio della cucina sbuca fuori un’ombra.
Il grido che vorrebbe uscirmi si smorza in gola, è come se all’improvviso non ci trovassi più aria. Sono un blocco di ghiaccio.


Lui
Credevo di conoscerla bene, Joanna, eppure adesso mi sembra un’estranea, come se dentro al suo corpo ci fosse un’altra donna.
Il dolore alla spalla pian piano si attutisce. Faccio leva sul pavimento e mi tiro su. Il salotto vacilla, azzardo un paio di passi per arrivare a una poltrona, ho bisogno di sedermi. Lo sguardo scivola verso la porta della stanza, è aperta. Forse ­Joanna è corsa fuori, in strada? Starà chiamando la polizia?
È malata, su questo non ho più alcun dubbio. Forse lo è sempre stata. Magari lo sapeva da un pezzo e non mi ha detto nulla. Già, forse finora non ho mai conosciuto la vera ­Joanna. No, non è possibile, non può essere. Mi sollevo per guardarmi intorno. Le pareti hanno smesso di muoversi, mi reggo in piedi.

Dovrei chiamarla io, la polizia? Ma che idiozia, che cosa c’entra? Mica c’è stata una rapina. La mia fidanzata è andata fuori di testa: qui ci vuole un medico, altro che polizia. Uno psichiatra, magari. Sì, dovrei chiamare un’ambulanza. Però, se la vedessero in questo stato, la porterebbero subito in una clinica. Senza contare che essendo straniera e con un permesso di soggiorno temporaneo, probabilmente finirebbe nei guai... No, prima le devo riparlare. Cosa può esserle successo? Forse è solo confusa. Ma per quale motivo?
Accendo la luce dell’ingresso e sento un’altra fitta lancinante alla spalla. Faccio un respiro profondo e mi guardo intorno. La porta di casa è chiusa. Se Joanna fosse scappata fuori, nello stato in cui si trovava l’avrebbe lasciata aperta, o al limite l’avreb­be sbattuta. Avrei sentito il rumore.
Quindi deve essere ancora in casa. Vado verso le scale, alzo gli occhi, poi però mi fermo. C’è qualcosa che non torna. Lentamente mi volto e do un’altra occhiata all’ingresso. La porta, il mobiletto, le carte per terra, il guardaroba... Il guardaroba. Un pugno allo stomaco. Le mie cose non ci sono. I ganci a cui di solito appendo le giacche sono vuoti. Sotto, sul ripiano... Le sue scarpe da ginnastica, altre due paia da passeggio di colori sgargianti, non c’è altro: ci sono solo le cose di Joanna. Che diavolo sta succedendo qui?
Mi riscuoto, voglio capire. Senza più indugi vado verso la porta dell’ingresso, la apro e guardo fuori. Calma piatta. La richiudo. Meglio dare una mandata di chiave, la prudenza non è mai troppa. Poi inizio a salire le scale con passo pesante. Che mi senta pure, nessun problema, deve sapere che sto andando da lei. È ora di chiarirsi.
In bagno non c’è nessuno. In un moto di stizza mi avvicino alla camera da letto, poggio una mano sulla maniglia e la abbasso. È chiusa a chiave. Ah.
«Joanna.» Il tono non è rabbioso, ma deciso: deve sentire che sono serio. «Joanna, adesso piantala, dai. Apri questa maledetta porta, così parliamo. Dio santo, non ti faccio nulla!»
Silenzio. Aspetto. Dieci secondi, quindici... Niente. «Joanna, per favore, rifletti. Se volessi farti del male, credi davvero che questa ridicola serratura riuscirebbe a impedirmi di entrare? Basterebbe un calcio per buttar giù questa dannata porta. Ma io non voglio sfondarla, perché è anche la mia porta, capisci? Noi viviamo in questa casa insieme. E se a te non risulta, allora... Un attimo... Joanna, mi stai ascoltando?»
Mi rendo conto di aver parlato molto in fretta. Mi capita sempre quando sono agitato e devo dire una cosa con urgenza.
«Jo, ci sei? Senti, mi è venuta un’idea. Fammi una domanda... Qualcosa che non posso non sapere se viviamo insieme. Okay? Dai, spara, una cosa qualunque...»
Di nuovo silenzio, ma poi mi sembra di sentire armeggiare intorno alla serratura. Clac. La maniglia si abbassa, la porta si apre, lenta. Dio sia lodato.
Joanna è davanti a me, girata di lato, però mi guarda, tiene ancora la mano sulla maniglia. I miei occhi superano il suo sguardo impaurito e si spingono verso il letto. Una morsa di ghiaccio mi stringe il petto... Forse non è Joanna ad aver perso la ragione, ma io.

Il mio piumone, il mio cuscino, il mio armadio... Non c’è più niente.

In fondo al post troverete le regole per partecipare al giveaway!

Gli autori



ARNO STROBEL è nato a Saarlouis nel 1962 e ha lavorato a lungo per una grossa banca prima di dedicarsi interamente alla scrittura. È diventato un autore bestseller con una fortunata serie di thriller psicologici.

URSULA POZNANSKI è nata a Vienna nel 1968 e prima di diventare una scrittrice bestseller ha lavorato come giornalista per riviste scientifiche. È autrice di numerosi romanzi per ragazzi e thriller di grande successo.





Calendario del Blog Tour




30/01 Presentazione con estratti-Sognando tra le righe
31/01 Play list-Bookespedia
01/02 Psicanalizzando i protagonisti-Booksangels
02/02 Recensione-Leggendo Romance
03/02 Cinque  motivi per leggere il libro-L'universo dei libri



Il Giveaway inizia il 30 gennaio e termina il 05 febbraio.


Per partecipare al giveaway:

-Commentare le tappe nei blog coinvolti, lasciando una e-mail per essere contattati in caso di vittoria
-Diventare lettore fisso dei blog (trovate i link nel calendario del Blog Tour)
-Seguire la pagina Facebook della Casa Editrice Giunti
-Compilare il form per l'estrazione della copia del libro


Form da compilare:
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Ringrazio con tutto il cuore Claudia, le ragazze dei blog coinvolti e la casa editrice Giunti per aver concesso al nostro blog di far parte di questa piccola grande avventura, che non solo è momento di condivisone, ma anche di amicizia.