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venerdì 19 maggio 2017

BLOGTOUR LA MIGLIORE AMICA Claire Douglas Tappa#5

Benvenuti alla  quinta tappa del Blog tour La migliore amica. Oggi abbiamo il piacere di focalizzare l’attenzione su un aspetto importante della narrazione: l’ambientazione. Il romanzo si snoda toccando principalmente due città, Londra e Oldcliffe, paese natio della protagonista e apparentemente sede di un grande segreto da lei gelosamente custodito … 
Da che cosa scappa Francesca?
Perché tornare a Oldcliffe le fa così paura?

Continuate a seguirci nell’ultima tappa di domani! 


Tappe Blog Tour

15/05 Presentazione e cover a confronto BOOK'S ANGELS
16/05 Focus: Amicizia LEGGENDO ROMANCE
17/05 Estratti BOOKSPEDIA
18/05 Recensione IL SALOTTO DEL GATTO LIBRAIO
19/05 Focus: Oldicliffe/Londra SOGNANDO TRA LE RIGHE
20/05 Conosciamo la scrittrice L'UNIVERSO DEI LIBRI

NORD
LA MIGLIORE AMICA
Claire Douglas

Traduzione a cura di 
Casa editrice: Nord
Collana: Narrativa Nord
Genere: Thriller
Pagine: 368
Prezzo: 16.90€
Ebook: 9.99€



Trama


Dopo la misteriosa scomparsa della sua migliore amica Sophie, Francesca aveva sentito il bisogno di lasciare Oldcliffe, la cittadina in cui era nata e cresciuta, e di scappare a Londra, dove si è costruita una nuova vita. Sono passati vent'anni da allora, eppure Francesca ha l'impressione di non essere mai riuscita a colmare il vuoto lasciato da Sophie. E ne ha la conferma non appena Daniel, il fratello di Sophie, la informa che sono stati rinvenuti dei resti umani vicino al vecchio molo, proprio nel luogo in cui la ragazza era stata vista per l'ultima volta. Francesca non ha dubbi: deve tornare a casa. Solo così potrà chiudere i conti col passato. Tuttavia, più tempo passa a Oldcliffe, più Francesca ha l'impressione di essere spiata. E il sospetto diventa certezza nel momento in cui inizia a ricevere messaggi minatori e telefonate anonime. Come se qualcuno stesse facendo di tutto per impedirle di scoprire cosa sia successo davvero quella terribile notte di vent'anni prima. E, ben presto, Francesca si renderà conto che la ricerca della verità potrebbe costarle molto caro. Perché potrebbe portare alla luce anche il segreto che lei e Sophie hanno giurato di proteggere a ogni costo…





Focus: Oldcliffe/Londra

Scappare. Da chi? Da dove? A volte fuggiamo per paura, altre per nascondere un segreto, altre ancora semplicemente per dimenticare. Anche se cambia il motivo della fuga, a spingerci è sempre il medesimo sentimento, un istinto di autoconservazione talmente potente da vincere ogni legame e giusto o sbagliato che sia, il nostro cuore lo insegue, donandoci una piacevole illusione di salvezza. Ma spesso purtroppo tendiamo a sottovalutare un fattore importante ossia che, a forza di scappare, il mondo da immenso si trasformerà in un orrendo buco nero pronto ad inghiottirci nelle sue minuscole viscere. Non si può scappare, soprattutto dal passato, al limite ci si può temporaneamente nascondere, rimandando inesorabilmente la sfida finale, quella con i nostri fantasmi.  
Con questo non voglio dire che ognuno di noi è destinato alla fuga, anzi in cuor mio mi auguro proprio di no. Tutti abbiamo delle battaglie da portare a termine, ogni giorno, molte delle quali non prevedono un piano di fuga per fortuna, ma questo evidentemente non è il caso di Francesca, la protagonista del nuovo intenso thriller firmato Nord, questa settimana oggetto del  nostro blogtour. Leggendo la trama e i vari spunti offerti dalle precedenti tappe del blogtour è facile capire che Francesca sta scappando da un qualcosa che la tormenta. Un segreto forse legato alla scomparsa della sua più grande amica o più semplicemente appartenente ad un passato da loro condiviso. In ogni thriller che si rispetti è il luogo d’origine del trauma a nascondere il lato oscuro della storia e in questo caso è proprio la cittadina natia della protagonista, Oldicliffe. Oldcliffe rappresenta il passato in ogni sua declinazione per Francesca ed è per questo che forse scappa, trovando rifugio in una metropoli dai mille colori: Londra. 
In luogo simile è facile nascondersi tra la folla mimetizzandosi con lo sfondo sbiadito della massa di pendolari e residenti che ogni giorno assediano le vie trafficate. Quale posto migliore per tornare a vivere? Basta chiudere in un cassetto il passato, imbavagliare la mente e via, il gioco è fatto. Oldcliffe e i suoi drammi in un attimo finiscono in un vuoto statico e ordinario, facendo assumere alla nuova città il ruolo principale della scena. Tutto cambia quando il fratello dell’amica di Francesca, morta appunto a Oldcliffe, la contatta dicendole che sono stati rinvenuti dei resti umani. Nonostante siano passati venti anni il passato torna a bussare alla porta scardinata della vita di Francesca, costringendola a dover tornare sui propri passi, attraverso una strada che conduce a Oldcliffe…
Non conosco ancora il segreto di Francesca ne tanto meno se questo sia collegato alla morte dell’amica, quel che è certo è che questo thriller possiede tutte le carte in regola per tenerci incollati alle pagine…
Buona lettura!











L'autrice 



CLAIRE DOUGLAS è una giornalista che scrive da quindici anni sia su quotidiani sia su riviste femminili. Tuttavia ha sempre coltivato la passione per la narrativa e il suo sogno di diventare scrittrice è divenuto realtà con Le sorelle, con cui si è aggiudicata il Marie Claire Debut Novel Award. Attualmente vive a Bath col marito e i due figli.




mercoledì 4 gennaio 2017

IL QUADERNO DELL'AMORE PERDUTO Valérie Perrin Recensione

Avete presente quei libri che a colpo d’occhio credete già di conoscere, individuando sin da subito la direzione e la velocità con la quale vi attraverseranno? 
Credevo di trovarmi di fronte a uno di questi romanzi. 
Mi sbagliavo.


Se mi dice così, vuol dire che fa parte del nostro mondo, quello in cui non si crede che a ciò ce si vede.
Quello degli idioti, degli ingenui, degli ottimisti.



NORD
IL QUADERNO DELL’AMORE PERDUTO 
Valérie Perrin

Traduzione a cura di Giuseppe Maugeri
Casa editrice: Nord
Collana: Narrativa Nord
Genere: Narrativa
Pagine: 348
Prezzo: 16.90€
Ebook: 9.99€



Trama

La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l'amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino? Una storia delicata e commovente, un'autrice capace di descrivere con efficacia e tenerezza ogni sfaccettatura dei sentimenti: sono questi gli elementi che hanno conquistato la critica e che rendono Il quaderno dell'amore perduto un romanzo destinato a restare a lungo nel cuore di tutti i lettori che credono nel potere dei ricordi e dell'amore.


Opinione di Sybil

Quando ho iniziato a leggere Il quaderno dell’amore perduto ero quasi certa di conoscere il messaggio in esso contenuto. Personalmente amo i libri ambientati a cavallo tra passato e presente, un piede indietro e uno in avanti, amori difficili, perduti, ritrovati. Non so resistere al fascino di queste storie ingiallite e invecchiate dal tempo, custodi di sentimenti resi immortali e indelebili dal fluire degli anni. La sinossi del romanzo di Valèrie Perrin sembra proprio parlarci di questo, di una giovane donna nel presente che decide di ridare voce ad un amore perduto nel tempo, attraverso il ricordo di un’anziana signora residente in una casa di riposo. Fin qui sembra tutto scorrere come da copione, ed è per questo che in un certo senso ho iniziato la lettura con una doppia consapevolezza, ossia quella di trovarmi di fronte ad una storia di mio piacimento ma anche di essere dinnanzi al medesimo amore nascosto tra le pieghe del tempo e riportato alla luce da un personaggio curioso e affamato di verità. La doppia faccia della medaglia insomma, negativa e positiva… Il guscio del romanzo è proprio questo, ma vi posso assicurare che non sarà la sua prevedibilità a stupirvi. Sì, perché oltre l’involucro si nasconde un nucleo straordinario, una connessione di emozioni talmente potente e inaspettata da lasciarvi senza fiato. Io stessa credevo di trovarmi di fronte alla solita storia di un amore distrutto dalla guerra nel passato e di una passione cocente nel presente in grado di ridargli vita, ma mi sbagliavo, nel senso che sì, è vero, lo scheletro della storia è proprio questo, ma è il modo in cui viene sviluppata ad essere diverso, è il flusso vitale che fa vibrare le corde invisibili dell’anima a fare la differenza. Lo stile dell’autrice è fresco e scorrevole, nulla a che vedere con quelle storie addensate da melense regressioni nei ricordi. Ma badate bene, l’essere fresco e scorrevole non esclude il potere graffiante del contenuto. Vi assicuro che senza accorgervene, alla fine vi sentirete stravolti… 

Il romanzo prende vita dall’amore della protagonista per le storie nascoste nella mente e nel cuore delle persone anziane. La ragazza si chiama Justine, vive con i suoi nonni e suo cugino in un piccolo paesino in Francia e lavora in una casa di cura del posto. Il suo lavoro è tutto per lei, le permette di stare a contatto con le persone anziane, di ascoltare le loro parole, di osservare i loro occhi e rivederli vivi e pulsanti come quando a contornarli c’era un viso giovane e vitale. Gli anziani spesso sono soli, lasciati in silenzio a rievocare antichi fantasmi e proiezioni mentali di ricordi troppo dolorosi da sopportare in solitudine. Justine, non appena finisce il suo turno, corre dai suoi pazienti e dedica loro del tempo, ma non perché è un’eroina intenta a portare a termine una missione misericordiosa. In realtà lo fa perché è il suo cuore a gioire in loro compagnia, è la sua mente ad arricchirsi di nuove esperienze ed emozioni.
In particolare Justine è molto affezionata ad una signora di nome Hélène, una vecchia residente del paese ritornata a Milly dopo tanto tempo per trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella casa di riposo. Hélène custodisce una storia d’amore speciale nel suo cuore, la sua e di Lucien, il giovane figlio di un organista cieco che molti anni prima le imparò a leggere, ad amare ed infine ad essere felice. Il loro fu un amore stupendo e doloroso allo stesso tempo, distrutto dalla guerra e tenuto in vita dalla speranza e dalla tenera illusione che un giorno tutto sarebbe tornato a girare per il verso giusto. 
Justine cerca di raccogliere in un quaderno le memorie dell’anziana signora, rendendo immortale la storia ordinaria di un amore straordinario, scoprendo la vera natura del suo interesse: l’affetto sincero per Hélène e l’incessante bisogno di trovare a sua volta l’amore. È  così che dal quaderno prendono vita i ricordi di Hélène e di rimando anche l’esistenza stessa di Justine, distrutta da una tragedia avvenuta molti anni prima, un fato beffardo che l’ha vista diventare figlia di una nuova famiglia, quella composta dai suoi nonni, e sorella di suo cugino. Un nucleo familiare disomogeneo e pieno di segreti, pentimenti e frustrazioni, all’interno del quale fantasmi silenziosi respirano l’ossigeno degli esseri viventi…

Il quaderno dell’amore perduto è un romanzo intenso e travolgente, a tratti struggente e cupamente doloroso. È un libro che ci ricorda qual è il nostro posto, qui sulla terra, nel bene e nel male, a soffrire e gioire indistintamente, accettando sia i momenti felici sia quelli che invece vanno nel verso sbagliato. Ci ricorda che l’amore è potente, distruttivo, paradisiaco e tanto, tanto complicato, in ogni epoca e periodo storico. Sempre. 
Ci ricorda che non siamo altro che visitatori in questa terra di tutti e di nessuno e che il tempo a noi concesso è una nube densa di incertezza. Ma non sono questi i messaggi che in realtà il romanzo ci regala, queste sono solo le premesse. Il succo del discorso è un altro: vivere. Sempre e comunque, lanciando uno sguardo dietro la spalla ma senza perdere di vista quello che si ha davanti. Altrimenti nulla avrebbe un senso. Non avrebbe un significato amare, piangere, sorridere, lottare, sognare, crescere, diventare anziani e silenziosamente dimenticati. 
Il ricordo è tutto ciò che ci resta. 
Facciamo in modo di collezionare ricordi straordinari.


Bisogna sempre mettere un po’ di verità nei propri sogni, oppure il contrario. 




L'autrice 



VALÉRIE PERRIN lavora da sempre nel mondo dell’arte e per anni è stata fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Il suo talento nel cogliere attraverso l’obiettivo situazioni, atmosfere, emozionu, le ha fatto conquistare numerosi premi. Ed è proprio quel talento che emerge nel Quaderno dell’amore perduto, un romanzo d’esordio che ha incantato il pubblico e la critica.



martedì 14 giugno 2016

SCOMPARSI Caroline Eriksson Recensione

È una giornata tranquilla al Maran, il lago che ospita la vacanza di Alex, Greta e Smilla. Una gita in barca, il sole, il vento, qualche strano sguardo angosciato e carico di risentimento. Tutto sembra apparentemente normale, stralci di vita quotidiana di una famiglia in villeggiatura. Ma questa è solo l‘increspatura dell’onda. Sotto la superficie si nasconde qualcosa di contorto e complicato, un enigma oscuro che prende vita nell’attimo in cui Alex e Smilla spariscono nel nulla.
Dove sono finiti il padre e la bambina?
Greta riuscirà a ritrovarli?

NORD
SCOMPARSI 
Caroline Eriksson

Traduzione a cura di Alessandro Storti
Casa editrice: Nord
Collana: Narrativa Nord
Genere: Thriller
Pagine: 324
Prezzo: 16.90€
Ebook: 9.99€



Trama

Intorno a lei c'è solo silenzio. Greta si sveglia e si rende conto che Alex e Smilla non sono ancora tornati. Erano scesi dalla barca per fare una passeggiata sull'isola che si erge in mezzo al lago Maran, mentre lei era rimasta a bordo a riposare. Ormai però il sole sta sparendo dietro gli alberi, disegnando lingue color sangue nel cielo, l'acqua è fredda e immobile come pietra e Greta non sente né la voce rassicurante di Alex né la risata argentina di Smilla. Scende a terra per cercarli ma, poco dopo, capisce che non sono più su quell’isoletta. Sono svaniti nel nulla. Greta allora torna indietro, nella casa in riva al lago dove stanno trascorrendo qualche giorno di vacanza. Niente neanche lì. E al cellulare di Alex scatta inesorabile la segreteria telefonica. A Greta non rimane quindi che rassegnarsi, raccogliere tutto il suo coraggio e andare alla polizia per denunciare la scomparsa del marito e della figlia. Alla piccola centrale del paesino più vicino, l'accoglie una giovane agente. L'ascolta, fa qualche verifica al computer. E le annuncia che lei non è sposata e che non ha mai avuto figli…
Chi sono allora Alex e Smilla? Perché sono scomparsi? E cosa nasconde Greta? Qual è la sua storia? Sta mentendo o è proprio lei l’unica a dire la verità?



Opinione di Sybil


Alex e Greta sono una coppia che decide di prendersi alcuni giorni di vacanza per andare al lago nel rustico di famiglia insieme a Smilla, la bambina. Un giorno decidono di fare un giro in barca e si avvicinano ad una piccola isola piena di vegetazione e apparentemente disabitata. Alex e Smilla decidono di scendere e andare in perlustrazione come dei veri avventurieri al contrario di Greta che invece sceglie di rimanere a bordo. Mentre è lì che li aspetta inizia a vagare con la mente perdendo la cognizione del tempo. Greta ha tante cose su cui riflettere, molti problemi da risolvere dentro e fuori di se, è distrutta, devastata. Naviga con la mente fino ad arrivare al solito punto morto: il giorno in cui suo padre ha perso la vita. Il tempo vola e in men che non si dica cala la sera. È ancora nella barca quando si accorge che Alex e Smilla non sono tornati. Colta da un attimo di panico, scende dalla piccola imbarcazione e inizia a seguire il sentiero, ma del padre e della bimba nessuna traccia. Greta cade nella confusione, non sa quanto tempo è passato dall’ultima volta che li ha visti e non ha idea di cosa possa essere loro successo. Sono semplicemente scomparsi.
Inizia così una ricerca spasmodica e ossessiva, in cui Greta cercherà sia Alex che Smilla, ma anche se stessa, perché dentro il suo cuore è custodito un mistero devastante e la sua pelle porta i lividi di una verità ancora più scottante e distruttiva.  Incontrerà la sua anima nel fondo più marcio dell’esistenza e nel cammino si scontrerà anche con un gruppo di adolescenti del luogo dall’aria e dal temperamento poco rassicurante.
Dove sono finiti Alex e la bambina?
Sono davvero chi dicono di essere?

Chi mi segue sa che il thriller è uno dei miei generi preferiti. Riesce a caricarmi, mi infonde una dose massiccia di adrenalina al punto da rendermi totalmente dipendente e più di ogni altra cosa, mi mette nella condizione di ragionare, di unire tutti i puntini per poter arrivare alla verità. È proprio la caccia alla verità il vero motore pulsante di questo genere e molto spesso anche il bisogno di giustizia e vendetta gioca la sua parte. Nel libro di Caroline Eriksson c’è tutto questo, perché dal primo momento in cui Alex e Smilla vengono inghiottiti dal nulla, si avverte il pressante desiderio di scoprirne la sorte e soprattutto, di comprendere la posizione di Greta. È proprio Greta a ricoprire un ruolo fondamentale nella storia, non solo perché è l’unica persona ad inseguire la verità, ma soprattutto perché è la più misteriosa e indefinita. Merito della narrazione in prima persona che dà voce proprio alla ragazza, il lettore viene travolto dal ritmo incalzante dei ragionamenti di Greta, che sono confusi, distratti, caotici. Volutamente non si svela, ci lascia nel dubbio seminando in noi perplessità e portandoci a formulare congetture che nella maggior parte dei casi risultano essere sbagliate.
Greta è una narratrice inattendibile, incoerente, inserisce nella nostra immaginazione fotogrammi confusi e deliberatamente fuorvianti in modo da portarci ad accusarla e un attimo dopo a redimerla. Quel che è certo è che la ragazza nasconde un grande segreto che è sia causa che effetto della sua condizione psicologica e di conseguenza anche di ciò che restituisce a noi lettori. Ne porta i segni sul corpo e non solo, tanto che piano piano la verità inizia a venire fuori portando con se un fiume di fango appiccicoso ed invalicabile.
Scomparsi è un thriller abilmente architettato, ma, secondo il mio parere, caratterizzato da un minimo di prevedibilità, fattore che immancabilmente spegne l'entusiasmo. Rabbia, dolore, vendetta, risentimento, sono gli ingredienti base delle sue fondamenta e la ricerca della verità alimenta il motore che gli dà vita. L’unico neo è l’epilogo. Personalmente l’ho trovato scontato e riduttivo. Se lo guardiamo da un punto di vista emotivo, è in grado di calmare la sete di vendetta e di rivalsa, ma dopo un intreccio simile mi sarei aspettata una conclusione diversa, più meditata, perché in fondo quello che si legge nelle ultime pagine è proprio il finale che tutti si sarebbero aspettati dalla metà del libro in poi. Sappiamo bene che il colpo di scena, il dettaglio che rimescola tutte le carte, in questi casi è la parte più importante della narrazione. Ma questa è solo una mia impressione e non è mirata ad eclissare il giudizio generale del libro. Sono sicura che molti degli amanti del thriller capiranno cosa intendo…

La mente è una giungla, è facile smarrirsi, ancor di più confondere la verità con la menzogna e il giusto con lo sbagliato… siete pronti a ritrovare la strada?




L'autrice 

CAROLINE ERIKSSON è laureata in psicologia sociale e ha lavorato per dieci anni come consulente nell'ambito delle risorse umane. Tuttavia la sua passione è sempre stata la narrativa, cui ora si dedica a tempo pieno. Vive nei dintorni di Stoccolma col marito e i due figli.






mercoledì 27 aprile 2016

LA FELICITÀ È UNA PAGINA BIANCA Elisabeth Egan Recensione



Ero in piedi nell'oceano, con l’acqua fino al mento, troppo stanca per tenermi a galla. All'orizzonte si levò un’onda gigantesca, sempre più veloce a mano a mano che si avvicinava alla spiaggia. Inspirai a fondo e mi ci tuffai dentro nell'istante in cui stava per travolgermi. Coraggio.

NORD
LA FELICITÀ È UNA PAGINA BIANCA
Elisabeth Egan

Traduzione a cura di
Casa editrice: Nord
Collana: Narrativa Nord
Genere: Narrativa
Pagine: 414 
Prezzo: 16.60€
Ebook: 8.99€



Trama

Quando qualcosa non va, Alice Pearse si rifugia nella lettura. È sempre stato così; fin dalla più tenera infanzia, per Alice i libri sono isole felici dove potersi rilassare, mondi in cui perdersi, tesori da amare. E, adesso che si è ritrovata di colpo con un marito disoccupato, tre bambini da mantenere e un mutuo da pagare, i libri sono diventati letteralmente la sua ancora di salvezza: è infatti grazie alla sua fama di book blogger che le viene offerto un impiego da Scroll, una promettente start up che sta per inaugurare una catena di «sale di lettura», ovvero raffinati caffè dove sprofondare in comode poltrone, consultare uno sterminato catalogo di e-book e leggere. Nonostante le feroci proteste della sua migliore amica, proprietaria della libreria del quartiere, Alice accetta, tuttavia non le ci vuole molto per rendersi conto che gestire la famiglia con un lavoro a tempo pieno è molto più difficile di quanto non si aspettasse e che, dietro l’apparenza meravigliosa, Scroll nasconde un incubo. Eppure Alice non si scoraggia: in fondo, a volte, per trovare la felicità basta girare pagina. 

Intelligente e attuale, divertente e profondo, questo romanzo racconta con delicata ironia le difficoltà di una donna costretta a dividersi tra famiglia e carriera, sentendosi troppo spesso inadeguata. Almeno fino al momento in cui capisce che non bisogna fare tutto, ma concentrarsi solo su ciò che amiamo davvero. E credere – sempre e comunque – nei libri.

Opinione di Sybil



Non serve difendere il mondo da attacchi alieni, scalare le sette vette più alte della terra in sette anni o girare il pianeta con solo uno zaino in spalla per sentirsi coraggiosi. Semplicemente, è sufficiente vivere la vita. Per quella si che ci vuole coraggio, forza e determinazione. Un giorno si diventa super eroi e quello successivo ci si sente nudi, privati di ogni protezione, gladiatori muniti di sole catene per sopravvivere. La vita è così, ci vuole forza per viverla, coraggio per portarla a termine e risolutezza per superare le avversità senza perdere di vista il fine ultimo: la felicità, sempre, comunque e ad ogni costo.
È questo il messaggio che Elisabeth Egan ci vuol trasmettere con il suo romanzo d’esordio ed è proprio questo il punto focale dell’intera storia che a prima vista può sembrare una delle tante commedie frivole che girano normalmente nelle librerie. In realtà, dietro questa falsa apparenza, il romanzo delle Egan scava un solco profondo nel cuore perché con parole semplici e con un’ironia acida e sopra le righe, riesce a dar voce a tutti quei pensieri che quotidianamente affliggono molti di noi, spacciando una medicina amara per una bella cucchiaiata di miele.
La storia che ci racconta è quella di Alice e di tutta la sua famiglia. Alice è una donna realizzata, è madre di tre splendidi bambini che stanno crescendo sotto i suoi occhi, moglie di un affermato avvocato che lavora a New York e ha la grande fortuna di svolgere un lavoro che adora e per di più part-time. Insomma, è la regina del focolare e dell’ufficio, conduce un’esistenza tranquilla che le permette sia di realizzarsi come madre che come donna indipendente e in carriera. Ha tempo per portare i figli a scuola, per far visita ai suoi genitori, per portare il cane dal veterinario. Può fare tutto senza perdere di vista la sua dimensione di donna che desidera affermarsi anche fuori dalle mura domestiche. Tutto cambia quando un giorno suo marito torna a casa dal lavoro sconfitto e le comunica di aver reagito male ad una mancata promozione, mandando in fumo anni di lavoro e praticantato. In un attimo la tranquilla esistenza di Alice viene travolta da una maremoto potentissimo chiamato sopravvivenza. Si trova costretta ad abbandonare il suo impiego part-time per cercarne uno a tempo pieno e ogni sua energia viene assorbita dalla forsennata caccia al lavoro, in modo da coprire i mesi o forse gli anni di inattività del marito. Travolta da una potente euforia, Alice si sente di nuovo realizzata, pronta a gettarsi a capofitto in un nuovo periodo della sua vita, dove pannolini, pranzi in tavola e allenamenti pomeridiani sono solo un vago ricordo. A tornare in campo è la sua grinta di donna in carriera, emancipata, divertente e piena di iniziativa, che presto verrà premiata da una proposta di lavoro apparentemente paradisiaca con uno stipendio munito di molti zeri. Sarà davvero il lavoro dei suoi sogni? E soprattutto, è questo ciò che desidera? 
La sua vita privata inizierà a galoppare in una strada parallela e opposta a quella percorsa dalla vita lavorativa; se da un lato il suo carisma e le sue conoscenze verranno premiate in azienda, dall’altro si accorgerà di non ricordare più in quale cassetto sua figlia ripone gli elastici colorati o come suo figlio ha imparato a fare decine di vasche in piscina, non noterà i cambiamenti di suo marito che sembra odorare ogni giorno di più di birra e non riuscirà a godere della compagnia dei suoi amati genitori che in silenzio si stanno avviando verso il tramonto. Chi vince a questo gioco? La vita o la tenacia? Il bisogno di sopravvivere in una società nella quale chi non riesce a stare al passo con l’economia perisce o la necessità di vivere con intensità l’amore di una famiglia che le sta volando via tra le dita?
Come dicevo, dietro una facciata apparentemente innocua si nasconde un romanzo capace di smuovere la terra sotto i piedi del lettore perché tratta un argomento che almeno una volta al giorno ronza nella testa di ognuno di noi: il tempo che togliamo ai nostri affetti, a noi stessi, vale davvero i soldi che ci fa guadagnare? Perdere una chiacchierata davanti ad un caffè con i propri genitori o il primo dentino di nostro figlio o un abbraccio di nostro marito quanto costa? Non si tratta di emancipazione, libertà o voglia di affermarsi nel lavoro come in casa, ma di tutte quelle piccole cose che compongono la nostra quotidianità e che per molteplici e ovvi motivi, ci vengono strappate dalle responsabilità. Ogni giorno veniamo privati di un piccolo miracolo e nemmeno ce ne accorgiamo perché sovrastati da degli impegni inderogabili. È per questo che ci vuole coraggio, per continuare ad andare avanti, consapevoli della perdita e del fatto che qualunque cosa si scelga di vivere ce ne sarà un’altra che svanirà nel nulla e che non tornerà più… Voi non ci pensate mai? Io lo faccio sempre. 

La felicità è una pagina bianca è un romanzo piacevole, brillante e arguto, che nonostante la sua lunghezza, scorre veloce come il vento e nasconde nel suo titolo una verità assoluta: non esistono regole per essere felici, la luce è già dentro di noi e negli occhi di chi ci ama.
Ed ecco come una commedia agrodolce è riuscita a farmi entrare in un circolo vizioso di pensieri….buona lettura!




L'autrice 




ELISABETH EGAN è la responsabile della rubrica letteraria di Glamour. Inoltre scrive recensioni per le più importanti testate americane: da People a Publishers Weekly, da The New York Times a LA Times, da The Washington Post a Chicago Sun-Times. Attualmente vive nel New Jersey. Il suo sito è www.elisabethegan.net

sabato 2 maggio 2015

LA LUCE DOPO IL TRAMONTO Carla Buckley Recensione

Una normale famiglia, una diagnosi che non lascia scampo. Un figlio condannato a morte ancor prima di muovere i primi passi. E poi, come se non bastasse, arriva una tragedia, che fa sprofondare tutti nella palude dei segreti, dei rimorsi, del dolore. Ogni paura trova il suo spazio nel cielo del dubbio, oscurando qualsiasi cosa, facendo calare un velo nero anche sul sole e la famiglia Lattimore, già costretta a vivere nel buio, continuerà a perseverare nell'oscurità, aggrappandosi ad ogni più piccola certezza per poter di nuovo emergere e tornare in superficie. In un romanzo dove giusto e sbagliato si confondono, dove paura e coraggio si intrecciano e dove il dolore trasforma l’animo umano in qualcosa di indefinito e sconosciuto, scaveremo a fondo nei segreti di una famiglia che ha perso tutto ancor prima di poterlo vivere, osservando con attenzione dove le persone sono pronte a spingersi per proteggere chi amano. Scoprendo infine che sono disposte anche ad attraversare l’inferno.

Ancora una volta Editrice Nord riesce ad entrare nelle nostre vite di lettori, regalandoci una storia profonda, intensa, un dramma familiare che solleva dubbi, domande, scavando un solco indefinito nell'oscurità.


EDITRICE NORD

LA LUCE DOPO IL TRAMONTO
Carla Buckley

Traduzione a cura di Annamaria Biavasco e Valentina Guani
Casa editrice: Nord
Collana: narrativa Nord
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 436
Prezzo: 16.60€
Ebook: 9.99€




Trama


Tyler è un ragazzo speciale. E non perché è affetto da una rarissima malattia genetica che lo costringe a vivere al buio, quasi sempre nella sua stanza, senza altri contatti con l’esterno che non siano i familiari e Internet. No, Tyler è un ragazzo speciale perché, nonostante tutto ciò, è sicuro che prima o poi troverà il suo posto nel mondo. È lì fuori, da qualche parte, che lo aspetta. Lui deve solo cogliere l’occasione giusta per dimostrare agli altri, in particolare a sua madre, che nella vita se la può cavare anche da solo. Ed è per questo che, quando in un freddo pomeriggio di pioggia, la figlia dei suoi vicini scompare nel nulla, Tyler si mette in testa di risolvere il mistero e, all’insaputa di tutti, la notte inizia a uscire di casa per andare a caccia d’indizi, scoprendo così i piccoli, grandi segreti degli abitanti del quartiere. Ma, a poco a poco, si renderà conto che è proprio la sua famiglia a nascondere i segreti più pericolosi.

Dodici anni fa, la vita di Eve Lattimore è cambiata per sempre. Seduta in un asettico studio medico, con in grembo il figlio di due anni e stringendo la mano del marito per farsi forza, ha ascoltato la diagnosi: per Tyler, anche la minima esposizione alla luce del sole potrebbe essere fatale. Da allora, ogni mattina prima che sia l’alba, Eve si assicura che il figlio finisca la colazione in tempo e ritorni in camera sua, dove le finestre sono schermate con pesanti tende nere. Poi chiude la porta a chiave, per riaprirla solo dopo il tramonto. Proteggere Tyler dalla luce è la missione di Eve. Una missione che lei non abbandonerà nemmeno quando, in un freddo pomeriggio di pioggia, commetterà una leggerezza imperdonabile e dovrà scegliere tra suo figlio e la verità.

Eletto dalla critica americana come uno dei migliori romanzi dell’anno, La luce dopo il tramonto ci coinvolge in una storia profondamente autentica, animata da due personaggi a loro modo straordinari − Tyler, un outsider che vede il mondo da una prospettiva spiazzante e senza ipocrisie, e Eve, una madre che ha rinunciato a tutto per dedicarsi al figlio −, e che solleva degli interrogativi che prima o poi tutti noi ci troviamo ad affrontare. Fino a che punto è giusto spingersi per proteggere le persone che amiamo? Fino a che punto è giusto che le nostre paure condizionino la vita dei nostri figli?



Opinione di Sybil



Tyler è un ragazzo come tanti. Ha quattordici anni, ama fare fotografie, passeggiare con la sua famiglia, giocare in giardino sul tappeto elastico. Si circonda di tecnologia, gioca con i videogame, scrive in un blog tutto suo. Peccato che Tyler non potrà mai prendere la patente, non andrà mai al ballo delle scuola, non farà mai una partita di basket sotto il sole cocente di giugno, ne mai andrà al mare a fare il bagno. Non vedrà mai che colore hanno i fili d’erba quando vengono baciati dalla luce dell’alba, ne mai saprà cosa si prova ad uscire in pieno giorno con la sua bicicletta. Tyler purtroppo è malato. È portatore di una rara malattia della pelle che lo rende completamente vulnerabile ai raggi uv, costringendolo a vivere chiuso in casa e a poter uscire solo di notte, quando il sole è ormai tramontato e tenendosi anche in quel caso completamente alla larga da qualsiasi tipo di illuminazione che non sia ad incandescenza, in quanto anche una minima esposizione potrebbe causargli la morte. La sua è una diagnosi straziante, una condanna a morte, una prigione contornata da alte mura invalicabili. Tyler ha una mamma, Eve, una sorella ed un padre, tutti messi a dura prova dalla malattia e ognuno di loro in costante lotta con il tempo per coniugare una vita normale con quella che invece sembra essere un’esistenza ingiusta e crudele. Eve dedica la sua vita al figlio, vive in simbiosi con lui, contando i minuti che mancano al tramonto, i secondi che li separano. Ha un calendario in cui è segnato ogni giorno l’orario in cui sole sorge e tramonta. Il sole, il nemico più temuto, il probabile aguzzino di Tyler, la causa del buio che regna nella loro vita, che li costringe a tenere chiuse imposte e tende di giorno e a poter iniziare ad esistere solo di notte. Poi, in una sera come tante altre, accade una tragedia e la loro esistenza, già in precario equilibrio, sprofonda nell'oscurità più completa e anche il buio che prima era loro amico, finisce per diventare un nuovo nemico, avvolgendo la famiglia completa nella morsa dell’insicurezza, del dubbio, del dolore senza fine. È così che lentamente tutti i personaggi si svelano a noi, permettendoci di entrare in punta di piedi nel loro mondo e di osservare da vicino i luoghi più nascosti delle loro anime. Da una parte c’è Eve, madre distrutta dalla malattia del figlio, che fa della sconfitta la sua forza. Lotta, si aggrappa con gli artigli ad ogni più piccola speranza, ripetendosi che la vita di Tyler non è davvero appesa ad un filo. Si illude che il suo futuro sia uguale a quello di tutti gli altri ragazzi, non si arrende nemmeno di fronte alle innumerevoli lesioni che la malattia causa. Non si accorge che per far ciò sta in realtà perdendo tutto il resto: sua figlia, suo marito, se stessa. Ma non è questo che una madre fa in natura? Non è forse disposta a morire per un figlio? Poi c’è Melissa, la figlia adolescente, divisa tra la vita che ha e quella che in realtà avrebbe voluto, bisognosa di attenzioni, alle prese con i primi problemi insormontabili della sua età che in confronto al dramma della sua famiglia sembrano niente. C’è David, che a causa della sua fragilità, si nasconde di fronte all'ingombrante verità della loro situazione, fugge, si mimetizza con l’ambiente circostante fino a perdersi nel labirinto di un matrimonio congelato. Rivuole la sua vita, la donna della quale si è innamorato, il suo sorriso, la sua forza, ma non sa più dove cercarla. C’è Tyler, che guarda il mondo da una prospettiva diversa, che vuole crescere ma si sente bloccato in una sorta di terza dimensione invalicabile, prigioniero di una condanna ingiusta, parte difettosa di una macchina che altrimenti avrebbe funzionato alla perfezione. E infine c’è un segreto, grande, immenso, imperdonabile, che avvolge l’esistenza di tutti questi personaggi portandoli alla deriva, ognuno con le proprie colpe e con i propri pentimenti, sollevando domande alle quali trovare risposta è estremamente complicato.

La luce dopo il tramonto è un romanzo intenso, dalle tinte oscure e profonde. Nulla è dato per scontato tanto che il lettore si ritrova al centro della scena, avviluppato dagli stessi avvenimenti che prendono corpo intorno a lui, piano piano, lentamente,con passi graduali e felpati. L’autore lo guida tra i mille ostacoli, tra i milioni di quesiti che immancabilmente vengono posti, creando dei personaggi così autentici da graffiare il cuore. Non si limita solo a narrare i dettagli di un terribile avvenimento che non trova soluzione, ma da’ voce a tutte quelle famiglie che si trovano a combattere una lotta ad armi impari con la malattia. Famiglie che si spezzano nonostante la corazza costruita intorno per difendersi dalla morte sia indistruttibile. Famiglie che si allontanano, si indeboliscono, si perdono. Da' voce a tutti quei genitori che sanno di dover dire addio ai propri figli, di doverli vedere soffrire prima di andarsene. Ma parla anche del loro coraggio e di tutte le sfide che l’esistenza pone loro davanti. Arriva un momento però che quello che sono disposti a fare per proteggerli sconfina in un territorio sconosciuto, ambiguo, ingiusto, e il bene e il male si confondono, creando interferenze incontrollabili e devastanti.

Tra mistero, suspense, segreti, paura, affetto, amore e dolore, La luce dopo il tramonto vi inghiottirà e vi trasporterà in un mondo in cui niente è davvero come sembra.




L'autrice




CARLA BUCKLEY è nata a Washington, dove ha lavorato presso lo Smithsonian Institution, un ente per l’istruzione e la ricerca che gestisce venti musei in tutti gli Stati Uniti ed è considerato il più grande complesso museale del mondo. La passione per la letteratura, però, l’ha convinta a lasciare il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. La luce dopo il tramonto è il suo primo romanzo tradotto in Italia.


venerdì 11 luglio 2014

VITA DOPO VITA Kate Atkinson Recensione by Sybil



Prima di cominciare vorrei fare una premessa molto importante.. 
A mio avviso esistono quattro tipi di libri: il primo gruppo è composto da quelli che io chiamo "amore a prima vista": ti chiamano dagli scaffali della libreria, ti cercano e tu alla fine li trovi e vieni rapita (a volte mi chiedo se siamo noi a trovare i libri o sono loro che cercano noi...chissà...).
Nel secondo gruppo troviamo tutti quei racconti che piano piano si insinuano dentro di noi, come un tarlo, diventano parte delle nostre giornate, del nostro tempo..ci ritroviamo spesso a pensarci durante le ore e anche dopo giorni dalla fine della lettura, siamo lì, a pensarci ancora.
Nel terzo gruppo troviamo quelli che invece ti scivolano sulla pelle, come una piuma, leggeri e lisci come l'acqua, lasciandoci, in pratica,come ci hanno trovato. Ti trovi a dire :"Si, carino, struggente", ma il giorno dopo non ci pensi già più.
Poi, alla fine , arriva il quarto gruppo. Qua dentro troviamo tutti quei libri che "o li ami o li odi" , dal primo istante.
Io, personalmente,collocherei Vita dopo vita in questo quarto gruppo.Ovviamente mi ritengo parte di quella cerchia di persone che ha finito per amarlo.
È un libro molto complesso e complicato da seguire, tocca molti piani temporali e molto spesso hai la sensazione di perderti per strada. Ma secondo me, sta proprio in questo il suo fascino: riesce a farti abbandonare il senso del tempo che scorre! Sembra un controsenso affermare ciò, poichè nella storia siamo sbattuti da una parte all'altra della vita di Ursula, la protagonista, avanti e indietro negli anni!
Per far capire bene il concetto devo ripartire un po' dalla trama..


VITA DOPO VITA 
KATE ATKINSON



Traduzione: Alessandro Storti
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 521
Prezzo: 18,60 euro
ebook : 10,99 euro


                                              La Trama


"Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere.

A quattro anni, sono annegata nell’oceano.

A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio.

A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte.

A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi.

A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra.

E su di me cadevano le tenebre.

Ma ho sempre avuto un’altra possibilità."

In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla.

In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all’ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare.

Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l’umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra.

Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero?”



 L' opinione di Sybil

È febbraio del 1910, nei pressi di Londra, e in una gelida giornata di neve viene alla luce Ursula Todd. Non ha nemmeno il tempo di tirare il primo respiro che già la morte è venuta a prendersela, portandola via nel suo oscuro mantello. Finisce così la sua breve esistenza, in un attimo.

Subito dopo, però, si torna di nuovo in quella fredda giornata di febbraio e la piccola Ursula, stavolta, viene strappata alla morte grazie ad un abile dottore che recide il cordone ombelicale che la stava soffocando.

Inizia così la sua vita, nella quale ogni volta tornerà la morte, nascosta sempre sotto una maschera diversa, strappandola al mondo e facendola ricominciare daccapo, da quella gelida giornata del 1910. Morirà affogata nell'oceano, cadrà dalla finestra della sua camera da letto, sarà vittima di un marito violento che la ucciderà senza pietà. Cadrà suicida durante la seconda guerra mondiale, dopo essere diventata moglie di un tedesco e morirà  soffocata sotto un bombardamento a Londra. Ed ogni volta che la morte verrà a rivendicare la sua anima, si ritornerà al punto di partenza. È come se l'esistenza di Ursula fosse un cerchio, non ha una fine e non ha un inizio. Ogni volta lei ricomincia dall'inizio la sua vita, portando dentro di se però la consapevolezza del suo vissuto passato, un bagaglio stracolmo di sensazioni e paure alle quali non sa dare una spiegazione. Infatti non sa perché, dopo essere rinata in seguito alla sua morte per annegamento, capisce di stare lontana dalle onde del mare, salvandosi così da un pericolo che in precedenza l'aveva fatta andare tra le braccia del "pipistrello nero" (la morte). La sua vita prende così un 'altra strada, lasciando spazio a nuovi eventi e situazioni.

Non siamo di fronte ad un libro che parla di reincarnazioni o cose simili. No. Piuttosto credo che l'autrice voglia farci vedere la vita di Ursula sotto aspetti e luci diverse. Avete presente quelle storie in cui un piccolo dettaglio cambia tutto il risvolto della vicenda? Quando il protagonista sceglie di saltare dal treno in corsa invece di restare, oppure decide di scegliere una strada invece di un'altra? Quante volte ci siamo chiesti come sarebbe stata la nostra vita se avessimo fatto scelte diverse? Se avessimo scelto il nero al posto del bianco...Vita dopo vita risponde a queste domande. O almeno cerca di dare un senso alla più grande insicurezza dell'essere umano, che è intrappolata in ognuno di noi. Mi spiego meglio. Nella storia di Ursula vedo riflesse tutte le possibilità che una persona ha di poter vivere la propria vita e di poter rinascere dalle proprie ceneri, consapevole però del proprio passato. La ragazza utilizzerà il ricordo che ha delle sue vite passate per poter cercare di cambiare il suo presente e, conseguentemente il futuro. Crede che il suo sia una sorta di sesto senso al quale non sa dare spiegazione, ma in realtà è il lascito della sua esistenza.

È così che, vita dopo vita, incominceremo a conoscere Ursula, i suoi tre fratelli, sua sorella, la madre e l'adorato padre, tutti gli uomini che in un modo o nell'altro entreranno a far parte della sua vita. Capiremo la loro personalità,riuscendo ad inserirli ognuno al suo posto, nell'esatta posizione in cui dovrebbero essere nella storia..

Mi sono affezionata particolarmente ad Ursula, perché è un personaggio dalle mille sfaccettature, ma anche dalle tante contraddizioni: forte ma insicura,intelligente, brillante, ma timorosa della sua stessa personalità.. É una donna molto introversa e riflessiva, che non riesce a far avvicinare mai tanto a se stessa nessuno se non la sua famiglia.. È complessa, ma allo stesso tempo, cristallina come l'acqua.

È inserita in un contesto molto drammatico, quello dell'Europa prima dilaniata dalla grande guerra, poi dalla seconda guerra mondiale. Uno scenario tanto tragico e devastante, descritto con una lucidità incredibilmente audace.

Secondo me, non bisogna interpretare questo romanzo come il susseguirsi temporale di una vita dietro l'altra della protagonista. Sarebbe come minimizzarlo e semplificarlo.

Bisogna invece vederlo come una storia inserita nella storia di una storia, dove ogni volta le carte in gioco si rimescolano e formano una nuova partita . È un libro che cresce mano a mano che si affronta, arricchendosi ogni volta di nuove sfumature. Mi fa pensare ad un frutto che si matura al sole.

Andrebbe letto come la possibilità che ognuno di noi vorrebbe e che, ahimè, nessuno ha... Quella di poter riscrivere  la nostra esistenza ripartendo dal punto in cui tutto è finito. Questo è stato possibile per Ursula, ma non è un lusso che possiamo avere noi.

È un romanzo molto potente, che può racchiudere in se milioni di significati, dettati dall'individualità del lettore. Immaginate la bravura dell'autrice, che con una trama abbastanza ripetitiva, è riuscita comunque a mantenere acceso l'interesse e l'entusiasmo! Leggendo, sembra di vivere un continuo déjà vu. E alla fine il cerchio si chiude, o meglio, continua a girare, senza inizio e senza fine...
Perché in una storia come questa, in cui la linea tra passato e presente, tra vita e morte, è talmente sottile, la parola fine non può esistere.



“è un serpente che si morde la coda. È un simbolo, rappresenta la circolarità dell’universo. Il tempo è una nostra costruzione mentale, in realtà tutto scorre, non c’è passato né futuro, soltanto il presente.”

L' Autrice 


Kate Atkinson è una delle più importanti scrittrici del panorama narrativo inglese e, nel 2011, è diventata Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti letterari. Vive a Edimburgo.

A questo link è possibile visitare il sito dedicato al libro 

A questo link è possibile ascoltare l' intervista all' autrice su Fahreneit - Radio 3, che ha scelto Vita dopo vita come libro del momento