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sabato 15 febbraio 2020

BLOG TOUR IL BARBARO DI ROMA Adele Vieri Castellano



Divorato con bramosia, recensito sia in tandem come da tradizione, sia in contemporanea ad altri 10 blog a coronamento di un blog tour avvincente  e interessante,   Il  Barbaro di Roma  è una lettura irrinunciabile.

Amazon Publishing
IL BARBARO DI ROMA
Roma Caput Mundi #3
ADELE VIERI CASTELLANO 


Genere: historical romance 
Pagine: 463
Prezzo: € 9,99
ebook: € 3,99  compreso nell' abbonamento KU 
QUI il link Amazon per l' acquisto 


La Trama 

È solo un uomo che affronta le tragiche prove che il Fato gli ha riservato
Aphrodisias, 53 d.C. Giulia Urgulania per anni ha solcato i mari con la bireme Calypso cercando di dimenticare l’uomo che avrebbe potuto spezzarle il cuore. Adesso non corre più alcun pericolo, perché di lui non le restano che una manciata di ricordi, un tocco, un profumo, un bacio.
La Bestia non ha più nulla del grande guerriero che era un tempo, è soltanto un corpo da gettare nell’arena contro uomini e belve. Nella sofferenza della sua prigionia gli è rimasto solo un incontenibile desiderio di vendetta.
Esistenze divise, cuori spezzati. Eppure qualcosa accadrà in quello stadio affollato di gente, in quella città così lontana da Roma. Giulia comprenderà che le tante miglia percorse e la grande sofferenza che l’ha ferita così profondamente alla fine l’hanno condotta fin lì, dove porterà a termine una difficile missione anche a costo della sua stessa vita.

Opinione di Charlotte 
Raganhar, il principe germanico " addomesticato " da Roma in virtù di amicizie fraterne e dell' imparentamento con i funzionari e guerrieri più coraggiosi e virili dell' Urbe,  torna a presentarsi alla lettrice più selvaggio, disilluso e vendicativo che mai. Solo e tradito, è un' anima ferita che sopravvive nella  ferocia spargendo sangue;  il suo cuore appare frantumato , e il suo Fato si intreccia nuovamente con quello della matrona romana disincantata e spregiudicata che ad Alessandria gli aveva rubato il cuore con un bacio ed era fuggita timorosa dei propri sentimenti. 
Ritrovare l' unico uomo che ,  in un' esistenza segnata da eventi tragici, , aveva messo in discussione le convinzioni di  Giulia , fa sì che la donna apra gli occhi  sull' insensatezza della propria quotidianità e tenti il tutto per tutto per salvarlo dalla brutalità del circo, della solitudine e del regolamento di conti. La consapevolezza reciproca di un legame mai spezzato , resiliente, è lentissima e non priva di slanci  sia passione sia di odio,     in uno stillicidio di sentimenti contrastanti che dopo innumerevoli vicissitudini vedono prevalere i più tenaci.
Adele Vieri Castellano lavora su due fronti e con due registri differenti, in questo modo rendendo vivace e imprevedibile la narrazione . Da un lato  "imbarbarsice " le sue lettrici servendo loro   la brutalità della battaglia, il clangore delle armi, l' agilità dei corpi e delle menti, gli spargimenti di sangue, mediante sequenze di combattimento spettacolari dal ritmo frenetico , tra uomini e tra uomini e animali. Dall' altro lato " ingentilisce" e rende languido anche il cuore di lettrice più disincantato, sia con sequenze a due e riflessioni individuali di Raganhar e Giulia sull' amore, mirabili  per empatia e accoramento, sia mediante interludi di passione ora trattenuta a stento ora dirompente.Inoltre viene ricreata - e così marcata forse dai tempi di Roma 42 Cuore nemico non era più stata riscontrata -  una deliziosa dimensione solidale, corale, permeata di quotidianità domestica e di amicizia , che è quanto di più ghiotto una collezionista di Adele innamorata delle sue storie  possa desiderare leggere: ritrovare  Messalla, Rufo, Aquilato e " gentili consorti" , non come comparse ma come personaggi attivi nella vicenda, è  confortante, solido e  giocoso. 
Il Barbaro è arrivato nelle nostre librerie, era atteso con trepidazione e ha risposto perfettamente alle aspettative con una storia di sopravvivenza al dolore, di amore difficile e travagliato, di amicizia salvifica, raccontati con grande abilità narrativa dalla beniamina di noi " Adele addicted" . 


opinione di foschia75

Tale era la natura del Fato in un tempo governato dal Caos e, nella sua vita, nulla era mai stato governato da Apollo, il dio dell'ordine. 

Letto in una manciata di ore in preda alla sete di sapere ciò che il "destino" aveva in serbo per uno dei personaggi più amati (e attesi) della serie. Il risultato è stato una piacevole sensazione di sentirsi di nuovo "in famiglia", in quel nucleo al quale ci eravamo affezionate nei primi due capitoli della serie.  Mi sono sentita a casa, parte di quel legame forte e cameratesco che neanche la mano implacabile della tessitrice Castellano ha potuto spezzare. Perché diciamoci la verità, si è impegnata parecchio per forgiare una volta di più il guerriero germano!
Ciò che non spezzeranno le catene e la frusta sarà capace di spezzare la fredda e tagliente sensazione dell'abbandono e del tradimento della propria famiglia, quella non di sangue ma di cuore alla quale il guerriero germano ha sempre sentito di appartenere. Lontano da Roma, la città che lo ha accolto tempo prima, lontano dagli amici e dall'unica donna che sia riuscita a fare breccia nel suo arido cuore, è diventato simile a una bestia che respira perché il fato ha così deciso. In balia degli eventi e di chi tiene le sue catene, trascorre le giornate aspettando che la morte venga a reclamarlo. Ma un nuovo sentimento si fa strada in lui quando giungerà il suono di una voce conosciuta. Impetuosa e inarrestabile la rabbia monta nel suo cuore, o forse è qualcos'altro di ancora più subdolo e sottile, alimentato da un discorso lasciato in sospeso anni prima. Raganhar ha un nuovo motivo per restare in vita: la vendetta, che darà nuova linfa alla sua voglia di spezzare le catene. Quando la vendetta supera la voglia di incontrare la morte, allora il tempo è giunto per liberare la bestia che sbatte sulle pareti del cuore.
Immaginate un uomo che non ha più nulla da perdere, abbandonato da quella che considerava la sua famiglia e deluso ancora una volta dalla donna che amava. Un mix a dir poco micidiale che innescherà una serie di "deflagrazioni" capaci di arrivare dritte al cuore e all'immaginario del lettore. Bello, avvolgente come i vecchi tempi, attraente e capace di tenere in apnea per centinaia di pagine in un crescendo di emozioni che rievocano gli "antichi fasti" ai quali ci aveva viziato la Castellano. 
Non sarà una passeggiata, ma una lenta e difficile riconquista della fiducia nell'amore e nell'amicizia fraterna, quel calore familiare dal quale è stato bruscamente strappato lontano da quella Roma che era ormai casa sua. 
Il barbaro di Roma torna alla coralità di un tempo, dove tutti i principali graffianti e indimenticabili personaggi sapranno scaldarci il cuore e l'immaginario in un grande abbraccio finale sofferto e sudato. 
Bentornata Adele! Grazie per averci inoltre regalato la fulminea ma tangibile presenza di un personaggio che dopo Aquilato e Raganhar è entrato nel mio immaginario come un fulmine a ciel sereno e che attendo di leggere in un prossimo romanzo a lui dedicato.


Le nostre recensioni di Adele Vieri Castellano 

mercoledì 12 febbraio 2020

BLOG TOUR + GIVEAWAY "IL BARBARO DI ROMA": Tappa #3 Roma 42 d.C CUORE NEMICO Adele Vieri Castellano

Contenuti speciali, recensione, giveaway: leggete questo post fino in fondo per addentrarvi nella storia di Aquilato ! 


A Sognando tra le Righe il piacere di presentare Quinto Decio Aquilato e le sue vicissitudini d'armi e d' amore  in terra germanica .
Se Roma 40 Destino d' Amore aveva immerso  il lettore in una realtà virtuale tridimensionale a misura della  Roma imperiale  dei bassifondi, e  naturalmente del granitico e irresistibile Marco Quinto Rufo sul quale stuoli di "schiave della Suburra" istigate da Adele Vieri Castellano stanno fantasticando da più di sette anni   , in Roma 42 Cuore Nemico la full immersion  è  negli accampamenti e nelle foreste nordeuropee,  e il clangore delle armature, il sudore della battaglia, il sapore della passione erompono dalle pagine  travolgendo sensi e  immaginazione fin dalle primissime battute.
Non è un caso che tra le " Adele addicted"  ricorrano spesso citazioni da questo libro: Roma 42 Cuore Nemico  è  il romanzo dell' interazione e del 3D, forse il più corale tra tutti , e introduce con notevole impatto emotivo  molti  dei personaggi chiave della serie, che a loro volta saranno  primattori nei capitoli successivi della serie Roma Caput Mundi: uno fra tutti il Barbaro di Roma al quale il nuovissimo libro è dedicato.
Roma 42 Cuore Nemico  è stato recensito sul blog  sette anni fa da Foschia, e la sua  opinione contagiosa   è quella stravolta dalla sorpresa e dalla soddisfazione di  un cercatore che trova un tesoro, di una bambina che ha appena scoperto l' esistenza di Disneyland, tanto evidenti sono entusiasmo ed eccitazione ; proprio per la sua autenticità e il suo impeto, non ho avuto cuore di stralciare la recensione  preferendo mantenerne i tratti originali.   Magari ora , maturate ( leggi "cresciute anagraficamente " ) noi e portata avanti negli anni la serie in modo sempre più approfondito e diversificato per luoghi spaziotemporali e tratteggio di caratteri, il nostro ardore di lettrici potrebbe far sorridere chi ci conosce da poco: eppure noi capitoleremo sempre con Adele,  sempre così smaniose di destreggiarci tra romani e batavi impersonando  con la fantasia le loro tenaci,  orgogliose  ( e fortunelle! ) eroine. 



Il Romanzo


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La Sinossi 

Il legato Marco Quinto Rufo, uomo di estrema forza e coraggio, è di stanza a Mogontiacum, ultimo avamposto dell’Impero Romano in terra germanica; a lui il compito di asservire la tribù dei chatti. Dopo una drammatica battaglia, il suo amico e compagno fraterno, Quinto Decio Aquilato, riesce a fare prigionieri i due principi, Ishold e suo fratello Raganhar. Ora che i nemici sembrano essere domati, un pericolo ancora più insidioso incombe su Aquilato, qualcosa che lui non avrebbe mai pensato di affrontare … Inizia così un amore impossibile tra un guerriero valoroso e una donna forte e caparbia divisi dai confini degli uomini ma non da quelli del cuore.



Il protagonista del romanzo

Nome completo: Quinto Decio Aquilato, in germano Gumarich Adler
Nato in un villaggio batavo il 13 settembre del 14 d.C.
Padre: il capo villaggio, Friduman Alt Adler - madre: Linzah Adler detta “La Bella” catturata giovanissima in un villaggio nemico, ha saputo conquistare il saggio Friduman
Capelli: biondi
Occhi: azzurri
Segni particolari:
Colore preferito: grigio come gli occhi di Ishold, la donna che ama
Metallo: argento
Portafortuna: zaffiro, come i suoi occhi
Pianeta: Mercurio
Giorno fortunato: il mercoledì
Ascendente: Gemelli

Il suo elemento è la Terra, soprattutto la lontana Germania Superiore e dato che il suo segno zodiacale chiude il ciclo estivo per cedere il passo all’autunno, è votato alla conservazione di ogni cosa, materiale e immateriale. Riesce in tutto quello che fa, anche quando il compito che si prefigge richiede una certa abilità tecnica: possiede un’assoluta fiducia nei mezzi meccanici, che sa maneggiare come nessun altro segno zodiacale. Proprio per questo ammira l’ingegnosità dei romani, studia le grandi macchine da guerra e quelle usate nelle costruzioni. È un guerriero, ma anche uno studioso.
Ha un livello di intelligenza al di sopra della norma e un discreto gusto artistico. È facile riconoscere un nato sotto il segno della Vergine ed è facile riconoscere Aquilato tra tutti i batavi della scorta di Caligola: sempre attento e serio, intelligente e puntiglioso, con un forte senso di responsabilità. Non solo, è ossessionato dai canoni estetici e ama molto le regole che considera indispensabili per il corretto fluire delle cose. È felice quando tutto va per il verso giusto, non solo in ambito personale ma anche per la collettività. Questa attenzione ai particolari è rivolta tuttavia molto più alle faccende quotidiane che ai piani ad ampio respiro, per questo si è dedicato con dedizione a insegnare a scrivere alla donna che ama.
È diffidente, prima di concedere la propria amicizia studia a lungo la persona in questione. Ha pochi amici ma per loro è sempre presente ed è altruista: non ha esitato infatti ad aiutare un romano gravemente ferito trovato durante una battuta di caccia, lo ha portato nel suo villaggio e, quando Marco Quinto Rufo ha salvato i bambini dai lupi, gli ha concesso eterna gratitudine e fedeltà.
Il pianeta che domina la Vergine è Mercurio, il dio alato che rappresenta la comunicazione tra i mortali e gli dèi. Per Aquilato ciò rappresenta la riflessione e i ragionamenti che scorrono tra le varie informazioni che riceve ed elabora. La sua mente attiva e vivace viene spesso usata allo scopo di ponderare azioni e comportamenti. È tenace mai quando prende una decisione, va avanti con estrema fiducia e grandissima ostinazione convinto di poter superare ogni difficoltà e raggiungere ogni traguardo.
Il suo ascendente, i gemelli, gli concede prontezza di riflessi, facilità d’espressione e un buon senso critico. Ha una grande capacità d’osservazione, è abile con l’arco e ama i cani, soprattutto Sotere. Ogni tanto il suo stato d’animo oscilla fra la riservatezza e la freddezza della vergine e l’affabilità dei gemelli sempre disponibili ai contatti umani e per questo a volte è loquace e brioso, a volte scontroso ma resta un ottimo ascoltatore, sa prendersi in giro, dietro quel riservato e affascinante sorriso studia la donna che ha scelto per condividere con lei vita e avventure. Non è sdolcinato né troppo romantico ma non si tira mai indietro e sa donarsi, forse più mentalmente che non fisicamente, è fedele ed è un buon partner. Nel rapporto con la compagna Ishold ha sempre cercato non solo comunione fisica ma anche affinità intellettuale e spirituale.

Il Super Giveaway

In palio 11 copie cartacee de Il Barbaro di Roma autografate
Per partecipare è sufficiente:
  • Like alla pagina autore Adele Vieri Castellano - AVC Historiae
  • Like alle pagine Facebook dei blog ( di seguito i link alle pagine)
  • Condivisione dei post delle tappe su Facebook con tag di 2 persone
L' estrazione degli 11 vincitori avverrà a blog tour concluso


PROSSIMA TAPPA:
13 febbraio Roma 46 DC - La Vendetta del Serpente
Blog: Romanticamente Fantasy, Feel the Book, Libri e Sognalibri, Bostonian Library


lunedì 23 ottobre 2017

IL LEONE DI ROMA Adele Vieri Castellano Doppia recensione

Uno, cento, mille modi di apprezzare Adele Vieri Castellano, la sua passionalità, la sua accuratezza storica, e quel "quid" che la avvicina emotivamente ad ogni sua lettrice. 



Amazon Publishing


IL LEONE DI ROMA 
Adele Vieri Castellano

Editore: Amazon Publishing
Genere: Historical romance
Pagine: 510
Prezzo: 9,99
Ebook: 4,99
In abbonamento con KU


Trama

Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri.
Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l’uomo a cui scopre di essere destinata.
Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un’unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d’Egitto. In quella terra arida, sterile come l’anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il leone di Roma, ama e vuole proteggere…


opinione di Charlotte

In realtà non era altro che un involucro, un contenitore. Fuori la pacatezza, la ragionevolezza addomesticata dalla disciplina militare. Dentro, per tutti i Numi, dentro di lui c’erano sempre tumulto e tempesta
Adele e i suoi romani: non ce n’è per nessuno.  Potrei parlare per ore della serie Roma Caput Mundi,  e di questo libro in particolare: più mi confronto con altre lettrici dipendenti dalla penna di Adele, più mi rendo conto di quanti modi ci siano di vivere la sua Roma grandiosa e crudele    - in questo caso accompagnata dalla cosmopolita Alessandria D’ Egitto – e di interiorizzare le sue storie e i suoi personaggi.
Ogni volta mi riprometto  di mantenere  i piedi per terra, di scrivere le mie impressioni con approccio  critico  :  puntualmente Adele  riesce a sopraffarmi con le sue descrizioni partecipate, siano esse violente o suadenti, nude e crude o visionarie, restituendomi  una vera e propria full immersion in notti stellate, aromi speziati, sabbia e sangue,  e di pari passo  l’ immedesimazione in   legami di amicizia, di intesa fisica, di tenerezza  così intimi da catapultarmi  due millenni fa in poche righe .
Di Adele ho letto tutto quello che è stato pubblicato. Se la Castellano  delle ambientazioni ormai è un " marchio di fabbrica",  risultando meticolosa senza mai essere didascalica, restituendo descrizioni empatiche di luoghi ed oggetti funzionali alla piacevolezza della storia e all’ identificazione del lettore , la  Adele dei sentimenti  secondo me ha due anime che di romanzo in romanzo si stanno dissociando sempre di più. Quella fisica , carnale, attenta all’ alchimia di  corpi che riconoscono la loro affinità  annusandosi, toccandosi, assaporandosi, e quella impalpabile, vocata maggiormente alle emozioni trattenute e in procinto di esplodere , al languore, all’ aspettativa,  alla complicità emotiva inafferrabile.
Eppure in questo romanzo  in modo peculiare  le due personalità di Adele confluiscono una nell’ altra,  in virtù di un legame tra contesto storico -sociale  e vicenda strettissimo,    e della  combinazione di due personaggi diversi per età ed educazione:   che - inusuale per i romanzi d' amore, ma non certo per l' epoca nella quale è ambientato il libro - non si scelgono  ma vengono uniti a forza con il mero scopo di procreare e di mantenere saldi il potere e il prestigio di due influenti famiglie patrizie. 
E' chiaro come con questi presupposti l’ innamoramento tra i due protagonisti  sia molto diverso da quello dirompente che aveva folgorato Rufo e Livia, o dalla fisicità esplosiva tra Aquilato e Isholde.  Uomo e donna privilegiati in un contesto di disuguaglianze sociali marcate, nonché  profondamente  maschilista, educati al rispetto del loro rango e all’ obbedienza cieca al pater familias,  Messalla e Ottavia si relazionano dapprima per facciata, senza curiosità, senza trasporto reciproco.  Poi, lento germoglia un interesse che da fievole si fa sempre più percepibile, che rende dapprima irritante, poi dolorosa l' indifferenza, fino a risultare irrinunciabile, salvifico,foriero di complicità e amore.
Non che Adele lasci digiune le " schiave della Suburra" avvezze agli ormoni vaganti tra le pagine. Alla coppia " cerebrale" che si (ri)conosce dialogando, l' autrice affianca Giulia e Raganhar: puro istinto, lussuria, desiderio tra due persone che conoscono la passione e anche il buio,  che hanno tantissimo da scoprire l' uno dell' altra e che, fiere indomabili abituate ad esser cacciatori, si prendono le misure a vicenda  per non finire prede e soccombere alla potenza trattenuta  dell' altro. 
Che Il leone di Roma  sarebbe stato diverso dagli altri romanzi  dell' autrice  lo si intuiva a priori,  avendo pregustato il  protagonista maschile della vicenda: Messalla è un uomo freddo e  tormentato, inizialmente vizioso e debosciato, salvo rivelarsi libro dopo libro  un guerriero granitico, temerario, malinconico e disincantato. Ebbene,   più lo si conosce, più Messalla crea dipendenza.  Un po'  come un cioccolatino boero : perfetto e invitante nella forma,  acido e amaro nel rivestimento fondente,   poi  la sorpresa, quando  addentandolo si scioglie in bocca,  riempiendola,  deliziandola  voluttuosamente.
Un uomo del genere imbrigliato in un matrimonio forzato non può che dare il peggio di sé, e la sensualità del " bello, dannato e impossibile" avrebbe tutti i presupposti per  rubare la scena a qualsiasi moglie/ragazzina imposta : ma Adele  contrappone a Messalla un' Ottavia di tutto rispetto, coltissima e carismatica nonostante la solitudine anaffettiva con la quale ha sempre convissuto. Una leonessa per il leone, il personaggio femminile   più incisivo che Adele abbia  plasmato finora,  e colei che forse le lettrici hanno  amato e ameranno   di più. Giovanissima  protofemmiista dall’ acume straordinario e dalla passione sfrenata per lo studio, ingabbiata in usi e costumi che limitano la sua sete di conoscenza, Ottavia è una conquistatrice dalla lingua efficace e dal cuore buono; dotata di quel fascino dato dall' intelligenza e dalla lungimiranza, che può mettere in ginocchio il più ferreo dei soldati scoprendo i suoi punti deboli, demolendo con determinazione i suoi preconcetti, aiutandolo a portare alla luce parti di se stesso sepolte nel dolore .  Adele racconta tutto questo e molto, molto altro, inframmezzandolo a scene di vita quotidiana, scontri corpo a corpo nel deserto, corse con le bighe.. e chi più ne ha più ne metta!  Un tripudio di immagini ed emozioni che vorresti non finisse mai.

 




opinione di foschia75



L'amore è un gesto, il peso di un bacio, la forza di un abbraccio. Noi donne dobbiamo essere forti e coraggiose, spesso anche per loro. Non so dirti come dovrai conquistarlo, sarà il tuo cuore a farlo quando sarà il momento, ma se davvero provi qualcosa per lui, non arrenderti e non temere nulla, perché certi uomini sono come la cima di una montagna: più è irraggiungibile, più appagante sarà la sua conquista. E se un giorno dovessi renderti conto che non potrai mai averlo, allora lascialo andare. Anche questo sarà un atto d'amore, forse il più grande. 



Quanto femminismo rosa nel nuovo capitolo di Roma Caput Mundi!!!


Aspettavo questo romanzo come la pioggia dopo mesi e mesi di siccità. Ero partita pensando che sarebbe stato il capitolo dedicato a Messalla e Raganhar, tra i miei personaggi preferiti, invece Adele mi ha stupito ancora una volta, ponendo al centro della scena l'indiscussa e incontrastata figura di Ottavia Lenate, la protagonista femminile che ruba la scena al resto del "cast".
Si sa, accanto ai grandi uomini che hanno fatto la Storia, c'è sempre stata una donna forte e risoluta, capace di rimanere nell'ombra del consorte ma di muoversi in modo tangibile quando necessario. Ottavia Lenate è l'antenata di tutte noi donne mai sazie di sapere, un concentrato di esplosiva curiosità e testardaggine, di orgoglio e determinazione nel raggiungere i propri traguardi.
Inutile, per quanto io aspettassi le nuove gesta di Messalla e Raganhar, Ottavia ha assorbito tutta la mia attenzione e ammirazione, un personaggio femminile tra i più belli scritti da questa impareggiabile autrice, una giovane donna che lotta per i suoi diritti, che non accetta di ricoprire il troppo stretto compito di "moglie per contratto". Fin da subito dimostrerà di essere una grande pensatrice e una instancabile studiosa. Un grandissimo plauso all'autrice per aver plasmato una figura così potente e incisiva.
Una mente acuta, una buona dose di curiosità e intuito, fanno di Ottavia Lenate una donna avanti per i suoi tempi, una moglie che non accetta di essere relegata alla vita che la società le impone. Ottavia vuole conoscere, esplorare, osservare, ma tutta questa sua "sete" non è facilmente compatibile con il ruolo che il padre la costringe a ricoprire: portare avanti la discendenza dei Valeri, dare un erede a un uomo che sembra scolpito nella roccia, che sembra aver chiuso per sempre con i sentimenti, che vive di battaglie e vendetta. 
Lo ammetto, ero partita prevenuta, convinta che anche in questo libro il testosterone avrebbe permeato la narrazione, invece sono rimasta completamente ammaliata da tutt'altro. Nel Leone di Roma, c'è il giusto bilanciamento tra uomini e donne, tra buoni e cattivi, tra intrepidi e codardi. Se Massimo è accecato dalla sete di vendetta verso il nemico, Ottavia non si darà pace sin quando non conquisterà un posto (e neanche piccolo!) nel cuore e nella vita del marito. Sarà pronta ad attraversare il mare pur di fargli capire che non è solo colei che gli dovrà dare un figlio, ma anche l'amica che ogni uomo dovrebbe avere, la complice in battaglia e tra le lenzuola. Non sarà facile conquistare il cuore di un uomo come Massimo, ma Ottavia è una donna molto intelligente e saprà muovere bene la sua unica pedina sulla scacchiera. 
Come in tutti i romanzi di questa serie, un'altra coppia ci terrà avvinte alle pagine: il principe germano e la donna tutta d'un pezzo che commercia schiavi per i combattimenti nell'arena e ha promesso di non amare più un uomo capace di spezzarle il cuore. Il barbaro germano si fermerà davanti ai suoi rifiuti e atteggiamenti altezzosi? Anche qui Adele vi stupirà...
Bello, scritto in maniera impeccabile, trovo che anche lo stile narrativo abbia fatto un notevole passo avanti rispetto ai precedenti. Non mi soffermo sulle magistrali descrizioni, perché sono il marchio distintivo che rende questa scrittrice tra le migliori (e non solo in Italia!). 
Non è mai semplice separarsi dai personaggi e dalle atmosfere di questa bellissima serie, ma questa volta ho chiuso il libro talmente sazia di emozioni e pensieri, che non ho provato la fastidiosa malinconia che lascia la fine di un buon libro. Un grazie speciale all'autrice per aver soddisfatto la mia voglia di femminismo rosa.


L'Autrice

Adele Vieri Castellano ha pubblicato con Leggereditore il suo primo romanzo storico, Roma 40 d.C. Destino d’amore, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Un successo seguito da Roma 42 d.C. Cuore nemico (2012), Roma 39 d.C. Marco Quinto Rufo (2013), Roma 46 D.C. Vendetta (2015, in self publishing). I tre volumi compongono la serie Roma Caput Mundi. Sempre per Leggereditore, ha pubblicato anche Il gioco dell’inganno (2013) e Il Canto del Deserto (2015).
Con EmmaBooks ha pubblicato Implacabile, il primo libro della serie Legio Patria Nostra e ha partecipato alle raccolte Gli uomini preferiscono le Befane e Voci a Matera.
In self publishing ha pubblicato una raccolta di racconti, La Legge del Lupo e altre Storie (2014) e la novella La tormenta (2015)
Il nuovo capitolo della serie di successo, ambientata nell'antica Roma, è pubblicato da Amazon Publishing. 


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