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lunedì 18 marzo 2019

TUTTO CHIUSO TRANNE IL CIELO Eleonora C. Caruso Recensione

Possiamo davvero scappare da chi siamo? C’è la reale possibilità di guarire da chi ci ha dilaniato nel profondo? In quale modo possiamo dissociarci da una relatà che continua a farci sanguinare? Julian ha provato tutto: scappare in un altro stato, rinnegare l’amore per suo fratello, ma soprattutto per se stesso. Tutto chiuso tranne il cielo si rivela un romanzo sincero, moderno e toccante.



Mondadori


TUTTO CHIUSO TRANNE IL CIELO
Eleonora C. Caruso 

Collana: Scrittori italiani e stranieri
Genere: Narrativa
Pagine:  155
Prezzo: 17,00
Ebook: 9,99


Trama 

Julian è un diciannovenne esile e pallido, la sua anima è azzurra come la sua chioma. Mangia pochissimo, ha sempre in mano il cellulare, ma sente e osserva ogni cosa. Abbraccia tutti, poi scappa. Se permettesse a qualcuno di toccarlo davvero si troverebbe a dover affrontare sentimenti dai quali ha preso una distanza di quasi 10.000 chilometri: quelli che separano Milano da Tokyo. Dopo un anno trascorso in Giappone è proprio a Milano, il luogo della sua ferita originale, che Julian sta tornando. Siamo all'inizio dell'estate, ad accoglierlo trova la desolazione della città oppressa dalla canicola e la vita annodata da cui era scappato: credeva che la realtà avesse smesso di fargli del male, invece si trova a dover realizzare che il suo rapporto con la realtà si era semplicemente interrotto. Si sente ancora prigioniero di un segreto a cui non riesce a dare un nome, come se fosse vittima di un maleficio - e forse a lanciarglielo è stato Christian, il suo splendido e sfuggente fratello maggiore. Julian si separa sempre di più dal proprio corpo, ma una fantasmagorica serie di incontri lo trascina in avanti quasi suo malgrado. C'è An, la sua migliore amica cinese, che da lui vorrebbe qualcosa di più che amicizia; Leo, il cassiere trentaduenne di un supermercato, disincantato come un saggio orientale e cinico in modo tutto occidentale; Cloro, una celebre youtuber che domina gli altri con disinvoltura, ma è fragile come una bambina; e poi Dante, il quarantenne dissacrante e commovente che lo accompagna nella riscoperta di sé. Julian dovrà ritrovare la sua voce e affrontare la difficoltà di comunicare emozioni complesse in un mondo in cui tutto è sempre più rapido e superficiale.



opinione di Persefone

«Quanto può svuotarsi una persona, e rimanere una persona?»

La prima sensazione che mi ha lasciato il romanzo è stata quello di spaesamento; mi sono ritrovata a girare senza meta come i personaggi, in una città che non ha nulla da offrire se non una realtà disincantata. Julian, così come Cloro o Leo, sono travolti da un’esistenza che corre troppo e che domanda ancora di più. Una realtà in cui non sai qual è il tuo posto o chi dovresti essere per fare meno male possibile. Ho apprezzato come questo aspetto fosse trasmesso dallo stile dell’autrice, attraverso una mescolanza di lingue e gerghi; un riversamento di coscienza.

Julian rappresenta una generazione che si è vista portare via anche i sogni. Il protagonista viviseziona tutto ciò che lo circonda, analizza ogni pezzo di sé per non perderlo, per tenere cucito insieme tutto il tumulto e tutto il vuoto che lo divorano.
Julian è divorato dalla solitudine, dai silenzi che troppo spesso ha dovuto accettare. Da questi silenzi che lo hanno sempre costretto a mettersi da parte, che gli hanno domandato di occupare meno spazio possibile. E lui ha smesso semplicemente di essere.
Julian rifiuta il cibo così come rifiuta se stesso e quello che ha subito. Rigetta ogni versione di sé, si svuota del suo essere perché ormai non è rimasto più nulla, dopo che Christian ha continuato a travolgerlo e consumarlo. Come può un singolo individuo plasmarci così tanto? Chi siamo senza tutti gli strati di bugie che ci raccontiamo? Chi siamo senza le persone che amiamo o crediamo di amare? Julian non lo sa e non sa neanche come poter ritrovare la versione intatta di sé.
Ho amato come il coro dei personaggi esprimesse il senso di voracità e vuoto dell’intero romanzo: tutti continuano ad avere quella ferita originale che sanguina, fa male e continua inesorabilmente ad espandersi.
La scrittura della Caruso si riconferma essere estremamente sincera, quasi da far male, lucida e vivida. Tutto chiuso tranne il cielo è il racconto di chi viene mangiato da se stesso, dalle innumerevoli versioni di sé e dal vuoto che lo circonda.

“Perché  si sente tranquillissimo, come se l’avesse capito solo adesso: non può scappare da lui, non davvero. Christian sarà sempre suo fratello.”



L'autrice 



Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 in provincia di Novara. Ha iniziato a scrivere fanfiction nel 2001 con il nickname di CaskaLangley (da cui la “C”) e non ha mai smesso. Nel 2012 ha pubblicato Comunque vada non importa con Indiana Editore. Collabora con varie riviste e case editrici di fumetti. Vive a Milano con il suo compagno e la sua collezione di manga.

lunedì 28 maggio 2018

LE FERITE ORIGINALI Eleonora C. Caruso Recensione

Brutale e violento. Le ferite originali scava fino a far male al lettore e ai suoi personaggi. La storia travolge, ferisce e dilania. La Caruso  mi ha stupita con un racconto intenso e dei personaggi  così fragili da sembrare reali.


Mondadori


LE FERITE ORIGINALI
Eleonora C. Caruso

Collana:  Scrittori italiani e stranieri
Genere: Drammatico
Pagine: 352
Prezzo: 19,00
Ebook: 9,99



Trama

Siamo a Milano, negli anni di Expo. Dafne ha venticinque anni, studia medicina, è benestante, graziosa e giudiziosa, e ha un tale bisogno di essere amata da non voler capire che la sua relazione sta andando in pezzi. Davide è uno studente di ingegneria fisica al Politecnico, vive in periferia, ha la bellezza timida e inconsapevole di chi da bambino è stato grasso e preso in giro dai compagni di scuola. Dante ha quarant'anni, è un affascinante uomo d'affari, ricco e in apparenza senza scrupoli, capace di tenerezza soltanto con la figlia Diletta. Dafne, Davide e Dante non lo sanno, ma tutti e tre hanno in comune una cosa: stanno con lo stesso ragazzo. Si tratta di Christian: ex modello, bellissimo. Seduttivo, manipolatore, egocentrico, Christian ha in sé i mostri e la magia: è bipolare, e alterna picchi di irrefrenabile euforia a terrificanti abissi depressivi, trascinando nel suo mondo spezzato anche Julian, il fratello adolescente, per cui prova un affetto eccessivo, quasi soffocante. Christian catalizza e amplifica come un prisma i desideri di Dafne, Davide e Dante, e le vite di questi quattro personaggi finiscono per intessersi così fittamente che nemmeno al momento della verità - e alla caduta che ne consegue - riusciranno a slegarsi.


opinione di Persefone

“ Lui cercava la ferita originale nelle persone, la rottura profonda che anche se loro si pietrificassero, si riducessero in polvere, continuerebbe a far male. Parlava direttamente a quella, Christian Negri, per questo nessuno riusciva a resistergli ”

Le parole mi sfuggono e non so quale sia il modo corretto per mettere nero su bianco ciò che questa lettura mi ha suscitato. Sono un’inguaribile lettrice emotiva ed empatica e Le ferite originali mi ha spiazzata.
Ogni pagina trasuda il dolore e il delirio che Christian si porta dentro, l’amarezza e la sconfitta delle persone che lo circondano. Anche in questo suo nuovo lavoro la Caruso si focalizza sulle sfaccettature dell’animo umano, sulle debolezze delle persone di cui siamo circondati ogni giorno, ma soprattutto analizza in modo chirurgico la solitudine e la disillusione di una generazione che si è vista portar via ogni speranza.
Dafne, Davide e Christian sono figli di un tempo che corre troppo veloce, che investe chiunque, che sembra darti il mondo nel palmo della mano mentre prepara il coltello per assassinarti.
L’aspetto più curato e che maggiormente ho apprezzato è il lavoro svolto sui personaggi. Ognuno di essi è complesso e sfaccettato: nei lunghi monologhi interiori a cui assistiamo essi si mettono a nudo, mostrano le loro ferite sanguinanti e l’oscurità che si portano dentro.
Dafne vive per compiacere l’immagine che le persone hanno di lei, sotterrando il suo vero io sotto starti di apparenze, maschere e illusioni. Nel corso degli anni è diventata così brava a nascondere ciò che prova realmente che a stento riconosce se stessa.
Davide è il personaggio più vero del romanzo. Introverso ma estremamente consapevole della realtà e delle proprie capacità. Indossa una bellezza inconsapevole, si nasconde dal tumulto della vita perché ne ha sofferto troppo in passato e quando decide di dar una possibilità al caos che è Christian, viene deluso.
E poi c’è Christian. Christian che vuole tutto e subito ma spesso non vuole nulla, neanche convivere con se  stesso. Il personaggio di Christian è uno tra quelli che negli ultimi anni di letture mi ha colpita maggiormente. La scrittura ricercata e curata dell’autrice permette al lettore di percepirlo in  ogni riga, sentire il suo bruciare costantemente, essere colpiti dai suoi attacchi d’ira. Ho realmente apprezzato che la Caruso esponesse ogni lato della malattia, l’abisso che si cela dietro a disturbi così gravi.
La malattia è espressa nei suoi aspetti più deliranti e violenti. Christian si circonda di squallore e di assurdità, vende il suo corpo e il suo delirio perché è l’unico modo in cui riesce a contenere se stesso. L’unico modo per lui per essere compreso è ferire gli altri, far provare loro tutte quelle emozioni feroci che lo stanno sgretolando.
Ho amato l’abilità dell’autrice di dipingere i mondi interiori dei personaggi. Le crisi di Christian o i momenti di smarrimento di Dafne e Dante. Ciò le ha permesso di far vedere che ognuno di noi nasconde fragilità e dolori incolmabili. Che tutti possediamo quella ferita che per quanto ci sforziamo non potremo curare, ma solo imparare a conviverci.
Le ferite originali è una delle letture più coinvolgenti di quest’ultimo periodo: violento, devastante e brutale.


L'autrice



Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 in provincia di Novara. Ha iniziato a scrivere fanfiction nel 2001 con il nickname di CaskaLangley (da cui la "C") e non ha mai smesso. Nel 2012 ha pubblicato Comunque vada non importa con Indiana Editore. Collabora con varie riviste e case editrici di fumetti. Vive a Milano con il suo compagno e la sua collezione di manga.

venerdì 13 aprile 2018

COL NOSTRO SANGUE HANNO DIPINTO IL CIELO Eleonora C. Caruso Recensione

Eleonora Caruso riesce a raccogliere in sole 45 pagine il disagio e l’immensa sofferenza che si nascondono dietro a vite apparentemente perfette. Mi sono imbattuta in questa storia per caso e ne sono rimasta folgorata. Col nostro sangue hanno dipinto il cielo è capace di catturare il lettore sia per le sue descrizioni dettagliate di Tokyo e le sue usanze, sia per la sua sincerità disarmante. Un viaggio attraverso il degrado, la disillusione e l’incertezza che regnano nella vita del giovane Shun.



Speechless


COL NOSTRO SANGUE HANNO DIPINTO IL CIELO
Eleonora C. Caruso

Racconto Speechless (QUI)
Genere: Drammatico
Pagine: 41
Prezzo: GRATUITO


Trama

Shun ha 25 anni e vive in una Tokyo vanesia e spersonalizzata. Shun è un host, uno degli accompagnatori più richiesti del Parfume, locale frequentato da uomini e donne, giovani e non, in cerca di affetto, comprensione e una parvenza di amore. Shun finge di amare le proprie clienti, e loro pagano per questa illusione. L’incontro con il giovane Toru potrebbe cambiare la sua vita, ma Shun è stanco e la sua storia, per sua stessa ammissione, è una di quelle nelle quali non aveva perso niente né imparato niente. “La maggior parte delle storie finisce così”. La Tokyo di Eleonora Caruso è malinconica e affascinante nella sua crudezza, e rappresenta con disincanto e cinismo l'immaginario pop giovanile.



opinione di Persefone


«Laggiù le persone sono felici»  «E qui non lo sono?» La risposta era servita proprio lì, su quella strada dove alle quattro del mattino ragazzine tristi giocavano con i pupazzi appesi al cellulare e dove lui, un altro ragazzino triste, attraversava la città soltanto per sfuggire temporaneamente alla sua scatola.

Col nostro sangue hanno dipinto il cielo è un urlo di dolore. Diretto, brutale e crudo, colpisce il lettore in pieno petto.
Il ritmo rapido ma costante rappresenta lo scorrere imperturbabile del tempo, diffondendo un senso di soffocamento e rassegnazione per tutto il racconto. La grande e invisibile protagonista è la profonda solitudine in cui viviamo. Prende parola e ci mostra una realtà che non vogliamo vedere, che camuffiamo dietro scritte luminose, vite fasulle e rumore assordante.
Il racconto dipinge con accuratezza, minuziosi dettagli e una scrittura ricercata il vuoto incolmabile che alberga nella società e che le clienti di Shun tentano di alleviare pagando le sue bugie.
Shun è il prodotto di questo mondo frenetico che incanta, illude e poi abbandona. Il ragazzo illude per non essere illuso. Cinico e rassegnato, però spera ancora di poter cambiare vita. Verrà anche lui ammaliato da una città che fagogita e poi sputa brandelli di vite e speranze.
Infatti l’altra assoluta protagonista è Tokyo, con le sue insegne sfavillanti, promesse vuote e amori comprati. La città si trasforma così nella metafora dell’esistenza umana rappresentata con maestria dall’autrice.

“Tokyo è un meccanismo che si autoalimenta. Crea desideri enormi che non vengono appagati, e questo genera disperazione. Ed è proprio la disperazione che spinge la gente a desiderare”

Ogni personaggio fugge da se stesso, dalla verità lacerante che lo circonda. Toru si nasconde da un’esistenza già scelta per lui fin dalla nascita, Shun da tutto lo sporco che ha visto e a cui ha contribuito. Tra questi c’è chi si rifugia in un’identità fittizia, chi nell’alcol e chi invece decide di rinunciare.
Col nostro sangue hanno dipinto il cielo ci mostra l’altra faccia della medaglia, l’incepparsi di un meccanismo in apparenza bel oliato. Tratteggia l’assenza e la mancanza che colpiscono anche se ci troviamo in mezzo alla folla. Disegna un mondo in cui tutto può essere creato, confezionato e venduto, perfino l’amore e l’affetto.
Eleonora Caruso ha creato un racconto inesorabile, spietato e profondamente intriso di sofferenza, che ha saputo stupirmi e colpirmi dolorosamente.

“Con le nostre ossa costruiscono i palazzi, con nostro sangue hanno dipinto il cielo”



L'autrice




Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 in provincia di Novara. Ha iniziato a scrivere fanfiction nel 2001 con il nickname di CaskaLangley (da cui la "C") e non ha mai smesso. Nel 2012 ha pubblicato Comunque vada non importa con Indiana Editore. Collabora con varie riviste e case editrici di fumetti. Vive a Milano con il suo compagno e la sua collezione di manga. Il suo ultimo romanzo è Le ferite originali edito da Mondadori e di recente uscita.