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lunedì 28 maggio 2018

LE FERITE ORIGINALI Eleonora C. Caruso Recensione

Brutale e violento. Le ferite originali scava fino a far male al lettore e ai suoi personaggi. La storia travolge, ferisce e dilania. La Caruso  mi ha stupita con un racconto intenso e dei personaggi  così fragili da sembrare reali.


Mondadori


LE FERITE ORIGINALI
Eleonora C. Caruso

Collana:  Scrittori italiani e stranieri
Genere: Drammatico
Pagine: 352
Prezzo: 19,00
Ebook: 9,99



Trama

Siamo a Milano, negli anni di Expo. Dafne ha venticinque anni, studia medicina, è benestante, graziosa e giudiziosa, e ha un tale bisogno di essere amata da non voler capire che la sua relazione sta andando in pezzi. Davide è uno studente di ingegneria fisica al Politecnico, vive in periferia, ha la bellezza timida e inconsapevole di chi da bambino è stato grasso e preso in giro dai compagni di scuola. Dante ha quarant'anni, è un affascinante uomo d'affari, ricco e in apparenza senza scrupoli, capace di tenerezza soltanto con la figlia Diletta. Dafne, Davide e Dante non lo sanno, ma tutti e tre hanno in comune una cosa: stanno con lo stesso ragazzo. Si tratta di Christian: ex modello, bellissimo. Seduttivo, manipolatore, egocentrico, Christian ha in sé i mostri e la magia: è bipolare, e alterna picchi di irrefrenabile euforia a terrificanti abissi depressivi, trascinando nel suo mondo spezzato anche Julian, il fratello adolescente, per cui prova un affetto eccessivo, quasi soffocante. Christian catalizza e amplifica come un prisma i desideri di Dafne, Davide e Dante, e le vite di questi quattro personaggi finiscono per intessersi così fittamente che nemmeno al momento della verità - e alla caduta che ne consegue - riusciranno a slegarsi.


opinione di Persefone

“ Lui cercava la ferita originale nelle persone, la rottura profonda che anche se loro si pietrificassero, si riducessero in polvere, continuerebbe a far male. Parlava direttamente a quella, Christian Negri, per questo nessuno riusciva a resistergli ”

Le parole mi sfuggono e non so quale sia il modo corretto per mettere nero su bianco ciò che questa lettura mi ha suscitato. Sono un’inguaribile lettrice emotiva ed empatica e Le ferite originali mi ha spiazzata.
Ogni pagina trasuda il dolore e il delirio che Christian si porta dentro, l’amarezza e la sconfitta delle persone che lo circondano. Anche in questo suo nuovo lavoro la Caruso si focalizza sulle sfaccettature dell’animo umano, sulle debolezze delle persone di cui siamo circondati ogni giorno, ma soprattutto analizza in modo chirurgico la solitudine e la disillusione di una generazione che si è vista portar via ogni speranza.
Dafne, Davide e Christian sono figli di un tempo che corre troppo veloce, che investe chiunque, che sembra darti il mondo nel palmo della mano mentre prepara il coltello per assassinarti.
L’aspetto più curato e che maggiormente ho apprezzato è il lavoro svolto sui personaggi. Ognuno di essi è complesso e sfaccettato: nei lunghi monologhi interiori a cui assistiamo essi si mettono a nudo, mostrano le loro ferite sanguinanti e l’oscurità che si portano dentro.
Dafne vive per compiacere l’immagine che le persone hanno di lei, sotterrando il suo vero io sotto starti di apparenze, maschere e illusioni. Nel corso degli anni è diventata così brava a nascondere ciò che prova realmente che a stento riconosce se stessa.
Davide è il personaggio più vero del romanzo. Introverso ma estremamente consapevole della realtà e delle proprie capacità. Indossa una bellezza inconsapevole, si nasconde dal tumulto della vita perché ne ha sofferto troppo in passato e quando decide di dar una possibilità al caos che è Christian, viene deluso.
E poi c’è Christian. Christian che vuole tutto e subito ma spesso non vuole nulla, neanche convivere con se  stesso. Il personaggio di Christian è uno tra quelli che negli ultimi anni di letture mi ha colpita maggiormente. La scrittura ricercata e curata dell’autrice permette al lettore di percepirlo in  ogni riga, sentire il suo bruciare costantemente, essere colpiti dai suoi attacchi d’ira. Ho realmente apprezzato che la Caruso esponesse ogni lato della malattia, l’abisso che si cela dietro a disturbi così gravi.
La malattia è espressa nei suoi aspetti più deliranti e violenti. Christian si circonda di squallore e di assurdità, vende il suo corpo e il suo delirio perché è l’unico modo in cui riesce a contenere se stesso. L’unico modo per lui per essere compreso è ferire gli altri, far provare loro tutte quelle emozioni feroci che lo stanno sgretolando.
Ho amato l’abilità dell’autrice di dipingere i mondi interiori dei personaggi. Le crisi di Christian o i momenti di smarrimento di Dafne e Dante. Ciò le ha permesso di far vedere che ognuno di noi nasconde fragilità e dolori incolmabili. Che tutti possediamo quella ferita che per quanto ci sforziamo non potremo curare, ma solo imparare a conviverci.
Le ferite originali è una delle letture più coinvolgenti di quest’ultimo periodo: violento, devastante e brutale.


L'autrice



Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 in provincia di Novara. Ha iniziato a scrivere fanfiction nel 2001 con il nickname di CaskaLangley (da cui la "C") e non ha mai smesso. Nel 2012 ha pubblicato Comunque vada non importa con Indiana Editore. Collabora con varie riviste e case editrici di fumetti. Vive a Milano con il suo compagno e la sua collezione di manga.

mercoledì 2 maggio 2018

DELIRIUM. La trilogia. Lauren Oliver Recensione

Delirium racconta di quanto possa essere devastante la libertà e il poter scegliere ma allo stesso tempo dimostra come il controllo più assoluto ci uccida un po’ ogni giorno. La libertà comporta rischi, delusioni e fallimenti. La libertà però permette di scegliere di rialzarsi, combattere ancora per ciò in cui si crede, cadere e provarci ancora. Lena lo sperimenta sulla propria pelle, perdendo anche se stessa.



 Persefone ci parla delle sensazioni lasciate da questa lettura.


Piemme 


DELIRIUM 
La trilogia
Lauren Oliver

Traduzione di Francesca Flores
Genere: Distopico Young Adult
Pagine: 864
Prezzo: 20,00
Ebook: 8,99


Trama

In un unico volume la trilogia completa che contiene i titoli Delirium, Chaos e Requiem che hanno appassionato milioni di lettrici in tutto il mondo. Nel futuro in cui vive Lena, l'amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un'operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l'ora di essere "curata", smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all'operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l'impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere. In una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena sta per scoprire l'importanza di scegliere chi si vuole diventare e cosa si vuole fare della propria vita.




Opinione di Persefone 


“Volevamo la libertà di amare. Volevamo la libertà di scegliere. Adesso dobbiamo combattere per ottenerla”


Dopo aver letto pareri entusiasti riguardo la saga e l’uscita della trilogia in un unico volume, ho deciso di dare una possibilità a Delirium.
L’idea centrale sulla quale si basa l’intero romanzo è intrigante e possiede un ottimo potenziale. Infatti la scrittrice ci immerge in un futuro nel quale è proibito amarsi e anzi si viene preventivamente curati e privati di qualsiasi emozione. 
Il mondo come lo conosciamo è crollato a causa appunto del delirium amoris e i governi sono stati costretti ad erigere muri e costruire città stato, dove le autorità controllano ogni aspetto della vita del cittadino: dal lavoro alla scelta del partner.
Ciò che ho apprezzato del romanzo è che l’autrice descrivesse una realtà priva di ogni forma d’amore, quindi non solo quella romantica tra compagni, ma anche quella tra madre e figli, tra amici. Il governo vieta ogni emozione che possa creare disordine e caos. Amore, gioia, spensieratezza, ira, rancore, odio tutto deve essere represso e annientato dalla cura.
Le persone vivono un’esistenza piatta, controllata e priva di possibilità di scelta. I libri vengono selezionati, la musica scelta accuratamente dalle autorità, gli accoppiamenti effettuati in base ad esami e statistiche. La protagonista Lena inizialmente crede fermamente nel sistema, si identifica in una società che sceglie per lei, in una realtà sicura e priva, apparentemente, di ostacoli. Infatti la madre di Lena è stata infettata dal delirium e la ragazza vive nella paura di condurre un’esistenza come quella della madre, che la porterebbe alla morte. 
Come sostenevo prima, l’intero concept è estremamente intrigante ma perde di attrattiva dopo il primo volume. Inizialmente il mondo distopico viene approfondito e studiato nelle sue dinamiche, ma nei volumi successivi i meccanismi rimangono vaghi, poco approfonditi e sappiamo poco o nulla. 
Tuttavia l’aspetto a mio avviso peggiore è la caratterizzazione dei personaggi. Esaminati superficialmente, vaghi e stereotipati. Le motivazioni che spingono le loro azioni sono banali e futili. Non comprendiamo l’essere profondo, il trauma che vivere in una realtà simile comporta o il sentimento di vendetta verso chi ti ha tolto tutto, persino la tua famiglia. 
Lena da ragazza ligia alla legge e ferma nelle sue convinzioni, decide all’improvviso che vale la pena rinunciare a tutto per uno sconosciuto. Si trasforma nella più stereotipata delle eroine che mette in gioco la propria vita per amore. Ho trovato questo passaggio troppo azzardato e  privo di reali emozioni.
 Lena ha paura della propria ombra, crede con tutta se stessa nel sistema che la libererà dal dolore per la perdita della madre, il suo credo è il Sistema. Il suo cambiamento è troppo repentino per risultare credibile e mosso da sentimenti. 
“Questo è il senso di sfuggire alla cura: siamo liberi di scegliere. Siamo addirittura liberi di scegliere la cosa sbagliata”
La ciliegina sulla torta è il cliché del triangolo amoroso. Ho faticato a concludere l’intero volume, ma ero curiosa di sapere come l’autrice avrebbe rimediato a questa accozzaglia di stereotipi e idee originali. Prima Alex poi Julian, poi forse Alex, magari entrambi. Non volevo credere a ciò che stavo leggendo. Alex è un personaggio che avrei voluto veder crescere e conoscere, ma rimane congelato nel ruolo di giovane amante. Soprattutto dopo il suo ritorno( non posso aggiungere altro) l’autrice non esplorare il suo lato più oscuro, i sentimenti violenti e negativi che prova dopo essere stato abbandonato e fatto a pezzi dal Sistema.
Ripeto il primo volume è stato capace di emozionarmi, intrigarmi ed invogliarmi a continuare. Tuttavia il seguito è stato una delusione. 
Uno dei pochi punti di forza è l’opposizione tra i due mondi: quello curato e quello degli Invalidi, i non curati. Le descrizioni ricreano vividamente nella mente del lettore la linearità di un mondo controllato opposto allo squallore di un mondo lasciato a se stesso e privo di risorse. Ho apprezzato che la Oliver mostrasse che nonostante le differenze abissali, la brutalità fosse un elemento comune. Che sia una realtà con regole stabilite, orari e percorsi ben delineati per tutti o che sia una società priva di ogni vincolo o barriera, la violenza resta invariata.
Per quanto riguarda lo stile, la scrittura è scorrevole ma poco curata. Infatti si alternano fasi di descrizioni superficiali e strutture banali, a ricreazioni vivide e colorate di paesaggi ed emozioni. 
Non credo che la trilogia di Delirium sia una lettura che consiglierei, soprattutto agli amanti del genere. 




L'autrice




Lauren Oliver è un'acclamata autrice che in America ha raggiunto i vertici delle classifiche. Sempre per Piemme Freeway è uscito "E finalmente ti dirò addio"; per Il Battello a Vapore "Il viaggio di Lili e Po" e "Splinders".