lunedì 26 febbraio 2018

NOWHERE GIRLS Amy Reed Recensione

Molto spesso la chiave per la sopravvivenza è la mutazione, il cambiamento, e molto spesso quel cambiamento è frutto di un incidente. 

Amy Reed affronta un argomento molto delicato e scottante che appartiene purtroppo alla nostra quotidianità, che sfregia la serenità di moltissime adolescenti (e donne) nel mondo, ogni giorno. In questo romanzo viene data voce a chi è stata resa muta dalla paura e dalla bestialità del branco o del singolo individuo, convinto di poter "usufruire" del corpo altrui come e quando più gli aggrada. 
Amy Reed invita tutte le donne a unirsi al coro, a dire NO, a denunciare anche quando la comunità di cui fai parte mette la testa sotto la sabbia. Restiamo le uniche padrone del nostro corpo e della nostra dignità.




Piemme 


A volte sopravvivere è peggio che morire.


NOWHERE GIRLS
Amy Reed

Traduzione di Elena Papaleo
Editore: Piemme
Collana: Young Adult
Genere: Narrativa
Pagine:  366
Prezzo: 17,00
Ebook:  6,99



Trama 

Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls.



opinione di foschia75

Un romanzo che merita di essere letto negli istituti superiori.


Nowhere girls è un romanzo che consiglio a tutti, perché ci restituisce uno dei peggiori mali del nostro vivere quotidiano. Basta accendere la televisione per renderci conto della portata planetaria del problema. Amy Reed scrive una storia davvero emozionante, nel bene e nel male, presentandoci figure femminili fragili e insicure, che ancora non hanno piena coscienza del proprio corpo e consapevolezza di appartenere solo a se stesse. 
Una piccola comunità "bigotta" per convenienza, ipocrita nella realtà dei fatti, un istituto superiore frequentato da ragazzi di diverse etnie e situazioni familiari. La diversità caratteriale e sociale non impedirà alle protagoniste di questa storia di sentirsi chiamate in causa da eventi traumatici occorsi l'anno precedente ai danni di una studentessa, poi costretta a cambiare città.
La storia di Lucy, insabbiata e negata dalla comunità, colpirà l'animo e le coscienze di Erin, Rosina e Grace, tre ragazze che si sono appena conosciute, ma che hanno già capito di essere emotivamente implicate nella squallida storia della ragazza che non conoscono ma che potrebbe essere una di loro. 
Scavando nella storia di Lucy, inevitabilmente Erin, Grace e Rosina dovranno affrontare i loro mostri interiori, fare delle loro debolezze un punto di forza per affrontare il sessismo dilagante nella scuola. Erin così fragile e chiusa in se stessa, ha un segreto che pesa come un macigno e la accompagna ogni giorno diventando quasi ossessione. Rosina, figlia di immigrati messicani, sogna di diventare una rockstar ma nella vita di tutti i giorni si divide tra scuola, lavoro e famiglia numerosa, odia i soprusi e difende il suo orientamento sessuale. Infine Grace, appena trasferitasi a Prescott nella casa dove viveva Lucy fino all'anno prima, e dove le pareti sembrano stillare dolore e disperazione. Sarà proprio quella sensazione a dare inizio alla sua battaglia personale, nella quale trascinerà le sue amiche e poi  tutte le altre ragazze della scuola. 
Ad alimentare i sospetti su alcuni ragazzi dell'ultimo anno, un blog sessista e gli atteggiamenti apertamente "famelici"  verso qualsiasi ragazza sia anche solo ingenuamente interessata ai loro complimenti. Erin, Rosina e Grace cominciano a collegare alcuni tasselli, e decidono di dare una scossa alla situazione fondando un gruppo anonimo: le Nowhere girls. Non immaginano minimamente che un gesto del genere possa dar vita a un movimento prima timido, poi via via sempre più "rumoroso", facendo emergere tutto il marcio che permea i corridoi della scuola. 
Una goccia da sola non fa tanto rumore, ma tante gocce insieme generano un bel temporale, che si abbatterà sulla cieca comunità, con un'onda d'urto inaspettata ma potente. 
Il silenzio dettato dalla paura di essere etichettate, verrà sostituito da un grido unanime di denuncia. La solidarietà femminile si farà gradualmente spazio tra gli ingiustificati sensi di colpa che una comunità intera ha gettato sulle vittime, tra silenzi e ricatti. 
Amy Reed attraverso le sue potenti righe scuote le coscienze, invitandoci a prendere parte a una battaglia che, se anche non ci ha colpito in prima persona, ci colpisce come donne, come vittime di animalesca predazione. Libere di pensare e denunciare, perché consapevoli che nessuno può o ha il diritto di appropriarsi del nostro corpo e della nostra dignità, siamo goccia che giorno dopo giorno cambierà il sistema, come l'acqua scolpisce la roccia più dura. 
Attraverso la lotta coraggiosa di Erin, Grace e Rosina, tutta la comunità sarà chiamata a prendere atto che girare la testa dall'altra parte è un reato verso la persona, che la nostra coscienza è il nostro primo giudice, che non si può far finta di niente solo perchè non è capitato a noi. 
Sono le piccole gocce a fare l'oceano. 
Una lettura toccante e attuale, una riflessione su come ci si possa difendere da una visione totalmente sbagliata della donna, che purtroppo sta diventando sempre più "comune" soprattutto tra i più giovani.
Questo romanzo prende spunto da una storia accaduta realmente in una piccola comunità che per fortuna ha isolato gli stupratori seriali costringendoli a lasciare la città (troverete la descrizione nei ringraziamenti dell'autrice).



Vi lascio un passaggio del romanzo, un post tratto dal blog "I veri uomini di Prescott", non vi fa rabbia anche se è fiction?  (Un plauso all'autrice per aver fatto crescere la rabbia e lo sconcerto in modo davvero realistico)

Le fighe sono allenate a fartela sudare, e più se la tirano più sale l'acquolina in bocca (e qualcos'altro!). Comunque, si sa, tutte le ragazze vogliono un uomo forte, non un cagasotto beta frignone e sentimentale. Vogliono essere catturate, è la loro natura... ecco perché qualche volta oppongono resistenza nella speranza che il maschio diventi un po' brutale. Per farla breve, la verità è che a volte il "no" va preso per un "si". Le femministe radicali non lo ammetteranno mai, certo, ma scommetterei un centone che a quasi tutte quelle pollastre piace farlo violento. 
Le donne vogliono uno che prenda il comando. Un padrone. Ricorda, però: solo quando raggiungerai il pieno autocontrollo sarai in grado di controllare anche lei. 




L'autrice 




Amy Reed, al suo esordio in Italia, è autrice di numerosi libri per adolescenti. È una femminista e una mamma, le piace correre, fare liste e passeggiare per le montagne del Nord Carolina dove vive. Il suo sito è www.amyreedfiction.com



1 commento:

Vero Ale ha detto...

Oh. Mio. Dio. Questo libro.
In fondo non permettessimo dal punto di vista letterario, almeno secondo me, ma - Dio! - che messaggio.
Un libro di violenza e di speranza, di annientamento, ma anche di affermazione di sé e rinascita.
Bello, direi un must nella biblioteca di ogni lettore, a maggior ragione se lettrice.
Trovi la mia estatica recensione quiii ahah.
Un abbraccio, bellissima recensione!
Rainy