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lunedì 6 febbraio 2017

LA CASA DELLE FOGLIE ROSSE Paullina Simons Recensione

Una giovane ragazza viene trovata morta sotto un cumulo di neve, il suo corpo congelato, gli occhi chiusi, le mani gentilmente adagiate lungo il busto. Il suo nome è Kristina, ha ventun’anni ed è una studentessa di un prestigioso college del Vermont o meglio, lo era. Sì, perché in una gelida notte di dicembre il suo cuore ha smesso di battere, lasciandola lì, sola, smarrita, terrorizzata. Cosa c’è di più strano nella morte di una giovane donna? La morte stessa o il fatto che nessuno, per nove lunghi giorni, si sia domandato: “ma dove è finita?”.
Kristina era amata e stimata, aveva un gruppo di amici, un fidanzato, un cane, la squadra di basket, eppure nessuno di loro ha notato la sua assenza. Sappiamo bene però che spesso l’apparenza inganna e che i segreti possono spingere le persone a compiere gesti tremendi…


HARPER COLLINS ITALIA
LA CASA DELLE FOGLIE ROSSE
Paullina Simons

Traduzione a cura di Roberta Zuppet
Casa editrice: Harper Collins Italia
Genere: Narrativa
Pagine: 380 
Prezzo: 14.90€
Ebook: 6.99€

Trama

Conni, Albert e Jim sono inseparabili fin dal primo anno di università: vivono, studiano e giocano a basket insieme, legati da un'amicizia totalizzante che ruota intorno all'anima del loro gruppo, la bellissima Kristina Kim, ma che negli ultimi tempi inizia a dare segni di cedimento. Quando il corpo di Kristina viene trovato nudo e semisepolto dalla neve nei boschi che circondano il college, tocca a Spencer O'Malley far luce sulle circostanze poco chiare di una morte che lo turba profondamente, forse per via dell'istintiva affinità che ha provato nei confronti della vittima nel momento stesso in cui l'ha conosciuta, pochi giorni prima. Com'è possibile che nessuno di quegli amici così stretti abbia denunciato la sua scomparsa? O'Malley è sicuro che la chiave di tutto sia lì, nei rapporti intricati e per certi versi inquietanti tra i quattro ragazzi, e le sue domande insistenti portano alla luce una rete di segreti, gelosie, reticenze e mezze verità che vanno ricomposti pezzo per pezzo, come un puzzle misterioso e complesso in cui ogni rivelazione è più scioccante della precedente. 

Un romanzo claustrofobico e inquietante, in cui le menzogne vengono smascherate a poco a poco rivelando la fragilità della natura umana.


Opinione di Sybil


Paullina Simons questa volta cambia genere e soprattutto la prospettiva con la quale affronta e gestisce le relazioni e i sentimenti dei suoi personaggi. Nei suoi scritti troviamo dramma, passione, amori impossibili e travagliati, il tutto sempre contornato da scenari indimenticabili e struggenti, ma in questo suo ultimo romanzo il cuore viene coinvolto senza però concedergli la possibilità di salire sul podio, anzi viene fatto sedere tra gli spettatoti increduli e silenziosi. La casa delle foglie rosse racconta la storia delle breve vita di Kristina Kim, vista principalmente dagli occhi del detective che si trova ad indagare sulla sua morte. Infatti, in una gelida mattinata invernale, il corpo della ragazza viene ritrovato sotto un cumulo di neve. È nuda e apparentemente sembra non avere addosso segni di violenza, ma il detective Spencer O’Malley, incaricato di svolgere le indagini, non crede alla possibilità che sia stato un semplice incidente. È convinto che Kristina sia stata assassinata. Per quanto possa sembrare improbabile in una cittadina tranquilla come quella, l’ipotesi dell’omicidio prende piede e il detective e suoi colleghi iniziano ad indagare, arrivando subito alla ristretta cerchia di amici della ragazza.  Kristina era bella, intelligente, una sportiva eccellente, una giovane donna appassionata e razionale, amante della filosofia e della vita. Non aveva tendenze suicide, ne motivi per farsi odiare, almeno in apparenza. Sì,perché Kristina in realtà era piena di segreti. Nessuno conosceva i suoi genitori, il suo passato, la natura di quel cognome dal timbro orientale. Lo stesso detective inizia subito a scavare tra le macerie di una vita velocemente consumata, portando alla luce verità sconcertanti. La sua attenzione viene subito attirata dai tre amici di Kristina: Jim, Albert e Conni. Ognuno di loro ha qualcosa da nascondere, lo sente, lo legge nei loro occhi, ma non riesce a capire cosa e soprattutto non comprende la natura del loro legame quasi morboso, malato. Si odiano, si amano, si coprono a vicenda, dimenticandosi che il corpo nudo rinvenuto sotto la neve era quello di una ragazza alla quale volevano bene. Com’è possibile? Il detective si sente troppo coinvolto, totalmente assorbito da un enigma chiamato Kristina, proprietaria di un paio d’occhi che pochi giorni prima avevano rapito la sua anima.
In un turbine di mistero e dolore il giovane detective cercherà di dare un volto all’assassino, scavando nel marcio delle esistenze degli amici di Kristina e portando alla luce riflessi di verità talmente opprimenti da togliere il respiro. I suoi ragionamenti ci porteranno a dubitare di tutti e di nessuno, ma non del buon intuito di O’Malley che, seppur coinvolto fino al collo, proverà con tutte le sue forze ad inseguire la luce, vincendo anche le forze oscure che albergano nella sua anima.

Come sempre nei romanzi di Paullina Simons, i personaggi sembrano prendere vita tra le pagine, animati da una linfa vitale proveniente dalla penna dell’autrice…I lunghi capelli di Kristina, la sua vulnerabilità nascosta sotto una coltre di cemento armato, Albert con la sua coda di cavallo e lo sguardo imperturbabile, Jim lento e traballante, Conni perfettamente imperfetta dietro la maschera dell’insicurezza e Spencer, il detective in cerca di giustizia per una vita spezzata e per la sua. Tutti, indistintamente contribuiscono a creare un’atmosfera cupa e trascinante, un mix claustrofobico di tormento e fame di conoscenza, che spinge il lettore a divorare convulsamente le pagine.
Anche questa volta Paullina Simons ha fatto centro, cambiando genere ma non stile, parlandoci sempre al cuore con gli stessi strumenti e con il medesimo soggetto: un amore mal vissuto.  Durante la narrazione cerca di lasciare spazio al lettore, così da farlo riflettere sulle molteplici evoluzioni della storia. Si ha la costante consapevolezza dell’inganno, senza riuscire però ad identificarlo. Tutti ci sembrano colpevoli ma non abbastanza e così ci ritroviamo ad abbassare il dito puntandolo altrove. In questo l’autrice è stata eccezionale, non ha dato nulla per scontato, rendendo la lettura un’affannosa corsa verso il finale. 

Sono tanti i luoghi in cui l’amore ci porta, in un vicolo cieco, sulla riva di un lago bellissimo, in una prigione incantata o in una con le sbarre e le colonne di cemento. E l’odio? Il rancore, l'indifferenza o più semplicemente l’egoismo? 
Per capire cosa è successo a Kristina bisogna prima scoprire chi era…




L'autrice 

PAULLINA SIMONS è nata a Leningrado nel 1963 ed è emigrata negli Stati Uniti da bambina; ha vissuto in Italia, Inghilterra, Kansas e Texas, prima di stabilirsi a New York con il marito e i figli. Autrice di fama internazionale, ha conquistato il cuore dei lettori di tutto il mondo con romanzi indimenticabili quali Il cavaliere d'inverno, Tatiana & Alexander e Il giardino d’estate.


Sognando tra le Righe ha recensito anche:

Il cavaliere d’inverno (recensione QUI)
Tatiana e Alexander (recensione QUI)
Il giardino d’estate (recensione QUI)
Una valigia piena di sogni (recensione QUI)






martedì 7 giugno 2016

UNA VALIGIA PIENA DI SOGNI Paullina Simons Recensione

Torna Paullina Simons con un nuovo, travolgente romanzo che ci accompagnerà in terre lontane, in balìa di sentimenti unici e contrastanti, dove amore, rancore e delusione si rincorreranno al ritmo di una musica graffiante ed indimenticabile. 
Per tutte quelle lettrici che hanno amato e adorato fuori da ogni logica e controllo Alexander Belov, è arrivato il momento di rimettersi in cammino. 
Chissà, questa volta il treno della vita dove ci porterà…….



HARPERCOLLINS
UNA VALIGIA PIENA DI SOGNI 
Paullina Simons

Traduzione a cura di Roberta Zuppet
Casa editrice: HarperCollins
Genere: Narrativa 
Pagine: 528
Prezzo: 14.90€
Ebook: 6.99€



Trama


Chloe e Mason, Hannah e Blake. Due coppie, due fratelli, due migliori amiche. Il viaggio dopo il diploma è l'occasione a lungo sognata per vivere una nuova avventura insieme prima che le loro vite prendano strade diverse. La meta è Barcellona, ma prima devono fare tappa in alcune città dell'Europa dell'Est per onorare una promessa di famiglia. E qui, tra i tesori di una terra che muove i primi timidi passi dopo il crollo dei regimi comunisti, Chloe incontra Johnny Rainbow, un misterioso ragazzo americano che gira il mondo con la chitarra sulle spalle, un sorriso sulle labbra e un oceano di segreti negli occhi.
Con lui i quattro amici attraversano in treno il vecchio mondo, da Carnikava a Treblinka, da Cracovia a Trieste, in un viaggio indimenticabile che li porta nel cuore dell'Europa e nell'oscuro passato di Johnny... Un viaggio che rischia di far saltare i progetti di Chloe per il futuro, che la costringe a mettere in discussione tutto ciò che era convinta di volere, che spoglia di ogni falsità il suo legame con gli amici di una vita finché non le rimane che un'unica certezza: comunque vada a finire, dopo questo viaggio le loro vite non saranno più le stesse.

Una storia incantevole e struggente, e un finale indimenticabile che rimarrà a lungo nel cuore dei lettori.



Opinione di Sybil



Il pi greco non termina, non si ripete, non finisce mai. Voglio credere che 3:14 sia umano, che 3:15 sia divino e che viviamo nello spazio irrazionale tra i due, lo spazio con cinquemila miliardi e rotti di numeri, lo spazio senza schemi. Arranchiamo, in modo insensato e trascendentale, verso l’infinito.
Ma il pi greco non è la chiave dell’infinito.
È la chiave dell’eternità.



Cosa dire? Tutto e niente. È questo l’effetto che mi fa Paullina Simons. Mi lascia senza fiato, affamata di pagine, terrorizzata dalla parola fine e costantemente dipendente dalle emozioni che semina dentro il mio cuore. Dopo Il Cavaliere d’inverno, Tatiana & Alexander e Il giardino d’estate, torna con una nuova storia che ha tutta l’aria di essere differente da ciò che fino ad oggi l’ha caratterizzata come autrice ma che poi si mostrerà in perfetta sintonia con il suo stile e il suo modo di regalare al mondo una storia d’amore indimenticabile e profonda, la storia di una vita, di un’esistenza traballante che trova il suo scopo.
La Simons non scrive semplicemente romanzi d’amore, sarebbe davvero riduttivo vederla sotto quest’ottica. I suoi libri sono intrisi di storia, di passato e presente che si rincorrono, di amore, famiglia, sentimenti veri ed intramontabili che spezzano il cuore,  che lo distruggono e che fanno a brandelli la carne e l’anima. Riesce ad entrarti dentro per sempre e, in un modo o nell’altro, tu lettore cerchi di comprendere come questa perfezione sia riuscita a marchiarti a fuoco per l’eternità. Non sto esagerando e sono sicura che chi ha letto la storia di Alexander e Tatiana capirà cosa intendo.
In questo nuovo romanzo la Simons ci presenta quattro giovani amici, per la precisione due fratelli e due amiche che si conoscono sin da bambini. Vivono in un piccolo paesino degli Stati Uniti e frequentano l’ultimo anno delle superiori. Blake e Mason, i due fratelli, sono fidanzati con le due amiche, Chloe e Hanna, entrambe molto diverse sia fisicamente che emotivamente. Si adorano e non riescono ad immaginare un futuro senza le loro vite intrecciate, ma allo stesso tempo sono consapevoli che quella sarà, almeno per un po’, l’ultima estate che passeranno insieme. Decidono così, senza non poche peripezie, di intraprendere un viaggio in Europa, diretti verso la viziosa Barcellona. Per poter coronare il loro sogno però dovranno prima esaudire uno dei desideri della nonna di Chloe e per farlo, saranno costretti ad attraversare l’Europa dell’est, visitando alcune delle città che hanno segnato la vita della donna. Inizialmente i giovani non sono affatto contenti di questa deviazione, ma si trovano costretti ad accettare dato che è l’unico modo che hanno per poter compiere questo viaggio. Decidono così di partire, armandosi di zaini, cartine ferroviarie e pochi dollari, pieni di vita, di sogni e di speranze, esplosivi, frizzanti, innamorati. Quello che però sembra essere nato come un viaggio di divertimento e di addio all’età spensierata, si trasformerà nel viaggio della loro vita, il liquido di contrasto che porterà a galla la loro vera natura, il reagente che permetterà loro di sviluppare il negativo dell’esistenza. Cosa rimarrà di Chloe, Hanna, Mason e Blake? Partiranno quattro ragazzi ingenui e torneranno due uomini e due donne, distrutti, devastati, nuovi, temprati.
E chi incontreranno lungo il cammino? Un angelo, un demone, un fantasma? Il suo nome è Johnny Rainbow e il suo destino è scritto a ferro e fuoco nel cuore di ognuno di loro…
Non ci sono parole per dar voce alla moltitudine di emozioni che albergano nel mio cuore da sabato sera, giorno in cui ho letto l’ultima pagina di questo romanzo. Ancora non riesco a smettere di pensarci. È semplicemente meraviglioso. La prima cosa che mi è saltata in mente è stata la maestria con la quale la Simons è riuscita a mandarmi fuori strada per poi riacciuffarmi senza pietà. Vi giuro che inizialmente ero preoccupata. Le prime cento, duecento pagine erano piuttosto lente, ripetitive, i personaggi apparivano troppo marcati e un attimo dopo sfumati, tratti indistinti di un quadro incompleto. Non riuscivo a capire dove volesse portarmi: in viaggio? Nelle loro menti? Nei loro cuori? Non ero capace nemmeno di decifrare i protagonisti. Poi ho capito che tutto faceva parte di un quadro ben più grande e da lì non c’è stata più via di scampo. In fondo, forse, non ce l’ho proprio mai avuta. 
La storia mi ha stretta in una morsa, mi ha strappata dalla quotidianità e mi ha fiondata su di un paio di rotaie attraverso l’Europa, su degli ostelli chiassosi e puzzolenti, tra la devastazione dei campi di deportazione e la bellezza dell’Italia. Ancora non riesco a capacitarmi di come sia possibile venire incartati e spediti dritti sulle stelle da un romanzo. Ma la risposta, in fondo è intorno a noi e chi meglio di un’autrice come Paullina Simons è in grado di fornircela?
Le pagine scorrono, ricche di dettagli, suoni, colori, sentimenti avvolgenti e devastanti fino ad arrivare al finale che vi lascerà senza fiato, ammutolite dallo spettacolo dell’intreccio e del ricordo. Un epilogo davvero commovente e inaspettato, che vi arriverà addosso come una botta in testa, destandovi dal torpore con la potenza delle parole. Avete presente quel gioco che unendo i punti numerati vi restituisce un disegno da interpretare? Ecco, dalla metà del romanzo in poi sarà questo il filo da seguire, una caccia al tesoro che renderà possibile l’impossibile.
Dopo tutte queste parole vi chiederete perché ve lo consiglio… Perché è commovente, emozionante, intenso e devastante e perché, come sempre, vi porterà a scovare l’anima in luoghi inimmaginabili.
Grazie Paullina per aver di nuovo riempito la nostra valigia di sogni.
   




L'autrice 



Nata a Leningrado nel 1963, è emigrata negli Stati Uniti da bambina; ha vissuto in Italia, Inghilterra, Kansas e Texas, prima di stabilirsi a New York con il marito e i figli. Autrice di fama internazionale, ha conquistato il cuore dei lettori di tutto il mondo con romanzi indimenticabili quali Il cavaliere d'inverno, Tatiana & Alexander e Il giardino d’estate.



Sognando tra le Righe ha recensito anche:

Il cavaliere d’inverno (recensione QUI)
Tatiana & Alexander (recensione QUI)
Il giardino d’estate (recensione QUI)



giovedì 27 agosto 2015

IL GIARDINO D'ESTATE Paullina Simons Recensione

Se la guerra, l’assedio di Leningrado, il freddo, la fame, gli addii, i campi di prigionia, le fughe, le ferite e le percosse non sono state abbastanza, arriva per voi Il giardino d’estate, capitolo conclusivo della serie che vede come protagonisti l’instancabile e impavido Alexander Belov/Barrington e Tatiana, la sua coraggiosa infermiera. Superati tutti i pericoli, i nostri due giovani amanti si troveranno di fronte ad un nuovo inizio, in un nuovo paese, ma quello che non sanno è che la guerra non finisce mai. Dopo anni di sofferenze indicibili, affrontate e superate con dignità e ardimento, paradossalmente verranno attaccati da una bomba inarrestabile: la vita quotidiana e con essa tutte le complicazioni che abitualmente l’arricchiscono. E non mancheranno nemmeno questa volta delle prove insormontabili.
Prima hanno vissuto il loro amore, poi hanno cercato di resistere in suo onore e ora l’amore stesso riuscirà a sopravvivere alle loro scelte? Riuscirà a salvarli?


IL GIARDINO D’ESTATE 
Paullina Simons

Traduzione a cura di Roberta Zuppet
Casa editrice: BUR Rizzoli
Genere: Narrativa
Pagine: 663
Prezzo: 10.90€
Ebook: 6.99€




Trama


La travolgente storia d’amore tra una donna coraggiosa e un uomo in lotta per ritrovare la pace con il mondo e con se stesso. Dopo anni di dolorosa separazione, Tatiana e Alexander sperano di realizzare i loro sogni di libertà in America. Il figlio Anthony è la prova vivente che nessuna distanza può tenerli lontani. Eppure si sentono estranei, ancora turbati dai fantasmi delle tragedie vissute. Ex capitano dell’Armata Rossa, Alexander vive con sospetto e paura il clima della Guerra fredda e Tatiana non riesce a ritrovare con lui l’intimità di un tempo. Quando Anthony si arruola volontario in Vietnam e scompare nella giungla, Tatiana e Alexander sentono che gli incubi del passato sono tornati. Potranno ancora passeggiare nel giardino d’estate?


Opinione di Sybil


Francamente trovo che questo terzo e ultimo romanzo sia il più difficile da accettare. Non prendetemi per pazza, mi rendo conto che a livello emotivo il primo e il secondo sono stati quelli che più hanno graffiato l’anima, ma Il giardino d’estate mi ha lasciata davvero sconcertata. Voglio prima fare una premessa: a mio avviso Il giardino d’estate, sia nello stile che nei contenuti, è il degno finale della storia. È più maturo, lo definirei pure sublime, in quanto l’autrice eleva ulteriormente la descrizione dei sentimenti dei suoi personaggi ad un livello ancora più profondo  e concreto. Gli angoli della relazione tra Tatiana e Alexander invece di venire smussati, vengono affilati, i vuoti invece di essere colmati vengono ampliati, non c’è riscatto, non c’è redenzione, c’è solo l’incredibile asprezza delle conseguenze di una vita devastante, vissuta come se davvero ogni giorno fosse stato l’ultimo. In questo l’autrice è stata eccellente e magistralmente efficace, perché è riuscita a carpire i resti di due anime traumatizzate e distrutte offrendoli a noi lettori nella loro più completa pienezza, rimarcando ogni aspetto più profondo, più intimo della relazione tra Tatiana e Alexander. 
Le bombe sono lontane, la fame, le tessere annonarie, il pane di cartone un brutto ricordo da dimenticare, adesso quello che devono fare è ricominciare a costruire quel futuro che mai avrebbero creduto di meritare.
Sembra facile, ma non lo è, perché le ferite che portano dentro sono diventate marce, sono apparentemente incurabili e le loro anime lacerate invece di guarire, si barricano dietro a dei muri altissimi, allontanandosi ogni giorno di più, cadendo nel silenzio, nell’isolamento. Fin qui è tutto comprensibile perché Tatiana e Alexander hanno vissuto delle esperienze al limite della sopportazione o meglio, che la ragione stessa si rifiutava di accettare. Ora che tutto è finito, ripartire non è ovvio e scontato come sembra, perché i fantasmi del passato e soprattutto di quel passato non possono sparire all’improvviso, non se ne vanno solo perché la vita sembra migliorare. Come dicevo, questo è più che comprensibile. 
Ciò che invece mi ha lasciata interdetta è stato il comportamento di Alexander verso metà libro. Ora, per ovvi motivi, non posso dirvi cosa farà, ma sono certa che chi ha letto il libro sa di cosa sto parlando. Vi giuro che arrivata a quel punto è come se una forza superiore mi avesse dato un pugno in pieno volto, mi sono sentita davvero male. Non riuscivo a trovare una spiegazione, un motivo. Entrambi hanno superato le pene dell’inferno, sono sopravvissuti a delle atrocità insostenibili, alla fame, al freddo, alle peggiori condizioni di vita umane, hanno dato il via ad un amore così straordinario da far tremare ogni pagina del libro e poi mi vanno ad inciampare in un qualcosa che mai avrei preso in considerazione. Per me è stato inammissibile. Per un attimo ho chiuso il libro, scaraventandolo lontano con tutte le intenzioni di non riaprirlo. Chiaramente due minuti dopo ero di nuovo con il romanzo in mano, pronta ad affrontare le cinquanta pagine più dure e fastidiose di tutta la serie. 
Non so se qualcuno di voi si troverà d’accordo con il mio punto di vista, se ha provato le mie stesse emozioni contrastanti, se si è sentito smarrito in quel breve tratto di storia. Per me è stato così. Ed è per questo che sostengo che Il giardino d’estate sia il più difficile da accettare, semplicemente perché arrivati a questo punto avrei immaginato di tutto meno che quelle quaranta pagine.
Poi, nell’enormità della storia tutto ha ritrovato il suo posto e questo macroscopico dettaglio è stato digerito e installato nel nuovo personaggio di Alexander, incrinando a mio avviso l’integrità e lo splendore della coppia. Ma questo è solo quello che penso io.
Nonostante ciò, Il giardino d’estate è la colossale conclusione di un amore che in realtà non avrà mai fine e noi ne siamo stati tutti testimoni. Non mi stancherò mai di pensare alle intense e travolgenti emozioni che questa serie mi ha fatto provare. Al suo interno sono nascosti più di sessant’anni di storia, il dramma della seconda guerra mondiale, la guerra fredda, il Vietnam, il dolore delle famiglie dilaniate dai conflitti, l’incertezza del futuro, della mancanza di cibo. È una lettura che infonde speranza, coraggio, lealtà e passione, che fa piangere, sorridere, esultare e soffrire, che non da mai niente per scontato e nella quale ogni emozione viene vissuta intensamente, con trasporto e devozione.

Dopo duemila pagine non vi nego che avrei ancora voluto di più, altri dieci, venti, cinquanta capitoli, ancora una parola di Shura, ancora una parola di Tatia.
Un vero capolavoro.

Alexander pensa alle barche a vela su oceani lontani, al deserto della sua infanzia sfocata, al fantasma della fortuna, alla ragazza sulla panchina. Quando la vide, vide qualcosa di nuovo. Lo vide perché voleva vederlo, perché voleva cambiare la propria vita. Era sceso dal marciapiede ed era uscito dalla trappola.
Attraversa la strada. Seguila. E darà un senso alla tua esistenza.
Ti salverà. Sì, sì. Attraversa.




L'autrice



PAULLINA SIMONS è nata a San Pietroburgo nel 1963. Negli anni Settanta è emigrata con la famiglia negli Stati Uniti, dove tuttora abita. Con Il Giardino d’Estate si conclude la saga iniziata con Il cavaliere d’inverno e Tatiana & Alexander.



LA SERIE COMPLETA:

- IL CAVALIERE D'INVERNO (recensione QUI)
- TATIANA & ALEXANDER (recensione QUI)
- IL GIARDINO D'ESTATE




martedì 25 agosto 2015

TATIANA & ALEXANDER Paullina Simons Recensione

Una volta entrati nella vita di Tatiana e Alexander non se ne può più uscire, soprattutto senza aver chiesto di più, ancora una parola, ancora un’implacabile emozione, perché quello che ci viene raccontato ne Il cavaliere d’inverno è l’indimenticabile e drammatico inizio di una storia straordinaria, il resto è tutto da scoprire.
In Tatiana & Alexander Paullina Simons ci parla di quello che troveremo dopo il terribile e straziante addio dei due giovani. Tante sono le sfide, ancor di più i giorni cupi pieni di dolore, ma c’è un sottilissimo filo, resistente come il diamante, che tiene uniti tutti i pezzi, un potere catartico che prende il nome di speranza.


Camminiamo soli, in questo mondo, ma se siamo fortunati c’è un momento in cui apparteniamo a qualcosa, a qualcuno, un momento che ci sostiene lungo una vita di solitudine.
Per un minuto lungo una sera l’ho toccato ancora una volta e mi sono spuntate ali rosse e sono stata di nuovo giovane nel Giardino d’Estate e ho avuto la speranza e la vita eterna.



TATIANA & ALEXANDER
Paullina Simons

Traduzione a cura di Lucia Fochi 
Casa editrice: BUR Rizzoli
Genere: Narrativa
Pagine: 667
Prezzo: 10.90€
Ebook: 5.99€



Trama


Né la guerra né i 900 giorni dell’assedio di Leningrado sono riusciti a distruggere il grande amore tra Tatiana e Alexander. Ora lei si ritrova sola in America con Anthony, il loro bambino appena nato: le hanno detto che Alexander è morto, ma nel profondo sente che non può averla abbandonata per sempre. Infatti il giovane ufficiale è vivo, anche se nella disperata condizione del prigioniero: caduto nelle mani della famigerata polizia di Stalin, sopravvive tra orribili sofferenze e torture nell’attesa di essere giustiziato come traditore e spia. Eppure Alexander non ha perso la speranza, perché sa che da qualche parte, in America, Tatiana e il figlio che non ha mai conosciuto lo stanno aspettando. Così Tatiana e Alexander continuano a vivere l’una all’insaputa dell’altro, divisi da un oceano, aggrappati al ricordo del loro amore che è riuscito a sconfiggere l’inverno russo e la fame, a sfuggire alle bombe della guerra. E che non può finire.

Opinione di Sybil


Per una volta mi ritengo davvero felice di aver letto un romanzo anni dopo la sua pubblicazione così da trovare già stampato su carta il suo seguito. Mi sono domandata cosa avrei fatto se dopo Il cavaliere d’inverno avessi dovuto aspettare un anno o anche più per poter leggere il continuo della storia. Sapete la verità? Sarei impazzita! Forse sarei andata direttamente dall’autrice supplicandola di dirmi cosa fosse successo a Tatiana dopo la partenza per gli Stati Uniti e ad Alexander rimasto in Russia prigioniero. Per fortuna non è stato necessario applicare queste misure perché tutti e tre i libri sono ormai disponibili da tempo nelle librerie e quindi, non resta che chiuderne uno e iniziare immediatamente il successivo.
Parlare anche solo superficialmente di Tatiana & Alexander significa svelare dei dettagli troppo importanti per chi, come me, intende leggere i tre romanzi uno di seguito all’altro, quindi mi limiterò a rimanere sul generico, lasciando a voi il compito di districare i nodi di questa storia ad ogni passo più complicata.
Un cosa va detta, nei libri della Simons ci si ritrova a soffocare, ad ansimare, perché fino all’ultima pagina non si sa mai cosa potrà succedere. È impossibile farsi un’idea ben precisa sulle sorti della storia, in quanto dietro l’angolo si nasconde sempre un nuovo risvolto che getta fumo negli occhi, che confonde e che fa sfumare l’appagante sollievo appena ricevuto. Non ci sono bolle d’ossigeno in grado di donare tranquillità, di infondere una piccola dose di pace, non si ha tregua e proprio per questo, chiunque si appresti a leggere questi tre romanzi, deve mettersi nella condizione tale da accettare una tortura straziante che solo un sentiero scosceso come l’amore tra Tatiana e Alexander può offrire. Apparentemente può sembrare che tutto ciò giochi a sfavore del lettore, in quanto nessuno desidera soffrire le pene dell’inferno mentre legge, ma credetemi se vi dico che ricomincerei a leggerli tutti e tre oggi stesso perché sì, è vero, ho avuto il cuore stretto in una morsa per più di duemila pagine, ma quello che questi romanzi mi hanno trasmesso è qualcosa di unico che conserverò con me, per sempre.
Se ne Il cavaliere d’inverno ho pianto arrivata all’ultima pagina, in Tatiana & Alexander ho iniziato già dai primi capitoli perché in questo caso a sovrastare è il peso dei ricordi, del passato e del futuro distrutto dei due giovani. Nel primo libro erano la speranza e la fiducia in una nuova vita a dettare legge, nel secondo è la sopravvivenza. Entrambi sopravvivono perché devono, vanno avanti perché non hanno scelta, due macchine divenute insensibili per colpa della vita, in grado di smettere di provare quelle emozioni che un tempo erano vitali. Tutto ciò che a loro rimane è il ricordo di quello che è stato, del futuro che non hanno avuto, del domani che si prospetta essere troppo diverso da quello che avevano desiderato.
Separati dall’oceano, dalla guerra, dalle bombe, dalle bugie, dai campi di prigionia, dal profumo di una nuova vita, ignari della reciproca esistenza, Tatiana e Alexander continuano a vivere per puro istinto di sopravvivenza, senza consolazione. Ma in fondo al loro cuore c’è una forza così potente che li spinge a credere che non tutto è perduto, che forse da qualche parte, in un luogo desolato, quei due cuori straziati continuano a battere incessantemente. È così che nel romanzo torna la speranza e il valore delle ultime parole di Alexander (“ricorda Orbeli”) riprende vita, vola sopra gli oceani, sopra le macerie di un mondo distrutto, sopra i traditori, sopra i nemici, portando di nuovo conforto, libertà.
Nonostante Il cavaliere d’inverno sia il mio preferito dei tre, Tatiana & Alexander ha l’incredibile merito di aver arricchito il suo predecessore e di averne valorizzato i punti focali, ampliando l’intensità della storia raccontata. È come se avesse contribuito ad alimentare il fuoco dilagante che brucia i due protagonisti. Molto ci sarebbe da dire su di loro, unici, graffianti, indimenticabili.
Tatiana, con la sua integrità, la sua lealtà, la sua purezza d’animo che la spinge a vivere nella speranza, nutrita dalla potenza del primo amore e Alexander, l’angelo caduto e poi risorto, il tenebroso ufficiale ruvido e libertino che si ritrova a deporre l’ascia di guerra di fronte all’accecante vigore di un cuore puro. L’intensità del suo personaggio, il suo temperamento protettivo, avvolgente, autoritario, il suo portamento, l’ampiezza del suo essere, che vola dalla luce all’ombra in un battito di ciglia, lasciando emergere lati positivi e negativi, sono tutti aspetti che vanno a completare la sua forma sotto ogni punto di vista. Alexander ci fa arrabbiare, ci toglie l’aria dai polmoni, ma nel dramma del suo passato e del suo presente troviamo tutte le attenuanti utili a capirne le scelte. Non è un cavaliere puro e senza macchia, non arriva ricoperto da una luccicante armatura, è un personaggio complicato, contorto, difficile da comprendere ma facile da amare, perché in Alexander sono nascosti dei valori intramontabili e meravigliosi.
Ancora una volta l’amore ci regala l’illusione dell’immortalità rendendo tutto possibile e la maestosa potenza del legame di due cuori torna a farci vibrare, emozionare e confondere, con lo stile senza tempo dell’autrice che lo ha reso possibile. 

C’è un momento, nell’eternità, che precede la scoperta delle reciproche verità. Quel semplice momento è quello che ci spinge a vivere, quello in cui ci sentiamo sull’orlo del futuro, sull’abisso dei sentimenti proibiti, prima di sapere con certezza che abbiamo amato, prima di sapere con certezza che abbiamo amato per sempre….
…Prima di tutto questo, tu e io abbiamo passeggiato nel Giardino d’Estate e, di tanto in tanto, il mio braccio nudo sfiorava il tuo, di tanto in tanto tu parlavi e io coglievo l’occasione per guardarti il viso e gli occhi ridenti e per immaginare –io che non ero mai stata toccata- la sensazione della tua bocca su di me. Il momento in cui mi sono innamorata di te, nel Giardino d’Estate durante le notti bianche di Leningrado, è quello che mi spinge a vivere.





L'autrice



PAULLINA SIMONS è nata a San Pietroburgo nel 1963. Negli anni Settanta è emigrata con la famiglia negli Stati Uniti, dove tuttora abita. Con Il Giardino d’Estate si conclude la saga iniziata con Il cavaliere d’inverno e Tatiana & Alexander.


LA SERIE COMPLETA:
- IL CAVALIERE D'INVERNO (recensione QUI)
- TATIANA & ALEXANDER
- IL GIARDINO D'ESTATE (recensione QUI)





domenica 23 agosto 2015

IL CAVALIERE D'INVERNO Paullina Simons Recensione

“Sei davvero nato per fare grandi cose”, ripetè lei, “ma sarà meglio che tu resti vivo per me, soldato,perché io non posso andare avanti senza di te.”
Quelle erano le parole che gli disse, con gli occhi fissi sul suo volto e le mani appoggiate sul suo cuore.
Lui si piegò e le baciò le lentiggini. “ Non puoi andare avanti, mia regina della ruota del lago Ilmen?”
Scosse la testa sorridendo. “Troverai un modo per vivere senza di me. Troverai un modo per vivere la vita di entrambi”.

Parole marchiate a fuoco nella mia mente, emozioni indimenticabili che non mi abbandoneranno mai più, ne sono certa. Ecco cosa mi ha fatto Il cavaliere d’inverno, mi ha emozionata, destabilizzata, stravolta, distrutta e ricomposta, mi ha lacerato e mi ha dato la cura, mi ha colpito e mi ha poi stretto tra le sue braccia. Sono passati giorni da quando ho letto l’ultima pagina e ancora trovo difficile riuscire ad esprime con semplici parole il tumulto e la tempesta che si sono abbattute sul mio cuore, lasciandomi disarmata, impaurita e stravolta dalla potenza di un amore intrepido che aveva i giorni contati ancor prima di sbocciare.
Tra le macerie di un mondo distrutto, un soldato e una giovane donna si ritrovano a lottare per sopravvivere in nome di un futuro lungo non più di un battito di ciglia, senza pensare al tempo a loro disposizione, ma puntando tutto nel breve attimo della loro eternità. Non chiedono un giorno, un mese, un anno. Ciò che desiderano è semplicemente vivere come se il domani non esistesse, un lungo, infinito istante intramontabile.


IL CAVALIERE D’INVERNO 
Paullina Simons


Traduzione a cura di Lucia Fochi e Francesca del Moro
Casa editrice: BUR Rizzoli
Genere: Narrativa
Pagine: 697
Prezzo: 10.00€
Ebook: 6.99€



Trama

Leningrado, estate 1941. Tatiana e Dasha sono sorelle e condividono tutto, perfino il letto, nella casa affollata dove abitano con i genitori. Una mattina il loro risveglio è particolarmente agitato: Dasha ha un nuovo innamorato e non vede l’ora di raccontare tutto a Tatiana. Ma un annuncio alla radio manda di colpo in pezzi la loro serenità: il generale Molotov sta comunicando che la Germania ha invaso la Russia. È la guerra. Uscita per fare scorte di cibo, Tatiana incontra Alexander, giovane ufficiale dell’Armata Rossa, e tra loro si scatena un’attrazione irresistibile. Ancora non sanno che quell’amore è proibito per entrambi e potrebbe distruggere per sempre ciò che hanno di più caro. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa micidiale, riducendola allo stremo, la dolce Tatiana e il valoroso Alexander troveranno nel legame segreto che li unisce la forza per affrontare avversità e sacrifici. Con la speranza di un futuro migliore.

Opinione di Sybil


Voglio essere sincera con voi: sono più di trenta minuti che me ne sto seduta di fronte al pc, inizio, scrivo, cancello, poi di nuovo scrivo scrivo e cancello. Era da tempo che non mi trovavo così in difficoltà nel dare voce ai miei pensieri.
So per certo che molti di voi conosceranno questo romanzo già da tempo, anzi in verità siete stati in tanti a parlarmene giorno dopo giorno, seminando in me la curiosità. Così ho aspettato le vacanze e me lo sono comprato, tramutando i miei primi due giorni di ferie in un una convulsa e ossessiva lettura, nella quale anche le pause per un breve spuntino si trasformavano in fastidiose interruzioni interminabili. In poche parole, ho letto con avidità ogni singola lettera, ogni riga, ogni capitolo, facendo tardissimo la notte e alzandomi presto la mattina per poter continuare, sì, perché il libro della Simons non lascia spazio a momenti morti, non ti da la possibilità di respirare, di pensare ad altro che non sia la sua storia, i suoi personaggi e le drammatiche e coinvolgenti situazioni da loro vissute.
Non voglio esagerare, non è una cosa che amo fare, ma era davvero da molto, moltissimo tempo che non mi ritrovavo ad essere così coinvolta da un libro, vi giuro che mi ero quasi dimenticata quanto fosse possibile venire completamente e visceralmente travolti da una storia al punto da non riuscire a pensare ad altro. Con Il cavaliere d’inverno è stato così, è scattato qualcosa di talmente intenso da rendermi completamente schiava delle sue parole, dipendente dalle emozioni che sentivo scorrere sulla mia pelle. Ho adorato questo libro, l’ho assorbito e vissuto completamente, ci sono entrata in simbiosi e non sono più riuscita a venirne fuori. La potenza dei sentimenti di cui ci parla è incandescente, voluttuosa, fluttua nella mente del lettore senza sosta, lo avvolge, lo fa tremare, lo turba e lo rassicura. Nel libro non esiste un'emozione che non porti con se un costo da pagare. Il cavaliere d’inverno è un romanzo che mi ha letteralmente fatto a pezzi, mi ha straziata all'inverosimile, mi ha fatto soffrire, ma mi ha donato delle pagine indimenticabili, colme di un amore senza tempo, tormentato, possiamo dire pure sfortunato e senza futuro, ma così potente da far nascere l’illusione dell’eternità, della speranza in un domani.
Siamo a Leningrado nell’estate del 1941, nel giorno in cui i tedeschi invadono la Russia. In questo giorno nefasto, una giovane ragazza di diciassette anni di nome Tatiana si sveglia e raggiunge la sua famiglia nel piccolo tinello. Non sa che quel giorno sarà l’inizio di molte cose, non sa che quel giorno pieno di cattive notizie sarà anche quello in cui incontrerà il suo primo e unico amore. Tatiana è troppo giovane per sapere cosa l’inizio della guerra comporterà, non sa cosa siano i razionamenti, le tessere annonarie, la paura della morte, le bombe, la carenza di acqua, il freddo. Sa che è estate, che è caldo e che il sole splende sulle magnifiche notti bianche di Leningrado. Niente sembra in grado di gridare al vento l’arrivo di una tragedia. È così che indossa il suo più bel vestito, i sandali rossi con il tacco di sua sorella ed esce per strada a comprare le provviste consigliatele dal padre. Noncurante della carenza di cibo ai grandi magazzini, Tatiana compra un gelato e spensierata si ferma a mangiarlo su di una panchina, canticchiando una canzone russa. E in quel preciso momento accade qualcosa d’incredibile, un qualcosa che cambierà per sempre le sorti della sua esistenza, il suo futuro, i suoi giorni, una tempesta così potente, così nefasta da condannarla a morte e allo stesso tempo all’eternità. In quel preciso istante, dall’altro lato della strada, un attimo prima del passaggio di un autobus, un uomo, un ufficiale dell’Armata Rossa la sta osservando, come se tutta la vita gli stesse passando davanti, come se ogni respiro fosse bloccato in quell’impalpabile dimensione eterea che non ha un domani, solo un oggi, un sussurro, un alito di vita che aspira all’eterno ma che non ha la possibilità di esistere. In quel preciso istante, in un mondo pronto ad implodere nel caos, in una città schierata per entrare in guerra, gli occhi di due giovani si trovano, si uniscono, si legano insieme, rendendo l’impossibile possibile. 
Lui, Alexander Belov, ufficiale dell’Armata Rossa di pattuglia a Leningrado, decide di attraversare la strada e di sedersi accanto alla giovane e timida Tatiana, intenta a mangiare il suo gelato, spensierata, incurante di ogni cosa. Da quel preciso istante la loro vita cambia, prende una nuova direzione, diventando oscura, travagliata, riflesso devastante di un’esistenza ingiusta, condannata all’incertezza, all’oblio. 
Nel momento in cui nasce un amore, ci si sente immortali, capaci di ogni cosa, in grado di sconfiggere tutto, di sopravvivere al dolore, alle ingiustizie, alle perdite. Ma il cammino che Tatiana e Alexander hanno davanti non è solo un sentiero tortuoso, è un vicolo buio illuminato dal terrore, dalla guerra, dalla fame, dal freddo, dall’assenza della certezza di arrivare veramente a domani, perché la guerra è solo capace di generare morti ed eroi e non c’è spazio per il cuore o meglio, non c’è un cuore in grado di uscirne senza essere dilaniato, strappato fatto a pezzi.
Chi ha letto il libro sono certa che conoscerà il primo incontro di Tatiana ed Alexander a memoria, al punto da essere in grado di udire il battito dei loro cuori, il vento tra i capelli di lei, il rumore dei passi di lui sulla strada. Non posso e non voglio raccontarvi cosa succederà dopo quell’incontro, dopo che un soldato sceglierà di attraversare la strada, sedendosi al fianco di una dolce ragazza bionda avvolta da un vestito bianco con le rose rosse. Non voglio raccontarvi cosa i loro occhi vedranno, cosa le loro anime sentiranno dopo quel giorno d’estate, testimone sia della fine della pace per l’Europa che dell’inizio di un amore senza tempo, senza regole, senza confini. Quel che è certo è che non esistono parole in grado di descrivere ciò che realmente questo libro è in grado di fare. Per me è stato così, ho sanguinato, ho sofferto, mi sono arrabbiata scaldandomi poi con la folle e maestosa potenza del tenero amore di Tatiana e Alexander,  al punto che finito di leggere mi sono precipitata in tutte le librerie per comprare i due romanzi successivi, perché dovevo sapere, dovevo dare pace al mio cuore. 
Dirvi che vi consiglio di leggere Il cavaliere d’inverno a questo punto diventa quasi superfluo perché, per quanto mi riguarda, al suo interno è racchiusa la storia d’amore più bella che abbia mai letto negli ultimi anni.   
Concludo con due parole, due semplici parole dall’aspetto quasi insignificante ma che in realtà nascondono il profumo della speranza. Chi ha letto il libro sa di cosa parlo, chi invece ancora non lo conosce, avrà un motivo in più per scoprirlo…

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L'autrice



PAULLINA SIMONS è nata a San Pietroburgo nel 1963. Negli anni Settanta è emigrata con la famiglia negli Stati Uniti, dove tuttora abita. Con Il Giardino d’Estate si conclude la saga iniziata con Il cavaliere d’inverno e Tatiana & Alexander.



LA SERIE COMPLETA:

- IL CAVALIERE D'INVERNO 
- TATIANA & ALEXANDER (recensione QUI)
- IL GIARDINO D'ESTATE ( recensione QUI)