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giovedì 31 ottobre 2019

UN CIMITERO PIENO DI SORPRESE #1 Roberta Martinetti Anteprima e Intervista

Buongiorno Lettori!
Oggi è un giorno speciale per moltissimi bambini. Stasera le città saranno prese d'assalto da orde di giovani mascherati alla conquista del dolcetto! Abbiamo voluto parlarvi di un'uscita molto interessante che ci ha incuriosito. Il primo capitolo delle avventure di Spaventino scheletrino. Abbiamo chiesto alla sua creatrice di darci qualche chicca in vista dell'uscita in libreria del suo piccolo eroe. 



Le Mezzelane Casa Editrice 


DAL 31 OTTOBRE 


UN CIMITERO PIENO DI SORPRESE
Roberta Martinetti





Il Libro

Titolo: Un cimitero pieno di sorprese
Autore: Roberta Martinetti
Illustrazioni: Eva Ferro 
Genere: Narrativa Bambini
Collana: Molliche
Pagine: 64
Prezzo: 15,00
Link acquisto: IBS
Trama: Scheletri irriverenti, fantasmini e zombie attaccabrighe... Questo e molto altro in "Un cimitero pieno di sorprese", la prima delle avventure di Spaventino, scheletrino ancora legato al "terrorifico mondo dei vivi" da una storia tramandata di generazione in generazione, attorno alla quale si apre un mistero tutto da scoprire. Età di lettura: da 7 anni.







L'autrice



Roberta Martinetti ha pubblicato racconti su riviste letterarie e antologie, è tra i curatori delle antologie 100 Racconti di 100 Parole (vol.1-2) e Io scrivo per voi, progetto a favore delle popolazioni colpite dal sisma dell’agosto 2016.
Con Delos Digital ha pubblicato: L’ultima luna, Fuoco di Capodanno, Pole dance, un amore ritrovato, La lama d’argento e Death Match.
E in self lo storico anacronistico Gerardo di Pietrascura e il romance Something Blue.
Collabora con il blog Romanticamente Fantasy Sito in qualità di editor.
Lavora come editor presso la casa editrice Le Mezzelane.




Abbiamo fatto alcune domande all'Autrice per conoscere qualcosa in più del suo nuovo amico. Come sempre è stata gentilissima e ci ha messo non poca curiosità

1. Chi è Spaventino?

"Spaventino è uno scheletrino che dorme nella cripta di famiglia. Vive  in un cimitero ma a volte gli piace anche scorrazzare tra i vivi, per cui è costretto a indossare una tunica che nasconda le sue ossa. È goloso di caramelle... Non chiedetemi come faccia a mangiarle, lo scoprirete leggendo! "

2. Come nasce l'idea di fermarlo su carta

"Nasce dall'amore per Halloween, dalla voglia di provare a scrivere un libro a tema, che fosse al tempo stesso anche un libro per bambini."


3. Se dico Halloween tu a cosa pensi?

"Beh, come dicevo prima, sono molto legata a questa tradizione, e uso questo termine proprio per sfatare la sciocca convinzione che Halloween sia un'usanza commerciale americana e in quanto tale vada boicottata, anche in virtù di presunti rituali satanisti.  Halloween non ha nulla di satanico, ed è una festa tutta europea e italiana. Furono gli irlandesi immigrati negli USA a portarla là, dove poi prese piede. Chiudo qui la parentesi storica perché il discorso sarebbe lunghissimo.
Ma in definitiva sono contenta che per i bambini di oggi il 31 ottobre sia un momento di gioia e di gioco, di dolci e maschere. Quando ero piccola io non si festeggiava e ora ho intenzione di recuperare alla grande. 


4. Perché genitori e figli per Halloween devono assolutamente conoscere Spaventino?

Spaventino indossa una tunica arancione, come le zucche decorative di Halloween, ed è un "mostrino"... quale occasione migliore del 31 ottobre per conoscerlo?
Il nostro scheletrino è un bambino e in quanto tale ha la spontaneità dei piccoli ma è capace anche di riflessioni profonde. Non è un supereroe, ma un personaggio alla portata di tutti, chiunque potrebbe riconoscersi nelle sue paure e nel suo comportamento. In definitiva c'è un po' di Spavy in ognuno di noi. "


5. Leggo che questo è il primo volume, è quindi prevista una serie?

"Sì, Spaventino ha una serie tutta sua. In ogni uscita ci sarà una sua avventura contornata da altri personaggi bizzarri, come il fantasmino Carlotta o i due zombie bulli, ma in ogni volume ci sarà sempre il filo conduttore del passato del piccolo protagonista."



Ringraziamo Roberta Martinetti e La Mezzelane Casa editrice per aver dedicato del tempo al blog e ai lettori. 

venerdì 22 marzo 2019

L'ALTRO CONVENTO Stefania Durbano #INTERVISTA all'autrice

Cari lettori ho il piacere di avere ospite l'autrice di un romanzo che è entrato nella mia classifica 2019. Sto parlando de L'altro convento edito Bookabook, romanzo con più chiavi di lettura che ha avuto il potere di scuotermi e lasciarmi in balia di tanti pensieri per giorni. Una volta chiuso mi sono venute in mente tantissime domande, così ho chiesto a Stefania Durbano di rispondere a una minima parte di esse. Spero dopo questa chiacchierata nasca in voi la curiosità di leggere il romanzo. (Recensione QUI)






IL ROMANZO 


Titolo: L'altro convento
Autore: Stefania Durbano
Editore: Bookabook
Genere: Narrativa 
Pagine:  249
Prezzo: 15,00    Ebook: 5,99
Trama:  Il santuario di Belmonte è un luogo di pace, di quiete. Tra le sue mura secolari si trova un convento dove le suore ospitano donne in difficoltà.
Un giorno bussa alla loro porta Delia, una ragazza dalla vita complessa: ha alle spalle un aborto, è senza soldi e famiglia. L’incontro con suor Maria, don Piero e le altre figure del convento apre uno spiraglio nel buio della sua esistenza.
Tristezza e disperazione sembrano trovare sollievo nell’accoglienza che le viene riservata, ma in Delia nascono una serie di dubbi: perché la sua compagna di stanza è sofferente? Cosa si nasconde dietro il volto sfregiato di don Piero? E, soprattutto, perché suor Maria insiste per farle rispettare determinate regole? Domande che porteranno a risposte impreviste, in un luogo dove niente è quello che sembra.



INTERVISTA


Ciao Stefania, grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande sul tuo romanzo che è riuscito a colpirmi e rimanere impresso nell' immaginario. Ci sono tanti dettagli che solleticano la mia curiosità, ma vorrei partire dall’idea che ha generato il romanzo. Come nasce la trama de L’altro convento? Cosa stavi facendo quando è scaturita la prima idea?

Stefania:  Ciao Anna, grazie a te per il tempo che mi dedichi ed il tuo apprezzamento.
L'altro convento è nato in un periodo di forte crisi personale. Mi sono trovata in una condizione di attesa forzata, in cui l'unica cosa che mi era concessa era attendere che gli eventi facessero il loro corso. Nella mia mente per fortuna è comparsa l'idea di questo testo, e così mi sono letteralmente "chiusa in casa" ed ho scritto ininterrottamente per due mesi, dando vita al romanzo che hai letto. Ciò che ha mosso il mio procedere è stato tentare di esprimere che la vita pone tutti davanti a momenti difficili, e non esistono il bianco ed il nero, così come il giusto e lo sbagliato in assoluto. I miei personaggi ne sono esatta manifestazione.


Ho percepito una gran cura nella caratterizzazione dei personaggi e nella loro credibilità. In particolare la mia attenzione è stata calamitata da Don Piero e Suor Maria, un uomo e una donna con non pochi fardelli sulle spalle. Puoi dirci qualcosa di più (spoiler free) su Don Piero e la sua visione di Dio e della forza delle donne?

Stefania:  Don Piero ama le persone intelligenti. Lui è estremamente capace, lucido ed attento, molto bravo nel comprendere le persone. Ha altresì imparato che la vita viene vissuta da protagonista solo da chi volge gli eventi a proprio vantaggio, e probabilmente anche Dio lo fa, nella sua visione. Gli esseri umani  maggiormente in grado di adattarsi agli eventi, anche negativi, senza impazzire, sono a suo dire proprio le donne, che sono particolarmente difficili da dirigere e proprio per questo stimolanti. Ha imparato a farlo, e lo fa molto bene, tranne in casi di personalità indomite come suor Maria e Delia.



Suor Maria è una donna enigmatica, che ha costruito una vera e propria armatura, nascondendo le sue debolezze dietro le vulnerabilità delle ragazze che accoglie, come è nato il suo personaggio? Chi o cosa incarna in un disegno più ampio?

Stefania: Suor Maria rappresenta la donna nella sua accezione manipolatrice e vendicativa. E' nato da una sorta di tristezza nel valutare come talvolta siamo proprio noi donne le peggiori nemiche delle altre donne. Questa donna forte e potenzialmente piena di possibilità viene piegata da una forte delusione e tutto il resto della sua vita diventa una sorta di riscatto sulle spalle di individui miseri o deboli. Potrebbe apparire folle, ma è razionale e spietata. Una di quelle donne che si spera fortemente di non trovare mai sulla propria strada.



Sei consapevole di aver scritto un romanzo che assume una diversa chiave di lettura a seconda di chi lo legge? Io per esempio ci ho trovato almeno due tipi di lettura molto diversi tra loro: il noir introspettivo e il dark erotico capace di scuotere non poco la coscienza su certi risvolti dell’animo umano.

Stefania: Diciamo che me lo auguravo, e la tua considerazione mi rende felice, dandomi la sensazione di non avere sbagliato intuendolo.


E qui entriamo nel vivo del romanzo! Una volta varcata la porta "dell’altro convento", il lettore entra in un mondo difficile da accettare se non si apre la mente a certe pratiche che esistono realmente e che attingono al lato voyeuristico dell’animo umano. Tutti i personaggi coinvolti hanno alle spalle un passato segnato da un trauma psicologico o fisico, che emerge prepotente quando per espiare il proprio dolore infliggono dolore a chi  abbassa le proprie difese perché ripone fiducia piena in quel personaggio. Come mai hai deciso di affrontare un tema così intenso e delicato nel tuo romanzo?

Stefania: Perché questa, spesso, è la vita. Di certo nel mio romanzo il concetto è stato estremizzato, gli eventi descritti permettevano accadesse, ma sono convinta del fatto che tutti siamo, consapevolmente o meno, talvolta vittime e talaltra carnefici. Volevo renderlo in modo diretto, forse un po' estremo, con tinte forti.


Per scrivere questa storia, ti sei documentata o hai letto una certa letteratura che ti ha schiarito le idee su argomenti così scabrosi?

Stefania:  No, nessuna documentazione particolare. Ho attinto alla mia conoscenza della vita e alle notizie di cronaca che talvolta sono di gran lunga più inquietanti della mia finzione.



Pensi che i tuoi lettori siano riusciti a cogliere il messaggio che tu hai lasciato nel romanzo? Hai trovato in riscontro?  

Stefania:  Sì, credo che buona parte di loro lo abbia fatto. Ho ricevuto e continuo a ricevere apprezzamenti sul fatto che il mio romanzo non si dimentica e scuote la coscienza: potrebbe una scrittrice chiedere di più?


Personalmente sono rimasta affascinata dalla figura di Don Piero, un uomo con molte luci e ombre che secondo me ha ancora molto da raccontare, soprattutto del suo passato e della sua vocazione. Pensi che un giorno potremo leggere la sua storia? 

Stefania:  Penso sia possibile. Ho iniziato a lavorare da poco su una sorta di continuazione de L'altro convento, che naturalmente potrà essere letto anche in modo autonomo, e don Piero sarà uno dei personaggi che si ripresenteranno al lettore.


Grazie Stefania, per la tua pazienza e disponibilità. 




lunedì 21 gennaio 2019

TRA ENDORA E IL DUCATO DI ODI: INCONTRO CON NILIO E VIKANDRO #1 Fernanda Romani


Iniziamo la settimana alla grande  con la prima parte di una   coinvolgente  intervista: rilasciata dai protagonisti   dei due racconti prequel del romanzo I tre giorni di Atavanno , che sono  contenuti ne La maschera del Dio Senza Cuore di imminente uscita.

Dal 24 Gennaio 
già in in preorder

Self publishing  
LA MASCHERA DEL DIO SENZA CUORE 
FERNANDA ROMANI 




Cover artist: Antonella Monterisi
Genere: romance fantasy m/m
Pagine: 124
Formato: digitale e cartaceo.
Prezzo versione digitale: € 0,99
Prezzo versione cartacea: € 5, 75
QUI il link per il preorder 

Le Sinossi
Guerrieri:
Nel Ducato di Odi, patria degli Aldair, diventare guerrieri è sempre stato un onore riservato ai nobili, ma da diversi decenni le leggi sono cambiate.
Nilio è il figlio di un ricco mercante e sta per compiere quindici anni. Diventerà un adulto e potrà realizzare il suo più grande desiderio: accedere alla casta dei guerrieri.
Vikandro ha diciassette anni, appartiene a un'antica casata nobiliare e gli è stato insegnato a disprezzare quelli come Nilio.
Ma l'attrazione che li spinge uno verso l'altro è un istinto che nessuno dei due potrà fermare. Cosa possono fare le tradizioni e i divieti paterni contro due ragazzi decisi a non rinunciare ai propri sentimenti?

La maschera del Dio Senza Cuore:
I guerrieri Aldair sono costretti a trascorrere dieci anni nel regno di Endora, al servizio delle donne dell'esercito. Sono un popolo fiero della propria bisessualità e della regola che impone a chi combatte di concedere il proprio corpo al vincitore, ma esistono ataviche usanze che nemmeno gli editti ducali riescono a cancellare. Malgrado le leggi siano a loro favore, Nilio e Vikandro, amanti fin dall'adolescenza, sono divisi dal ceto sociale e da un padre, nobile fanatico delle antiche tradizioni, che ha destinato il proprio figlio al tempio del Dio Senza Cuore, pur di separarlo dall'uomo a cui si è legato. Il loro amore è senza speranza, ma perché rinunciare  a viverlo per tutto il tempo che dovranno passare a Endora?

L' Intervista

L’ atmosfera negli accampamenti e nelle piazze di Endora è certamente straniante. Nei principali luoghi di ritrovo è facile imbattersi in guerriere sfrontate , che scrutano con occhi torbidi uomini deferenti, impegnati in faccende umili. Chiedo le indicazioni a uno di loro che, come tutti gli altri, mi parla a bassa voce senza osare guardarmi negli occhi. È intento a rigovernare la tenda di una ma-dessa anziana dal giaciglio sfatto e dagli afrori penetranti, ma mi indica il posto giusto. Sto cercando di individuare un volto che conosco. Amo Nilio come un figlio ( fortunatamente io ho partorito solo femmine!) , l’ ho visto crescere e sono qui per dare risposte a sua madre , la mia amica più cara. È preoccupata per le sorti del suo ragazzo, partito per il regno di Endora a vent'anni, e del quale non ha avuto più notizie dopo l’ inizio dell’ Epoca dell’Offerta. Nelle ultime settimane non ha fatto altro che angosciarsi e rivolgere preghiere agli dei. Devo capire se Nilio sta bene, compatibilmente con il suo sgradito e inderogabile dovere .

Eccolo, lo vedo da lontano, ed è in buona compagnia: con lui c’è Vikandro, il suo compagno più caro ( un bravo ragazzo molto sensibile e coraggioso, detto tra noi, peccato abbia un padre tanto meschino … ). Per non dare troppo nell’ occhio – difficile data la loro avvenenza che attira apprezzamenti sfacciati e scurrili - Nilio e Vikandro fingono di ignorarsi a vicenda, ma quando pensano nessuno li badi si lanciano occhiate spazientite, complici e … tenere. Noi che li abbiamo visti crescere e diventare uomini sappiamo bene quanto i due siano affiatati e nutrano sentimenti profondi l’ uno per l’ altro: il loro legame è così struggente se si pensa a quanti fattori lo ostacolino...! 

Mi vedono arrivare e il loro sorriso mi rassicura. Nilio mi viene incontro e il suo abbraccio è caloroso, come il suo saluto 

– Nilio, tua madre vuole sapere come stai 

Lo vedo esitare, il suo sguardo si sposta sul compagno, che ormai è vicino a noi. 

Sto molto meglio ora che ho ritrovato Vikandro. Ho passato tre anni a cercare notizie su di lui, anche se mia madre pensava che dovessi rassegnarmi alle decisioni di Nassiolo Mithal. 

Tua madre è una persona saggia, – lo interrompe l'altro. Il suo sguardo è attraversato da ombre scure, la gioia di poco prima sembra totalmente scomparsa. 

Lo sentite, Dama Agostina? Non so ancora se sia più difficile rispettare le regole di Endora o cercare di fargli capire che abbiamo altri tre anni da passare assieme, senza che nessuno che lo possa impedire. 

Percepisco una sfumatura di tristezza nel loro scambio di sguardi e so già che non dirò nulla alla mia amica Sika. Suo figlio è in buona salute, questa è l'unica cosa che conta. 

Vi ringrazio di aver voluto rassicurare mia madre. Il vostro ruolo di osservatrice è prezioso. A Odi non c'è madre che non trovi insopportabile l'Epoca dell'Offerta. 

Nilio ha ragione. So quanto il suo desiderio di diventare un guerriero lo abbia diviso da Sika, fin da quando era bambino. 

Avevo dieci anni la prima volta che ho visto piangere mia madre. Ed era colpa mia. – Non mi aspettavo questo momento di confidenza. La sua voce sembra in difficoltà nell'evocare quell'episodio così personale. – Avevo detto ai miei genitori che volevo frequentare un'Accademia, per diventare un guerriero. – Si interrompe con un sospiro, quasi mi sembra di trovarmi di fronte il bambino deluso di quel giorno. – Pensavo che sarebbero stati orgogliosi di me, ma soltanto mio padre mi dimostrò la sua soddisfazione. Lei no. Prima mi disse che ero troppo giovane per decidere e poi non mi rivolse più la parola fino a sera. Era il tramonto quando sentii piangere nella sala del ricamo e la trovai seduta nella penombra, con il viso pieno di lacrime. 

Il dolore di Nilio nel rievocare quell'episodio mi coinvolge più di quanto mi aspettassi. Vorrei consolarlo ma non trovo le parole adatte. 

Per fortuna interviene Vikandro. 

Quando avevo dieci anni mia madre mi disse che il mio nome non mi dava alcuna possibilità di scelta, ma stava a me decidere se volevo diventare come mio padre oppure essere un uomo d'onore. Allora non capii cosa intendesse dire. 

Conosco la storia di Vikandro e la punizione a cui suo padre l'ha destinato. Vedo i loro sguardi aggrapparsi l'uno all'altro e non vorrei essere una semplice osservatrice. Eppure so di non poter cambiare le cose. 

Vikandro si rivolge a me. 

Dama Agostina, potete darmi notizie di mia madre? Quando sono partito, sei anni fa, la sua salute mi preoccupava molto. 

Domanda a cui è difficile rispondere. 

Purtroppo, posso solo riferirti le voci che circolano a Ulmer Sida. La sua malattia la costringe a letto. Nessuno riesce a farle visita. 

Non sono preparata a vedere il volto afflitto di questo giovane uomo che avrebbe meritato una famiglia più serena e, soprattutto, un padre migliore. 

Si è creata un'atmosfera di tristezza fra di noi e non sono venuta per questo. Hanno bisogno di ben altro. Mi guardo attorno, in cerca di un'idea per dare alla situazione un tocco di leggerezza. 

– Quelle guerriere vi stanno guardando con molto desiderio e poco rispetto… avete fatto trascorrere loro una notte di fuoco? 

Dai loro sorrisi capisco che l'argomento è azzeccato. Nilio sfoggia un'espressione da ragazzino che la sa lunga. 

Vikandro e io abbiamo soddisfatto quasi ogni donna di questo accampamento. Siamo molto richiesti. Per fortuna siamo giovani. Queste donne sanno come sfinire un uomo. 

Il suo compagno, finalmente distolto dai pensieri cupi, si aggiunge alla conversazione. 

A volte, veniamo richiesti assieme. Alcune hanno desideri particolari e hanno idee più liberali nei confronti di due uomini che si piacciono fra di loro. 

Finalmente posso sorridere anch'io. Parlare di sesso funziona sempre, specialmente con persone come gli Aldair, che godono di un'assoluta libertà sessuale. 

Una guerriera mi passa accanto portando trasportando finimenti per cavalli. Mi lancia un'occhiata maliziosa. 

Attenta, osservatrice. Se volete farvi un “giro di giaciglio” con questi due vi toccherà rimandare la partenza di un paio d'ore. Sanno come sfiancare una donna. 

Oh, santo cielo ! Un “giro di giaciglio”? 

La sfrontatezza di queste donne abituate a dominare gli uomini mi lascia interdetta. Nilio e Vikandro ridono di me e del mio imbarazzo. 

Non arrossite così, Dama Agostina. – Nilio è il più divertito dei due. – Mi ricordate il giorno in cui dissi a mia madre, davanti a voi, che avevo avuto il mio primo incontro carnale con un ragazzo e volevo rifarlo al più presto. 

A questo punto la loro allegria contagia anche me. Vikandro mi mette una mano sulla spalla. 

State tranquilla, Dama Agostina. Se avete qualche desiderio da soddisfare possiamo consigliarvi un buon “libero amante” nella città vicina. 

La risata per poco non mi si strozza in gola. Questa conversazione si sta facendo troppo piccante. 

È venuto il momento di andarmene. 

Era mia intenzione lasciarli con qualche parole di conforto per il loro futuro, ma cosa posso dire? 

Tutti gli Aldair non vedono l’ ora di andarsene da questa condizione di sottomissione: Endora è un luogo opprimente per chi è nato maschio. Vorrei dire loro: fatevi coraggio, la strada è ancora lunga, però avete il vostra legame a sostenervi. 

Eppure so che il destino dei loro sentimenti è incerto e ciò che attende Vikandro, al suo ritorno a casa, non sarà una famiglia amorevole. Guardo i loro volti sereni, in questo momento, e non ho cuore di rovinare questo piccola parentesi di leggerezza. Mi limiterò a salutarli. 

Stringo tra le braccia Nilio e gli assicuro che tranquillizzerò sua madre. Non posso dire la stessa cosa a Vikandro, ma mi concedo di abbracciarlo forte. 

Sto per lasciarli quando una scena poco lontano attira la mia attenzione. Ma.. quel guerriero scattante e abilissimo che ha appena vinto un confronto di spada e ha baciato il suo rivale crollato a terra… è Daigo? ( to be continued …


Le recensioni della serie Endora su Sognando tra le Righe: :
0.5 Indegno ( spin-off/ prequel gratuito scaricabile QUI
1-Uomini sottomessi ( recensione QUI )
2. Donne dì ombra e di spada - ( recensione QUI)
3. Il tempo degli inganni ( recensione QUI )
Spin-off.  I Tre Giorni di Atavanno  ( recensione QUI ) 



Cenni biografici

Fernanda Romani è nata nel 1962, in provincia di Rovigo, e predilige scrivere fantasy. Ha pubblicato diversi racconti in antologie edite da DelosBooks, Alcheringa Edizioni, Lìmana Umanìta, Dbooks.  Il suo racconto fantasy  “Veniva dal mare” è stato segnalato al concorso “Salento in love -2016”. Sta pubblicando, tramite self-publishing, la saga fantasy “Endora”, di cui è uscito anche lo spin-off  M/M “I tre giorni di Atavanno”. Ha fatto una breve incursione nel genere western  pubblicando il racconto romance “La fine della caccia”.  Collabora con il blog “Babette Brown legge per voi” in qualità di recensore.

Pubblicazioni:
“Endora” − Primo episodio − ebook - “Uomini sottomessi” − StreetLib.
“Indegno” − racconto gratuito − spin−off prequel di “Endora” -ebook -Youcanprint
“Endora” − Secondo episodio − ebook - “Donne d’ombra e di spada” − StreetLib
“Endora” − Cartaceo − Primo e secondo episodio − Youcanprint
“Endora” - Terzo episodio - “Il tempo degli inganni” - ebook – StreetLib
“La fine della caccia” – racconto western romance– ebook – StreetLib – cartaceo: PubMe
“I tre giorni di Atavanno”- romanzo - romance fantasy M/M- ebook: Streetlib – cartaceo: Amazon
“La maschera del Dio Senza Cuore” - coppia di racconti – romance fantasy m/m – ebook e cartaceo
- Amazon



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giovedì 10 gennaio 2019

DANIELA JANNUZZI RACCONTA BRIANNA DI WIAS ...E NON SOLO Intervista con l' Autrice





Daniela Jannuzzi è una cara amica e una bravissima autrice,  che  quando scrive ama spaziare  di genere in genere scatenando le proprie fantasia ed emozioni. Il suo nuovo libro, lo storico Brianna di Wias ( Literary Romance, QUI il link Amazon per l' acquisto e QUI la recensione sul blog)  , sta riscuotendo opinioni molto positive, per il suo saper coniugare il dato storico e sociale attendibile alla fantasia romanzata mediante una prosa scorrevole e accurata. Daniela Jannuzzi e una persona a cui piace  mettersi in gioco: proprio per questo si è lasciata convincere dal blog a rispondere a domande "ficcanaso" , le cui risposte riflettono il suo temperamento come  autrice, e forniscono elementi utili a comprendere e ad apprezzare la sua produzione eclettica e originale.

Un Grazie sentito a Daniela per essersi sottoposta a questo esperimento ! 


DANIELA JANNUZZI

 INTERVISTA CON L' AUTRICE 

1) Come nasce la tua passione per la scrittura? 
Tutti hanno una passione. La mia è nata tanti anni fa. Ancora non sapevo che scrivere avrebbe riempito la mia vita. 
Ho cominciato ad appassionarmi presto alla scrittura, ero solo una ragazzina e amavo scrivere i temi a scuola, soprattutto quelli con argomenti di attualità o fantasia. Ricordo che una volta, alla consegna dei compiti in classe di italiano, mi venne restituito il tema con un voto non tanto bello. La suora mi motivò la cosa, rimproverandomi l’eccessiva dose di fantasia presente nello scritto.
Avevo circa tredici anni quando, ispirata dall’allora collana di libri per ragazzine della Gaia Junior, decisi di scrivere la mia prima storia. L’avevo intitolata Esperidia, narrava le avventure di una sfortunata ragazzina in cerca della sua famiglia.
Purtroppo il manoscritto, faticosamente battuto a macchina, finì disperso in un trasloco. Ci rimasi malissimo e, per anni, non scrissi più nulla, temendo di perdere ancora il mio lavoro. Tuttavia, ho continuato a immagazzinare storie nella mia mente. Nel duemilatredici, decisi di provare a metterne una su carta.
Da allora, non mi sono più fermata.

2) Quali sono i tuoi riferimenti letterari, in generale e nello specifico relativamente a  Brianna?
Leggo tanto e di tutto, in particolare amo i classici. Sono cresciuta con i romanzi per ragazzi. Da bambina, amavo sia le storie di pirati, che le grandi storie d’amore.
Jane Austen, le sorelle Brontë e Louise M. Alcott, sono solo alcune delle mie autrici preferite. Inevitabile, per me, avere una propensione per il romanzo storico. Sia esso a lieto fine o meno. La reggenza e l’età vittoriana, mi attraggono parecchio.
Se penso a una storia, trovo quasi naturale ambientarla nel passato. In particolare, per Brianna ho pensato al medioevo. È un periodo storico molto interessante e duro. Mi sono lasciata ispirare un po’  anche dalla storia di Robin Hood.

3) Cosa ti piace trovare in un libro che leggi, e trasmettere in una storia che scrivi? 
Amo leggere storie che lascino qualcosa dentro. Spero di riuscire a fare lo stesso quando scrivo. È innegabile che si possa leggere anche per evadere però, alla storia fine a se stessa, preferisco qualcosa che mi lasci dentro un insegnamento o una morale.

4) Molti autori seguono costanti un unico  filone narrativo:   la tua produzione invece spazia dallo storico ,all' horror, alla narrativa per ragazzi. Per quale motivo? Quali sono  i tratti comuni delle tue storie?
Come ho detto prima, amo leggere di tutto. Non avendo un vero e proprio genere preferito, credo sia normale che questo si rifletta anche nella scrittura. Mi diverto a spaziare tra i generi, pur prediligendo il romance.
Quando una storia prende corpo, non mi soffermo mai sul genere di appartenenza. Sono convinata che anche le emozioni e gli accadimenti del momento, influenzino la genesi di un romanzo. L’unico tratto in comune che riscontro nei miei lavori, è la passione che metto nello scriverli. Cerco di non creare storie troppo scontate. Diciamo che mi piace provare a sorprendere il lettore.

5) Qual è il tuo modus operandi quando scrivi?
Scrivo su carta, sono tradizionalista. Ho un vecchio scrittoio, appartenuto a mio nonno, e una serie di pennini e inchiostri. Prediligo scrivere alla sera, con la luce soffusa e il silenzio intorno.
Alle volte, accompagno lo scrivere con l’ascoltare musica. Creo una sorta di colonna sonora nella mia testa e questo aiuta la mia concentrazione.
Ogni capitolo concluso, viene battuto al computer e subisce una prima revisione. A lavoro ultimato, faccio leggere il manoscritto alle mie fidate beta e poi lo faccio editare da una professionista.

6) Come nasce il progetto Brianna ?  E'  stata una gestazione lunga? 
Brianna ha avuto una genesi particolare. Anni fa, notai una cover molto bella in una galleria di premade. Al tempo, stavo scrivendo un horror e quella cover non mi serviva. Tuttavia, mi colpì talmente tanto, che decisi di acquistarla comunque.
Da quell’immagine, prese corpo la storia di Brianna.
Per la complessità degli eventi e la lunghezza, ha richiesto tre anni di stesura. Nel corso del tempo, ho lasciato e ripreso la storia, intervallandola con altri due lavori. Arrivata a pochi capitoli dalla conclusione, ho dato alla luce mia figlia. Questo, mi ha dato nuova carica per terminare il lavoro.

7) Quanto, come e perché è cambiata in corso d' opera l' idea iniziale? 
La storia ha subito parecchie modifiche. All’inizio, era molto più cruda e violenta. Ho dovuto rimaneggiare un po’ gli eventi e addolcire i personaggi. Sono stati aggiunti capitoli, il finale è stato cambiato ed è stata eliminata in toto la componente fantasy.
Insomma, non posso dire che sia stato un lavoro semplice, ma mi ritengo abbastanza soddisfatta del risultato ottenuto. Anche se l’ultima parola, spetta sempre al lettore.

8) Di quali aspetti hai tenuto conto nella modellazione del contesto storico del romanzo?
La storia si svolge nel medioevo. La componente più importante, per me, è il realismo. Non me la sono sentita di edulcorare troppo il periodo storico. Il medioevo è stato un periodo nero, la violenza era all’ordine del giorno e ci si uccideva per nulla.
I poveri erano oppressi e i signori della guerra spadroneggiavano senza pietà. Ho cercato di mantenere inalterato tutto questo, pur adattandolo al genere di appartenenza del romanzo.

9) Quali sono gli aspetti che ti sembrano più riusciti di Brianna? 
Di sicuro, la caratterizzazione del personaggio maschile. Ho avuto non poche difficoltà a immedesimarmi in un uomo come Sir Gareth. È vero, si tratta di un guerriero, ma è anche un uomo con un passato doloroso e complicato alle spalle. La maggiore difficoltà, stava nel creare un personaggio, tendenzialmente crudele e odioso, ma renderlo comunque affascinante e interessante al lettore.

10) Qual è il tuo personaggio preferito? Quello che ti somiglia? Quello che secondo te cattura maggiormente l' attenzione del lettore?
Mi piace molto la vecchia Iduma. Perché rappresenta, in qualche modo, le antiche credenze e il folklore. Non credo ci sia, in Brianna, un personaggio che mi somigli. Forse questo dovrebbe dirlo chi mi conosce da tempo.
Mi ricollego alla domanda precedente. Penso sia proprio Sir Gareth ad attirare maggiormente l’attenzione.

11) Tu hai lavorato sia in self publishing sia con le CE, in entrambi i casi, e con umiltà, hai sottoposto il tuo lavoro al giudizio  di servizi di editing e di valutazione professionali: è una scelta non facile e non comune , cosa ti ha portato a farla? 
 Sono del parere che un autore abbia il dovere di proporre un prodotto quanto più buono possibile. Nel momento in cui si pone un libro in vendita, si chiedono soldi in cambio di una storia. Bisogna rispettare il lettore; creare un prodotto curato, editato e revisionato rappresenta un buon punto di inizio.
Non è semplice, perché si investono soldi che non è detto rientrino, ma è un’abitudine che non perderò mai.

12) Perché una lettrice dovrebbe leggere Brianna? Cosa aspettarsi dal romanzo? 
Perché leggere Brianna? Perché è una storia a cui tengo molto e in cui credo molto. È una bella storia d’amore, nonostante tutto. I protagonisti, crescono e cambiano parecchio nel corso della storia.
Il romanzo è rivolto a chiunque ami il romance storico o d’avventura, a chi non ha paura di ritrovarsi in guerra accanto alla protagonista o in una buia cella in attesa di giudizio. A chi, alla fine, crede nell’amore e nel perdono, nonostante tutto.

Di Daniela Jannuzzi Sognando tra le Righe ha recensito anche:
Il cuore e la maschera ( self publishing, recensione QUI
La bambola ( Lettere Animate, recensione QUI )
La maschera del passato ( Delos Digital, recensione QUI)
Toivoa ( Bibliotheka, recensione QUI )
Nessuno è perfetto ( Omnia one Group Editore, recensione QUI


lunedì 5 novembre 2018

A UN PASSO DALLA VITA Thomas Melis Segnalazione e Intervista all' Autore


A un passo dalla vita, romanzo che mi aveva colpita  per grinta, lucida spietatezza e capacità di coinvolgere il lettore, in occasione del quarto anniversario della prima pubblicazione torna in una nuova edizione, con una cover diversa decisamente più inquietante e rispondente all' ambivalenza dei personaggi della storia, nonché con qualche modifica al testo. 
Dopo la pubblicazione di “Nessuno è intoccabile”, seconda opera di Thomas Melis uscita per la Butterfly di Reggio Emilia, l’editore pugliese Lettere Animate infatti ripropone ai lettori il romanzo con cui l’autore sardo si fece conoscere nell’ottobre del 2014. Come espresso dalla CE  nel comunicato stampa dedicato a questo evento, " L’opera di Melis è un noir/hard boiled dalle tinte fosche, ricco di colpi di scena, che ambisce a mettere in luce i drammi e le contraddizioni della cosiddetta “generazione perduta” attraverso la storia di un gruppo di giovani, nati negli anni ’80, decisi a scalare le gerarchie del mondo criminale di Firenze.
In una parabola incentrata sul narcotraffico e sul crimine organizzato, il romanzo racconta dei drammi di una generazione in balia delle proprie debolezze e dei propri vizi, imprigionata dentro un sistema socioeconomico che si è ribellato ai propri creatori, illusa dalle bugie attraverso cui una televisione grottesca l'ha cresciuta. Una storia di ingiustizie, tradimenti, amicizie e amori forti ma drammaticamente condannati."

L' Autore del romanzo ha gentilmente concesso un' intervista, dalla quale si evincono una  personalità forte, una conoscenza  molto approfondita   delle tematiche affrontate  , un acume impietoso. Ringrazio Thomas Melis per la disponibilità e l' esaustività nel raccontare la propria avventura tra le righe. 

Lettere Animate Editore 
A UN PASSO DALLA VITA 
THOMAS MELIS 






Genere: Noir/Drammatico
Pagine: 322
Prezzo : € 14.99
ebook : € 0,99 compreso nell' abbonamento Kindle Unlimited 
QUI il link Amazon per l' acquisto 



La Sinossi 
È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza patinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. 
"Questo libro ha le qualità di un piccolo capolavoro". scrittura-mania.blogspot.it"
Una storia nuda e cruda, raccontata in modo magistrale". paroleacolori.com
"Un libro bellissimo, carico di spunti di riflessione, ma anche di adrenalina e di sentimenti." conilibriinparadiso.wordpress.com
"Melis ha uno stile, una capacità di narrare i fatti e di tenere con il fiato sospeso i lettori propri di uno scrittore affermato". lamaisondeilibri.blogspot.it
"Da leggere e rileggere". ithinkmagazine.com
"Un passaggio consigliato per qualsiasi aspirante autore che fatichi a trovare genialità nella propria scrittura". rivistaunaspecie.com 
"Un testo crudo, spudoratamente reale ed espressivo". chelibroleggere.blogspot.it 


Opinione di Charlotte 
Una narrazione incisiva, atta a restituire lo spaccato di una gioventù perdente in partenza: nullafacenti alle prese con tentazioni, vizi, ambizioni e valori di riferimento distorti e venali. Su tutti - politicizzati, borghesi, figli di papà, tossici, malavitosi - troneggia droga tutti i tipi: chimica, vintage, pesante, e soprattutto bamba, motore dell’ intera vicenda. 
A partire dal prologo, in modo scarno, asciutto ed essenziale viene delineata la personalità del protagonista . Calisto è un ragazzo problematico fin dall' infanzia, dominato da complesso di inferiorità e sentimento di rivalsa derivati dalla sua condizione di “ diverso venuto dal sud”. La sua rara intelligenza è al servizio dello spaccio e della criminalità fin dai tempi della scuola media, e all' età di 27 anni, in qualità di studente universitario, temporeggia fra locali esclusivi e status symbol, sballo e vuotezza: che solo raramente e per poco tempo riesce a mettere da parte a favore di spontaneità ed essenza autentiche, invariabilmente soffocate e sconfitte. L' impresa criminale che Calisto e i suoi " soci" si prefiggono è un pericoloso e inconsistente gioco di ruolo fatto di degrado: combattuto in nome del desiderio di appartenenza ad un branco di individui scelti in base alla loro posizione in una società oligarchica ed edonista: in cui il termine “ famiglia” non ha il significato che comunemente gli si attribuisce e in cui bisogna sapersi vendere, poiché a tutto e a tutti viene attribuito un prezzo.
Da queste premesse viene sviluppato un intreccio che a volte mi ha ricordato a grandi linee Trainspotting, a volte per certi versi Gomorra: una storia che potrebbe prestarsi ad una serie tv , ad una sceneggiatura da biopic o da film documentario.
Incalzante, ricco di personaggi e situazioni mai condannati in toto, mai definibili simpatici, A un passo dalla vita ha il grande merito di non essere impersonale e didascalico, e di lasciare intravedere in molte situazioni lo spettro evanescente dell’ anima negli individui più disparati: dalla ragazza facile, al trafficante albanese, allo sbirro cinico, tutto viene esaminato dallo sguardo impietoso di Calisto. In questo contesto Thomas Melis colpisce e affonda, si dimostra intenso emotivamente , sapiente nell’ impiego dell’ aggettivo d’ impatto, della frase essenziale e non infiorettata, del gergo giovanile e dell’ intercalare dialettale dosati con equilibrio ed efficacia a restituire immediatezza e autenticità alle scene da lui concepite.

Perché mai, infatti, avremmo dovuto accontentarci delle misere briciole che un paese corrotto come l’Italia era disposto a lasciare a chi come noi non era nato sotto una buona stella? Per nessun motivo l’avremmo fatto. Era giusto farsi spazio con ogni mezzo necessario, anche se questo voleva dire violare le regole e sporcarsi le mani... “Andava bene faticare, ma non come avevano fatto i nostri genitori. Non a quel prezzo “.

Duro spietato schietto, Thomas Melis in un variegato sottobosco di criminalità e povertà di ideali regala momenti di azione, di suspense e di poesia, senza perdere mai la luce tetra negli occhi . Calisto, affascinante nel suo acume ma decadente, “ sprecato” nella sua accidia, con la sua lucida analisi riflette sugli avvenimenti, si sofferma a trarre conclusioni: e nonostante non sia indulgente nè con se stesso nè con gli altri, riprende a rincorrere un obiettivo che sembra perennemente quasi raggiunto, ma che immancabilmente gli sfugge. Si ha pertanto la netta percezione che lui e gli altri protagonisti restino sempre indietro di un passo, non vivano mai appieno, e facciano immancabilmente i conti con se stessi e con la costante ambiguità tra la voglia di innocenza e l’ impossibilità di ottenerla, tra il disprezzo per il mondo in cui si trovano e la consapevolezza che in qualche modo gli appartengono: in questa realtà, avere una fede, un ideale è un miraggio, e più il lettore si addentra nel torbido, nel cattivo, più prende coscienza dello sconforto, della rassegnazione, del fatto che il confine tra arrivare ai vertici e precipitare in un baratro è davvero labile . A un passo dalla vita è una lettura davvero illuminante, che incuriosisce e stimola riflessioni inedite: con la sensazione latente che non esistano vincitori né vinti.

Intervista con l' Autore
Come e perché nasce questo progetto, frutto di un processo creativo e fantasioso, ma anche "sostanzioso" dal punto di vista dell'ambientazione e del contesto sociale illustrati?
“Il progetto nasce da un substrato di studi accademici, e personali, sul sistema socioeconomico occidentale e dalle mie riflessioni su questi. Un gruppo di ragazzi nati negli anni ’80, cresciuti nel contesto ultraliberista degli anni ’90, si trova ad affrontare la più grande crisi economica dalla Grande Depressione del 1929 e, soprattutto, si rende conto che la ricchezza e il benessere promessi dalla società e propagandati dal braccio mediaticamente armato della televisione non arriveranno mai. Peggio, i personaggi di A un passo dalla vita realizzano, anzi studiano sui libri dell’università, che per loro il futuro sarà caratterizzato da precarietà e miseria. Il romanzo racconta la reazione violenta, la scelta sbagliati di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi: venuti dal Meridione, decidono di scalare i vertici del narcotraffico di Firenze e di mettersi in affari con il crimine organizzato. La città toscana è stato lo scenario perfetto per ambientare questa storia di contraddizioni e ipocrisie, con un centro storico dalla bellezza eccezionale e i quartieri degradati della periferia”.

Come hai affrontato la stesura di questo romanzo? tempi, spazi, stato emotivo...
“Ho sentito molto il processo di creazione per tutta una serie di motivi: si trattava del mio esordio, si parlava della mia generazione e dei suoi problemi. Tieni presente che il libro è stato scritto a partire dall’estate del 2012, quindi qualche mese dopo la grande crisi dello spread che portò alle dimissioni del governo Berlusconi, nel novembre 2011, e, comunque, nel momento di maggiore violenza della recessione iniziata nel 2008. Mi trovavo come tanti a essere una statistica sul mondo del precariato, come Calisto e i personaggi del mio libro, quindi ero molto coinvolto nelle tematiche trattate. In questo scenario sociale ben definito è stata inserita una traccia noir, che mi consentisse di affrontare tutta un’altra serie di problematiche meno visibili. Per esempio in pochi sanno che Firenze è una delle principali città europee per consumo di stupefacenti (lo dicono le analisi scientifiche delle acque dell’Arno) e le attività criminali legate al narcotraffico, ai più livelli bassi, sono per la gran parte portare avanti da giovani appartenenti alla generazione di cui si parla nel romanzo. Per quanto riguarda i tempi e gli spazi, ho impiegato una decina di mesi, seduto davanti alla scrivania del mio appartamento di Cagliari, in completo silenzio e occupandomene per il massimo delle ore disponibili in una giornata”.

Quali sono le difficoltà maggiori che hai riscontrato e le componenti che invece  sono scaturite dalla tua penna in modo  più facile e spontaneo?
“Non c’è stata una distinzione di questo tipo. Non scrivo mai di getto e tendo a studiare molto prima di ragionare su un paragrafo, quindi non ho riscontrato il tipo di difficoltà o semplicità di cui parli. Il libro ha subito decine e decine di revisioni, che hanno reso il risultato finale profondamente diverso da quello che, in ogni caso, era stato raggiunto inizialmente dopo numerose riscritture”.

C'è qualcosa di te in uno o in alcuni personaggi? 
“No, i miei personaggi sono molto più spietati. Quello che ci accomuna è il modo di guardare il mondo secondo l’antica espressione homo homini lupus – l’uomo è un lupo per i suoi simili –, elaborata, nel romanzo, seguendo la visione pessimistica dell’umanità di filosofi come Machiavelli, Hobbes o Schopenhauer: la negatività, l’egoismo, la guerra e la violenza sono parte dell’animo umano e non scompariranno mai, lo insegna la storia. Il solo obiettivo socialmente realizzabile è quello di creare un sistema di istituzioni e di regole che limiti l’influenza del nostro lato oscuro.”

Nel romanzo sei molto cinico nel raccontare i giovani adulti e i legami che stringono fra di loro: cosa ti ha spinto a questo approccio assai critico?
“Come ti dicevo prima, è un approccio che esiste da millenni nel pensiero occidentale: non c’è niente di nuovo in questo modo di vedere le cose. La semplice analisi della realtà mi ha portato a costruire dei personaggi così cinici o descriverli in quei termini. A volte mi è sembrato di esagerare, di essere iperbolico, ma poi puntualmente mi è capitato di leggere le cronache dei giornali e di ritrovare situazioni tanto negative da non riuscire nemmeno a immaginarle”.

Cosa deve aspettarsi il lettore da questo romanzo? 
“Deve aspettarsi una storia che unisce un’analisi della società contemporanea e un racconto noir, in cui il disagio delle periferie e la ricchezza dei centri storici, il futuro assicurato delle dinastie di notabili e la disperazione di chi non ha mai avuto nulla, finiscono per intrecciarsi mostrando quanto siano diverse, ma anche uguali, le vite delle persone che si incontrano nelle strade delle nostre città.”

Quali sono gli elementi che rendono più " tuo" questo romanzo?
“Sicuramente il fatto di essere ambientato a Firenze, città che amo sin da quando sono bambino e in cui ho trascorso oltre sette anni della mia vita. Oltre a essere un romanzo sui temi di cui ho parlato, A un passo dalla vita è una dichiarazione d’amore alla città di Dante.”

È cambiata secondo te la nostra società da quando hai scritto la prima versione del romanzo? Cambieresti o approfondiresti qualche elemento dopo quattro anni? 
“La nostra società è cambiata molto da allora. Purtroppo è peggiorata, se possibile. Ai danni causati dalla globalizzazione, dall’ultraliberismo e dalla scomparsa della dimensione pedagogica della politica, si sono aggiunte le conseguenze devastanti dell’espansione incontrollata dei social network. Concetti di cui in passato ci si vergognava, come razzismo e ignoranza, oggi vengono esibiti con orgoglio da eserciti di cosidetti leoni da tastiera, gente che avvelena il clima politico e il contesto sociale, creando una situazione di violenza latente e di intolleranza manifesta. Mentre in passato, non dico nella Prima Repubblica ma ancora fino a meno di un decennio fa, i rappresentanti della politica esprimevano ideali più o meno accettabili, ma comunque proponendo alle persone un esempio di società e di comportamento – la dimensione pedagogica dell’arte politica, appunto –, oggi, gli esempi peggiori vengono proprio da chi ci dovrebbe governare. Credi che tutto questo non avrà effetto sulla psiche, sulla formazione e sulle scelte dei giovani di domani?”

In cosa somiglia e in cosa si discosta "Nessuno è intoccabile", il tuo romanzo successivo, da questo progetto? 
“Beh, sono entrambi dei noir decisamente torvi, ma sono molto diversi. A un passo dalla vita parla di un gruppo di giovani che reagiscono violentemente a una condizione di miseria sulla quale non hanno potere, una sorta di rivoluzione criminale. I personaggi di Nessuno è intoccabile sono invece uomini e donne che vivono da sempre in un mondo violento, regolato da leggi immutabili e non scritte che si basano sull’obbligo morale e sociale di vendicare le offese subite.”

Quali sono i tuoi progetti futuri? 
“Nel breve termine conto di continuare il ciclo di presentazioni del mio secondo romanzo, Nessuno è intoccabile. Il libro è uscito ad aprile di quest’anno ed è stato discusso davanti ai lettori in diverse città della Sardegna. Probabilmente ci sarà anche qualche evento legato alla promozione della nuova edizione di A un passo dalla vita. Sto poi iniziando il lavoro di ricerca preliminare per quello che forse sarà il mio terzo romanzo, ma siamo ancora in alto mare ed è troppo presto per parlarne.”

L' Autore 
Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si è occupato di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale. Ha scritto per diverse riviste on line, dedicandosi ad analisi di politica interna e degli scenari internazionali. Attualmente gestisce un’attività commerciale, lavora come copywriter, crea contenuti per aziende attive sul web e, dal 2017, collabora con il sito di critica letteraria MilanoNera. La prima edizione di "A un passo dalla vita”, romanzo d'esordio, è stata pubblicata da Lettere Animate nel 2014, seguita l’anno successivo dallo spin off "Platino Blindato". Nell’aprile del 2018 è uscito “Nessuno è intoccabile”, il suo secondo romanzo, e a ottobre la nuova edizione di “A un passo dalla vita”

lunedì 19 marzo 2018

PETRADEMONE Intervista all'Autore Manlio Castagna

Buongiorno Lettori!
Oggi abbiamo il piacere e l'onore di pubblicare l'intervista a Manlio Castagna, autore del romanzo Petrademone edito da Mondadori e tra i romanzi Fantasy per ragazzi più belli di quest'anno. Manlio è stato gentile e disponibile nel rispondere alle non poche domande che gli ho rivolto con l'intento di conoscere un po' di più l'uomo e l'autore. 


Vi ricordo che trovate il romanzo 
in libreria e su tutti gli store online 



Collana: I Grandi
Genere: Fantasy per ragazzi
Pagine: 259
Prezzo:  17,00  Ebook: 8,99
Trama:  Frida ha appena perso genitori in un incidente del quale si sente responsabile e viene mandata a Petrademone, la tenuta degli zii, scenario di misteriosi avvenimenti: gli amati border collie di famiglia sono spariti e tutte le notti una strana nebbia avvolge i prati circostanti la casa, portando l'eco di voci inquietanti. Insieme a tre amici, la ragazza scoprirà l'esistenza di un mondo parallelo e malvagio e di essere la "prescelta" per una missione dalla quale dipenderà il destino dell'umanità intera. Età di lettura: da 10 anni.


La mia recensione QUI






L'AUTORE



Manlio Castagna nasce a Salerno nel 1974 ed esordisce alla regia nel 1997 con il pluripremiato corto "Indice di frequenza", con Alessandro Haber. Da vent'anni collabora ad organizzare il Giffoni Film Festival e nel 2007 ne diventa vicedirettore artistico. E' creative advisor per il Doha Film Institute in Qatar e critico cinematografico per Virgin Radio. E' sceneggiatore e regista di videoclip, documentari, cortometraggi, episodi di webserie. Si occupa di fotografia, neurocomunicazione e semiologia degli audiovisivi. Dopo aver pubblicato saggi sul cinema e sui cani, con Petrademone- Il libro delle Porte esordisce nella narrativa.



E ADESSO LASCIO LA PAROLA A LUI!




1) Tre libri che Manlio bambino/ ragazzo porta nel cuore

IT 
IL MAGO DI OZ 
IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI

2) In Petrademone ci sono ricorrenti riferimenti al Mago di Oz. Cosa accomuna il viaggio di Dorothy e quello di Frida?

Innanzitutto la lontananza da casa. una casa che ormai è perduta per sempre. dorothy non ha più i suoi genitori, come frida. 
Poi c'è il viaggio realizzato in compagnia. Frida come D. ha bisogno di amici per affrontare gli ostacoli, per trovare il coraggio, per non perdersi tra i mille rivoli di un'avventura pericolosa. Infine il senso della scoperta continua, della meraviglia. entrambe affrontano le situazioni, anche le più terribili, con stupore, energia, curiosità. 
Ma potrei citare ancora tanti punti di contatto. Dorothy e Frida sono sorelle "narrative".

3) Nel romanzo hai scelto degli oggetti specifici che fanno parte di una mappa virtuale. La scelta ha un significato preciso?

In generale Petrademone è un vortice "pop". dentro ho voluto mescolare icone, simboli, archetipi sparsi tra cinema, letteratura, arte, fumetto e così via. per questo si trovano "oggetti" come specchi, libri, librerie che popolano l'immaginario collettivo di tutti gli esseri umani. ma ho voluto farli miei e riproporli in una formula personale. 

4) Petrademone è un luogo reale al quale ti sei ispirato. Puoi raccontare qualcosa ai lettori?

Petrademone non è raccontabile a parole. intendo l'allevamento-tenuta dei miei grandi amici Roberto Mucelli e Cristina Bernabei. bisogna vederlo coi propri occhi per crederci. è un luogo fantasy per eccellenza dove la realtà a cui siamo abituati lascia il posto a un modo altro di vivere. per esempio i border collie (ne sono circa una ventina) vivono la quotidianeità con gli umani, li ritrovi seduti a tavola, sotto la cucina, in bagno. sono i veri "padroni di casa". e poi c'è una quercia secolare cava con una possente altalena agganciata ai suoi rami, puoi sentire l'ululato dei lupi in certe notti estive. insomma è un luogo lontano da tutto e tutti, che riavvicina al parte più intima di te stesso.

5) Tra i personaggi chiave del romanzo c'è una muta di Border Collie. So che non è stata una scelta casuale.

Il border collie è una razza di cani davvero speciale. il mio cane elrond che è morto in circostanze tragiche era un border collie di petrademone. la mia scelta era obbligata.

6) La scelta dei nomi dei personaggi nel romanzo è casuale?

Nessun nome è casuale. i nomi per me sono importanti, non sono semplicemente un'etichetta che apponiamo a un personaggio. Nomen omen dicevano i latini: il destino è nel nome.

7) Petrademone è popolato da creature davvero inquietanti. Da dove traggono ispirazione?

Anche in questo caso sono il frutto di omaggi e citazioni e di rimescolamenti.  Il Magro Notturno per esempio è dedicato a uno degli scrittori che più ho amato in giovinezza: Lovecraft.

8) Mi sembra di aver letto che Petrademone potrebbe essere trasposto in una pellicola. Puoi rilasciare qualche indiscrezione?

Ormai non è più un'indiscrezione. Ivan Cotroneo ha opzionato i diritti per una serie tv. e stiamo lavorando per farlo accadere. 

9) Il tuo lavoro ha in qualche modo ispirato il romanzo?

No, non credo. Mi ha ispirato il mio grande amore per il raccontare storie.

10) Ultima domanda: Puoi dirci se il secondo capitolo della saga uscirà in tempo brevi o se ancora ci stai lavorando?

Ultimato e inviato a Mondadori. Secondo me bisognerà attendere il nuovo anno per vederlo in libreria.




Ringrazio Manlio per essere stato disponibile e come sempre gentilissimo. Spero di incontrarlo presto per potergli fare ancora tante domande... E farmi autografare il libro. 😜

lunedì 26 febbraio 2018

GELSOMINO INDIANO Linda Kent Anteprima e intervista

Buon Lunedì Cari Lettori!
Oggi ho il piacere di presentarvi il prossimo romanzo di Linda Kent disponibile dal 3 Marzo in ebook e cartaceo nella collana Mondadori Classic. Per presentarvi al meglio questo nuovo lavoro di un'autrice che apprezzo moltissimo per la sua eleganza, le ho chiesto di rispondere a poche semplici domande così da toglierci un po' di pruriginosa curiosità in attesa dell'uscita. 




Mondadori


GELSOMINO INDIANO
Linda Kent

Editore: Mondadori
Collana: Romanzi Classic
Genere: Romance storico
Pagine: 250
Prezzo: 5,50
Ebook: 3,99



Trama

Dopo dieci anni di servizio presso la Compagnia delle Indie, per Rupert Selby è giunto il momento di tornare a Londra. Rupert è nobile, ricco, affascinante e il ton sarebbe disposto a perdonargli un passato scandaloso, se non fosse per la figlioletta di sangue misto che ha portato con sé. Ma lui la adora e decide di assumere un'istitutrice che la trasformi in una piccola lady. È così che Jasmine Hartwell entra nella sua vita, travolgendo ogni sua certezza e ribaltando i suoi piani con teorie schiette e sorprendenti. Jasmine è però in fuga da un passato pericoloso e sa di dover rifiutare l'amore di Rupert, anche se il sangue caldo e sensuale che le scorre nelle vene…


L'autrice




Linda Kent è lo pseudonimo che ho scelto in omaggio a mia madre e all’ambientazione anglosassone dei miei romanzi. 
Divido la mia vita fra la magica atmosfera di Roma e la campagna toscana, un’oasi di tranquillità nella quale mi rifugio quando la scrittura richiede maggiore concentrazione. 
Amo profondamente la letteratura, la poesia e la storia del passato, soprattutto quella del Regno Unito e, non appena mi è possibile, compio lunghi viaggi nei luoghi in cui ambiento i miei romanzi, per poterli descrivere fedelmente ai lettori.
Potete contattarmi sul mio sito: www.lindakentauthor.com
tramite Facebook: www.facebook.com/lindakentromance
oppure Twitter: https://twitter.com/lindalindakent. 








Come sempre Linda si è resa disponibile a rispondere alle domande che le ho inviato. La ringrazio per la sua disponibilità e gentilezza. 


1. In che periodo storico è ambientato il romanzo?

Linda: Gelsomino Indiano è ambientato durante il regno della regina Vittoria, nel 1851. Un anno di gloria per la monarchia e per Londra, che ospitò la prima Esposizione Universale. L’evento attirò l’attenzione di tutto il mondo sulle nuove scoperte e invenzioni della Rivoluzione Industriale e aprì le frontiere agli scambi culturali fra le nazioni.


2.  Perchè questo cambio di periodo rispetto ai precedenti?

Linda: Mi piace affrontare nuove sfide e cimentarmi con epoche, usi e costumi diversi. Dalla Guerra delle due Rose alla Prima Rivoluzione, dal Regency al lungo regno della regina Vittoria.


3.  Poiché so quanto tu sia ligia alla Storia, che ricerche storiche hai fatto per questo romanzo?

Linda: Moltissime, come sempre. Mi interessava fornire alle lettrici uno sguardo d’insieme su questo periodo ricco di fermenti e contraddizioni. Ho ambientato la storia d’amore all’interno di una cornice che illustrasse alcuni aspetti meno noti dell’era vittoriana. Per esempio, mi sono documentata a fondo sulla Grande Esposizione e sul Palazzo di Cristallo, e ho scoperto particolari organizzativi che mi hanno stupita per la loro attualità. Ho voluto però far conoscere anche l’altra faccia di Londra, quella oggi davvero impossibile da concepire: Jacob’s Island era un vero inferno di miseria, malattie, disperazione. Infine, ho riletto con grande piacere i miti e le leggende che compongono l’affascinante epopea Indiana del Rāmāyana.


4.  Come nasce l'idea di fondo del romanzo?

Linda: L’idea è nata, come spesso accade, dalla realtà. Se ancora oggi esistono molte forme di discriminazione, e spesso a farne le spese sono i bambini, nel 1851 la situazione doveva essere molto più drammatica. Per Saraswati, la piccola co-protagonista del romanzo, volevo un’istitutrice veramente speciale, che sapesse arrivare al suo cuore… e naturalmente a quello dell’affascinante papà.




Ora, dopo aver soddisfatto qualche curiosità, non ci resta che aspettare il 3 Marzo per poterci immergere in questo nuovo romanzo di Linda Kent, sono certa che saprà emozionarci ancora una volta, avvolgendoci nelle atmosfere che riesce magistralmente a ricreare con le sue ricercate descrizioni!