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sabato 14 marzo 2020

FINCHÉ IL CAFFÈ È CALDO #reviewparty Toshikazu Kawaguchi

Buongiorno Lettori! 
Oggi ospitiamo la terza tappa del #blogtour Finché il caffè è caldo! Vi ricordo le prime due tappe sul blog Esmeralda viaggi e libri e sul blog Rachel Sandman Author. Oggi vi faremo un identikit dei personaggi di questo romanzo originale che apre una finestra sull'animo soprattutto femminile. Come sempre un grazie speciale a Marianna del blog A spasso coi libri. 


Garzanti Libri 


BLOG TOUR 
FINCHÉ IL CAFFÈ È CALDO 


TERZA TAPPA
IDENTIKIT DEI PERSONAGGI 


Il romanzo


Titolo: Finché il caffè è caldo
Autore: Toshikazu Kawaguchi 
TraduttoreClaudia Marseguerra
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Pagine: 177
Prezzo: 16,00   Ebook: 9,99
Trama: Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici.
ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:
1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te.
2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.


IDENTIKIT DEI PERSONAGGI

Non starò a cercare immagini che rispecchino i personaggi come io li ho immaginati, ma vi farò un identikit sulla base del loro modo di approcciare alla vita e al valore che danno agli affetti, perché questo è il fulcro del romanzo che, essendo ambientato a Tokio racconta di personaggi giapponesi, perciò chi è appassionato di manga potrebbe anche vederli come io ho provato a immaginarli dentro la scenografia di un film d'animazione. 

Finché il caffè è caldo è un romanzo sul potere del tempo e sul valore che noi gli diamo quando si parla di affetti, una storia dove prevalgono i personaggi femminili alle prese con i nodi della propria esistenza. 

La donna con il vestito bianco

Su tutti spicca un personaggio più sfuggente degli altri che l'autore ha magistralmente tenuto un po' sullo spartiacque della scena e che ha pungolato non poco la mia curiosità perché di lei non si saprà niente per tutto il romanzo ma sembra tenere più o meno in equilibrio il tutto. Una figura eterea eppure incisiva, con un forte potere emotivo che scaturisce da come ognuno la "vede". Sembra una donna placida e distratta dal libro che legge davanti a una tazza di caffé, ma in realtà ha chiaro tutto ciò che le succede intorno. Insomma una figura che sembra avere un ruolo centrale nella vita della caffetteria, perciò ogni lettore si farà una personale idea su di lei. Io ancora mi sto ponendo non poche domande. 

Fumiko Kiyokawa 

Cliente della caffetteria, giovane donna al principio della sua carriera, afflitta dalla partenza del suo fidanzato che li terrà lontani molto tempo, parla sei lingue, veste in modo sobrio ma elegante e frequenta abitudinariamente il locale perché ne è rimasta affascinata dal primo caffé che casualmente si è trovata a bere proprio lì in una circostanza che ha messo in standbye la sua vita. 

Kazu Tokita

Cugina del proprietario della caffetteria, lavora per pagarsi gli studi universitari, dispensa perle di saggezza. Nonostante la sua giovane età sembra sempre avere in pugno la situazione dentro il locale anche quando uno degli avventori si ritrova smarrito nei suoi sensi di colpa o pensieri profondi. Kazu c'è sempre quando qualcuno ne ha bisogno, grande e paziente preparatrice di verò caffè, gira con un vassoio d'argento con sopra una tazzina bianca e una caffettiera anch'essa d'argento (in questo romanzo nulla è lasciato al caso, neanche le più piccole suppelletili). Sembra una "guida emotiva" quando i clienti hanno perso la bussola, come se sapesse tutto sul mondo nonostante la sua giovane età.

"Kazu era il genere di persona che trova i rapporti interpersonali piuttosto noiosi"

Nagare Tokita

Proprietario del locale, un uomo di una certa stazza ma fondamentalmente pacifico e di poche parole,  lascia carta bianca alla moglie e alla cugina che gestiscono i rapporti con il pubblico e interviene solo quando vi è una reale necessità nel calmare gli animi o far riflettere le persone. Insieme a Kazu tiene i rapporti con la clientela ma senza grandi exploit, preferisce dare spazio e voce alle donne che lo circondano, tra tutte la moglie Kei.

Yaeko Hirai 

Cliente abituale, trentenne, eccentrica nel vestire e proprietaria di uno snack bar vicino alla caffetteria, il primo caffé della mattina lo passa a bere sempre da Nagare, non ha problemi a girare per la città in bigodini e vestiti appariscenti e striminziti. Uno dei personaggi che mi ha colpito di più per il suo vissuto e il suo modo di affrontarlo. Il suo carattere è "camaleontico", capace di cambiare repentinamente ma è molto brava a mascherare le sue emozioni, anche quelle più forti. Ha sempre un sorriso e riesce a sdrammatizzare se necessario ma dentro secondo me è un fiume di emozioni in piena. Conosce tutti gli avventori della caffetteria e probabilmente la frequenta assiduamente perché per lei è diventata una specie si famiglia allargata. 

Kei Tokita

Moglie di Nagare, molto amica di Kazu e come lei serve il caffè nel locale del marito. Ognuno di loro fa il caffè con un procedimento diverso che forse rispecchia proprio il loro modo di vedere la vita. Kei ha una salute cagionevole da quando era bambina, spesso ha delle ricadute e per questo è seguita con affetto e attenzione un po' da tutti. È una donna che si troverà davanti a una scelta non facile dimostrando tutta la sua forza che a un primo sguardo un avventore qualsiasi non noterebbe. 

"Kei era nata debole di cuore e aveva passato tutta la vita a fare dentro e fuori dagli ospedali. Eppure aveva un'indole allegra e spensierata e riusciva sempre a regalare un sorriso, anche quando stava male."


Fusagi e Kotake 

Marito e moglie, clienti abitudinari del locale, una coppia unita ma allo stesso divisa da un' ombra che incombe inesorabile e che corre con il tempo. Kotake è una donna forte, determinata a tenere in piedi il suo matrimonio, dal canto suo Fusagi è un uomo che frequenta la caffetteria come fosse il faro in mezzo al mare buio e in tempesta, si siede tutti i giorni al suo tavolo e mentre beve il caffé sfoglia una rivista di viaggi, spesso perso nei suoi pensieri. A riportarlo alla realtà ci pensa la moglie che con gesti sempre dolci e pacati lo tiene avvinto alla realtà. 


Nella caffetteria gravitano le vite di questi personaggi, come una famiglia allargata che nel momento dell'appiglio emotivo entra e fa tintinnare la campanella. Qui il tempo sembra scorrere in modo diverso rispetto all'esterno, è buffo notare alcuni particolari del locale e del suo arredamento che fanno pensare al lettore che chi entra sospende il tempo della propria giornata, gli viene data la possibilità di fermarsi e riflettere, soffrire, decidere dolorosamente, liberarsi di un fardello. Su tutti aleggia il vapore avvolgente di una tazza di caffé caldo, un momento sospeso durante il quale potrebbe passarci davanti un'intera esistenza, fatta di rimpianti, decisioni mai prese o desideri mai esauditi. Il "tempo" necessario perché il caffè non ri raffreddi, questo è quello che può fare la differenza se ti siedi in questo luogo molto, molto particolare. 



L'autore

Toshikazu Kawaguchi è nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, dove lavora come sceneggiatore e regista. Con Finché il caffè è caldo, suo romanzo d’esordio, ha vinto il Suginami Drama Festival.



Vi ricordo che domani il #blogtour prosegue sul blog 




giovedì 18 aprile 2019

PIÙ FORTE DI OGNI ADDIO Review Enrico Galiano

Comunque quello che volevo dirti è che adesso che sei al buio forse non lo puoi ancora sapere, ma un giorno fra non molto lo saprai. Che la luce non è qualcosa che viene da fuori. No, Nina, la luce è qualcosa che creiamo noi. Viene da dentro. Se la cerchi bene, vedrai che c'è. 

Buongiorno Lettori, oggi abbiamo il piacere di partecipare al Review party per l'uscita del nuovo atteso romanzo di Enrico Galiano. Come sempre un grazie a Sara di Diario di un sogno per l'invito, alle blogger compagne in questo bel party e alla Garzanti per averlo reso possibile. 



GARZANTI



REVIEW PARTY 





DAL 18 APRILE IN  LIBRERIA 

Titolo: Più forte di ogni addio
Autore: Enrico Galiano
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Pagine: 349
Prezzo: 17,90        Ebook: 9,99
Trama:  È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando. Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l'uno nell'altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l'abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l'ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l'istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell'essere due ragazzi pieni di sogni.




opinione di foschia75

No, il dolore, se è vero dolore, non lo puoi cancellare.
Bene che vada, lo puoi solo addomesticare.


Più forte di ogni addio sarà il romanzo che farà battere giovani cuori, gli stessi cuori che il Prof. Galiano alimenta di emozioni e conoscenza sui banchi della sua scuola. Il primo plauso lo faccio per aver scritto un romanzo "fuori dal tempo" impazzito nel quale viviamo, plasmando personaggi graffianti scevri dai social e dalle assurde tendenze dei nostri giorni. Il secondo apprezzamento è per l'intensità dei sentimenti che permeano le vite dei protagonisti, seppur giovani già così forgiati dagli eventi. 
Nina e Michele, due steli d'erba verdissimi, scossi dal vento che soffia sulle loro vite, flettendoli senza mai spezzarli.  Due anime affini in cerca della luce che dia colori decisi alle loro esistenze. 
Lei sfuggente e inquieta solo come si può essere nell'età delle svolte improvvise, lui cresciuto troppo in fretta per godere della spensieratezza che gli spetta. Due esistenze "rette" che un giorno cambiano improvvisamente traiettoria e finiscono per incrociarsi, creando quel contatto che non potrà essere corretto o cancellato. Nina e Michele, una croce a definirli, la stessa croce che portano sul cuore senza saperlo e vista da parti opposte.  Il dolore come dice l'autore è uno solo, non importa come ti ha colpito, quando è vero lo puoi solo addomesticare: questo è quello che proveranno a fare i due protagonisti, non prima di aver cercato di domarlo inutilmente. 
Entrambi devono trovare il coraggio di perdonare e soprattutto perdonarsi, solo allora potranno addomesticare il dolore e imparare a conviverci.
Hanno perso molto Nina e Michele, non solo le persone a cui tenevano di più, ma la capacità di "vedere" i colori oltre il dolore, quelli nitidi e accecanti che solo le sfaccettature della perdita sanno restituire. Nina, così arrogante verso la vita, così fragile verso la verità; Michele così pieno di speranze nonostante il buio che lo circonda. Due figure che hanno tanto da prendere e imparare l'una dall'altra. A permeare la loro storia, il potere degli affetti, nel bene e nel male, i legami familiari che si sfilacciano dopo un big bang emotivo, dopo una perdita che sposta gli equilibri in modo imprevedibile. 
Il rapporto tra genitori e figli, mai facile, controverso. La pretesa di poter sempre tenere i figli al sicuro, salvarli dal dolore e l'oggettivo fallimento davanti alla volontà di questi ultimi di voler muovere i propri passi nel mondo, cadere e rialzarsi. 
Enrico Galiano dimostra di essere un grande osservatore, creando personaggi che potrebbero benissimo sedere tra i banchi della sua classe, credibili e così pieni di voglia di vivere. 
Più forte di ogni addio è la storia di come si entra in scivolata nella crudele realtà adulta, di come affrontare un dolore senza bagaglio, trovando dentro se stessi la forza di perdonare e ricominciare. 


L'autore



Enrico Galiano è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i dieci milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per l’Europa con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore. Il suo romanzo d’esordio, Eppure cadiamo felici, in corso di traduzione in tutt’Europa, è stato il libro rivelazione del 2017 e ha vinto il Premio internazionale Città di Como come miglior opera prima e il Premio cultura mediterranea. Con Garzanti ha pubblicato anche Tutta la vita che vuoi (2018).




IL REVIEW PARTY CONTINUA SUI BLOG: 




giovedì 21 febbraio 2019

OGGI È IL GIORNO GIUSTO PER DARE UNA SVOLTA ALLA TUA VITA #blogtour

Buongiorno Lettori!
Oggi ospitiamo la quarta tappa del #blogtour dedicato al romanzo di Raffaelle Giordano. Un viaggio fisico ed emotivo di una donna alla ricerca di se stessa e del tempo per realizzarsi nella vita. Un argomento delicato che prima o poi tocca tutti noi. Oggi parleremo del tempo e della sua importanza nelle nostre vite. 




GARZANTI 




BLOG TOUR 
Oggi è il giorno giusto per dare una svolta alla tua vita





IL LIBRO 


Titolo: Oggi è il giorno giusto per dare una svolta alla tua vita
Autore:  Raphaëlle Giordano
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Pagine: 358
Prezzo:  17,90     Ebook: 9,99
Trama:  Ci sono giorni capaci di cambiare rotta alla nostra vita. Per Meredith oggi è uno di quelli: di fronte al desiderio del compagno Antoine di dare una svolta al loro rapporto, non è più sicura della direzione da prendere e ha bisogno di fare chiarezza, ma non sa da dove cominciare. Finché la migliore amica Rose le regala un taccuino su cui annotare pensieri e riflessioni e le propone di portarlo con sé in un viaggio intorno al mondo. Sei mesi per ritrovare se stessa e capire se sia possibile prepararsi al grande amore. All'inizio, Meredith non crede sia una buona idea, ma allontanarsi dalla quotidianità potrebbe rimettere ogni cosa nella giusta prospettiva. Così accetta la proposta di Rose: da Parigi a Londra e New York, riempie il suo taccuino di annotazioni che la aiutano a esprimere la propria inclinazione all'amore. E impara che bastano pochi semplici accorgimenti per vivere e amare pienamente: fare pace con se stessi e mettere da parte i ricordi dolorosi, ascoltarsi e riconoscere il valore dei propri successi, non dare retta ai dubbi né alla voce della gelosia e, soprattutto, ricordarsi di tendere al punto giusto la corda del desiderio. Piccole regole d'oro da rispolverare quando si ha la sensazione di aver perso l'orientamento. Ora Meredith deve affrontare la sfida più grande: mettere in pratica ciò che ha imparato per capire se sia arrivato il momento di riabbracciare Antoine e riprendere la propria vita.




LE TAPPE PRECEDENTI



QUARTA TAPPA
L'importanza del tempo nella nostra vita

In questo romanzo, la protagonista si prende sei mesi di tempo per realizzarsi, per poi rendersi conto che non si può mettere limiti al tempo quando si tratta di crescere personalmente e professionalmente. L'esperienza di Meredith ci porta a riflettere sull'importanza del tempo che dedichiamo a noi stessi e quello che invece sacrifichiamo in nome dell'amore verso il prossimo. Capita quasi sempre che le persone che amiamo vengano prima di qualsiasi cosa, soprattutto di noi stessi, diamo per scontato che il tempo a nostra disposizione debba essere dedicato agli altri. Poi giorno dopo giorno ci rendiamo conto che manca qualcosa nelle nostre giornate, che tutto questo dare non ci soddisfi come ci eravamo aspettati. Questo senso di vuoto o imcompletezza ci rende sempre più frustrati e scostanti, insicuri e tristi e per quanto cerchiamo di spiegarci il motivo non troviamo le risposte. 
Arriva così il momento di fermarsi, fare un bel respiro e riuscire egoisticamente a ritagliarci una porzione di giornata nella quale sentirci padroni del nostro tempo. Non è una cosa così scontata e forse Meredith vuol farci capire proprio questo:  non si può essere veramente felici, sentirsi realizzati e in pace col mondo se non capiamo quanto è importante dedicare del tempo a noi stessi. 
Il tempo è un concetto personale che non possiamo attingere dalle vite altrui, ma dobbiamo spendere nel miglior modo possibile per acquisire quella serenità che ci lega agli altri. I personaggi di questo romanzo hanno una diversa concezione dell'amore e del tempo dedicato a chi si ama, per poi ritrovarsi insoddisfatti della propria esistenza. Trovo giusto, quando questa spiacevole sensazione ci coglie, staccare per un po' dalla routine che non ci appaga più e ritrovare il giusto equilibrio emotivo che andrà a favore nostro e di chi ci sta intorno. 

Finché non si trova se stessi è difficile riuscire ad amare gli altri 

Per trovare noi stessi abbiamo bisogno di tempo da dedicarci e personalmente non credo che la cosa sia così scontata come può apparire, soprattutto quando hai un lavoro e una famiglia, che risucchiano tutto il tuo tempo, fino al giorno in cui ti accorgi che la vita passa, e tu non hai realizzato quello che avresti voluto.  Per trovare noi stessi, dobbiamo ritagliarci del tempo per fare le cose che ci fanno stare bene, ci donano serenità, quella appagante sensazione che poi trasmettiamo a chi ci sta vicino. Leggere un libro, guardare un film, fare una passeggiata che ci aiuti a pensare, andare al cinema, sono tutte cose che possono aiutarci a sentirci più leggeri e sereni. Anche realizzarsi nello studio e nel lavoro può darci quella determinazione che ci fa stare bene in mezzo agli altri, e questo credo che sia ancora più necessario per una donna, provare quella sensazione di realizzazione che immancabilmente la fa sentire in pace con se stessa e con gli altri. 
Meredith affronta un viaggio personale, dandosi una "data di scadenza" dopo la quale tornerà dall'uomo che ama. La vita spesso si fa beffe delle tue pianificazioni e ti spinge a prendere strade che tu non avevi minimamente considerato, dando al tempo un valore molto effimero. Non credo sia giusto darsi delle scadenze in amore, ma sia più giusto spiegare perché sia nostro diritto ritagliarsi ogni tanto un "viaggio personale" che serva per essere migliori e raggiungere quel climax necessario per l'equilibrio generale di una coppia o di una famiglia. 
Il tempo di ciascuno di noi è importante per l'equilibrio emotivo delle persone che gravitano nella nostra vita. Non esiste una regola in grado di darci un'unica risposta, ma sta a noi ogni tanto renderci conto che non dobbiamo sentirci in colpa se troviamo un briocolo di tempo tutto per noi. 



Vi aspettiamo domani sul blog 
per l'ultima tappa 


Ringrazio Garzanti per la collaborazione, 
ringrazio le blogger che hanno condiviso questo "Love tour"


lunedì 28 maggio 2018

ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO Gail Honeyman Recensione

La Glasgow odierna fa da scenario ad un romanzo dalla spiccata tendenza uplifting , atta  ad infondere buonumore e fiducia nel lettore. Eleanor Oliphant sta benissimo ha già conquistato il pubblico in molti paesi , e presto diventerà un film incentrato su una figura pura, indifesa e in balia di se stessa:  esemplificativa  dell’ importanza del contatto umano,  e di quel bisogno di cura e di amore verso se stessi e verso gli altri che alberga in ognuno di noi.

Garzanti Libri
ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO
GAIL HONEYMAN


Collana:Narratori moderni
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 344
Prezzo: 17.90
ebook: € 9.99
QUI il link Amazon per l' acquisto

La Trama 
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent'anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient'altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D'improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.



Opinione di Charlotte
Divertente drammtatica, commovente: è Eleanor Oliphant, una donna di trent’ anni che posa sulla realtà che la circonda uno sguardo disarmante, sincero e privo di filtri. Un po’ Forrest Gump in gonnella nel suo anallizzare con logico candore dal rerogusto graffiante atteggiamenti e costumi sociali diffusi e talora poco edificanti , un po’ emblema delle insicurezze che si annidano  in misura diversa in ogni individuo , Eleanor non sa cosa sia l’empatia, è metodica ,  incredibilmente sola e ignorata quando non derisa da colleghi e concittadini  . La sua mancanza di malizia e le sue fragilità l’ hanno portata ad un isolamento emozionale, in un limbo costruito su di un presente monotono dalle abitudini ossessive e immutabili, che se da un lato la protegge da un passato tragico e violento, dall’ altro la rende diversa e incompresa agli occhi delle persone in cui incappa quotidianamente .
Mentre si addentra in questo schema comportamentale e (a)sociale ,  il lettore recupera schegge di vita di Eleanor , ottenendo un quadro completo dei suoi drammi atto a comprenderne e  giustificare azioni e reazioni: quella che inizialmente sembra una successione di sequenze argute e stravaganti si tramuta ben presto in una storia di solitudine e di rinascita in nome di altruismo ed amicizia. Basta una piccola sollecitazione, infatti, per suggestionare la protagonista  ed incoraggiarla a uscire dal  sistema che si è autoimposta, ponendosi nuovi obiettivi . In una lenta progressione che vede una donna un po' naïf un po' consapevole  liberarsi del proprio guscio di anaffettività e disperazione latente, accrescendo l' interazione con gli altri giorno dopo giorno, affacciandosi su un  mondo in cui la tenerezza e il conforto sono l’ altra faccia della superficialità , Eleanor  impara il piacere della reciprocità soccorrendo  e facendosi aiutare , parlando e ascoltando, dando e ricevendo attenzioni.
Sebbene sia stata vittima , ella non cerca mai la compassione del lettore, e pian piano familiarizza con lui fino a creare una muta  complicità , ottenendo quel saldo legame empatico  che costituisce la chiave per aumentare  l’ autostima e per saper apprezzare la vita con le sue   gioie e nonostante i dolori. 
Spesso i sogni di Eleanor sono chimere:  quel che invece è vero,  salvifico, non illusorio,  è il ruolo dell’ amico paziente che sa capire, sostenere, sopportare asprezze e smussare spigoli   .Un messaggio positivo, confortante, veicolato da un libro accattivante e scorrevole nella forma, eppure lento e meditato nella fruizione, per un'  interiorizzazione profonda e propositiva: dopotutto, se ce la fa Eleanor a uscire dal microcosmo  claustrofobico  in cui continua ad imbattersi in se stessa e nelle proprie insicurezze,  ce la può fare ognuno di noi.



L' Autrice



Gail Honeyman si è laureata alle università di Glasgow e Oxford. Eleanor Oliphant è Completely Fine è stato candidato  al Lucy Cavendish Fiction Prize come work in progres,s ed è il romanzo d'esordio della Honeyman. L’ autrice vive a Glasgow, in Scozia.