martedì 6 marzo 2018

PETRADEMONE Il libro delle porte Manlio Castagna Recensione

Sul fondo c'era uno specchio coperto alla meno peggio da un panno. Infine videro il leggio che ospitava il libro. Quello che stavano disperatamente cercando era lì di fronte a loro: piccolo, chiuso nella sua rilegatura così rara - una corteccia su cui il titolo era inciso a caratteri neri. Il volume trasudava mistero e antichità. E tutti e tre ebbero l'impressione di sentire un sibilo appena percettibile provenire da quelle pagine, come se stesse sussurrando loro qualcosa. 


Parlare di Petrademone non è facile, perché al suo interno racchiude pura magia e tantissime emozioni. Non so se sia la mia grande passione per questo genere o la magistrale bravura dell'autore, ma questo è uno di quei libri senza età, capace di arrivare dritto al cuore di tutti. Al mio ci è arrivato attraverso le emozioni della protagonista con la quale sono entrata subito in empatia, e tramite i tanti messaggi che sono stati affidati alle pagine. Grande pregio di questo romanzo sono le vivide descrizioni  e le cupe atmosfere che sembrano scritte per una sceneggiatura. 
Questo romanzo entra nella mia terna Fantasy Ragazzi del 2018!



Mondadori Ragazzi 

Quei "non dimenticare" avevano il potere di 
carezzare la sua anima e distenderla.


PETRADEMONE
Il libro delle porte 1
Manlio Castagna

Editore: Mondadori
Collana:  I Grandi
Genere: Fantasy per ragazzi 
Pagine: 259
Prezzo:  17,00
Ebook: 8,99


Trama


Frida ha appena perso genitori in un incidente del quale si sente responsabile e viene mandata a Petrademone, la tenuta degli zii, scenario di misteriosi avvenimenti: gli amati border collie di famiglia sono spariti e tutte le notti una strana nebbia avvolge i prati circostanti la casa, portando l'eco di voci inquietanti. Insieme a tre amici, la ragazza scoprirà l'esistenza di un mondo parallelo e malvagio e di essere la "prescelta" per una missione dalla quale dipenderà il destino dell'umanità intera. Età di lettura: da 10 anni.



opinione di foschia75


Frank Baum scelse case fragili e tornado per entrare in altri mondi, Manlio Castagna decide di rimanere nel suo Paese e utilizzare una possente Quercia e un libro (oltre a tanti, tantissimi altri simboli).  Quello che prende vita in Petrademone è un avventuroso quanto oscuro viaggio sia fisico che metaforico, nel quale la giovane protagonista Frida affronta i propri mostri interiori: primo fra tutti la perdita.
Che sensazione di smarrimento e fredda solitudine attanaglia il cuore e l'anima di un'adolescente che ha appena perso i suoi genitori? Come trovare la direzione da prendere venendo meno i suoi punti di riferimento? La risposta ce la fornisce l'autore permettendoci di guardare nella personale e quanto mai intima SCATOLA DEI MOMENTI di Frida, schegge di ricordi che la tengono legata ai suoi genitori. Aggrapparsi ai ricordi non basta per intraprendere la nostra crescita personale, abbiamo bisogno prima di tutto di imparare ad avere fiducia in noi stessi, in quello che stiamo diventando andando alla scoperta del "mondo adulto" che così tante avventure ci riserva. Quello che Frida intraprenderà è un viaggio incredibile che la porterà in un mondo segreto e ostile, dove lei e i suoi amici dovranno cercare risposte (non è forse quello che succede nelle vite di tutti noi?) contando solo nella fiducia in se stessi e nello spirito della squadra. 
Partendo dalle cupe e affascinanti atmosfere di Petrademone, l'autore ci invita in una avvolgente scenografia che incute inquietudine e quella continua sensazione di essere osservati, per poi accoglierci nel freddo e inospitale mondo di Nevelhem. Non nascondo che i suoi "cattivi" hanno popolato la mia immaginazione per giorni, proprio come fanno quelli visti nei film (il mio ricordo è andato ad alcune figure viste ne Il labirinto del Fauno).

Non c'era nulla di elegante in quel vestito, che nemmeno la cravatta contribuiva a rendere meno inquietante. L'aspetto inamidato contrastava troppo con la faccia ripugnante. Anzi, sarebbe più giusto dire con l'assenza di una faccia. Era un ovale liscio dal tetro color grigio cenere senza occhi, senza orecchie, senza naso. Solo uno squarcio stretto si apriva laddove di solito prende posto una bocca. 

Libro, portale, specchi e pietre magiche, saranno i tasselli di un intricato puzzle la cui soluzione sarà l'entrata nel mondo di Nevelhem alla ricerca dei cani scomparsi a Petrademone e dintorni. Perché rapire dei cani indifesi? Quello che scopriranno Frida e i suoi amici è un mondo oscuro e malvagio, in cui avranno bisogno di tutto il loro coraggio per sopravvivere. Il viaggio è appena cominciato e qualcosa di veramente malvagio li attende. Come per Dorothy ne Il mago di Oz, Frida potrà contare su amici dal grande cuore e nuovi personaggi che indicheranno loro la strada. 

Frida pensò a Dorothy nel Meraviglioso Mago di Oz. Quando dal Kansas l'uragano l'aveva sbalzata via e si era ritrovata «in mezzo a una campagna di una bellezza straordinaria». A loro non era andata altrettanto bene. Quel posto era tutt'altro che bellissimo. Inquietante, semmai, e all'apparenza inospitale. Altro che immensi prati verdi e alberi carichi di frutta profumata... Lì i tronchi erano freddi e incolori, le foglie tutte morte. 

Quello che colpisce il lettore è il coraggio e la forza d'animo di Frida e i suoi amici, un giorno passeggiano in bicicletta per le strade di campagna, il giorno dopo si trovano catapultati in una realtà che fanno fatica ad accettare, un mondo che potrebbe essere frutto dei loro incubi ma si rivela subito reale, popolato da creature prive di un'anima e armate da un potente personaggio senza scrupoli. Un luogo dove gli adulti sembrano del tutto impotenti (argomento quanto mai quotidiano e attuale). 
Un grandissimo plauso all'autore, per aver creato un mondo, anzi due, nei quali immergere totalmente il lettore con tutti i sensi... e il cuore,invitandolo a riflettere su argomenti quanto mai reali. 
Un romanzo che consiglio ai ragazzi e ai loro genitori, un prezioso scrigno di stati d'animo profondi e commoventi, di crescita personale e forza d'animo alimentata spesso dai ricordi e l'amore che portiamo nel cuore per chi non c'è più.
Leggendo Petrademone sarà inevitabile incontrare il nostro Io bambino, farci non poche domande sul potere del ricordo e la forza interiore che spinge ognuno di noi lungo il viaggio chiamato vita attraverso la porta che ci introduce nell'età adulta facendoci perdere l'incanto del regno dove nessuno muore. 




IL BOOKTRAILER




L'autore



Manlio Castagna nasce a Salerno nel 1974 ed esordisce alla regia nel 1997 con il pluripremiato corto "Indice di frequenza", con Alessandro Haber. Da vent'anni collabora ad organizzare il Giffoni Film Festival e nel 2007 ne diventa vicedirettore artistico. E' creative advisor per il Doha Film Institute in Qatar e critico cinematografico per Virgin Radio. E' sceneggiatore e regista di videoclip, documentari, cortometraggi, episodi di webserie. Si occupa di fotografia, neurocomunicazione e semiologia degli audiovisivi. Dopo aver pubblicato saggi sul cinema e sui cani, con Petrademone- Il libro delle Porte esordisce nella narrativa.




Non vedo l'ora di leggere il seguito, perché ho lasciato un pezzetto di cuore a Nevelhem con Frida e gli altri. 

2 commenti:

Saya ha detto...

sono contenta di questo parere il libro mi ispira un sacco!

foschia settantacinque ha detto...

Saya quanto tempo! Che piacere leggerti! Come stai?
Se lo leggerai fammi avere tue impressioni! Ci tengo!