giovedì 30 giugno 2016

#questononèamore Blog Tour e Contest di sensibilizzazione Terza tappa

Buongiorno Lettori!
Oggi #questononèamore il Blog tour e Contest di sensibilizzazione si sposta da Il mondo dello scrittore, nel nostro angolino virtuale, dove resterà per una settimana fino a giovedì prossimo, quando sarà ospitato dal blog Books Hunters Blog. Un'iniziativa alla quale abbiamo fortemente voluto aderire, in un momento come questo, dove la violenza sulle donne, fisica e psicologica è diventata un male dilagante. Nel nostro piccolo vogliamo dire Basta!, cercare di creare un crescente effetto domino grazie anche all'hastag #questononèamore, e al personale quanto sentito contributo di ognuno di voi, chiedendovi solo di lasciare uno slogan di sensibilizzazione nei commenti di questa tappa (e delle altre 4)


#questononèamore

Blog Tour e Contest
di sensibilizzazione
contro la violenza sulle donne

Terza Tappa



La Violenza Psicologica
raccontata da 
Federica D'Ascani
Autrice di Cristallo

Vera era stata e continuava a essere vittima di un carnefice che, subdolamente, non la picchiava fisicamente, lasciando segni evidenti e chiarificatori, ma preferiva sadicamente manipolarla, annientandone la coscienza e la volontà.

Titolo: Cristallo
Autore: Federica D'Ascani
Editore: Federica D'Ascani
Genere: Narrativa
Pagine: 166
Prezzo: 12,48
Ebook: 0.99
Trama: Perdersi negli occhi di Vittorio e riaccendere la passione che l’ha legata a lui, come un cristallo che riflette la luce del sole… Vera vuole solo questo: l’amore per come lo ricorda, per come la fa stare bene. Ma Vittorio è lontano, distante, duro e a volte anche spietato. Forse troppo. Eppure la felicità sarebbe a un passo da lei, a un passo dal quel senso di vuoto che sente quando lui la tocca. A un battito di ciglia dalla bolla in cui è immersa: per non soffrire, per non vedere. La seconda attesa edizione di Cristallo, il primo vero romanzo che indaga gli aspetti della violenza psicologica rendendoli reali. Perché ci sono coppie che non andrebbero composte, amori che non dovrebbero neanche accendersi…



Federica è un'amica, ma soprattutto è una donna, che ha deciso di raccontare e raccontarsi attraverso le righe di Cristallo, un romanzo duro e difficile da digerire, ma che trasmette davvero tutte le emozioni della protagonista. L'ho letto e ancora oggi mi capita di ripensare a Vera e alla sua bulimia d'amore, dentro una gabbia invisibile ma difficile da aprire, come è stato difficile liberare il suo cuore e farlo volare nuovamente verso la libertà. (La mia recensione QUI ). 


L'Autrice, ha accolto con entusiasmo la mia richiesta di partecipare al Blog tour di sensibilizzazione, mettendo a disposizione dei lettori, una riflessione sentita e "vissuta".
Non è facile scrivere di violenza psicologica se non ci si è realmente passati, per questo ho chiesto a Federica di raccontarci la sua esperienza, ma vi consiglio in ogni caso di leggere Cristallo, perché l'inquietudine della protagonista è difficile da dimenticare, si posa sul lettore come una veste soffocante, facendoci vivere l'esperienza quasi in prima persona. 


Lascio la parola a Federica:


Provate a immaginare un pazzo. Uno di quelli che sente le voci, che agisce seguendo le loro direttive, che parla da solo per strada, che piange e ride a seconda di ciò che gli viene sussurrato in un orecchio.
Provate a immaginare questo pazzo alle prese con una voce sola, ben deciso a non far sapere a nessuno che ha un tarlo nella testa, convinto di essere davvero pazzo e per questo immeritevole di attenzione e aiuto.
Provate adesso a immaginare una donna nei panni di quel pazzo, con un uomo che le sussurra ogni giorno all’orecchio di essere pazza, che le urla a più riprese di non valere nulla, che le indica come questa o quella siano molto più belle e sensuali di lei, che le dica… cosa? Che è l’ombra di ciò che era, che fa schifo, che lui non ne può più, che gli sta rendendo la vita impossibile con la sua immotivata gelosia e le frequenti discussioni, che però tizia o caia le abbraccia perché sono più simpatiche e alla mano di lei. E lei non dice nulla. Perché è colpa sua, in effetti, perché lui non fa nulla. Non la picchia, non le muove un dito contro, è simpatico a tutti, ha amici. Lei è sola.
Provate a immaginare? Ci riuscite? Non tanto, vero? Perché vi verrebbe voglia di voltarvi e dare un calcio grosso sui denti così a quell’uomo subdolo che sussurra e urla cattiverie gratuite. Certo, è umano, è sano, è naturale. 
Eppure… 
Eppure, se voi aveste un passato simile alla donna di cui sopra, magari con un modello familiare sbilanciato (e normalissimo nella cultura italiana) in cui la donna porta avanti la casa, pur lavorando, senza aspettarsi nulla dal compagno in questione, e in cui l’uomo, forte del proprio retaggio maschile, pur essendo una brava persona (perché nessuno lo mette in dubbio e molto spesso è così) si sente in diritto di non muovere un dito, convinto di aver fatto il proprio dovere in ufficio/cantiere/azienda, capace (perché ne ha il sacrosanto diritto) di lamentarsi se non ha i calzini nel cassetto, il piatto di pasta in tavola all’ora stabilita, la camicia stirata, la sala in ordine… Be’, sareste portate un po’ più delle altre a diventare come la donna di cui parlavamo.
E se, per caso, foste appena uscite da una storia tormentata, piena di domande senza risposte, con dubbi grandi che minano la vostra autostima… Be’, sareste terreno fertile per l’uomo bestia che sussurra e urla. Perché sareste talmente fragili, in questo momento, talmente desiderose di amore, protezione, gesti eclatanti di affetto, che avreste quasi una bella insegna luminosa sulla testa, per quei tipi.
Ma voi ancora non siete convinte, perché avete il vostro carattere, la vostra forza, il vostro modo di essere. Santiddio, a voi non potrebbe mai accadere una cosa così! Voi non potreste mai essere vessate, scardinate nelle vostre certezze, annullate in funzione di qualcuno. Mai!
Eppure…
Eppure l’amore è un sentimento strano, insidioso, che per sua naturale essenza porta le persone a comportarsi in maniera differente dall’usuale. Questo non potete negarlo, sapete che sto dicendo la verità.
Ora, continuiamo il nostro gioco del “provate a immaginare…”
Provate a immaginare  una ragazza solare, bella, brillante, con un sorriso smagliante, un gruppo di amici affiatati e una famiglia presente. Provate a immaginare la sua voglia di amore, di futuro luminoso, di gioia, di realizzazione personale e professionale. E poi lui… Lui: bello, premuroso, accorto, educato, innamorato al punto da dimostrarglielo in ogni modo. Messaggi, biglietti, nomignoli, coccole, presenza: lui ha tutto. E non potrebbe essere altrimenti, perché è proprio il principe azzurro.
La immaginate? Avete presente quel senso di euforia e sperdimento, proprio dell’amore appena sbocciato? Pur di stare con lui, la nostra ragazza immaginaria inizia a diradare le sue presenze in comitiva, a vestirsi in maniera diversa perché “a lui non interessa che io sia sempre perfetta, mi ama così come sono”, a scherzare di meno con i ragazzi perché “lui è un po’ geloso. Sai, non mi ha detto nulla, ma ho visto i suoi sguardi e se posso evitare di farlo rimanere male, lo faccio”, a uscire meno di sera con le amiche perché “Be’, lui mi ha detto che vorrebbe avermi sempre per sé e in fondo anche io provo le stesse cose. Del suo affetto non riesco proprio a farne a meno. Certo, i miei amici mi mancano, ma non è con loro che devo passare la mia vita. Sì, la mia vita. Lui me l’ha detto che mi vuole per sempre!”.
Avete presente? Ci siamo passate tutte.
«No, oggi non esco…»
«Ma devi uscire con lui?»
«No, lui esce con i suoi amici, stasera, ma… a me non va».
A lei non va, ma lui non ha più tutta questa voglia di stare solo con lei. Però… Però ha già gettato le basi per un controllo certosino e silenzioso, invisibile, per niente tangibile.
«Ieri ho visto la tua amica nel locale in cui ero.»
«Ah, non sapevo sarebbe uscita.»
«C’erano tutte, a dire il vero. Non ti hanno avvertita? E menomale che eravate amiche per la pelle.»
 E si inizia. L’allontanamento, l’accerchiamento, il lavaggio del cervello. La ragazza solare e piena di energie comincia a rimanere sola ad appannaggio di un amore che, dopo qualche mese, non è più come prima. Perché lui esce, ride e scherza con tutti, mentre lei si accartoccia sulle parole di lui, sulle sue insinuazioni, sui suoi modi di essere e vivere. Lui ha sempre ragione, lui è un uomo forte, coraggioso, sprezzante delle autorità, intelligente. Più intelligente. Le sue idee sono certo sempre le più valide.
«I tuoi non mi considerano…»
«No, non è vero. Ti vogliono bene.»
«Ma non dire stronzate! Ogni volta che arrivo a casa vostra, loro quasi non mi parlano. Io non ci vengo più…»
«Ma loro ci provano, solo che tu… Sembra che tu non voglia starci…»
«Perché non mi fanno sentire a mio agio. E poi, conoscono i miei problemi sul lavoro, li conosci anche tu. Perché non fate niente per aiutarmi? Io ti ho resa felice, e tu per me non hai fatto nulla. Per te non conto niente!»
«No, non è vero, io ti amo!»
«Ah sì? Ma non me lo dimostri. Prendi il sesso… Io ti ho chiesto di fare alcune cose e tu…»
E inizia la girandola, arriva la zampata, iniziano le prime discussioni. La ragazza solare e brillante è un’ombra sbiadita di ciò che era stata e diventerà sempre più tetra, sempre più proiettata verso il raggiungimento di ideali fissati da lui, il suo uomo, il suo padrone. La sua bambola con cui sperimentare i limiti da raggiungere e superare è quasi pronta. 
“Io lo salverò, io sarò quella che lo aiuterà! Lo renderò fiero di me, sarò la donna di cui non potrà più fare a meno”.
Vedete come è facile? Non ci vuole nulla, davvero nulla.
Adesso che avete immaginato, visualizzato, provato a capire… pensate. Pensate che chi ha scritto queste parole è scesa nell’inferno e ne è uscita. Pensate che ha scritto la sua storia per far capire a chi non ne sa nulla cosa significa violenza psicologica e come prevenirla.
Pensate che la sua storia potrebbe essere la stessa della vostra vicina, del vostro dirimpettaio, dei vostri figli, degli amici dei vostri figli.
Pensate e agite. Nessuno è solo, ma tutti hanno bisogno di esserne coscienti.
Facciamo in modo che il pazzo non senta più quelle voci nell’orecchio, che la donna non subisca più le urla, che nessuno possa più essere sminuito da un carattere più forte.
Perché il femminicidio esiste e parte proprio da qui.


Grazie Federica, per le tue preziose e sentite parole.
Non è facile parlare di violenza sulle donne, non è facile riconoscerla se non ci sei passato , ma se mai ci capitasse di esserne spettatori, è nostro dovere intervenire in qualche modo, prima che sia troppo tardi.

Questo è il bellissimo video di Stefania Bergo
per il Blog Tour e Contest. 






BLOG TOUR

5 blog, 5 tappe, 5 libri per parlare di violenza ma anche di chi cerca di vincerla, di aiutare le donne ad uscirne, di non farle sentire sole.
A partire dal 16 giugno, ogni giovedì i blog del Tour vi presenteranno un libro, gli autori che l'hanno scritto, i progetti che sostengono, i tipi di violenza di cui parlano.
Un Blog Tour che mira a sensibilizzare coinvolgendo i lettori, dando loro la possibilità di partecipare, di alzare la voce in un NO! collettivo. Una forma positiva di comunicazione sociale via web e collaborazione.
30/6   Sognando tra le righe
7/7           Books Hunters Blog
14/7                Parliamo di libri



CONTEST

Per ogni tappa del Blog Tour sarà possibile lasciare un commento con uno slogan che diventerà la nostra campagna di sensibilizzazione da luglio in poi, aperta a tutti quelli che vorranno sostenerla, semplicemente condividendo il banner identificativo. E ci auguriamo che la protesta diventi virale!
Tra tutti i suggerimenti, sceglieremo quello più efficace, impattante, che verrà trascritto nel banner identificativo della campagna stessa, in modo che chiunque voglia aderire, blogger e non, possa condividerlo. Avrà, inoltre, la possibilità di scegliere 1 ebook tra quelli gentilmente messi a disposizione dagli autori, che verranno resi noti nel corso del Blog Tour, e 1 copia cartacea di "4 petali rossi. Frammenti di storie spezzate." di Arianna Berna, Monica Coppola, Silvia Devitofrancesco, Loriana Lucciarini, ed. Arpeggio Libero, l'antologia solidale contro la violenza sulle donne per il progetto della “Casa delle donne nella Marsica” di BeFree.



Regole del contest

  • Diventate lettori fissi dei blog del tour (gadget "unisciti a questo sito" nei blog Gli scrittori della porta accanto, Sognando tra le righe e Books Hunters Blog; "mi piace" alla pagina FB di Il mondo dello scrittore e di Parliamo di libri);
  • Lasciate un commento per ogni tappa con la vostra proposta di slogan per la campagna di sensibilizzazione, avrete, così, la possibilità di proporre 5 diversi slogan.
  • E, indipendentemente dal contest, se vorrete, condividete sia il banner, sia il video. Un modo apparentemente insignificante per far sentire la nostra voce. Forse parlarne non basta, ma l'indifferenza è un'offesa per le vittime. Un modo, quello che conosciamo, da scrittori e blogger, per far sentire meno sole le donne, un abbraccio collettivo come in un'accogliente casa comune. 


 Uno spiraglio di speranza. 
Perchè uscire dalla violenza, si può.

#questononèamore


Un grandissimo ringraziamento a tutti i blogger di BlogCrossing, che hanno lavorato tanto e con dedizione a questa bellissima iniziativa.

Lettori fate sentire la vostra presenza!!!

2 commenti:

Stefania Bergo ha detto...

Il mio slogan nasce dal consiglio di un ragazzo, in risposta a quanto gli avevo raccontato del mio ex: non giustificare mai! Perchè noi donne siamo davvero brave a sentirci in colpa e pensare che se solo avessimo fatto così invece che in quell'altro modo... Ma la violenza subita non è mai una colpa della vittima, mai. Quindi, ecco, mi ripeto: non giustificare mai!

Laura Gay ha detto...

Ho provato anch'io l'esperienza della voce che mi sussurrava nell'orecchio, solo che non era quella di un uomo, bensì quella di mia madre. La sostanza però non cambia, ci si sente allo stesso modo: inadeguate, inutili, mai all'altezza, mai sufficientemente belle o simpatiche. Si finisce per crederlo sul serio e per fame d'amore poi si rischia di scegliere anche il partner sbagliato (sembra che le persone abbiano un radar per captare chi è insicuro e facile da controllare). Il mio slogan è questo: LE PAROLE SONO ARMI CHE FERISCONO, USALE CON CAUTELA.