giovedì 26 maggio 2016

INCUBO Wulf Dorn Recensione in anteprima

Non c’è peggior incubo di quello che non riesce a distaccarsi dalla realtà. È in quel luogo oscuro che la mente si smarrisce, si confonde, perde le sue coordinate e inizia a camminare nel buio senza un appiglio, aggrappandosi a delle certezze vane e nebulose, anch’esse vittime di una razionalità compromessa.
Un giovane ragazzo, una disgrazia, un presunto rapimento e una mente distorta e contaminata dal dolore.

Ecco tutti gli ingredienti dell’ultimo thriller psicologico di Wulf Dorn.

CORBACCIO
INCUBO
Wulf Dorn

Traduzione a cura di Alessandra Petrelli
Casa editrice: Corbaccio
Collana: Top thriller
Genere: Thriller psicologico
Pagine: 368
Prezzo: 17.60€
Data di pubblicazione: 26 maggio 2016


Trama


Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso, ma da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra.



Opinione di Sybil



Voglio fare una premessa rivolta a tutti gli amanti della penna dell’autore: è la prima volta che mi trovo a leggere un libro di Wulf Dorn e quindi spero perdonerete le mie mancanze. 
Il primo dettaglio che mi è saltato subito agli occhi appartiene allo stile, fluido, diretto, quasi impersonale, merito della narrazione in terza persona che in libri come Incubo riesce a rendere l’esperienza ancora più individuale. Secondo me la bravura di uno scrittore di thriller sta nel far sentire la propria presenza senza però interferire minimamente nelle scansioni mentali del lettore. In poche parole, l’autore deve riuscire a prendere il lettore con le pinze e con i guanti e immetterlo nella scena allo stesso modo in cui si viene introdotti in una camera sterile e sigillata. Niente contaminazioni, niente tracce. Solo così si riuscirà a creare l’atmosfera giusta e il terreno adatto per lo sviluppo di ipotesi e perché no, anche di pregiudizi. Questo dettaglio è il primo che vado sempre a cercare in un libro thriller e nel romanzo di Dorn è fortemente presente. Ci inganna con la semplicità della narrazione, con un’apparente chiarezza quasi atipica in uno scenario come quello che si va a delineare nella sua storia, ci fa credere tutto e niente, senza darci modo di capire dove realmente i suoi personaggi vogliono andare a parare. Sarò sincera, durante le prime 180-200 pagine non mi sono sentita particolarmente coinvolta, brancolavo nel buio e nel finto caos ideato da Dorn, poi ecco che arriva la svolta. Non so dirvi in quale preciso istante non sono più riuscita a fare a meno di leggere, ma è successo e sono arrivata all’ultima pagina con avidità e curiosità, trovandomi poi di fronte alla postfazione dell’autore (altro dettaglio che personalmente adoro immensamente) che con poche parole ha saputo arricchire il quadro dell’intera vicenda narrata.
Il protagonista è Simon, un ragazzo di sedici anni che, in seguito ad un tragico incidente stradale, si ritrova orfano e distrutto. La zia paterna lo accoglie nella sua casa, nella quale vive già suo fratello maggiore Mike, il suo idolo, il suo eroe. Ricominciare è difficile per Simon, soprattutto perché la sua mente è tempestata da incubi terrificanti che riportano in vita i ricordi dolorosi e strazianti dell’incidente mortale che ha coinvolto i suoi genitori. Reduce da un ospedale psichiatrico, Simon cerca di tornare a vivere una vita normale, ma niente di tutto questo è possibile, perché la solitudine e la paura lo sbranano dall’interno. Un giorno una sua coetanea sparisce nel nulla e tutta la comunità cade nel terrore. È stata rapita? È stata uccisa? Simon, a modo suo, si mette alla ricerca della ragazza, seguendo diverse piste, fino ad arrivare alla più terrificante di tutte… Con l’aiuto di un’amica conosciuta durante i primi giorni di permanenza a casa della zia, Simon diventerà coraggioso e proverà ad uscire da quel guscio troppo stretto per lui. Ma è disposto a pagarne il prezzo?
La realtà, quella vera, quella dura, è lì, pronta ad azzannarlo con i suoi denti affilati e di Simon, forse,  non resterà che un’ombra…

Wulf Dorn ci racconta la storia di un incubo che vive dentro un incubo, e lo fa nel miglior modo possibile, lasciando a noi lettori il compito di trovare la via d’uscita. Non sarà facile uscire dalla foresta, ma nemmeno rimanerci dentro….


Il suo mostro non era un animale dalla pelliccia grigia e i denti affilati. 
Il suo mostro era un uomo.
E questo lo rendeva molto più pericoloso.




L'autore

WULF DORN è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato con grande successo «La psichiatra», che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, «Il superstite», «Follia profonda», «Il mio cuore cattivo» e «Phobia».




1 commento:

sabrina grementieri ha detto...

Mi piace moltissimo questo scrittore e sono felice abbia coinvolto anche te. Merita davvero!