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venerdì 24 aprile 2015

STELLA DI MARE Elisabetta Bricca Doppia Recensione

"Un frullo di pensieri le sfiora la mente. Intinge la penna nell’inchiostro, comincia a scrivere. Scrive di come il cuore di una bambina diventò il cuore di donna. Scrive di amori passati, di nonna, di Fabrizio, di Marlon. C’è tutta la sua vita in quelle parole che come un fiume scorrono senza che lei possa fermarle. Finalmente, è libera".




STELLA DI MARE
Elisabetta Bricca

 Editore: self publisher
Genere: romanzo storico
Cover artist: Elisabetta Baldan
Pagine: 192
Prezzo: € 2,72



La Trama
Sicilia, Roma
1937
Stella Paternò è un’aristocratica siciliana alla ricerca della propria identità, insofferente alle convenzioni sociali, sposata a un uomo che non ama più. Un matrimonio di convenienza e di facciata, scandito dai valori conservatori dei “Gattopardi”.
Stella non desidera avere figli, mentre per suo marito, Vincenzo Alliata, Duca di Salaparuta, il desiderio di un erede sfiora l’ossessione.
Stella cerca di stabilire anche un rapporto diretto con la servitù, per avere un po’ di calore umano e conforto, ma ne è inevitabilmente tradita.
E più i lacci delle convenzioni si stringono intorno alla sua vita, più lei si sente soffocare.
Finché Vincenzo ottiene un posto alla Camera dei Fasci a Roma e Stella deve seguirlo.
Tra i colori di una città magica come Roma e gli incontri con il bel mondo popolato da intellettuali e nomi di spicco dell’epoca, tra cui Edda Mussolini e Galeazzo Ciano, Stella si distrae, illudendosi di colmare il vuoto della sua vita. È, però, solo grazie all’incontro con Marlon, un pittore americano più giovane di lei, che per Stella comincia un viaggio alla scoperta della propria femminilità, per troppo tempo umiliata, verso un amore totalizzante e appassionato. Un amore vissuto al lume di candela in un piccolo, disordinato studio di Via Margutta e la follia di un regime che opprime ogni libertà.
Tra i vicoli della Città Eterna e l’ipocrisia di un mondo, come quello dell’aristocrazia, ormai in declino, una storia femminile di solitudine, amore, riscatto e ricerca del sé fino al triste epilogo: un addio improvviso, inaspettato, straziante a cui solo una lettera, anni dopo, potrà dare un senso. 



 Opinione di Charlotte

Con Stella di mare Elisabetta Bricca  abbandona cappa e spada e compie un tuffo nella storia recente, dando una grandissima prova di scrittura, di sensibilità a fatti realmente accaduti, di coraggio nell’ affrontare ambiguità   e pulsioni contrastanti:   confermando di possedere stoffa  e  personalità . L’ epoca che  racconta  è quella vissuta e  tramandata dai nostri nonni, oltre che studiata nei libri:   l’ Italia del ventennio fascista è divisa in situazioni diverse, tra proprietà terriere del sud e serrate nelle fabbriche settentrionalie in questo contesto la condizione femminile non è molto  allegra:  il credo Dio- patria- famiglia e il privilegio di nascita risultano un connubio soffocante,  laddove l’ ipocrisia e la meschinità all’ interno delle famiglie nella salvaguardia delle apparenze sono subdole e maligne. L'  atteggiamento ambivalente e prevaricatore  riguarda uomini e donne, vittime e carnefici degli altri e di se stessi, prigionieri di un destino arido e di un’ esistenza  mediocre e infelice: che si tratti di un aristocratico, di una domestica, di un  gerarca , a ciascuno manca la libertà di scegliere, di amare, di esprimersi. E che siano “gattopardi, sciacalletti, iene”, che si trovino dalla parte dei buoni o dei cattivi, i protagonisti di Stella di mare non vengono mai difesi né condannati in toto: ognuno è figlio del suo tempo e della sua estrazione sociale, il suo comportamento è naturale conseguenza di eventi pregressi, dell’ educazione, e dipende dalle azioni di  altri: pertanto nel romanzo, pur non amando un personaggio  se ne può  comprendere  la sua indole; viceversa  pur simpatizzando per un altro, a volte lo si può trovare abbruttito e si arrivano ad avversare alcuni suoi reazioni e  atteggiamenti. La protagonista Stella  si lascia vivere subendo  un  matrimonio combinato,  basato su indifferenza e inganno, a salvaguardia  di privilegi radicati e incontestabili  da lei goduti  seppur non richiesti. Il predominio maschile prima, le illusioni svanite e la repressione fascista poi, non le lasciano possibilità di scegliere, di opporsi,  e la svuotano giorno per giorno. La scintilla della speranza alberga dentro se stessa, attraverso parole e sogni che tanto più vengono soffocati, quanto più restituiscono un' esistenza  arida. Le  ribellioni  di Stella non sono plateali, ma piccoli e verosimili  passi avanti, sottili diversità rispetto al pensare comune:  con l'obiettivo di trovare   un proprio posto nel mondo e il diritto di esprimersi in una realtà che non lo consente.  Elisabetta Bricca ricostruisce  fatti, usi e costumi  d’ epoca senza appesantire la storia  con un approccio descrittivo-didattico ma evocandoli con tocchi che sembrano stilettate, piccoli squarci attraverso i quali si intravede qualcosa di  grande e terribile,  vissuto “qui e adesso” da personaggi ignari del  futuro, irrimediabilmente e verosimilmente condizionati dalla realtà storica che il lettore ben  intuisce.  Figure che vibrano, sognano, sbagliano ,odiano,  hanno paura come potremmo averne  noi oggi :  costantemente in balia di insoddisfazione e inquietudine, pur tuttavia  senza mai soccombere . Non illudetevi di trovare in Stella di mare l’ amore che vince su tutto, senza compromessi nè ripercussioni: chi nella prima metà del '900 decide di manifestare apertamente affetto ed emozioni, è consapevole che la sua scelta non è facile e senza effetti collaterali,  che il mondo in cui vive non ammette scandali e  fragilità e che presto o tardi  arriverà la resa dei conti.  Dalla sfarzosa Palermo nobiliare alla  Via Margutta di Renato Guttuso, dal jazz al latifondo, da Edda Ciano alla duchessa di Salaparuta, prendono il via una guerra raccontata a cenni e un regime dittatoriale sempre più forte, presenza latente e oscura che si insinua tra le bellezze dell’ antichità e la natura siciliana. Producendo luci e ombre,  fruite dal lettore  in modo emotivo e quasi tattile, che attecchiscono nelle vite dei personaggi con ripercussioni molto diverse in base al retroterra  di ciascuno.  
E naturalmente Elisabetta Bricca sfodera una storia d' amore drammatica, partecipata, poetica, struggente:  ma senza l’ attenzione esclusiva su di essa. Poiché in Stella di mare  sono identificabili tanti amori, tanti bisogni e tante mancanze d' affetto e di considerazione concatenate, che portano Stella e Marlon a riconoscersi e a interagire come parte di un disegno più grande di loro, a loro stessi  non del tutto  comprensibile. Marlon proviene da un altro mondo, ha un vissuto sofferto ma completamente diverso dalla sua amata, e  nel libro rappresenta la  possibilità, il contrappunto,  l’ individuo  che si esprime, che non mortifica le sue sensazioni né ha ruoli privilegiati da difendere : la vera essenza della Stella libera dal disincanto, in Marlon  può trovare un’ indicazione, una motivazione  e addirittura la speranza nel futuro.  Parlando di   realtà socialmente antitetiche e dividendo  radicalmente in due parti un romanzo ,  non era facile a mio avviso mantenere coerenza narrativa, ma il progetto di Stella di mare era meditato da tempo e studiato con meticolosità, e lo si capisce dal risultato  fluido ed equilibrato; Elisabetta Bricca è abile nel creare le varianti alla regola, nello stravolgere l' impianto "classico" e prevedibile del romanzo creando un percorso di grande armonia e suspense,  per tappe talora anticonvenzionali: e sa  parlare d’ amore in un contesto di guerre, soprusi e maschilismo amalgamando tutte le componenti, senza che l’ una diventi marginale rispetto all’ altra. Tra una passeggiata aristocratica e una retata, si parla di maternità, di sottomissione, di diritti e di doveri, di sacrifici e di ingiustizie ; in un continuo contrapporsi tra ragione ed emozione. il lettore moderno e “scafato” sa di cosa stanno parlando gli ignari e ingenui personaggi arroccati nella difesa dei loro vantaggi e dei loro ideali:  prevede cosa succederà, e viene invitato a parteggiare per i sentimenti.  Ma neppure per un momento si illude di trovarsi di fronte ad una favola,  e fino all' ultima pagina non conosce il destino dei protagonisti di Stella di mare




Opinione di foschia75

Considerato che sono di parte, quando si parla di Elisabetta Bricca, ho chiesto a Charlotte di leggere questo suo nuovo romanzo, perché volevo un parere spassionato. E la maggior parte delle volte, leggiamo due romanzi con lo stesso titolo

Scrivere un'opinione su questo romanzo non è facile, il grado di difficoltà è direttamente proporzionale al contenuto. 
Ho letto con avidità i romance storici dell'autrice, è stato un vero colpo di fulmine, per cui quando ho saputo dell'uscita di Stella di mare, mi è bastato leggere la trama per fare due considerazioni. Il periodo storico ancora poco "inflazionato" nel genere, e l'ambientazione assolutamente affascinante, il nostro Bel Paese (con le sue convenzioni e la sua Storia).
Perciò l'ho letto in preda a una sorta di malia, travolta da una miriade di informazioni che dimostrano uno studio, una ricerca e una dedizione materne. Elisabetta Bricca ha plasmato un figlia con tutto l'amore che poteva infondergli. Penso che questa sua nuova prova segni una svolta nella sua scrittura, una scelta assai rischiosa ma che dimostra una maturazione profonda. Parlare degli equilibri di una famiglia, e in particolare di una famiglia aristocratica siciliana degli anni trenta, non è una passeggiata, non ci si improvvisa, non si bluffa. Devi aver studiato, osservato o vissuto qualcosa del genere, per addentrarti in certi equilibri molto precari... che poi in fondo, sono gli stessi equilibri di qualsiasi famiglia, ma che non è da tutti rendere così scomodamente vividi. In meno di duecento pagine, l'autrice ci porta a riflettere sui valori della famiglia, sull'emancipazione femminile in una terra come la Sicilia e in un periodo storico delicato, come è quello fascista. Non è un romanzo scritto per dare al lettore solo una storia d'amore, è uno spaccato storico sociologico che rende questa narrazione, completa, nobile, graffiante.
Stella fin da ragazzina dimostra di essere nata nella famiglia e nel periodo sbagliati. Quante volte vi sarà capitato di sentirvi inadeguati al periodo e alle convenzioni in cui vivete, quante volte avete pensato di voler cambiare qualcosa della vostra condizione. La protagonista passerà parte della sua giovinezza alla ricerca del suo posto nel mondo, della libertà di espressione e di quell'amore che la nonna Olga le ha fatto vedere attraverso i suoi occhi e il suo cuore. In un periodo in cui ancora si firmavano matrimoni concordati, Stella dovrà sottostare al volere della famiglia e diventerà la duchessa di Salaparuta. Una gabbia dorata nella quale si sente stretta e prigioniera, contro la quale sbatterà le ali della libertà di pensiero. Una donna forte, coraggiosa, testarda, ma anche profondamente sola e infelice, circondata da familiari e marito anaffettivi, cercherà in tutti i modi di guadagnare la consapevolezza di amare, e di vivere.
Il suo rapporto con l'amore sarà il filo conduttore della sua giovane esistenza, a cominciare dall'amore per la nonna, quello giovane e cocente per Fabrizio... e infine quello inaspettato e potente per un ragazzo più giovane di lei. Una storia intensa, a tratti malinconica ma tanto tanto profonda, che si svolge alla fine degli anni trenta tra la Sicilia dei nobili proprietari terrieri e la Roma di Mussolini.
Elisabetta Bricca ha la passione dentro, e in queste potenti righe dimostra come le sue emozioni, attraverso i gesti e i pensieri di una giovane donna, possano giungere fino al lettore, come il riverbero di una luce sullo specchio del mare, intenso e accecante.
Qui tutti gli stati d'animo e le sensazioni, sono vividamente fisici, con Stella si soffre, ci si arrabbia, ci si innamora.
Un romanzo completo, equilibrato, maturo. Uno stile che ti avvolge, rendendoti assolutamente partecipe della storia fin dal prologo.
Stella è l'essenza di tutte le donne, della femminilità e della dignità. Un personaggio che è il manifesto della sua epoca, affacciata su un mondo che non riesce mai del tutto ad afferrare, ma nel quale cerca di vivere al massimo, con i chiaroscuri tipici dell'esistenza umana. Cosa ci può essere di più vivido e pulsante, di una protagonista come lei?
Spero, con tutto il cuore e l'animo, che Stella di mare, trovi una casa, seria e accogliente che possa dargli il posto che merita nella narrativa. Questa dedizione e amore per la scrittura meritano attenzione.




L' Autrice 


Elisabetta, nata e cresciuta “ner core” di Roma, è laureata in Sociologia comunicazione e mass media; è copywriter, autrice, musa di fotografi, e organizzatrice di premi letterari.
È appassionata di cucina, letteratura, arte, storia, vino ed equitazione. Ha un grande amore per la letteratura americana del XX secolo, tanto che si è ripromessa di portare una rosa sulla tomba di Faulkner, e per le poesie di Sylvia Plath e Arthur Rimbaud.
Il suo sogno è quello di poter ritirarsi in un abbaino di Montmartre, a Parigi, dove poter scrivere guardando la luna.


Pubblicazioni:
"Sangue Ribelle" Harlequin Mondadori
"D'amore e di ventura" Harlequin Mondadori ( recensione QUI )
"Il falco di maggio" La mela avvelenata publishing ( recensione QUI )
"Umbria she said" Lighthouse publisher

Nel 2013, il suo racconto "Parigi... encore" è arrivato tra i finalisti del concorso letterario, indetto da Il Messaggero, "Donne che fanno testo".

lunedì 22 dicembre 2014

D'AMORE E DI VENTURA Elisabetta Bricca Recensione

Premetto che tutto quello che scriverò nelle prossime righe, è dettato dal mio colpo di fulmine per lo stile di questa autrice, per il suo innato modo di rapirti tra le righe, tenendoti sul filo della narrazione senza possibilità di scampo, senza mai riuscire ad abbassare l'attenzione.  E quando uno stile e una trama mi folgorano in questa maniera, non posso che esternare tutto il mio entusiasmo e la mia ammirazione. Mi rivolgo a tutte le lettrici stanche di storie piatte e inanimate, senza pathos e ambientazione, non lasciatevi sfuggire questo romanzo! A tutte quelle lettrici in cerca di due protagonisti forti, sanguigni e coraggiosi, arsi dalla sete di giustizia e dall'attrazione crescente, consiglio vivamente di leggere la tormentatissima storia d'amore tra Cesare Mocenigo e Viola Ripamonti Sforza, sullo sfondo di un periodo storico che vide molti scontri e lotte di potere tra i potenti casati del tempo. Se vi siete appassionate a storie intense come quelle della Woodiwiss e della Castellano, D'amore e di ventura è la lettura che saprà incatenarvi a dovere!


D'AMORE E DI VENTURA
Elisabetta Bricca

(già pubblicato nel 2010 da Harlequin Mondadori,
e ripubblicato self)
Editore: Elisabetta Bricca
Genere: Romance storico
Pagine: 237
Prezzo: 12.89 (cartaceo)
Ebook: 1.00


Trama

Cesare Mocenigo è un capitano di ventura, nobile, scaltro e affascinante. 
Viola Ripamonti Sforza è la bellissima e coraggiosa nipote del suo peggior nemico. Eppure, benché il dolore lo abbia reso un uomo tormentato e pericoloso, quando la incontra Cesare comprende di avere ancora un'anima. E insieme a lei, sullo sfondo dell'aspra guerra tra Venezia e Milano, tra le battaglie, gli intrighi e lo splendore del Rinascimento, sarà protagonista di una struggente storia di passione e redenzione, in una lenta risalita verso la luce durante la quale tutto può accadere, se a comandare è il cuore.


Opinione di foschia75

(quello che ho scritto... moltiplicatelo... non basterebbe comunque!)

Irrimediabilmente e incondizionatamente innamorata della penna di Elisabetta Bricca.

Dopo aver letto per caso Il falco di Maggio (rec. qui), non sono riuscita a resistere e al costo di un caffè ho trascorso due sere indimenticabili, in compagnia di due personaggi difficili da dimenticare, di quelli che ti entrano nel sangue per la loro determinazione, quella forza d'animo che inevitabilmente ti scuote dentro per come è resa vivida dall'autrice. Era davvero da tanto tempo che non vivevo così fisicamente un romanzo, e sentirti parte di una storia è qualcosa difficile da descrivere. Sono ammaliata e  stupefatta dal modo in cui l'autrice è riuscita a creare emozioni intense e vivide, faccio davvero fatica a spiegare il mio stato d'animo dopo averlo chiuso. Questo è quel genere di romanzo dopo il quale tutti gli altri sembreranno incolori e privi di anima. I romanzi di Elisabetta Bricca creano una insana dipendenza, non si vorrebbe mai arrivare all'epilogo per paura di lasciare la scena, di dover dire addio ai suoi pulsanti personaggi. 
Andiamo per gradi. Chi mi legge da un po' saprà che una grossa fetta del mio giudizio in una recensione, è affidata a due fattori per me fondamentali: le descrizioni (e quindi l'ambientazione) e il pathos che l'autore infonde ai suoi personaggi. Le descrizioni del contesto e dei personaggi, danno profondità alla narrazione, come la scenografia di un film. Le emozioni dei personaggi danno vita vera e propria alla narrazione, riverberando sensazioni fisiche sul lettore (quelli fortunati come me che riescono a entrare totalmente nella narrazione) che, si sentirà partecipe delle vicende. Il talento di uno scrittore è quello di catturare, nel vero senso della parola, il lettore già nel prologo (senza il quale un romanzo perde molto ai miei occhi), e tenerlo incatenato alle righe sotto l'incantesimo del suo stile. Se lo scrittore è capace di farmi vivere fisicamente le emozioni dei suoi personaggi, per me merita tutta la mia attenzione ed entusiasmo. Elisabetta Bricca è stata una meravigliosa scoperta, una lettura terapica capace di trasmettermi sensazioni intense e spiazzanti. I suoi personaggi si muovono in un contesto storico reale, leggermente modificato per esigenze narrative, ma pur sempre latore di antichi fasti. 
Arrivata a questo punto non posso esimermi assolutamente dal parlarvi di Cesare Mocenigo e Viola Ripamonti Sforza, due personaggi difficili da dimenticare, per la loro personalità e il loro coraggio. Il destino li farà incontrare una prima volta in circostanze poco piacevoli, quando Viola è ancora una bambina e Cesare poco più che ragazzo. Agli occhi di Viola lui è un angelo salvatore, che la restituirà sana e salva alla sua famiglia durante gli scontri di Milano. Si rincontreranno quando Viola sarà in età da marito, e Cesare non avrà più nulla da perdere. Qui comincerà la loro travagliatissima storia d'amore e orgoglio, perchè appartengono a due famiglie nemiche, che si sono giurate eterno odio e vendetta. Ma cosa può l'odio contro l'amore, se sono l'uno l'immagine riflessa dell'altro? Odio e amore sono le due fazioni del cuore, in una battaglia senza tempo, e presto sia Cesare che Viola capiranno sulla propria pelle che contro l'amore la battaglia è persa: ci si può ribellare, mettendo a tacere il proprio cuore, ma quello continuerà a sanguinare silenzioso, fino a quando non gli si darà voce. Viola è una giovane donna dal forte carattere, non accetta di essere sottomessa fisicamente e psicologicamente da un uomo, neanche da quell'angelo maledetto che le ha salvato la vita. Cesare è un uomo che ha giurato vendetta verso chi gli ha massacrato la famiglia, e non avrà pace finché non avrà messo fine alla vita del suo più acerrimo nemico. Il passato gli ha prosciugato l'anima e il cuore, nel quale non ci può essere posto per l'amore che rende vulnerabili, che espone al nemico. Il rapporto tra Cesare e Viola è complicato fin dall'inizio, colpevoli le loro origini e il loro orgoglio... ma la passione, quella è tutta un'altra storia, e il lettore si troverà a fare i conti con un bruciante sentimento che lo terrà prigioniero tra le righe. 
Care lettrici, se come me siete alla ricerca di un eroe poco romantico, parecchio incattivito dalla vita, e con un sex appeal come pochi, allora dovete assolutamente fare la conoscenza di Cesare Mocenigo, non ve ne pentirete. Più andrete avanti nella narrazione più sarete vittime della sua ingombrante aura maledetta, della sua affascinante cicatrice e della sua spaventosa forza d'animo. Anche Viola riuscirà a conquistare tutta la vostra attenzione e stima, perché si discosta parecchio dal tipico personaggio femminile del romance storico, che versa lacrime ad ogni capoverso e si piega al fascino del suo amante. Niente di tutto questo, Viola si innamorerà ma con estrema dignità e rispetto di se stessa. Una figura femminile fuori dai soliti cliché historical romance ai quali siamo abituate.
Datemi retta, per le feste, leggete questo romanzo, non ve ne pentirete, e poi sarete costrette a leggere anche Sangue ribelle e Il falco di Maggio.
Elisabetta Bricca scrive in modo magistrale, capace di farsi ricordare a lungo, e di lasciare un fastidioso senso di nostalgia. Un'autrice entrata meritatamente nella mia lista romance ai primi posti!!! 
Consigliatissimo!!! Per me prende il massimo dei voti!


L'autrice



Elisabetta, nata e cresciuta “ner core” di Roma, è laureata in Sociologia comunicazione e mass media; è copywriter, autrice, musa di fotografi, e organizzatrice di premi letterari. 
È appassionata di cucina, letteratura, arte, storia, vino ed equitazione. Ha un grande amore per la letteratura americana del XX secolo, tanto che si è ripromessa di portare una rosa sulla tomba di Faulkner, e per le poesie di Sylvia Plath e Arthur Rimbaud. 
Il suo sogno è quello di poter ritirarsi in un abbaino di Montmartre, a Parigi, dove poter scrivere guardando la luna.
I suoi romanzi: Sangue ribelle (romanzo d'esordio), D'amore e di ventura e Il falco di Maggio.

giovedì 18 dicembre 2014

IL FALCO DI MAGGIO Elisabetta Bricca Recensione

Non so ancora come e perché io abbia comprato questo romanzo, vista l'infinita lista di letture preventivate da qui alla fine dell'anno. Eppure quella pruriginosa vocina interiore che guida a volte le mie scelte, ieri sera continuava a pungolarmi... così mi son detta, ma si, male che vada posso sempre abbandonarlo alle prime venti pagine. Morale della favola... non l'ho chiuso fino all'epilogo. Divorato in poco più di una sera. E poi c'è ancora qualcuno che non crede al potere terapeutico dei libri! Il romanzo di Elisabetta Bricca mi ha liberato da un' impasse non da poco. tre giorni di apatia da lettura e da blog. ma a volte basta una scintilla, un'emozione e la mente e l'umore ripartono alla grande. Un historical romance intenso, ammaliante, sensuale e magistralmente scritto, insomma una piacevolissima quanto conturbante passeggiata nelle fredde e affamate terre d'Irlanda di metà 800'. Un marchese irresistibilmente sexy e scostante, con ardore da vendere e patriottismo da contagiare. Un personaggio femminile caparbio e indisponente, reso ruvido dalla miseria e dalla fame, ma sanguigno di spirito e cuore. Insomma un romance con tutte le caratteristiche richieste da un pubblico di lettrici esigenti. Adoro dar ragione alla mia vocina e sostenere sempre più a gran voce il self italiano di qualità!



IL FALCO DI MAGGIO
Elisabetta Bricca

Editore: Elisabetta Bricca
Genere: Romance storico
Pagine: 220
Prezzo: 0.89

Trama

Irlanda, 1846 
Bruce Cavedish è il Marchese di Donegal, lembo estremo di terra irlandese, aspra e selvaggia, dove aleggia ancora il sussurro della magia degli antichi Celti. 
Un giovane uomo tornato in Irlanda per adempire ai suoi nuovi obblighi, ma che non può soffocare il richiamo del sangue né dimenticare il passato di un'infanzia dolorosa. 
Fionnula O'Halloran e un'impavida testa rossa dal carattere indomito, figlia del popolo, che si batte per l'indipendenza della sua gente. 
Tra i due, provenienti da due mondi tanto diversi, è subito scontro. Eppure, lentamente, qualcosa di diverso dal rancore prende forma e sboccia in un amore contrastato, vivo, totalizzante. Tra gli echi di una natura arcaica, l'orgoglio di un popolo che non s'inginocchierà mai al dominio inglese, la lotta per la libertà e gli intrighi di potere, Bruce e Fionnula intraprenderanno un cammino tortuoso, guidati solo dal richiamo del cuore, della fratellanza, e dalla consapevolezza di essere figli della stessa, amata terra che reclama giustizia.


Opinione di foschia75

Romanzo scelto indipendentemente da richieste o consigli. Per una volta, egoisticamente ho deciso di voler leggere fuori lista. E ne sono immensamente felice! Una scelta che ha risollevato l'umore. Si, lo ammetto, sono libro-dipendente, cioé un libro può notevolmente influenzare il mio umore e la mia ispirazione. Venivo da tre giorni di smarrimento emotivo, e procrastinavo le successive letture perchè ero caduta in un blocco da lettura e da recensione. Leggere il romanzo di Elisabetta Bricca mi ha smosso l'umore, lo ha solleticato e provocato con la sensualità  e l'intensità del suo romanzo, che merita assolutamente di essere pubblicato da una casa editrice che lo sappia valorizzare. Un altro romanzo che alimenta la mia ammirazione  per il mondo del self publishing, per quegli stili accattivanti che non ti permettono di abbassare mai la guardia e ti tengono inesorabilmente incollata alle pagine. 
Comincerò a parlarvi di questo libro partendo dalla scrittura, impeccabile senza sbavature, fluida al punto da arrivare all'epilogo e non rendersene conto, come dico io una lettura indolore. Un romanzo che racconta l'Irlanda di metà 800' con una ricostruzione minuziosa della condizione delle popolazioni della campagna, sotto l'egida degli inglesi. Miseria, fame e diffidenza, sono descritti in modo vivido, pulsante. Lo spirito patriottico degli Irlandesi, permette alle famiglie di sopravvivere nella fredda e inospitale campagna, più delle patate marce strappate al terreno impoverito. Uno spaccato che contribuisce attraverso le magistrali descrizioni dell'autrice, a tenere l'attenzione del lettore sempre desta, rapiti dalla condizione di profonda indigenza dei contadini, dal malcontento che peggiora di giorno in giorno, e dalle malattie che insieme alla fame contribuiscono a diminuire il numero degli abitanti dei villaggi. In questa ruvida scenografia muovono i loro passi due protagonisti davvero difficili da dimenticare, la cui personalità precede la fisicità richiesta dal genere.
Bruce Cavendish, nobile marchese dall'infanzia difficile, sotto il rigido e anaffettivo controllo del nonno materno, cresce con un carattere temprato dalla severità del parente più prossimo, avendo perso in tenera età entrambi i genitori. Nonostante la dura educazione del nonno, Bruce crescerà indomabile e forte, sempre pronto a combattere contro le ingiustizie e le violenze a danno di donne e soprattutto bambini. Fuori granitico, dentro un fuoco vivo. Un uomo che mieterà non poche vittime romance. Un uomo imperfetto, che fuma continuamente, che non ammette di essere messo al suo posto da una donna, ma che inevitabilmente non può fare a meno di rimanere ammaliato dalla forza d'animo, dal fuoco interiore di una giovane irlandese, che fin dal loro primo incontro, metterà in chiaro chi non ha nulla da perdere in uno scontro verbale.
Capirete quanto due caratteri così forti e incisivi, resi ancor più ruvidi dal loro passato (seppur molto diverso), andranno a collidere fin dal primo sguardo, attraverso battute taglienti, provocazioni, sguardi intensi e prese di posizione che non faranno altro se non portarli l'uno nell'orbita gravitazionale dell'altra. Due anime mosse dagli stessi ideali, due cuori messi a dura prova dal dolore e dalla perdita, ma sempre pulsanti per la propria gente e le terre dove sono cresciuti. Orgoglio e coraggio li rendono simili, passione e attrazione li avvicineranno in modo irrimediabile. Una intensa e sensuale danza che conquisterà il lettore fin dalle prime pagine, rendendolo spettatore di una storia d'amore che non ha bisogno di sesso e coercizione... solo sguardi e sensuali battibecchi.
Adoro quando un'autrice riesce a rapirmi senza ricorrere al sesso a ogni capoverso, quando mi rosola a puntino con il semplice uso di sguardi, strette corpo a corpo e parole che tagliano come lame, per poi ricucire con un bacio preso con la forza testosteronica di un affascinante marchese che non ha bisogno di chiedere. Insomma il più verace identikit del cavaliere romance senza ricorrere alle ormai troppo ricorrenti mascelle volitive, falcate minacciose e natiche granitiche. Bruce Cavendish non ha bisogno di tutto questo per colpire l'immaginario femminile, gli basta fumare una sigaretta o fissare la donna che lo attrae con quell'intensità che serve a tenere desta l'attenzione delle lettrici. Non ha bisogno d'altro se non del suo ruvido sex appeal, di quel suo giocare al gatto con il topo, al quale io purtroppo non riesco proprio a resistere. In definitiva, ho bisogno di immaginare, non mi serve avere scene ricorrenti e ripetitive capoverso dopo capoverso. Elisabetta Bricca tesse una trama davvero ben strutturata, dove chiaramente non mancano i cattivi, i codardi, i violenti e i cospiratori, in un periodo storico davvero delicato per l' Irlanda, non poteva pensare a una storia più vivida di questa.
Consigliatissimo a chi ha ancora voglia di soffrire d'aspettativa, a chi ha voglia di tremare per l'intensità degli stati d'animo dei personaggi.  e cerca sempre una storia d'amore dove basta un bacio preso senza tanti convenevoli per dar vita a emozioni pulsanti.


L'autrice




Elisabetta, nata e cresciuta “ner core” di Roma, è laureata in Sociologia comunicazione e mass media; è copywriter, autrice, musa di fotografi, e organizzatrice di premi letterari. 
È appassionata di cucina, letteratura, arte, storia, vino ed equitazione. Ha un grande amore per la letteratura americana del XX secolo, tanto che si è ripromessa di portare una rosa sulla tomba di Faulkner, e per le poesie di Sylvia Plath e Arthur Rimbaud. 
Il suo sogno è quello di poter ritirarsi in un abbaino di Montmartre, a Parigi, dove poter scrivere guardando la luna.
Per Mondadori ha pubblicato: Sangue ribelle  e D'amore e di ventura.