giovedì 19 maggio 2016

LA DONNA CHE SAPEVA SCRIVERE Luca Centi Recensione

In ogni stanza del nostro piccolo appartamento c'è un sacchettino colorato, nascosto sotto i cuscini o sotto ai mobili. All'interno ci sono delle erbe che ho raccolto e lavorato personalmente e petali di rosa. Erbe per purificare e calmare. E' un odore familiare per Damiano, che gli ricorda casa anche se non stiamo mai a lungo nello stesso posto. Voglio che sappia che casa non è un posto, ma uno stato d'animo; voglio che la meraviglia lo aiuti a sentire casa nella mia voce, nel tintinnare dell'acchiappasogni sopra al letto, nell'odore familiare dei sacchetti di erbe.

Uno dei romanzi più belli tra quelli letti negli ultimi mesi. Uno dei più belli che leggerò quest'anno. Sono storie come questa, stili come quello di questo giovane scrittore, che mi spingono  a sostenere con passione  e dedizione il selfpublishing di pregevole qualità. 



SELFPUBLISHING

Le storie sono doni
che vanno regalati
 e mai pretesi.


LA DONNA CHE SAPEVA SCRIVERE
Luca Centi

Editore: Luca Centi
Genere: Narrativa
Pagine: 146
Prezzo:  9,99
Ebook:  2,99
GRATIS con Kindle Unlimited



Trama

Negli anni di incertezza e privazione del secondo dopoguerra, Sabina Abate e suo figlio Damiano si trasferiscono nella piccola comunità di Bassomonte. Grande lettrice e appassionata di libri, Sabina rileva la libreria del luogo, chiusa dopo la morte della precedente proprietaria. La libreria la aiuterà a conoscere le anime di Bassomonte e a far luce sull’incidente avvenuto tanti anni prima, un incidente che ha segnato centinaia di vite. Vite che la Duchessa Amarillo, la nobile del luogo, non esita a plasmare a suo piacimento, forte di un segreto che solo lei sembra conoscere. Ma anche Sabina ha un segreto, il dono della meraviglia, che le permette di scorgere i colori del mondo e di fuggire da un passato oscuro che sembra rincorrerla ovunque vada. Un passato legato alla morte della sorella, Evelina, e a suo marito, uno scrittore privo di talento che da anni è sulle sue tracce.


opinione di foschia75

Mi sono innamorata follemente di questo romanzo.
Questa è la lettura di cui avevo disperato bisogno.
Questo romanzo farà molta, moltissima strada.



"Per un lettore i primi libri devono essere come il latte materno. Devono nutrirlo e temprarlo, dargli ciò di cui ha bisogno per essere sereno".
Se avete apprezzato romanzi come E alla fine successe qualcosa di meraviglioso Il risveglio della signorina Prim, allora non potete lasciarvi sfuggire questa meravigliosa e magistrale lettura! 
Quando mi innamoro di un romanzo, è perchè ci entro anima e corpo, ne faccio parte con tutti i sensi, e quando arrivo in fondo, è come se avessi fatto una seduta terapica di cui sento i benefici anche i giorni seguenti.
Questo è quello che è successo con La donna che sapeva scrivere di Luca Centi, giovane scrittore che avevo avuto modo di apprezzare qualche tempo fa nella rivisitazione in chiave steampunk de La bella addormentata (rec. QUI). Già a quel tempo, Luca era capace di risucchiarti senza riserve tra le sue righe, perchè uno dei suoi maggiori pregi è quello di saper creare magistralmente l'atmosfera, sin dalle primissime righe, come ha fatto anche nel suo romanzo appena uscito.
Già dalla prima pagina, il lettore viene invitato in modo unico e intenso ad affrontare il viaggio con la protagonista e il suo bambino. Un treno, una stazione, un paese dove il tempo si è fermato, credo che gli ingredienti per incatenare il lettore ci siano tutti. Una volta giunti a Bassomonte, saremo spettatori di una bellissima e struggente storia, o meglio di più storie che si intrecciano e vedono protagonisti un cast di personaggi uno più bello e indimenticabile dell'altro. 
Sabina e suo figlio Damiano sempre in fuga, sperano di trovare "casa" in questo paesino dove il tempo sembra scorrere in modo diverso dalla città più vicina, dove le persone sembrano affabili ma diffidenti, dove tutti portano un peso sul cuore, legato al passato.
In questa atmosfera davvero struggente e ammaliante, Sabina dovrà fare i conti con il felino nero che alberga nel suo animo, e al contempo dovrà cercare di infondere serenità in suo figlio Damiano, un bambino speciale che vede oltre l'apparenza delle cose e delle persone. Sabina e Damiano hanno il potere di leggere l'animo delle persone attraverso una tavolozza di colori che le circonda e che cambia a seconda degli stati d'animo.
Sabina è una donna all'apparenza forte e determinata, ma nessuno immagina cosa si muova nel suo animo quando sente che il suo segreto può essere scoperto.
Nel paesino di Bassomonte è convinta di essere al sicuro, e che per un po' il passato non verrà a cercare lei e il suo bambino. Rileva la libreria del paese, e cerca di conoscerne meglio gli abitanti anche attraverso i loro gusti letterari, perchè è convinta che ogni anima possieda un libro specchio che la rappresenta al meglio. Grazie ai libri e al suo dono, riuscirà a salvare le anime più tormentate del paese, perdendo di vista il motivo per cui è giunta lì.
Quando le cose sembrano andare per il verso giusto, quando è sicura di potersi fermare ancora qualche tempo a Bassomonte, il passato all'improvviso busserà alla porta della libreria.
Sabina dovrà affrontare ciò da cui fugge da anni, col rischio di pagare un prezzo troppo alto. Saranno gli abitanti del paese a farle affrontare le sue paure più grandi. E quando finalmente Sabina sarà libera, e con lei il suo felino interiore, allora anche gli abitanti di Bassomonte saranno pronti a lasciar andare chi amano. 
Un romanzo difficile da dimenticare, una storia che insegna il potere dell'amore, attraverso i ricordi e le storie, attraverso il messaggio di un libro o la meraviglia che abbiamo il potere di vedere, solo se affrontiamo le nostre più cupe paure. 
La storia di una madre pronta a tutto pur di difendere la meraviglia vista attraverso gli occhi di un bambino speciale, le storie di uomini e donne che hanno amato così tanto da non essere in grado di lasciar andare i ricordi.
Un romanzo che rimane a lungo nell'immaginario, che ammalia per l'intensità e profondità delle emozioni, che rapisce il lettore sospendendolo in una bolla temporale dalla quale si scende a malincuore una volta arrivati alla fine. 
Bravo, bravissimo Luca Centi, questo è uno dei romanzi più belli che ho letto in questi cinque mesi.
Consigliato a chi abbia voglia di leggere un romanzo magistrale, intenso, da rileggere nel tempo e scritto senza la minima sbavatura. 
La donna che sapeva scrivere rinnova il mio appassionato sostegno al Buon selfpublishing, alla qualità della Narrativa senza "casa editrice". 





L'autore




Nato a L'Aquila il 29 luglio 1985, ha frequentato il Liceo Scientifico Linguistico Andrea Bafile del capoluogo abruzzese e si è poi laureato nel 2010 in Culture per la Comunicazione e successivamente, nel 2012 in Teorie dei Processi Comunicativi.
Ha esordito nel 2009 con il romanzo fantasy per ragazzi il silenzio di Lenth, pubblicato da Edizioni Piemme. Nel 2011 è uscito il suo secondo romanzo, di genere chick lit, intitolato Il club dei disoccupati, pubblicato dalla casa editrice ARPANet e nel 2012 un suo racconto è stato incluso nell'antologia Stirpe Infernale edita da GDS Edizioni.
Nel 2013 è stato pubblicato il suo terzo romanzo, Il sogno della Bella Addormentata, pubblicato da Edizioni Piemme, anticipato dal racconto-prequel Il primo peccato, scaricabile gratuitamente dal sito della casa editrice. L'autore non ha escluso la possibilità di un sequel del romanzo.

È del 2014 il romanzo, Il presagio della Rosa Nera, sempre edito da Edizioni Piemme.
La donna che sapeva scrivere è il suo ultimo romanzo. 




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