martedì 2 febbraio 2016

LE CONVALESCENTI Michèle Gazier Recensione

"..sedursi reciprocamente, sforzandosi di svuotare i rispettivi piatti. Parole, poche. Ma una sorta di complicità immediata."

Cos' hanno in comune un’ insegnante depressa ,una ragazza anoressica,  una  ricca invalida ?

Baldini&Castoldi
LE CONVALESCENTI
MICHELE GAZIER




Collana: Romanzi e racconti
Genere: Narrativa straniera contemporane/drammatico
Pagine: 268
Prezzo: € 17.00
ebook: € 7.99



La Trama
Saint-Libron, nel Sudovest della Francia, ospita un centro di riabilitazione fisica e psicologica. È lì che si incontrano Lise, insegnante trentacinquenne, sposata con un figlio di due anni, che vi si rifugia dopo un esaurimento nervoso, alla ricerca di solitudine e nuovi stimoli che la vita sembra averle tolto, e Oriane, giovane parigina di buona famiglia, sofferente di disturbi alimentari, che trova in Lise una compagna di viaggio e un’amica. Questo fragile rapporto, tuttavia, viene messo a dura prova nel momento in cui conoscono Daisy e suo marito Maxime. Mentre Daisy, una simpatica americana temporaneamente costretta su una sedia a rotelle, vorrebbe approfondire il rapporto che comincia a legarla alle due donne più giovani, Maxime, uomo misterioso e affascinante, cerca di isolarla dal mondo. Oriane, sensibile al fascino di quest’uomo più grande di lei, vorrebbe scoprire di più sulla coppia; Lise, invece, refrattaria alle lusinghe dell’ambiente ricco e sofisticato a cui appartengono, preferisce rimanerne distante. Ma quando Oriane rimarrà intrappolata nelle maglie del mistero che avvolge Maxime, Lise non potrà più limitarsi a guardare.
La solidarietà, ovvero quell’empatia che nasce fra donne che non si conoscono, ma che si riconoscono nel disagio di vivere e negli errori di percorso, la cura di sé, l’analisi psicologica, fanno di questo romanzo un’originale riflessione sulle forme dell’amicizia nell’universo femminile.

 Opinione di Charlotte
"..L’inizio di un malessere, riflette, deve assomigliare a quel primo foruncolo che ci dà prurito e che scopriamo troppo tardi essere la puntura di una zanzara, la prima di una lunga serie. Perché le zanzare hanno cominciato a deliziarsi del nostro sangue ben prima che ce ne accorgessimo."
Molti di voi loro malgrado avranno sperimentato le dinamiche della convalescenza , periodo di recupero  dell’ equilibrio psicofisico dopo un  trauma  che spesso si traduce in riflessione e cambiamento. Durante questa  fase di transizione,  in cui si è concentrati su se stessi e isolati dal mondo che corre ugualmente,  spesso mutano le priorità,  si  stabiliscono nuovi progetti di vita,  si osserva  la realtà circostante secondo un punto di vista diverso. E possono consolidarsi con chi condivide la stessa condizione dei legami che non si creerebbero in  condizioni normali  :  persone diversissime per età, esperienza, modo di pensare,   che non avrebbero mai pensato di relazionarsi tra loro e di  apprezzarsi, individui fragili, disorientati e soggetti a ricadute, diventano appigli,  mutuo sostegno,  folate  di speranza e di normalità.
E’ questo il rapporto  che si crea tra le tre protagoniste del romanzo Lise, Oriane e Daisy, ospiti   di una struttura riabilitativa situata nell’ entroterra della Linguadoca:  personalità complesse, esistenze permeate da insoddisfazione, dolore, passato inconfessato persino a se stesse . Vittime e artefici di un destino poco generoso, guerriere armate malamente contro  problematiche che le costringono costantemente in bilico, tra l' imminente caduta e la remota possibilità di ripartire da zero, in un’ atmosfera costrittiva nella quale solo la loro empatia fatta di lievi e sporadiche presenze riesce a aprire uno spiraglio di positività.  Una sorta di mano tesa che non è in grado di aiutare, ma che strappa al desiderio di autodistruzone,  e conforta contro il facile e crudele giudizio  altrui.
Le convalescenti è strutturato come un percorso che avviene nella testa di ciascuno dei personaggi,  indagando con una lucidità che non è distacco ogni percezione distorta,  ogni  ricordo e turbamento, individuando  luoghi della memoria ai quali agli altri è vietato l’ accesso; evidenziando  l' incapacità  di comunicazione . Questa intelaiatura fa sì che si sviluppi un romanzo carico di tensione emotiva trattenuta e negata fino allo stremo, per poi  essere sprigionata da più parti: un ordigno che esplodendo  apre a  temi chiave  quali la sorda e lacerante sofferenza interiore, la solitudine come rifugio dell’ anima, il desiderio di normalità associato all’ oggettiva impossibilità  di ottenerla.  
Queste riflessioni ,  un po’ come i pensieri nel cervello, si accavallano mentre si dipana una trama articolata su più piani temporali  , e si alternano a visioni, fantasie, deja-vu: che  associati secondo la logica suggerita dall’ autrice evocano scenari tangibili e ricompongono quadri rigorosi. Cosicché  anziché ridursi a viaggi mentali  in un’ atmosfera permeata di sonniferi e ansiolitici,  le proiezioni conscie  e inconscie   vengono confrontate con la realtà e fanno nascere sospetti concreti, rivalità, attrazioni . Un quotidiano  che finisce per essere imperniato,    facendone  elemento di mistero,  sulla figura enigmatica e ambigua di Maxime, il profilo del seduttore e la discrezione di un banchiere. L' uomo, visto dalle tre donne in modo completamente diverso, diviene catalizzatore di emozioni  ed elemento di conflitto,  punto focale di una vicenda che porta il  romanzo verso atmosfere  nebulose, incerte, inaspettate. Un universo tutto da scoprire insomma, quello creato da Michéle Gazier attraverso tre  donne sensibili e  fragili unite da un legame atipico, che non può essere definito amicizia, ma che le coinvolge e le stimola. Un atteggiamento da convalescenti, appunto, per un romanzo a tinte variabili, dal ritmo sincopato: da trattenere nella mente e nel cuore liberandosi dal luogo comune e dalla presunzione di poter giudicare, capire, sapere.  


 L' Autrice 


Michèle Gazier è nata a Béziers (Languedoc-Roussillon) nel 1946. Professoressa di spagnolo, all’inizio degli anni Ottanta contribuisce a far conoscere in Francia diversi autori di lingua spagnola tra cui Manuel Vázquez Montalbán e Francisco Umbral, di cui è anche traduttrice. Dopo aver lasciato l’insegnamento, si dedica alla critica letteraria dalle pagine di «Libération» e «Télérama». Oltre a far parte, dal 1995, della giuria del Prix de l’Écrit Intime, nel 2010 ha fondato, con Marie-Claude Char, la casa editrice Éditions des Busclats.


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