mercoledì 17 aprile 2013

GARDEN di Emma Romero

Un mondo inquinato, dove tutt'intorno si respirano gas di scarico, polveri e vapori e dove il cibo ma soprattutto l'acqua sono maniacalmente razionati.
Una Nazione in cui il lavoro è tutto e non sono tollerati errori, defezioni o ritardi, pena perfino la morte.
Uno Stato in cui la disciplina ne è il pilastro e l'Ordine, padre della Pace e figlio della Rinascita, è il fondamento della Costituzione.
Una vita da cui è bandita ogni forma di svago ma soprattutto in cui è proibita qualsiasi forma di espressione artistica: niente dipinti, niente racconti, niente musica, niente canti; nè in pubblico nè in privato, nè per mestiere nè per diletto.
Questi i concetti cardine dell'impianto narrativo e del mondo creato in Garden, il giardino alla fine del mondo: un distopico dal sapore "internazionale" ma tutto italiano! Che ci rende fieri ed orgogliosi di poter affermare, una volta ancora, che la nostra Italia è piena di talenti. Emma Romero (anche se non è il suo vero nome ) è uno di quelli, e ci offre un romanzo intenso, coerente, originale e coinvolgente che, per essere un'opera prima, lascia davvero piacevolmente sbalorditi. 


GARDEN
IL GIARDINO ALLA FINE DEL MONDO
di Emma Romero


editore: Mondadori
pagine: 270
prezzo: 14.90 euro
Rilegato

Trama


Il ritardo è negligenza. La negligenza è disordine. Il disordine è il seme della perdizione. Maite è tra le operaie più efficienti nella fabbrica in cui lavora. In fondo non ha scelta: se commettesse un'infrazione sarebbe punita con la morte. Maite coltiva in segreto la sua passione, il canto, e sogna di raggiungere il leggendario giardino alla fine del mondo, dove si narra vivano i ribelli in completa libertà e dove pare siano sopravvissute le lucciole. Perché il suo paese è diventato una prigione fredda e spoglia. Dopo una lunga guerra, l'Italia è stata divisa in Signorie e, per impedire il ritorno al caos, le arti e le scienze sono riservate a una casta di eletti, mentre gli esclusi sono condannati a una vita di obblighi e privazioni. L'unica fonte di svago è la Cerimonia, la grande festa celebrata per l'anniversario della Rinascita. Maite ha sempre voluto esibirsi su quel palco, ma il giorno in cui potrà finalmente ottenere il suo riscatto scoprirà che, in un paese che ha ucciso ogni speranza, anche dai sogni si può desiderare di fuggire...



La mia Opinione

Quanto è alto il prezzo da pagare per nascere in un Paese senza guerra?

Lavorare senza posa fin dalla tenera età.
Essere predestinati da un computer ad una mansione che sarà definitiva.
Fondare la propria esistenza sull'ordine e praticare minuto dopo minuto una ferrea disciplina su sè stessi per adempiere ad ogni compito e ad ogni dovere senza mai sgarrare.
Limitare qualunque rapporto umano per mancanza di tempo e per l'impossibilità di potersi esprimere "liberamente".
Rinunciare a qualunque forma di arte, che è per definizione fonte di gioia e di creatività.
Essere costantemente controllati, perchè ovunque ci sono telecamere e microspie: occhi e orecchie di uno Stato che, a dispetto del suo nome - Amor - i suoi cittadini sembra odiarli, perchè è soltanto capace di razionare, sorvegliare, censurare, punire.

E i cittadini di Amor questo altissimo prezzo lo pagano ogni giorno, perchè la maggior parte di loro in questo Sistema ci crede. O almeno si sforza di crederci; perchè apparentemente è meglio vivere in Pace, senza crisi economiche nè massacri. Si sentono parti attive nel contribuire giornalmente alla pace e allo splendore del loro piccolo mondo. La paura e il rispetto delle regole sono inculcati fin dalla nascita, ma giorno dopo giorno vanno avanti con la consapevolezza che qualsiasi contrattempo, qualsiasi contravvenzione potrebbe portarli alla rovina.
Pertanto possono essere davvero felici?

"Sappiamo tutti e due che è difficile non incappare in uno degli errori che portano alla punizione finale. Possiamo evitare di cantare, disegnare, possiamo smettere di raccontarci storie e di fantasticare, giorno dopo giorno, dando il nostro contributo alla pace e allo splendore della nostra fabbrica e di tutto il paese. ma se un imprevisto decide di frapporsi tra noi e il nostro dovere, niente e nessuno potrà salvarci"

La realtà quindi è molto lontana dai concetti di Armonia e Grandezza tanto decantati dal sistema. Più che una Rinascita, questa la nuova filosofia e la nuova forma di Governo, sembra una specie di "nuova morte"... perchè i cittadini, spenti e repressi sotto tutti i punti di vista umani e spremuti come automi produttivi (con turni che arrivano fino a sedici ore con un giorno libero ogni due settimane) non hanno una vita "vera", ma sono praticamente dei morti viventi. E tanti di loro cercano una via di fuga. Una forma di ribellione. Una strada che li conduca fuori dalle mura; a Garden, il giardino alla fine del mondo.

Maite è la protagonista di questo mirabile racconto, che è anche una straordinaria avventura.
Un'avventura alla ricerca della verità, alla ricerca di sè stessi e alla ricerca della libertà.

Questo romanzo mi è piaciuto davvero tanto.
E questo non solo perchè amo profondamente le distopie (che senz'altro è un punto a favore!).
Ho davvero apprezzato tantissimi aspetti di questa storia e di come Emma sia riuscita a raccontarla. Innanzi tutto sono entrata totalmente nel libro, fin dalle primissime pagine. E questo è fondamentalmente il primo merito di questa autrice che, con il suo stile limpido e diretto, è riuscita a infondere un ottimo ritmo e a mettermi subito a mio agio facendomi percepire facilmente tutto ciò che vede e sente la protagonista. La nuova società Rinascimentale si dispiega gradualmente in tutti i suoi meccanismi ed in tutte le sue concezioni con estrema chiarezza e non mi sono mai sentita in dubbio sui fatti importanti che si succedono a ritmo incalzante pagina dopo pagina. E questo è uno degli altri punti di forza di Garden. L'avvicendamento di tantissimi piccoli fatti che si incastrano perfettamente tra loro, alternando piccoli flashback ad avvenimenti presenti ed intenzioni future, che non mi hanno fatta annoiare neanche per un attimo. Anzi... è stato entusiasmante raccogliere, da protagonista, i piccoli indizi sparsi qua e la che come esito finale mi hanno portato a piacevoli sorprese. Garden non è infatti un romanzo "scontato".
C'è quasi un "giallo" dietro a tutto quello che succede intorno a Maite, un vero e proprio complotto... a fin di bene che spiazza e regala a tutta la trama quel calore e quel colore che dovrebbe essere assente in un libro dai tali presupposti. Invece Emma Romero ci fa sognare e ci regala la gioia che solo la luce delle lucciole sà dare...
Un tenero e soffuso bagliore di speranza.
Un seme di libertà da piantare nel Giardino alla fine del mondo.
Maite, dopo svariate peripezie, ci riuscirà.
E troverà l'affetto inaspettato di più di un personaggio.
Molto carina è infatti anche la presenza di un amore latente ma costante, di un personaggio misterioso, che riserverà delle grandi sorprese.

Ma confesso che ne avrei voluto leggere almeno cento pagine di più.
Garden può considerarsi un romanzo autoconclusivo, ma tanti spunti resterebbero da sviluppare e tante cose da spiegare. E la curiosità di conoscere l'esito di alcuni avvenimenti in me è davvero grande.

Le analisi da fare sarebbero innumerevoli... e confesso che scrivere questa recensione si sta rivelando un'impresa abbastanza ardua, proprio perchè mi piacerebbe mettere in luce i molti aspetti degni di nota, di riflessione e di approfondimento.
Nonostante le non numerosissime pagine Emma è riuscita a condensare davvero una moltitudine di concetti e di metafore sulla società attuale che sarebbe bello analizzare a fondo.
Ma non è sicuramente questa la sede.
Mi piacerebbe soltanto soffermarmi su uno dei binari del romanzo stesso che corre parallelamente a quello del lavoro, ossia quello dell'ARTE.
L'idea della Romero di privare l'uomo della sua più bella, appagante, insopprimibile velleità è, secondo me, geniale (quanto agghiacciante). Da questa scelta si intuisce chiaramente l'amore della scrittrice per l'arte e la musica (è una brava chitarrista) per la quale, tra le righe, un mondo senza arte, senza musica ne canto è il vero inferno. E di contro un luogo dove poterlo fare è come un paradiso... Il giardino alla fine del mondo diventa così una sorta di paradiso terrestre.
Ed io non solo condivido questo pensiero; ma lo comprendo. Vivere senza una qualsiasi delle forme di espressioni creative umane, che sia la scrittura, le immagini e soprattutto la musica, (ironia della sorte sono proprio moglie di un musicista professionista affermato) sarebbe ben più duro da sopportare che turni di sedici ore lavorative. Sarebbe la morte dello spirito.
E per capirlo non serve essere grandi artisti...
Possiamo essere stonati come campane, rigidi come tronchi di legno, incapaci di rappresentare su carta le immagini più audaci che ci suggerisce la nostra fantasia... Ma non potremmo MAI rinunciare a godere della bravura degli altri o smettere di provare a farlo in uno qualsiasi dei "nostri" modi.
Perchè esprimerci, è l'unica cosa che ci rende davvero liberi. Ed umani.

Unico "difetto" è stata secondo me proprio l'ambientazione.
Purtroppo le mie aspettative sono state amaramente disattese e la mia speranza di leggere un romanzo distopico che si svolgeva in Italia completamente disillusa. E' così blanda e inconsistente l'idea dell'Italia che lo scenario sarebbe potuto essere qualsiasi in qualunque luogo. Non c'è alcun riferimento al territorio, alla storia o ai monumenti nazionali. Nessun tipo di appiglio che possa dare un'idea anche vaga che il palco dell'azione è situato proprio nel nostro belpaese. A parte un vaghissimo riferimento ai Sette Colli (siamo vicini a Roma?) non c'è niente.
Peccato... Sarebbe stata una bella occasione e un valore aggiunto ad un romanzo che comunque è bellissimo.

Assolutamente da leggere!

 meno

Ringrazio di cuore Alfonso e Nancy per avermi accontentata, e la Mondadori per aver pubblicato questo piccolo scrigno di emozioni.

L'Autrice

Emma Romero è uno pseudonimo.
Nata nel 1978, è appassionata dei romanzi di Philip K. Dick e di film dell’orrore. Crea storie chiusa nel suo studio, ricolmo di edizioni vintage dei suoi libri preferiti, ma quando non trova l’ispirazione esce a passeggiare con il suo cane, un levriero di nome Kiwi. Dopo aver tentato inutilmente di diventare una musicista professionista, ha appeso la chitarra al chiodo e ha iniziato a scrivere questo libro, che è il suo primo romanzo. Vive e lavora in Italia, nella città di Milano.


RESTATE CON NOI, PERCHE' NEI PROSSIMI GIORNI METTEREMO IN PALIO PER VOI UNA COPIA DI GARDEN!

3 commenti:

Lorenza Marabelli ha detto...

Wow! Recensione bella e sentita! Che dire? Voglio assolutamente questo libro che era già in cima alla WL...ma adesso mi tocca aspettare di vedere cosa organizzate XD
Scherzi a parte sarà sicuramente una delle prossime letture ^_^

Elena ha detto...

Mi sa che dovevo prendere questo invece di Kill all enemies xD
Bella recensione, attirava tantissimo anche me...non vedo l'ora di leggerlo ^^

Anonimo ha detto...

sottoscrivo, il romanzo è fresco e denso di emozioni, essenziale e senza troppe pose, e lo stile di scrittura è elegante e rievoca molto bene le immagini delle diverse scene