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martedì 26 febbraio 2019

IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI Rebecca Moro Recensione


La magnifica cover è un biglietto da visita  perfetto per il primo romanzo della Saga dei Quadranti di Rebecca Moro: cupo , struggente e visionario, Il principe degli Sciacalli è un libro dalle molteplici sfaccettature, in grado di commuovere, eccitare, turbare, e adatto ad un pubblico eterogeneo per età, sesso e gusti letterari. 

Fanucci Editore
Saga dei Quadranti #1
IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI 
REBECCA MORO 



Collana: Fantasy
Genere: Epic Dark Fantasy
Pagine: 496
Prezzo: 18,00 
Ebook: 1,99
QUI il link Amazon per l' acquisto

La Trama 
In una manciata di giorni e in una lunga notte di sangue, la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invadere il più forte tra i Quadranti dell'Impero umano, travolgendo la famiglia del Mastro e il suo stendardo. Nessuno degli storici alleati è accorso in loro aiuto e i Ti-jak, una razza di bestie semi-umane dai corpi massicci e ricoperti di squame, hanno falciato qualsiasi resistenza. Gli unici sopravvissuti dei Daven-Furus, il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni, non possono che sottomettersi alla triade a capo degli invasori: Raven diventerà lo schiavo del Jekret, la guida militare, mentre le sorelle saranno date in sposa per rafforzare il seme di quella genia ripugnante ma invincibile. Ciascuno di loro sarà chiamato alla scelta più difficile: mutare a caro prezzo la propria natura, assumendo un ruolo non previsto in un destino avverso e ostile, fino a quando ciò che sembra un abisso senza fine, potrà trasformarsi in un'occasione di rinascita. Dalla fortezza tra le rocce di Rovelia sino alle cime proibite di Lacan, dalla polvere dei deserti alle torri di Mnar, il tempo del Quadrante di nordest scorre inesorabile verso la rovina, ma non è detto che gli invasori siano gli unici nemici. E talvolta persino un'alleanza con le bestie può rappresentare l'ultima speranza di salvezza. Il primo capitolo della "Saga dei Quadranti". Sul campo di battaglia, dove oltre alle armi contano anche i sentimenti, il cruento confronto tra l'uomo e la bestia. Un fantasy che penetra l'abisso più profondo della natura umana per scatenare i suoi demoni, nella tradizione delle grandi saghe epiche e indimenticabili.

Opinione di Charlotte 
Una  storia appassionante, di quelle che fin dai i primi capitoli avvolgono il lettore in una spirale di cospirazioni, colpi di scena ed  emozioni contrastanti che si susseguono ininterrotti ad un ritmo incalzante. 
Leggendo la storia dei tre fratelli Daven – Furus alla mercé dei  terribili  Ti-jak viene spontaneo fermarsi, rimuginare, stemperare l’ ansia suscitata da atmosfere malsane che accentuano  il meglio e il peggio di ogni personaggio: spesso ci si ritrova a cambiare opinione su azioni e reazioni , poiché nel mondo di Rebecca Moro  non è affatto scontato che sia l’ uomo a risultare  più “ umano” . Il carisma e il valore dei Ti-jak protagonisti delle prime ferocissime azioni cresce di pari passo con la conoscenza delle loro usanze, della loro storia, del loro senso morale diverso da quello degli uomini, ora cinico ora disarmante nella sua semplicità e nella sua coerenza: in grado di mettere in secondo piano l’ aspetto terrificante dei " diversi" , e di esaltare una sorta di limpidezza degli intenti  in palese contrasto con  il doppiogiochismo e la malvagità di personaggi "umani" avidi e ingannatori.
I modi di pensare e sentire di Ti-jak e di uomini  in costante dialettica tra  ragione  e istinto si accavallano, confondono, compenetrano, trovando il loro punto di convergenza nelle figure di Raven ,Sarissa e Ioni : tre fratelli in formazione , diversissimi per personalità e atteggiamento nel confrontarsi con i “ lucertoloni”, cresciuti nella bambagia e costretti a percorrere un sofferto cammino di crescita personale tra  pulsioni contraddittorie e consapevolezza crescente del proprio io e del proprio ruolo . Inizialmente deboli e pieni di difetti, ben lungi dall’ essere benedetti da doni , protettori o poteri invincibili, i tre patiscono, si sacrificano, compiono scelte difficili e poco consolatorie. Ne consegue una lettura che lungi dall’ essere romantica e “ gradevole”  , si fa  intrisa di emozioni fortissime, pulsanti, disorientanti  che portano l’ empatia alle stelle e ne fanno pietanza succulenta per quel  lettore che ama identificarsi e  immergersi  appieno nelle vicende di cui legge.
La ricostruzione estremamente puntuale e  suo malgrado affascinante  di un contesto ostile, claustrofobico, devastato, contribuisce a rendere  travolgente e indimenticabile una storia narrata con estrema scorrevolezza ed eleganza ben poco aulica, amalgamate nonostante il dramma costante  con una componente leggera a tratti perfino ironica, a beneficio del totale appagamento del lettore.

L' Autrice

Rebecca Moro, pseudonimo di Silvia M. Moro, vive a Padova ed è mamma di 3 bimbi, avvocato, lettrice accanita, blogger. Adora tutto ciò che è sopra le righe e diffida dei sentimenti tiepidi, perché se non c’è la passione non c’è sapore. Con l’altro pseudonimo di S.M. May ha pubblicato i romanzi Nuvole (2013) per Triskell Edizioni e Addio è solo una parola (2015) per Youfeel Rizzoli. Come autrice self, inoltre, ha pubblicato, nel genere gay romance, la serie Lara Haralds – The Strange Matchmaker (Cambio gomme, Neve fresca, Ghiaccio salato, Doppio velo e Infinito Stupore); nel genere sci-fi la serie Oro (Il sangue non è acqua e Oro); il romanzo Secret Funding (2015), uscito anche in edizione inglese e in edizione tedesca per Dead Soft Verlag; e infine il legal thriller Gabbia per uccellini (2017).

#fornitodame

giovedì 11 ottobre 2018

REBECCA MORO E " IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI" : Intervista all' Autrice



Incuriosita dalla magnifica cover e dalla pubblicazione senza preavviso de " Il principe degli sciacalli" a firma di un' autrice che conosco per romanzi di genere ed ispirazione assai differenti, non ho potuto fare a meno di mettermi a  ficcanasare "dietro le quinte" per  saperne di più. Ringrazio di cuore Rebecca Moro alias S.M. May per avere dedicato alle mie curiosità il suo tempo, rispondendo ai miei  quesiti in modo diretto, spontaneo ed esaustivo: stimolando così il desiderio di leggerla! 

Editore: Fanucci Editore 
Ciclo: #1 Saga dei Quadranti
Genere: Epic Dark Fantasy
Pagine: 496
Prezzo: 18,00 (disponibile dal 24 ottobre)
Ebook: 4,99 QUI il link Amazon per l' acquisto

INTERVISTA A REBECCA MORO 

Perché la scelta di questo pseudonimo?
Non è stata una scelta facile. Il precedente nom de plume (S.M. MAY) era utilizzato da almeno cinque anni e per vari libri, ma da alcuni mesi è comparsa una “Silvia May” che si è messa a pubblicare erotici in self creando confusione, non so quanto involontaria, tra i lettori. Tra questo e il fatto che una mia omonima (rispetto al nome vero) era comparsa sui giornali per vicende non proprio positive, abbiamo cambiato preferito cambiare… Rebecca piaceva moltissimo all’editore.

La genesi del romanzo: come e quando è “ scoccata la scintilla”? Come lo hai scritto?
Allora, adesso un po’ mi prendono in giro sostenendo che non mi era mai passata la fissa (erotica) per i Visitors, lo sceneggiato degli anni ’80, ma in realtà da sempre avevo voglia di scrivere un fantasy e di metterci dentro tutto quello che avrei voluto trovarci come lettrice. Perciò non il solito eroe predestinato che scopre d’avere incredibili poteri, non la solita magia che risolve tutto, non la solita dicotomia netta tra buoni e cattivi. In questo romanzo i protagonisti vengono ridotti fin dall’inizio in uno stato di sottomissione, vengono sconfitti, umiliati, usati come pedine per i progetti altrui e devono faticare per ritrovare la strada.

Quali sono i riferimenti visivi, letterari, cinematografici che pensi ti abbiano suggestionata maggiormente?
Ah, a parte i già citati “Visitors”, direi che sono debitrice di tutte le saghe che ho letto dall’adolescenza sino a qui. Probabilmente non ti riesco a citare il particolare esatto che mi ha condizionato, ma un po’ tutti gli autori fantasy e sci-fi mi hanno lasciato qualcosa, un bagaglio che si è stratificato e sedimentato dentro.

Che rapporto ha S.M. May con Rebecca Moro?
Sono la stessa persona, anche se la Rebecca rappresenta un po’ la mia faccia più violenta e meno romantica. Possiamo vederla come una May crudele? In un certo senso.
Per esempio, se ripubblicassi oggi “Il sangue non è acqua” o “Oro”, li firmerei con il secondo pseudonimo.

Cosa  rappresenta per te questa storia?
A parte tre anni di vita (!), dare un senso alla diversità e scoprire un ordine/filo logico anche nel caos apparente di un paese che cade. Oggi abbiamo imparato a classificare le conquiste nemiche sempre e comunque come una rottura della pace e un attacco alle sovranità esistenti. Per secoli, però, le invasioni sono state anche un’occasione di rimescolamento di genti e di sangue e di rinnovamento di civiltà ormai in declino. Eppure, a seconda della nostra lettura della storia (e di chi ha vinto alla fine), distinguiamo ancora le conquiste “eroiche” da quelle “di sopraffazione”. Quindi ho pensato a un mondo fittizio dove entrambe le fazioni, uomini e bestie, seguono la loro natura ed entrambi credono di essere nel giusto.

Quali sono le difficoltà maggiori che hai riscontrato durante la stesura del romanzo? E quali sono le parti che ti sei divertita maggiormente a scrivere?
Prima di tutto, la lunghezza. Io non scrivo "romanzoni", ho il terrore di perdermi nelle sottotracce della trama, e in prima stesura il testo era assai più breve. Ma ho dovuto lavorarci per sviluppare ogni fatto e ogni personaggio. Alla fine, toccare il traguardo delle 130.000 parole per me è stato una vera vittoria. Seconda difficoltà: mantenere la coerenza. Mentre scrivevo i dialoghi dei ti-jak, dovevo sempre rammentare la loro natura non umana, le loro tradizioni differenti, le loro leggi. Spero di esserci riuscita.
Amo i paesaggi e amo le battaglie. Ho cercato di essere pulita nelle descrizioni, senza appesantire troppo, ma mi sono indubbiamente divertita a immaginare il dispiegamento di mezzi d’assalto. Ma ho faticato, eh: non ci sono i cavalli e neppure i fucili, quindi buona parte del fascino guerriero era già andato a farsi benedire.

Il personaggio che ti somiglia di più, quello che preferisci e quello che ti è meno simpatico.
Mi verrebbe da dire Sarissa, perché all’inizio è proprio una frignona, però Raven ha un certo idealismo pragmatico che mi appartiene. Per ora l’arciere senza stendardo è uno che tende a parteggiare per i potenti, ma non mi è antipatico del tutto. Potrei dargli una seconda possibilità…

Cosa deve aspettarsi il lettore da questo libro?
Un fantasy senza tanti eroismi e con protagonisti che maturano a poco a poco, un continuo cambio di scenari e paesaggi, battaglie, intrighi, riscatti di vario genere.

Il tuo fantasy rispecchia in qualche modo la realtà contemporanea, pur collocandola in una dimensione astratta?
Non voglio ripetermi, ma direi che l’elemento delle difficoltà di adattamento e convivenza, a seguito dell’arrivo  di genti diverse, è facilmente rintracciabile nel nostro mondo contemporaneo.

Dal Self publishing alla CE, tu pubblichi nell’uno e nell’altro modo da diversi anni: com’è stato lavorare con Fanucci ?
Da un lato, rinfrancante: quando pubblichi in self fai tutto da sola e poi scommetti alla fine sui lettori, senza veri riscontri e feedback prima; stavolta invece sono passata dal presentare un estratto del libro e discuterne faccia a faccia con l’editore al vedermi arrivare la proposta di contratto in quarantotto ore (e quindi già lì capisci che non sei l’unica a credere nella tua storia), e poi ho visto per mesi una squadra lavorare per il “mio” romanzo, pensando a tutto sino alla cover. Dire che ti senti ripagata, è poco.
Dall’altro, un filino terrorizzante. Nel senso che avevo in mente una data d’uscita in tardo autunno, invece all’improvviso mi è arrivata l’email con: siamo pronti per uscire. Ehhhhhhhhhh? In effetti, rischi un po’ l’infarto per la sorpresa.

#fanucci
#promozionegratuita

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giovedì 4 ottobre 2018

IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI Rebecca Moro Anteprima

Era davvero da tempo che aspettavo questa notizia, e finalmente ieri sera è arrivata! Esce oggi l'ebook di una scrittrice che stimo moltissimo, che si è fatta strada da sola nello spietato quanto vasto panorama del self publishing. Oggi arriva sugli store online con una casa editrice sempre attenta al romanzo fantasy diverso, originale, capace di apportare "aria fresca" nel genere. Sono convinta che Amarilli (a me piace chiamarla col suo pseudonimo di blogger) saprà tenermi avvinta alle pagine nelle quali si è immersa anima e cuore in questi lunghi anni di fatiche e delusioni.  Vento in poppa per questa nuova avventura!!! Il principe degli sciacalli è un epic dark fantasy dai toni decisi e forti (insomma non è un romanzo per ragazzi!) come ci si aspetta dal genere "puro" e io sono davvero curiosa di leggere il nuovo lavoro della creatrice di Lara Haralds, tra i miei personaggi preferiti di sempre. 




Fanucci Editore


Un fantasy che penetra l’abisso più profondo della natura umana 
per scatenare i suoi demoni, 
nella tradizione delle grandi saghe epiche e indimenticabili.


IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI
Rebecca Moro

Ciclo: #1 Saga dei Quadranti
Collana: Fantasy
Genere: Epic Dark Fantasy
Pagine: 496
Prezzo: 18,00 (disponibile dal 24 ottobre)
Ebook: 4,99



Trama 

In una manciata di giorni e in una lunga notte di sangue, la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invadere il più forte tra i Quadranti dell’Impero umano, travolgendo la famiglia del Mastro e il suo stendardo. Nessuno degli storici alleati è accorso in loro aiuto e i Ti-jak, una razza di bestie semiumane dai corpi massicci e ricoperti di squame, hanno falciato qualsiasi resistenza. Gli unici sopravvissuti dei Daven-Furus, il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni, non possono che sottomettersi alla triade a capo degli invasori: Raven diventerà lo schiavo del Jekret, la guida militare, mentre le sorelle saranno date in sposa per rafforzare il seme di quella genia ripugnante ma invincibile. Ciascuno di loro sarà chiamato alla scelta più difficile: mutare a caro prezzo la propria natura, assumendo un ruolo non previsto in un destino avverso e ostile, fino a quando ciò che sembra un abisso senza fine, potrà trasformarsi in un’occasione di rinascita. Dalla fortezza tra le rocce di Rovelia sino alle cime proibite di Lacan, dalla polvere dei deserti alle torri di Mnar, il tempo del Quadrante di nordest scorre inesorabile verso la rovina, ma non è detto che gli invasori siano gli unici nemici. E talvolta persino un’alleanza con le bestie può rappresentare l’ultima speranza di salvezza. Il primo avvincente capitolo della Saga dei Quadranti. Sul campo di battaglia, dove oltre alle armi contano anche i sentimenti, il cruento confronto tra l’uomo e la bestia. 




L'autrice

Rebecca Moro, pseudonimo di Silvia M. Moro, vive a Padova ed è mamma di 3 bimbi, avvocato, lettrice accanita, blogger. Adora tutto ciò che è sopra le righe e diffida dei sentimenti tiepidi, perché se non c’è la passione non c’è sapore. Con l’altro pseudonimo di S.M. May ha pubblicato i romanzi Nuvole (2013) per Triskell Edizioni e Addio è solo una parola (2015) per Youfeel Rizzoli. Come autrice self, inoltre, ha pubblicato, nel genere gay romance, la serie Lara Haralds – The Strange Matchmaker (Cambio gomme, Neve fresca, Ghiaccio salato, Doppio velo e Infinito Stupore); nel genere sci-fi la serie Oro (Il sangue non è acqua e Oro); il romanzo Secret Funding (2015), uscito anche in edizione inglese e in edizione tedesca per Dead Soft Verlag; e infine il legal thriller Gabbia per uccellini (2017).