giovedì 27 agosto 2015

IL DUCA CHE NON POTEVA AMARE Elena e Michela Martignoni Recensione

Nonostante la sinossi possa farlo pensare, questo romanzo non ha il sapore frivolo ed edulcorato  di  un feuilleton visionario  e - come talvolta accade -   anacronistico . Piuttosto, ricorda quegli sceneggiati televisivi   "da bambini accompagnati" ( avete presente la serie francese I Borgia di Tom Fontana ?) ,  contraddistinti dalla ricostruzione d' epoca meticolosa e inappuntabile  ma anche  dall' elevato   impatto emozionale. Opere   in cui la vicenda  storica fedele e  ben documentata  viene romanzata  con l' introduzione di personaggi di invenzione che affiancano quelli realmente esistiti,   e che  costituiscono  spunto per divagazioni di fantasia basate su temi e fatti realmente accaduti: senza lesinare sugli aspetti più sgraditi e violenti . E' proprio il caso di questo romanzo, che pur forte di un intreccio avventuroso con tanto di oscure presenze e di misteri sui quali far luce  , rimanda a cospirazioni, coinvolgimenti politici,  caccia alle streghe,   costumi sociali  presentati con dovizia di particolari in modo estremamente realistico. 
 
Mondadori
IL DUCA CHE NON POTEVA AMARE
ELENA E MICHELA MARTIGNONI

Collana: Omnibus
Genere: Romanzo storico
Pagine: 389
Prezzo: € 22,00
ebook: € 9,99

La Trama 

Urbino, 1488: il duca Guidobaldo di Montefeltro non ha mai amato nessuna donna ma per Elisabetta Gonzaga, sua sposa, prova una vera passione. Il giovane duca sa di non avere ereditato il carisma e la sensualità di suo padre Federico, ma desidera liberarsi dall'affettuosa ma limitante tutela dello zio Ottaviano Ubaldini. L'Ubaldini, uomo dotto con una spiccata inclinazione per l'astrologia e l'alchimia, nasconde un segreto doloroso: lo spettro di un antenato lo tormenta da decenni, ricordandogli una colpa del passato. Unica sua consolazione è l'amore di una donna misteriosa, incontrata anni prima nei boschi quasi assiderata e senza memoria; lui l'ha chiamata Deodata, le ha assegnato una piccola casa e la protegge lasciando che eserciti le sue straordinarie doti di curatrice: arti che, però, la mettono in pericolo perché attirano su di lei il sospetto di stregoneria. Deodata vive ai margini della città, in compagnia di un lupo e di una ragazzina muta, eppure proprio la sua misera capanna diventerà il crocevia di molti destini...

Opinione di Charlotte

Ecco la corte di Urbino, nella sua magnificenza ma anche nella sua iniquità, ospitare nobili illuminati e infidi congiurati assetati di potere, duchi e servitori,  frati e guaritrici: in un turbinio di  arte e cultura ma anche di ignoranza e pregiudizio , sfarzo e pochezza d' animo . Alla corte dei Montefeltro, mecenati e uomini di sapere fronteggiano perfidia, perversità, bassezze  perpetrate da altri individui rozzi e spregevoli: ma  la peculiarità de Il duca che non poteva amare risiede nel fatto che pur essendo il motore di ogni evento,  la parte del leone nella storia   non la fa il sesso forte: poichè le pedine sulla scacchiera dei giochi di potere, le destinatarie di  brutalità di ogni sorta, della profusione di cattiveria gratuita che ha come fine ultimo l' affermazione della supremazia e la  soddisfazione di pulsioni ignobili a scacciare barbare insicurezze, sono le   donne:  a qualsiasi classe sociale appartengano, esse sono vittime designate , sacrificabili agli istinti più biechi, all' ignoranza, alla cupidigia, destinate a subire ogni genere di sopruso, umiliazione, abuso fisico e psicologico da parte di mariti, padri, incolti detrattori, senza potersi difendere . Ci troviamo di fronte quindi a una lettura non confortante ma purtroppo realistica ,che spesso sferra pugni nello stomaco alla lettrice mentre le protagoniste vengono violate o ingiustamente accusate. Sono Donne apparentemente sottomesse ma ribelli nell' animo,  che accettano  passivamente i soprusi poichè la società non consente loro di opporsi, che scontano sulla propria pelle i tentativi di sollevarsi: e sono  proprio   la determinazione, l' impeto,  il coraggio  che non vengono mai meno, ad elevare queste donne ad   eroine,  trasformando un potenziale saggio storico divulgativo in un romanzo appassionante in cui tra vita di corte, cozzare d' armi, superstizione e fanatismo religioso  occupano un posto  d' onore le storie d' amore, la sensualità, le  esperienze extrasensoriali, gli enigmi dal passato, i tormenti, i rimorsi, i colpi di scena. 
In conclusione, trovo che Il duca che non poteva amare sia  un godibile affresco di ottima fattura,  dai colori cupi ma con squarci di vivacità e guizzi di luce, in grado di raccontare  attraverso descrizioni minuziose,  odori, sensazioni,  le energie positive e negative trasmesse dai personaggi.  Un libro scritto in modo fluido e coinvolgente,  di quelli che   permettono al lettore  di immergersi lentamente e inesorabilmente in una dimensione parallela, a sperimentare  sulla propria pelle  il disagio, lo sprezzo delle ingiustizie  e la volontà di rivalsa: fino  a divorare le ultime 150 pagine  della storia in un soffio. E a considerare, che, alla resa dei conti, forse l' unico incantesimo ad oggi ancora inspiegabile è l' amore.


Ringrazio di cuore  le autrici, che attraverso  la cara amica Angela del blog Insaziabili Letture mi hanno dato l' opportunità di leggere il loro emozionante romanzo. 

Le Autrici



Milanesi sorelle, appassionate lettrici e autrici di tre romanzi storici sulla famiglia Borgia pubblicati anche in Spagna, Requiem per il giovane Borgia - 2005 TEA, Vortice d’inganni - 2008 Corbaccio, Autunno rosso porpora - 2010 Corbaccio, e di varie novelle noir.
Collaborano con la rivista Storia in Rete dove hanno una rubrica fissa di recensioni ("La storia è un romanzo") e con la rivista For Roma e For Milano per la quale intervistano autori e recensiscono romanzi.
Il loro sito:

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