mercoledì 22 luglio 2015

ROMA 46 D.C VENDETTA Adele Vieri Castellano Recensione " Tutte per uno"

Spesso per cercare di spaziare su più autori, titoli e generi, all' interno del blog ci distribuiamo le letture; e solitamente la " spartizione" avviene in modo naturale, in accordo con i nostri caratteri e  gusti che obiettivamente sono complementari. Ebbene, quando si è trattato di decidere a chi spettasse leggere e recensire questo romanzo, nessuna ha voluto demordere: e per non fare torto ad alcuna, eccezionalmente vi proponiamo una tripla recensione. Che ancora una volta  conferma  come le chiavi di lettura di un libro siano infinite, e come esse varino in rapporto alla sensibilità del fruitore. Tre recensioni a confronto da parte di tre Schiave della Suburra,  per sviscerare un unico grande libro, il nuovo episodio dell' amatissima Serie Roma Caput Mundi di Adele Vieri Castellano:  che toglie il sonno e regala emozioni sempre nuove, come solo lei sa fare. 



ROMA 46 D.C.
 VENDETTA 
Adele Vieri Castellano

Casa editrice: AVC Historiae
Genere: Romanzo storico
Pagine: 320
Prezzo: 12,80 €
Ebook: 4.99€




Trama


Contraccambiare il male ricevuto con il male peggiore. Questo è ciò che ha spinto un uomo misterioso a compiere l’atto più nefando. Marco Quinto Rufo questa volta non dovrà combattere guerre, né affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero, perché la vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue. Non il suo, né quello di sua moglie ma quello di un essere indifeso che il vile, oscuro, nemico gli ha sottratto. Lui che non teme nulla e nessuno dovrà affrontare il Male Supremo, faccia a faccia, in una partita a due che avrà un solo vincitore ma non un solo protagonista. Perché in quei giorni oscuri e terribili, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano Arash Tahmurat…


Opinione di Sybil


Come sempre dopo aver letto un romanzo di Adele Vieri Castellano mi ritrovo qui, affannata, con la mente in cortocircuito, perdutamente ammaliata dalle sue parole e in costante carenza d’ossigeno, invasa dalla stessa sensazione che si prova quando si fa una corsa dopo mesi di inattività. E non esiste cosa più bella al mondo che  sentirsi così, totalmente assorbiti dalle pagine di un libro, capaci di riconoscere che non esiste mondo esterno più ammaliante, l’universo stesso diventa tascabile, si riduce, assumendo dimensioni piccolissime fintanto che ci si accorge di averlo semplicemente tra le mani. Adoro i romance storici, forse più di ogni altro genere letterario, ma quelli scritti dalla Castellano volano oltre il semplice concetto di romanzo storico, sono molto di più, sono istantanee di un’epoca che ci appartiene, dalla quale abbiamo ereditato le nostre origini, le nostre radici. I suoi libri non parlano semplicemente d’amore, in realtà te lo fanno letteralmente entrare sotto la pelle, creando come una connessione chimica in grado di marchiarli a fuoco nella mente, per sempre. Per non parlare poi dei personaggi ai quali da vita, sublimi immagini che appartengono al passato, simili a statue di marmo dai tratti perfetti, graffianti, sensuali, vibranti, ma che sotto la loro ammaliante veste esterna nascondono un mondo a parte, fatto d’amore, di emozioni uniche, travolgenti, vitali, irresistibili, che a mio avviso difficilmente si avvicinano a un qualsiasi eroe romantico incontrato fin’ora, ma questo è solo quello che penso io. 
In Roma 46 Vendetta ritroveremo Rufo e Livia alle prese con un altro irrompente dramma, il peggiore di tutti, l’unico in grado di strappare l’anima del potente romano. 
Ho apprezzato enormemente il nuovo Rufo, identico nell’aspetto, nell’impostazione, nella fulgida essenza che appartiene a lui soltanto, ma diverso a livello interiore. Quello che ci troveremo davanti è un Rufo emotivamente cresciuto, intrecciato in maniera viscerale all’amore. È un Rufo che ha molto da perdere e proprio per questo dovrà diventare ancora più forte, perché la battaglia che lo aspetta non è per salvare l’onore di Roma, in realtà è qualcosa di ancor più difficile da affrontare. Ma non temete, quello che avremo di fronte sarà il Rufo di sempre, pronto a combattere ogni guerra, con coraggio, lealtà e con un cuore impavido che non si farà intaccare dalla paura della sconfitta.
Sarà sotto lo stesso cielo che vedremo sbocciare un nuovo tenero e temerario amore, quello tra il siriano Arash e la giovane Mirta, un sentimento delicato, semplice, ma travolgente, da lasciare come sempre senza fiato.
Il modo in cui la Castellano riesce a dare vita alla danza del cuore è un qualcosa di unico, lo fa con naturalezza ma intessendo tra le trame della storia un’intensità disarmante. Vi giuro che ci sono stati momenti in cui mi sembrava di sentire battere i loro cuori, di assorbire la loro stessa aria, le loro vibrazioni, ritrovandomi poi ad aver trattenuto il respiro per minuti. Un’altra caratteristica che adoro dell’autrice è l’importanza che da agli occhi dei suoi personaggi, come se volesse dotarli di vita propria. Ed è così che anche gli occhi di Arash come quelli di Rufo e Aquilato prima di lui, iniziano a splendere, creando campi magnetici irresistibili, tanto che mentre si legge si ha come la sensazione di vederli dipinti nella mente, di avvertire sul serio il peso del loro sguardo. Questo è un particolare che amo più di ogni altra cosa, il sentire volare le parole attraverso le pagine mentre vengono sussurrate da un semplice sguardo, ed è sempre incredibile quando un insieme di lettere nere stampate su carta bianca riesce a creare immagini tanto nitide, impalpabili ma concrete. È un po’ come dare tridimensionalità ad un disegno a due dimensioni.

In quelle poche ore aveva visto molti uomini, con nessuno di loro aveva provato quella sensazione di esaltazione e timore. Il suo respiro mutò in affanno quando incrociò la pupilla nera, così in risalto nel miele dorato delle iridi di lui e, per un attimo, rimase senza fiato.

Secondo me Roma 46 è differente dagli altri romanzi che lo precedono in quanto racconta un amore dalle sfumature più tenui e delicate, ma non per questo deve essere considerato di minor rilievo. Dobbiamo essere sinceri, sopravvivere al paragone con Roma 40 e Roma 42 è molto complicato, ma sento la necessità di affermare che anche in questo caso la Castellano è riuscita a trasmetterci delle emozioni incandescenti e stupende, come sempre del resto. Bisogna immaginare che ogni suo romanzo vive in risposta ai personaggi che lo animano e proprio per questo ogni storia è definita entro la linea di confine dettata da loro stessi. In poche parole, secondo me, paragonarli non è possibile perché il bello sta proprio nell’unicità che caratterizza la storia di Rufo e Livia, di Aquilato e Ishold e di Arash e Mirta. A ognuno il suo!

Ti domandi perché sorge il sole, i fiumi vanno verso il mare o perché la luna illumina la notte? Ti amo, non c’è altra spiegazione. Carne della mia carne, sangue del mio sangue.




Opinione di Charlotte 


Per me parlare di questa serie e di questo libro in  particolare vuol dire raccontare un viaggio esplorativo nei sentimenti.
In Roma 46 Vendetta  l’ intreccio è solida base di appoggio  che porta tutti i personaggi a compiere un " lavoro di squadra " tra luoghi e situazioni diversissimi tra loro,  onde  perseguire   un obiettivo comune. Come in una moltitudine di schizzi d’ autore, rilegati a formare un album, così Adele regala  brani ora drammatici ora lirici, tocchi e suggestioni pittoriche. Il  lettore diventa attore, si immerge nelle scene,  si trasforma  a turno  in tutti i personaggi,  resta convolto in  amori,  rancori, problematiche dalle  molteplici implicazioni , che variano di intensità e connotazione di pagina in pagina e che si concatenano seguendo un disegno predisposto dal Fato: ecco  l’ eroe integerrimo  diventare  una belva feroce e spietata, una ragazza  innamorata trasformarsi in una donna che  soffre con  dignità e coraggio,    il farabutto della peggior specie scoprirsi   un amico fidato.
Roma 46 d.c. è il fedele ritratto di una civiltà antica, contaminata in modo velato e funzionale alla narrazione   da elementi moderni che la rendono amena, affine alla mentalità della lettrice/sognatrice odierna: la meticolosa ricostruzione di una società contraddistinta da brame di potere e disuguaglianze sociali, viene stemperata dall’ atipico atteggiamento emancipato di Livia e Rufo:  che pur ricoprendo un ruolo di prestigio e  vivendo secondo gli usi e costumi  del loro tempo, non accettano la schiavitù e il sopruso e vivono un legame di coppia paritario, lontano dalla prevaricazione del pater familias, rapportandosi tra di loro in modo sempre nuovo ed esaltante.  
Come in un bel film d’ avventura,  sul set di Roma 46 si alternano  personaggi, ruoli, vicende dagli sviluppi imprevedibili. Viene dato spazio ad un’ umanità variopinta, che sottosta alle naturali pulsioni umane, siano esse pure o bieche: si spazia così  dalla matrona virtuosa alla danzatrice spregiudicata, dalla fanciulla innocente alla sacerdotessa corrotta. Per non parlare di personaggi maschili ora vili ora leali,  ora scolpiti nel corpo e nello spirito, ora fuorviati dal vizio e dalla follia.
Roma 46 rispetto agli altri titoli della serie  è scritto da un' Adele che si fa  ancor più struggente: il romanzo  si distingue per tormento interiore , dramma diffuso, angoscia latente. Inquietudini che traspaiono in ogni pagina, in ogni situazione: l' amore è croce e delizia, la vendetta è dolceamara, la libertà un' arma a doppio taglio.
Impossibile poi non cogliere le peculiarità del  lato “bollente” di questo libro. Al centro delle vicende amorose, l’ attrazione ha come sempre nella Castellano  un ruolo fondamentale : ma – in sintonia con le caratteristiche dei legami costruiti su devozione e innocenza di spirito che vengono raccontati in Roma 46 – più  che solleticare l' ormone, Adele  fa sospirare e sanguinare il cuore.    Qui  non troviamo il sesso appassionato e la malizia di Calpurnia o di Messalina, né la corruzione dei bordelli   della Suburra e della Roma opulenta; Adele non stuzzica la lettrice con   la lussuria,     ma celebra l' amore in boccio tra  Mirta e Arash, o quello coniugale  di Livia e Rufo : in questo contesto, l' incontro carnale è  un atto fisico che cura  l' animo ferito e gli dona conforto e  speranza, finalizzato al compimento di una dichiarazione d' amore ,alla  presa di coscienza dell’ importanza vitale dell’ altro, al consolidamento di un  rapporto fondato su reciproca adorazione spirituale.
In Roma 46 Adele non ha vie di mezzo: tutto ciò che popola il suo  universo romano, finanche il più piccolo oggetto, o la descrizione di un edificio, dell’  azione più spregevole  o di quella più altruista, parla di  emozioni all' ennesima potenza. E' una storia  dove c'è  molto dolore, orrore e scelleratezza, dove si parla spesso di disuguaglianze, di abuso   di potere,   dove trovano spazio tanti tipi di struggimenti umani: la solitudine di una schiava, la disperazione di una madre, la sete di vendetta di un padre e marito , la confusione di un guerriero che scopre di avere dei punti deboli.
Un libro che parla il linguaggio della Roma  antica, che celebra la  virtus romana grazie a Rufo e ai suoi uomini fidati, che racconta i fasti e gli intrighi di un impero; ma che costituisce al contempo un’ evoluzione verso una  narrazione sempre più intima da parte di Adele: che pur affrontando le miserie umane, la violenza , la “ sporcizia” , cerca -  e trova-  l' intimità ad ogni costo  tra personaggio e lettore. La sua è una narrazione evocativa che si insinua  nell' animo,   fa breccia nel lato istintivo del lettore, gli fa sperimentare sulla propria pelle la protezione, l' affetto, l' amicizia, la malinconia, la pazzia.
Sentimenti e sensi strettamente correlati:  affrontare Roma 46 non è solo fruire  un racconto, ma vivere un' avventura a tuttotondo,  un dialogo muto e costante tra personaggio e lettore che porta quest' ultimo...a Roma, tra le righe, 2000 anni fa.


Opinione di foschia75

Come disse uno più o meno "famoso"... beati gli ultimi, perché saranno i primi. 
(e io aggiungo:  i primi a leggere Roma 50 D.C.)

La mia, al contrario delle altre Schiave, è un'opinione più "tecnica". Questa volta ho voluto lasciar fuori il mio "amore viscerale e poco obiettivo" per Roma, e parlare del tenore di questa lettura che, lascia sempre e comunque il segno!!!

Coraggio. Adele Vieri Castellano prende una bella manciata del coraggio che ha impartito ai suoi personaggi e da Scrittrice Leggereditore diventa Self-publishing. Credo che questo sia un passo che poche pochissime autrici avrebbero davvero il coraggio di fare. Con questa decisione Adele sceglie la passione per la scrittura e la devozione per le sue lettrici (assolutamente ricambiata dalle migliaia di schiave della Suburra!).  Sceglie di continuare a farci sognare senza soffrire per anni interi, sceglie di camminare con le sue solide gambe, e intraprendere l'avventura dell'auto pubblicazione. Se ieri era la mia scrittrice preferita, oggi lo è ancora di più, perchè ha dimostrato carattere e passione nel lavoro fatto finora e in quello che verrà, decidendo di lasciare la "strada asfaltata" per camminare sull'impervio sterrato del self. 
In Roma 46 D.C. Adele fa una importante virata verso argomenti finora solo sfiorati nei precedenti della serie. Mentre fino a ieri l'atmosfera era più corale e testosteronica, oggi prende una piega più intima e introspettiva, facendoci conoscere un Rufo come non lo abbiamo mai visto, vulnerabile, disperato, follemente schiavo dell'amore verso la sua famiglia. Questo romanzo è intriso di disperazione e smarrimento, di senso di impotenza e la peggior paura: quella di perdere la propria anima insieme a chi si ama di più. Non si può paragonare questo quarto capitolo, con i precedenti, perchè qui Adele ci svela l'uomo Rufo, il padre e il marito devoto, con i suoi limiti e le sue debolezze, sempre circondato da uomini valorosi e pronti a dare la vita per lui, per una volta lontano da impegni istituzionali e impegnato nella battaglia più difficile di sempre... proteggere chi si ama.
Non assisteremo a sensuali e serrati corteggiamenti ad alta temperatura, perchè nel contesto sarebbero stati forzati e fuori luogo. Credo che tutto sia perfettamente calibrato con l'atmosfera tragica, dove la parte sensuale passa assolutamente in secondo piano, e devo dire che durante la lettura, si è talmente avvolti dalle emozioni dei personaggi da non accorgersi dell'assenza del rude quanto irrinunciabile sesso nell'antica Roma. Con questo non voglio dire che un minimo di sensualità non ci sia, ma è quella che si consuma in una nuova storia d'amore in evoluzione, che in modo leggero ed elegante, riempirà quei "vuoti" fisici tra Rufo e Livia, che hanno ben altro a cui pensare in questo romanzo.
Quello che ho trovato, e che cerco in ogni scritto di Adele Vieri Castellano ( personalmente uno dei suoi punti di forza!), è l'intesa tra uomini, con battute testosteroniche atte a sdrammatizzare il momento di tensione, quell'atmosfera tra duri che solo lei riesce a creare cosi bene (e in questo credo possa competere con Zia Ward), quella solidarietà quasi goliardica che rende la storia ancora più attraente. Qui gli uomini di Rufo, sapranno alleggerire il carico emotivo, con momenti di solidarietà, amicizia e leggera ironia.
Mentre Rufo e Livia devono affrontare la prova più dura della loro vita, Arash l'arciere siriano, amico e soldato di Rufo, avrà a che fare con un effetto collaterale che non conosceva: l'amore. Se da un lato ci troveremo in apnea per le vicissitudini di Rufo e famiglia, dall'altro potremo ammirare in tutto il suo statuario splendore, un coraggioso e taciturno, quanto mai sexy guerriero siriano che, nonostante abbia combattuto contro uomini di tutti i generi, si trova totalmente impreparato davanti a un sentimento sconosciuto e intenso.  
Pensavate che potessimo fare a meno dei cattivi? Giammai! Adele non potrebbe mai far adagiare sugli allori i suoi soldati prestanti e coraggiosi. Così dal passato, torna un cattivo col dente avvelenato, a cercar di distruggere la serenità di Marco Quinto Valerio Rufo, uomo di fiducia dell'Imperatore. E ci riuscirà alla grande, gettando nello sconforto e nella disperazione sia lui che Livia. 
Questo romanzo non è ambientato a Roma, ma in modo "itinerante" ci porta a scoprire l'agro romano e la sua geologia, la cucina del tempo e la sacralità pagana con i suoi riti e le sue credenze. Molto molto bello il cammeo sul ciondolo con il pesce, poche righe che mi hanno davvero colpito. 
Un plauso scrosciante per l'epilogo, perchè mi piace pensare che anche in quelle pochissime pagine, Adele abbia avuto un ultimissimo pensiero per quelle lettrici affezionate che attendono da più di un anno, notizie di due personaggi entrati di diritto nell'immaginario femminile. Grazie per aver pensato a noi, vittime del capitolo 24!!!

L' Autrice 




Il suo blog


Quando scrivo sono Adele Vieri Castellano, il nome della mia bisnonna, ligure doc e cugina di un ufficiale che combatté a fianco di Garibaldi, in Sud America e per l’Unità d’Italia.
Lo spirito combattivo e la testardaggine probabilmente li ho ereditati da loro. Sono nata a metà degli anni sessanta, ho vissuto per cinque anni in Francia, ho girato mezzo mondo ma gli unici punti saldi della mia vita sono sempre stati lettura e scrittura.
A nove anni, il mio primo racconto di fantascienza, a dodici in edicola compravo Topolino ed Urania, la storica pubblicazione di letteratura fantascientifica di Mondadori. Appassionata di storia antica, di due periodi storici in particolare, l’antica Roma e l’Egitto, oggi vivo a Milano, lavoro e traduco per case editrici italiane. Collaboro con il blog “La mia Biblioteca Romantica”. Scrivere racconti e romanzi d'amore è da sempre la mia più grande passione.
Roma 40 d.C. Destino d’Amore (Leggereditore) è il  primo romanzo di una serie ambientata nell'antica Roma. Gli antichi romani possono essere affascinanti tanto e forse di più degli highlanders o di qualsiasi libertino inglese, credetemi. Il film in cui Ridley Scott raccontava la storia di un coraggioso ufficiale romano, divenuto gladiatore, non ha fatto forse battere tutti i nostri cuori? Chissà se anche il protagonista del mio libro, Marco Quinto Rufo, toccherà i cuori di tutte voi, inguaribili fanciulle romantiche? 



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2 commenti:

Adele Vieri Castellano ha detto...

Che dire? Sono senza parole, lo avete scritto così bene voi, avete letto fra le righe e colto la vera anima del libro. Felice che il mio impegno, la mia passione e il mio modo di scrivere vi facciano sognare. Un abbraccio, fortissimo a tutte voi!

foschia settantacinque ha detto...

Speriamo che il nostro entusiasmo serva sempre come incentivo!!! Sai perfettamente quanto noi leggeremmo volentieri anche la tua rubrica, o la lista della spesa!!! Ancora complimenti per il "grande e importante passo" !!!