lunedì 20 gennaio 2014

TUTTA COLPA DEL VENTO ( E DI UN COWBOY DAGLI OCCHI VERDI ) Viviana Giorgi Recensione

Siete reduci da letture ostiche, malinconiche, cerebrali e avete bisogno di coccolare il vostro lato passionale e frivolo con una storia fresca, romantica e condita di humour  ? Una delle strategie migliori potrebbe essere  lasciare idealmente l’ Italia.  Su indiretto suggerimento dell’ autrice di questo romanzo, cercare in internet  immagini di tale Timothy Olyphant, rimirarlo a lungo e imprimerlo bene nella mente per calarsi meglio nel personaggio; quindi  munirsi di uno Stetson , fare scorta di zuccherini utili ad ingraziarsi magnifici cavalli, infine volare  nella cittadina di Hope, nel Wyoming.  Un luogo magico, pot-pourri di elementi  che stuzzicano l’ immaginario “ birichino”  e stimolano il buonumore: cowboys rudi da stemperare, sciami di feromoni vaganti, mozziconi di sigaro peccaminosamente odorosi,  balli della mattonella su camicia a quadri,  whisky ed eggnog  da sorseggiare al calduccio per  combattere il gelo…e ancora, chi più ne ha più ne metta.  

TUTTA COLPA DEL VENTO
( E DI UN COWBOY DAGLI OCCHI VERDI)
Viviana Giorgi
Editore: Emma Books
Collana: Emma Books Love
Genere: Romance contemporaneo
Pagine: 261
Prezzo e-book:  4,99




Trama
Sì, ci si sono messi in due, il vento e un cowboy, a combinare questo pasticcio. Proprio un cowboy-cowboy, con tanto di cappello e cavallo di ordinanza, uno scassato pick-up rosso e un paio di occhi verdi come due laghi di montagna. Margherita (Maggie) lo incontra appena scende dall’aereo che l’ha portata negli States. Più che incontrarlo, per la verità, si scontra con lui, e nella involontaria colluttazione che segue gli fa pure un occhio nero. Colpa del cowboy, certo, ma anche del vento fortissimo che per lei è molto peggio di una maledizione.La trentatreenne Maggie Donati scrive romance, è italiana e ha un piano. Un piano scellerato, se per questo. Infatti, nonostante lei sostenga di aver volato per quasi diecimila miglia per passare il Natale con sorella e nipotina, la vera (e segretissima) ragione del suo viaggio nel Wyoming è un’altra, e non di poco peso: vuole un figlio e qualcuno con cui farlo. Perché non un cowboy dagli occhi verdi, allora? Sotto le mille luci colorate di un Natale freddissimo, battuto da un vento incessante e imbiancato da neve e ghiaccio, riuscirà Maggie a portare a compimento la sua missione senza cadere nella trappola dell’amore? O forse vi rinuncerà e tornerà a casa, a Milano, a piangere sulla spalla dei suoi cari amici Nick e Nora Corsi?



Opinione
In un paesaggio innevato incontaminato che sembra uscito da un film western ,  reso ancor più suggestivo da  una  colonna sonora country in filodiffusione 24 ore su 24, si sviluppa la vicenda di Margherita.  “Maggie” Donati, 33enne scrittrice romance milanese, è una donna single disincantata, maldestra, stonata, che ostenta  sicurezza ma che tenta di celare il lato fragile e insicuro del suo carattere; un personaggio di quelli  “ imperfetti” che suscitano nel lettore  un’ immediata empatia. L’ infelice definizione di “ primipara attempata” non le va proprio giù, l’ orologio biologico della maternità suona,   così la sua mente elabora  un  piano macchinoso e  amorale: volare dall’ altro capo del mondo, dove vive felice l’ amata sorella con la sua famigliola del Mulino Bianco,  e  perseguire l’ obiettivo “ indecente” di servirsi di un uomo geneticamente perfetto per concepire un figlio, tornare in Italia e crescerlo da sola senza allacciare alcun legame con il padre. Ovviamente dopo pochissimi minuti dall’ atterraggio in Wyoming iniziano gli intoppi, e il diabolico progetto inizia a vacillare miseramente: perché  Maggie si trova di fronte l’ irresistibile 42enne Mitch  “occhi verdi” Sanford, una “coppa di champagne ghiacciato che inebria”. Bello e virile da paura, ex ranger dell’ esercito ora allevatore di cavalli e vicesceriffo volontario su pick-up scassato, è un uomo buono e leale che maschera le proprie profonde insicurezze e  ferite manifestando alla bella milanese un lato arrogante e superficiale, corazza difensiva costruita ad arte per proteggersi dall’ amore.
L’ attrazione fra i due protagonisti  è immediata e implacabile, e nonostante le macchinose manovre di entrambi  per contrastare questa intesa impareggiabile, al di là dei fraintendimenti, delle dissimulazioni e delle parole non dette , il loro avvicinamento è inesorabile ed è in gran parte  giocato sul piano fisico. Il  mettersi a nudo e il donarsi  fisicamente svela meglio delle parole la crescente intimità  ed armonia delle loro anime: i loro corpi si riconoscono in mezzo a tanti altri,  fremono per entrare in contatto,  sono affiatati come se si fossero sempre appartenuti. La sensualità è molto elevata ed è comunque poesia.
La narrazione in terza persona, che vede alternarsi i punti di vista di Mitch e Maggie, rafforza questa sensazione di progressiva e inevitabile unione dei due protagonisti, e mostra al lettore con efficacia le loro insicurezze e soprattutto i loro sentimenti inespressi e occultati dai malintesi.
In un’ atmosfera da “Sette spose per Sette fratelli” Maggie si troverà ad affrontare i suoi mille dubbi, i suoi bizzarri e discutibili propositi, i suoi punti deboli, destreggiandosi alla bell’ è  meglio  tra  l’ anemofobia di cui soffre e che è dovuta ad un grave trauma infantile, una governante indiana e il suo marito ranchero, una tata messicana,  un’ ostessa - sensale,  un aitante e illustre corteggiatore, una sorella complice, una nipotina da mangiare di baci. Con contorno di cane, di lupi e soprattutto di cavalli amatissimi di cui conoscere ed apprezzare nomi, abitudini e personalità.
Mitch si troverà a sua volta costretto a prendere in considerazione l’ eventualità di uscire dal proprio guscio protettivo per affrontare responsabilità ed emozioni mai provate che lo destabilizzeranno e che rimetteranno in discussione il senso della sua esistenza.
In sostanza, si tratta di un romance classico e quindi sono riscontrabili tutti i cliché  che solleticano il nostro immaginario quando leggiamo le nostre scrittrici romance americane preferite. In questo libro però gli stereotipi  vengono filtrati dalla sensibilità squisitamente italiana dell’ autrice,  che spiritosa ed accattivante indugia in battibecchi stuzzicanti, considerazioni ironiche rimuginate e inespresse dai personaggi, descrizioni paesaggistiche ispirate ed episodi molto passionali.  Il tutto disseminando la narrazione di  piacevoli e pertinenti riferimenti cinematografici di vario genere e di epoche diverse, nonché di rimandi a canzoni celebri tratte soprattutto dal repertorio country, che fanno la gioia dei cinefili e degli appassionati di musica e che impreziosiscono il racconto senza appesantirlo in alcun modo.
In conclusione: una lettura brillante, leggera ma non superficiale, che diverte  e seduce il pubblico con garbo ed intelligenza, risultando delicata, ma allo stesso tempo arguta e complessivamente soddisfacente.  
L’ Autrice





Viviana Giorgi  ( alias Georgette Grig, lo pseudonimo con cui scrive romanzi storici) vive a Milano, dove lavora come giornalista freelance da molti anni, soprattutto nel campo dello spettacolo. Da qualche anno si è imbattuta nel romance ed è stato amore a prima vista. Dalla lettura alla scrittura il passo è stato molto breve, forse troppo. Per Emma Books ha pubblicato Bang Bang, Tutta Colpa di Un Gatto Rosso, Alta Marea a Cape Love e First Impressions, novella he fa parte dell’ antologia “ austeniana ” Amore, orgoglio e Pregiudizio”.  Il suo sito è www.vivianagiorgi.it
 




2 commenti:

Georgette Grig ha detto...

Grazie Charlotte per questa bellissima recensione. WOW!
Viviana

Charlotte Sognandotralerighe ha detto...

Grazie infinite a te per avermi catapultata nel Paese dei Balocchi!!! :-D