martedì 19 novembre 2013

The Returned Jason Mott Recensione

Ogni libro ha il momento giusto in cui essere letto. Magari lo leggiamo una prima volta e non ci lascia le sensazioni che ci saremmo aspettati, magari la volta successiva "ci trova" al momento giusto e troviamo in quelle righe un messaggio più forte, incisivo, toccante. Quando ho letto la trama di questo romanzo, dopo aver fatto una ricerca sul suo autore e, aver letto i tre racconti prequel, mi sono fatta un'idea di quello che avrei potuto trovare. Ebbene, dopo averlo chiuso, sono sempre convinta che possa dare adito a pareri e sensazioni contrastanti. Perciò ho deciso di scrivere due opinioni, una introspettiva e una più pragmatica, perchè sento di non aver letto questo romanzo nel momento in cui ne avrei avuto più bisogno, ma posso comprendere pienamente cosa l'autore abbia voluto comunicare a chi si è trovato come lui ad affrontare un "addio".
 
 
DAL 19 NOVEMBRE IN LIBRERIA
 
 
THE RETURNED
Jason Mott

Alcune persone chiudono le porte del loro cuore quando perdono qualcuno.
Altre tengono porte e finestre aperte, lasciando che i ricordi e l'amore vi passino liberamente.
E cos' che doveva essere, pensò Harold.
 

Traduzione di: Elisabetta Lavarello
Editore: Harlequin Mondadori
Genere: Narrativa
Collana: hm
Pagine: 336
Prezzo: 16.00
Ebook: 5.93
 
 
 
Trama
 
Per Harold e Lucilie Hargrave la vita è stata felice e amara allo stesso tempo, da quando hanno perso il figlio Jacob il giorno del suo ottavo compleanno, nel 1966. In tutti questi anni, si sono adattati a una vita tranquilla, senza di lui, lasciando che il tempo alleviasse il dolore... Finché un giorno Jacob, il loro dolce, prezioso bambino, misteriosamente, ricompare alla loro porta, in carne e ossa. E ha ancora otto anni. Qualcosa di strano sta succedendo... i morti stanno tornando dall'aldilà. Mentre il caos rischia di travolgere il mondo intero, la famiglia Hargrave di nuovo riunita si ritrova al centro di una comunità sull'orlo del collasso, costretta a fare i conti con una realtà nuova quanto misteriosa e con un conflitto che minaccia di sovvertire il significato stesso di genere umano.
 
 *  *  *
 
Questo romanzo può lasciare sensazioni davvero discordanti a seconda della chiave di lettura che gli darete, a seconda della piega che prenderanno i vostri pensieri, e del momento psicologico nel quale lo leggerete. Io ho avuto un tipo di sensazione all'inizio, e un altro tipo di sensazione completamente diversa, leggendo le ultime dieci pagine. Perciò ho deciso di parlarne con due approcci diversi. Il primo più realista e disincantato; il secondo dettato dal pensiero ben radicato in me, della morte e della perdita.
 
 
Approccio "pragmatico": Dopo le prime cinquanta pagine, il primo pensiero è stato: Sembra la sceneggiatura di un film dove il governo e la Chiesa si trovano a dover affrontare un problema di tipo etico e pratico, e non sanno da che parte cominciare. Inizialmente non sanno come agire, non sanno come rispondere agli innumerevoli interrogativi dei "vivi". A poco a poco, la popolazione comincia a crescere esponenzialmente e già dopo qualche mese, il fenomeno comincia a creare non poche tensioni tra i vivi, e grossi problemi logistici per i governi. La storia ruota intorno ad una coppia di anziani che, cinquant'anni prima perse tragicamente l'unico figlio. Ma tra un capitolo e l'altro ci saranno le brevi storie di altri redivivi. Insomma in tutto il mondo stanno ricomparendo, in carne ed ossa,  persone morte anni prima. Sono disorientati quanto i vivi, chiedono solo di poter riabbracciare i loro cari. Ma chi è rimasto, chi ha affrontato la perdita e il dolore, come affronterà questa "imposizione" del destino? Quale posizione prenderanno le varie religioni e i vari governi del mondo? Come interpretano questo fenomeno gli uomini religiosi, e come lo interpretano i vivi? Ciò che realisticamente ho visto in questo romanzo, è stato il rapporto tra i cittadini e la Chiesa, l'operato del governo americano davanti ad un'emergenza (il tutto si è svolto come in un film), e la risposta psicologica della popolazione e in particolare dei vivi che hanno riaccolto in seno alla famiglia il proprio redivivo. Insomma il governo troverà una soluzione drastica, per arginare il sovrapopolamento, la Chiesa si affiderà al suo Dio, i vivi sono impotenti davanti al proprio caro redivivo, non sanno cosa pensare ma, soprattutto non sanno cosa provare nei confronti di chi avevano pianto tempo prima.
Ma chi sono o meglio cosa sono quelli che tornano? La verità sulla loro essenza è il "cuore" del romanzo. Forse non sono ricomparsi per caso o per uno scherzo del destino.... forse gli è stata data la possibilità di lasciare un segno indelebile? Merita di essere letto anche solo per questa spiegazione, che è direttamente legata alla nascita stessa del romanzo.
Approccio "introspettivo": Le ultime dieci pagine di questo multisfacettato romanzo, meritano assolutamente la letture delle altre trecentoventicinque. Sinceramente ho seguito attentamente la storia di Jacob e dei suoi genitori, senza mai capire dove l'autore volesse portarmi.... lo capito giusto all'epilogo. Ma forse era proprio questo che lui voleva, il motivo per cui da un  sogno ha scritto un romanzo. Ho conosciuto il senso di vuoto e l'addio forzato che avevo quindici anni, ho stupidamente annusato i vestiti di  mio padre per diversi mesi, ho cercato la sua voce nei filmini.... poi l'ho semplicemente lasciato andare, nonostante avessi l'impressione di averne tradito il ricordo. Nei primi momenti dopo una perdita, speriamo almeno di sognarli la notte, di sentirne la voce e la carezza.... poi il tempo fa due cose, ci rende consapevoli e allevia quella rabbia che spinge sul cuore. Il romanzo di Jason Mott,  nasce da un sogno, dopo una grande perdita. Quanti di noi una volta nella vita non hanno pensato: Se avessi una sola possibilità di avere davanti per un breve istante la persona che ho perso... come mi comporterei? Cosa gli direi? Questo è quello che ha fatto l'autore. Ha dato una possibilità ai vivi di capire quello che non hanno potuto (o avuto il tempo) quando i loro cari gli erano accanto. Attraverso la storia di un padre e una madre, ha voluto narrare l'amore, la dedizione e la consapevolezza che quando si perde qualcuno, certe parti restano, mentre altre col tempo spariscono completamente.
Jason Mott spiega ciò che ha voluto lasciare in queste righe così particolari e diverse per ognuno di noi, a seconda del momento in cui le leggerà:
Volevo che fosse un luogo in cui, attraverso metodi e magie ignoti perfino a me, le dure, spietate regole della vita e della morte non esistono più e le persone possono stare ancora una volta con i loro cari. Un luogo in cui un genitore può di nuovo abbracciare un figlio. Un luogo dove due innamorati possono ritrovarsi dopo essersi persi. Un luogo dove un bambino può,finalmente, dire addio alla madre.
 
Personalmente ho capito che i rimpianti non portano a niente, che i ricordi all'inizio fanno male, ma quelli indelebili, col tempo ci fanno compagnia, alleviano il senso di vuoto. Io ho un posto magico e caro dove al tramonto, d'estate, sento la carezza e lo sguardo di mio padre, posarsi su di me. E questo è il regalo più bello che lui mi abbia lasciato.... un istante nel quale riusciamo a sfiorarci.
 
 
 
L'autore
 
 
 
 
Jason Mott vive nel sud-est del Nord Carolina. Ha un BFA in Fiction e un MFA in poesia, presso la University of North Carolina a Wilmington. Le sue poesie e i suoi racconti, sono apparsi in varie riviste letterarie. È stato nominato per il premio 2009 Pushcart Prize e Entertainment Weekly l'ha indicato come uno dei 10 "New Hollywood: Next Wave”".
È autore di due raccolte di poesie: chiamiamo questa cosa tra noi Ami e "... nascondersi dietro di me ..." The returned, sarà pubblicato a livello internazionale in oltre 13 lingue ed è New York Times bestseller.
The returned è il romanzo d'esordio di Jason ed è stato opzionato dalla società di produzione di Brad Pitt, Plan B, in associazione con Brillstein Entertainment e ABC. E andrà in onda a marzo, 2014 sulla rete ABC dal titolo " Resurrezione ".
 
 
Ringrazio la Harlequin Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere questo particolare, quanto originale  romanzo.

3 commenti:

alessia marinaro ha detto...

bella recensione anna come al solitooo :):)

Franci ha detto...

Bellissima recensione, i due punti di vista aiutano a comprendere meglio che genere di lettura ci aspetta, hai fatto un'ottima scelta! Non so cosa susciterà in me, ma sono curiosissima e non vedo l'ora di leggerlo...
A presto!;)

foschia75 ha detto...

E' un libro particolare, che ha un determinato peso a seconda del momento nel qualo lo si leggerà... potrebbe lasciare indifferenti, e in questo caso sarebbe una bella sceneggiatura... oppure potrebbe tenere compagnia in un momento difficile della nostra vita.... per me quel momento è passato tempo fa... e più volte... ma ciò non toglie che le ultime venti pagine valgono l'intero libro... Franci sono curiosa di leggere il tuo punto di vista... perchè è una lettura davvero soggettiva...