Newton Compton Editori ha un fiuto infallibile per i thriller. Ad oggi non sono mai rimasta delusa dalla scelta editoriale relativa a questo genere e anche adesso ne sono uscita più che soddisfatta. La donna di ghiaccio è un romanzo egregiamente strutturato, che mira non tanto a confondere il lettore con una psicologia perfida e manipolatrice, quanto a renderlo partecipe di un meccanismo macabro e contorto, in cui la verità pretende a tutti i costi di essere portata a galla. In questo romanzo non è il lato contorto della mente malata del colpevole a dominare la scena, ma la sua potente lucidità e schiettezza, il suo calcolare tutto fin nei minimi dettagli, come un folle dominatore dell’anima.
NEWTON COMPTON EDITORI
LA DONNA DI GHIACCIO
Robert Bryndza
Traduzione a cura di Sandro Ristori
Casa editrice: Newton Compton Editori
Collana: Nuova Narrativa Newton
Genere: Thriller
Pagine: 384
Prezzo: 9.90€
Ebook: 0.99€
Trama
Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…
Opinione di Sybil
È una mattina d’inverno come tante altre a Londra, le feste natalizie sono passate da poco, il nuovo anno è iniziato e tutto sembra essere tornato sulla strada della normalità, con le persone che riprendono il loro lento via vai, tra la scuola, gli uffici e il lavoro. È freddo, molto freddo, la neve cade lenta e costante, ricoprendo tutto con il suo silenzioso ed immacolato candore, trasformando paesaggi, luci e ombre. Sono proprio le ombre che si nascondono sotto la neve a far convocare con urgenza la detective Erika Foster da Manchester a Londra, in quella mattina così lenta e pacata da sembrare quasi insolente. Dopo essere arrivata alla stazione di polizia del luogo, Erika viene indirizzata verso un caso dal forte potere mediatico: la giovane figlia di un influente uomo d’affari è stata ritrovata morta e in stato di congelamento da uno dei guardiani di un museo in uno dei quartieri a sud di Londra. La ragazza si chiamava Andrea ed era poco più che ventenne. Appartenente ad una classe sociale di un certo livello, Andrea era nota per la sua partecipazione a party esclusivi, in club alla moda e sofisticati. Come diavolo era finita nel fondo di un laghetto ghiacciato in uno dei sobborghi della città? Un rapimento? Un rapporto finito male? Chi l’ha uccisa?
Ad Erika appare subito tutto chiaro: qualcosa nella dinamica della morte non torna. Per quanto la famiglia cerchi di non associare il volto della figlia morta ad amicizie e legami sbagliati, ci sono dei dettagli che non possono essere trascurati e il fatto che ci sia qualcuno pronto a depistarla, qualcuno di influente, la dice sicuramente lunga. È cosi che la detective inizia a seguire una pista diversa, tutta sua, che la porterà lontano dalla sfarzo della vita dei Douglas-Brown, ma vicino ad un mondo torbido, dove la giustizia non è di certo la benvenuta.
Il personaggio di Erika è davvero ben strutturato. Lucido e contorto allo stesso tempo, danneggiato da un passato ingombrante, ma non per nulla demotivata nei confronti della verità. Lei vuole trovare il colpevole a tutti i costi, percorrendo strade buie, pericolose e poco ortodosse. Erika non teme niente perché ha già perso tutto ciò che la rendeva viva e pulsante. Solamente il sapere un colpevole dietro le sbarre le da il pretesto di continuare a lottare per un domani. Lotta per la giustizia che lei non potrà mai avere e lo fa per le vittime di oggi e di domani. È un personaggio femminile molto complesso, descritto con una sensibilità così limpida da risultare quasi disarmante.
Il vero punto di forza del romanzo però non è tanto la trama quanto lo stile dell’autore. Denso, preciso, affilato e concitato, sembra di essere davanti allo schermo della tv. I dialoghi sono astuti e mirati non tanto a confondere il lettore quanto a coinvolgerlo, rendendolo quasi protagonista. Non ci sono tempi morti o angoli bui, tutto è perfettamente studiato, una partita a scacchi nella quale il re è sempre sotto assedio.
La donna di ghiaccio è un thriller che consiglio vivamente a tutti gli amanti del genere. Grazie alla fluidità della narrazione, le pagine scorrono veloci una dopo l’altra, in un susseguirsi di indagini e intuito, oscuri segreti e bugie. Non vedo l’ora di scoprire le nuove indagini della detective Erika Foster, ormai sono una sua fan!
L'autore
ROBERT BRYNDZA, dopo anni dedicati alla scrittura, si è conquistato una fama incredibile con il suo thriller d’esordio, La donna di ghiaccio, che in pochi mesi ha venduto oltre 1 milione di copie ed è in corso di traduzione in 27 Paesi. È inglese e vive in Slovacchia con suo marito Jàn. Potete seguirlo su Facebook e sul sito robertbryndza.com
Un titolo più che azzeccato direi, considerando cosa il nostro bel dottore è stato in grado di fare nella sua vita. Avete già conosciuto Andrew vero? E siete già state vittime della sua anima istintiva e carnale?
Anche noi, come molte di voi, ci annoveriamo tra le tante donne che si sono trovate a combattere una potente gastrite causata dall’individuo in questione. E adesso, finalmente, è giunta la resa dei conti. Siete pronte a rivedere Andrew e Alex insieme?
Auguriamo invece a tutte coloro che non conoscono ancora la storia buona fortuna… Un consiglio: armatevi bene contro ogni attacco…
NEWTON&COMPTON
È SOLO COLPA TUA
Robin C.
Casa editrice: Newton Compton
Collana: Anagramma
Genere: Romanzo erotico
Pagine: 384
Prezzo: 7.90€
Ebook: 4.99€
Trama
Andrew Thomas Carmody è un giovane medico dall’avvenire luminoso. Futuro primario di neonatologia, è considerato una leggenda vivente all’interno del Presbyterian, l’ospedale in cui lavora. È un uomo dall’aspetto affascinante: alto, atletico, con un viso dai lineamenti virili e dai colori delicati, una vera calamita per gli occhi di ogni donna e al contempo una chimera per chiunque lo corteggi. Andrew è infatti felicemente sposato con il suo primo amore, Alexandra, ideale di grazia e bellezza femminile. La loro è una storia d’amore da favola, fino a quando il corpo scandaloso e l’esplosiva audacia della giovane Evalyn non si insinuano in quel quadro perfetto mandandolo in pezzi. Sensualità e scene di realismo straordinario, sentimenti e sensazioni accompagneranno il lettore in una dimensione nuova. Lasciarsi andare e godere di ogni singolo istante passato in compagnia dei protagonisti di questa storia incendiaria sarà l’unica via possibile.
Opinione di Sybil
Era una notte di novembre del 2014 e ignara, almeno in parte, del suo contenuto, decisi di comprare un libro. Si chiamava Betrayal. Dopo due capitoli il mio cuore era già stato fatto a pezzi. Questa è la recensione che scrissi dopo la lettura: Betrayal
Sono passati ormai quasi tre anni e ancora qualche volta ci penso, ve lo giuro. La storia racchiusa tra quelle pagine mi ha sconvolta, devastata, ma allo stesso tempo mi ha permesso di conoscere una delle autrici più incisive del panorama italiano. Robin C. è grandiosa, non ne faccio mistero. Chi mi segue conosce anche la stima che nutro per lei. Senza tanti francesismi, riesce ad arrivare dritta al punto, lasciandoti disarmata, impotente, nuda spettatrice di un gioco perverso e complicato, ingiusto e straordinariamente crudele. Betrayal è stato questo per me, un doloroso saliscendi di emozioni devastanti, ma credetemi se vi dico che è un romanzo incredibile. Non bisogna farci intimorire dal suo contenuto, semplicemente non dobbiamo aspettarci una storia d’amore, di tradimento e di pentimento, ma un potente mix di passione, lussuria e di mancata redenzione.
Oggi però non siamo qui per parlare di Betrayal, bensì del suo seguito. Robin C. ha pensato bene di raccontarci il “dopo”, senza privarci del "prima" e del suo stile affilato e travolgente. È solo colpa tua è diviso dunque in due parti: Perdizione (il vecchio Betrayal) e Redenzione ( il seguito). Per quanto riguarda la prima parte, ho riportato all’inizio della recensione il link per poter leggere la mia opinione iniziale rimasta ancora invariata nel tempo.
Veniamo ora a parlare della cosiddetta "redenzione". Andrew è stato il primo personaggio in assoluto a farmi provare disprezzo e ammirazione. Vi assicuro che non è stato assolutamente facile gestire questo scontro di cariche. Da un lato lo odiavo, dall’altro non riuscivo a staccarmi dalle pagine e non per sperar di leggere la sua disfatta, ma per continuare a scrutare silenziosamente tutta la vicenda. Non vi nascondo che il mal di stomaco mi è venuto davvero. Da donna non ho potuto far a meno di immedesimarmi nei panni di Alexandra, la moglie di Andrew. Al suo posto non so cosa avrei fatto. Alexandra è un personaggio incredibile, la stella luminosa che tira fuori dal buio il sentiero vischioso percorso dalla narrazione. È una donna distrutta, fatta a pezzi nel cuore e nell’autostima dall’uomo amato, ma nonostante ciò trova il coraggio di andare avanti, aprendo la sua anima a nuove possibilità. Andrew invece continua per la sua strada, buia, desolata, fatta di corpi nudi, sconosciuti, provocanti. Carne e fuoco in un mare di ghiaccio. A dirla tutta, dopo la sofferenza causata dalla prima parte della storia, avrei tanto voluto vederlo vittima della disperazione più assoluta, ma l’autrice non ha voluto donarci questo attimo di rivincita, almeno non all’inizio. E questo è un punto a suo favore, perché sarebbe stato troppo facile trasformarlo in un’anima pronta solo ad autocommiserarsi. In realtà i personaggi di Robin C. cadono vittima dei sentimenti più comuni, ma lo fanno in un modo completamente anticonvenzionale.
E poi c’è Evalyn, l’incubo di noi lettrici, la donna sulla quale ognuna di noi ha concentrato un raggio laser di odio purissimo. Vittima anche lei? Carnefice? È difficile da dire.
Se me lo permettete voglio fare un unico spoiler ( sapete che odio gli spoiler, ma in questo caso me lo dovete concedere, anche perché sono sicura che stuzzicherà e appagherà la vostra curiosità): il piacere più grande che ho provato dall’inizio del romanzo è tutto racchiuso nel potente rumore di quello schiaffo partito nella corsia dell’ospedale. Non vi dico chi lo ha dato a chi, ma…
Comunque, tornando a noi, all’inizio della seconda parte l’autrice sembra non voler placare i nostri animi desiderosi di rivincita, poi tutto cambia inesorabilmente e l’atmosfera subisce una violenta mutazione. Nell’anima torbida di Andrew si crea un’incrinatura, grande abbastanza da permetterci di entrare e… il resto lo lascio a voi, senza altri spoiler!
Ancora una volta Robin C. è riuscita ad ammutolirmi, mostrandomi la capacità che hanno i suoi personaggi di trasformarsi continuamente, assumendo ogni volta caratteristiche diverse senza mai diventare scontati e prevedibili. Pochi autori riescono a spogliare le loro creazioni al punto da trasformarle in puro istinto, prive di ogni romanticismo e redenzione per poi rivestirli e farli diventare l’esatto opposto. Adoro il suo stile e il suo analizzare fino in fondo l’animo umano, portandone a galla il lato oscuro e graffiante. Quello che ho apprezzato della seconda parte è che ha deciso di lasciar spazio anche alla redenzione e al suo losco riflesso…..
Opinione di Charlotte
Quanto sto per esporre risponde al mio pensiero su un libro che non mi ha convinta del tutto. Non me ne vogliano l' autrice e le lettrici che hanno amato E' solo colpa tua: ritengo che le mie impressioni siano argomentate con rispetto dell' opera, e che in questo spazio virtuale gestito in tre sia giusto considerare la mia sensibilità personale.
Il cappello di questa recensione si prestava alla perfezione alla prima parte del libro: quando la lessi in self publishing, gastrite e astio verso il genere maschile mi accompagnarono per giorni. E' solo colpa tua nella sua interezza ha avuto su di me l' effetto di un Brufen, rappacificante eppur mio malgrado portatore di fastidiosi effetti collaterali, riassunti nella perdita progressiva di curiosità via via che i sintomi del dolore passavano. Dovuta gioco forza a quei principi attivi che terapizzano la lettrice romance, ma forse un po' la annoiano, essendo oggettivamente abusati: elementi che la Robin ha usato con il contagocce... finora. Questa bravissima autrice mi ha sempre colpita per le stilettate emotive precise e letali che la sua penna sa assestare in modo peculiare. Ne consegue che per me Betrayal era perfetto così com' era : nella sua asciutta crudeltà, nel fastidio che provavo nei confronti di Andrew, così meschino eppur così incisivo , in virtù del freddo egoismo e della lucida determinazione che lo avevano portato a demolire gratuitamente , salvo poi rimpiangere, quel che aveva di più caro e che non aveva saputo apprezzare.
Dopo averle graffiate con questo e con altri titoli splendidi - come non confrontare le seppur dosate cucchiaiate di miele di E' solo colpa tua con la cattiveria profusa in Nemmeno un grammo d' amore?- la provocazione e la sfida di Robin C. verso le sue lettrici secondo me è stata proprio questa: riuscire a trasformare un uomo da demolire in un uomo da redimere, che oltre alle colpe ha delle scusanti, che ha ferito ma che è pronto ad annullarsi per farsi perdonare. Tutto quello che vi era di spietato, volgare, ingiusto in Betrayal, concentrato brusco di edonismo che proprio in virtù di tanto dolore inferto e tanto piacere preteso a suon di bugie rendeva sincera e brutale la trasgressione e auspicabili e coinvolgenti la reazione di Alexandra e il castigo per il marito fedifrago , in E' solo colpa tua è stato ammorbidito e riconsiderato. Descrizioni lunghe, spesso ripetute, hanno sottolineato il legame irrisolto, le peculiarità di protagonisti e antagonisti, le ambivalenze di due ex coniugi vittime e carnefici che hanno molto da perdonare e molto da espiare, che hanno amato e usato, sfogato i propri bisogni , subito ingiustizie e commesso colpe. Ma che in realtà a me non hanno trasmesso la capacità di saper prendere una decisione scaturità da vera determinazione, bensì hanno agito " sfruttando la scia" di accadimenti drastici al momento opportuno, che hanno rimescolato le carte e fornito una scappatoia ad hoc. " ...è come se due piani perfettamente separati della mia realtà fossero entrati in collisione», dice Andrew ad un certo punto della storia: e il libro un po' gli somiglia, è come se due piani separati della vicenda narrata si siano scontrati e non si siano ricongiunti perfettamente.
Se la Robin è riuscita pienamente nell' intento di riabilitare Andrew e di far scendere dal piedistallo Alexandra, è altresì innegabile che la seconda parte del libro mi sia piaciuta molto meno della prima, sia per stile sia per contenuto. Lungi da me non apprezzare le doti creative e affabulatorie della scrittrice, molto brava a favorire l' immedesimazione del lettore con gli stati d' animo e le pulsioni dei suoi personaggi contraddittori: ma se Betrayal era un gioiellino di architettura piccolo e ben progettato nei suoi volumi essenziali , E' solo colpa tua è un complesso monumentale che nel suo insieme non mi ha donato le stesse emozioni ,risultando a mio avviso meno proporzionato, con meno personalità, più facile da confondere tra gli altri titoli rosa.
L'autrice
È lo pseudonimo di una scrittrice che ha scalato le classifiche sul web e ha ottenuto recensioni entusiastiche dai suoi lettori. Con la Newton Compton ha pubblicato Tra di noi nessun segreto, diventato un bestseller e È solo colpa tua.
Della stessa autrice Sognando tra le righe ha recensito anche:
Ormai ne sono sempre più convinta: Newton Compton pubblica dei thriller davvero eccellenti. Una proposta editoriale varia ed originale, che non delude mai. E anche questa volta, pubblicando in Italia il romanzo dell’autrice inglese Ali Land, ha fatto secondo me di nuovo centro. Una ragazza bugiarda è un thriller inquietante, gelido e sconvolgente, si insinua nella mente del lettore con passo felpato e lo colpisce alle spalle, ingannandolo con la sua beata tranquillità. Badate bene però, non è la storia in sé ad intrappolare il lettore in una fitta rete di menzogne, ma gli intricati processi della mente umana, capace di celarsi dietro false apparenze.
Il male combatte contro il bene, il lupo cattivo cerca di sbranare quello buono.
La lotta ha inizio.
NEWTON COMPTON EDITORI
UNA RAGAZZA BUGIARDA
Ali Land
Traduzione a cura di Angela Ricci
Casa editrice: Newton Compton Editori
Collana: Nuova Narrativa Newton
Genere: Thriller
Pagine: 352
Prezzo: 9.90€
Ebook: 1.99€
Trama
Denunciare la propria madre a soli quindici anni può essere straziante. Dopo quella decisione, la vita di Annie è completamente cambiata. Ora ha un nuovo nome, Milly, e vive insieme alla sua nuova famiglia: Mike, la moglie Saskia e la figlia, Phoebe. Adattarsi ai loro ritmi e alle loro abitudini è molto più complicato di quanto avesse pensato. E il pensiero del processo che si avvicina, nel quale sarà chiamata come testimone, non le dà tregua. Mike, che inizialmente aveva richiesto l’affidamento di Milly sperando di poterla aiutare, è sopraffatto dai suoi impegni di psicoterapeuta. Saskia riesce a malapena a gestire la figlia naturale, e non è in grado di occuparsi anche di quella adottiva. Phoebe ha reagito malissimo all’arrivo di Milly: è sempre di malumore, vorrebbe che se ne andasse e, per rivalsa, comincia a maltrattarla, spalleggiata dalle amiche. Milly si sente isolata e in cerca di sostegno. Avrebbe assoluto bisogno di qualcuno che le desse ascolto: ci sono segreti che riguardano i crimini di sua madre, di cui sa molto di più di quanto non abbia confessato. Eppure nessuno sembra disposto a farlo…
Opinione di Sybil
Il meccanismo che ha permesso a questo thriller di funzionare è rappresentato dallo stile dell’autrice. Tagliente, preciso, determinato, concitato e allo stesso tempo pacato, lascia intravedere lampi di follia alternati a momenti in cui la ricerca sfrenata della normalità diventa il cuore pulsante di tutto. La normalità. Che cos’è? Senza dubbio un qualcosa che si presta a più livelli di interpretazione e che cambia forma in base alle esperienze. E se questa normalità subisse una distorsione talmente devastante da risultare per sempre compromessa? È questo il caso di Milly, una giovane adolescente alle prese con una vita terribilmente devastata. Cresciuta nella violenza e con una visione completamente distorta dell’amore, dopo anni di abusi Milly decide di denunciare sua madre, spedendola dritta in prigione. In attesa del processo viene ospitata da una famiglia di Londra. Mike, il capofamiglia, è uno psicologo, incaricato di assisterla oltre che come terapeuta anche come preparatore per le sessioni di accusa al processo. La famiglia di Mike è apparentemente perfetta, una moglie, un figlia, un cane, la domestica, tutto sembra scorrere lento in una normalità (quella normalità tanto desiderata da Milly) placida e cantilenante. La scuola, le sedute di yoga, la psicoterapia, le cene in famiglia. In realtà la barca di Mike è una nave piena di falle, e lui ne è consapevole. Partiamo da Phoebe, la figlia. Adolescente viziata e annoiata, bella, ricca, ottiene sempre quel che vuole. Odia Milly profondamente, un po’ per il ruolo che ricopre nella famiglia, un po’ per la sua calma snervante. Saskia, la moglie, alterna attimi di serenità apparente ad una profonda depressione. E Milly? Silenziosa parentesi in questo quadretto familiare complesso e articolato. Non dimentichiamo però che Milly è abituata al peggio, ha già toccato il fondo. I turbamenti provocati dal comportamento violento di Phoebe nei suoi confronti sono balsamo per le sue ferite o contribuiscono a scavare un solco più profondo nella sua anima.? Questo non lo sappiamo, come pure non siamo a conoscenza della sua vera storia, di cosa sua madre abbia realmente fatto e a chi. La storia si svela a noi lettori lentamente, senza permetterci di fare congetture. Veniamo ora al dettaglio che rende la narrazione più interessante: tutto si svolge dentro la mente di Milly. È per questo motivo che non ci è permesso di arrivare repentinamente al nocciolo della questione, è lei a decidere i tempi e i modi, è lei a guidare la nostra ricerca, la scansione dei dettagli e dello stato d’animo, noi non possiamo fare altro che attenerci alle regole. Ed è a questo punto che ritorna l’importanza dello stile fluido dell’autrice, che svela e nasconde, prima si confida e poi ci sbatte di nuovo fuori lasciandoci costantemente in bilico tra un mondo dominato dal bene e uno dominato dal male, tra ciò che è giusto e ciò che invece è sbagliato.
Una ragazza bugiarda è un thriller che va letto con le dovute precauzioni. Il suo contenuto è devastante, difficile da assimilare, reso commestibile dalla narrazione avvincente ed incalzante. Nonostante Quelle belle ragazze di Karin Slaughter (recensione QUI) sia al primo posto nella mia classifica personale di thriller strazianti e maledettamente complicati da affrontare, il romanzo di Ali Land ci arriva abbastanza vicino. Nonostante ciò devo ammettere che è davvero un libro ben fatto, senza ombra di dubbio. Ha saputo giocare bene le sue carte, tra pause, pensieri folli, drammi e momenti di pura normalità, senza sbagliare mai un colpo e mettendo ben in mostra la lotta costante tra bene e male.
Lo dicevi sempre anche tu quando tornavamo da scuola in macchina il venerdì pomeriggio. Qualcosa di divertente. Una volta ho pensato di lanciarmi fuori dalla macchina in movimento, ma in qualche modo tu lo sapevi. Hai inserito la sicura per i bambini. Grosso errore, Annie, hai detto. Pensavo che avresti avuto meno presa su di me dopo averti denunciata, ma a volte mi sembra che tu ne abbia anche di più. Una cosa innocente come una gita scolastica diventa una passeggiata sul viale dei ricordi insieme a te. Catene invisibili. Le sento tintinnare quando cammino.
L'autrice
ALI LAND, dopo la laurea in Psicologia, ha trascorso dieci anni lavorando negli ospedali e nelle scuole di Regno Unito e Australia. Adesso è una scrittrice a tempo pieno e vive nel nord di Londra. Una ragazza bugiarda è in corso di traduzione in venti Paesi.
Stanchi di correre in giro per le strade della città in cerca del regalo perfetto? È arrivato il momento di entrare in un posto incantato e senza tempo...la libreria! Viaggiando tra gli scaffali in compagnia delle parole vi accorgerete che il dono più bello da fare (e da ricevere!) è proprio lì, accanto a voi, custodito da una bella copertina o più semplicemente dietro i pixel di uno schermo...
Ed ecco che arriva il nostro regalo, un piccolo aiuto, un consiglio nella scelta, chiamatelo come volete, un modo per starvi vicino in questo splendido viaggio in libreria, accanto a voi cari lettori, che siete la nostra forza e il motivo per cui ogni giorno noi di Sognando tra le Righe diamo voce al nostro cuore.
Quindi, se non sapete quale titolo scegliere tra i tanti, date una sbirciatina qua sotto, magari troverete qualcosa che fa al caso vostro!
Sybil consiglia:
Casa editrice: Mondadori Genere: Romanzo storico Pagine: 480 Prezzo: 12.50€ (copertina flessibile) Ebook: 9.99€ Trama: Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d’occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l’altra, decisioni difficilissime.
Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l’incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro.
Con coraggio e grazia, sorretta da una documentazione accuratissima, Kristin Hannah si addentra nell’universo epico della Seconda guerra mondiale per illuminare una parte della Storia raramente affrontata: la guerra delle donne. L’Usignolo racconta di due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell’amore e della libertà. Una storia toccante, dolorosa e coinvolgente che celebra la resilienza dell’animo umano e la straordinaria forza delle donne.
Consigliatoa chi è in cerca di una storia dove il coraggio, l'amore e la lealtà sono gli ingredienti principali. L'Usignolo è un inno alla vita, alla passione, al ricordo, un libro che tutti gli amanti del genere dovrebbero possedere. Per non dimenticare mai.
Casa editrice: Nord Genere: Narrativa Pagine: 281 Prezzo: 16.60€ Ebook: 9.99€ Trama:Mia cara Jane, il mio più grande rimpianto è che tu non abbia avuto la possibilità di conoscere tua madre. Perciò, adesso che sei abbastanza grande, vorrei raccontarti di lei e del mio straordinario viaggio a Margarettown. Margarettown è la città in cui tua madre è nata e cresciuta. Ci sono andato dopo il fidanzamento, e lì ho incontrato Mia, una pittrice giovane e ribelle. Poi ho conosciuto Marge, una donna amareggiata e delusa dagli uomini, e May, una bambina di straordinaria intelligenza. In tutte loro ho ritrovato alcuni tratti della creatura sfuggente e misteriosa di cui mi ero innamorato; perché Margaret non è stata semplicemente mia moglie o tua madre. Margaret è stata May, poi Mia, e sarebbe diventata Marge, se non avessi implorato il suo perdono per gli errori che avevo commesso… Ecco perché voglio parlarti di Margaretown: per aprire una finestra sul cuore di Margaret, in modo che tu possa apprezzare ogni sfumatura della sua storia e del suo carattere. In fondo, l’amore è proprio questo: imparare a conoscere l’altro al di là del ruolo che riveste nella nostra vita, e accettare anche i suoi difetti come un dono prezioso. In attesa di scoprire il futuro che il destino ha in serbo per noi.
L'altra metà del mondo è un inno all'amore in ogni sua forma, ma soprattutto è una celebrazione dell’affascinante complessità dell'animo umano; perché ognuno di noi si porta dentro le persone che siamo stati, le persone che saremo e le persone che saremmo potuti diventare. Ognuno di noi è una città da scoprire.
Consigliatoa chi non ha paura di commuoversi in compagnia di una storia d'amore intensa e fuori dagli schemi, un racconto che pagina dopo pagina assume i contorni di una favola agrodolce: la vita. Indimenticabile e geniale.
Casa editrice: Newton Compton Editori Genere: Romanzo rosa Pagine: 320 Prezzo: 12.00€ Trama: Trudy Watts ha tutto quello che ha sempre sognato: un lavoro in banca che le piace, un ragazzo bello e di successo e un appartamento ultramoderno in una delle zone più alla moda di Londra. Non cambierebbe nulla, neanche gli orari impossibili in ufficio. Dopo sei anni dalla sua assunzione, quando ormai sta per arrivare la tanto attesa promozione e anche il suo matrimonio è vicino, ecco che una catastrofe le piomba addosso. Trudy viene trasferita in una sperduta cittadina della Scozia, a gestire una piccola filiale in deficit. L’arrivo è traumatico: detesta tutto e tutti e desidera solo scappare via. Finché compare lui, Ethan, l’affascinante proprietario di un pub, che si diverte non poco a punzecchiarla. Ed è proprio lì, in quel pub, che la sua vita improvvisamente cambierà…
Consigliatoa tutte quelle lettrici che hanno voglia di ridere e di farlo con gusto! Tra battute pungenti e sguardi infuocati, Ethan e Trudy ci regaleranno tanta gioia e tenerezza. Ironico, divertente e graffiante!
Casa editrice: HarperCollins Genere: Thriller Pagine: 428 Prezzo: 18.00€ Ebook: 4.99€ Trama: Claire e Lydia sono sorelle che non si parlano da più di vent'anni. I loro rapporti si sono interrotti quando Claire ha deciso di sposare Paul, affermato architetto, e di diventare la sua sofisticata moglie trofeo. Lydia, invece, è una madre single, ha una storia con un ex detenuto, e fatica ad arrivare alla fine del mese. Nessuna delle due è riuscita a superare la tragedia che ha colpito la loro famiglia quando Julia, la sorella maggiore, è scomparsa senza lasciare tracce, e la notizia che un'altra ragazza, anche lei giovane e bellissima, è sparita nel nulla in circostanze molto simili, di colpo riporta nelle loro vite tutto l'orrore e lo strazio del passato. Come se non bastasse, pochi giorni dopo Paul viene ucciso. Che legame c'è tra la scomparsa di un'adolescente e l'omicidio di un uomo di mezza età a quasi venticinque anni di distanza? Accantonata la reciproca diffidenza, le due sorelle si alleano per dissotterrare i segreti che hanno distrutto le loro vite, finendo per scoprire una scioccante verità dove meno se l'aspettano.
Consigliatoa tutti gli amanti del thriller psicologico. Quelle brave ragazze è un romanzo denso ed opprimente, uno squarcio purpureo nel lato più oscuro della mente umana. Non è un libro da prendere alla leggera, ve lo assicuro...
Breve storia di due amiche per sempre
Casa Editrice: Mondadori
Collana:Omnibus
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 201
Prezzo: € 17.50
ebook € 8.99
Trama:
Un tradimento, come ce ne sono tanti.
Ma
quando irrompe nel suo matrimonio, Tessa reagisce in modo inaspettato.
Senza scenate e senza urla, si trova a riprendere un viaggio in un
passato che credeva di essersi lasciata alle spalle.
Mentre tenta
di fare chiarezza ricompare Clara, la sua amica del cuore, con cui ha
fumato le prime sigarette, ha ascoltato fino a consumarle le cassette
dei Guns 'n' Roses e trascorso ore al telefono... Quella amica speciale
che un giorno è uscita dalla sua vita senza un perché. Lenito il dolore
di quella ferita, Tessa aveva smesso di cercarla, ma a volte il destino
segue dei percorsi tutti suoi e così, vent'anni dopo, le due amiche si
ritrovano.
Forse per caso. O forse no.
Ora Tessa è mamma, ha
un lavoro da editor ed è una donna riservata. Clara è una donna in
carriera, sposata ma senza figli. Tante cose sono cambiate, ma i fili di
quell'amicizia si intrecciano di nuovo e quando Tessa e Clara tornano
nella casa in Abruzzo, dove hanno trascorso tante estati della loro
giovinezza, trovano ad accoglierle un melograno in fiore. Lo stesso che a
sedici anni avevano piantato per gioco. Lo avevano giurato: "Saremo
amiche per sempre, finché morte non ci separi".
Ma è possibile rimanere amiche per sempre?
Perdersi per anni e poi ritrovarsi?
La
risposta è nascosta all'ombra di quel melograno diventato grande. Qui,
finalmente, proveranno a sciogliere i nodi delle loro esistenze. Con una
scrittura fresca e spigliata, che non si sottrae alla dolcezza
malinconica del ricordo, Francesca Del Rosso evoca la potenza e le mille
sfaccettature dell'amicizia femminile raccontando due donne nelle
diverse età della vita: ragazzine inseparabili tra anni Ottanta e
Novanta, adulte responsabili ma non meno appassionate vent'anni dopo.
Due donne allo specchio, due amiche per sempre. Consigliato a...E' l' ultimo romanzo della strepitosa" Wondy", purtroppo recentemente
scomparsa, che fino all' ultimo e con incredibile forza d' animo ha
saputo essere un sostegno luminoso e positivo per
moltissime donne. Un libro maturo da regalare a L' AMICA: quella di
una vita, che magari abbiamo perso di vista per qualche tempo per poi
ritrovarla e ritrovarci in lei; o che non se ne è mai andata , come e
più di una sorella, condividendo gioie e alleviando dolori , ricevendo
altrettanto in cambio .
Un giallo storico avvincente, scritto con eleganza e accuratezza. Venezia,
1752. In una gelida notte di dicembre, un uomo viene trovato morto in
una piccola calle, strangolato. È il primo di una serie di omicidi che
coinvolge l’avogadore Marco Pisani, alto magistrato della Serenissima.
Scrupoloso,
idealista e passionale, Pisani è un illuminista romantico, in anticipo
sui tempi, consapevole che legge e giustizia non sempre coincidono. Ama
disperatamente la sua città eppure ne avverte l’inarrestabile decadenza.
È fatale perciò che nel corso delle indagini arrivi a scoperchiare il
lato in ombra di una società preda di conflitti familiari, vizi,
pettegolezzi crudeli.
Aiutato dall’avvocato e amico Zen, dallo
spregiudicato gondoliere Nani e da Chiara Renier, bella, indipendente e
con un dono speciale, Marco Pisani si muove tra le fabbriche e i bacini
dell’Arsenale, il mondo delle spie e dei mercanti orientali, gli uffici e
le carceri di Palazzo Ducale, le sale da gioco, le botteghe, le osterie
della città, i segreti racchiusi nei palazzi nobiliari e nelle ville
delle incantevoli campagne del Brenta. Fino a giungere alla verità, amara e inaspettata.
Consigliato a... chi ama i gialli, gli intrighi, le serie di romanzi in cui ritrovare
gli stessi personaggi principali quali vecchi amici; romanzi
affascinanti e indimenticabili grazie alla meticolosa ricostruzione della storia, della
cultura, dell' atmosfera decadente celata dal magnifico
sfavillio della Serenissima settecentesca .
Trama: Hadley ha quindici anni e una vera ossessione per i Ruperts, la boy band
del momento. Ecco perché, insieme alle sue tre amiche del cuore,
affitta una stanza nello stesso hotel di New York in cui alloggerà il
gruppo. Spera di poter incontrare i suoi idoli. Le cose però prendono
una piega del tutto inaspettata quando una
delle ragazze incrocia per
caso Rupert P., il membro meno amato della band, ma pur sempre il suo
preferito. Incapace di contenere l’entusiasmo, gli si getta al collo con
tanto slancio che finisce per tramortirlo.
In un attimo, il
poveretto si ritrova nella camera delle fan, legato e imbavagliato. Il
suo telefonino sequestrato e tutti i suoi segreti nelle mani avide delle
quattro amiche. Hadley però si sente in colpa ed è pronta a tutto per
liberarlo. Anche a rischiare il carcere o, peggio ancora, a litigare con
le amiche. Per chiarirsi le idee lascia la stanza per pochi minuti,
pochi minuti soltanto. Ma al suo rientro il cantante è morto.
Tutte e
tre le amiche si dichiarano innocenti, eppure… Hadley sa che non può
più fidarsi di nessuno. Così, in una lunga notte piena di colpi di
scena, dovrà prendere la decisione più difficile della sua vita: tradire
le amiche e confessare tutto, oppure tradire il grande amore – i
Ruperts – e farla franca.
Consigliato a: un regalo da fare a una giovane amica, a una figlia adolescente, a una
nipote: per sorridere e riflettere insieme sui fenomeni di costume, le
implicazioni dei social network, le iperboli adolescenziali,
utilizzando il linguaggio e la spesieratezza emotiva di un' autrice
anch' essa poco più che adolescente.
Infine, un regalo da fare - perchè no?- a se stesse: comprare un ereader di qualsiasi
marca e cominciare a pescare a più riprese dal richissimo catalogo Emma Books:
infinite sfaccettature dell' animo femminile, espressione compiuta del
rosa che non ti aspetti , temi, stili, epoche diversissimi tra loro . Tante autrici
davvero in gambissima, un unico grande obiettivo comune: raccontare,
raccontarsi, condividere il meraviglioso universo femminile ad ogni
età, in ogni luogo, in ogni momento della vita.Viviana Giorgi, Tiana Leone, Ylenia Luciani, Greta Cerretti, Silvia Ami, Rossella Calabrò, Paola Gianinetto, Monica Lombardi, sono solamente alcuni dei tantissimi nomi che hanno prestato le loro idee e la loro penna a questo progetto editoriale sempre più ricco, variegato e.. avventuroso.
Trama: Cracovia, nel 1939, non è esattamente il posto migliore dove crescere. Le strade sono un lugubre concerto di soldati in marcia e cani feroci, spari e grida. Non risuonano più di risate e chiacchiere tra amici, passeggiate al parco e caffè all'aperto. Anna ha solo sette anni, ma conserva un vago ricordo di quei lontani giorni di sole e di calore. Ora ha imparato che ciò che gli adulti chiamano "guerra" è come la tempesta: quando si annuncia all'orizzonte, meglio chiudersi in casa. Solo che lei, una casa, non ce l'ha più. Dal mattino in cui suo padre è uscito per andare all'Università e non ha fatto ritorno. Anna non sa che i tedeschi l'hanno portato via, insieme a tanti altri insegnanti. E mentre i vicini e gli amici di un tempo le voltano le spalle, lei resta completamente sola. È allora, mentre vaga per la città, che incontra l'Uomo delle rondini. Dapprima è un rumore di passi sull'acciottolato, poi una sagoma sottile che incombe, altissima, con un'aura di mistero e autorevolezza. Quando le rivolge la parola, Anna scopre che, come suo padre, ha un talento per le lingue: conosce il polacco, il russo, il tedesco, lo yiddish, persino il linguaggio degli uccelli. Nel momento in cui chiama a sé una bellissima rondine - che scende a posarsi sulla sua mano - per calmare il pianto di Anna, la bambina resta incantata. E decide di seguirlo, ovunque sia diretto. È così che inizia il loro lungo viaggio per non farsi trovare. Un'avventura che per Anna è una scoperta della vita, tra le insidie dei boschi e della natura.
Consigliato a:chi è alla ricerca di un romanzo fuori dal tempo, senza data di scadenza. Chi ha voglia di commuoversi davanti al legame tra padre e figlia nella difficile impresa di rimanere vivi durante la seconda guerra mondiale. Due personaggi che meriterebbero un film. Un romanzo sicuramente da regalare.
Trama: Venezia, estate 1975. Olimpia ha solo quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di una storica bottega d'antiquariato. È un incontro decisivo, Anselmo intuisce subito l'intelligenza e la sensibilità della ragazza e la incoraggia a seguire la sua inclinazione. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a frequentare il suo negozio, a lavorare lì e, con il suo aiuto, inizia a collezionare preziosi libri messi all'indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi anche quella per Davide, il nipote di Anselmo, segreta e non dichiarata, bruci l'animo della ragazza. E una notte, sospinti dalla lettura dei versi erotici di una cortigiana veneziana, i due cedono ai loro sentimenti... Parigi, estate 1999. Olimpia vive ormai nella capitale francese. Ha aperto una casa d'aste, specializzata in libri e manoscritti antichi, tra le più quotate ed eleganti della città. Ogni anno riceve da Davide uno strano regalo: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato "proibito", di cui Olimpia riconosce il grande valore. Sono l'eredità di Anselmo... Ma come poteva un modesto antiquario veneziano esserne in possesso? E che legame c'è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?
Consigliato: alle lettrici che abbiano voglia di leggere un bellissimo romanzo dedicato alla forza delle donne, al potere dei libri e della poesia. A chi piace leggere romanzi dal finale non scontato.
Trama: Da quando i suoi genitori sono morti in circostanze misteriose, Lily Shadow è l’unica erede al trono di Geenna. Ma per una ragazzina di tredici anni, che non ha alcuna conoscenza della magia nera, governare il Regno delle Ombre è impossibile. I suoi antenati erano infatti in grado di comunicare con gli spiriti, risvegliare i morti, radunare truppe di zombie dalle tombe. Ma lei come potrà difendere il Paese, senza arti magiche e senza un esercito? L’unico modo per salvare Geenna è sposare Gabriel Solar, il rampollo della famiglia nemica, e assicurare così la pace. Gabriel però è un vero idiota e Lily non ha alcuna intenzione di arrendersi al proprio destino. Soprattutto quando scopre di avere un aiuto insperato in Thorn, un ragazzo dall’oscuro passato ma con un cuore coraggioso e la rara capacità di cavalcare pipistrelli giganti…
Epico, avventuroso e immaginifico: il primo capitolo di una straordinaria serie fantasy che vi farà divertire, trattenere il fiato e tremare fino all’ultima, appassionante pagina.
Consigliato: a chi deve fare un regalo al figlio o al nipotino (dagli 8 anni), ma perché no, a chi come me ha la smodata passione per la Narrativa per ragazzi "senza età". Un Fantasy YA per palati esigenti.
Trama: In un mondo parallelo dove leggere sarà illegale l’unica arma è un libro
Una terra dove i libri sono banditi
Una ragazza che non smette di lottare.
Sefia sa cosa significa dover sopravvivere. Dopo che il padre è stato brutalmente ucciso, è fuggita con la misteriosa zia Nin, che le ha insegnato a cacciare, seguire le impronte e rubare. Ma quando Nin viene rapita, Sefia rimane completamente sola. L’unico indizio che può aiutarla a ritrovare Nin è uno strano oggetto rettangolare che il padre ha gelosamente custodito fino al giorno della sua morte. Un manufatto mai visto prima, di cui nessuno le aveva mai parlato, perché nel mondo in cui è nata e cresciuta la lettura è un’attività proibita. Con l’aiuto di questo libro e di un ragazzo che nasconde oscuri segreti, Sefia cercherà di salvare la zia Nin e scoprire che cosa sia realmente accaduto il giorno in cui suo padre è stato ucciso. Con un meraviglioso alternarsi di storie di pirati, duelli di cappa e spada e assassini spietati, La lettrice è un’avventura raccontata in modo magistrale da uno straordinario nuovo talento.
Consigliato: a chi è appassionato di fantasy, o a chi sta cercando il regalo per chi apprezza il genere a ogni età. Un libro che pulsa, che invita il lettore a sfidarlo, ora celando, ora svelando. Uno dei più bei fantasy letti quest'anno.
Una lettura per me inusuale, dal momento che preferisco rivolgere la
mia attenzione alle autrici italiane: un' incursione oltreoceano,
compiuta nel momento in cui, subodorando una saga familiare a sfondo
vitivinicolo, il richiamo della sinossi mi ha catturata
inesorabilmente. Le aspettative sono state ampiamente soddisfatte,
perchè in La casa dei profumi dimenticati, romanzo d' evasione con
profusione d' amore e di misteri celati nel passato, scorrevolissimo e
dall' intreccio accattivante , ho riscontrato numerosi elementi che lo
hanno reso originale nonché dotato di una certa
profondità.
LA CASA DEI PROFUMI DIMENTICATI
JAN MORAN
Genere: narrativa rosa
pagine: 349
Prezzo: € 9.90
ebook. € 4.99
La Trama
Nella California degli anni Cinquanta, Caterina e Santo, un giovane
italiano cresciuto con lei nella tenuta vinicola di Milles Étoiles,
consumano una notte di passione dopo la quale lei si scopre incinta.
Respinta dalla famiglia e dalla società per aver scelto di tenere la
figlia illegittima, Caterina decide di partire per l’Italia, dove si
trova il casale ricevuto in eredità da una vecchia zia. Una volta giunta
a Montalcino, Caterina scopre un mondo nuovo e allo stesso tempo
antico, fitto di misteri e intrighi che coinvolgono tutta la famiglia, e
in particolare suo padre Luca e lo stesso Santo. Tra l’armonia delle
colline toscane, i lussureggianti vigneti della California e la magia
della Ville Lumière, prende vita una vicenda familiare intricata, ricca
di passioni, segreti e verità nascoste che coinvolge e seduce fino
all’ultima pagina.
Opinione di Charlotte
Questo romanzo è stato per me un #rosachenontiaspetti, in virtù di alcune componenenti che lo hanno reso più graffiante di altri titoli del suo genere.
Innanzitutto, mi ha molto colpita per l' analisi dei rapporti umani: La casa dei profumi dimenticati è il racconto dell' amore non solo inteso come relazione passional/sessuale tra individui che si attraggono, ma interessa più persone e a più livelli . In particolare, una componente emotiva fortissima è costituita dal legame materno non accompagnato dalla sicurezza e dalla facciata matrimoniale: una relazione che in un contesto come quello puritano dell' America anni '50, trova ostacoli ben più insormontabili di quella tra uomo e donna. Ava e Caterina sono madre e figlia, e le loro vicende sentimentali, i loro errori, i loro slanci emozionali che si traducono in prezzi molto alti da pagare, si intrecciano come ci si aspetta nei migliori romanzi d' amore e d' avventura. Si tratta di protagoniste forti, determinate e controcorrente per la loro epoca, affettivamente in simbiosi ma incapaci di comprendersi e di essere completamente sincere l' una con l'altra: nel corso della vicenda, facendo emergere le scelte di vita , le avventure e disavventure occorse ad entrambe , esse riescono ad accettarsi, a perdonarsi, a rinnovare il loro legame, a sostenersi finanche nella rinuncia .
E poi in questo romanzo c'è l' amore romantico vero , travolgente, solido: quello che fa battere il cuore con passione, così giusto da essere incuneato nei cuori delle sue vittime e di essere rimasto immutato nel tempo, e ovviamente così proibito da venire osteggiato strenuamente da più fronti. Infine, l' amore di cui è permeato il romanzo si traduce anche in dedizione totale al proprio lavoro in simbiosi con la terra: un' occupazione che diventa una missione, una fonte di salvezza, una ragione di vita per sè e per gli altri.
Il nemico principale della felicità delle due protagoniste invece è il perbenismo dell' America del secondo dopoguerra: una terra che offre grandissime opportunità ma sinonimo anche di chiusure ottuse e inimmaginabili. Una società che prevarica sulle donne, e che viene raccontata con profusione di dettaglio in tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti : con particolare riferimento all' atteggiamento benpensante e moralista, in grado di assumere connotazioni crudeli che di sacro e di caritatevole hanno ben poco, arrivando a pretendere di sciogliere legami di sangue, o di legittimare cattiverie indicibili in nome del vincolo matrimoniale .In questo contesto le donne possono solo soccombere o divenire eroine intraprendenti, facendosi spazio e lottando in un mondo comandato dagli uomini; questa sarà la strada che intraprenderanno Ava e Caterina, in un crescendo di emozioni regalate al lettore mediante inteludi intensi, colpi di scena, sospetti, suspense diffusa.
Anche la natura che tanto anelavo a leggere, ne La casa dei profumi dimenticati mi ha sorpresa piacevolmente, poiché descritta in modo particolareggiato , lirico ma allo stesso tempo coerente con la storia narrata: perciò partecipe delle vicissitudini dei personaggi. Infatti, così come i matrimoni, le eredità, gli amori raccontati nel libro, la natura di Jan Moran è poco idealizzata , poichè in California la sua bellezza e la speranza nella sua fecondità possono essere spazzati via in un batter d occhio da terremoti che sconquassano e rimettono in discussione tutto: un po' come avviene con gli imprevisti della vita umana. Seguendo questo ragionamento, anche il vino, filo conduttore di una storia a più generazioni, diviene metafora dell' esistenza: esso è fatica, ebbrezza , dedizione, rifugio, e sa ripagare degli sforzi e dei sacrifici.
In sostanza, questo romanzo è una lettura che fa sognare, arrabbiare, che cattura fino alle ultime concitate pagine : nelle quali solo dopo tormentatissime vicende tutto sembra trovare la giusta collocazione, e alla rivendicazione dell' autostima e dell' autonomia al femminile viene riconosciuto il giusto premio.
Con La casa dei profumi dimenticati Newton Compton punta a un romanzo rosa avvolgente e di qualità, assai accattivante e di grande impatto emozionale: ma soprattutto, dalle dinamiche non scontate e dai messaggi che travalicano l' emozione "di pancia", coinvolgenti gioco forza e quasi inavvertitamente anche la parte razionale del lettore.
L' Autrice
Si è laureata presso la Harvard Business School e ha frequentato le
Università di California e Los Angeles studiando narrativa, saggistica e
sceneggiatura. È autrice di numerosi romanzi bestseller tra cui Scent of Triumph e Fabulous Fragrances. La casa dei profumi dimenticati è il primo romanzo tradotto in Italia. Per saperne di più www.janmoranwrites.com
Prosegue l' itinerario alla scoperta della commedia rosa più irriverente e fuori dagli schemi tra le uscite ormai imminenti. Con grandissimo piacere oggi ospitiamo nel nostro spazio virtuale l' intervista a un' autrice poliedrica, fantasiosa e ricca di talento. Deborah Fasola esordisce in Newton Compton con un romanzo che personalmente ho apprezzato oltremisura per la capacità di coniugare spontaneità, originalità e ironia in soluzione rosa intenso.
Le caratteristiche di Tradiscimi se hai coraggio rispecchiano appieno la personalità dell' autrice, che ringrazio di cuore poichè con freschezza e sincerità si è divertita a giocare (semi)seria, prestandosi a questa intervista ficcanaso piuttosto articolata. Un botta e risposta ideato dalla sottoscritta sull' onda dell' entusiasmo provato per gli scritti di Deborah: la quale ha replicato di getto , con tali schiettezza, sensibilità e dettaglio da commuovermi. Sono certa che anche voi non potrete rimanere indifferenti alla personalità della Fasola, e allo spirito che anima Tradiscimi se hai coraggio: una lettura consigliatissima che saprà regalarvi batticuori e sorrisi!
Vi ricordo che con il blog tour prosegue il Giveway del libro cartaceo e di altri gadget, e che in calce al post troverete tutte le indicazioni per parteciparvi.
INTERVISTA A DEBORAH FASOLA TRADISCIMI SE HAI CORAGGIO BLOG TOUR
TAPPA#4
Una trama anticonvenzionale, un romanzo fondato sullo spauracchiodelle lettrici rosa: il tradimento! Perchè la
scelta di questo tema?
Sì, senza ombra di dubbio ho scelto
un argomento spinoso, me ne rendo conto e credo di averlo fatto proprio per
mettermi e mettere alla prova. Come si sentiranno le lettrici di fronte a un
tema del genere? Giudicheranno, ci sarà empatia oppure comprenderanno? E,
soprattutto, riusciranno ad amare lo stesso questi personaggi, umanamente
imperfetti ma veri, quando li ho amati io?
Sono tutte domande che mi sono
posta prima dell’inizio della stesura di una storia che è nata da sé, che si è
delineata nella mia mente come un lampo, pungendomi con l’esigenza di essere
narrata.
Erano mesi che sentivo storie di tradimenti
e affini da amici e conoscenti, così mi sono trovata a volerne raccontare una a
modo mio. Quanto fa male un tradimento? Si può perdonarlo? E se a tradire fosse
l’unica persona che non la contemplerebbe mai come possibilità e che si
odierebbe… dopo, cosa accadrebbe nella sua testa?
Credo di aver scritto di questo
tema proprio per questo motivo, ossia perché nella vita non bisogna mai dire
mai, perché quando qualcuno dice “A me non succederà mai” oppure “Io non lo
farò mai”, a me scappa sempre un sorriso, perché errare è così umano che alle
volte capita anche tra le pagine di una storia d’amore!
Qual è la tua visione del rapporto di coppia ideale nei libri? In altri
termini, qual è il tuo “ rosa perfetto”?
Una domanda complicata perché la
mia storia rosa perfetta, e quindi l’amore ideale, per me è quello un po’
combattuto, quello che deve lottare per trionfare e che quando lo fa, è per
sempre. Per questo tendo a non scrivere mai i seguiti nei miei libri: i
protagonisti, dove ovviamente c’è il lieto fine ma spesso anche senza quello,
si appartengono poi per sempre perché questo è il mio rosa. E mi piace
immaginarli, insieme ai lettori, proprio così: felici, chissà dove, chissà
come, ad amarsi in eterno.
Dalle paginedi Tradiscimi se hai coraggio, si evince
come tu non sia una persona che punta il dito sugli sbagli degli altri. Personalmente
nel romanzo, tra una risata e un languore, ho trovato molti spunti di riflessione obiettivi
e pochissimi – per non dire nulli - giudizi a spada tratta. Niente stereotipi,
né valutazioni preconfezionate su alcun comportamento. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere al
tuo lettore con Tradiscimi se hai
coraggio ?
Assolutamente no, non lo sono, è
vero. Ed è vero allo stesso modo che vedo gli errori più come delle esperienze
da cui apprendere che come occasioni per puntare il dito sugli altri. Perché è
troppo facile additare e dirsi schifati proprio quando, appunto, noi potremmo
un giorno commettere lo stesso errore. Anche quando questi sono a mio danno,
cerco sempre di coglierne le sfumature o quantomeno di capire che sono cose che
succedono.
Non amo giudicare le persone, lo
dirò fino alla fine dei miei giorni, ed è per questo che sembro defilata o
asociale; la verità è che cerco di non fare la guerra e di evitare le unioni
per giudicare o mettere in croce gli altri. Questo è anche un po’ il messaggio
che vorrei passasse con questo libro: Non giudicate mai e non dite che a voi
non potrebbe mai accadere…
Oltre a questo però vorrei che
passassero altri messaggi, non meno importanti, come il perdono, la
comprensione e l’amore. Vorrei che Olivia facesse comprendere a chi legge di
lei che tutti gli schemi mentali, anche quelli rigidi, possono cambiare
repentini – soprattutto se il cuore ci mette lo zampino – e che anche se si
sbaglia, le cose si possono sempre sistemare, soprattutto se ci si riesce a
perdonare, a perdonarsi e a comprendere l’errore.
L’amore tra i due protagonisti
nasce nel momento e nel modo peggiore possibile, nasce come un errore, ma anche
dalle cose peggiori, quindi, può venire qualcosa di bello. Ecco perché tutto,
persino sbagliare, tradire, confondersi e odiarsi, alla fine insegna…
Questi sono i messaggi che vorrei
lasciare, insieme alla leggerezza di una risata, alla comprensione che un
pensiero cattivo e crudele non è mai qualcosa da demonizzare e basta, ma spesso
uno sfogo. Il romanzo dà inoltre largo spazio alla famiglia e alle relazioni
interpersonali in questa, quindi un ulteriore messaggio che ci terrei a far
passare in questa mia storia è l’importanza delle relazioni con la famiglia,
che anche se incrinate dalle cose peggiori, possono sempre guarire e per le
quali si deve sempre lottare.
Perché hai scelto proprio New
York per ambientare la tua storia ? Cosa hai trovato nella metropoli USA che ti
ha spinta a preferirla ad altri luoghi?
New York mi sembrava essere la
cornice ideale per questa inusuale storia rosa. Una sfavillante Grande Mela di
cartapesta che racchiude personaggi e storie brillanti e intense come lei,
travolti da un ritmo serrato come una metropoli simile richiede. Inoltre amo
l’America e usare il suo cuore pulsante come ambientazione mi è sembrato un
buon modo per onorare questa mia passione profonda.
Cosa c’è di te in Olivia? Come si è formata nella tua testa la sua figura?
E in senso più ampio, com’è la Donna con la “d” maiuscola di Deborah Fasola?
Olivia è un po’ me. E’ tanto me, a
dire il vero. Ogni suo singolo pensiero è il mio, ogni suo ragionamento, ogni
sua reazione… è tutto nato come se io fossi stata lei in quelle circostanze. Ho
voluto donarle un amore complicato e originale, così ho scelto di farla
innamorare del ragazzo sbagliato… e nonostante ciò lei è me anche per come ama:
di pancia, negandolo a se stessa ma coinvolgendosi sempre di più, contro a
tutti, nonostante quei tutti lei non
li lascerebbe mai. Olivia è una che lotta, è una donna dignitosa che ha dei
limiti ben chiari che non vorrebbe oltrepassare mai ma che quando le capita di
farlo, lotta ancora e non si dà per vinta, lotta per rendere migliore la sua se
stessa e la sua vita, in un certo senso, ma senza distruggere per forza quella
degli altri.
Olivia è quindi nata piuttosto
rapidamente, sia fisicamente che caratterialmente, ho soltanto dovuto
trasferire la me di qualche anno fa e
il mio carattere dentro di lei; di preciso, quindi, non so come sia la Donna
con la D maiuscola come mi chiedi, di sicuro però non la è la donna perfetta,
perché quelle senza macchia e che non sono mai cadute non mi piacciono. Amo di
contro le donne imperfette, quelle che lottano, che hanno ideali e una testa
così funzionante da modulare su quelli ogni loro decisione, ben sapendo però
che tutto può succedere e che sbagliare ci rende umani.
La Donna perfetta per me forse è
proprio quella che sbaglia, cade, si rialza e ritrova la sua dignità, sa
scusarsi, sa mordere la vita se occorre, ma soprattutto non giudica mai. E
quest’ultima parte Olivia ha dovuto imparare a farlo, per esempio. La sua
crescita nel romanzo, quindi, sta tutta qui: imparare a non giudicare perché
anche a lei potrebbe accadere… e se accadesse, riuscirebbe poi a perdonare se
stessa?
Penso che ogni scrittore ami i tutti suoi personaggi, anche i più
cattivi e antipatici. Tuttavia, c’è fra i protagonisti di Tradiscimi se hai coraggio, una figuracon la quale hai avuto minore empatia o con
la quale ti è stato più difficile relazionarti?
Potrei risponderti che non ho
sopportato Alice, la sorella minore di Olivia e sua antagonista per eccellenza,
eppure so che non è così: lei l’ho adorata proprio per il suo odioso
comportamento e perché ha portato a termine in maniera eccellente il compito
che le avevo dato. Così umana, così crudele, così vera.
Non ho legato invece con Max. una
figura chiave, uno devi protagonisti indiscussi, che invece mi è uscito fuori
un po’ ombroso e viscido, o perlomeno questa è stata l’impressione che ho avuto
mentre scrivevo di lui.
A oggi non mi sta ancora simpatico,
seppur lo reputi necessario, ma forse mi capita ciò soltanto perché è come se
avesse ferito anche me, visto quello che ha fatto… In genere sono molto empatica con i miei personaggi, tendo a viverli come tante
parti di me, a vederli vivi, gli parlo, sogno di loro, ci penso continuamente e
lasciarli mi addolora. Ecco, con Max tutto questo non è successo, eppure sono
felice di aver “partorito” anche lui!
Domanda –gossip: Potresti essere attratta da un uomo come quelli che
presenti nel romanzo ?
Assolutamente sì. Chris Collins è
nato a immagine e somiglianza del mio uomo ideale. Ogni suo tratto, anche
quelli non messi a nudo tra le righe, è per me irresistibile e speciale. Sia
fisicamente che caratterialmente è quindi lui l’uomo da cui mi sentirei attratta
ed è stato forse l’unico personaggio scritto da me di cui mi sia sentita
davvero innamorata (e ancora lo sono!).
Ho letto diversi altri tuoi
libri: i lavori precedenti sono spesso thriller, fantasy, horror. Cosa ti ha
spinta a cimentarti nella commedia rosa? E ad adottare, in questo caso
specifico, unregistro particolarmente “ agrodolce” , ironico e spigliato ma al
contempo poco portato all’ edulcorazione e all’ idealizzazione delle relazioni
amorose?Immagino ti sia divertita a
demolire i cliché del rosa nel tuo romanzo…
Sì, al mio esordio scrivevo
fantasy. Ho all’attivo molti romanzi del genere e molti li ho ancora nel famoso
cassetto. Successivamente mi sono ritrovata a scrivere horror, paranormale o
meno che fosse, genere che amo tuttora senza dubbio ma poi… poi, come ti
raccontavo, la storia di Tradiscimi se
hai coraggio ha preso il sopravvento. Ricordo che non scrivevo da oltre un
anno quindi quando ebbi l’idea mi trovavo in un momento di grande gioia, ma
anche piena di energia e ho sicuramente dato il meglio di me; all’inizio sapevo
soltanto di voler trattare questo tema e di voler provare a scrivere un
chick-lit, genere di cui in quel periodo stavo leggendo, divertendomi, davvero
molti romanzi (La dea Kinsella per prima) e quindi mi sono spronata a provarci
e ad andare fino in fondo. Nei miei romanzi fantasy oppure horror, d’altronde
la storia d’amore e quindi la traccia “rosa” è sempre stata fortemente
presente, quindi non ho fatto altro che eliminare tutto il filone fantastico e
provare a scrivere un rosa. Ci ho messo le cose più importanti per me: la
famiglia, il tradimento e la capacità del perdono; ci ho messo un lavoro
delizioso e poco conosciuto, ci ho messo l’importanza di avere fratelli e
sorelle anche quando li vorresti solo odiare – io sono figlia unica e ne ho
sempre sofferto – e, infine, ci ho messo dentro la storia d’amore e non un amore
qualsiasi, ma un amore grande come quello dei film, un amore che non può essere
messo a tacere né fermato anche se ti odi e se sai di star mettendo tutto a
rischio, compreso ciò che ami di più, ossia proprio la tua famiglia.
Infine, come giustamente mi fai
notare, ho voluto però creare intorno una struttura quanto più originale mi
fosse possibile, scrivendo appunto un rosa
ironico-non rosa, ossia demolendo un po’ quelli che sono i cliché del
genere. Mi sono divertita tantissimo a scrivere questo romanzo e spero che
anche questo arrivi e che anche il lettore si possa divertire allo stesso modo.
Il segreto sta tutto lì, secondo me: di’ pure le cose ma addolciscile con un
sorriso, rendile esplosive con un grande amore, condiscile con la tolleranza e
abbracciale all’interno di una grande famiglia (senza dimenticare qualche
piccola cattiveria necessaria!)
Come avviene in te ilprocesso
creativo? Scrivi di getto o sei riflessiva? Sei notturna o mattiniera?Ti isoli da tutto e tutti o riesci a fare 10
cose insieme mentrepensi e scrivi?
Il mio processo creativo occupa il
100% delle mie giornate. Non c’è un solo istante in cui io non pensi a creare,
da dieci anni a questa parte ormai. Ecco perché molti si scioccano per quanto
scrivo o per quanti romanzi ho “nel cassetto”. La verità è che scrivere per me
equivale a respirare, è un processo costante, naturale, necessario.
Di solito, come tutte le cose migliori, mi coglie all’improvviso nonostante io
ci stia ragionando; quindi l’idea è quasi sempre fulminante e da quel momento
parto a scrivere e non mi fermo più. Tuttavia ci rifletto molto su, durante la
stesura per la trama in sé, e prima per trovare la trama perfetta, quindi mi
definirei estremamente riflessiva (non facendo altro che pensarci). Di solito
però scrivo appunto di getto, pagine e pagine – il mio record è di 120mila
caratteri in un giorno – e per farlo non ho preferenza né di ore né di luoghi
né di ciò che mi circonda. Posso scrivere in piena notte, da sola e al silenzio,
come di giorno con i miei figli che giocano e urlano intorno a me. Quando
scrivo mi isolo pur restando vigile, attiva e pronta a quello che ho intorno.
Dovendo scegliere – anche se non posso comunque farlo sempre perché tendo ad
assecondare ispirazione e spinte improvvise di “voglia” – però preferisco
scrivere di mattina, con la mente fresca, in silenzio e piena di energia.
In definitiva credo di riuscire a
vivere mentre penso e scrivo, e che anzi sia questo il bello, ciò che lo rende
per me così necessario.
Quali sono i nuovi progetti in fase di lavorazione, e qualii sogni nel cassetto?
Ammetto che il mio sogno più grande
si è appena avverato, tuttavia credo che senza sogni sarei – e lo saremmo forse
tutti – morta, quindi mi piace continuare a farlo, a sognare, magari anche in
grande, perché no?!
Ovviamente spero quindi che la mia avventura con la Newton Compton possa
proseguire anche perché ho, come ti dicevo, molti romanzi nel cassetto. Attualmente sto per iniziare invece a stesura di una nuova commedia romantica
che sta richiedendo molta “cova” proprio perché è un progetto molto carino che
ho in mente da un po’ e voglio sia perfetto. Quindi lavoro e ancora lavoro,
anche se non vivo affatto la scrittura come lavoro, impegno e fatica, ma solo
come una grande gioia, che credo sia quello che mi ha fatto andare avanti in
tutti questi anni, sopportando molte delusioni. Quindi proseguo con un sogno
sempre nel cuore e un romanzo da scrivere sotto le dita.
Come hai vissuto il passaggio dalle piccole realtà editoriali, al self
publishing, alla collana digitale, fino ad approdare ad una realtà della
portata di Newton Compton? Cosa provi nel sapere che il tuo romanzo, finora
acquistabile online o su ordinazione,da
oggi farà capolino ovunque: autogrill, centri commerciali, catene di
librerie..?
A livello di piccole realtà editoriali ho incontrato davvero di tutto: delusioni immense come grandi gioie, amicizie, pianti e anche perdite economiche non indifferenti, tuttavia non rinnego nulla di quello che ho fatto perché ogni passo mi ha portata qui. Del self publishing ho invece un grandissimo rispetto, sia come autrice self che come amore incondizionato per gli autori indie che continuo a seguire; non mi negherò mai il piacere di ripubblicare ancora qualcosa in self publishing, comunque, un’esperienza bellissima che mi ha portato al mio sogno, ma anche a una piena realizzazione ancor prima che questo arrivasse. Tra il self e Newton Compton c’è stato il mio sbarco in Rizzoli, nella collana digital only You Feel, altro momento che è stato fondamentale per formarmi: un clima nuovo e meraviglioso, fatto di presone serie e professionali, che mi hanno curato molte ferite e tra le quali ho conosciuto la mia grandiosa agente Alessandra Bazardi, che mi ha accompagnata per mano verso la felicità. Adesso sono qui, in riva al mare Newton Compton editori, del quale ho già potuto respirare la fresca brezza di professionalità e passione. Mi sto trovando benissimo e sono anche in un altro mondo, fuori di me dalla gioia, così tanto che ancora non mi sembra vero. Se è vero ammettere che – come ogni scrittrice o scrittore, credo – è da sempre che sogno che tutto questo mi possa accadere, nel mio intimo mi ero già auto convinta che non sarebbe potuto succedere mai. E invece eccomi qui. Io. Proprio io. Con il mio naso all’ingiù sulle parole, gli occhi che seguono le righe che si formano pian piano, le dita che battono impazzite, il cuore in tumulto. Io che come unico vero sogno ho sempre avuto soltanto quello di scrivere e scrivere ancora… ecco, è successo proprio a me. Inutile nascondere il fatto che mi senta anche fiera: fiera e orgogliosa della ragazzina che scriveva fantasy sui quadernoni – spesso durante le ore di scuola, alle superiori, rischiando grosso (scusate, prof, ora saprete la verita!) – e della donna che non ha mai smesso di crederci ancora e lottare; fiera di averci creduto tanto da aver speso ore, notti, tempo e fatica per scrivere e creare. Orgogliosa perché so di avere i piedi per terra dove sempre resteranno. Ma al tempo stesso mi sento anche felice di tutte le persone che mi hanno sostenuta e seguita fino a qui, dalla mia famiglia agli amici, dalle colleghe ai lettori e tutte le figure professionali che mi han dato fiducia. Voi blogger, gli amici venuti con la scrittura e mia nonna che mi ha regalato il mio primo libro. Tutto come una catena per portarmi dove sono ora, alla felicità che unita ad altre felicità, mi fanno sentire davvero felice, fortunata e orgogliosa. Un sogno che richiede fatica, me lo dico sempre, è il sogno giusto e io mi auguro sempre che cose tanto belle possano accadere a tutti, perché un sogno come questo che si avvera è felicità ma è anche la libertà di scegliere il sogno che viene dopo. E finché si ha il grande privilegio di sognare, si è vivi. Grazie di cuore a tutti voi, quindi, che avete deciso di sognare insieme a me…
In bocca al lupo a Deborah Fasola per la sua nuova avventura!!!
IL GIVEWAY
Il giveaway è collegato al blog tour e vede in palio una copia cartacea autografata e dei gadget forniti dall'autrice.
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Vi salutiamo con IL BOOKTRAILER
QUI la RECENSIONE di "Tradiscimi se hai coraggio " su Sognando tra le Righe, scritta quando ancora il " pargoletto" di Deborah Fasola non era ancora vestito Newton