Visualizzazione post con etichetta #epicfantasy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #epicfantasy. Mostra tutti i post

martedì 31 agosto 2021

REVIEW PARTY LA TRADITRICE DEL SILENZIO Rebecca Moro


Ci avevano disgustati, scioccati, incuriositi, infine si erano guadagnati il nostro rispetto:  senz' altro non ci avevano lasciati indifferenti! Li aspettavamo trepidanti, finalmente sono tornati i ti-jak, alle prese con macchinazioni ed individui  spregiudicati e ben più spregevoli di loro: tanto che  le " bestie" finiscono per distinguersi come  le creature più "umane" dei Quattro Quadranti.

Self Publishing
LA TRADITRICE DEL SILENZIO
La Saga dei Quadranti #2
REBECCA MORO




Cover Artist: Maurizio Manzieri (2021 Hugo Award Nominee)
Genere: Epic Fantasy
Pagine: 490
Prezzo: € 16.00 copertina flessibile / € 20.80 copertina rigida 
ebook: € 2.99 
QUI il link Amazon per l' acquisto 

La Trama
A Mnar un giovane imperatore sta crescendo,
alla Rocca una principessa si destreggia tra umani e bestie,
ma è a sudovest che si cela un segreto che potrebbe minare l'intero Impero.
Ancora una volta la Schiera dovrà rimettersi in marcia.

Per sette volte, dopo il giorno della Caduta, la ruota delle stagioni ha girato nell’impero di Mnar, e da allora molte cose sono cambiate.
Nella torre della Superba l’Amato dai Protettori sta crescendo, all’ombra di un nuovo Arbitro che governa in sua vece, ma persegue soprattutto la propria ambizione.
Nel Quadrante nordest una principessa infelice tiene la Rocca insieme ai suoi mariti e si destreggia tra umani e bestie, mentre gli altri superstiti dei Daven-Furus attendono al di là del mare, pronti ad accorrere se e quando l’Imperatore deciderà di cercare la propria vendetta.
Ma è dal Quadrante sudovest che arriva la vera minaccia, da un mondo di disperazione, dove la conoscenza è stata a lungo sottratta e custodita da un Ordine di monaci obbedienti e dai principi di Brinnigor, per celare un segreto che potrebbe minare l’intero impero.
E mentre Shobi-ti-Agrat è per tutti l’Abominio che deve essere fermato, la Schiera dovrà rimettersi in marcia e sollevare di nuovo gli scudi uncinati perché sono molti i beni preziosi da salvare.

Aggiungilo su Goodreads: https://www.goodreads.com/book/show/58645125-la-traditrice-del-silenzio

Opinione di Charlotte
Rebecca Moro è una cesellatrice di ambientazioni e personaggi, che fa dello stile e dell' accuratezza i tratti distintivi della sua prosa. 
Presentati i ti-jak ne Il principe degli sciacalli, e provocato il lettore a più riprese sul significato di buono e di cattivo,  ne La traditrice del silenzio l' autrice mette in scena le macchinazioni di potenti individui senza scrupoli o valori, perseguitati e persecutori  che si muovono  subdoli tra pericoli e carestia infestando tutti i Quadranti.  Molti sono i personaggi, di provenienza ed estrazione eterogenea, destinati ad avere un ruolo chiave nella vicenda:  impadronendosi della scena raccontando le loro vicissitudini, ed entrando in comunicazione diretta,  sincera, spesso disarmante con il lettore . Bando a qualsiasi edulcorazione, ne risulta un quadro dalle tinte fosche composto  da più parti:  che  capitolo dopo capitolo in un  crescendo di violenza e cospirazioni, nell' infittirsi di un intreccio che non lesina colpi di scena,  delineano i tratti negativi delle personalità, e scenari coerenti di ambiguità , istinto di sopravvivenza,  vizio,  tradimento in cui l' ambizione trova terreno fertile per infierire su qualsiasi sentimento positivo.
Dalla scoperta del diverso nel primo volume della serie, all' impossibile convivenza tra lui e l' uomo corrotto e bugiardo in questo libro, affabulatrice in grado di provocare repentinamente  disgusto ma anche  di instillare compassione finanche nel caos più totale, Rebecca Moro è tanto cupa e sgradevole quanto intima e appassionante;  e cerca   l' equilibrio compositivo mediante una scrittura ricca ma non ridondante ,  contrappuntando  con l' ironia anche la sequenza più truculenta, con l' empatia la battaglia più feroce . La sua è quasi una sfida alla sensibilità di un lettore che viene pungolato, disorientato dall' inganno, lasciato in balia di mercenari  , monasteri e fortezze inespugnabili : non ultimo, di donne forti, decisioniste, ben lungi all' essere dame da salvare, personaggi chiave spesso con ruoli di comando o con mire diaboliche. 
Tutti questi spunti fanno de La traditrice del silenzio un romanzo destinato ad un pubblico adulto,   disposto ad essere catapultato in un universo da incubo oltremodo coinvolgente in cui si riflette, si  battaglia,  si ordiscono intrighi: per un duello fisico e psicologico all' ultimo, sorprendente colpo di scena.

Gli Estratti

«Il mio predecessore amava dire che la nostra Altissima Torre conosce il punto debole di ogni creatura che respira entro i sacri confini. Ma, alla fin fine, era un vecchio miope che faceva affidamento sul passato, senza scorgere un fiocco di polvere a due respiri dal proprio naso. Non aveva previsto lo scempio, e cioè che umani e bestie si sarebbero potuti alleare e fondere, corrodendo questo meraviglioso Impero dall’interno. Da sette estenuanti giri di ruota sto cercando di porre rimedio a tanta stoltezza.»


Finché il nordest non apparterrà di nuovo agli uomini, Mnar stessa continuerà a essere in pericolo.


Figlio mio, le leggi della Schiera sono selvagge e affascinanti, ma alla fine sarà la crudeltà calcolatrice del tuo lato umano che ti permetterà di salvarti.

Il Blog Tour



La Saga dei Quadranti 

#1 IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI recensione QUI 
#2 LA TRADITRICE DEL SILENZIO
#3 L’ARCIERE SENZA STENDARDO
#4 L’ULTIMO MASTRO



Il Booktrailer



martedì 26 novembre 2019

IL PRIORATO DELL'ALBERO DELLE ARANCE #reviewparty Samantha Shannon

Buongiorno Lettori!
Oggi è il giorno di uscita dell'atteso Epic Fantasy Il Priorato dell'albero delle arance e noi abbiamo avuto il grande onore (e fortuna) di leggerlo in anteprima. Ringrazio l'amica Sara del Blog Bookspedia per l'invito e la Mondadori per l'opportunità. Vi invito poi a leggere le opinioni delle altre blogger "compagne di viaggio" per avere più punti di vista. 




Mondadori Oscar Fantastica


REVIEW PARTY

Il priorato dell'albero delle arance 
Samantha Shannon 





DAL 26 NOVEMBRE IN LIBRERIA 


Titolo: Il priorato dell'albero delle arance
Autore: Samantha Shannon
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Traduzione di: B. Gallo
Genere: Epic fantasy
Pagine: 816
Prezzo: 26,00    Ebook: 9,99
Trama: La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un'erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c'è però Ead Duryan: non appartiene all'ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l'adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell'Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.


L'autore: Samantha Shannon è nata a Londra nel 1991. Nel 2013 ha pubblicato La sognatrice errante, il primo dei sette volumi della serie La stagione della Falce, a cui sono seguiti The Mime Order nel 2015 e The Song Rising nel 2017, tutti bestseller internazionali, tradotti in ventisei lingue. Imaginarium Studios, inoltre, ne ha acquisito i diritti cinematografici. Il Priorato dell'Albero delle Arance è il quarto romanzo dell'autrice.


opinione di foschia75

Parlarvi di questo romanzo non è facile perché in questo genere così preciso e ben calato nella sua "categoria", ci vorrebbe forse una maggiore "infarinatura". Lo ammetto fin da adesso, non sono una sfegatata dell'epic fantasy anche se adoro tutti gli altri sottogeneri, per questo mi trovo a dover parlare di un romanzo molto, molto articolato e sicuramente ben imbastito. Cercherò di spiegarvi cosa per me ha funzionato e cosa no, ma soprattutto perché la scintilla non è scattata come mi sarei aspettata. 
Innanzitutto gestire un regno vastissimo non è semplice, così la Shannon decide di posizionare il lettore al di sopra della storia, fuori da un immaginario mappamondo e poi lo invita a girarlo di svariati gradi verso est e verso ovest e viceversa per tutto il libro. Risultato è l'alternanza di localizzazioni da una parte all'altra di un regno grande e spazialmente (secondo me) ostico da immaginare per via delle fumose descrizioni. L'alternanza di location in contemporanea all'alternanza dei punti di vista di più di due personaggi dai nomi impegnativi porta il lettore a un forzato rallentamento (personalmente nelle prime cinquanta pagine sono dovuta tornare sui miei passi più di una volta). In pillole, al principio ci vorrà non poca attenzione per immergersi nella narrazione e capire chi vive dove. Una volta superato questo scoglio, si ha modo di conoscere i personaggi principali della storia e quelli secondari che per diversi motivi gli stanno accanto e che renderanno possibile l'intreccio. Certamente l'attenzione si concentrerà su un numero preciso di figure carismatiche che poi sono il vero fulcro della storia: Ead, Tané, Sabran e Nyclais.  
L'autrice ha saputo costruire un Epic fantasy con tutti gli ingredienti richiesti, comprese le varie razze di draghi e le profezie legate ai popoli e tramandate nel tempo. Ha egregiamente saputo articolare una trama molto molto lunga utilizzando l'alternanza dei punti di vista di quattro personaggi ma personalmente trovo che abbia sminuito non poco le figure e gli atteggiamenti dei draghi che meritavano un'attenzione maggiore soprattutto durante gli incontri e gli scontri che ho trovato troppo frettolosi a scapito di queste figure rispetto agli umani. 
La mia impressione in questa lunghissima narrazione è stata quella di aver preso tante tessere di un puzzle e averle avvicinate senza spesso trovare la combinazione perfetta per creare un quadro completo, esaustivo e travolgente. Insomma, forse se ci fosse stata più adrenalina in certi passaggi e se certi personaggi chiave avessero avuto più "carattere", il grip della narrazione sarebbe stato più incisivo. Queste sono state le mie impressioni, ma non leggendo spesso Epic Fantasy non credo di essere tecnicamente la persona più adatta per giudicare. Le mie sono impressioni a caldo di una lettura che richiede non poca attenzione mnemonica iniziale e passione per storie come quelle che cercano in qualche modo di somigliare ai romanzi di George Martin. 
Sento di consigliarlo a chi veramente ama questo genere così ricercato e "verace" e chi è alla ricerca di personaggi che iniziano un viaggio di crescita personale e scoprono se stessi attraverso gli occhi degli altri. 


Il Review Party continua su 
(leggendo le altre opinioni mi rendo conto che non siamo 
tutte sulla stessa lunghezza d'onda. Si sa, la lettura è sempre soggettiva!)

martedì 26 febbraio 2019

IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI Rebecca Moro Recensione


La magnifica cover è un biglietto da visita  perfetto per il primo romanzo della Saga dei Quadranti di Rebecca Moro: cupo , struggente e visionario, Il principe degli Sciacalli è un libro dalle molteplici sfaccettature, in grado di commuovere, eccitare, turbare, e adatto ad un pubblico eterogeneo per età, sesso e gusti letterari. 

Fanucci Editore
Saga dei Quadranti #1
IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI 
REBECCA MORO 



Collana: Fantasy
Genere: Epic Dark Fantasy
Pagine: 496
Prezzo: 18,00 
Ebook: 1,99
QUI il link Amazon per l' acquisto

La Trama 
In una manciata di giorni e in una lunga notte di sangue, la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invadere il più forte tra i Quadranti dell'Impero umano, travolgendo la famiglia del Mastro e il suo stendardo. Nessuno degli storici alleati è accorso in loro aiuto e i Ti-jak, una razza di bestie semi-umane dai corpi massicci e ricoperti di squame, hanno falciato qualsiasi resistenza. Gli unici sopravvissuti dei Daven-Furus, il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni, non possono che sottomettersi alla triade a capo degli invasori: Raven diventerà lo schiavo del Jekret, la guida militare, mentre le sorelle saranno date in sposa per rafforzare il seme di quella genia ripugnante ma invincibile. Ciascuno di loro sarà chiamato alla scelta più difficile: mutare a caro prezzo la propria natura, assumendo un ruolo non previsto in un destino avverso e ostile, fino a quando ciò che sembra un abisso senza fine, potrà trasformarsi in un'occasione di rinascita. Dalla fortezza tra le rocce di Rovelia sino alle cime proibite di Lacan, dalla polvere dei deserti alle torri di Mnar, il tempo del Quadrante di nordest scorre inesorabile verso la rovina, ma non è detto che gli invasori siano gli unici nemici. E talvolta persino un'alleanza con le bestie può rappresentare l'ultima speranza di salvezza. Il primo capitolo della "Saga dei Quadranti". Sul campo di battaglia, dove oltre alle armi contano anche i sentimenti, il cruento confronto tra l'uomo e la bestia. Un fantasy che penetra l'abisso più profondo della natura umana per scatenare i suoi demoni, nella tradizione delle grandi saghe epiche e indimenticabili.

Opinione di Charlotte 
Una  storia appassionante, di quelle che fin dai i primi capitoli avvolgono il lettore in una spirale di cospirazioni, colpi di scena ed  emozioni contrastanti che si susseguono ininterrotti ad un ritmo incalzante. 
Leggendo la storia dei tre fratelli Daven – Furus alla mercé dei  terribili  Ti-jak viene spontaneo fermarsi, rimuginare, stemperare l’ ansia suscitata da atmosfere malsane che accentuano  il meglio e il peggio di ogni personaggio: spesso ci si ritrova a cambiare opinione su azioni e reazioni , poiché nel mondo di Rebecca Moro  non è affatto scontato che sia l’ uomo a risultare  più “ umano” . Il carisma e il valore dei Ti-jak protagonisti delle prime ferocissime azioni cresce di pari passo con la conoscenza delle loro usanze, della loro storia, del loro senso morale diverso da quello degli uomini, ora cinico ora disarmante nella sua semplicità e nella sua coerenza: in grado di mettere in secondo piano l’ aspetto terrificante dei " diversi" , e di esaltare una sorta di limpidezza degli intenti  in palese contrasto con  il doppiogiochismo e la malvagità di personaggi "umani" avidi e ingannatori.
I modi di pensare e sentire di Ti-jak e di uomini  in costante dialettica tra  ragione  e istinto si accavallano, confondono, compenetrano, trovando il loro punto di convergenza nelle figure di Raven ,Sarissa e Ioni : tre fratelli in formazione , diversissimi per personalità e atteggiamento nel confrontarsi con i “ lucertoloni”, cresciuti nella bambagia e costretti a percorrere un sofferto cammino di crescita personale tra  pulsioni contraddittorie e consapevolezza crescente del proprio io e del proprio ruolo . Inizialmente deboli e pieni di difetti, ben lungi dall’ essere benedetti da doni , protettori o poteri invincibili, i tre patiscono, si sacrificano, compiono scelte difficili e poco consolatorie. Ne consegue una lettura che lungi dall’ essere romantica e “ gradevole”  , si fa  intrisa di emozioni fortissime, pulsanti, disorientanti  che portano l’ empatia alle stelle e ne fanno pietanza succulenta per quel  lettore che ama identificarsi e  immergersi  appieno nelle vicende di cui legge.
La ricostruzione estremamente puntuale e  suo malgrado affascinante  di un contesto ostile, claustrofobico, devastato, contribuisce a rendere  travolgente e indimenticabile una storia narrata con estrema scorrevolezza ed eleganza ben poco aulica, amalgamate nonostante il dramma costante  con una componente leggera a tratti perfino ironica, a beneficio del totale appagamento del lettore.

L' Autrice

Rebecca Moro, pseudonimo di Silvia M. Moro, vive a Padova ed è mamma di 3 bimbi, avvocato, lettrice accanita, blogger. Adora tutto ciò che è sopra le righe e diffida dei sentimenti tiepidi, perché se non c’è la passione non c’è sapore. Con l’altro pseudonimo di S.M. May ha pubblicato i romanzi Nuvole (2013) per Triskell Edizioni e Addio è solo una parola (2015) per Youfeel Rizzoli. Come autrice self, inoltre, ha pubblicato, nel genere gay romance, la serie Lara Haralds – The Strange Matchmaker (Cambio gomme, Neve fresca, Ghiaccio salato, Doppio velo e Infinito Stupore); nel genere sci-fi la serie Oro (Il sangue non è acqua e Oro); il romanzo Secret Funding (2015), uscito anche in edizione inglese e in edizione tedesca per Dead Soft Verlag; e infine il legal thriller Gabbia per uccellini (2017).

#fornitodame

giovedì 11 ottobre 2018

REBECCA MORO E " IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI" : Intervista all' Autrice



Incuriosita dalla magnifica cover e dalla pubblicazione senza preavviso de " Il principe degli sciacalli" a firma di un' autrice che conosco per romanzi di genere ed ispirazione assai differenti, non ho potuto fare a meno di mettermi a  ficcanasare "dietro le quinte" per  saperne di più. Ringrazio di cuore Rebecca Moro alias S.M. May per avere dedicato alle mie curiosità il suo tempo, rispondendo ai miei  quesiti in modo diretto, spontaneo ed esaustivo: stimolando così il desiderio di leggerla! 

Editore: Fanucci Editore 
Ciclo: #1 Saga dei Quadranti
Genere: Epic Dark Fantasy
Pagine: 496
Prezzo: 18,00 (disponibile dal 24 ottobre)
Ebook: 4,99 QUI il link Amazon per l' acquisto

INTERVISTA A REBECCA MORO 

Perché la scelta di questo pseudonimo?
Non è stata una scelta facile. Il precedente nom de plume (S.M. MAY) era utilizzato da almeno cinque anni e per vari libri, ma da alcuni mesi è comparsa una “Silvia May” che si è messa a pubblicare erotici in self creando confusione, non so quanto involontaria, tra i lettori. Tra questo e il fatto che una mia omonima (rispetto al nome vero) era comparsa sui giornali per vicende non proprio positive, abbiamo cambiato preferito cambiare… Rebecca piaceva moltissimo all’editore.

La genesi del romanzo: come e quando è “ scoccata la scintilla”? Come lo hai scritto?
Allora, adesso un po’ mi prendono in giro sostenendo che non mi era mai passata la fissa (erotica) per i Visitors, lo sceneggiato degli anni ’80, ma in realtà da sempre avevo voglia di scrivere un fantasy e di metterci dentro tutto quello che avrei voluto trovarci come lettrice. Perciò non il solito eroe predestinato che scopre d’avere incredibili poteri, non la solita magia che risolve tutto, non la solita dicotomia netta tra buoni e cattivi. In questo romanzo i protagonisti vengono ridotti fin dall’inizio in uno stato di sottomissione, vengono sconfitti, umiliati, usati come pedine per i progetti altrui e devono faticare per ritrovare la strada.

Quali sono i riferimenti visivi, letterari, cinematografici che pensi ti abbiano suggestionata maggiormente?
Ah, a parte i già citati “Visitors”, direi che sono debitrice di tutte le saghe che ho letto dall’adolescenza sino a qui. Probabilmente non ti riesco a citare il particolare esatto che mi ha condizionato, ma un po’ tutti gli autori fantasy e sci-fi mi hanno lasciato qualcosa, un bagaglio che si è stratificato e sedimentato dentro.

Che rapporto ha S.M. May con Rebecca Moro?
Sono la stessa persona, anche se la Rebecca rappresenta un po’ la mia faccia più violenta e meno romantica. Possiamo vederla come una May crudele? In un certo senso.
Per esempio, se ripubblicassi oggi “Il sangue non è acqua” o “Oro”, li firmerei con il secondo pseudonimo.

Cosa  rappresenta per te questa storia?
A parte tre anni di vita (!), dare un senso alla diversità e scoprire un ordine/filo logico anche nel caos apparente di un paese che cade. Oggi abbiamo imparato a classificare le conquiste nemiche sempre e comunque come una rottura della pace e un attacco alle sovranità esistenti. Per secoli, però, le invasioni sono state anche un’occasione di rimescolamento di genti e di sangue e di rinnovamento di civiltà ormai in declino. Eppure, a seconda della nostra lettura della storia (e di chi ha vinto alla fine), distinguiamo ancora le conquiste “eroiche” da quelle “di sopraffazione”. Quindi ho pensato a un mondo fittizio dove entrambe le fazioni, uomini e bestie, seguono la loro natura ed entrambi credono di essere nel giusto.

Quali sono le difficoltà maggiori che hai riscontrato durante la stesura del romanzo? E quali sono le parti che ti sei divertita maggiormente a scrivere?
Prima di tutto, la lunghezza. Io non scrivo "romanzoni", ho il terrore di perdermi nelle sottotracce della trama, e in prima stesura il testo era assai più breve. Ma ho dovuto lavorarci per sviluppare ogni fatto e ogni personaggio. Alla fine, toccare il traguardo delle 130.000 parole per me è stato una vera vittoria. Seconda difficoltà: mantenere la coerenza. Mentre scrivevo i dialoghi dei ti-jak, dovevo sempre rammentare la loro natura non umana, le loro tradizioni differenti, le loro leggi. Spero di esserci riuscita.
Amo i paesaggi e amo le battaglie. Ho cercato di essere pulita nelle descrizioni, senza appesantire troppo, ma mi sono indubbiamente divertita a immaginare il dispiegamento di mezzi d’assalto. Ma ho faticato, eh: non ci sono i cavalli e neppure i fucili, quindi buona parte del fascino guerriero era già andato a farsi benedire.

Il personaggio che ti somiglia di più, quello che preferisci e quello che ti è meno simpatico.
Mi verrebbe da dire Sarissa, perché all’inizio è proprio una frignona, però Raven ha un certo idealismo pragmatico che mi appartiene. Per ora l’arciere senza stendardo è uno che tende a parteggiare per i potenti, ma non mi è antipatico del tutto. Potrei dargli una seconda possibilità…

Cosa deve aspettarsi il lettore da questo libro?
Un fantasy senza tanti eroismi e con protagonisti che maturano a poco a poco, un continuo cambio di scenari e paesaggi, battaglie, intrighi, riscatti di vario genere.

Il tuo fantasy rispecchia in qualche modo la realtà contemporanea, pur collocandola in una dimensione astratta?
Non voglio ripetermi, ma direi che l’elemento delle difficoltà di adattamento e convivenza, a seguito dell’arrivo  di genti diverse, è facilmente rintracciabile nel nostro mondo contemporaneo.

Dal Self publishing alla CE, tu pubblichi nell’uno e nell’altro modo da diversi anni: com’è stato lavorare con Fanucci ?
Da un lato, rinfrancante: quando pubblichi in self fai tutto da sola e poi scommetti alla fine sui lettori, senza veri riscontri e feedback prima; stavolta invece sono passata dal presentare un estratto del libro e discuterne faccia a faccia con l’editore al vedermi arrivare la proposta di contratto in quarantotto ore (e quindi già lì capisci che non sei l’unica a credere nella tua storia), e poi ho visto per mesi una squadra lavorare per il “mio” romanzo, pensando a tutto sino alla cover. Dire che ti senti ripagata, è poco.
Dall’altro, un filino terrorizzante. Nel senso che avevo in mente una data d’uscita in tardo autunno, invece all’improvviso mi è arrivata l’email con: siamo pronti per uscire. Ehhhhhhhhhh? In effetti, rischi un po’ l’infarto per la sorpresa.

#fanucci
#promozionegratuita

L' Autrice su Facebook



giovedì 4 ottobre 2018

IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI Rebecca Moro Anteprima

Era davvero da tempo che aspettavo questa notizia, e finalmente ieri sera è arrivata! Esce oggi l'ebook di una scrittrice che stimo moltissimo, che si è fatta strada da sola nello spietato quanto vasto panorama del self publishing. Oggi arriva sugli store online con una casa editrice sempre attenta al romanzo fantasy diverso, originale, capace di apportare "aria fresca" nel genere. Sono convinta che Amarilli (a me piace chiamarla col suo pseudonimo di blogger) saprà tenermi avvinta alle pagine nelle quali si è immersa anima e cuore in questi lunghi anni di fatiche e delusioni.  Vento in poppa per questa nuova avventura!!! Il principe degli sciacalli è un epic dark fantasy dai toni decisi e forti (insomma non è un romanzo per ragazzi!) come ci si aspetta dal genere "puro" e io sono davvero curiosa di leggere il nuovo lavoro della creatrice di Lara Haralds, tra i miei personaggi preferiti di sempre. 




Fanucci Editore


Un fantasy che penetra l’abisso più profondo della natura umana 
per scatenare i suoi demoni, 
nella tradizione delle grandi saghe epiche e indimenticabili.


IL PRINCIPE DEGLI SCIACALLI
Rebecca Moro

Ciclo: #1 Saga dei Quadranti
Collana: Fantasy
Genere: Epic Dark Fantasy
Pagine: 496
Prezzo: 18,00 (disponibile dal 24 ottobre)
Ebook: 4,99



Trama 

In una manciata di giorni e in una lunga notte di sangue, la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invadere il più forte tra i Quadranti dell’Impero umano, travolgendo la famiglia del Mastro e il suo stendardo. Nessuno degli storici alleati è accorso in loro aiuto e i Ti-jak, una razza di bestie semiumane dai corpi massicci e ricoperti di squame, hanno falciato qualsiasi resistenza. Gli unici sopravvissuti dei Daven-Furus, il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni, non possono che sottomettersi alla triade a capo degli invasori: Raven diventerà lo schiavo del Jekret, la guida militare, mentre le sorelle saranno date in sposa per rafforzare il seme di quella genia ripugnante ma invincibile. Ciascuno di loro sarà chiamato alla scelta più difficile: mutare a caro prezzo la propria natura, assumendo un ruolo non previsto in un destino avverso e ostile, fino a quando ciò che sembra un abisso senza fine, potrà trasformarsi in un’occasione di rinascita. Dalla fortezza tra le rocce di Rovelia sino alle cime proibite di Lacan, dalla polvere dei deserti alle torri di Mnar, il tempo del Quadrante di nordest scorre inesorabile verso la rovina, ma non è detto che gli invasori siano gli unici nemici. E talvolta persino un’alleanza con le bestie può rappresentare l’ultima speranza di salvezza. Il primo avvincente capitolo della Saga dei Quadranti. Sul campo di battaglia, dove oltre alle armi contano anche i sentimenti, il cruento confronto tra l’uomo e la bestia. 




L'autrice

Rebecca Moro, pseudonimo di Silvia M. Moro, vive a Padova ed è mamma di 3 bimbi, avvocato, lettrice accanita, blogger. Adora tutto ciò che è sopra le righe e diffida dei sentimenti tiepidi, perché se non c’è la passione non c’è sapore. Con l’altro pseudonimo di S.M. May ha pubblicato i romanzi Nuvole (2013) per Triskell Edizioni e Addio è solo una parola (2015) per Youfeel Rizzoli. Come autrice self, inoltre, ha pubblicato, nel genere gay romance, la serie Lara Haralds – The Strange Matchmaker (Cambio gomme, Neve fresca, Ghiaccio salato, Doppio velo e Infinito Stupore); nel genere sci-fi la serie Oro (Il sangue non è acqua e Oro); il romanzo Secret Funding (2015), uscito anche in edizione inglese e in edizione tedesca per Dead Soft Verlag; e infine il legal thriller Gabbia per uccellini (2017).