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mercoledì 15 maggio 2013

INTERVISTA A LAURA MAC LEM e Giveaway

Cari amici noi Books'Angels siamo molto liete di avere in nostra compagnia una brava e simpatica autrice italiana che è stata così gentile da rispondere alle nostre domande per farsi conoscere un po' meglio. Sto parlando della talentuosa
Laura Mac Lem
che è uscita per Asengard con una favola nera assai intrigante e suggestiva: L'incanto di cenere
(La mia recensione QUI ).


Se avete voglia di leggere questo romanzo, alla fine dell'intervista avrete la possibilità di vincerne una copia autografata! Restate con noi e vi spiegheremo come. Intanto, buona lettura!


Intervista

 - Scrivi sotto pseudonimo; ma chi è Laura Mc Lem veramente? Descriviti in tre aggettivi.

Direi curiosa, fantasiosa, pigra. La fantasia vola alta, la curiosit‡ e la pigrizia se le danno di santa ragione tutto il giorno (a volte vince una, a volte l'altra), e quello che ne viene fuori sono io.


- Hobby, passioni, aspirazioni

Ho sempre coltivato due passioni: la lettura e gli animali. Vivo con tre cani, tra gatti, pappagallini, tartarughe, galline, e avrei anche una capretta, se l'altra metà del mio cielo non mi avesse fermata prima che la portassi a casa :D
Ma non Ë detta l'ultima parola...
La mia aspirazione al momento Ë quella di tanti italiani: uscire dal precariato. Discorso deprimente e fin troppo noto, meglio non dilungarsi.


- Letture preferite, personaggio fantastico preferito, film preferito?

L'amico ritrovato, Orgoglio e Pregiudizio, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, Il richiamo della foresta, sono tra i libri che conosco a memoria.
Amo moltissimo Tracy Chevalier e leggo sempre tutti i suoi romanzi, man mano che escono. Ho divorato Ende da bambina, e credo sia stato proprio lui a instillarmi l'amore per la narrativa fantastica in generale e il fantasy in particolare. Quindi se si parla di personaggi fantastici preferiti, il suo Bastiano è ai primissimi posti, e rivaleggia con Leto Atreides, la Morgana di Marion Zimmer Bradley, Durnik e Polgara, Bilbo Baggins; tra i personaggi meno 'antichi', invece, mi sono rimasti dentro Gemma Doyle, Jaime Lannister, e in genere tutti i personaggi contraddittori, che evolvono durante la storia. Non amo le personalità sempre uguali a se stesse.
Tra i film che preferisco ci sono lady Hawke, Willow e Labyrinth, che non dimenticherò mai perchè hanno contribuito quanto i libri a farmi amare il fantasy. Ma se devo citare un film 'da grandi', allora Scoprendo Forrester è bellissimo. Adoro anche Il Miglio Verde, ma ho potuto vederlo solo una volta, causa pianto irrefrenabile.


- Com'è la tua giornata "tipo" e com è la tua giornata "ideale"

Giornata tipo: ottanta ore di cose da fare da comprimere in ventiquattro. La cosa assurda è che ci riesco, anche se la sera ciò che rimane di me non ha neanche più la pretesa di sembrare un essere umano.
Giornata ideale: svegliarmi alle dieci al gorgheggiare degli usignoli, pesarmi e scoprire che ho perso un chilo rispetto alla sera precedente, ricevere un ricco bonifico a titolo di rimborso per qualcosa che boh, basta che arrivi, stare tutto il giorno in giardino sull'amaca a leggere, portare a spasso il cane, mangiare tutte le cose che mi piacciono, quante ne voglio, senza prendere un etto, uscire tutte le sere... sì ok, la pianto. Mi basterebbe avere qualche pomeriggio libero per leggere in pace, senza ritagliarmi perfino i momentini al bagno.


- Progetti e aspirazioni per il prossimo futuro

Scrivere tanto, leggere di più e magari piacere ai lettori abbastanza da poter pubblicare un altro libro.


- Qual è stata la tua più grande soddisfazione professionale (come scrittrice) o un momento che ricordi con gioia?

Sicuramente ricevere l'email con cui l'editore mi diceva che il mio libro era piaciuto ai 'piani alti' e che quindi lo avrebbero pubblicato. E' un'emozione che auguro a tutti di provare, anche se è meglio essere nelle vicinanze di una sedia, perchè le gambe tendono a cedere :D


- La tua più grande delusione o il tuo più grande dispiacere, se c'è stato, sempre per quanto riguarda il tuo percorso di scrittrice

Un episodio veramente antipatico, nel quale un editore che credevo serio si è dimostrato non esserlo. Dato che il libro che avevo proposto conteneva temi forti, questa persona si era fatta un'idea veramente sbagliata del tipo di persona che fossi, e ha fatto della proposte, per dirla con Megara, 'che ho dovuto proprio rifiutare'.
Mi ci sono voluti quasi due anni, prima di trovare il coraggio di proporre ancora un testo a una casa editrice.


- L'incanto di Cenere: come è nata l'idea? Cosa l'ha ispirata?

Anche se la storia è in sè piuttosto inquietante, l'idea è nata pensando "come sarebbe divertente, se i ruoli fossero invertiti!" Da lì ho cominciato a pensare a come si sarebbe potuta sviluppare la storia, a cosa sarebbe cambiato e a cosa invece doveva rimanere esattamente com'era.
Vedere il film di Cenerentola per un anno intero, tre volte al giorno, per assecondare una bimba con le coliche, aiuta parecchio, in questo. Alla fine, morivo letteralmente dalla voglia di fare una strage :D


- Sei riuscita, magistralmente per altro, a ribaltare una delle fiabe classiche più amate e in un certo senso "rassicuranti", donandole tutto un nuovo messaggio, altrettanto forte e potente che si fonda sul coraggio, il sacrificio. Qual è la "tua" morale alla fine della storia?

Preferirei non dare la 'mia' morale. Credo che la cosa più bella della lettura sia trovare la propria interpretazione, e come autrice non sarebbe giusto se mi mettessi in mezzo dicendo ai lettori cosa devono capire e perchè.


- Mi è piaciuta molto la tua versione della Cenerentola (che come chi ha letto il libro sa che non è la "vera" Cenerentola) un po' scortese e disinteressata al principe (non sapendo inizialmente neanche che fosse proprio i principe). E mi è piaciuto molto anche l'atteggiamento del Principe e gli spunti di conversazione che lui riesce a trovare per catturarne l'attenzione. Oggi che le Principesse salvano sè stesse, qual è secondo te il ruolo del Principe in una favola moderna?


Un ruolo paritario. Ormai non è più credibile il principe azzurro che arriva e ti salva dalla tua squallida esistenza di povera fanciulla vessata. E penso che anche ai principi azzurri non dispiaccia una Cenerentola che, pur essendo autonoma e autosufficiente, decida che per essere completamente felice ha bisogno proprio di lui, e non di essere mantenuta da lui. Trovo che il vero romanticismo sia questo.


- "Il Male risorge sempre dalle sue ceneri". C'è un lieto fine possibile per la tua storia; per qualsiasi storia?

Credo che nessuno storia finisca mai veramente. Ma sposo in pieno la filosofia ottimista di Lennon: tutto finisce bene, e se non finisce bene, è perchè non è ancora finito.


- Pura curiosità: l'usignolo Armand è un riferimento (di qualsiasi tipo) al tuo primo Fantasy "Il Lamento dell'Usignolo"? (Non l'ho letto...ma so che lo hai scritto. Volevo sapere se avevano un qualche cosa in comune o se era eventualmente una "citazione")


No, anche se può sembrarlo. L'usignolo del Lamento è soltanto metaforico. Il prode Armand è invece un richiamo al film Disney, e un simbolismo folcloristico, perchè l'usignolo, per tradizione, è capace di donare la pace ai morenti e scortare le loro anime in Paradiso, per via del suo canto celestiale. Mi sembrava perfetto per dare le ultime 'beccate' al male :)


- Perchè si dovrebbe leggere "l'Incanto di Cenere"?


Perchè è dark, gotico, cattivo, claustrofobico, e perchè è una favola, che in quanto tale, dice un sacco di bugie.


Grazie mille per la tua disponibilità. E' sempre imbarazzante per me fare le interviste perchè alla fine mi sembra di fare sempre delle domande "allucinanti". Spero non ti facciano troppo "schifo"

Grazie a te per la tua! E spero che le mie risposte fossero all'altezza, hai chiesto cose che hanno messo sotto la lente il mio libro e sono un po' intimidita da come l'hai inquadrato bene. Mi fa troppo piacere aver parlato con te ^_^



E adesso ecco a voi le semplici regole per partecipare al Giveaway:
Commentate liberamente una delle due citazioni che ho scelto del romanzo.
Cosa vi fa pensare, quali sentimenti vi suscita...
L'intervento più originale, appassionato ed emozionante vincerà una copia! Naturalmente, non è un obbligo, se avete voglia condividete il più possibile questo evento, ci farebbe molto piacere... 
Avete tempo per partecipare fino alla mezzanotte di
Sabato 25 Maggio
In bocca al lupo!


"Dipende da che scarpe si indossano quando ci si incammina, mademoiselle. E, tanto per le scarpe quanto per la fantasia, non sai mai dove puoi finire, se non sono quelle giuste".



" Voi non avete paura di queste cose mademoiselle - ... - e quando una fanciulla non ha paura, si trova a un bivio. Prima o poi dovrete fare una scelta." - " L'ho già fatta" - "Allora dovete imparare a difendere la vostra scelta. Quando questo sar‡ fatto, la paura se ne andrà."

martedì 8 maggio 2012

Anteprima: MUSES di Francesco Falconi + INTERVISTA

Cari amici, il 15 maggio uscirà  Muses, il nuovo e attesissimo libro di Francesco Falconi, che tutti noi conosciamo per i suoi lavori come, tanto per citarvene alcuni, Nemesis, L'Aurora delle Strghe, e tanti altri ancora..
Muses è un libro forte, che parla di situazioni familiari  difficili che la protagonista, Alice, deve affrontare e subire prima di scappare di casa; ma è anche e soprattutto un libro dalle mille sfaccettature date dal mistero che aleggia attorno a queste dee mitologiche, le Muse appunto.
Ma chi sono queste creature leggendarie, tanto affascinanti quanto pericolose?
E cosa vogliono da Alice?
Ambientato tra Roma e le affascinanti atmosfere gotiche londinesi, la protagonista, ignara del suo passato, verrà sconvolta dalla scoperta dei suoi poteri, venendo a conoscenza della sua discendenza dalle nove Muse e inconsapevole che da tali doni, può scatenarsi l'inferno.
Trama e copertina meravigliose, che fanno da garanzia a una lettura che non vedo l'ora di iniziare..


DA LEGGERE!!



titolo: Muses
autore: Francesco Falconi
editore: Chrysalide per Mondadori
prezzo: 17,00 euro


In libreria dal 15 Maggio




Trama
Quando scappa da Roma diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa notizia è quasi sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l'eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia.
Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte.
Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro.
La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme.
Ma un dono così può scatenare l'inferno.
E sta per accadere.

Autore



Francesco Falconi è nato a Grosseto nel 1976. Laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni a Siena, risiede a Roma dove lavora come consulente presso un operatore telefonico di terza generazione. Dal 2006 ha pubblicato dieci libri tra cui, nella collana UltraLit, L’Ordine dell’Apocalisse, il primo volume della saga di Nemesis.






E per la gioia dei già numerosi fans e di chi presto lo sarà, le Books'Angels hanno avuto l'onore di scambiare due chiacchiere con Francesco Falconi e di intervistarlo per voi, chiedendogli informazioni in più su Muses visto l'alone di mistero che lo circonda, svelandoci qualcosa di Alice, il personaggio principale, la sua storia, e come e cosa ha ispirato la sua creazione.

1) Ciao Francesco e benvenuto!! Visto che questa intervista riguarderà la scrittura, con la prima domanda vorrei chiederti qualcosa di te, anche raccontata attraverso un passaggio di un tuo libro, di una frase o di una poesia che in un certo qual modo ti può rappresentare.
Ti riporto una frase che scrissi tempo fa per un'intervista a Panorama e che ancora mi rispecchia:
<La scrittura non è un mestiere. Non è un hobby. Né una passione. E' un'esigenza di cui non si può fare a meno. Perché senza ti senti soffocare. E sai che è l'unico modo per liberare quella bestia che ti strangola. Se provi questo, allora vuol dire che hai una bella storia da raccontare.>


2) Passiamo all'attesissimo Muses: come ti è venuta l'idea di scrivere un libro che parla delle Muse?
L'idea di Muses è nata nel momento in cui ho deciso di fondere l'arte e il fantastico. Mi sono chiesto quale fosse l'origine dell'ispirazione artistica e sono risalito al mito delle Muse. A quel punto è nata la domanda: cosa accadrebbe se le Muse fossero ancora tra noi? Come sarebbero cambiati e come ispirerebbero gli uomini?

3) Cosa ha maggiormente ispirato la stesura del romanzo?
Sicuramente il personaggio di Alice, una cantante punk-rock che suona il violino, dalla pelle coperta di piercing e tatuaggi, cresciuta nella periferia di Roma con un padre violento e una madre incapace di reagire. Lei è l'anima del romanzo. La sua evoluzione, crescita e cambiamento.

4) Cosa c'è di Francesco Falconi in Muses?
Come in tutti i miei romanzi, molti personaggi e situazioni mi rispecchiano. Muses, in particolare, è molto sentito. Ho riversato immagini e ricordi in questo libro. Buio e luce. Raramente l'ombra.

5) Perchè hai deciso di ambientare la storia tra Roma e, principalmente, a Londra?
Per i miei ultimi romanzi ho scelto ambientazioni realistiche dove tessere una trama a sfondo fantastico. Per Muses ho scelto due capitali che conosco e amo: Roma e Londra. Entrambe affascinanti, ricche di storia, mito, arte.

6) Muses parla anche di rapporti familiari difficili che spesso non sono facili da trattare: come mai hai deciso di affrontare l'argomento?
Il mondo che mi circonda è sempre fonte di ispirazione. I miei personaggi non sono mai degli eroi senza macchia, Alice ne è l'emblema. Non credo nella deviazione congenita, nel male o nel bene assoluto. Tutto deriva dalla nostra storia, dall'ambiente dove siamo cresciuti. Dalle esperienze positive e negative che abbiamo vissuto.

7) Che tipo di ragazza è Alice, la protagonista di Muses?
Alice, una ragazza sbandata, violenta e sociopatica, che si rifugia dietro una corazza per sfuggire al suo passato, alla sua famiglia, al terrore di aver ucciso il proprio ragazzo. Una farfalla che deve spezzare una crisalide coriacea. E' stata una protagonista difficile da gestire. Un personaggio che graffia, morde, dall'ironia pungente a mo' di difesa. Dal carattere affilato come le corde del suo violino. Ma anche una ragazza fragile, che ha l'assoluto bisogno di scoprire se stessa ed emozioni che non ha mai potuto provare. 

8) In Muses troveremo anche una storia d'amore?
Anche, ma non sarà il nervo principale del libro. E' l'amore visto dagli occhi di Alice, che non lo conosce. Una ragazza abituata a svendere il suo corpo pur di raggiungere uno scopo. Non conosce l'amore perché non conosce neppure se stessa. E nel romanzo assisteremo alla sua evoluzione.

9) A che cosa stai lavorando adesso?
In questo momento al sequel di Muses, ma è tutto assolutamente top secret.

10) Che obbiettivi ti sei prefissato per il tuo futuro?
Ogni libro rappresenta una sfida. Mi pongo degli obbiettivi da raggiungere, sono molto esigente. In primis per me, poi per i lettori.
Ho già in mente altre storie, ma è ancora presto per parlarne. Non amo ripetermi o trascinare saghe all'infinito quando non hanno più nulla da raccontare.

11) Cosa vedi nel tuo futuro di scrittore?
In tutta onestà, come forma mentis preferisco pensare al presente. E nel presente adesso c'è Muses, che rispecchia la mia attuale identità di scrittore.

12) Che luogo e che orario conciliano la tua vena artistica?
Il mio studio, o meglio, la camera di Virgola (il mio cane). In genere la sera, dopo cena, perché di giorno indosso il cappello di ingegnere. Adoro scrivere al buio e nel silenzio.

13) Quanto e in cosa ti senti maturato maggiormente come scrittore dopo aver finito Muses?
E' troppo presto per dirlo, non riesco ancora a staccarmi dal testo e a vederlo in modo oggettivo. Necessito sempre di qualche mese, poi capirò tutti i pregi e difetti, e lavorerò su questi ultimi. E' un processo continuo, che ormai seguo da sei anni. E poi, l'opinione dei lettori e il loro giudizio è sempre molto importante.

14) Ci puoi anticipare un passaggio di Muses che più hai amato?
I ricordi del passato di Alice: Ruvidi, violenti, crudi. Fanno male.

Vorremmo ringraziare di cuore Francesco per il tempo che ci ha dedicato e per averci introdotto nel mondo di Muses, rendendoci partecipi attraverso la sua creazione e regalandoci piccole perle che ci hanno affascinato e incuriosito ancor di più.
Tantissimi complimenti a questo scrittore italiano che ha saputo infondere forti emozioni con i suoi libri, e che, ne siamo convinte, ci sorprenderà con questo suo ultimo lavoro!!

 Se volete scoprire altre informazioni su Francesco Falconi vi lascio due link dove potrete non solo vincere una copia autografata creando un'originale booktrailer di Muses, ma anche "placare" la vostra curiosità..

http://www.mondichrysalide.it/2012/05/04/il-contest-di-muses-firmato-da-francesco-falconi/

giovedì 26 aprile 2012

INTERVISTA a VALENTINA LAFORGIA

 Cari amici di Sognando tra le Righe, le Books' Angels hanno il piacere di presentarvi una scrittrice emergente, Valentina Laforgia, della quale abbiamo avuto il piacere di leggere e recensire il suo primo lavoro "Ogni goccia del mio Sangue".QUI
Le abbiamo proposto un'intervista per conoscerla meglio e per rendere participi anche tutti voi, anticipandovi che sta già lavorando al suo nuovo libro, che sicuramente non mancheremo di leggere.
Lei ne è rimasta entusiasta e ha risposto alle nostre domende parlando un po' di sé e dei suoi lavori..


1) Quanto c'è della tua vita abituale nella vita di Viola?
Vediamo un po’…innanzitutto Viola adora starsene a casa e passare le serate immersa in un buon libro proprio come la sottoscritta. E’ uno spirito difficilmente imbrigliabile, mal tollera la superficialità ed è allergica alle convenzioni sociali. E poi vuole molto bene ai nonni. In questo sono lei al cento per cento. Per il resto è il mio alter ego a dominare la scena.

2) Fufi esiste veramente o solo la tua passione per i cavalli?
Fufi non esiste realmente, ma anche qui c’ho messo del mio. Il cavallo è un animale che mi è particolarmente affine , difficilmente ti da fiducia, ma quando lo fa vuol dire che si è instaurato un feeling particolare che durerà per sempre. Ti devi guadagnare il suo affetto poco alla volta, senza forzature. Se bari lui lo percepisce. E poi è stupendo, un concentrato di forza nei muscoli e dolcezza negli occhi. Spero un giorno di poterne avere uno mio.

3) Nella vita cosa fai quando non scrivi?
Torno sulla terra e mi occupo dell’attività commerciale che ho avviato con il compagno, un negozio di accessori moda. In più sono una a cui piace molto fare sport, anche se in questo periodo per mancanza di tempo sono dedita al pilates casalingo fronte video. Poi divoro pellicole cinematografiche e libri, con una predilezione per i drammoni e le letture paranormal.

4) C'è un momento della giornata o un ambiente della casa che in particolare ti aiuta o "ispira" a scrivere?
Il momento della giornata in cui la mia immaginazione è più fervida è al mattino presto. Munita di foglio e penna, dopo aver fatto colazione, mi posiziono sul tavolo della cucina e dedico alla scrittura un paio d’ore. Seguo una scaletta, non amo saltare da un capitolo all’altro senza rispettare la cronologia dei fatti e neppure anticipare la stesura del finale. Annoto le idee e le vado a ripescare quando è il loro momento, adattandole al corso degli eventi che non sempre rispecchia fedelmente i propositi iniziali. Così riesco a far vivere più liberamente i personaggi senza doverli incastrare forzatamente in ruoli precostituiti.

5) Hai molti amici?
Di amici con cui passare una serata per farsi una pizza ne ho un po’, se invece parliamo di quel tipo di amicizia più profonda allora il cerchio si restringe di molto. Non mi lascio andare facilmente, devo prima annusare chi ho di fronte, ci vado con i piedi di piombo, e in un mondo dove va tutto a mille posso risultare una che se la tira. Pazienza.

6) Come nascono i tuoi personaggi?
In maniera inaspettata, sono loro che mi vengono a cercare, spuntano proprio quando sono con la testa da tutt’altra parte. Ho constatato che devono affacciarsi spontaneamente, se mi sforzo d’invocarli loro si vanno a nascondere.

7) Ti piacciono i romance?
Di più, gli adoro, e deve esserci di mezzo per forza una storia d’amore di quelle tormentate, più si langue e più mi appassiona la vicenda. Preferisco che il romanzo non sia farcito di troppi personaggi. Sono per pochi, ma ben caratterizzati. Ho constatato che i romanzi corali non fanno per me. Mi piace immergermi in quel personaggio e viverlo dalla prima all’ultima pagina in maniera viscerale e totalizzante, tanto poi da non riuscire a scrollarmelo di dosso.

8) Cosa ha ispirato la stesura di questo romanzo?
Una sfida con me stessa, la voglia di mettermi in gioco nel fare qualcosa che ho sempre invidiato in uno scrittore, e sarebbe a dire la singolare capacità d’inventare storie e partorire personaggi emozionanti. Non è semplice far arrivare fedelmente al lettore quello che elabora la propria mente. Bisogna saper centrare quella sfumatura lessicale che sappia suscitare quel particolare sentimento. Giocare con il sovrumano poi è ancora più complicato perché devi entrare in un’altra dimensione, calarti in personaggi che non vivono, pensano e amano secondo leggi terrestri, ma hanno una dimensione tutta loro. Da lettrice sono ghiotta di tutto ciò che è romanticamente connesso alla figura del vampiro. Da questa passione per certe letture è nata l’ispirazione che ha dato vita al romanzo .

9) Hai detto che stai scrivendo un altro libro e che ti piacerebbe farne una trilogia: ci puoi anticipare di cosa parlerà?
Di vampiri, ovviamente! Perdonatemi, ma è la figura mitologica più fascinosa, conturbante e allettante che ci sia. Ci sono i lupi mannari, gli zombi, le sirene, gli elfi, gli angeli, ma i miei preferiti restano loro, i zannuti. Posso anticiparvi che la vicenda non sarà ambientata in Italia, ma in America, a Seattle, per la precisione. Ci sarà la storia d’amore, ovviamente, con la sua buona dose di tormenti e passioni bollenti, ma ci saranno anche spargimenti di sangue e azione. La storia ruota attorno ad un segreto che coinvolge alcuni rari esemplari della razza vampirica, e che deve essere assolutamente taciuto. Sono ad un buon punto nella stesura di quello che dovrebbe essere, almeno intenzionalmente, il primo capitolo della trilogia. Spero di farcela, incrociate le dita per me!

10) Perché, vista l'inflazione che oggigiorno ruota attorno al personaggio del vampiro, hai deciso comunque di scriverne? Non hai avuto il timore di cadere nei soliti cliché?
Come ho già detto la figura del vampiro è quella che nel panorama del sovrannaturale più stimola la mia fantasia. Non nego che il timore di mettere in scena qualcosa di già visto c’è, il rischio è alto. Bisogna cercare di metterci la propria impronta distintiva, evitare di creare cloni di quelli che sono i personaggi di altri autori, metterci del proprio insomma. Sono le sfumature che fanno la differenza.

11) Quando è cominciata la tua passione per la scrittura?
Prima di “Ogni goccia del mio sangue” mi sono cimentata nella stesura di un altro romanzo, nulla di fantasy però, anzi, la storia di un amore molto terreno. Quando sono stata colta dal fuoco sacro del paranormal l’ho momentaneamente accantonato. Un giorno di questi mi sono riproposta di rimetterci sopra le mani per dargli una sistematina. La passione per la scrittura è maturata pian piano, sicuramente incentivata dall’amore smodato che ho per i libri. Finché una mattina mi sono svegliata con il preciso obiettivo di dar voce a quei personaggi che mi affollavano la mente e avevano deciso di non zittirsi più.




Grazie Valentina per averci dedicato del tempo, per noi è stato un piacere darti questo spazio, e ti auguriamo di cuore che la tua passione per la scrittura possa darti tutte le soddisfazioni che meriti! 




Un piccolo estratto di "Ogni goccia del mio Sangue"

Nella saliva ho distinto chiaramente il retrogusto dolciastro del sangue fresco, lo stesso tipo di sapore che m’impastava da piccola la bocca quando sbadatamente mi ferivo un dito con il coltello, cocciuta com’ero nel volermi sbucciare da sola la mela, e per alleviare il bruciore dovuto al taglio lo spremevo tra le labbra cercando di lappare la fessura vermiglia avviluppandovi intorno la lingua. Sapeva di ferro grattugiato misto a polvere di vaniglia.
Aveva consumato da poca la sua cena. Ne ero certa.



editore: Arduino Sacco
prezzo: 17,90
pagine: 212


Trama: Viola è una ragazza di vent’anni piena di energie, innamorata della vita, indipendente, che fatica a stereotiparsi, che studia quello che le piace e si comporta secondo il suo metro di giudizio. Bocciata all’ultimo anno del Liceo si ritrova ancora tra gli odiosi banchi di scuola. 
Né donna, né bambina. Fiera, scapestrata, indomita e sognatrice. Preferisce una buona lettura o una passeggiata in groppa al suo amato cavallo piuttosto che una nottata in discoteca. L’ebbrezza della libertà e quella pulsione selvaggia che la rende indomita fanno si che poco dopo la maggiore età lasci la fattoria degli amati nonni materni, che si sono presi cura di lei fin dalla nascita, e si trasferisca in un piccolo bilocale. Ma la voglia di spiccare il volo è più forte di tutto, e lei freme per dibattere le ali. 
Ogni settimana, in un giorno prestabilito e inviolabile ,Viola ha un appuntamento irrinunciabile, quello con sua madre. Uno strano sogno o una beffa del destino cambiano i giochi in tavola.
Mai dar confidenza agli estranei, soprattutto se l’affascinante e terrificante sconosciuto lo s’incontra all’imbrunire tra le tombe e il suo nome è Gabriele, l’angelo della morte...


L'autrice
Valentina Laforgia è nata a Noci, un paese in provincia di Bari, nel 1985.
Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico, nel 2008 si è Laureata in Economia Aziendale.
Nel 2009 ha conseguito un Master Universitario in General Management.
Attualmente vive a Bari dove insieme al suo compagno ha avviato  un’attività commerciale.
Il primo libro le è stato regalato dalla zia per i suoi nove  anni, “La piccola principessa” di Burnett. Da allora non si è più fermata.
Nonostante apprezzi tutti i generi letterari, purché ci sia una storia d’amore di mezzo, manifesta una spiccata passione per il genere fantasy.
“Ogni goccia del mio sangue” è il suo primo romanzo.

mercoledì 11 aprile 2012

INTERVISTA ESCLUSIVA a MARGARET GAIOTTINA




Cari amici di Sognando tra le Righe, noi Books ' Angels abbiamo la gioia e l'onore di ospitare sul nostro piccolo angolino una scoppiettante autrice romana, che, con ormai tre romanzi all'attivo, si sta facendo pian piano strada, affermandosi come una delle più simpatiche e passionali penne del Paranormal Romance "made in Italy".
Stiamo parlando di Margaret Gaiottina, una delle teste di serie  della Bloody Roses Society, un gruppo di giovani scrittrici diventate amiche e poi colleghe via web, e nota ai fruitori dei romanzi di genere - Urban Fantasy e Paranolmal Romance - per i suoi libri usciti nella collana "A Cena col Vampiro" editi da Mamma Editori.
Dopo essere stata letteralmente folgorata (...concedetemi il gioco di parole ^_^ ) dalla lettura dell'ultimo libro dalla trama molto accattivante e dall'irresistibile simpatia, in cui ho avuto il piacere di notare un'evoluzione dello stile ( che migliora di libro in libro ) e una sorprendente originalità mitologica, ho pensato di conoscere - e di farvi conoscere - meglio una "scrittrice in incognito", che come noi tre è mamma, moglie e lavoratrice!
Lei è stata gentilissima e disponibilissima; ed eccola qua, per noi, a rispondere alle nostre domande!
... ENJOY!
:-)


- Come ci si sente ad essere una scrittrice in incognito?
 Se devo dire la verità…è proprio nelle mie corde! Mi dà modo di esprimere le diverse sfaccettature del mio carattere: tranquillo e “precisino” di giorno e trasgressivo la sera quando entro a gamba tesa nelle vite dei miei personaggi.
- Parlami dell'incontro con mamma editori e Folgorata. Com'è nata l'idea della pergamena? 
Sicuramente ti riferisci alla pergamena che ricorre in La sedicesima notte e altri libri ad esso collegati, in cui si profetizza della venuta della mitica Figlia di Zoroastro, che altri non è se non Elisabeth Rochester, colei che avrebbe distrutto definitivamente la stirpe dei vampiri guidata da Lenith, regina del male. l’idea, debbo riconoscerlo, è stata di Violet Folgorata che ha intuito come sarebbe stato necessario creare un punto di riferimento unico tra tutti i libri della saga Rochester.
- Tirando le somme, come giudichi l'esperienza "episodica" dei romanzi della Bloody Roses Society?
Se con “episodica” ti riferisci al fatto che i romanzi sono il sequel e il prequel l’uno dell’altro (addirittura i fatti narrati in  “L’alba della chimera” e in  “In una gelida rosa” si svolgono in contemporanea) direi che è stato complicato ma avvincente davvero. Descrivere avvenimenti che si intrecciano in modo così capillare è una sfida. 
Ovviamente, il tutto supportato e reso possibile, come sempre, dal  nostro gruppo di scrittura che è unico nel suo genere, almeno che io sappia. 
- Cosa ha ispirato i tuoi romanzi, in particolare l'ultimo tuo lavoro? 
“Un nido di terra per la donna cristallo”, che io chiamo affettuosamente “Il Nido”, è nato dalla voglia di scrivere una storia che avrei voluto leggere. Mi piace leggere per svagarmi, per rilassarmi dalla seriosità del lavoro. Ho cercato di dare corpo a ciò che mi fa sognare, di creare quei personaggi che mi fanno innamorare quando compro un libro e lo divoro. 
- Cosa ti aiuta a scrivere? 
Dei raptus irrefrenabili in cui immagino cosa facciano  e dicano i miei personaggi.e quando li ho devo mettere tutto subito nero su bianco, altrimenti rischiano di fuggire via. Poi, magari, ci sono dei passaggi invece in cui non riesco a concepire nulla di nulla, neanche un minimo movimento. Ma sono rari.
- Dove preferisci, di solito, scrivere? 
Preferisci? Mi viene quasi da ridere :-D
Possono esistere preferenze di tempi e luoghi con due bambini da seguire, lavoro e famiglia? Giammai, piuttosto dove mi capita. Ecco, mi capita in genere sul portatile sul divano arancione di pelle del soggiorno di casa mia. Ma quando mi capita, non do retta più a nessuno.
- Qual'è il momento della giornata che ti concilia la scrittura? 
Sicuramente la sera, comincio non troppo tardi però, in quel momento che va dalle 21 e 30 in poi, e in genere seguito anche fino a mezzanotte.
- Come prendi i commenti negativi (a volte davvero esagerati) che sono stati fatti sui tuoi lavori? 
Eheheh…dunque, ho avuto delle fasi nel rapporto con le critiche. Con il primo libro o i primi tempi, le vivevo con molta ansia, cercavo riscontri e mi dispiacevo molto se il mio libro non piaceva. Poi piano piano l’ansia è andata scemando trasformandosi in senso critico. Lo so che sembra una stupidaggine ma assicuro che ad un certo punto si impara a ricavare qualcosa di utile dalle critiche, oltre che al normale dispiacere, che deve esserci per forza altrimenti non saremmo persone.
Dicevo, ora le vivo tranquillamente, trovo giusto che ognuno dica ciò che vuole. Credo che se hai speso 10 euro per il mio libro, hai il diritto di dire che non ti è piaciuto per questo e quel motivo.
Ciò che mi dà fastidio, invece, sono le ritorsioni organizzate e immotivate, che niente hanno a che vedere con il mio romanzo. Cosa che, per fortuna, è capitata solo una volta fino ad ora.
- Quali sono le tue aspirazioni più ambite? 
Devo proprio confessarlo? Che qualcuno dei miei libri salga nella top ten dei più venduti. Sognare non costa niente no?
- Qual'è la tua/o scrittrice/ore preferita/o? 
Sono un’accanita fan di Ken Follet, e ovviamente della J.R. Ward, che adoro.
- Che consiglio daresti a chi vuol provare ad intraprendere la carriera di scrittrice? 
Provare e dare più fiducia a chi ti dice di aggiustare il tiro, piuttosto che a chi ti fa solo complimenti.se sei esordiente, è più veritiero che si abbia qualcosa da correggere.
- Cosa ti piacerebbe scrivere in futuro? 
Un altro bel romanzo d’amore, magari senza l’elemento paranormale. Sono molto tentata dal Romantic Suspance, un genere che in Italia non ha preso granchè piede ma che, secondo me, merita molta attenzione.
- A quanti anni hai cominciato a scrivere? 
Solo nel 2008, ho iniziato una fan-fiction per gioco, anzi per sfogo, e da lì è cominciato tutto.
- In che cosa ti senti maturata come scrittrice nel percorso dei tuoi tre romanzi?
Ho imparato molto sulla coerenza dei personaggi e sulla struttura del romanzo in generale. Tutto grazie alla Bloody, fidate “compagne di scuola”
- C'è un personaggio fisico famoso a cui ti sei ispirata o a cui potrebbe assomigliare il tuo Anghelos Dimitriadis?
Tengo sempre delle immagini di ogni personaggio, perché quando lo descrivo devo proprio visualizzarlo come se fosse vero. Confesso che mentre descrivevo Anghelos (che poi è Byron, nella mia mente lo chiamavo sempre con questa sua seconda identità) pensavo parecchio a David Gandy!
- Riguardo al tuo ultimo romanzo com'è nata l'idea di una mitologia tanto complessa e come mai la "voglia" di scrivere un romanzo cimiteriale? 
Trovo che il mito di Orfeo e Euridice, a cui misono ispirata, sia affasciante e ricco di significato, è l’amore portato fino alle sue estreme conseguenze, l’amore che sfida la morte tanto è profondo e irrinunciabile.
Il fatto che il mio protagonista sia un morto che ritorna sulla terra, nasce anche dall’esigenza di disintossicarmi per un po’ dai vampiri e riscoprire altre creature della notte. E’ uno zombie ben messo insomma!
- Sei la mamma di due bambini. Come riesci a conciliare la tua vita di mamma con quella di scrittrice? Quando trovi il tempo divisa fra famiglia e lavoro? 
Guarda, proprio in questo preciso momento il mio televisore è sintonizzato su Zorro e i bambini vorrebbero fare merenda (ma dovranno aspettare un pochino). Faccio come fanno tutte le donne, trovo posto per tutto e cerco di trovarlo nel modo migliore possibile.d’altra parte, trovatemi oggi una donna che va con calma!
- Chi ti sostiene di più; chi sono i tuoi più grandi fan? 
Le ragazze della mia età, dai 20 ai 40 anni o giù di lì, che cercano nelle letture uno svago 
appassionante, che inveiscono contro le copertine orribili dei romanzi che trovano in edicola (che eccezion fatta per alcuni sono davvero carini) e che vanno nei reparti fantasy delle librerie e sognano di poter fare man bassa.
- Chi pensi invece sia il lettore "tipico" agli antipodi di un tuo possibile fan? ( o estimatore ) 
Chi legge fantasy puro, come chi legge stando con i piedi troppo per terra.
- Nei tuoi romanzi, specialmente nell'ultimo, si respira una grande ironia e sono innumerevoli le battute e le situazioni esilaranti. Sei così "di battuta" anche nella vita reale? 
Direi di sì, anche se tante cose le penso solamente e non sempre le posso anche dire! Ho una lingua abbastanza lunga che cerco di tenere a freno, ma poi come vedi, almeno nei romanzi viene fuori!
- Qual'è il tuo romanzo preferito sulla Confraternita. Chi il tuo vampiro preferito e perchè?
Oddio, sulla Confraternita mi scateni davvero!
Io sono pro-Rhage, sempre e comunque. Adoro questo personaggio, indubbiamente bello, che però ha un difetto terribile nascosto che lofa molto soffrire e che trasfigura la sua bellezza. Proprio questo aspetto di lui lo porta al pari di Mary, la sua compagna,che stupenda non è, ma porta dentro un fardello ugualmente pesante. Sono le loro anime ad essersi riconosciute come gemelle, io lo trovo romanticissimo.
- Qual è l'aspetto di Twilight che ti piace di più?
Ho adorato questo romanzo, anche se ormai appartiene al passato. Ciò che mi ha colpito maggiormente è il sentimento, tirato come una corda fino all’estremo.
- Qual'è il prossimo film che vedrai al cinema? 
Sai che non lo so? Ci vado pochissimo, posso dirti solo che l’ultimo che ho visto è stto “Il gatto con gli stivali” e mi sono addormentata alla fine!
- Film preferito 
Pulp fiction
- Film d'animazione preferito 
La gabbianella e il gatto e La città incantata
- Serie tv preferita 
I Simpson e Sex in the City
- Musica preferita 
Negramaro
- Colore preferito
Rosso 
- Cibo preferito 
Più di uno, ma in primis la pizza
- Libro preferito
Ce ne sono tanti. Oltre a “Cent’anni di solitudine”, sicuramente “La Straniera”, “Una fortuna pericolosa” “Romanzo criminale”. Ma ce ne sono tanti altri…

Prima di salutare tutti vorrei ringraziare sangueblu, nippi, e foschia, per il loro entusiasmo e buonumore contagiosi. Sono felice di condividere con loro, e con tante di voi, la passione per la lettura. Credo che delle volte, avere un bel libro tra le mani, possa davvero far svoltare una giornata triste. 
Un abbraccio e grazie sempre. Margaret

Grazie a te, cara Margaret per la tua gentilezza e disponibilità! Le domande erano davvero tante, anche se te ne avremmo volute fare anche il doppio!!! ^_^
Ci hai tolto davvero molte curiosità e sono convinta che anche i nostri lettori saranno rimasti contenti di sentirti un po' più "vicina".
Con l'occasione voglio anticiparvi che nei prossimi giorni dedicheremo a Margaret uno "speciale" con le recensioni di tutti i suoi libri! Rimanete sintonizzati, quindi...!!!


LA SEDICESIMA NOTTE

editore: Mamma Editore
pagine: 350
prezzo: 9.80 euro
Brossura

TRAMA: Ethan Rochester ha un volto autentico e umano e, seppur cristallizzato nella sua perfezione assoluta e nelle sue brucianti crisi di coscienza, si impone come appassionato e audace, in grado di spingersi oltre i limiti della sua naturale prudenza e istinto di protezione verso la donna della sua vita. Ethan si lascia tentare dall'amore per Liz, ne vive le implicazioni, i drammi, i tormenti e le tentazioni con intensità propria di chi ama veramente. Riuscirà finalmente a dare forma ai desideri più nascosti e ad affrontare gli istinti più segreti? Cosa accadrebbe a chi volesse interferire con l'armonia dei Rochester durante la prima notte di nozze? E se dalle fiamme scaturissero tre angeli vendicatori? 


L'ALBA DELLA CHIMERA  

editore: Mamma Editore
pagine: 250
prezzo: 9.80
Brossura

TRAMA: La Tessaglia selvaggia dei monasteri segreti. Un santuario dedicato ai riti bacchici. Il Guardiano più antico dell'era comune. Ma non si erano finalmente estinti tutti i vampiri? E allora, perché Matthew si ostina a restare un succhia sangue e per di più metafora? Perché…Christabel Rochester è destinata a morire e solamente un vampiro può salvarla. Un vampiro che faccia il proprio freddo, sporco lavoro. Niente di più facile, se Christabel non fosse tanto irresistibile.


UN NIDO DI TERRA PER LA DONNA CRISTALLO

editore: Mamma Editori
pagine: 320
prezzo: 9.80 euro
Brossura

TRAMA: Ricevimento presso la Crossbow Fashion, tutto il Glamour della Città Eterna…e in mezzo a lei: sandali di strass, seno esuberante, occhi di ghiaccio e labbra scarlatte. Non è una visione ma Dorinda Martini, "Icy", per quei pochi che possono permetterselo. Scettica, in qualità di responsabile finanziario della Crossbow, riguardo all'evento della serata: l'acquisto della mitica Coppa dell'Immortalità appena fatto da mr. Crossbow. "Una mania del vecchio" pensa Icy. Ma sbaglia. Per appropriarsene un rapinatore gigantesco e sinuoso spunta dal nulla e stende tre guardie armate. Ma la vista di Icy lo blocca, esita, e questo gli costa la vita. E' così che Icy si ritroverà tra tombe e sedute spiritiche e che, occhi color tabacco e pelle che profuma di cedro, l'archeologo Anghelos Dimiatridis sarà disposto a tutto per concludere la missione, perfino tornare dall'inferno. "Io te l'ho detto Icy, questo è grande casino", borbotta Anita, amica russa spiritista punk. E ha ragione,Icy. Quegli occhi color tabacco potrebbero perfino farti scoprire che non sei poi così fredda.