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lunedì 13 aprile 2015

IL CUORE INESPERTO Francesca Scotti Recensione

Un romanzo scoperto quasi per caso. Il blog era stato invitato dalla casa editrice alla presentazione del libro. Non potendovi partecipare, ho chiesto di leggerlo. Non avrei mai immaginato di leggere IL romanzo giusto, al momento giusto. Peccato non avesse altre cento pagine, le avrei apprezzate volentieri. Questa storia, conferma la pregevole qualità delle scelte editoriali che hanno sempre distinto la casa editrice Elliot. Francesca Scotti disincanta il lettore in modo attraente e scabroso, raccontando con stile asciutto e incisivo, una storia d'amore breve ma intensa, dove qualcuno si graffierà l'anima, e qualcun altro rimarrà prigioniero della propria silenziosa esistenza. 

ELLIOT EDIZIONI

La prima nota non è l'inizio,
nasce dal silenzio che la precede.

IL CUORE INESPERTO
Francesca Scotti

Collana: Scatti
Genere: Narrativa
Pagine: 180
Prezzo: 17.50
Ebook: 8.15


Trama

Anita non ha ancora diciott'anni, ma la vita la costringe a recitare un copione da adulta. Deve preoccuparsi per la madre, appassionata traduttrice dal giapponese, che spesso si dimentica di mangiare. Deve misurare le frasi per non dispiacere il padre nelle poche e deludenti serate passate insieme, previste dal giudice dopo la separazione. Deve esercitarsi con la viola ore e ore ogni giorno, perché le sue dita imparino a volare sulle corde. La musica è il solo sentimento stabile che conosca, l'unico al quale valga la pena di aggrapparsi. Forse è per solitudine, forse è per spregiudicatezza giovanile oppure per sfida che accetta l'invito a casa del suo nuovo insegnante al Conservatorio, Gabriele. Lui ha intuito il talento dell'allieva e promette che l'aiuterà ad affinarlo. Per Gabriele, invece, la musica è soprattutto un rimpianto, un'aspettativa disattesa che lo trascina in un'esistenza vuota. L'incontro con Anita, la grazia acerba delle sue esecuzioni, ma anche quel corpo esile che freme per diventare maturo, squarciano il suo torpore. Nasce così una relazione in bilico fra tenerezza e malattia, abbandono e sopraffazione.


Opinione di foschia75

Lettura fuori programma e quasi casuale. Una vera e propria scoperta, complice la mia smisurata passione per le storie fortemente introspettive, dove la psicologia dei personaggi è un irresistibile viaggio verso l'ignoto. Un romanzo ambientato nell'affascinante mondo della musica e del Conservatorio. Anita, studentessa alle prese con i complicati equilibri familiari e la vita scolastica. Gabriele, maestro al Conservatorio, uomo assai interessante, conduce una vita ritirata, tra lezioni pubbliche e private, tra una discussione con la sorella e giornate in solitudine. Due personaggi contrapposti, come il giorno e la notte, come il bianco e il nero. Anita giovane e ingenua, ma con un corpo e un intelletto che non passano inosservati. Ha talento ma ancora non è consapevole di quanto la musica possa assorbire l'anima e l'esistenza di chi la studia, cerca di applicarsi ma con scarsa empatia. Trascorre la sua giovane esistenza tra il conservatorio, la scuola e la separazione dei genitori, troppo presi dal loro ego, per rendersi conto di quanto Anita abbia smarrito la strada.
Nella selva emotiva di Anita, irrompe Gabriele, il suo maestro che, attratto dal talento e dal corpo acerbo di Anita, si illude di poter amare a modo suo, senza scendere a compromessi. Di Anita ama la freschezza e l'ingenuità, la plasmabilità emotiva e fisica, che lo inebriano fino a perdere di vista la realtà. La sua allieva è come un esile filo d'erba mosso dal vento, che segue la direzione degli eventi e, se li fa scorrere addosso in una sorda indolenza. Il maestro la invita a casa sua per esercitarsi, in vista dell'esame, e tra un accordo e l'altro tocca corde ancora inesplorate dell'animo di Anita che, assetata di emozioni e esperienze, si lascia "accordare" dal suo maestro.
In questo romanzo sono tanti gli intrecci psicologico-emotivi tra i personaggi: c'è il rapporto conflittuale tra madre e figlia, quello imbarazzato tra padre e figlia, quello tenero e impacciato tra Anita e il suo amico Ludovico, e quello in equilibrio precario tra Anita e Gabriele.
Ogni personaggio ha un bagaglio emotivo non da poco, a cominciare dalla madre della protagonista, per finire con la sorella di Gabriele. In questo via vai di esistenze, il lettore resta sempre in balia di un persistente senso di malinconia, di smarrimento, trasmessi dai protagonisti, soprattutto da Gabriele, che si lascia trascorrere i giorni addosso come pioggia, cercando di trovare un motivo per andare avanti, per non rimanere schiacciato dal desiderio e dall'ossessione verso Anita e quella folata di freschezza che ha portato nella sua "silenziosa" esistenza. 
Un particolare plauso all'autrice per aver reso magistralmente, nel loro vedo non vedo, le scene più intime ed erotiche.
Un romanzo introspettivo dove, attraverso le sfaccettature dell'amore, ci viene restituita una disincantata visione dell'esistenza umana. Un grumo di profili emotivi che si riverberano fisicamente sul lettore. Adoro questo genere di narrativa, malinconica, nichilista, ma meravigliosamente realista.


L'autrice




È nata a Milano nel 1981. Diplomata al Conservatorio e laureata in Giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile, selezione Scritture Giovani, vincitrice del Premio Fucini e finalista al Premio Joyce Lussu città di Offida. Dal libro è stato tratto l’omonimo cortometraggio per la regia di Alessandra Pescetta. Nel 2013, per Terre di Mezzo Editore, è uscito L’origine della distanza. Vive tra l’Italia e il Giappone. Il suo sito Internet è www.francescascotti.it.






martedì 8 luglio 2014

L' ULTIMA LETTERA D' AMORE Jojo Moyes Recensione by Sybil

Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto un pò di tempo fa e che mi è rimasto impresso nella mente... Voglio farvi notare che l'autrice, Jojo Moyes, è la stessa che ha scritto Io prima di te, quel bellissimo e straziante romanzo che ci ha dilaniato e fatto consumare scatole su scatole di fazzolettini per asciugarci le lacrime. Detto ciò, se si parte dalla trama, non sembra un libro molto adatto alla leggerezza e spensieratezza dell'estate, ma credetemi se vi dico che invece è perfetto. È vero, è una lettura piuttosto lunga, piena di sentimenti che finiranno per stritolarvi lo stomaco ora dopo ora, ma non potrete e non riuscirete a smettere di leggerlo... Vi giuro che è magnetico! Per questo dico che è perfetto d'estate, magari in vacanza: avrete così tanto tempo a disposizione che non sarete costretti a sospendere la lettura per nessun motivo al mondo e non vi troverete a pensare, durante il turno di lavoro, a che fine hanno fatto quei due piccoli cuori in tempesta...
Bene, torniamo a noi...
La nostra bellissima storia inizia qui...da questa lettera...




L' ULTIMA LETTERA D' AMORE 
JOJO MOYES


Traduzione: Anna Tagliavin
Editore: Elliot
Collana: Manubri 
Genere: Narrativa rosa 
Pagine: 447
Prezzo: 14,50 euro
copertina flessibile

La Trama

Londra, oggi. Ellie, una giovane giornalista che lavora per The Nation ed è perdutamente innamorata di un uomo sposato con cui stá vivendo una relazione complicata, durante una ricerca negli archivi del giornale a caccia di una storia che le eviti il licenziamento, si imbatte in una lettera degli anni Sessanta: è di un uomo che chiede alla sua amante di lasciare il marito e partire con lui.
Incuriosita dalla storia dei due sconosciuti e nella speranza di trarne un buon articolo, Ellie decide di fare ulteriori ricerche per riuscire a sapere cosa ne è stato di quell'amore.

Londra,1960. La giovane e bella Jennifer si sveglia in un letto d'ospedale dopo un incidente d'auto in cui ha rischiato di morire. Non riesce a ricordare nulla: non sa più chi è, non riconosce l'uomo che dice di essere suo marito, il loro appartamento, gli amici comuni, la sua stessa vita. Un giorno però trova nella sua camera da letto una lettera nascosta in un libro, la lettera di un uomo che non è suo marito, e inizia lentamente a ricordare....

Opinione  di Sybil



"Mio adorato e unico amore,
Dicevo sul serio. Uno di noi deve prendere una decisione, oggi ho finalmente capito che è l'unico modo per andare avanti. Io non sono forte come te. Quando ci siamo conosciuti, ho pensato che tu fossi un essere fragile, una persona da proteggere. Ora mi rendo conto di quanto avessi torto. Tra noi due, sei tu ad avere più forza: tu, che sei capace di accettare la possibilità di vivere un amore come questo, e di sopportare il fatto che non ci sarà mai permesso viverlo.
Ti supplico, non giudicarmi per la mia debolezza. La mia sola possibilità di sopravvivere è andare dove non potrò vederti mai più, dove non sarò più ossessionato dall'eventualità di vederti in sua compagnia. Ho bisogno di stare in un posto in cui altre necessità mi costringono a scacciarti dai miei pensieri un minuto dopo l'altro, un'ora dopo l'altra. Questo, qui, non può accadere.
Accetterò quel posto. Sarò a Paddington Station, binario 4, alle 19:15 di venerdì. Se trovassi il coraggio di venire con me, niente al mondo mi farebbe più felice.
Se non verrai saprò che, per quanto forte sia quello che proviamo, non lo è abbastanza. Non te ne faccio una colpa,amor mio. So che nelle ultime settimane hai dovuto sopportare una pressione intollerabile, che schiaccia anche me. L'idea di averti potuto causare la minima infelicità mi é odiosa.
Aspetterò al binario dalle sette meno un quarto. Sappi che tieni tra le tue mani il mio cuore e ogni mia speranza.
Con amore,
B."

Spero vogliate perdonarmi per essermi dilungata così tanto nel riportare questa splendida lettera d'amore, ma tagliarne delle parti era, per me, come privare la storia delle sue membra.
In questa lettera è racchiuso tutto il significato del libro e,da come potrete capire, abbiamo di fronte un qualcosa di complicato ed estremamente delicato. Fragile come un sottile strato di ghiaccio esposto ai raggi del sole che nasce.
Ci troviamo di fronte a due semplici persone, Jennifer ed Antony, vittime di un fato tanto crudele che li ha fatti incontrare, innamorare e poi perdere, tutto in un sol colpo. Un destino che ha fatto compiere i primi passi al loro amore spazzandoli poi via senza pietà. Come? Lascio a voi il piacere di scoprirlo, anche perché vi toglierei tutto il bello che c'é in questa storia.
Vi dico soltanto che tutto ha inizio quando Ellie, giovane giornalista di Londra, ai giorni nostri, trova negli archivi della testata per la quale lavora, un fascicolo pieno di lettere d'amore indirizzate ad una casella postale sconosciuta e che forse, e dico forse, non hanno mai avuto risposta. Inizia così a ricostruire un puzzle che riporterà a galla una storia più forte e potente del tempo che invece l'ha sepolta...
Ci ritroveremo a viaggiare tra due piani temporali diversi: quello dei giorni nostri, in cui vive Ellie, e quello degli anni 60, dove invece si snoda la storia dei due amanti.
In un lontano giorno del 1960, Jennifer Starling si sveglia in un letto d'ospedale. Non sa cosa le sia capitato, non sa dove sia, semplicemente non sa niente. È in preda ad un'amnesia temporanea,causata da un incidente stradale, che non le permette di far luce nella sua memoria. Non riconosce neppure quell'uomo, seduto in fondo al suo letto. Quell'uomo che tutti le dicono essere suo marito Laurence. Inizia così il suo viaggio verso la scoperta di ciò che è successo e del perché si sente vuota e incompleta.
Benché vivesse una vita agiata (il marito era un magnate dell'amianto), passava giornate intere a chiedersi perché non riuscisse a provare nulla per Laurence, se non un freddo glaciale, che le bloccava l'anima. Non riusciva a capire perché, dentro quella mente buia, non trovava un posto dove collocare tutto e tutti, un posto dove sentirsi protetta e al sicuro.
Un giorno, frugando tra le sue cose, trovò una lettera che senza nessun dubbio era rivolta a lei e che parlava di un amore talmente forte, talmente struggente da squarciarle il cuore. E fu così che da quello squarcio iniziò ad entrare la luce del sole.

L'ultima lettera d'amore è una storia così toccante e delicata che non potrà non restarvi nel cuore. Le vicissitudini di questi due innamorati, che sembrano rincorrersi convulsamente nel tempo senza però riuscire mai a raggiungersi, vi turberà e vi sconvolgerà nel profondo, ma allo stesso tempo vi farà sorridere di vera gioia. Vi ritroverete a battere pugni sul tavolo ogni volta che i due si perderanno per  colpa di un perfido scherzo del destino, e poi, invece, vi ritroverete ad essere felici quando i loro occhi si incroceranno di nuovo.
 Si, perché fu proprio quando gli occhi di Jennifer incontrarono quelli di Antony ad una festa, che lei capì tutto.. Gli occhi di lui le ricordarono il suo posto nel mondo, la fecero sentire a casa, ritrovò la sua anima. E non ebbe più dubbi: era lui quell'uomo che la sua mente aveva tentato di cancellare, era lui l'amante appassionato che aveva dato voce ai suoi sentimenti e fatto breccia nel suo cuore.

"Fu allora che lo vide, seminascosto da alcune palme in vaso. In un primo momento posò su di lui uno sguardo quasi spento,mentre notava in qualche remoto angolo della mente, che una volta conosceva qualcuno con i capelli che scendevano sul colletto proprio come quelli di quest'uomo. C'era stato un tempo -un anno prima forse, o anche di più- in cui lo vedeva dappertutto, un fantasma: il suo busto, i suoi capelli, la sua risata trapiantata su altri uomini.(....)
Poi lui si voltò.Il cuore di Jennifer smise di battere. La sala s'immobilizzò, poi diede uno scossone. Non si accorse del bicchiere che le scivolava tra le dita, fu solo vagamente consapevole del rumore di vetro infranto che riecheggiava nel vasto atrio (.....).
La stanza tornò a riempirsi di chiacchiere. La musica proseguì. E mentre lei lo fissava, l'uomo con i capelli scuri le restituì lo sguardo."

Il bello di questo libro è che, nonostante abbia una trama molto simile a tante altre sentite e ri-sentite, in realtà riuscirà davvero a stupirvi. Tra queste pagine ho capito quanto potesse essere difficile vivere in un' epoca in cui era l'apparenza ad avere la meglio sulla vita delle persone e vivere diventava semplicemente sopravvivere... Ho sentito sulla mia pelle il sapore caldo di un sentimento talmente potente da riuscire a sconvolgere l'esistenza di due fragili persone, talmente forte da tenerle unite nel tempo, contro ogni avversità... Mi sono trovata ad immaginare l'intensità di questo amore e, con stupore, mi ha sconvolta.. Si, perché credo che ognuno di noi, da una parte sogni di vivere una passione simile, ma d'altro canto tema l'effetto che tutto questo potrebbe causare sulla propria esistenza. La stessa paura che si prova ogni volta che decidiamo di lasciare una strada per seguirne un'altra, ogni volta che saltiamo giù nel buio o  che ci abbandoniamo in balia delle onde del mare: non sappiamo mai dove tutto questo ci porterà.
Ma in fondo è questo il bello dell'irrazionalità dell'amore... Ci porta in luoghi che non avremmo mai immaginato di vedere.
Abbandonatevi dunque a queste dolci e intime pagine, lasciando aperta la porta dei sogni per entrare in quel mondo dove tutto è possibile...


L' Autrice




Jojo Moyes è nata nel 1969 ed è cresciuta a Londra. Ha lavorato come giornalista per l' Indipendent prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente è una delle scrittrici più affermate in Inghilterra e i suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche.



 

sabato 23 giugno 2012

PESCA AL SALMONE NELLO YEMEN di Paul Torday


Avete visto il film "Il Pescatore di Sogni" del bravo e pluripremiato regista Lasse Hallstrom ( Chocolat, Hackicko, Le Regole della Casa del Sidro )?
Ebbene, questo è il libro da cui è stato tratto.
O meglio, a cui si è "liberamente" ispirato, perchè sono due cose molto diverse... Sebbene abbiano in comune lo stesso punto di partenza hanno due finali diversi ( per non dire opposti ) e sebbene analizzino gli stessi - importanti - temi quello che viene messo in evidenza meglio in uno non traspare altrettanto evidentemente nell'altro e viceversa.
Ad ogni modo, entrambi , sono una straordinaria esperienza, e un vero INTRATTENIMENTO DI QUALITA'.




editore: Elliot
pagine: 256
prezzo: 16.50 euro
Brossura
traduzione di ANNAMARIA RAFFO

Recensione

Vi aspettate un libro romantico?
No. Pesca al salmone nello Yemen è un ATTO DI FEDE.
una risposta alla domanda "Possiamo realizzare ciò che sembra impossibile"?
Una storia di SPERANZA, di CAMBIAMENTO. 
Un viaggio per ritrovare o riscoprire sè stessi.
Una sorta di "illuminazione sulla via di Damasco"; innanzi tutto per il protagonista, ma in un certo senso anche per il lettore che dalla lettura di questo libro può trarre molti "insegnamenti" e non potrà fare a meno di riflettere su molteplici argomenti importanti - sia a livello universale che personale.
Anche se lo scrittore Paul Torday col suo tipico humor inglese riesce a divertire strappando qualche risata,  nel suo romanzo parla di temi molto seri; il romanticismo, ad esempio, preponderante nel film, nel libro viene quasi appena sfiorato... e semmai diventa motivo di riflessione e di analisi nella sua "sfera meno piacevole"... ovvero nella sua "assenza".
Assenza da un matrimonio freddo e senza amore.
Assenza "imposta", in una coppia forzatamente separata dalla guerra e dalla morte.
Assenza in una storia d'amore "mai nata" assenza in un amore non corrisposto.
Un assenza che però al tempo stesso diventa la "potenza" del libro proprio per la sua intensità.
Perchè, in un certo senso, Pesca al Salmone nello Yemen è un libro pieno di "'amore".

Amore per le idee, per il cambiamento.
Amore per i propri sogni... specialmente quando i sogni hanno l'intento di "modificare il pensiero del mondo" e renderci tutti più uniti, più simili, più fratelli....
Amore come FIDUCIA.
Fiducia e amore incondizionato per un Dio che a sua volta ci ama incondizionatamente e che opera nella vita delle persone - di qualunque razza o credo - con disegni inspiegabili e che, se abbiamo il coraggio di affidarci a Lui, ci permette di realizzare grandi cose...
Anche quando gli esiti non sono proprio quelli che ci aspettavamo.

E poi c'è l'amore per se stessi - l' EGOISMO - che poi è la forma d'amore più diffusa dei nostri tempi.
L'amore per il futile...
L'amore per la politica... gli intrallazzi, le scappatoie. L'amore per il potere.

In realtà quindi, il libro Pesca al Salmone nello Yemen è un libro "politico".
La storia si struttura su un sottofondo socio-politico molto marcato.
Entra ad esempio in gioco il governo inglese, che decide di partecipare attivamente al progetto per deviare l'attenzione dalla guerra in Afganistan e coprire un increscioso fatto accaduto inaspettatamente ed "involontariamente" in Iran. C'è il terrorismo islamico e le sue congiure ( che prenderanno di mira proprio lo sceicco fautore della grande impresa di portare i salmoni nello Yemen, malvisto per la sua filantropia e le sue simpatie per l'occidente ). 

La forma stessa in cui è scritto il romanzo è molto particolare e sui generis.
Non è un vero e proprio racconto.
Ma una raccolta di testimonianze.
Abbiamo pagine di diario.
Lettere.
Verbali di testimonianze in tribunale.
Estratti di libri autobiografici.
Interviste.
La cosa anche se inizialmente - in un certo senso - non mi ha facilitato la lettura, l'ho trovata molto interessante, perchè rende il tutto più realistico e credibile. 
Mi sono commossa in alcune occasioni, ma soprattutto mi ha particolarmente toccata una lettera che Harriet, la protagonista femminile del romanzo che si occupa da vicino del progetto in qualità di "assistente dello sceicco, scrive al suo fidanzato Robert, "disperso" in Afganistan.
Ho adorato la "contagiosa pazzia" dello sceicco, la sua visione, il senso di pace che sa infondere con i suoi discorsi e le sue idee. L'ispirazione che riesce a dare a tutti quelli che lo circondano.
Ciò che lo sceicco vuole realmente dimostrare è dimostrare che le cose si possono cambiare, che non esistono imprese assolutamente impossibili.
Una fede quindi non solo "religiosa", ma anche e soprattutto laica.
Siamo noi, ciascuno di noi, che dobbiamo guardarci dentro e cercare in noi stessi... farci una domanda e trovare la risposta. E quella risposta deve essere e sarà necessariamente la Fede.

Più di tutto, questo è quello che mi rimarrà della lettura di questo libro:
"SENZA FEDE NON VI E' NE' SPERANZA NE' AMORE.
LA FEDE VIENE PRIMA DELLA SPERANZA E PRIMA DELL'AMORE."

Vi consiglio questo libro, perchè anche se può essere considerato un libro "di nicchia" può rivelarsi una straordinaria, intensa e piacevole lettura.


Ma preparatevi ad un finale amaro.
Diametralmente opposto a quello, edulcorato, del film.




Ringrazio infinitamente Chiara e la Elliot Edizioni per avermi permesso di leggere questo prezioso libro!


Trama

Alfred Jones, un oscuro e timido ittiologo londinese che lavora per l’ente statale di tutela della pesca, viene incaricato da un ricchissimo sceicco yemenita di collaborare al progetto di introdurre il salmone tra le aride montagne dello Yemen. Alfred, consapevole dell’ assurdità del progetto in questione, all’inizio rifiuta, ma poi viene esortato ad accettare l’incarico – pena il rischio di licenziamento – dai suoi superiori, e quindi addirittura dal portavoce del primo ministro inglese, convinto in questo modo di poter sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle tensioni della guerra in Iraq. Così Fred viene trascinato controvoglia in quest’impresa bizzarra e apparentemente impossibile insieme al carismatico e visionario sceicco e alla sua giovane assistente Harriet. È solo l’inizio di una serie di avventure e disavventure esilaranti e tragicomiche che lo vedranno protagonista tra politici spregiudicati, terroristi islamici, nazionalisti scozzesi, pescatori lobbisti e dubbi sentimentali: Alfred, infatti, partirà per lo Yemen lasciandosi alle spalle un noioso matrimonio senza amore e molte delle certezze che lo hanno guidato fino a quel momento della sua vita.

«Una brillante satira, affascinante ed estremamente divertente»
THE OBSERVER

«Bellissimo»
THE NEW YORK TIMES

«È straordinaria la capacità dell’autore di affrontare argomenti così seri facendoti ridere…
Un trionfo»
THE GUARDIAN

«Paul Torday è il miglior narratore inglese di oggi»
TIZIANO GIANOTTI – D DI REPUBBLICA





domenica 17 giugno 2012

PATRICIA BRENT, ZITELLA di Herbet G. Jenkins Recensione

Cari lettori, qualcuno di voi avrà già fatto un "inventario" dei libri da portare in vacanza, o da leggere durante le ferie....allora aggiungete anche questo alla pila, perché è uno di quei libri da leggere per riposare e allegerire il morale!!!

Ringrazio Chiara e la Elliot edizioni per questa piacevole e carezzevole lettura, scacciapensieri....



Pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1918, questo romantico e brillante romanzo fu un grande successo. La sua fortuna editoriale dura ancora oggi ed è continuamente ristampato come piccolo classico dell'umorismo inglese nella tradizione di Oscar Wilde.

 

Patricia Brent, zitella
di Herbert G. Jenkins

Traduzione di Federica Alessandri
Pagine: 247
Prezzo: 15,00
Brossura


Trama

Siamo a Londra, durante gli anni della Prima guerra mondiale. La giovane Patricia lavora per un politico dalle scarse capacità e vive alla Galvin House, una pensione dove risiede una variegata ed eccentrica galleria di personaggi. Un giorno, la ragazza ascolta casualmente una conversazione tra due ospiti che parlano di lei con accenti pietosi, sottolineando come la ragazza non abbia nessuno che la inviti mai fuori. Sentendosi umiliata, in un momento di rabbia Patricia fa intendere agli abitanti della pensione di avere un fidanzato, sollevando la curiosità di alcune signore ficcanaso. Naturalmente, il fidanzato non c'è, né si intravede all'orizzonte, e quella che all'inizio sembra una innocua bugia facile da gestire si trasforma in una travolgente commedia degli equivoci: per paura di essere scoperta, infatti, Patricia coinvolge nella messinscena un ufficiale incontrato in un ristorante. Ma il giovane non è un ragazzo qualsiasi, si tratta di lord Peter Bowen il quale, con il passare del tempo, non si limita a reggerle il gioco ma si fa sempre più insistente perché il fidanzamento si concretizzi, tra lo sgomento di Patricia e molti malintesi.

Recensione

Era da tanto che volevo leggere questa "morbida" e carezzevole commedia degli equivoci!
Questo è uno di quei romanzi senza tempo (pensiamo che ha ormai quasi un secolo), che meritano di essere letti senza indugi, per la piacevolezza, la leggerezza e il sense of humor di certe situazioni.
Qui non ci sono personaggi scontati o sbiaditi, ognuno ha un posto e una mossa precisa da fare sulla scacchiera che è il romanzo. Già dalle primissime pagine, si entra nella vita "affollata" di Patricia, che vive in una pensione con una "gamma" di personaggi a cui piace vivere nella vita degli altri, ed in particolare in quella di questa ragazza di ventiquattro anni (ai tempi considerata grandicella per non essere sposata), segretaria senza abitudini mondane che diventa il bersaglio di tutti i coinquilini.
Lei sembra una donna sbiadita e anonima, invece oltre l'apparenza  si dimostra una persona dotata di intelligenza e profondità d'animo, anche se si costruirà un guscio anti-uomini dettato dalle convenzioni del tempo e dall'egida della zia Adelaide. Quest'ultima, il cui nome le si addice assai....è l'unica parente in vita della povera Patricia, che suo malgrado deve sottostare alle stravaganze dell'ingombrante e a tratti imbarazzante zia. Vogliamo parlare dei "pittoreschi" e quanto mai impiccioni coinquilini? Qui si apre un catalogo di svariate personalità....ci sono le donne annoiate e di una certa età che non potendo più avere una vita all'esterno della pensione, si infilano nei panni dell'unica persona che ancora possa condurre una qualche vita all'esterno, Patricia....e poi ci sono gli uomini che vivono sotto lo stesso tetto, e che vedono in quest'ultima una ventata di giovinezza e ingenuità da ammirare.
Dal giorno dell'incontro fortuito con il fidanzato immaginario diventato reale, Patricia si ritroverà catapultata in una vita più dinamica e allegra, scandita da incontri con persone lontane dalla sua abituale cerchia, che senza che lei se ne accorga, la porteranno a cambiare modo di vedere l'amore, gli uomini e il suo impettito atteggiamento verso il prossimo.
Il personaggio di Patricia, racchiude tante interessanti sfumature, al primo incontro sembra un pò svampita, lascia scivolare via le giornate senza entusiasmo, si è creata una "bolla" tutta sua dove permette a pochi di entrare e davanti allo specchio parla con l'immagine riflessa che se potesse le farebbe aprire gli occhi su tutte le qualità che possiede ma non riesce a vedere. Chiude la porta all'amore perché non si sente all'altezza, ma in fondo pensa solo a quello che potrebbero pensare "gli altri" se sapessero come ha conosciuto il giovane su cui ha fatto colpo. Sarà un'incursione aerea ad aprirle gli occhi quando ancora non è troppo tardi....allora si schiuderà all'amore come una rosa al sole.



L'autore


Herber G. Jenkins, nacque in Inghilterra nel 1876 e fondò l’omonima casa editrice Herbert Jenkins Ltd. Scrisse numerosi romanzi e saggi. Due suoi romanzi (tra cui Patricia Brent, zitella) e molti suoi racconti sono diventati film. Morì all’età di quarantasette anni a Londra.