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mercoledì 17 ottobre 2018

LE TRE DEL MATTINO Gianrico Carofiglio Recensione

Le tre del mattino è un romanzo di formazione condensato  nello spazio di poche ore,che pone in essere il confronto tra un padre che sta invecchiando  e un figlio alle soglie dell' età adulta:  mettendo in luce il non detto e il non compreso   covati  dall' uno e dall' altro   per anni, per decenni, per tutta la vita, con risvolti inattesi. 

Einaudi 
LE TRE DEL MATTINO 
GIANRICO CAROFIGLIO 


Collana: Stile Libero 
Genere: narrativa contemporanea 
Pagine: 165
Prezzo: € 16.50
ebook: € 8.99 
QUI il link Amazon per l' acquisto 
Disponibile all' ascolto su Audibile, letto dall' Autore stesso  

La Trama
Antonio è un liceale solitario e risentito, suo padre un matematico dal passato brillante; i rapporti fra i due non sono mai stati facili. Un pomeriggio di giugno dei primi anni Ottanta atterrano a Marsiglia, dove una serie di circostanze inattese li costringerà a trascorrere insieme due giorni e due notti senza sonno. È cosí che il ragazzo e l'uomo si conoscono davvero, per la prima volta; si specchiano l'uno nell'altro e si misurano con la figura della madre ed ex moglie, donna bellissima ed elusiva. La loro sarà una corsa turbinosa, a tratti allucinata a tratti allegra, fra quartieri malfamati, spettacolari paesaggi di mare, luoghi nascosti e popolati da creature notturne. Un viaggio avventuroso e struggente sull'orizzonte della vita. Con una lingua netta, di precisione geometrica eppure capace di cogliere le sfumature piú delicate, Gianrico Carofiglio costruisce un indimenticabile racconto sulle illusioni e sul rimpianto, sul passare del tempo, dell'amore, del talento.

«E papà suonò da solo. Io non lo avrei confessato nemmeno a me stesso, ma ero orgoglioso e fiero di lui, e avrei voluto dire a chi mi stava vicino che il signore alto, magro, dall'aspetto elegante che era seduto al piano e sembrava molto piú giovane dei suoi cinquantun anni, era mio padre. Quando finí, inseguendo il senso di ciò che aveva suonato in due scale conclusive e malinconiche, scoppiò un applauso pieno di simpatia. E anch'io applaudii e continuai a farlo finché non fui sicuro che mi avesse visto, perché cominciavo a capire che esistono gli equivoci e non volevo che ce ne fossero in quel momento».

Opinione di Charlotte 
Due sconosciuti che imparano a conoscersi, una vita di incomprensioni e una  breve vacanza forzata  per appianarle. Le tre del mattino, dopo  un inizio lucidamente drammatico che pone in essere le diversità tra un padre matematico e un  figlio in procinto di  scegliere quale percorso universitario intraprendere, racconta un viaggio sospeso in un tempo dilatato:  nella  Marsiglia nascosta, nottambula  e vivace dei quartieri meno battuti, dei locali tipici, della multietnicità,   e soprattutto nell' anima di due uomini che hanno sempre mantenuto le distanze, ma che confrontandosi a cuore aperto, complici la notte, l' alcool ed esperienze mai condivise prima, si aprono vicendevolmente e cominciano a conoscersi : scoprendo così  di avere molti più tratti comuni di quanto immaginavano , di assomigliarsi, di essersi sempre giudicati erroneamente e superficialmente.  Nessuno dei due  uomini sottovaluterà le confidenze e le esperienze che condividerà, e il viaggio  lascerà in entrambi un' impronta indelebile, rappresentando il loro punto di massimo incontro : il padre ricorderà a se stesso di essere un uomo, racconterà al figlio episodi a lui  ignoti, lo renderà partecipe dei propri gusti, fallimenti ed esaltazioni,  mentre il figlio riconoscerà nel padre il punto di riferimento che pensava di non aver mai avuto , il giovane che pensava non fosse mai stato, fino ad individuarvi persino  un complice spiritualmente  affine.
Da un lato la ricercatezza lessicale, dall' altro la fluidità nella comunicazione, la scrittura  di Gianrico Carofiglio è raffinata ed evocativa, ma anche  affabulatoria ed empatica: indugiando in sequenze liriche ma soprattutto in indagini introspettive, essa consente l' identificazione del lettore nei due personaggi , e favorisce la consapevolezza delle loro  insicurezze nell' approcciarsi ,accentuando  i loro tratti distintivi, il desiderio reciproco  di capire e di imparare l' altro, lo stupore nel riscontrare affinità inaspettate e la curiosità crescente  di approfondirle.  Per tre giorni soltanto, nessun argomento  sarà precluso , e l' esito di queste confessioni  sarà indelebile nella  memoria dei due uomini: nonostante la malinconia per ciò che  è stato ormai perduto, tralasciato, frainteso accompagni via via  sempre più marcata il confronto e la scoperta reciproca, padre e figlio si ritroveranno  reduci da un' esperienza formativa ed affettiva intensa e proficua. 

L' Autore


La biografica di Gianrico Carofiglio su Wikipedia 
La sua Pagina Autore su Amazon QUI 
La Pagina FB dedicata al romanzo QUI 


mercoledì 22 agosto 2018

SABBIA NERA Cristina Cassar Scalia Recensione

Il nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia è molto diverso dai suoi lavori precedenti: la prosa dell' autrice si tinge di giallo rivelandosi oltremodo accattivante, in virtù di un intreccio ben congegnato ricco di imprevisti e colpi di scena, e di personaggi tridimensionali dalla straordinaria umanità, ai quali è impossibile non affezionarsi.

Einaudi
SABBIA NERA 
CRISTINA CASSAR SCALIA 

Collana: Stile libero
Genere: Giallo
Pagine: 392
Prezzo: € 19,00
ebook: € 9,99
QUI il link Amazon per l' acquisto 

La Trama
Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell'Etna, nell'ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza. Risalire all'identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l'aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l'intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.

Opinione di Charlotte 
La versione femminile del Commissario Montalbano è scaltra , testarda, amante della buona tavola e delle pellicole in bianco e nero; possiede un profondo senso della giustizia, un fortissimo spirito di squadra e un' innata  empatia  in grado di far affiorare dinamiche nascoste  e verità sopite.  Per lei affrancarsi da un passato tragico e da una relazione ingombrante  non è certo impresa facile, ma se si è attorniati da collaboratori fidati dalla spiccata personalità e dall' indiscutibile tenacia,  e si ha per le mani un caso curioso che ha radici nel passato e che prende il via dalla scoperta di  un cadavere risalente a mezzo secolo prima, la faccenda si fa oltremodo interessante e prende il sapore  avvincente del giallo classico in un contesto contemporaneo. Partendo da queste premesse il vicequestore Vanina Guarrasi avvia un' indagine che mescola testimonianze e chiacchiere di paese, aiutanti alle prime armi e veterani in pensione,  metodi di lavoro moderni e antiquati  ugualmente efficaci, sospettati veri o presunti , primattori vivi o deceduti. Lo scavo nel passato e nella psiche delle persone coinvolte a diverso titolo nella vicenda regala un affresco di "sicilianità" e di storia trinacria più o meno recente che calamita l' attenzione del lettore in un incessante sovrapporsi di supposizioni, racconti, colpi di scena : sullo sfondo tratteggiato mediante la definizione   di colori, sapori, odori più o meno gradevoli, evocativi ed intensi , l' Etna che incombe su Catania e la sabbia nera che fuoriesce dal suo cratere impolverano la verità, impastano vicende passate e presenti vere o presunte tali, celano inganni che solo spazzati via una volta per tutte porteranno a  soluzioni incontrovertibili. 
Cristina Cassar Scalia è diretta, fluida, magistrale nel creare suggestioni ed emozioni, e anche in qualità di " signora in giallo" le indiscusse qualità della sua scrittura vengono valorizzate appieno : auspico che Sabbia nera sia la prima  di una lunga serie di storie create su misura di personaggi /amici che hanno tantissimo da raccontare a se stessi, ai loro coprotagonisti, ai lettori. 

Di Cristina Cassar Scalia abbiamo recensito:
La seconda estate ( Sperling&Kupfer 2014, recensione QUI)
Le stanze dello scirocco (  Sperling&Kupfer 2015, recensione QUI) 

L' Autrice


Cristina Cassar Scalia è nata nel 1977 ed è originaria di Noto. Medico oftalmologo, attualmente vive e lavora a Catania. Ha pubblicato per Sperling & Kupfer La seconda estate (2014, Premio Internazionale Capalbio Opera Prima) e Le stanze dello scirocco (2015). Per Einaudi ha pubblicato Sabbia nera (2018), di cui sono già stati opzionati i diritti cinema e tv, ed è il primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi.

martedì 12 maggio 2015

IL PERDONO Sara Bilotti Doppia recensione

Sara Bilotti ci ha fatti restare “ tra color che son sospesi”  per due romanzi, concedendoci dei finali  che immaginavamo non essere definitivi, provvisoriamente soddisfacenti ma con quel pizzico di magone che ci faceva dubitare della giustezza delle decisioni dei protagonisti.  Insieme a Eleonora  sceglievamo un fratello, e subito rimpiangevamo qualcosa dell’ altro: Emanuele e Alessandro, due personaggi totalmente complementari, vittime e carnefici a loro modo,  tra i quali una preferenza radicale è sempre stata difficile anche per la lettrice: figuriamoci  per una protagonista controversa e attratta irrimediabilmente da entrambi! Sara Bilotti è un po’ come Alessandro Vannini,  ha creato illusioni che il lettore ha bevuto come verità,  ha fatto emergere degli aspetti  e ne ha tenuti nascosti degli altri. Ora però l’ autrice sfodera il suo "lato – Emanuele" , quello concreto di chi vuole dire le cose come stanno...


 Einaudi


IL PERDONO
SARA BILOTTI

Collana: Stile Libero
Genere: Erotico nero
Pagine: 260
Prezzo: € 14,00 
ebook: € 6,99


La Trama 
Eleonora ha ventotto anni e non vede Corinne da quattro. Così, quando la sua amica d'infanzia la invita nella meravigliosa tenuta toscana di Bruges dove vive insieme al suo compagno Alessandro, proprietario terriero con la passione per il teatro, Eleonora accetta. Presto si accorge che sulla villa e le persone che la abitano aleggia un segreto, che riguarda Alessandro e suo fratello Emanuele. Eleonora è soggiogata dal loro fascino. Il primo è generoso e gentile, l'altro è ruvido e sanguigno, ma entrambi la catturano in un gioco ambiguo. Eleonora desidera Alessandro, ma rinuncia a lui per proteggere Corinne, come fa da sempre. Alla violenta bellezza di Emanuele però non riesce a sottrarsi, e con lui scopre quanto possa essere eccitante perdere ogni controllo. Ossessionata dai due uomini, Eleonora deve a ogni costo capire cos'è successo nel passato. Non sa ancora che è l'unico modo per liberarsi del danno originario che ha subito. Solo scavando nel loro cuore e nel loro corpo potrà finalmente curare la propria ferita.


Opinione  di Charlotte


– Le cose lontane sono così attraenti. Come i luoghi che non hai ancora visto
  Siamo alla resa dei conti e  ancora una volta tutto viene azzerato e rimesso in gioco :  come in un puzzle complesso si cerca di distruggere l’immagine imperfetta che era stata creata in precedenza, per poi  incastrare nuovamente le tessere nel modo migliore possibile. Ed ecco, un percorso esplorativo catartico   vede protagonista indiscussa  Eleonora:  la quale una buona volta  anziché indagare il vissuto complesso degli altri personaggi immedesimandosi nei loro drammi personali,  se non vuole perdere quello che ha trovato a Bruges, se vuole trovare il proprio posto nel mondo e nel microcosmo che ha cambiato la sua esistenza,   è costretta e mettersi di fronte a uno specchio e a guardarsi dentro sviscerando il  passato sepolto, le proprie paure, i propri blocchi;  nella ricerca di una stabilità emotiva.  La seguono a ruota tutti i comprimari della vicenda, in parte già "smascherati" ma non per questo meno ambigui e sorprendenti del solito: essi ancora una volta  stupiscono il lettore con ruoli e comportamenti inaspettati.
Tutto in questo romanzo ruota attorno al  perdono da guadagnare e da concedere, agli altri e a se stessi, con lungimiranza e in modo definitivo.   Ecco Alessandro l’ attore, Emanuele l’ istintivo, Corinne la malinconica, Denise l’ egocentrica, Maurizio  il dimesso : quanto c’è di vero in quello che sappiamo di loro? Quanto c’è da scoprire? E’ proprio tutto così ben definito o nei meandri del non detto e del sospeso si celano degli elementi a sorpresa che possono mutare le prospettive?  
E poi, quanto importante è scoprire la verità della mente, e quanto invece è fondamentale sentirla visceralmente?  
Se nei due libri precedenti abbiamo cercato  di capire i personaggi attraverso l’ indagine meticolosa della loro psiche, senza  giungere a conclusioni risolutive,  questa volta sono i sensi ad essere rivelatori,  e  le consapevolezze sono ottenute dal  corpo: Eleonora scopre   attraverso le sensazioni fisiche  quel che non è riuscita a capire in giorni e  notti di elucubrazioni. Ed ecco un sesso di quelli che purtroppo si leggono molto poco:  travolgente, disperato, intimo,  che vale più di belle parole e di confronti drammatici, di “ prove d' amore” e di confessioni più o meno piacevoli e verosimili.  
All’ inizio de Il perdono  Bruges è pressoché disabitata, quasi stesse aspettando che i personaggi vi si insedino nuovamente con nuove regole e nuovo spirito. Tutti sono in crisi ed emotivamente lontani  se non ostili l’ uno all’ altro: Emanuele  vuole tutto, Eleonora non riesce a darsi, Alessandro è presente anche nel vuoto della sua assenza, Corinne è ostinata nella sua ossessione a senso unico. E  tutti  sono accomunati dal credere di non meritare amore, in un susseguirsi di fraintendimenti, illusioni, diffidenza, che se non chiariti possono portare all’allontanamento definitivo.   
Se nei volumi precedenti Sara Bilotti aveva ingarbugliato i fili, adesso decide di dipanarli, ma lo fa alla sua maniera, e fino alle ultime pagine il lettore non ha esatta coscienza di cosa troverà all' arrivo: è un po' come   un atterraggio di fortuna  dopo un viaggio transoceanico, del quale i personaggi non hanno chiara la destinazione, né il tipo di accoglienza che verrà riservata loro, né da chi.  
Lungi da me guastarvi il piacere della scoperta de Il perdono ,  l’ unica cosa che mi sento di anticipare è che l'  itinerario progettato da Sara Bilotti incuriosirà a dismisura il lettore già soggiogato dai romanzi precedenti:  affrontando ambiguità, inquietudini e  - finalmente -  consapevolezze e rivelazioni importanti, egli giungerà al traguardo dell’ epilogo, in una   Bruges che lo ha già ospitato attraverso i personaggi della trilogia  ma che gli parrà inedita. Chi sembrava lasciarsi vivere manifesterà una forza insospettabile, chi sembrava inarrivabile diventerà prevedibile; ma ognuno troverà il proprio posto nel bene e nel male, nella propria piccolezza e fallibilità , nella propria  grandezza e unicità: senza l' esclusione di nessuno. 
In tutto questo Sara Bilotti fino all’ ultima pagina si dimostra estremamente coerente con lo spirito dell’ intero suo lavoro, fortemente introspettivo ed estremamente carnale,dando ulteriore conferma  di grande eleganza ed efficacia espressiva  e di enorme  lavoro interiore. Parlando di sentimenti senza sentimentalismi, di attrazione senza luoghi comuni, di indoli che non cambiano ma che vengono messe alla prova,  di emozioni che non muoiono e restano latenti;   di un domani mai  troppo definitivo ed edulcorato, ma basato sulla  sincerità  di oggi   e sul superamento delle difficoltà di ieri.

 Opinione di Foschia75


Che dire, abbiamo atteso affamate di sapere che tipo di sipario sarebbe calato su questo dramma familiare, e adesso che sono arrivata alla parola fine, ho quel magone nostalgico che si riverbera sul lettore quando proprio non vuole accomiatarsi dalla storia. Inutile dire che la trilogia di Sara Bilotti ha funzionato dal primo libro, per diversi motivi. Il primo per questa sensazione di inquietudine che assale il lettore, nello stesso modo in cui assale i personaggi. Il secondo è la vulnerabilità e l'equilibrio instabile che Eleonora trasuda fino ad avvolgere anche l'impotente quanto ammaliato lettore; e in questo terzo romanzo tutte queste sensazioni sono amplificate, trasmettendo quella persistente quanto potente sensazione di smarrimento emotivo e frustrazione che permeano la vita di Eleonora. Casa è dove c'è Amore, casa è dove ci si rende conto di volersi assolutamente costruire il nido, ma tutte queste cose una donna come Eleonora le può capire solo dopo aver toccato il fondo, aver sguazzato nell'autocommiserazione e aver rischiato in tutto e per tutto di perdere ciò che forse in fondo è proprio Casa. 
Inutile dire che anche questo terzo romanzo non può non soddisfare il mio amore viscerale per la belva Emanuele, l'uomo sanguigno e selvaggio, capace di far divampare il fuoco della passione e della lussuria con un solo sguardo (non faccio fatica a crederci!). Il grande pregio di Sara Bilotti è la magistrale cura con cui passa intense quanto violente pennellate per tratteggiare i suoi personaggi, plasmando un meraviglioso quadro dalle tinte cupe dove, tra un chiaro scuro, si intravedono pennellate pastello, capaci di restituirci quel briciolo di luce che alimenta la speranza nel perdono verso se stessi. 
In questo ultimo appuntamento con i personaggi di Bruges, tutte le carte dovranno essere scoperte, tutti i sentimenti dovranno essere chiariti, il passato finalmente lasciato andare nell'oblio. Tra tutti quella che ancora non riesce a lasciare il passato alle spalle sarà Eleonora, che dovrà trovare dentro se stessa, la forza e il coraggio di rimanere, smettere di fuggire da se stessa e dagli altri; ha un uomo che, nonostante i difetti e l'essere scostante, la ama, profondamente, ossessivamente, e ormai ha gettato la maschera da un pezzo. Nonostante tutta l'insicurezza e le debolezze di Eleonora, lui sa quello che vuole, con chi vuole costruire il nido per il futuro. Rimane lei, l'ultima a non aver ancora chiuso i conti con le ombre del passato, a non aver ancora perdonato. Farà tanti sbagli, tanti errori di valutazione dettati dal non aver trovato ancora il suo posto nel mondo, ma quando ormai sembra tutto perduto, cercherà di giocare l'ultima carta, quell'asso chiamato perdono.
Un finale che non mi aspettavo, considerata l'incostanza di Eleonora durata tutta la trilogia. Avevo immaginato uno scenario diverso, e anche questa volta l'autrice mi ha spiazzato senza riserve. Posso ritenermi assolutamente soddisfatta del botto finale, anche se questo prelude a un fastidioso senso di malinconia da epilogo. 
Infine, i  miei più sinceri complimenti a un'autrice che mette sangue e cuore in quello che scrive, che soffia anime tormentate nei suoi personaggi, che non ha paura di graffiare l'immaginario del lettore, invitandolo anzi in un teatro cupo ma irresistibilmente affascinate. Una trilogia davvero difficile da dimenticare, che entra sottopelle per la sua inquietudine, che poi è quella che permea la vita di ogni essere umano. Spero che Sara Bilotti abbia tagliato il nastro di un nuovo filone, abbiamo bisogno di "nuovo", ci piace leggere qualcosa che colpisca nel profondo, percependolo con tutti i sensi, assaporandolo con gli occhi dell'immaginazione, anche quella più intima e introspettiva. E' stato un bellissimo viaggio, che ha restituito sempre forti sensazioni, dalle più fisiche alle più emotive.
Confido che Sara ci delizi ancora con un bel clafoutis di tormento, dove ciliegie nere, affondino in un impasto morbido e conturbante di crepes.



La Trilogia 

L' oltraggio ( recensione QUI )
La colpa ( recensione QUI )
Il perdono

L' Autrice

Sara Bilotti è nata nel 1971 a Napoli, dove vive. Ha esordito per Einaudi Stile Libero nel 2015 con L'oltraggio e La colpa, Il perdono, che costituiscono una trilogia nera erotica.
La sua pagina Facebook 

martedì 10 marzo 2015

LA COLPA Sara Bilotti Doppia recensione

"In quel cortile, delimitato da mura di pietra antica, c'era la ragione della sua incertezza, incarnata da Emanuele e da Alessandro: da un lato un uomo irresistibile e determinato, divorato dai sensi di colpa, incapace di offrire sicurezze; dall'altra un uomo evanescente, traumatizzato dalle violenze subite da bambino, incapace di amare. Entrambi erano entrati nella sua vita e l'avevano messa sottosopra".

In questo passaggio c'è il seme del frutto che tenta Eleonora, La colpa di voler assaporare due lati della stessa pesca, cercando di stare lontana dalla parte meno buona, quella dove si intravede il nero...
Così ci piace immaginare questa donna, attratta dal frutto sbagliato, ma irresistibilmente seducente. Bruges come l' eden, Eleonora come una moderna Eva, in cerca della sua pesca perfetta: forse un miraggio, forse una possibilità, di certo un' indomabile  tentazione.


EINAUDI


LA COLPA 
Sara Bilotti



Collana:Stile libero
Genere: Erotico nero
Pagine: 282
Prezzo: 14.00 euro
e-book: 9,99 euro



Trama:

Nella favolosa cornice di un castello medievale sulle colline toscane, Eleonora assiste disarmata al matrimonio di Corinne e Alessandro: lei è la sua amica d'infanzia, quasi una sorella, lui è l'uomo di cui è innamorata e al quale ha rinunciato per non tradire Corinne. Del resto è per non subire le tentazioni del cuore che ha lasciato la tenuta di Bruges, dov'era loro ospite, ed è andata a vivere da sola. Anche se Emanuele, il fratello maggiore di Alessandro, la raggiunge quasi ogni notte. Lei è soggiogata dal suo modo violento e coinvolgente di fare l'amore, ma qualcosa le impedisce di cedergli fino in fondo. Qualcosa che la tormenta. Il passato dei due fratelli è pieno di segreti ed Eleonora è decisa a scoprire tutta la verità. Specialmente adesso che una donna misteriosa, bellissima e dall'aria indifesa, si è insinuata nelle loro vite. Forse non per caso.

 
Opinione di Charlotte 

“E invece no, la vita la trascinava come una scala mobile. Non era lei a generare le proprie azioni, ma una forza sotterranea di cui non conosceva le origini.”

Eccoci di ritorno nel microcosmo di Bruges: un mondo regolato da leggi proprie,  in cui convivono meraviglia e orrore, verità e menzogna, scelta e costrizione, sentimenti contrastanti e pulsioni istintive. La colpa è il secondo episodio di una trilogia che non viene percepita come una storia suddivisa in tre puntate , ma come un continuum nel quale di volta per volta viene affrontato lo stato d’ animo che dà il titolo al romanzo e che ne costituisce il leitmotiv.
In questo caso abbiamo a che fare con La colpa: che in modi diversi e partendo da presupposti differenti incide pesantemente sulle azioni e le emozioni di ogni iperbolico e complesso personaggio  del romanzo. Ciascuno in quel di Bruges ha la possibilità di interagire con  gli altri in modo  diretto e spontaneo,  facendo fluire senza filtro le proprie pulsioni e reazioni, esternando le motivazioni della propria inquietudine interiore, per quanto esse  possano rivelarsi particolarmente strane, incoerenti o soggette a repentini mutamenti.     
Se ne L’ oltraggio avevamo conosciuto più o meno approfonditamente  tutti i personaggi e si era profilata una vicenda dagli esiti ben definiti, ne La colpa Sara Bilotti con innata  fantasia ed eleganza naturale    rimescola le carte, detta nuove regole coerenti con il mondo da lei creato, imposta  meccanismi inediti di rapporto interpersonale e inserisce anche un “ lato suspense”: sicché succede imprevedibilmente di tutto .
Fulcro delle vicende narrate ne La colpa ancora una volta sono le fortissime ed antitetiche personalità dei due fratelli Vannini, Alessandro ed Emanuele: l’ uno sentimento sublime  tragicamente esasperato, l’ altro lussurioso e  distaccato bisogno primordiale. Due uomini estremamente diversi, entrambi incredibilmente attraenti e dominatori,  al centro di due universi paralleli in cui le persone - e nella fattispecie Eleonora  che fa un po’ da specchio e un po’ da spugna alle emozioni di tutti i protagonisti del romanzo -  vengono attratte verso la loro luce come  falene che rischiano di bruciarsi le ali:    senza sapere quale dei due scegliere, senza avere mai la certezza di essere parte del loro mondo, senza potere fare a meno di loro nonostante la potenza delle "personalità- Vannini"  metta in risalto le fragilità degli altri e rischi di schiacciarne la forza di volontà. Non ci sono vincoli sociali che tengano,  nè legami di parentela che possano  arginare il fiume in piena costituito dai due fratelli  costantemente sull’ orlo dello straripamento:  che esercitano il loro potere per  costruire regole, salvo distruggerle e modificarle a loro piacimento, senza mai dare risposte né punti fermi, ma  senza neppure escludere nessuno definitivamente dalle loro esistenze: con il risultato di restituire ai loro satelliti, e ai lettori che entrano a far parte dell’ entourage di Bruges ,   confusione dei sensi e sentimenti, rapporti conflittuali,  ferite sanguinanti, confronti e verità taciute.
Pochi sono i momenti di lucidità e chiarezza, le vicende assumono forme surreali e si susseguono a ritmo velocissimo:  il cammino dei personaggi nel tentativo di realizzare le proprie  aspirazioni assume la connotazione di un vero e proprio purgatorio in bilico tra il reale e il visionario, in cui in un’ atmosfera talora claustrofobica, talora  inconsistente e priva di punti di riferimento, è necessario patire per scontare le proprie colpe.
Pur essendo generalmente ostile al “ libro di mezzo” di una trilogia, ho apprezzato La colpa come romanzo a sé: ammiro lo stile di Sara Bilotti, evocativa e struggente, sofisticata nella scrittura ma al contempo di un’ immediatezza spiazzante nella trasmissione dei contenuti.  Nonostante anche questa volta l' autrice abbia regalato ai lettori un finale compiuto  "a modo suo" , troppi elementi sono ancora  in sospeso e in attesa di risoluzione: non resta che  aspettare fino a maggio per sapere se verranno effettuate  delle scelte, quali saranno le loro  implicazioni, e soprattutto  se sarà possibile Il perdono che dà il titolo al terzo romanzo della serie.   



Opinione di foschia75


Mi piace quando una trilogia migliora di libro in libro, supera l'impasse del secondo libro, ovvero quello che inevitabilmente fa da legante tra l'inizio e la fine di una serie. Inutile dire che dal terzo mi aspetto "la svolta", anche se già qui, c'è stata un'accelerata non indifferente. Se nel primo abbiamo conosciuto i personaggi e abbiamo cercato di percepire i pensieri più intimi di ciascuno, nel secondo avremo modo di conoscere meglio Emanuele e le sue reazioni (sarà per la mia spudorata preferenza, che questo secondo libro mi ha conquistata?), ci verrà svelato un po' più di Alessandro (anche se rimane assolutamente quello più enigmatico). Quello che mi ha colpito confrontando L'oltraggio e La colpa, è stato il cambiamento direzionale dei riflettori: nel primo, il velo nasconde molto del carattere di Emanuele, nel secondo è Alessandro a divenire quasi enigmatico per il lettore. In mezzo alla ridda di sensazioni che si propagano da entrambi i fratelli come un'onda d'urto, c'è Eleonora, sempre più sballottata dai repentini cambiamenti umorali dei due uomini, e dai suoi ancor più variabili stati d'animo. Sara Bilotti è stata ancora una volta molto abile nel farci percepire i pensieri della protagonista, circondata da persone spesso più "instabili" di lei. Il punto di forza di questa serie, è la continua sensazione di inquietudine dei singoli personaggi, impreziosita da bugie e mezze verità, buttate lì "per prendere tempo", la persistente sensazione di essere intrappolati in una tela e non sapere da che parte arriverà la brutta sorpresa.
Emanuele, che nel primo romanzo era l'anima nera della storia, qui appare vulnerabile in virtù dell'amore, che si stenta quasi a credere lo abbia profondamente cambiato. Altra virata subirà il fratello, e questo mi fa pensare a due lupi che girano intorno all'ignara preda, che non sa da chi proteggersi.
Ad impreziosire la persistente sensazione di inquietudine e insicurezza, si aggiunge un nuovo tassello legato al passato dei due fratelli, che sposterà l'attenzione, seppur temporaneamente su Parigi. Il passato piano piano comincia ad apparire sempre meno nebuloso, anche se l'autrice è stata molto brava nel seminare le briciole come Pollicino, senza mai far arrivare il lettore alla soluzione del mistero. 
Questa trilogia ha tutta la mia attenzione perchè nonostante l'erotismo non manchi ( è stato rispettato il lato "tormentato" del sesso, mai scadendo nel volgare!), quello che tiene il lettore incollato alle pagine, è la volontà dei protagonisti di voler toccare il fondo, la volontà di farsi e fare del male, in un estremo tentativo di essere amati e accettati per come si è ( che poi è quello che si richiede a un vero erotico).  Anche il "morboso" odio - amore tra Eleonora e Corinne, è un altro fondamentale aspetto di questa storia, un altro modo insano di amare e farsi del male, nell'estremo tentativo di capire qualcosa che si è sempre avuto davanti agli occhi, ma che probabilmente rende troppo vulnerabili. Innegabilmente sia Corinne che Eleonora, per motivi diversi, hanno un blocco interiore che non permette loro di vedere oltre l'antagonismo, perchè l'amore nelle varie manifestazioni, le ha sempre viste nemiche... eppure, qualcosa continua a spingerle l'una verso l'altra (chissà che il terzo romanzo, non ci riservi una svolta anche nel loro rapporto). 
L'epilogo di questo secondo capitolo fa ben sperare sull'apertura del terzo e sul finale che spero ci regali emozioni contrastanti.



La Trilogia

L' oltraggio ( recensione QUI )
La colpa
Il perdono ( Einaudi, maggio 2015)



L' Autrice


Sara Bilotti è nata nel 1971 a Napoli, dove vive. Ha esordito per Einaudi Stile Libero nel 2015 con L'oltraggio e La colpa, primi due volumi di una trilogia nera erotica. 

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