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mercoledì 4 gennaio 2017

IL QUADERNO DELL'AMORE PERDUTO Valérie Perrin Recensione

Avete presente quei libri che a colpo d’occhio credete già di conoscere, individuando sin da subito la direzione e la velocità con la quale vi attraverseranno? 
Credevo di trovarmi di fronte a uno di questi romanzi. 
Mi sbagliavo.


Se mi dice così, vuol dire che fa parte del nostro mondo, quello in cui non si crede che a ciò ce si vede.
Quello degli idioti, degli ingenui, degli ottimisti.



NORD
IL QUADERNO DELL’AMORE PERDUTO 
Valérie Perrin

Traduzione a cura di Giuseppe Maugeri
Casa editrice: Nord
Collana: Narrativa Nord
Genere: Narrativa
Pagine: 348
Prezzo: 16.90€
Ebook: 9.99€



Trama

La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l'amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino? Una storia delicata e commovente, un'autrice capace di descrivere con efficacia e tenerezza ogni sfaccettatura dei sentimenti: sono questi gli elementi che hanno conquistato la critica e che rendono Il quaderno dell'amore perduto un romanzo destinato a restare a lungo nel cuore di tutti i lettori che credono nel potere dei ricordi e dell'amore.


Opinione di Sybil

Quando ho iniziato a leggere Il quaderno dell’amore perduto ero quasi certa di conoscere il messaggio in esso contenuto. Personalmente amo i libri ambientati a cavallo tra passato e presente, un piede indietro e uno in avanti, amori difficili, perduti, ritrovati. Non so resistere al fascino di queste storie ingiallite e invecchiate dal tempo, custodi di sentimenti resi immortali e indelebili dal fluire degli anni. La sinossi del romanzo di Valèrie Perrin sembra proprio parlarci di questo, di una giovane donna nel presente che decide di ridare voce ad un amore perduto nel tempo, attraverso il ricordo di un’anziana signora residente in una casa di riposo. Fin qui sembra tutto scorrere come da copione, ed è per questo che in un certo senso ho iniziato la lettura con una doppia consapevolezza, ossia quella di trovarmi di fronte ad una storia di mio piacimento ma anche di essere dinnanzi al medesimo amore nascosto tra le pieghe del tempo e riportato alla luce da un personaggio curioso e affamato di verità. La doppia faccia della medaglia insomma, negativa e positiva… Il guscio del romanzo è proprio questo, ma vi posso assicurare che non sarà la sua prevedibilità a stupirvi. Sì, perché oltre l’involucro si nasconde un nucleo straordinario, una connessione di emozioni talmente potente e inaspettata da lasciarvi senza fiato. Io stessa credevo di trovarmi di fronte alla solita storia di un amore distrutto dalla guerra nel passato e di una passione cocente nel presente in grado di ridargli vita, ma mi sbagliavo, nel senso che sì, è vero, lo scheletro della storia è proprio questo, ma è il modo in cui viene sviluppata ad essere diverso, è il flusso vitale che fa vibrare le corde invisibili dell’anima a fare la differenza. Lo stile dell’autrice è fresco e scorrevole, nulla a che vedere con quelle storie addensate da melense regressioni nei ricordi. Ma badate bene, l’essere fresco e scorrevole non esclude il potere graffiante del contenuto. Vi assicuro che senza accorgervene, alla fine vi sentirete stravolti… 

Il romanzo prende vita dall’amore della protagonista per le storie nascoste nella mente e nel cuore delle persone anziane. La ragazza si chiama Justine, vive con i suoi nonni e suo cugino in un piccolo paesino in Francia e lavora in una casa di cura del posto. Il suo lavoro è tutto per lei, le permette di stare a contatto con le persone anziane, di ascoltare le loro parole, di osservare i loro occhi e rivederli vivi e pulsanti come quando a contornarli c’era un viso giovane e vitale. Gli anziani spesso sono soli, lasciati in silenzio a rievocare antichi fantasmi e proiezioni mentali di ricordi troppo dolorosi da sopportare in solitudine. Justine, non appena finisce il suo turno, corre dai suoi pazienti e dedica loro del tempo, ma non perché è un’eroina intenta a portare a termine una missione misericordiosa. In realtà lo fa perché è il suo cuore a gioire in loro compagnia, è la sua mente ad arricchirsi di nuove esperienze ed emozioni.
In particolare Justine è molto affezionata ad una signora di nome Hélène, una vecchia residente del paese ritornata a Milly dopo tanto tempo per trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella casa di riposo. Hélène custodisce una storia d’amore speciale nel suo cuore, la sua e di Lucien, il giovane figlio di un organista cieco che molti anni prima le imparò a leggere, ad amare ed infine ad essere felice. Il loro fu un amore stupendo e doloroso allo stesso tempo, distrutto dalla guerra e tenuto in vita dalla speranza e dalla tenera illusione che un giorno tutto sarebbe tornato a girare per il verso giusto. 
Justine cerca di raccogliere in un quaderno le memorie dell’anziana signora, rendendo immortale la storia ordinaria di un amore straordinario, scoprendo la vera natura del suo interesse: l’affetto sincero per Hélène e l’incessante bisogno di trovare a sua volta l’amore. È  così che dal quaderno prendono vita i ricordi di Hélène e di rimando anche l’esistenza stessa di Justine, distrutta da una tragedia avvenuta molti anni prima, un fato beffardo che l’ha vista diventare figlia di una nuova famiglia, quella composta dai suoi nonni, e sorella di suo cugino. Un nucleo familiare disomogeneo e pieno di segreti, pentimenti e frustrazioni, all’interno del quale fantasmi silenziosi respirano l’ossigeno degli esseri viventi…

Il quaderno dell’amore perduto è un romanzo intenso e travolgente, a tratti struggente e cupamente doloroso. È un libro che ci ricorda qual è il nostro posto, qui sulla terra, nel bene e nel male, a soffrire e gioire indistintamente, accettando sia i momenti felici sia quelli che invece vanno nel verso sbagliato. Ci ricorda che l’amore è potente, distruttivo, paradisiaco e tanto, tanto complicato, in ogni epoca e periodo storico. Sempre. 
Ci ricorda che non siamo altro che visitatori in questa terra di tutti e di nessuno e che il tempo a noi concesso è una nube densa di incertezza. Ma non sono questi i messaggi che in realtà il romanzo ci regala, queste sono solo le premesse. Il succo del discorso è un altro: vivere. Sempre e comunque, lanciando uno sguardo dietro la spalla ma senza perdere di vista quello che si ha davanti. Altrimenti nulla avrebbe un senso. Non avrebbe un significato amare, piangere, sorridere, lottare, sognare, crescere, diventare anziani e silenziosamente dimenticati. 
Il ricordo è tutto ciò che ci resta. 
Facciamo in modo di collezionare ricordi straordinari.


Bisogna sempre mettere un po’ di verità nei propri sogni, oppure il contrario. 




L'autrice 



VALÉRIE PERRIN lavora da sempre nel mondo dell’arte e per anni è stata fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Il suo talento nel cogliere attraverso l’obiettivo situazioni, atmosfere, emozionu, le ha fatto conquistare numerosi premi. Ed è proprio quel talento che emerge nel Quaderno dell’amore perduto, un romanzo d’esordio che ha incantato il pubblico e la critica.



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