giovedì 30 giugno 2016

TRADISCIMI SE HAI CORAGGIO BLOG TOUR + GIVEAWAY By Deborah Fasola - Intervista all' Autrice







Prosegue l' itinerario alla scoperta della commedia rosa più irriverente e fuori dagli schemi tra le uscite ormai imminenti. Con grandissimo piacere oggi ospitiamo nel nostro spazio virtuale l' intervista a un' autrice poliedrica, fantasiosa e ricca di talento. Deborah Fasola esordisce in Newton Compton con un romanzo che personalmente ho apprezzato oltremisura per la capacità di coniugare spontaneità, originalità e ironia  in soluzione  rosa intenso. 
Le caratteristiche di Tradiscimi se hai coraggio  rispecchiano appieno la personalità dell' autrice, che ringrazio di cuore poichè  con freschezza e sincerità si è divertita a giocare (semi)seria, prestandosi a questa intervista ficcanaso piuttosto articolata. Un botta e risposta ideato dalla sottoscritta  sull' onda dell' entusiasmo provato per gli scritti di Deborah: la quale  ha replicato di getto , con tali schiettezza,  sensibilità e dettaglio da commuovermi. Sono certa che anche voi non potrete rimanere indifferenti alla personalità della Fasola,  e allo spirito che anima Tradiscimi se hai coraggio: una lettura consigliatissima che saprà regalarvi batticuori e sorrisi!

Vi ricordo che  con il blog tour prosegue il Giveway del libro  cartaceo e di altri gadget, e che in calce al post troverete tutte le indicazioni per parteciparvi.

INTERVISTA A DEBORAH FASOLA
TRADISCIMI SE HAI CORAGGIO BLOG TOUR 
TAPPA#4



Una trama anticonvenzionale, un romanzo fondato sullo spauracchio  delle lettrici rosa: il tradimento! Perchè la scelta di questo tema? 
Sì, senza ombra di dubbio ho scelto un argomento spinoso, me ne rendo conto e credo di averlo fatto proprio per mettermi e mettere alla prova. Come si sentiranno le lettrici di fronte a un tema del genere? Giudicheranno, ci sarà empatia oppure comprenderanno? E, soprattutto, riusciranno ad amare lo stesso questi personaggi, umanamente imperfetti ma veri, quando li ho amati io?
Sono tutte domande che mi sono posta prima dell’inizio della stesura di una storia che è nata da sé, che si è delineata nella mia mente come un lampo, pungendomi con l’esigenza di essere narrata.
Erano mesi che sentivo storie di tradimenti e affini da amici e conoscenti, così mi sono trovata a volerne raccontare una a modo mio. Quanto fa male un tradimento? Si può perdonarlo? E se a tradire fosse l’unica persona che non la contemplerebbe mai come possibilità e che si odierebbe… dopo, cosa accadrebbe nella sua testa?
Credo di aver scritto di questo tema proprio per questo motivo, ossia perché nella vita non bisogna mai dire mai, perché quando qualcuno dice “A me non succederà mai” oppure “Io non lo farò mai”, a me scappa sempre un sorriso, perché errare è così umano che alle volte capita anche tra le pagine di una storia d’amore!

Qual è la tua visione del rapporto di coppia ideale nei libri? In altri termini, qual è il tuo “ rosa perfetto”?  
Una domanda complicata perché la mia storia rosa perfetta, e quindi l’amore ideale, per me è quello un po’ combattuto, quello che deve lottare per trionfare e che quando lo fa, è per sempre. Per questo tendo a non scrivere mai i seguiti nei miei libri: i protagonisti, dove ovviamente c’è il lieto fine ma spesso anche senza quello, si appartengono poi per sempre perché questo è il mio rosa. E mi piace immaginarli, insieme ai lettori, proprio così: felici, chissà dove, chissà come, ad amarsi in eterno.

Dalle pagine  di Tradiscimi se hai coraggio, si evince come tu non sia una persona che punta il dito sugli sbagli degli altri. Personalmente nel romanzo, tra una risata e un languore,  ho trovato molti spunti di riflessione obiettivi e pochissimi – per non dire nulli - giudizi a spada tratta. Niente stereotipi, né valutazioni preconfezionate su alcun comportamento.  Qual è il messaggio che vuoi trasmettere al tuo lettore con Tradiscimi se hai coraggio ?  
Assolutamente no, non lo sono, è vero. Ed è vero allo stesso modo che vedo gli errori più come delle esperienze da cui apprendere che come occasioni per puntare il dito sugli altri. Perché è troppo facile additare e dirsi schifati proprio quando, appunto, noi potremmo un giorno commettere lo stesso errore. Anche quando questi sono a mio danno, cerco sempre di coglierne le sfumature o quantomeno di capire che sono cose che succedono.
Non amo giudicare le persone, lo dirò fino alla fine dei miei giorni, ed è per questo che sembro defilata o asociale; la verità è che cerco di non fare la guerra e di evitare le unioni per giudicare o mettere in croce gli altri. Questo è anche un po’ il messaggio che vorrei passasse con questo libro: Non giudicate mai e non dite che a voi non potrebbe mai accadere…
Oltre a questo però vorrei che passassero altri messaggi, non meno importanti, come il perdono, la comprensione e l’amore. Vorrei che Olivia facesse comprendere a chi legge di lei che tutti gli schemi mentali, anche quelli rigidi, possono cambiare repentini – soprattutto se il cuore ci mette lo zampino – e che anche se si sbaglia, le cose si possono sempre sistemare, soprattutto se ci si riesce a perdonare, a perdonarsi e a comprendere l’errore.
L’amore tra i due protagonisti nasce nel momento e nel modo peggiore possibile, nasce come un errore, ma anche dalle cose peggiori, quindi, può venire qualcosa di bello. Ecco perché tutto, persino sbagliare, tradire, confondersi e odiarsi, alla fine insegna…
Questi sono i messaggi che vorrei lasciare, insieme alla leggerezza di una risata, alla comprensione che un pensiero cattivo e crudele non è mai qualcosa da demonizzare e basta, ma spesso uno sfogo. Il romanzo dà inoltre largo spazio alla famiglia e alle relazioni interpersonali in questa, quindi un ulteriore messaggio che ci terrei a far passare in questa mia storia è l’importanza delle relazioni con la famiglia, che anche se incrinate dalle cose peggiori, possono sempre guarire e per le quali si deve sempre lottare.

Perché hai scelto  proprio New York per ambientare la tua storia ? Cosa hai trovato nella metropoli USA che ti ha spinta a preferirla ad altri luoghi?
New York mi sembrava essere la cornice ideale per questa inusuale storia rosa. Una sfavillante Grande Mela di cartapesta che racchiude personaggi e storie brillanti e intense come lei, travolti da un ritmo serrato come una metropoli simile richiede. Inoltre amo l’America e usare il suo cuore pulsante come ambientazione mi è sembrato un buon modo per onorare questa mia passione profonda.

Cosa c’è di te in Olivia? Come si è formata nella tua testa la sua figura? E in senso più ampio, com’è la Donna con la “d” maiuscola  di Deborah Fasola?
Olivia è un po’ me. E’ tanto me, a dire il vero. Ogni suo singolo pensiero è il mio, ogni suo ragionamento, ogni sua reazione… è tutto nato come se io fossi stata lei in quelle circostanze. Ho voluto donarle un amore complicato e originale, così ho scelto di farla innamorare del ragazzo sbagliato… e nonostante ciò lei è me anche per come ama: di pancia, negandolo a se stessa ma coinvolgendosi sempre di più, contro a tutti, nonostante quei tutti lei non li lascerebbe mai. Olivia è una che lotta, è una donna dignitosa che ha dei limiti ben chiari che non vorrebbe oltrepassare mai ma che quando le capita di farlo, lotta ancora e non si dà per vinta, lotta per rendere migliore la sua se stessa e la sua vita, in un certo senso, ma senza distruggere per forza quella degli altri.
Olivia è quindi nata piuttosto rapidamente, sia fisicamente che caratterialmente, ho soltanto dovuto trasferire la me di qualche anno fa e il mio carattere dentro di lei; di preciso, quindi, non so come sia la Donna con la D maiuscola come mi chiedi, di sicuro però non la è la donna perfetta, perché quelle senza macchia e che non sono mai cadute non mi piacciono. Amo di contro le donne imperfette, quelle che lottano, che hanno ideali e una testa così funzionante da modulare su quelli ogni loro decisione, ben sapendo però che tutto può succedere e che sbagliare ci rende umani.
La Donna perfetta per me forse è proprio quella che sbaglia, cade, si rialza e ritrova la sua dignità, sa scusarsi, sa mordere la vita se occorre, ma soprattutto non giudica mai. E quest’ultima parte Olivia ha dovuto imparare a farlo, per esempio. La sua crescita nel romanzo, quindi, sta tutta qui: imparare a non giudicare perché anche a lei potrebbe accadere… e se accadesse, riuscirebbe poi a perdonare se stessa?

Penso che ogni scrittore ami i tutti suoi personaggi, anche i più cattivi e antipatici. Tuttavia, c’è fra i protagonisti di Tradiscimi se hai coraggio, una figura  con la quale hai avuto minore empatia o con la quale ti è stato più difficile relazionarti?
Potrei risponderti che non ho sopportato Alice, la sorella minore di Olivia e sua antagonista per eccellenza, eppure so che non è così: lei l’ho adorata proprio per il suo odioso comportamento e perché ha portato a termine in maniera eccellente il compito che le avevo dato. Così umana, così crudele, così vera.
Non ho legato invece con Max. una figura chiave, uno devi protagonisti indiscussi, che invece mi è uscito fuori un po’ ombroso e viscido, o perlomeno questa è stata l’impressione che ho avuto mentre scrivevo di lui.
A oggi non mi sta ancora simpatico, seppur lo reputi necessario, ma forse mi capita ciò soltanto perché è come se avesse ferito anche me, visto quello che ha fatto…
In genere sono molto empatica con i miei personaggi, tendo a viverli come tante parti di me, a vederli vivi, gli parlo, sogno di loro, ci penso continuamente e lasciarli mi addolora. Ecco, con Max tutto questo non è successo, eppure sono felice di aver “partorito” anche lui!

Domanda –gossip: Potresti essere attratta da un uomo come quelli che presenti nel romanzo ?
Assolutamente sì. Chris Collins è nato a immagine e somiglianza del mio uomo ideale. Ogni suo tratto, anche quelli non messi a nudo tra le righe, è per me irresistibile e speciale. Sia fisicamente che caratterialmente è quindi lui l’uomo da cui mi sentirei attratta ed è stato forse l’unico personaggio scritto da me di cui mi sia sentita davvero innamorata (e ancora lo sono!).

Ho letto diversi altri  tuoi libri: i lavori precedenti sono spesso thriller, fantasy, horror. Cosa ti ha spinta a cimentarti nella commedia rosa? E ad adottare, in questo caso specifico, un  registro particolarmente  “ agrodolce” , ironico e spigliato ma al contempo poco portato all’ edulcorazione e all’ idealizzazione delle relazioni amorose?  Immagino ti sia divertita a demolire i cliché del rosa nel tuo romanzo…
Sì, al mio esordio scrivevo fantasy. Ho all’attivo molti romanzi del genere e molti li ho ancora nel famoso cassetto. Successivamente mi sono ritrovata a scrivere horror, paranormale o meno che fosse, genere che amo tuttora senza dubbio ma poi… poi, come ti raccontavo, la storia di Tradiscimi se hai coraggio ha preso il sopravvento. Ricordo che non scrivevo da oltre un anno quindi quando ebbi l’idea mi trovavo in un momento di grande gioia, ma anche piena di energia e ho sicuramente dato il meglio di me; all’inizio sapevo soltanto di voler trattare questo tema e di voler provare a scrivere un chick-lit, genere di cui in quel periodo stavo leggendo, divertendomi, davvero molti romanzi (La dea Kinsella per prima) e quindi mi sono spronata a provarci e ad andare fino in fondo. Nei miei romanzi fantasy oppure horror, d’altronde la storia d’amore e quindi la traccia “rosa” è sempre stata fortemente presente, quindi non ho fatto altro che eliminare tutto il filone fantastico e provare a scrivere un rosa. Ci ho messo le cose più importanti per me: la famiglia, il tradimento e la capacità del perdono; ci ho messo un lavoro delizioso e poco conosciuto, ci ho messo l’importanza di avere fratelli e sorelle anche quando li vorresti solo odiare – io sono figlia unica e ne ho sempre sofferto – e, infine, ci ho messo dentro la storia d’amore e non un amore qualsiasi, ma un amore grande come quello dei film, un amore che non può essere messo a tacere né fermato anche se ti odi e se sai di star mettendo tutto a rischio, compreso ciò che ami di più, ossia proprio la tua famiglia.
Infine, come giustamente mi fai notare, ho voluto però creare intorno una struttura quanto più originale mi fosse possibile, scrivendo appunto un rosa ironico-non rosa, ossia demolendo un po’ quelli che sono i cliché del genere. Mi sono divertita tantissimo a scrivere questo romanzo e spero che anche questo arrivi e che anche il lettore si possa divertire allo stesso modo. Il segreto sta tutto lì, secondo me: di’ pure le cose ma addolciscile con un sorriso, rendile esplosive con un grande amore, condiscile con la tolleranza e abbracciale all’interno di una grande famiglia (senza dimenticare qualche piccola cattiveria necessaria!)

Come avviene in te il  processo creativo? Scrivi di getto o sei riflessiva? Sei notturna o mattiniera?  Ti isoli da tutto e tutti o riesci a fare 10 cose insieme mentre  pensi e scrivi?
Il mio processo creativo occupa il 100% delle mie giornate. Non c’è un solo istante in cui io non pensi a creare, da dieci anni a questa parte ormai. Ecco perché molti si scioccano per quanto scrivo o per quanti romanzi ho “nel cassetto”. La verità è che scrivere per me equivale a respirare, è un processo costante, naturale, necessario.
Di solito, come tutte le cose migliori, mi coglie all’improvviso nonostante io ci stia ragionando; quindi l’idea è quasi sempre fulminante e da quel momento parto a scrivere e non mi fermo più. Tuttavia ci rifletto molto su, durante la stesura per la trama in sé, e prima per trovare la trama perfetta, quindi mi definirei estremamente riflessiva (non facendo altro che pensarci). Di solito però scrivo appunto di getto, pagine e pagine – il mio record è di 120mila caratteri in un giorno – e per farlo non ho preferenza né di ore né di luoghi né di ciò che mi circonda. Posso scrivere in piena notte, da sola e al silenzio, come di giorno con i miei figli che giocano e urlano intorno a me. Quando scrivo mi isolo pur restando vigile, attiva e pronta a quello che ho intorno. Dovendo scegliere – anche se non posso comunque farlo sempre perché tendo ad assecondare ispirazione e spinte improvvise di “voglia” – però preferisco scrivere di mattina, con la mente fresca, in silenzio e piena di energia.
In definitiva credo di riuscire a vivere mentre penso e scrivo, e che anzi sia questo il bello, ciò che lo rende per me così necessario.

Quali sono i nuovi  progetti  in fase di lavorazione, e quali  i sogni nel cassetto?
Ammetto che il mio sogno più grande si è appena avverato, tuttavia credo che senza sogni sarei – e lo saremmo forse tutti – morta, quindi mi piace continuare a farlo, a sognare, magari anche in grande, perché no?!
Ovviamente spero quindi che la mia avventura con la Newton Compton possa proseguire anche perché ho, come ti dicevo, molti romanzi nel cassetto.
Attualmente sto per iniziare invece a stesura di una nuova commedia romantica che sta richiedendo molta “cova” proprio perché è un progetto molto carino che ho in mente da un po’ e voglio sia perfetto. Quindi lavoro e ancora lavoro, anche se non vivo affatto la scrittura come lavoro, impegno e fatica, ma solo come una grande gioia, che credo sia quello che mi ha fatto andare avanti in tutti questi anni, sopportando molte delusioni. Quindi proseguo con un sogno sempre nel cuore e un romanzo da scrivere sotto le dita.

Come hai vissuto il passaggio dalle piccole realtà editoriali, al self publishing, alla collana digitale, fino ad approdare ad una realtà della portata di Newton Compton? Cosa provi nel sapere che il tuo romanzo, finora acquistabile online o su ordinazione,  da oggi farà capolino ovunque: autogrill, centri commerciali, catene di librerie..?
A livello di piccole realtà editoriali ho incontrato davvero di tutto: delusioni immense come grandi gioie, amicizie, pianti e anche perdite economiche non indifferenti, tuttavia non rinnego nulla di quello che ho fatto perché ogni passo mi ha portata qui. Del self publishing ho invece un grandissimo rispetto, sia come autrice self che come amore incondizionato per gli autori indie che continuo a seguire; non mi negherò mai il piacere di ripubblicare ancora qualcosa in self publishing, comunque, un’esperienza bellissima che mi ha portato al mio sogno, ma anche a una piena realizzazione ancor prima che questo arrivasse.
Tra il self e Newton Compton c’è stato il mio sbarco in Rizzoli, nella collana digital only You Feel, altro momento che è stato fondamentale per formarmi: un clima nuovo e meraviglioso, fatto di presone serie e professionali, che mi hanno curato molte ferite e tra le quali ho conosciuto la mia grandiosa agente Alessandra Bazardi, che mi ha accompagnata per mano verso la felicità.
Adesso sono qui, in riva al mare Newton Compton editori, del quale ho già potuto respirare la fresca brezza di professionalità e passione. Mi sto trovando benissimo e sono anche in un altro mondo, fuori di me dalla gioia, così tanto che ancora non mi sembra vero. Se è vero ammettere che – come ogni scrittrice o scrittore, credo – è da sempre che sogno che tutto questo mi possa accadere, nel mio intimo mi ero già auto convinta che non sarebbe potuto succedere mai. E invece eccomi qui. Io. Proprio io.
Con il mio naso all’ingiù sulle parole, gli occhi che seguono le righe che si formano pian piano, le dita che battono impazzite, il cuore in tumulto. Io che come unico vero sogno ho sempre avuto soltanto quello di scrivere e scrivere ancora… ecco, è successo proprio a me.
Inutile nascondere il fatto che mi senta anche fiera: fiera e orgogliosa della ragazzina che scriveva fantasy sui quadernoni – spesso durante le ore di scuola, alle superiori, rischiando grosso (scusate, prof, ora saprete la verita!) – e della donna che non ha mai smesso di crederci ancora e lottare; fiera di averci creduto tanto da aver speso ore, notti, tempo e fatica per scrivere e creare. Orgogliosa perché so di avere i piedi per terra dove sempre resteranno.
Ma al tempo stesso mi sento anche felice di tutte le persone che mi hanno sostenuta e seguita fino a qui, dalla mia famiglia agli amici, dalle colleghe ai lettori e tutte le figure professionali che mi han dato fiducia. Voi blogger, gli amici venuti con la scrittura e mia nonna che mi ha regalato il mio primo libro.
Tutto come una catena per portarmi dove sono ora, alla felicità che unita ad altre felicità, mi fanno sentire davvero felice, fortunata e orgogliosa.
Un sogno che richiede fatica, me lo dico sempre, è il sogno giusto e io mi auguro sempre che cose tanto belle possano accadere a tutti, perché un sogno come questo che si avvera è felicità ma è anche la libertà di scegliere il sogno che viene dopo.
E finché si ha il grande privilegio di sognare, si è vivi.
Grazie di cuore a tutti voi, quindi, che avete deciso di sognare insieme a me…

In bocca al lupo a Deborah Fasola per la sua nuova avventura!!!

IL GIVEWAY 


Il giveaway è collegato al blog tour e vede in palio una copia cartacea autografata e dei gadget forniti dall'autrice.

1. In primis, occorre collegarsi all' evento su Facebook (https://www.facebook.com/events/101100650324200/?active_tab=posts)
Il tema centrale del romanzo è il tradimento, quindi dovrete mostrarci all' interno dell' evento la foto della persona che secondo voi potrebbe rivelarsi un buon amante, usando l'hashtag #amanteperfettogiveaway
2. Compilate il form che trovate al seguente link: https://www.rafflecopter.com/rafl/display/237c4b5110/  
Seguendo le indicazioni in esso riportate vi troverete a: 
- cliccare "mi piace" alla pagina facebook dell'autrice (https://www.facebook.com/debfasola/?fref=ts)
- cliccare "mi piace" alle pagine facebook dei blog aderenti al blog tour
- diventare lettori fissi dei blog partecipanti
3. Inserite il link della foto condivisa sull'evento in una delle tappe del blog tour


Vi salutiamo con
IL BOOKTRAILER





QUI la RECENSIONE di "Tradiscimi se hai coraggio " su Sognando tra le Righe, scritta quando ancora il " pargoletto" di Deborah Fasola non era ancora vestito Newton

 

10 commenti:

NotLoved ha detto...

Un'intervista lunghissima, ma davvero bella e sono contenta di aver saputo tutte queste cose di Deborah - da quelle legate prettamente ai libri a quelle più personali.
Di norma è vero che io dico di essere contro il tradimento, ma è anche vero che non mi sono mai trovata nella situazione di farlo e quindi ora potrei dire tante cose e magari poi non riuscirei a rispettarle.
Come Deborah però non giudico - una volta ho visto la mia ex-migliore amica baciare un tipo che non era il suo ragazzo, ma non l'ho giudicata né durante quel momento e neanche a posteriori.

Michela Martorelli ha detto...

Un'intervista ben dettagliata altro che ficcanaso!! Devo dire che io sono quella persona che ODIA il tradimento,sono quella che dice "non lo farò mai" e che schifa chi lo fa,lo confesso, però le tue parole mi hanno un pò preoccupata,non posso nemmeno lontanamente immaginare che potrebbe succedere anche a me..
Mi fa ridere il fatto che ci siano tuoi stessi personaggi con cui non sei in simpatia ^_^
Ed è lodevole il fatto che tu riesca a cambiare genere di scrittura nei tuoi romanzi,è talentuoso. Complimenti per tutti i tuoi traguardi passati e per questa nuova uscita

Michela Martorelli ha detto...

Link condivisione
https://twitter.com/MichelaFiorelli/status/748385985503838214

Sonia Serra ha detto...

Wow!!! Questa si che é una signora intervista! 🔝 in bocca al lupo a te e a noi per il giveaway 😁✌🏼️

Anna Perillo ha detto...

Una bellissima intervista ! In bocca al lupo per questa meraviglia! <3

Anna Perillo ha detto...

Questo è il link della foto del mio amante perfetto 😍 https://m.facebook.com/events/101100650324200?view=permalink&id=102147566886175

luigi ha detto...

che bella intervista, racconta molto bene cosa ha provato l'autore e perchè! ;)

isabella mantovani ha detto...

Bella intervista..ci sono alcune domande che avrei fatto io e che sono state molto esaudienti...sia sull'autrice che sul libro..brava!!
https://twitter.com/bebatag/status/748586171064795136

Laura Colucci ha detto...

Bellissima intervista e molto accurata!

Emrys efp ha detto...

Un'intervista molto bella, Deborah! Ti auguro tanta soddisfazione ^___^