martedì 19 aprile 2016

POISON Daniela Ruggero Recensione

Inizialmente l'ho scaricato perchè era gratis per qualche giorno, su Amazon. Poi una volta approdato sul mio infaticabile Kindle, non ho resistito a quella fastidiosa vocina che ogni tanto gratta come un tarlo. A volte sento un richiamo inspiegabile, mi piace leggere le prime pagine dei self, per vedere se scatta la scintilla. Nel caso di Poison di Daniela Ruggero, più che scintilla è stata una saetta!
Amo, oltre misura, quando il romanzo inizia con il prologo, che per me è importantissimo se pesca all'amo l'ignaro lettore. Ebbene, l'autrice è una gran pescatrice, quelle poche righe mi hanno presa senza riserve, senza che io potessi fare nulla per fuggire. Come è andata a finire? Che l'ho letto come se non ci fosse un domani.
Tanti sono i punti che ho dato a questo tormentato romanzo. 





Selfpublishing


Andrea era un maestro, un artista
 nel cogliere i miei stati d'animo 
e trasformarli in catene

POISON
Daniela Ruggero

Editore: Daniela Ruggero
Genere: Romance contemporaneo
Pagine:  254
Prezzo: 8,31
Ebook: GRATIS (temporaneamente)




Trama


Sara è una ragazza semplice, dal viso pulito e dal sorriso gentile. La sua vita è stata segnata da un'infanzia dolorosa. Andrea è il rampollo di una famiglia ricca e potente, tradito dal suo più grande amore chiude le porte della sua anima trasformandosi in un cinico maniaco del controllo. 
Il destino li unisce in un incontro casuale e sfuggente. I loro sguardi si incrociano e da quel momento nulla sarà più come prima. Nell'intensità di una storia dettata dal possesso e dalla passione portata al limite, Sarah e Andrea condivideranno le vite, mescolando il dolore dal loro passato alla speranza per il futuro. Ma può un cuore traboccante di rabbia ricominciare ad amare?



Opinione di foschia75

Tre sono i punti focali che un romanzo deve avere secondo i miei gusti: il prologo, l'ambientazione e lo stile... se poi i verbi sono utilizzati nel modo corretto fioccano ancora più punti.
Insomma, parto da quello che per molti può anche non esserci, ma che per me ha un valore inestimabile: il prologo.
Quando ho dato una sbirciata a  Poison e ho visto che aveva un prologo, e che quel prologo era scritto per essere l'amo, ero già più che ben disposta per questa lettura. E già con le prime due pagine, ai miei occhi questo romanzo aveva preso parecchi punti.
Non era una lettura in lista, ma ogni tanto esco dalla strada obbligata, per seguire l'istinto e il richiamo di un libro, e questa volta sono davvero felice di averlo fatto, perchè i due giorni trascorsi in compagnia di questa travagliata storia d'amore, dolore e redenzione, mi hanno tenuto incollata come non succedeva da tempo con un self.
Dopo la soddisfazione di un impeccabile amo, mi sono tuffata nella narrazione, risucchiata da un vortice emotivo davvero trascinante. Lo ammetto, quando trovo un romanzo capace di toccare il fondo dell'animo umano... io ci nuoto senza pietà. 
Altro punto a favore, l'ambientazione italiana, che anelo quando leggo questo genere. Sono davvero contenta che l'autrice, come poche, abbia dimostrato che scrivere romance tormentati si possa anche nelle nostre città, dimostrando che non c'è bisogno di snaturarci per poter leggere una storia d'amore tra un ricco rampollo della borghesia torinese, e una giovane ragazzetta dei quartieri umili. Come dimostra Poison, le dinamiche umane, si possono sviluppare anche in una città che ha molto da offrire in termini di movida notturna, palazzi di vetro e macchine aziendali. Ringrazio per aver letto una bellissima e intensa storia d'amore, tra luci e ombre, ma pur sempre inserita in un contesto a noi usuale e comprensibile.
Prima di entrare nella trama, vorrei dare un altro importante punto qualità allo stile e alla forma del romanzo. Quando una storia fila alla grande fin dalle prime pagine, quando i verbi sono tutti "vestiti" impeccabilmente per portarmi a ballare un pregevole valzer linguistico, mi getto senza riserve nella danza elegante e scorrevole, con piacevole soddisfazione. Lo stile di questa autrice si percepisce immediatamente, attirando il lettore nella tela con suadente immediatezza, trascinandolo nel vortice degli eventi in ammaliante apnea. Mi crogiolo nella scorrevolezza e nell'assenza di refusi di qualsivoglia genere.
Ora, dopo aver spiegato perchè il romanzo prende parecchi punti, a livello "tecnico", voglio entrare nel vivo della narrazione, in quel torbido sentimento chiamato amore, capace di renderci dipendenti dalla persona che amiamo, proprio come un veleno, che scorre prima in piccole dosi nel nostro circolo emotivo, poi via via, sempre più impetuoso, pervade l'anima, senza possibilità di guarigione.
L'amore ha mille volti, mille sintomi, ma quelli più velenosi, sono talmente subdoli, da non poter essere riconosciuti immediatamente, ma solo dopo anni di "infezione". Questo è quello che succederà a Sara, una volta che vedrà per la prima volta Andrea e ne diverrà dipendente.  
Non sto qui a rovinarvi la lettura con un riassunto di quello che succederà, ma ci tengo a sottolineare come l'autrice abbia saputo magistralmente intrecciare il travagliato passato di questi due giovani, con il loro "intossicato" presente. 
Andrea è il figlio ricco e ribelle, che ha lasciato il suo precedente "involucro" di bravo ragazzo (con ottime motivazioni!), per intraprendere la via più facile, quella che lo aiuta a non guardarsi indietro. Convinto di poter cavalcare e domare la vita, arriva a toccare il fondo in molti modi possibili, ormai assuefatto al dolore e al tradimento di quelli che dovrebbero amarlo.
Sara è come un fresco ruscello al quale lui si abbevera la prima volta e del quale non riuscirà più a fare a meno. Una luce nell'oscurità nella quale è precipitato. Un faro al quale fare affidamento nel mare in burrasca dell'esistenza. Sara con il suo sofferto passato, col veleno dell'esistenza che già scorre nelle vene, con la consapevolezza che la vita può offrire la felicità, ma che non a tutti è dato il privilegio di stringerla tra le maglie del cuore.
Insomma, due protagonisti così diversi tra loro, e davanti alla vita, da completarsi perfettamente come i due tasselli di un puzzle. Il giorno e la notte, il bianco e il nero, il bene e il male. 
In questa storia, Sara e Andrea si faranno male, in modi diversi, ma sempre estremamente intensi. Ameranno, soffriranno, saranno l'uno l'antidoto per l'altra. ma come in tutte le storie che si rispettino, per ottenere ciò che si brama, è necessario toccare il fondo e rischiare di perdere tutto.
Ho trattenuto il respiro nelle ultime pagine, perchè proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto, non bisogna mai abbassare la guardia...
Bello, intenso, tormentato, uno di quei romanzi che striscia sotto pelle, entra in circolo come un suadente veleno.



L'autrice


Daniela Ruggero nasce a Torino il 30 Settembre 1976, sposata e mamma. Nella vita di tutti i giorni è un'infermiera mentre nel tempo libero scrive. E' una lettrice compulsiva dipendente dal genere Horror e Noir. Ama il Fantasy in tutte le sue sfaccettature, ma non disdegna una buona storia anche se non fa parte di queste categorie. Ama le serie televisive come Supernatural e simili e Dexter Morgan è il suo serial killer preferito.

Il suo blog danielruggero.blogspot.it è nato per creare un contatto con i lettori e per sostenere gli autori emergenti che come lei si affacciano sul panorama letterario italiano camminando in punta dei piedi.


1 commento:

Daniela Ruggero ha detto...

Ringrazio per questa bellissima e inaspettata recensione. Parole davvero intense che mi hanno dato un sorso di gioia in un pomeriggio intenso.