lunedì 13 aprile 2015

IL CUORE INESPERTO Francesca Scotti Recensione

Un romanzo scoperto quasi per caso. Il blog era stato invitato dalla casa editrice alla presentazione del libro. Non potendovi partecipare, ho chiesto di leggerlo. Non avrei mai immaginato di leggere IL romanzo giusto, al momento giusto. Peccato non avesse altre cento pagine, le avrei apprezzate volentieri. Questa storia, conferma la pregevole qualità delle scelte editoriali che hanno sempre distinto la casa editrice Elliot. Francesca Scotti disincanta il lettore in modo attraente e scabroso, raccontando con stile asciutto e incisivo, una storia d'amore breve ma intensa, dove qualcuno si graffierà l'anima, e qualcun altro rimarrà prigioniero della propria silenziosa esistenza. 

ELLIOT EDIZIONI

La prima nota non è l'inizio,
nasce dal silenzio che la precede.

IL CUORE INESPERTO
Francesca Scotti

Collana: Scatti
Genere: Narrativa
Pagine: 180
Prezzo: 17.50
Ebook: 8.15


Trama

Anita non ha ancora diciott'anni, ma la vita la costringe a recitare un copione da adulta. Deve preoccuparsi per la madre, appassionata traduttrice dal giapponese, che spesso si dimentica di mangiare. Deve misurare le frasi per non dispiacere il padre nelle poche e deludenti serate passate insieme, previste dal giudice dopo la separazione. Deve esercitarsi con la viola ore e ore ogni giorno, perché le sue dita imparino a volare sulle corde. La musica è il solo sentimento stabile che conosca, l'unico al quale valga la pena di aggrapparsi. Forse è per solitudine, forse è per spregiudicatezza giovanile oppure per sfida che accetta l'invito a casa del suo nuovo insegnante al Conservatorio, Gabriele. Lui ha intuito il talento dell'allieva e promette che l'aiuterà ad affinarlo. Per Gabriele, invece, la musica è soprattutto un rimpianto, un'aspettativa disattesa che lo trascina in un'esistenza vuota. L'incontro con Anita, la grazia acerba delle sue esecuzioni, ma anche quel corpo esile che freme per diventare maturo, squarciano il suo torpore. Nasce così una relazione in bilico fra tenerezza e malattia, abbandono e sopraffazione.


Opinione di foschia75

Lettura fuori programma e quasi casuale. Una vera e propria scoperta, complice la mia smisurata passione per le storie fortemente introspettive, dove la psicologia dei personaggi è un irresistibile viaggio verso l'ignoto. Un romanzo ambientato nell'affascinante mondo della musica e del Conservatorio. Anita, studentessa alle prese con i complicati equilibri familiari e la vita scolastica. Gabriele, maestro al Conservatorio, uomo assai interessante, conduce una vita ritirata, tra lezioni pubbliche e private, tra una discussione con la sorella e giornate in solitudine. Due personaggi contrapposti, come il giorno e la notte, come il bianco e il nero. Anita giovane e ingenua, ma con un corpo e un intelletto che non passano inosservati. Ha talento ma ancora non è consapevole di quanto la musica possa assorbire l'anima e l'esistenza di chi la studia, cerca di applicarsi ma con scarsa empatia. Trascorre la sua giovane esistenza tra il conservatorio, la scuola e la separazione dei genitori, troppo presi dal loro ego, per rendersi conto di quanto Anita abbia smarrito la strada.
Nella selva emotiva di Anita, irrompe Gabriele, il suo maestro che, attratto dal talento e dal corpo acerbo di Anita, si illude di poter amare a modo suo, senza scendere a compromessi. Di Anita ama la freschezza e l'ingenuità, la plasmabilità emotiva e fisica, che lo inebriano fino a perdere di vista la realtà. La sua allieva è come un esile filo d'erba mosso dal vento, che segue la direzione degli eventi e, se li fa scorrere addosso in una sorda indolenza. Il maestro la invita a casa sua per esercitarsi, in vista dell'esame, e tra un accordo e l'altro tocca corde ancora inesplorate dell'animo di Anita che, assetata di emozioni e esperienze, si lascia "accordare" dal suo maestro.
In questo romanzo sono tanti gli intrecci psicologico-emotivi tra i personaggi: c'è il rapporto conflittuale tra madre e figlia, quello imbarazzato tra padre e figlia, quello tenero e impacciato tra Anita e il suo amico Ludovico, e quello in equilibrio precario tra Anita e Gabriele.
Ogni personaggio ha un bagaglio emotivo non da poco, a cominciare dalla madre della protagonista, per finire con la sorella di Gabriele. In questo via vai di esistenze, il lettore resta sempre in balia di un persistente senso di malinconia, di smarrimento, trasmessi dai protagonisti, soprattutto da Gabriele, che si lascia trascorrere i giorni addosso come pioggia, cercando di trovare un motivo per andare avanti, per non rimanere schiacciato dal desiderio e dall'ossessione verso Anita e quella folata di freschezza che ha portato nella sua "silenziosa" esistenza. 
Un particolare plauso all'autrice per aver reso magistralmente, nel loro vedo non vedo, le scene più intime ed erotiche.
Un romanzo introspettivo dove, attraverso le sfaccettature dell'amore, ci viene restituita una disincantata visione dell'esistenza umana. Un grumo di profili emotivi che si riverberano fisicamente sul lettore. Adoro questo genere di narrativa, malinconica, nichilista, ma meravigliosamente realista.


L'autrice




È nata a Milano nel 1981. Diplomata al Conservatorio e laureata in Giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile, selezione Scritture Giovani, vincitrice del Premio Fucini e finalista al Premio Joyce Lussu città di Offida. Dal libro è stato tratto l’omonimo cortometraggio per la regia di Alessandra Pescetta. Nel 2013, per Terre di Mezzo Editore, è uscito L’origine della distanza. Vive tra l’Italia e il Giappone. Il suo sito Internet è www.francescascotti.it.






2 commenti:

lilia63 ha detto...

È proprio fantastico quando ti imbatti in un bel libro....questo promette bene ....

foschia settantacinque ha detto...

Cara Liliana, non è un romanzo allegro, ma è Un romanzo. Poi ormai un po' conosci i miei gusti, un romanzo per colpirmi deve essere parecchio introspettivo, graffiare il mio immaginario, e questo ha tanto, tanto da dire e trasmettere!!!