martedì 3 luglio 2012

LA MUSICA DELLE PAROLE Emily St John Mandel Recensione

Non è facile dare un giudizio a questo particolare romanzo nel quale la parola sospesa tra le righe è OSSESSIONE che intrappola i personaggi in un forzato girotondo alla fine del quale, ognuno sarà libero in una delle tante possibili declinazioni, pagando un prezzo davvero alto.


LA MUSICA DELLE PAROLE
di Emily St. John Mandel


Traduzione di Sara Reggiani


Trama

Lilia Grace Albert ha viaggiato tutta la vita, cambiando costantemente luoghi e abitudini. È ripartita per nuove destinazioni talmente tante volte che non sa più come fermarsi. Rapita dal padre a sette anni, ha imparato a costruirsi un’identità fatta di tanti frammenti diversi che raccoglie con la sua inseparabile macchina fotografica. Adora la solitudine, e chi la conosce bene può figurarsela mentre cerca di cogliere l’immagine perfetta nel bel mezzo di un temporale.Ora sta lasciando New York, e con un bacio sulla fronte saluta il suo attuale compagno, ignaro che fra poco di lei rimarranno solo le impronte umide sul parquet. Questa è la vita di Lilia, e gli altri possono fare poco per cambiarla: si può forse ingabbiare la libertà? Ma cosa succede quando chi è abituato a fuggire farebbe di tutto per rimanere?



Recensione

Questo non è un libro qualunque.
Questo è un limbo che tiene prigionieri i personaggi, nella propria ossessione uno verso l'altro, in un vorticoso girotondo alla fine del quale, quando cesserà la musica delle parole, avrà fine il silenzio della sofferenza. Tutto ha inizio con un padre e una figlia, che inconsapevoli, innescano una reazione a catena lunga anni, nella quale entreranno in gioco personaggi come fattori insostituibili verso il risultato finale, senza diritto di replica. Una bambina, un viaggio lungo anni, un padre all'apparenza colpevole, un detective ossessionato dalla personale missione di una vita, un uomo innamorato e ignaro della verità che decide di voler salvare il suo amore. 
"Non so se so restare"
Questa la frase emblematica, firma il nucleo di tutto il romanzo.....una donna in fuga da qualcosa che ha rimosso molto tempo prima, il continuo spostarsi senza un'apparente motivo. Certe cicatrici interiori possono essere indelebili e rendere difficili i rapporti con chi ci circonda.....possiamo diventare l'ossessione inconsapevole di chi ci incontra sul proprio cammino. Possiamo essere la causa "inconsapevole" dell'incrinatura tra un padre e una figlia, tra un marito e sua moglie, tra un uomo e la sua donna. Si può far del male senza volerlo, al punto da spingere le persone a gesti estremi pur di liberarsi dal grido del silenzio e della solitudine?  Purtroppo si, e spesso continuiamo la nostra vita lineare, ignari di aver cambiato per sempre l'esistenza di persone che accidentalmente hanno incrociato il nostro passaggio. Lilia è come un ghiacciaio....scivola a valle, lentamente, in silenzio....ma lungo il suo cammino "plasma" le rocce sottostanti modificandole per sempre.
Era da tanto che non leggevo un libro così difficle da giudicare e commentare. Il titolo, mi lascia perplessa, perché in realtà ciò che ho colto è stata una fredda sensazione di silenzio dell'animo, qualcosa che vorrebbe uscire con un certo volume ma rimane intrappolato nella coscienza del singolo.





Ringrazio Giulia e la Leggereditore per avermi dato la possibilità di leggerlo. E' un libro davvero particolare e diverso dal solito.


L'autrice





Emily Mandel è nata in Canada e dopo aver studiato danza alla The School of Toronto Dance Theatre si è trasferita a New York dove vive con suo marito. Il suo primo romanzo Last Night in Montreal è stato finalista come libro dell’anno 2009 del ForeWord Magazine e The Singer’s Gun ha vinto un Indie Bookseller’s Choice Award. La musica delle parole è il suo terzo romanzo.

3 commenti:

Lorenza Marabelli ha detto...

Recensione breve ma bellissima! Non avevo inserito il libro nei prossimi acquisti, ma mi hai fatto proprio venir voglia di leggerlo :-)

sangueblu ha detto...

Da quello che dici e da come lo dici riesci a far sembrare meravigliosi anche dei "mattoni"... e credo che questo libro al di là di tutto sia bello "peso".... ^_^
Bravissima!

foschia75 ha detto...

@Lorenza: recensione davvero difficile....un libro triste, intenso e molto introspettivo. Non è sicuramente una lettura da ombrellone.
@my light blue: cara, era da tanto che non mi imbattevo in una parete senza appigli come questa....un libro mooolto introspettivo, a tratti intimidatorio per la forza con la quale vengono fuori sentimenti forti tenuti a lungo nel più profondo dell'animo.